Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Buongiorno questa stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale e quelli di oggi, domenica 11 ottobre.
E sicuramente le?
Le dichiarazioni, ma le azioni del presidente americano Trump sono la questione.
Di politica internazionale, la più rilevante è quella che occupa le aperture dei quotidiani Trump, ora via Zelenskij, il Corriere della Sera, l'ignobile patto di Trump è l'apertura di l'apertura di Repubblica Zelensky deve andarsene.
Sul quotidiano la Verità non si aggiunge che nel titolo che Trump probabilmente El è un è un titolo, è un'esortazione che la verità fa propria, ma comunque è virgolettato naturalmente.
Appena siglata l'intesa Washington Mosca su diesel bombardata l'ennesima raffineria russa, così sottolinea la verità, come dire, ma questi ucraini veramente motivo per cui il gasolio è a 2,3 euro al litro e quindi il tycoon si arrabbia, il leader ucraino vuole solo creare problemi al mondo via,
Quindi, il gasolio a 2 a 3 euro al litro, secondo la verità, non per quello che sta accadendo.
Nel nel Golfo, ma per colpa di per colpa di Zaleski, è in effetti più che a quel punto tutto torna, ma la questione.
È enorme perché riguarda quel questi casi, possiamo dire quel che resta o quel che restava del cosiddetto Occidente democratico, poi, se ci si può illudere che sia solo un problema in vista delle elezioni di mid term, che sia solo un po'di agitazione e propaganda di Trump per,
Trovare sollievo o trovare il capro espiatorio in occasione delle elezioni di metterne di mid-term, che si tratti di qualcosa di più profondo, lo dice anche la settimana, ma in particolare negli ultimi due giorni, segnati da un'altra questione direttamente collegata alla guerra in Ucraina.
E anche alla situazione in Medio Oriente che la questione della giustizia internazionale, il premio Nobel per la pace che non è andato a Donald Trump come Trump stesso.
Da un paio d'anni auspica.
Ma è andato a navi Pillai, una giurista internazionale, ex giudice, anche della Corte penale internazionale, e allora nel giro di poche ore la risposta è stata sanzioni contro la Corte penale internazionale, sanzioni americane contro la Corte penale internazionale e il patto con de sul per il gasolio il patto Trump Putin e che,
A quel punto, conseguenza logica, Zelenskij se ne deve andare è ovviamente qualcosa di.
Enorme è fondamentale su le vicende della politica internazionale e magari anche di quella interna, quella interna non sembra esserne ancora troppo troppo accorta, I le coalizioni sono alle prese con le loro questioni interne e la riunione dei leader del cosiddetto campo largo alla festa del manifesto.
Dall'altra parte, le liti a destra sul sindaco di Milano presentato il partito.
In più uno di Ruffini Gabrielli,
Ci sono insomma altre questioni da vedere, le conseguenze, il possibile strascico al sicuro strascico di ricorsi sulla legge sulla legge elettorale e andremo a vedere tutto questo anche il congresso in corso dell'associazione Luca Coscioni a Napoli, come spesso accade, se ne accorge solo chi contrasta fieramente le iniziative dell'associazione Luca Coscioni in questo caso il quotidiano, la Verità che se la prende anche con
Con la Corte Costituzionale, ma.
Andiamo per ordine, anzi per.
Introdurre lo scenario internazionale credo che la cosa migliore poi andremo a vedere l'intervista al giudice italiano della Corte penale internazionale Aitala sul Corriere della Sera, il giudice che, tra l'altro perché ci sono le sanzioni di Trump ma c'è anche Putin.
La Russia di Putin, l'ha, condannato in contumacia a 15 anni di carcere e anche su questo Trump Putin, Netanyahu Shipping si trovano si trovano in implicita o anche esplicita intesa.
L'attacco appunto alla Corte penale internazionale, il giudice Aitala, condannato dal regime di Putin, è intervistato dal Corriere della Sera e pone da non politico la questione di fondo in tutto questo la questione dell'Europa, una delle questioni rispondo, ma diciamo la questione per una speranza di redazione è possibile allora perché serve coraggio nel dire la verità?
Chiede, Ezio Mauro e questa è una domanda che navi più laici ha restituito su stupidità sorpresa subito dopo aver avuto notizia che le era stato assegnato il Premio Nobel per la pace tra applausi e accuse polemiche.
La giurista sudafricana, che ha guidato l'Alto commissariato Onu per i diritti umani e la Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite su Israele, Gaza e ex giudice della Corte penale internazionale aggiungiamo noi, ha ricevuto il Nobel per i suoi sforzi nel promuovere la pace, il diritto internazionale con eccezionale coraggio e integrità queste le motivazioni e nel garantire che i crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio siano perseguiti dimostrando che un mondo senza lo Stato di diritto è ingiusto, sconsiderato e disumano.
La reazione di Trump e Netanyahu è stata durissima, con la denuncia dell'odio dichiarato di Pillai verso l'America e Israele, la condanna di un riconoscimento che legittima l'odio e i pregiudizi contro lo Stato ebraico.
Ma la vera risposta è arrivata ieri dal presidente americano, poche ore dopo la telefonata con Putin presentata dalla casa Bianca come un successo, certo, perché ha sbloccato il forniture di gasolio russo al mercato statunitense, consentendo di abbassare i prezzi dell'energia. A poche settimane dal test cruciale delle elezioni di mid term, sembrava che, in cambio, il Cremlino si accontentasse di incassare la fine delle sanzioni al diesel russo dell'interlocuzione diretta, ormai costante, garantita tra Putin e Trump. Ma ieri il governo americano ha svelato la posta in gioco altissima e il vero cuore dell'intesa tra i due presidenti, la fine di Volodimir Zelenskij, attaccato personalmente da Trump, accusato di essere il vero ostacolo alla pace e spinto ad andarsene come chiede da tempo Putin, è arrivato il momento che l'Ucraina abbia un nuovo Presidente, ha detto Trump, un nuovo leader che stringa un'intesa, per non so quale ragione. Zaleski non fa mai accordi, ma quanta avrebbe avuto molte occasioni, ma vuole creare problemi,
È meglio che la smetta di colpire le raffinerie russe, danneggiando il mondo e i nostri agricoltori. Siamo davanti a un inedito, osserva Ezio, Mario Mauro, l'America, che abbandona un Paese alleato sul TAC, tacco invaso, è in guerra e si schiera apertamente a fianco dell'aggressore russo cambiando clamorosamente fronte, mentre ufficialmente il Cremlino è ancora sotto sanzione da parte del mondo occidentale all'Atlantico, impegnato da quattro anni a sostenere l'Ucraina e il suo presidente, ora quel presidente è nudo, isolato, esposto in patria e fuori. Non può durare sotto l'attacco congiunto dei missili di Putin e delle minacce di Trump. Nel volgere di un giorno, mentre i due imperatori concordavano il piano, il suo principale alleato è diventato il suo pubblico accusatore facendo propri i giudizi di Putin e, rilanciando i suoi auspici, Zelenskij aveva capito che sta perdendo il sostegno americano. Già venerdì, quando ha scoperto l'accordo sul gasolio, di cui non era stato minimamente informato perché era stato negoziato alle sue spalle aveva reagito ribellandosi inutilmente. I regali a Putin non porteranno né pace né alcun beneficio ai mondi, al al mondo civilizzato, qualsiasi allentamento delle sanzioni senza un accordo di de-escalation
È una evidente debolezza, ma i due presidenti osserva Mauro erano già oltre e il vero regalo di Trump a Putin prevedeva il sacrificio politico del leader di Kiev, che ieri si è compiuto con il suo pubblico, abbandonò l'invito ad andarsene, l'annuncio della necessità di un cambio al vertice ucraino e il marchio di infamia che lo trasforma da combattente per la libertà del suo popolo in ostacolo alla pace.
