01 DIC 2025
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Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 10:36 Durata: 22 min 8 sec
A cura di Alessio Grazioli
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Il cancelliere tedesco Merz invoca flessibilità sul regolamento che imporrebbe l'abbandono dei veicoli a motore endotermico entro il 2035.

Si attende una decisione della Commissione europea, prevista per il 10 dicembre.

La posta in gioco è alta, poiché il settore trasporto rappresenta il 20 per cento delle emissioni in Europa.

Pressioni dei gruppi industriali per rinviare la scadenza del 2035.

Il settore automotive in difficoltà: c'è un ritardo nella strategia per il passaggio dai veicoli a combustione all'elettrico; la domanda resta bassa per entrambe le categorie di veicoli; il prezzo …
dell'energia è salito a seguito della guerra in Ucraina; la concorrenza cinese sull'elettrico è elevatissima, soprattutto sulle utilitarie.

Ma il nostro continente è in grave ritardo nelle infrastrutture anche avrebbero dovuto sorreggere il passaggio all'elettrico, a partire dalle cosiddette 'colonnine'.

Se i veicoli elettrici resteranno costosi, potranno permetterseli solo i ceti medio-alti, mentre quelli svantaggiati dovranno accontentarsi di un parco macchine usato e con ritardo tecnologico.

Un tema che le destre europee, fortemente contrarie al Green Deal, potrebbero agilmente cavalcare.

Il rischio è che i costi della transizione ecologica si ripartiscano in modo ineguale.

Se però si abbandonasse il target del 2035, si metterebbe a rischio un settore che ha investito nel passaggio all'elettrico, impiegando un milione di lavoratori.

E i costi della decarbonizzazione si scaricherebbero su altri settori, come edilizia e industria pesante.

Al momento la Germania non chiede di posticipare la scadenza.

Ma comunque non potrà essere la sola Commissione a decidere, visto che il regolamento è stato approvato da Consiglio e Parlamento Ue, a seguito di una faticosa trattativa.

Se è sconsigliabile un rinvio della data di entrata in vigore del regolamento, è ragionevole trovare una formula di transizione, mantenendo il target ma ampliando la definizione di veicolo a basse o nulle emissioni o includere i veicoli ibridi, come chiede la Germania.

Ma intanto è essenziale elaborare una strategia industrialle credibile, investire su infrastrutture, concedere incentivi ai produttori e ai consumatori (alemano a quelli meno abbienti), mettere in piedi una filiera produttiva che sostenga il passaggio all'elettrico.

La Cina è riuscita in questo intento ed anche la Corea sta facendo progressi.

È necessario rendere conveniente il passaggio all'elettrico.

Ed evitare di tenere in vita un'industria ed una tecnologia che diverranno obsolete nel giro di pochi anni, a tutto danno dei consumatori europei.

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