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giornalista e saggista
Care amiche e cari amici di radio radicale, benvenuti a stampa e regime per un'altra puntata. Oggi, venerdì 16 ottobre, il sommario della nostra rassegna si apre con l'accordo che sarebbe stato raggiunto nella notte sull'energia al Consiglio europeo. Dopo una lunga trattativa segnata dallo scontro tra l'Italia e i Paesi di Visegrad, da una parte il Nord Europa dall'altra, ma nella notte, vi dicevo, la mediazione della Germania avrebbe sbloccato la trattativa. Dico avrebbe perché i quotidiani mi riportano, diciamo le tracce e spesso alla fine dei pezzi, in quanto la notizia è arrivata, probabilmente è a notte e quindi oggi capiremo bene i termini dell'accordo, però qualcosa c'è, ma è ancora braccio di ferro sul nuovo bilancio della UE, tra frugali e difensori delle politiche di coesione, con in testa Italia, Spagna e Romania, oggi sul tavolo del vertice, il sostegno all'Ucraina e il dossier sull'immigrazione. Intanto in Italia cresce la protesta dei camionisti per il calo del gasolio minacciano lo sciopero. Il ministero li convoca per il 27 al Sud distributori a secco per la lotta degli addetti dell'ex Ilva,
E Zelensky a Bruxelles dai leader UE sfida Trump, riprendo i raid sulle raffinerie russe, dice il presidente ucraino ieri incontri bilaterali oggi atteso il suo discorso al Consiglio d'Europa, che confermerà il sostegno all'Ucraina, esprimendo rammarico per la decisione degli Stati Uniti di sospendere temporaneamente le sanzioni sul diesel Russo intanto ieri la rete satellitare di Starlink,
Ha ripreso a funzionare in Ucraina, ma Kiev secondo la Cnn ha esaurito le scorte di missili Patriot per la difesa aerea ed è scontro aperto tra Zaleski e Musk che ne chiede le dimissioni allo stesso modo con cui le aveva chieste Trump.
Il tycoon fa marcia indietro sull'esecuzione in diretta streaming Dina dal Malik, il condannato a morte statunitense sarà fucilato il 3 dicembre, ma dopo le pressioni degli attivisti e della Chiesa non ci sarà la trasmissione live e Trump licenzia, secondo le indiscrezioni dei quotidiani l'inviato in Italia Zampolli sul fronte mediorientale, il Pentagono non esclude di impiegare una super bomba contro l'Iran.
L'opzione sarebbe stata prospettata a Donald Trump, che sta valutando e poi è la manovra economica, dal documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles spuntano i dettagli della manovra di 23,5 miliardi che il governo si prepara a varare.
Previsto un contributo di 5 miliardi richiesto alle banche, altrettanti miliardi saranno destinati a famiglie e welfare, ma non c'è. Il taglio dell'Irpef per il ceto medio si invece alla flat tax per gli aumenti individuali nelle buste paga dei giovani e poi strutturale. L'esenzione del bollo per moto e utilitarie e i magistrati pescano il jolly, nella manovra aumenti di 100.000 euro a testa, rivela il Sole 24 ore. La delusione di Regioni e Ministero per l'insufficiente aumento di finanziamenti alla sanità. Questo il dibattito sulla manovra e poi la politica. Ancora il campo largo tratta la sintesi sull'Ucraina. Il Pd alla Camera si riunisce senza toccare la politica estera, ritenuta troppo spettante, ma ad aggiungere polemiche. C'è anche la proposta di AWS sulla patrimoniale rilanciata a sinistra patrimoniale, che trova l'ostilità di Conte, e nella Lega scoppia invece un caso sull'ipotesi di escludere il ministro Giorgetti dalle liste per le politiche
Un altro fronte e il rischio di una fuga degli dei nordisti contrari a Salvini nel gruppo misto Meloni voleva Letta al Colle, ma lui ha rifiutato l'offerta, il racconto di Fedele Confalonieri in un'intervista alla Stampa e poi ancora la pagina economica, si delineano i termini dell'accordo sulle auto tra Francia e Germania più spazio ai motori termici dopo il 2035 in cambio di aiuti pubblici riservati alle auto prodotte in Europa l'intesa confermata da fonti diplomatiche a margine del vertice del vertice europeo di Bruxelles.