Viene così a compimento la vera strategia imperiale di Trump e si scioglie l'ambiguità americana che aveva visto il presidente USA impegnato a umiliare Zelenskij sotto gli occhi del mondo nel loro primo incontro alla casa Bianca, per poi correggersi faticosamente in un sostegno riluttante, ereditato non scelto, inevitabile ma sgradito centellinato e mai convinto.
La riserva di Trump sulla strategia occidentale di aiuti all'Ucraina era evidente e costante, ma non era mai arrivata al punto di chiedere un cambio di leadership con lo spettacolo inconcepibile del presidente americano che realizza strategia del presidente russo, spodestando un suo alleato e cambiando spalla al fucile.
Adesso tutti i negoziatori impegnati nei colloqui di Miami, con Wickhoff Kushner, gli inviati di Gran Bretagna, Francia, Germania, i rappresentanti della NATO e dell'Unione Europea guarderanno la sedia vuota di Zelensky, domandandosi chi parlerà per l'Ucraina con quale strategia, un quali alleanze con quale forza stiamo assistendo in diretta a un golpe bianco in piena regola con Putin che può permettersi di tacere e aspettare che Trump agisca per suo conto e nel suo interesse completando l'opera,
Naturalmente, su questa svolta clamorosa della crisi pesano anche le nostre responsabilità di occidentali, di europei di democratici, la nostra tiepidezza crescente nei confronti della resistenza ucraina ha senza alcun dubbio contribuito a indebolire Zelenskij a isolarlo, facendogli il vuoto intorno e svuotandosi significhi di significato la sua leadership nello stesso tempo delle nostre società è cresciuto un fastidio per la guerra altrui, pronto a scambiare le ragioni dell'aggressore per le ragioni della pace, mentre l'onere di accettare le condizioni del nemico via via lo abbiamo caricato sulle spalle del più debole mai del più forte.
E concludere l'editoriale Ezio Mauro su Repubblica in questo modo abbiamo giocato la nostra piccola parte nella tragedia, preparando l'atto finale da comprimari, il fedeli ai nostri doveri e i nostri principi, ecco perché oggi la campana d'allarme a Kiev suona anche per noi mentre la motivazione del Nobel ci raggiunge come una pietra d'inciampo, fatte tutte le differenze, infatti, promuovere la pace, il diritto internazionale per garantire che i crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio e siano perseguiti, dimostrando che un mondo senza lo Stato di diritto e ingiusto sconsiderato e umano
Sono le motivazioni del Nobel, non può valere solo per Gaza, ma deve valere anche per l'Ucraina, obbligando tutti noi, e soprattutto la sinistra che innalza la bandiera della democrazia, a non chiudere gli occhi, ecco quel poco coraggio che serve nel dire la verità.
Questo Ezio Mauro, che inquadra in modo completo.
La situazione,
E forse
Forse omettendo omettendo, insomma, non non riferendosi però a una questione molto concreta e che non dipende nemmeno dal dalla forza militare o dalla debolezza militare europeo e della disunione europea sul piano della politica estera e di sicurezza e difesa, ma veramente una questione.
Di volontà politica, che è proprio quella della difesa della Corte penale internazionale, perché le sanzioni dell'amministrazione USA contro annunciate da Trump contro la Corte?
Sono?
Contro la Corte in quanto tale sono dell'altro ieri, ma le sanzioni contro i giudici della Corte penale internazionale.
Sono in realtà.
Di oltre un anno.
O forse anche di più Spa e l'Unione europea dispone di uno strumento istituzionale molto preciso, è semplice, si chiama Statuto di blocco e che, attivandolo, rende illegale e quindi impedisce l'applicazione delle sanzioni di sanzioni extraterritoriali come quelle dell'America, di Trump sul suolo europeo questo Statuto il blocco non è mai finora stato attivato.
E questo è un punto che può.
Sembrare minore rispetto a tutto quello che sta accadendo, ma è un elemento molto concreto legato a una volontà politica che evidentemente ancora non c'è e vediamo.
Vediamo partiamo dall'intervista a Rosario Aitala Fiorenza Sarzanini, Corriere pagina 6. Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti possono bloccare il funzionamento della Corte, impedire ai giudici di svolgere qualsiasi attività pubblica e privata. Per molti di noi sta già accadendo. Veniamo trattati con gli stessi metodi riservati ai terroristi. Rosario Aitala e presidente aggiunto della Corte penale internazionale e per quasi nove anni è stato protagonista dei casi sui crimini di guerra e i crimini contro l'umanità in Ucraina, Darfur, Afghanistan, Uganda, Repubblica Centroafricana e altri. È stato condannato a Mosca dallo stesso giudice di Navalny, ha una lunga pena detentiva, mi pare 15 anni di carcere per aver firmato i mandati di cattura per Vladimir Putin e i vertici militari russi, la Russia e appena ha chiesto l'estradizione a numerosi Stati
Lei vive sotto scorta, che cosa cambia adesso le racconto che cosa è già successo alla metà dei miei colleghi sanzionati per avere messo provvedimenti non graditi, le carte di credito vengono revocate, alcune banche che hanno chiuso i conti, alcune assicurazioni si rifiutano di rimborsare le spese mediche e revocano i contratti, la maggior parte delle app sul cellulare non funzionano più prenotare un albergo, un volo tramite le piattaforme è vietato. Un collega è rientrato a casa e ha detto a voce alta Alex, mette in musica blues
Alex, non ha mai più risposto un altro europeo prenotato una stanza di albergo nel suo stesso paese attraverso una piattaforma europea, dopo mezz'ora gli è arrivata una mail che gli intimava di non provarci più. Le sanzioni istituzionali contro la Corte ne possono impedire il funzionamento. Per questo ha deciso di parlare. Chiede Sarzanini. Lo faccio per fare sapere che la Corte penale internazionale sta salvando l'onore di tutti, mentre dilaga l'indifferenza sta dimostrando che il potere non cancella le responsabilità, perché anche nella guerra c'è una moralità da custodire. Stiamo sottraendo milioni di vittime di atrocità, all'oblio e alla solitudine, per questo vogliono ridurci al silenzio
La nostra capacità di resilienza è intatta, ora la responsabilità principale grava sugli Stati che devono continuare a proteggere la loro corte per proteggere la loro sovranità.