E secondo le indiscrezioni della stampa, Christine Lagarde sarebbe pronta alle dimissioni a novembre per assumere il ruolo di presidente del World Economic Forum è ancora il rapporto dell'Istat sulla povertà, ci sono in Italia 5 milioni di poveri assoluti e poi il sì della BCE a UniCredit nella conquista di Commerce Bank, l'istituto di via Gae Aulenti può superare il 30%, è crescere, dice la banca centrale, il monito di Mattarella in una lettera a Camera e Senato, troppe giornate nazionali. È necessario limitarle. Istituita ieri, quella della carta riciclata e la cinquantunesima
Ed è allerta in tutta Italia per i cortei degli studenti, proteste da Mestre Bologna un arresto a Torino, il ministro Valditara dice paghino i danni, l'ultima notizia cade un pilone dalla gru e travolge, un operaio nel cantiere dell'alta velocità, aveva 31 anni ed era padre di un bimbo questo il sommario del nostre notizie di giornata adesso vediamo le prime pagine dei quotidiani.
Partiamo dal Corriere della Sera, come sempre,
C'è il titolo sull'energia, che però non raccoglie la mediazione notturna, come vi dicevo, infatti, titola il Corriere, l'Europa divisa sull'energia manovra da 23 cinque miliardi, il malumore delle banche sul loro contributo Meloni chiede flessibilità e freni alle misure green si rischia il massacro industriale muro dei nordici, così il corriere che a un editoriale di Antonio Polito, un applauso dei deputati dem a
Giorgia Meloni durante il suo discorso in Parlamento, l'applauso della civiltà politica su questo tema, come vedremo, si concentreranno anche gli editoriali di altri giornali, come il Corriere, poi scuole, occupate, blitz di ragazzi, incappucciati i cortei, i timori e il titolo di spalla e l'incidente che è costato la vita a un operaio travolto da un pilone dramma a Firenze.
D il centro pagina e ci sono le foto di quattro donne licenziate da Trump, le donne via dalla casa Bianca, così donna le ha tacciate, la raffica di licenziamenti ha colpito anche Zampolli, dice il Corriere della Sera.
E poi abbiamo Avvenire, scintille, son scintille, il Consiglio dell'UE si spacca sulle emissioni e sul capitolo energia, oggi tocca a Zelensky, così il quotidiano dei vescovi, che poi al centro pagina alla notizia di Trump ci ripensa la fucilazione non sarà in streaming e ancora caporalato nelle Langhe oltre 6.000 gli sfruttati c'è un racconto del quotidiano Avvenire sullo sfruttamento dei braccianti nelle nelle Langhe ancora andiamo avanti con altri quotidiani il domani.
E sotto la manovra non c'è niente energia. Meloni tratta con la UE, è il secondo titolo di taglio e sulla morte in diretta e il dietrofront di Trump. Poi c'è una editoriale di Piero Ignazi sul domani, che si concentra sul melon, è illum, è un golpe, candidiamo un leader fake, scrive l'editorialista del domani, il dubbio, i permessi ai mafiosi che gli impone il diritto, la lezione del giudice Santa Lucia, presidente della prima sezione della Cassazione ed ex leader di ANM. Siamo riusciti ad applicare la legge. Questa è l'apertura del quotidiano di Davide vari in risposta al agli allarmi lanciati dalla stampa, così il dubbio e poi il Fatto Quotidiano. Manovre a mano armata e il titolo di Marco Travaglio, fichi secchi 4,5 miliardi alla difesa, 7 e 5 Away, Bild e dure e 3 alla sanità, così il quotidiano, il Fatto, il foglio invece
Ah, un editoriale di Claudio Cerasa, titolato il tabù da sfatare nella difesa di Kiev e della UE coincide con una parola vittoria, così il Foglio, il Giornale invece si concentra, come anche la verità sul tema delle mense, dove viene vietato il prosciutto per rispetto alle abitudini e islamiche, l'Islam ci vieta il prosciutto, il titolo del quotidiano di Tommaso Cerno, le scuole di Pordenone tolgono il San Daniele per non urtare i bimbi musulmani e scoppia la polemica
C'è appunto anche un editoriale del direttore, un burqa alla democrazia è il titolo di del giornale e poi c'è l'amica di Ranucci a centro pagina mi disse lui di inviare l'ordinanza a Lavitola, la Cianferoni dai pm, l'interrogatorio del dei magistrati, poi il manifesto magro bilancio è il titolo con l'immagine di Giorgia Meloni un'immagine dubitativa altro che ultima manovra elettorale il governo non può mantenere nemmeno la promessa di ristorare le famiglie dall'inflazione.
Rifà risparmi su infrastrutture, sanità, taglio ai ministeri dalle banche, solo l'anticipo delle imposte, e non basterà per uscire dall'austerità così e il il Manifesto, il Messaggero Consiglio europeo scontro sull'energia il nodo della flessibilità.
E poi c'è un editoriale invece di Luca Diotallevi, sul sulla, il magistero del corpo sofferente del Papa dopo l'intervento, il Riformista si concentra sulle primarie, il duello titola le primarie si riducono alla sfida tra Conte Sláine, il senatore Sensi doppio turno, pronti a correre così il Riformista il Sole 24 ore apre sulla manovra manovra del 23,5 miliardi dalle banche.