Fiorenza Sarzanini osserva Gaia, Callas, Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, ha assicurato il massimo sostegno e il giudice Rosario Aitala, condannato a 15 anni di carcere dal regime di Putin risponde l'Unione ha gli strumenti per proteggere le persone e le imprese nel territorio europeo siamo sorpresi con che finora non li abbia attivati.
La Commissione è rimasta inattiva, non ha voluto adottare gli strumenti legislativi e politici che ha a disposizione per proteggere la corte, gli europei e le imprese europee, appunto lo Statuto di blocco, di cui dicevo prima il destino della corte.
Penale per internazionale per Luiz dell'Unione non è una questione giudiziaria, è una questione esistenziale, una prova di autonomia politica.
E moralità.
Sarzanini, domanda il segretario di Stato Rubio ha detto che la corte e minaccia gli Stati Uniti, lei cosa risponde?
Sanità. Rispondere niente, siamo una Corte, non un organo politico. I governi parlano ai governi rispetto le prerogative degli Stati, così come non ho mai permesso nemmeno gli Stati parte della corte Intef più fra interferenze sulla nostra indipendenza. Siamo interpreti leali e rigorosissimi dello Statuto di Roma e del diritto indagate sugli americani. No, non ci sono indagini sui cittadini americani né se ne prospettano nel 2011 non autorizzammo le indagini in Afghanistan che la procura chiedeva perché mancavano i presupposti legali. La sezione di appello Cassola decisione, ma la Procura non ha mai indagato. Il procedimento in corso oggi riguarda il periodo successivo al ritorno dei talebani al potere a Kabul. Abbiamo resi pubblici la scorsa settimana quattro mandati di cattura contro i vertici dei talebani. Questo apro parentesi, io sottolineiamolo per chi
Accusa la Corte penale internazionale di essere una specie di corte islamista.
Quindi, quattro mandati di cattura contro i vertici dei talebani, per crimini contro l'umanità, per le persecuzioni di bambini, di bambine e donne e persone non binarie, decisioni senza precedenti a tutela dei diritti, proteggiamo il diritto di ogni persona di essere ciò che vuole e si sente in condizioni di eguaglianza ma la vera questione è un'altra quale,
Domanda Sarzanini, noi paghiamo personalmente la nostra dedizione ai valori di umanità, ma le condanne e le sanzioni ci riguardano indirettamente, le misure coercitive sono un messaggio agli Stati, è una questione morale, perché noi, su mandato di 125 Stati sovrani, difendiamo la dignità che spetta a ogni essere umano per il solo fatto di essere tale ma è anche politica, perché si tratta di difendere la sovranità degli Stati, il diritto a ratificare i trattati, riconoscere un tribunale internazionale, lavorare per la pace, difendere il benessere dei propri cittadini,
Sarzanini sul Corriere pagina 6 gli chiede lei crede che la maggioranza degli Stati siano ancora disposti a sostenervi? Rosario Aitala, risponde, io posso dire che dietro la Corte ci sono due terzi degli Stati del mondo che l'hanno edificata, la finanziano e la difendono. Soprattutto ci sono i popoli, incontro molta gente, soprattutto giovani, sono tutti con noi, hanno sete di giustizia e di pace alla Corte siamo 1.400 di 100 nazionalità di ogni religione, lingua, cultura e tendenza personale, e moltissimi sono giovani, sono una grande speranza per il futuro. Edificheranno mondo migliore di quello che stiamo consigliando loro, ne sono sicuro
La Russia, via condannato a 15 anni di carcere, gli USA vi hanno inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, molti Stati non hanno recepito il mandato di cattura contro Netanyahu, rimane ottimista.
Sotto lo stesso cielo, una ex giudice della Corte è insignita del Nobel per la pace e noi condannati e sanzionati come terroristi e noi condannati.
E sanzionati come terroristi, in questo momento ci sono decine di conflitti armati, giocati sulla pelle di civili innocenti, chi dalla chi darà loro giustizia, se non la Corte penale internazionale, siamo l'ultima speranza per milioni di vittime, se saranno abbandonate, potranno solo odiare e praticare la vendetta su altri innocenti perpetuando il ciclo del male.
Stati Uniti, Russia, Israele, Taliban dicono che state eccedendo i vostri poteri risponde Aitala. Il 17 luglio 98 a Roma si decise che la Corte avrebbe avuto una giurisdizione territoriale, avrebbe cioè è indagato e processato Criniti internazionali commessi nel territorio degli Stati. Parte quel voto a Roma Philip 120 A 7, quei 7 adesso non possono decidere di cambiare le regole che tutti gli altri hanno approvato e coltivato in questi 30 anni. Non si può riscrivere la storia, ha paura se ho salvato anche un solo bambino, ne è valsa la pena. In questi anni così difficili, le istituzioni della Repubblica mi sono sempre state strettamente vicine
Ho un particolare debito di riconoscenza per le donne e gli uomini della Polizia di Stato che mi fanno lavorare con serenità, sono eroi silenziosi questo Roselli, Rosario Aitala nella nel pezzo, questa intervista più importante.
Della rassegna stampa di oggi, perché?
è da incorniciare e da conservare questa intervista.
Perché dice le cose più importanti che ci sono da dire oggi rispetto a quanto sta?
Rispetto a quanto sta accadendo.
Francesca Basso nell'articolo sopra questa intervista.
Dà conto del contesto politico a livello europeo, la dichiarazione dell'Alto rappresentante dell'Unione Europea, Gaia Callas, fa capire dove si colloca l'Unione Europea nello scontro tra gli Stati Uniti, la Corte Penale Internazionale sanzionata da Washington.
Kallas ha definito inaccettabili gli attacchi e minacce alla Corte penale internazionale, esortando gli Stati Uniti a revocare le sanzioni, spiegando che l'Unione europea è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la corte continui a operare.
E come fa notare Aitala, però, questo non è stato fatto finora ed è passato molto tempo, lo strumento di ultima istanza a disposizione dell'Unione europea spiega Francesca Basso è lo Statuto di blocco, che protegge gli operatori economici e le istituzioni dell'Unione europea dagli effetti extraterritoriali delle sanzioni imposte unilateralmente da Paesi terzi in pratica lo scudo necessario per poter non applicare le sanzioni USA alla Corte penale internazionale. Finora questo strumento, creato nel 1996 e aggiornato nel 2018, non è mai stato utilizzato. Callas, però,
Anche spinto sul tasto del dialogo, spiegando di accogliere con favore la disponibilità degli USA a discutere le proprie preoccupazioni con gli Stati parte dello Statuto di Roma e di prendere atto della decisione di rinviare di sei mesi l'entrata in vigore delle ultime misure. Peccato che quelle di cui parla Aitala contro i singoli giudici della Corte sono già ampiamente in vigore. Ciò crea spazio per la diplomazia. Ha sottolineato l'alta rappresentante. Il confronto si sposta domani al Consiglio Affari esteri dove, su richiesta del ministro degli Esteri belga, Maxime Cave o i 27, discuteranno di come proteggere la Corte penale internazionale dalle sanzioni USA. Insisteremo per una protezione concreta. Belgio e Olanda hanno già chiesto di valutare l'attivazione dello Statuto di blocco, ma diverse fonti diplomatiche europee invitano alla cautela e ci mancherebbe, ricordando che questo tipo di decisioni vanno prese all'unanimità. In Italia dalla Lega arriva una critica al sostegno del Governo alla Corte penale internazionale. Il Parlamento non è stato interpellato ha lamentato il senatore Claudio Borghi,
E in effetti, che si esprima il Parlamento italiano su questo.
Dovrebbe essere il minimo, ed è incredibile che non sia ancora accaduto mi permetto qui di aggiungere, visto che.
È una campagna in corso, da sei mesi, oltre 200 persone abbiamo.
Praticato proprio con l'obiettivo dell'attivazione dello Statuto di blocco e del premio Nobel alla Corte, un digiuno oltre 5.000 firme, sei premi Nobel mobilitati sul sito è un mance punto eu, ciascuno può trovare la possibilità di o sostenere aderire.
A questa campagna anche la vincitrice del premio Nobel per la pace e il 2026, la giurista sudafricana Navi Pillay, ha definito inaccettabili le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti le sanzioni USA non hanno effetto immediato, il Dipartimento del Tesoro sta rilasciando licenze generali che autorizzano alcune transazioni che coinvolgono la carta la Corte penale internazionale. Per tutelare gli interessi statunitensi, una licenza consente l'attività ordinaria, un'altra con attività informatiche
Una terza ponteggi dei pagamenti ai dipendenti e agli ex dipendenti e una quarta consente le attività legate alle persone detenute presso la Corte, quindi qualche licenza, gli Stati Uniti la danno per proteggere anche alcune attività informatiche, la questione pone tra l'altro un problema.
Di sovranità.
E tecnologica.
Europea.
Ed è una questione nella questura, non riusciamo così.
Si trova.
Ritrova dell'altro sul tema, sui quotidiani, naturalmente.
L'Europa gli USA li tirano, le sanzioni contro la Corte penale internazionale è anche l'articolo di Enrico Franceschini su Repubblica che riprende.
Riprende queste.
Le questioni che abbiamo.
Che abbiamo già visto.
Ora.
Sul tema della giustizia internazionale.
Cosa possiamo aggiungere allora due?
Interviste un'intervista, un articolo, una diciamo così a sostegno di navi Pellai e delle motivazioni che hanno portato all'attribuzione del Nobel per la pace e poi un articolo di Libero.
Contro.
Repubblica intervista Chris si doti, esperto australiano, in diritti umani.
Racconta concretamente il lavoro.
Fatto l'impegno e la competenza di Pillai che aveva già aggiudicato i casi di genocidio legati al Ruanda 25 anni prima non c'è al mondo giurista, più qualificato, esperto e competente sulla Convenzione sul genocidio. Ricorda la sua determinazione a esaminare le prove in modo approfondito, oggettivo, a trarre conclusioni sui fatti, sul diritto e poi a dirle pubblicamente e sul tema Gaza la sfida più grande per si doti dimostrare il cosiddetto intento genocida Ario. Non basta stabilire che determinati atti siano stati commessi intenzionalmente. Bisogna esaminare lo scopo per cui sono stati compiuti. La Convenzione sul genocidio richiede lo scopo di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo protetto, è molto difficile da dimostrare. Dovevamo valutare se le prove bastassero stabilire quell'intento. Alla fine abbiamo concluso i di eh sì, ma se Israele non ha permesso ai nostri investigatori di entrare a Gaza, come avete verificato i fatti, abbiamo chiesto costantemente l'accesso, ma il rifiuto non ci ha impedito di acquisire un'enorme quantità di prove, abbiamo intervistato testimoni oculari raccolto, oltre a 17.000 elementi digitali, fotografie, video e registrazioni audio, anche materiali realizzati dai soldati israeliani stessi che mostrano ciò che fanno e li abbiamo verificati. Abbiamo immagini satellitari con informazioni precise su strategie, operazioni militari, oltre a testimonianze di medici paramedici, infermieri,
Operatori umanitari internazionali presenti a Gaza
Sa qual è stato il vero ostacolo non avere direttamente il punto di vista dell'autorità israeliane, abbiamo dovuto basarci sulle loro dichiarazioni pubbliche, tuttavia, fra i testimoni ascoltati ci sono anche soldati israeliani, ribadisco di informazioni per decidere ne avevamo moltissime.
Andiamo a prendere anche.
Andiamo a prendere anche su.
Su Libero.
Le critiche che sono.
Che riguardano un tema.
Delicato, importante e particolarmente caro a.
Al partito radicale storicamente.
Perché riguarda il tema della Cina e degli uiguri, ricordiamo qui la figura di RB accader che è stata.
Leader uigura, componente del Consiglio.
Generale del partito radicale e allora andiamo a pagina 15 di Libero Maurizio Stefanini, denuncia attrice di un genocidio a Gaza, ma silente o addirittura complice, sul genocidio degli uiguri in Cina, oltre che di altre violazioni dei diritti umani è la denuncia di UN Watch, questa Lafont,
UN Watch.
Sull'ultimo premio Nobel per la pace assegnato navi Pillai sono evidenti le preoccupazioni di bilanciamento del comitato di Oslo, dopo che ben sette degli ultimi nove premi erano stati dati a destinatari considerabili come filo occidentali. Juha nuoce però reso pubbliche le accuse dell'ex funzionario dell'azione delle Nazioni Unite Amarelli, secondo cui il Navi Pillay avrebbe consegnato a Pechino identità di oltre 50 dissidenti, ignorando i suoi avvertimenti sui rischi che correvano non solo con le persone ma anche i loro familiari ed ha dunque chiesto spiegazioni al comitato che assegna il premio secondo Laurelli e familiari dei dissidenti, i cui nomi sono stati liberati del governo cinese, hanno poi testimoniato in tribunale riguardo a intimidazioni, detenzioni arbitrarie, torture, sparizioni e morti.
Ma per queste denunce sarebbe stata poi cacciata, sono stata licenziata per avere parlato apertamente.
E questa ex funzionaria definisce l'assegnazione del premio una vergogna assoluta.