5 miliardi destinati a famiglie e welfare e il taglio e sulla West spaccata sul caro energia, Meloni. L'industria è a rischio. Il tempo ci hanno rotto il venerdì. Primo weekend di passione e manifestazioni dei gridi gradini più raffica di scioperi tra scuola, aerei e trasporti è caos fino a lunedì, dal venerdì al weekend lungo è un attimo dice nell'editoriale Gabriele Capezzone, così il tempo poi la Repubblica arriva la manovrina. Documento finanziario da Vent du 23,5 miliardi 5 coperti da banche e assicurazioni. C'è un editoriale di Stefano Cappellini, che leggeremo perché è un editoriale importante, Kiev, la sinistra e lo scippo della parola pace, ma come vedete, il tema del dibattito alla Camera è il rapporto tra la sinistra e l'Ucraina
E impegna tanto l'editoriale della Repubblica con il direttore Cappellini, quanto quello del Corriere, con Antonio Polito.
E poi la stampa manovra scontro con le banche è il titolo del quotidiano torinese c'è un editoriale di Veronica De Romanis, intitolato stabilità il debito non è la soluzione e poi la stampa ha l'energia il duello nella UE, insomma la testata con l'allarme della Premier massacrano le nostre imprese, dice Giorgia Meloni e l'intervista di spalla di mar Myrta Merlino a Fedele Confalonieri Letta per lealtà, Silvio disse no a Meloni che lo voleva al Colle, così la stampa, centro pagina, c'è un'immagine di ragazzi comunque coperti con il passamontagna, scuole, violenze da Black Bloc, Torino, gruppi di incappucciati
Sfrutta la protesta negli istituti per ride e devastazioni, un arresto, così la stampa ancora la verità, il titolo della verità è come quello del giornale diciamo si concentra sul.
Scusate si su.
Sul sul le beh la decisione nelle mense scolastiche di Pordenone, dove spariscono prosciutto e carni di suino il titolo e a caratteri cubitali maiali con il punto esclamativo siamo sottomessi e salami, così il quotidiano di Maurizio Belpietro, che ha anche un editoriale intitolato troppi stranieri poveri, assoluti e pensionati senza
Contributi. La contrapposizione tra povertà e immigrazione è ancora il tratto della verità Libero, la strizza panico a sinistra nei sondaggi, il centrodestra senza Vannacci ha agganciato il campo largo, c'è un sondaggio di libro che leggeremo e Totò, e i poveri in Italia sono diminuiti e invece il titolo dell'editoriale di Alessandro Sallusti, direttore di Libero,
E ancora mi resta da leggervi l'altra voce di Ciriaco Viggiano energia in UE intesa a metà manovra gelo con le banche, c'è un articolo di Andrea Mirenda, quel Csm, quel no alla riforma e i pentimenti tardivi, così il quotidiano di Ciriaco Viggiano l'altra voce e con questo titolo oco chiuso il sommario adesso un breve stacco di pubblicità ci risentiamo subito dopo per gli approfondimenti restate in linea.
Bene, torniamo ai nostri approfondimenti, come vi dicevo, è stata raggiunta una mediazione, un accordo nella notte, sul tema dell'energia in Europa, di questa mediazione però c'è traccia appena traccia nei giornali perché probabilmente è arrivata molto tardi e i termini non erano neanche noti il giornale che meglio coglie i dettagli di questo processo è la Repubblica che a pagina 6 ne parla in maniera più diffusa con Claudio Tito,
Informato corrispondente da Bruxelles, una mediazione dice Tito, che in realtà offre solo un contentino all'Italia, ma senza misure concrete il presupposto è che il Consiglio europeo sottolinea l'importanza cruciale di affrontare il tema dei prezzi elevati dell'energia, l'oggetto della lite si concentravano sui cosiddetti ETS, cioè i certificati che danno diritto a inquinare.
E e una tassa sulle emissioni di carbonio da parte delle imprese inquinanti ne parliamo ogni giorno, ma vale la pena spiegarla perché di difficile comprensione per i cittadini e il cui importo viene utilizzato per finanziare la transizione ambientale.
E c'era su questo la la lite e anche sulla formazione del prezzo dei carburanti e della stessa energia elettrica, e allora sì sugli Ets 2, che è un'estensione di questa tassa alle cause, alle case e alle auto.