Eh.
Definendo Navi Pillay, letteralmente complice del genocidio degli uiguri, e qui l'accusa.
Gravissima.
Vedremo che.
Che elementi e che seguito potrà avere l'organizzazione ha messo anche in discussione la risposta del Pillai alla repressione delle proteste in Iran dopo le elezioni presidenziali del giugno 2009, quando non rilasciare alcuna dichiarazione pubblica specifica durante i primi tre mesi successivi alle accuse, la diffusione dei video che mostravano arresti pestaggi e i morti.
Questo per quanto riguarda la l'assegnazione del premio Nobel a navi Pillai sul contesto.
Internazionale abbiamo già letto l'intervista, il l'editoriale di Ezio Mauro.
Su Repubblica.
Aggiungiamo una l'analisi di Fabrizio Tonello sul manifesto, almeno l'ultima parte del dell'articolo, I paesi.
Occidentali
Sì, sono tradizionalmente basati su robusti apparati tecnico, politici nei settori fondamentali, economia, difesa, energia e diplomazia. Nelle primissime settimane del secondo mandato di Trump, queste strutture sono state non solo indebolita, ma semidistrutte dall'assalto contro quello che lui è Musk, chiamavano spregiativamente Deep State e contro le università. Questo lascia il futuro processo decisionale nelle mani di un presidente megalomane e dei nazisti agli di cui si è circondato, proprio nel momento in cui il mondo è in preda al riscaldamento globale, caos geopolitico, instabilità finanziaria che potrebbe sfociare in un crack economico senza precedenti, la storia è piena di re imperatori e guerrieri che credevano di essere onnipotenti da Caligola Napoleone a Hitler. Nessuno di loro, però, stava seduto sopra il più grande potenziale distruttivo del mondo e il più grande sistema finanziario del mondo e il più sofisticato apparato di sorveglianza del mondo Mussolini poteva esiliare gli antifascisti a Ventotene e far assassinare Fratelli, Rosselli, ma non poteva emettere sanzioni contro i giudici della Corte penale internazionale. Hitler aveva la sua Gestapo, ma non aveva 6.000 testate nucleari, Trump già responsabili di crimini umanitari in Africa. L'eliminazione dell'agenzia USA
Di crimini di guerra in Iran e di complicità nel genocidio a Gaza, ma nei 27 mesi che mancano alla fine del suo mandato, potrebbe fare ben altro i punti di crisi dall'Ucraina Taiwan sono sempre a focolai di un potenziale disastro, senza parlare del teatro, della crudeltà messo in scena ogni giorno nei confronti degli immigrati e delle minoranze etniche all'interno degli Stati Uniti.
Settimane i mesi fino al 20 gennaio, 2029 saranno lunghissimi Tonello sul Manifesto.
L'Unione europea.
Abbiamo già visto relativamente alla difesa della Corte penale internazionale e allo Statuto di blocco, vediamo però rispetto a la mossa di Trump nel chiedere.
Siamo nell'attacco a Zelenskij e nell'accordo per il gasolio con Putin.
Gianluca Martucci, pagina 3 de il Mattino e Messaggero.
All'annuncio di Donald Trump di acquistare diesel russo, l'Unione Europea risponderà con il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro Mosca dall'inizio della guerra in Ucraina, la fermezza dell'alto, la fermezza che l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Gaia Callas chiederà di confermare domani i ministri europei.
Sancisce una nuova frattura nei rapporti con l'alleato americano che rischia ora di contribuire a finanziare la guerra di Mosca.
Qui però c'è un evidente problema se domani i ministri europei non troveranno l'accordo per fare ciò che può immediatamente bloccare l'operatività delle sanzioni contro i giudici della Corte penale internazionale e invece di fare un nuovo pacchetto di sanzioni che possono sicuramente dare fastidio a Putin, ma certamente,
Non possono avere un effetto risolutivo in questa fase e anche questo diventa significativo, proseguiamo con l'articolo di Gianluca Martucci, la promessa del tycoon di permettere l'immediata esportazioni di 300.000 tonnellate di diesel russo e ulteriori ulteriori 4,5 milioni di tonnellate nei prossimi mesi ha subito fatto scendere del 4,5% il prezzo ai Gallone del gasolio statunitense una mossa, quella di Trump che punta a placare le pressioni internazionali in vista delle elezioni di mid term.
E che tradisce lo sforzo degli alleati europei di rilasciare 100 milioni di barili di petrolio annunciato dal G 7 a inizio mese, e anche qui bisogna vedere se a questo punto gli europei sentiranno.
Che quell'accordo è stato nei fatti tradito oppure?
Se accetteranno di buon grado che ai 100 milioni di barili di petrolio sbloccati dagli europei si aggiungano i 5 milioni di tonnellate.
Di gasolio di gasolio russo.
Il diesel russo più smaccatamente l'accordo con Vladimir Putin viaggia in direzione opposta alla volontà dei 27 distorsarsi le casse del Cremlino per costringerlo a rendersi nella guerra contro Kiev.
Gli attacchi.
Russi
Hanno causato la morte di oltre 80 civili ucraini in due giorni e aumentano gli attacchi ibridi contro l'Europa non è questo il momento di allentare la pressione sulla Russia e l'Europa non lo farà, si legge nel post pubblicato da X su.
Da Callas su X.
Nel frattempo.
Nel frattempo.
Sono aumentati gli attacchi, se possibile, perché
Gli attacchi russi contro l'Ucraina.
Ci sono articoli su questo approfondimenti su Repubblica ai bambini ucraini rapiti e le urla del se dal silenzio soffocata dall'indifferenza, ma ecco forse una cosa emblematica e che non è direttamente collegata.
È quella del dibattito sul bilancio bilancio dell'Unione Europea, scure da 140.
1 miliardi, il Tibet su Mattino, il Messaggero, la bozza della presidenza irlandese taglia fondi a sicurezza e competitività, ma non tocca agricoltura e coesione.
In un contesto nel quale?
È evidente quanto ci sia necessità di rilancio dell'Unione europea come attore politico, diciamo, interno e internazionale.
è il taglio del bilancio europeo la risposta prendiamo anche il Sole 24 ore Beda, Romano bilancio dell'Unione europea ha proposto il taglio dell'8% alle spese.
I frugali sono scontenti, vogliono tagliare di più, l'ipotesi della presidenza irlandese prevede riduzioni orizzontali dei capitoli troppo poco per Olanda e Germania.
Intesa ancora lontana per Merz sulle risorse, Dublino conferma quanto voluto dalla Commissione, incluso il contestato contributo del.
Imprese e ecco perché.
Purtroppo rischia di essere qualcosa di simile alla voce che parla nel deserto l'appello settimanale.
E quasi immancabile di Sergio Fabbrini sulla strade, la via dell'integrazione europea, che il male sia in tempesta. Vi sono pochi dubbi escogitato da 20 potenti che soffiano contro l'Europa. La Russia con Putin sta perseguendo un'azione aggressiva e violenta per cancellare l'indipendenza dell'Ucraina degli altri Paesi europei, anche se il suo compito dovrebbe essere esattamente l'opposto. In quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina, Cosci Jinping, sta perseguendo un'azione di spietata conquista dei mercati europei sostenendo con massicci aiuti pubblici le sue imprese. Pur avendo sottoscritto le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, l'America, con Trump, sta perseguendo un'azione di indebolimento dell'Europa, la cui integrazione era stata destra, promesse, sostenuta nel secondo dopoguerra. Lo smantellamento dell'Unione europea costituisce l'obiettivo comune delle tre grandi potenze
Lo smantellamento dell'Unione europea Trump, perché così potrà controllare i suoi singoli Stati membri trasformandoli in suoi vassalli Putin, perché così potrà estendere la sua sfera di influenza dei Paesi dell'Europa orientale senza temere reazioni da quell'Europa occidentale shipping perché così potrà entrare nei nostri mercati negoziando condizioni vantaggiose con ognuno dei paesi europei dietro o davanti poteri pubblici internazionali. Vi sono quelli privati, le corporations dell'hi-tech, anch'essi interessati a smantellare l'Unione Europea, per conquistare più facilmente il nostro mercato digitale in tale mare in tempesta. L'Europa e non solamente un vascello fragile, ma un vascello, il cui equipaggio continua a dividersi sulla rotta da seguire
è
Considero la Francia come metafora del dibattito europeo, scrive Fabrini nell'equipaggio, visto le opposizioni estreme che sono incompatibili con la salvezza del vascello europeo, si tratta di coloro che ritengono che il ritorno alle sovranità nazionali sia indispensabile a destra, per proteggere l'identità politica degli Stati europei e a sinistra.
Per proteggere la loro identità sociale Le Pen vuole, vuole cambiare vascello, per salvare la sovranità francese, mi lasciò per salvare il suo stato sociale. In entrambi i casi si tratta di un antieuropeismo che nasce dall'idea che gli Stati nazionali possano ritornare ad essere autosufficienti oltre che indipendenti. Buona parte dell'equipaggio, però non la pensa così. C'è un cumulo di Understanding, a sinistra come a destra, che le dimensioni dei nostri Stati nazionali non siano più sufficienti per affrontare le sfide gigantesche come la guerra, la competizione commerciale, la rivoluzione tecnologica, la crisi ambientale, l'immigrazione di massa, la scala di tali sfide è incomparabilmente superiore alla Scala dei poteri pubblici nazionali
Sarebbe sbagliato pensare di costruire uno Stato europeo
Sbagliato, ma anche pericoloso.
Spiega Fabris perché?
Sarebbe anche sbagliato basarsi esclusivamente sugli Stati nazionali, seppur istituzionalmente.
Coordinati, l'Europa dovrebbe liberarsi dalla tirannia delle divisioni, non vi è incompatibilità tra rafforzamento dell'Europa integrata e rafforzamento degli Stati.
Nazionali, tra l'altro scrive Fabbrini sul sul Sole 24 ore.
Il contesto internazionale, poi, c'è qualcosa anche su.
La possibilità di trasmettere la un'esecuzione capitale in diretta che?
Anche, simbolicamente, non questione minore da parte degli Stati Uniti, ma ci arriveremo a breve, perché?
Abbiamo dedicato pochissimo spazio, nella giornata di oggi, alla politica interna.
Che pure non manca di spunti, ma perché?
Forse è quello di cui abbiamo parlato finora.
Anzi, stupisce come sia fondamentalmente estraneo o come forse la politica italiana.
Riesca a affrontare il contesto internazionale è soltanto a sinistra, dal punto di vista armi all'Ucraina, sì o no qui è evidente che la questione.
E non è solo e non riguarda solo la Russia di Putin e riguarda, come scrive Fabrini sul Sole 24 ore l'America di Trump, la Cina di shipping, e riguarda quindi l'Europa ma.
Cosa troviamo invece becco qui, visto che erano i padroni di casa, andiamo a prendere la?
Prima pagina del Manifesto.
Piccoli passi ed è la fotografia con Conte Fratoianni Jean Schlein Bonelli Magi, i leader del centrosinistra, tornano insieme sul palco del Manifesto e assicurano programma in due settimane, poi il valzer delle primarie, nessuno le vuole ma si faranno, restano distanze sulle armi a Kiev chiudiamoci in una stanza e troviamo un accordo.
Questa la sintesi che il manifesto va dare nel titolo e il sommario
Potremmo.
Ecco.
Dando omaggiando punto i, diciamo col col fatto che erano al manifesto appunto i padroni di casa di questo incontro prendiamo.
L'editoriale.
Prendevamo l'editoriale proprio sul.
Manifesto stesso.
Campo largo è un'auto definizione che la coalizione sanità ieri sul palco della manifesti val si dimostri larga anche per la parte di Paese che rappresenta dunque nei voti, al momento è solo un auspicio, la serata è andato comunque un'indicazione precisa, continuando nelle discussioni su primarie sì o no primarie quando terzo nome chi è come continuando così ci si può solo restringere.
Oltre al palco, infatti, bisognava guardare alla platea pienissima Più della pioggia, di certe nostre anzi le primarie non piacciono al manifesto, alle sue lettrici e i suoi lettori non piacciono da quando vent'anni fa fu deciso di importarle dai sistemi dove i partiti sono comitati elettorali e dove ci sono anche leggi elettorali conseguenti ma come tutte le risposte verticistiche personalistiche a problemi complessi da questa parte del campo li guardiamo con sospetto, ma è di nuovo lì che ci si è andati a infilare. La politica però non si esaurisce, e nemmeno
Lontanamente nelle liste, nei programmi, nel caso ci fossero nei nomi, nelle candidature la politica sta soprattutto da un'altra parte e a sinistra stanno nella mentalità resistente dei movimenti delle associazioni, quelle che ha tenuto vivono, prospettiva di alternativa, anche quando i partiti languivano questa la la mette così il.
La mette così il manifesto.
L'intervista
Pierluigi Bersani, sul Corriere della Sera, a pagina 13.
Che
Ma a parte che si chiede dove sono i liberali, va bene.
La.
Non tutti si stanno guardando la punta dei piedi.
Destra e a sinistra, liberali, informazione, ma io vedo la possibilità vera di far vincere un'alternativa, ma prima bisogna vedere chi vince tra Schlein e Conte io giro tutti i giorni, dico che si può fare il potenziale, c'è voglia di esprimersi, aggiungo un ottimismo più amaro c'è una cabala storiche quando si affaccia alla crisi del debito, tocca alla sinistra,
Partirei da tre riforme strutturali, il saldo zero di costi e fisco contrattazione e mercato del lavoro è un canale irregolare ben organizzato di immigrazione.