E Tiesse 2, che sarebbe dovuto, anziché dovrebbe entrare in vigore nel 2028
Non si fa cenno da alcun rinvio, dice
Tito
E si invita la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti del sistema, con particolare attenzione alla sua struttura e alle relative tutele, come vedete, sono parole in burocratese che dicono e non dicono, ma non si cita le ripercussioni economiche dice Tito e sociali invocate dal gruppo capitanato da Giorgia Meloni e anche sugli Ets 1 cioè le tasse sul carbonio delle imprese, il vertice ha concesso ben poco su due aspetti. La distorsione delle quotazioni dei buoni sul mercato secondario, che ne fa impennare il prezzo anche quadruplicando allo e sull'ipotesi di eccezioni temporanee, infatti, viene confermato
Il giudizio secondo cui rappresentano una strategia efficace e poi i leader si limita a ribadire la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e preferii B e prevedibile di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di attenuarne l'impatto sui prezzi dell'elettricità, preservando al contempo il ruolo essenziale degli ETS nella transizione climatica ed energetica. Insomma, per spiegare perché altrimenti non si capisce niente. Purtroppo, di queste trattative le c'era c'era, l'Italia e i Paesi di Visegrad che volevano abolire le gli ETS, cioè la tassa sul carbonio, anche perché gli industriali ne denunciano, ove la, l'onerosità da da mesi e i Paesi del Nord Europa, soprattutto gli scandinava, e che dicevano, non si torna indietro perché abolire la tassa sul carbonio vuol dire fermare la transizione energetica, cioè consentire alle imprese di ritardare nei processi di transizione senza pagare alcun prezzo, perché questo è il tema, la tassa sul carbonio la pagano le imprese che di fatto non rispettano gli avanzamenti tecnologici e le innovazioni previste dalla transizione energetica. Quindi la riduzione delle emissioni è chiaro. Quindi l'Italia avrebbe voluto un un ritardo su questo processo. È il punto di mediazione, come vi ho vi ho letto. È un punto che non abolisce la tassa sul carbonio, ma tuttavia impegna il la Commissione a ridurre la vota volatilità del prezzo del carbonio, Attila attenuare l'impatto sui prezzi dell'elettricità e quindi un punto diciamo intermedio tra l'Italia e i Paesi di Visegrad schierati insieme e dall'altra. L'Europa del Nord
E la Scandinavia, soprattutto.
Europea, che è quello che diciamo, non aderiva a questo impegno.
E la mediazione sarebbe stata svolta dalla Germania
Che assunto, diciamo, il compito di mettere d'accordo tutti.
E così si sarebbe raggiunto nella notte.
Il il punto d'intesa anche sul prossimo bilancio pluriennale racconta la Repubblica, c'è disaccordo, qui il braccio di ferro è tra frugali e poi sionisti, anche qui bisogna capire chi sono i frugali, come sapete, sono i paesi del nord, tra cui in particolare l'Olanda e qui anche la Germania con l'Olanda i coi sionisti sono sostanzialmente,
I paesi mediterranei, l'Italia, la Romania la che non è un Paese, ben verranno probabilmente ma beneficia dei contributi alla coesione che servono a rafforzare le aree più arretrate e soprattutto le quote agricole e anche la Spagna.
Tra questi, ovviamente, c'è un disaccordo sul prossimo bilancio europeo e i coesioni, isti vogliono preservare le politiche di coesione e soprattutto sono disponibili anche ad aumentare il bilancio europeo, la Germania e l'Olanda vorrebbero invece dargli una sforbiciata, è qui.
Ovviamente, l'europeismo della Germania viene un po'messo in discussione, questo lo stato dell'incontro di Bruxelles del primo Consiglio europeo, che ieri è stato una giornata di pressione perché poi, se vai a leggere sul Corriere della Sera, che no, diciamo soltanto nell'ultima, le le ultime righe del retroscena dice alle 11 di sera,
Non c'è ancora un compromesso, ma alla fine al fotofinish a sorpresa il pool dell'Italia, la spunta, il testo viene corretto, si apra una possibile revisione del sistema, anche delle norme già in vigore, oggi sapremo i dettagli, i dettagli stanno nel pezzo di Tito della Repubblica che in questo caso ha dato un buco anche al Corriere.
Però però la giornata è stata una giornata di conflitto, un negoziato lungo e senza soluzione sull'ETS, in particolare il punto di di di dissidio, da una parte dice il Corriere Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia con l'Italia.
Che chiedevano l'abolizione o comunque la riduzione degli ETS, perché ne fanno una questione e Nair in sicurezza energetica e contestavano anche il l'ETS 2, cioè il sistema che dal gennaio del 2028 estende il sistema di quote al riscaldamento degli edifici al carburanti per il Trap trasporto stradale i nordici hanno accettato di inserire nelle conclusioni,
L'invito ad aggiornare la valutazione di tutti gli impianti dell'ETS 2 e questo è, diciamo, il punto di di di di sintesi, Altro tema divisivo, appunto, come vi dicevo, anche il Corriere ne parla del bilancio, la Meloni che ha fatto Meloni è andata spalleggiata dal premier greco e dai Paesi di Visegrad ha detto, siamo arrivati ad un livello intollerabile,
E parlava a porte chiuse del Consiglio di massacro industriale di interi se ter settori economici, mentre lei parlava nel flusso del Consiglio, raccontano i quotidiani.