I soldi che si ricavano dalla crescita vanno spesi su sanità, casa-scuola e transizione ambientale e industriale.
E poi?
Poi, poche storie le primarie devono essere fatte nel titolo, in realtà l'espressione mi sembra che.
L'espressione che usi.
Bersani.
Sì, ha poche balle.
Allora poi.
Essere contro Meloni basta come collante, assolutamente no.
E poi?
Teme che Conte si sfili assolutamente no.
Sa cosa temo io che Meloni si prenda anche il Quirinale per cacciare le primarie sono una strada rovinose, l'Ulivo era spaccato, ma aveva Prodi.
Ha ragione, stiamo facendo un miracolo, non siamo al 2022, due partiti che si sono ritenuti avversari principali hanno fatto un passo primarie in presentano problemi, elementi problematici come ogni altra soluzione, i partiti principali hanno deciso di farle poche balle e si facciano stringendogli sempre i bulloni di essenziali punti di valori e programma lasciando spazio alle caratterizzazioni di ciascuno dobbiamo contare su gruppi dirigenti adulti e maturi,
Questo.
Questo Bersani, tra l'altro.
Non diamo anche.
Prendiamo anche Serra su Repubblica.
Eh.
Lame e così.
Allora?
Piccolo Repubblica, nella cronaca, il campo largo si compatta.
Schlein non si vince con un nome e moderato e sembra il messaggio vada anche al debutto di Ruffini e Gabrielli, il meglio un terzo candidato, ma ai gazebo ci saremo, è quello che viene fuori dal dall'incontro di lustrini e Gabrielli.
Puntare sul programma sarebbe servito, tra le altre cose, anche rendere visibili e familiari all'opinione pubblica e i punti di accordo.
Che sono tanti e strutturali, i punti di accordo
A sinistra si vede che sta innocuo e, con te li danno per scontati i punti del programma magari li hanno già discusso tra loro ipotesi Fausta oppure aspettano di discutere dopo le primarie.
E si saprà chi dei due è il più forte ipotesi infausta, infine, tanta vibrante opposizione al melone illum che si fonda sull'accapo, Grazia come scioglimento di tutti i nodi, e poi è proprio attorno alla figura del capo che l'opposizione spende ogni sua energia di Serra.
Prova una contraddizione tra.
Le CLI, le critiche alla legge elettorale voluta da Meloni e poi però.
La scelta del terreno.
D D.
Chi fa il capo?
Come terreno principale di confronto e scontro, cosa troviamo a destra?
Beh, intanto, riprendendo il il tema della politica internazionale dalla quale?
Dal quale siamo partiti.
E questo è un primo elemento sempre.
Prendendo sulla stampa l'effetto sui mercati si vedrà nel frattempo qui da noi l'accordo tra Trump e Putin inizia già a scompaginare gli equilibri politici sulla guerra in Ucraina, scrive Federico Capurso sulla stampa, la presidente del Consiglio Meloni affronterà il tema mercoledì in Parlamento durante le comunicazioni che come sempre precedono il Consiglio europeo ma quale dovrà essere la bussola del Paese? Non è ancora perfettamente chiaro nemmeno a Palazzo Chigi,
Si seguirà una linea europea di sostegno a Kiev scommettono i fedelissimi del premier, ma i segnali che arrivano dal centrodestra sono contrastanti, da una parte c'è la Lega pronta a alzare di nuovo il pressing per tendere una mano a Mosca, per vedere la posizione italiana abbandonare le sanzioni, archiviare l'embargo europeo, il petrolio russo dall'altra risuona la voce il ministro della Difesa Crosetto in Ucraina c'è un tema che va oltre le discussioni politiche, c'è un giudizio che non deve cambiare,
Avverte dal palco della festa.
Nella festa del Foglio
E quindi la situazione.
Delle divisioni a destra.
E non basta puntare sull'opposizione al sulla critica alle piazze.
Le piazze pro Pal prendiamo il titolo più.
Il titolo più aggressivo su questo o quello di apertura del giornale sinistra in piazza per la Jihad, a Roma, Torino, Milano, va in scena l'asse 30 agonisti e islamici, violenze contro la polizia, solidarietà e delinquenti di Askatasuna cori che inneggiano al 7 ottobre ai terroristi di Hamas e spunta uno striscione che apre l'ottobre rosso facciamo come in Francia col,
Con sommario su in tutta Italia, manifestazione a favore del terrorismo palestinese, spacciato per resistenza, questo troviamo come apertura del del giornale.
In termini di?
Interviste ce ne sono due dalle parti di.
Forza Italia, una.
D così di e un'intervista elettorale a Letizia, Moratti, infrastrutture e intelligenza artificiale, rilanciamo il ceto medio sulle spese sanitarie, il rimborso immediato.
E poi il tema Sindaco di Milano, dove Forza Italia ha scelto Matteo Perego di Cremnago e la Lega si oppone, vuole le primarie, insomma c'è.
Uno scontro sulla candidatura a Milano, ma, oltre all'intervista.
La Moratti c'è anche un'intervista sul Giorno Nazione Carlino, ha Occhiuto presidente della regione Calabria, lo spazio per i riformisti è dentro il centrodestra.
Renzi invita gente in una casa che non dà.
E Vannacci non avrà mai spazio.
E
Quando dice che ci vuole più coraggio, a cosa si riferisce, chiede Simone Arminio al presidente della Calabria Occhiuto che risponde, ad esempio, una legge sul fine vita, argomento su cui si è già espressa la Consulta e che non può essere lasciato in mano ai singoli Consigli regionali con il rischio di creare una legislazione Arlecchino su un tema così se aereo,
Occhiuto finge di non sapere che la legislazione in termini di diritto è già la legislazione nazionale non può che essere tale.
Stabilita dalla Consulta, semmai, come su ogni servizio sanitario, alle Regioni spetta l'organizzazione e.
E ci sono, da questo punto di vista, due articoli sulla verità che, come.
Abbiamo detto all'inizio.
Monopolista oggi dell'informazione.
Sul congresso della Associazione Luca Coscioni, anche se viene sintetizzato con i radicali che secondo la verità lanciano un'altra crociata, l'ASL compri i dispositivi di morte, in realtà ll la questione è già stata stabilita dalla Corte costituzionale in un caso, ma comunque secondo.
Giugliano, Guzzo e una nostra crociata.
Una, però la notizia è appunto il ventitreesimo congresso dell'Associazione Luca Coscioni al Museo Darwin Dohrn, Napoli esoso che esorta le istituzioni di impegnarsi di più sul fine vita, a margine del convegno intitolato il coraggio della libertà a parlare con chiarezza in tal senso.