È il mini, il presidente di Confindustria Orsini, lanciava l'allarme in conferenza stampa dicendo rischiamo di perdere 50.000 posti di lavoro solo nel distretto di Modena della ceramica, poi vedremo le parole di Orsini dal Sole ventiquattr'ore e i Paesi scandinavi non ne vogliono nemmeno sentir parlare dice il Corriere della Sera Berlino fa cerca un compromesso compromesso che sarebbe arrivato come vi dicevo a tardissima tardissima ora Orsini sul Sole 24 ore.
Ah ah, ancora una volta arringato sul tema del
De degli del tanto del bilancio e tanto degli ETS dice Nicoletta Picchio sul Sole, riportando le parole del presidente di Confindustria in un momento così complicato, bisogna mettere al centro la competitività, serve un bilancio UE che pensi a salvare l'industria europea, Stati Uniti e Cina stanno giocando la partita e l'Europa sta facendo solo l'arbitro.
Mi auguro e mi aspetto che la Commissione europea e il Consiglio abbiano molto a cuore questo problema, la concorrenza che arriva dalla Cina sta generando una deindustrializzazione dell'Europa e dell'Italia, il deficit commerciale europeo verso la Cina è di 30 376 miliardi, quello italiano di 46 miliardi e cresce al ritmo di 14 16 miliardi l'anno così Orsini che poi dice ancora nessuno può pensare.
Di farcela da solo, non è sufficiente neppure alla Germania investire 500 miliardi per rilanciare la crescita nazionale, abbiamo bisogno che l'Europa sia tutta unita e che pensi alle strutture, alle industrie del futuro,
Sul bilancio europeo, noi saremmo per raggiungere incrementarlo, quindi non per ridurlo così Orsini
Sul Sole 24 ore. Vi aggiungo a questo la notizia dell'accordo a proposito di bilancia commerciale e di rapporto con la Cina dell'accordo che è stato raggiunto ne avevamo parlato nei giorni scorsi sull'auto tra Francia e Germania. Chiaramente si tratta di un accordo che dovrà essere poi ratificato dal dall'Europa intera. Ma come sappiamo, Francia e Germania su questo diciamo fanno aprono da apripista, no, E A pagina 31 ne parla il Corriere della Sera auto il patto Francia e Germania, quindi,
Più spazio ai motori termici dopo il 2035 in cambio di aiuti pubblici riservate alle auto prodotte in Europa. Quindi ecco il compromesso sui due dossier che dividono l'industria automobilistica. Merz ottiene un ulteriore allentamento dei vincoli sui motori a contesti combustione, resterebbe, resterebbe il taglio del 90% delle emissioni delle nuove auto al 2035, ma senza l'obbligo di compensare il restante 10. La Commissione UE nel 2025 aveva già proposto di Rho di ridurre l'obiettivo originario dal 100% al 90, chiedendo però di bilanciare le emissioni residue attraverso acciaio europeo a basse emissioni carburanti sintetici biocarburanti. Il compromesso è l'enigmi eliminerebbe questa condizione dall'altra parte. Macron ottiene invece criteri più stringenti sul made in Europe
Il patto dice Giulia Ferraino sul Corriere della Sera segue l'accordo Ue-Cina per limitare inizialmente a 3 5 350.000.
Auto l'anno le importazioni di ibride cinesi, affiancando i dazi sulle elettriche per.
Tradursi in norme europee, però, dice no, Ferraino, giustamente il compromesso dovrà ottenere il sostegno degli altri governi e del Parlamento UE Francia e Germania fanno da apripista come.
è evidente, dunque, che cosa succede su questo bilancio europeo?
E sensibili e coesi i nomi diversi, ma stesse guerre, stesse guerre.
E UE, frugali o brutali, modernizzatori o demolitori virtuosi o sediziosi sono gli interrogativi nell'editoriale di Paolo Valentino sul Corriere della Sera, una debole da De vulgari eloquentia fa da sfondo, dice Valentino, al Consiglio europeo in corso a Bruxelles nella guerra dei poveri che caratterizza la trattativa sul bilancio pluriennale dell'UE quello che dovrà finanziare le politiche tra il 2028 e il 2034 un drappello di Paesi cerca a tutti i costi di ridimensionare la proposta della Commissione, che pure ricorda Valentino equivale a poco più dell'1% del Pil dell'intera Unione.
Guidati dalla Germania, i magnifici sei, gli altri sono Olanda, Austria, Finlandia, Danimarca e Svezia insistono che occorre tagliare ancora diverse centinaia di miliardi, nonostante la presidenza irlandese abbia già dato un importante colpo di forbice.
All'idea originaria di Ursula von der Leyen, riducendola dell'8% l'equivalente di 140 miliardi di euro, qui ci occupiamo della terminologia, i nostri non amano il termine di frugali, tantomeno quello di brutali coniati per loro nella bolla bruxellese, e allora da qualche giorno si auto lo definiscono i sensibili 6 strizzatina d'occhio ai Fantastici Quattro cioè,
I supereroi della Marvel peccato che di eroico, dice Valentino, non ci sia proprio nulla, c'è solo una grande ipocrisia, quella della Germania, in primis maggior beneficiaria del mercato unico, grazie al quale è il primo esportatore netto verso gli altri 26 Paesi o dell'Olanda che dal porto di Rotterdam principale porta d'accesso per le merci extra UE nello Spazio economico europeo incassa cifre sproporzionate rispetto agli altri partner.
Grazie all'applicazione della tariffa doganale esterna comune nella UE invece, dice Valentino, i nostri frugali, o come li volete chiamare, vanno lancia in resta contro i loro passivi, con il bilancio europeo esorcisti di ogni nuova spesa, mentre allo stesso tempo vorrebbero più innovazione, più politica industriale, più controlli alle frontiere eccetera purtroppo,
La sindrome terminologica affligge anche il campo opposto, quello de quello degli amici della coesione, come si definiscono l'Italia e altri 16 Paesi pronti a sacrificare gli investimenti per competitività e innovazione?
Pur di salvare i fondi per agricoltori e regioni e qui ha ragione Valentino, perché non si può buttare solo la la zappa sui frugali che hanno un atteggiamento, sparagnino sul bilancio europeo e in maniera molto egoistica, difendono i loro interessi nazionali e però è anche vero che i coi sionisti tra cui l'Italia difendono politiche che poco hanno a che fare con la competitività.
E l'innovazione pur di salvare i fondi agricoli per per agricoltori e regioni, ma la loro coesione, dice Valentino, sa piuttosto di quota per nazione nell'uno e nell'altro caso a rimetterci è l'ambizione, è quella di un'Europa più forte e da sottoscrivere questo editoriale di Paolo Valentino.
Così
Il tema del vertice europeo e si collega, ovviamente a questa vicenda la manovra, la manovra che inizia a prendere forma, perché dal documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles dal governo italiano se ne colgono i alcuni profili, tutti i giornali se ne occupano.
Da questo punto di vista leggiamo il Sole 24 ore, perché è il giornale che per competenza e per profondità le dà una lettura, diciamo più contestualizzata, Marco Mobili e Gianni Trovati dicono, è una manovra snella occupata per due terzi dalle spese finanziate con il deficit della clausola di salvaguardia.
È dominata nell'altro, terzo, la clausola di salvaguardia sono 14 miliardi, quindi manovra di 23 e 5 si sono due terzi sostanzialmente nell'alto terzo, dominata dai 5 miliardi chiesti da banche e assicurazioni, 2 in più delle previsioni della vigilia miliardi chiesti per finanziare politiche per la famiglia e la spesa sociale di questo si tratta la fotografia scattata dal documento programmatico di bilancio dicono mobili e trovati sul Sole,
Inviato la scorsa notte alla Commissione UE e nitido nitida nel restituire l'immagine di quella che nelle illusioni di molta politica sarebbe dovuta essere l'ultima generosa manovra delle elezioni prima delle elezioni, mentre nella realtà illustrata martedì scorso dal ministro Giorgetti è la prima legge di bilancio impegnata in una fase di shock inflattivo di cui è ancora difficile immaginare la fine quindi vi dicevo,
14 miliardi clausole di salvaguardia, poi ci sono 5 miliardi che sono il conto chiesto a banche assicurazioni.
Ah, che si aggiungono fanno fanno notare i due giornalisti del Sole ai 10,75 miliardi, quindi 11 miliardi più 5 sono 16 chiesto l'anno scorso nel triennio successivo, però poi c'è da dire che se questi 5 miliardi dovessero anche, diciamo Palmas negli anni successivi diventerebbero 15 più 11 e quindi 26 per ora sono cinque per ora sono cinque.
Poi dice.
Come tecnicamente.
Possano sostanziarsi questa questo prelievo di 5 miliardi e si valuta dice il Sole 24 ore, un aumento ulteriore dell'Ires e che nella finanza e già gonfiata al 27 e 5% lo stesso del resto accade per l'Irap dice il Sole 24 ore imposta tornata sotto le lenti del ministro dell'Economia che per le banche al 6 e 65. Insomma, nella cassetta degli attrezzi restano poi,
Dice il sole, l'ormai classico rinvio del dell'utili, dell'utilizzo della deferred tax assets, cioè i crediti fiscali da attività per imposte anticipate, oltre a una nuova rimodulazione sulla deducibilità degli interessi passivi, insomma, si valuta come tassare le banche per altri 5 miliardi.