È innanzitutto il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, che ha fatto presente come le loro rivendicazioni libertari e spaziano a 360 gradi i diritti alla libertà di scelta dall'inizio alla fine della vita possono riguardare il diritto se fare una famiglia o non farla come e con chi farlo alla procreazione medicalmente assistita, l'accesso alle cure alla salute mentale, i diritti delle persone con disabilità e il diritto di scegliere sul fine vita e e su questo.
Le parole più forti e interessanti sono state quelle di Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell'Associazione, la quale, a margine dell'evento, ha proposto.
Ha richiesto le ASL di dotarsi di macchinari affinché i pazienti possano darsi la morte, più precisamente, l'appello è stato rivolto alla Asl di Napoli affinché esaudisca le istanze di morte di Irene, una donna purtroppo completamente immobile a cui, a quanto pare sono già stati riconosciuti i requisiti previsti dalla sentenza Cappato per poter accedere alla morte volontaria assistita solo che per darsi la morte ha rimarcato Gallo la signora ha bisogno di una strumentazione per azionare il macchinario per l'auto somministrazione del farmaco.
Per il fine vita, al momento questa strumentazione è stato utilizzato in Italia solo una volta
Lo scorso marzo, in Toscana, da Libera nome di fantasia, una donna affetta da una forma grave di esplosi multipla che era riuscita a ottenerla.
Filomena Gallo, segretaria della Luca Coscioni, ha chiesto al giudice che l'Asl di Napoli ti renda auto autonoma con strumentazione propria e soprattutto questo.
Tutto questo al velleità non piace per nulla, ma almeno i lettori della verità sono informati di quello che sta accadendo e del congresso in corso, poi sempre sulla verità c'è un attacco.
Alla.
Presidente del presidente Amoroso, presidente della Corte costituzionale, la Consulta mette i paletti solo ai pro-vita, perché perché Amoroso ha dichiarato alla
Sta del foglio.
E che è possibile che i presupposti di non punibilità dell'aiuto al suicidio, ossia lo disegnati dal Parlamento in termini più ampi, introducendo un condizionamento meno rigoroso, badate, bene, osserva e chi scrive l'articolo le Camere possono legiferare esclusivamente per definire dei termini più ampi un condizionamento meno rigoroso alla Corte non andrebbe bene una legge sul fine vita dai termini più restrittivi e questo,
Di questo si scandalizza, Alessandro reco, non mi soffermo ulteriormente sulla questione perché, oltre a
Citare il tema della sentenza e il mancato reintegro di Ranucci qui a titolare sul punto, in apertura, in prima pagina, è libero quel che resta di Ranucci per stare al potere e poi c'è l'editoriale di Marco Travaglio, però vogliamo e vogliamo anche segnalare l'intervista dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini sul Corriere della Sera mi fermo qui dopo 44 anni non si ricandiderà alle prossime elezioni.
Pier Ferdinando Casini.
Torniamo sulla sulla pena di morte, parliamo negli Stati Uniti,
L'appello del Papa, la pena di morte, non è ammissibile Prevost dopo le polemiche sulla Fucilazione in streaming e il caso Paik ai colpevoli deve essere sempre lasciata la possibilità di redimersi, l'intervista allo scrittore lan Lansdale.
Vogliono fare un reality dell'esecuzione, è una barbarie da Colosseo, pensano di dimostrare in questo modo quanto sono duri e conservatori, ma il paradosso è che, mentre il numero delle esecuzioni aumenta, quello dei tribunali che scelgono di condannare, qualcuno a morte diminuisce, e allora a cosa mirano?
A svuotare i bracci della morte di sicuro non è un buon modo di fare politica, la gente pensa a quanto è aumentato il costellata da benzina e vuole che si parli di quello che si trovino delle soluzioni, nonché gli si prospettino spettacoli salici, la mette così,
Lo scrittore Lansdale e il cardinale Mueller, intervistato sul Corriere della Sera a pagina 9.
La casa Bianca a morte in diretta vedremo.
Trump cita il referendum, Robert Jaffe Press, la pena capitale è comandata da Dio niente di meno, mentre Christian Paik dimessa dall'ospedale torna in cella secondo il cardinale Gerhard Muller, si tratta di un atto barbarico, gli Stati Uniti cambiano idea, ma i soldati cattolici possono disobbedire non è la prima volta che Mueller,
Pone il tema della disobbedienza civile.
Non si può venire a questi ordini immorali, un soldato cattolico non dovrebbe partecipare in questo spettacolo crudele, credo che potrebbe rifiutare anche di fare parte del plotone di esecuzione, questi, tra l'altro, il cardinale Gerhard Muller, intervistato da Massimo Franco.
Citiamo anche la rivolta in corso in India e la repressione in atto, la cosiddetta rivolta degli scarafaggi, movimento che nasce sui social da quando, a maggio, il presidente della Corte Suprema indiana
Ha paragonato i giovani disoccupati agli scarafaggi.
La satira è diventata protesta, settimane di manifestazioni sono seguite poi alle dimensioni del lusso, a quelle settimane sono seguite le dimissioni del ministro dell'Istruzione e il Movimento chiede le dimissioni del capo della Commissione eletto.
Tale sono stati cancellati un numero di.
Enorme di persone con persone con la motivazione di mettere ordine, diciamo così, all'anagrafe.
Ma commettendo.
C'è anche.
Anche errori significativi internet giù metro chiusa, arresti, modi allo scontro contro gli schiaffi, gli scarafaggi inoltre in India o per 4.000 fermati presi i leader.
L'Onu chiede di Libera le il tema dell'Umbria, non abbiamo parlato di legge elettorale, possiamo solo segnalare un articolo sul manifesto, sui ricorsi che si preparano Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, che fa notare come una delle certezze sia quella.
Della cancellazione.
Ah, oltre 30 li dai referendum elettorali, della cancellazione dei collegi uninominali che erano stati alla appunto alla base di quei referendum verso un sistema maggioritario, fu già tradito dalla legge Mattarellum e ora, dopo 30 anni completamente riassorbito e cancellato ultimissime segnalazioni.
Dalla diciamo così sul tema della intelligenza.
Artificiale e Donna, economia.
Ora le big tech temono la furia dei cittadini globali, secondo Cristina Marrone, pagina 27 del il Corriere Economia, sul domenicale del Sole 24 ore, le ultime due segnalazioni nella stessa pagina.
Per una pena che rispetti la dignità umana e la recensione a firma di Vittorio Manes del libro di Francesco Palazzo il primo libro di diritto.
Di diritto penale.
E poi la figura di Piero Calamandrei, ne scrivono Melzi d'Eril e Vigevani a settant'anni dalla morte, resta uno dei giuristi più apprezzati, è ancora vivo nella memoria del Paese, raccolta di suoi scritti in edizione, limitata la Costituzione come missione.
Il.
Titolo di questo articolo che ricorda la figura.
La figura di Piero Calamandrei, e con questa città zione chiudiamo qui la puntata di oggi di stampa e regime.
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