Ma nei 10 miliardi di coperture che si affiancano al deficit in realtà sono un po'meno da 14 a 23 e 5 sono 9 5. Le banche danno molto, ma non tutto
Altri, umilia 1,2 sono affidati ad altre entrate, mentre 1 e 7 sono attribuiti ad altrettanto generici tagli all'uscita, finalmente c'è un po'di spending review.
Per i ministeri.
Da 1,2 miliardi, quindi diciamo il risparmio e la rimodulazione della spesa di questa manovra di 23 miliardi e solo 1 miliardo virgola 7, di cui 1,2 riguarda i ministeri, il solito, la solita forbice con su cui si sforbiciata alla spesa pubblica, ma,
è piccola è piccola cosa
Tutta questa operazione di finanziamento a che serve e qui vediamo alle misure della manovra, cioè a quello che la manovra non chiede, ma dà?
E spese sociali e per la famiglia questa casella vale 5 miliardi e nel 2017 27 e quasi 11 nel triello, quindi potrebbe affacciarsi il bonus fragili, cioè un aiuto a forfait per destinatari ancora da precisare, si parla di due detrazioni per le spese sanitarie di anziani e malati cronici entro soglie reddituali tutte da definire per trovare appunto perché il tema qual è è quello di far sì che questi bonus vadano a chi realmente ne ha bisogno.
Dell'allo stesso cesto si pescherà poi per le altre misure destinate alla famiglia, in un ventaglio che può spaziare dal fohn o per la natalità alla replica del bonus mamme lavoratrici, insomma, resta poco per la sanità 2,4 miliardi e,
E agli enti territoriali poco più di 200 milioni e qui ve vedremo ci sarà una protesta vibrante delle Regioni sia per la sanità sia per i contributi agli enti
E poi non c'è, come anticipato, dal Sole 24 ore.
Trippa per gatti per il taglio dell'Irpef al ceto medio, la misura che piace, che voleva molto Tajani posta, costerebbe 2,7 miliardi l'anno, ma non ci sono perché il documento programmatico di bilancio ne mette due, ma servono per finanziare le flat tax su aumenti contrattuali turni straordinari e poi la la, la Piaf, la là gli aumenti individuali nelle buste paga dei giovani punto,
E l'ampliamento a 60.000 euro dell'aliquota Irpef del 33% non è contemplato neanche nel 2028 29.
Quindi c'è poco da fare, c'è invece il il, il bollo, l'esenzione del bollo strutturale per moto e utilitarie per il taglio dell'Irpef, bisogna sperare che l'Europa dice il sole, conceda quella flessibilità aggiuntiva di cui Giorgia Meloni parla da giorni.
E poi?
Qui.
è evidente che una parte dei contributi alle famiglie e alle imprese verranno.
Da i 7 miliardi attivati con la clausola di salvaguardia sull'energia, che dovrebbero essere concentrati su investimenti strutturali, ma anche qui l'Italia ha convinto l'Europa a utilizzarli anche per ridurre la bolletta elettrica di famiglie ed imprese, io spero di aver spiegato con chiarezza i termini delle questioni che non sono semplici in questa diciamo,
Giornata di di rigore e di contenimento della spesa e scarpe il jolly, però, sono i magistrati e voi direte come è possibile, i magistrati ottengono fino a 100.000 euro a testa dice Gianni Trovati, questo è un vero e proprio scoop e farà discutere questa roba perché avviene mentre per tutti le vacche sono magre, ancora una volta la magistratura incassa incassa alla fine di un percorso di legislatura nell'ultimo miglio, alla vigilia delle elezioni incassa il prossimo Capodanno, dice trovati, sarà memorabile per 11.000 magistrati italiani addirittura nelle buste paga quasi 100.000 euro a testa una roba che costa
Parecchio.
Un fondo sentenze da 1,9 miliardi, come come arrivano questi soldi per i magistrati, sono 970 milioni di euro che si traducono in costi lordi, quindi 1 miliardo, pensate un po'a carico dello Stato per oltre 70.000 euro a testa come arretrati, una tantum e circa e circa 20.000 euro a attesta però o per On ogni anno di retribuzione che i magistrati ottengono questo contributo è perché tutto nasce dice ricorda trovati da un contenzioso,
Che si è aperto fra il governo e il
I magistrati e che ha visto delle sentenze del Consiglio di Stato
Che hanno, diciamo, le ha dato torto allo al allo Stato sul tema del trattamento economico del personale in regime di diritto pubblico e sul fatto che le retribuzioni sono riviste ogni tre anni in base agli aumenti medi ricevuti nel frattempo dalle categorie contrattualizzati del pubblico impiego. Insomma, in questo contenzioso che si è però
Dotto e che ha visto delle sentenze del Consiglio di Stato, cioè di altri magistrati, dare ragione ai magistrati come mi sembra ragionevole, il Governo ha temporeggiato, alla fine ha perso e quindi i magistrati hanno chiesto l'ottemperanza e quindi il governo.
E ha dovuto inserire nella manovra
Questo
Questa prebenda che, nel mentre rinuncia ai tagli dell'Irpef per il ceto medio e alla detassazione delle tredicesime, però.
Deve concedere alla categoria dei magistrati 100.000 euro a testa, questo è il nostro Paese, questo accade così Gianni Trovati sul Sole 24 ore,
Ci sono due commenti, due commenti
Il primo è di Luciano Capone sul Foglio che dice, ma, insomma Tajani, la a Tajani è andata proprio male. Questa roba, perché effettivamente effettivamente perso su tutti i fronti, non voleva il taglio alle banche e il taglio alle banche fu.
Non voleva il.
Voleva l'Irpef e il taglio dell'Irpef e l'Irpef non è stata tagliata al dal ceto medio questo il ragionamento che fa Capone
E invece poi c'è Veronica De Romanis sulla stampa che, come sempre, ci ricorda che diciamo i bonus in prestito, li paghiamo noi perché li paghiamo con interessi sul debito pubblico, qualcuno se lo scorda e quindi.
Veronica De Romanis, col suo consueto rigore, ce lo ricorda dice il governo chiede all'Europa di poter finanziare sempre a prestito anche le misure di natura congiunturale, quindi bonus e trasferimenti,
Bene dice in primo luogo debito, ricordiamoci che significa pagare maggiori interessi e una voce già elevatissima di spesa, perché ci ricorda De Romanis dai 77 miliardi del 2013 si è passa del 2023, si è passati agli 87 miliardi del 2025,
Per arrivare ai 110 del 2029. Questo il debito da interessi. Così, se da una parte si aiutano le famiglie dall'altra, si sottraggono risorse alla sanità, alla scuola, al trasporto pubblico, non proprio un buon affare. In secondo luogo, questo è il punto principale. Il governo può perfettamente sostenere i cittadini senza dover chiedere il via libera all'Europa e basterebbe, dice De Romanis, invece di andare a prendere i soldi a debito perché glieli prendete down delle date in una tasca, glieli togliete dall'altra gli date, il bonus mamme e gli togliete la sanità, no, perché non è andata a sforbiciare i 1.000 CIN 157 miliardi della spesa pubblica che invece non osate toccare
E le risorse non mancano, vanno semplicemente ricomposte, redistribuite e, nel caso ridotte, per questo dice De Romanis lascia perplessi quanto dichiarato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui dall'esito del negoziato con l'Europa dipenderanno i contenuti della legge di Bilancio, detta così dice De Romanis, sembra che il Paese sia in balia delle decisioni prese a Bruxelles, una posizione singolare per un esecutivo che ha fatto della rivendicazione della sovranità nazionale uno dei suoi principali punti di Vò forza, se sovranità sia dice De Romanis, perché non metti mano alla spending review della tua spesa pubblica e invece non lo fai questo il quesito
Provocatorio
Di Veronica De Romanis sulla stampa e con la pagina della manovra si chiude questo capitolo, adesso un breve stacco pubblicitario, poi ritorniamo sugli altri approfondimenti
Torniamo agli approfondimenti della pagina politica, sostanzialmente il, quello più rilevante riguarda senz'altro il campo largo per una serie di motivi, perché il campo largo attraversa ovviamente una fase gestazionale complessissima.
Quel che hanno fatto discutere quelli plausi alla Camera da parte di alcuni esponenti del Partito democratico quando Giorgia Meloni ha difeso la strategia italiana ed europea di sostegno all'Ucraina,
Ne parlano un po', tutti i giornali ne parlano.
Il Corriere della Sera, ma soprattutto ne parla a Repubblica, con un'accentuazione così netta da determinare quasi un cambio.
Di linea e di strategia che voglio sottolineare perché è molto visibile, va be'anzitutto di il Corriere della Sera, racconta, con Maria Teresa Meli, l'imbarazzo del Pd, che si riunisce alla Camera nel tradizionale seminario dei deputati e non dedica neanche una parola, un focus alla politica estera perché parlare
Di Gaza ed evitare l'Ucraina non sempre opportuna, e quindi non se ne parla proprio la politica estera si taglia
Tra gli addetti ai lavori di Pd 5 Stelle a Vs dice Maria Teresa Meli, per il programma si immagino lo formule del tipo diamo il pieno sostegno all'Ucraina con tutte le forme di assistenza necessarie, ma l'obiettivo deve essere il piano di pace, non l'escalation militare, e si deve sviluppare un'iniziativa europea indipendente.
Eccetera, eccetera sono queste le frasi attorno cui ruota la trattativa, benché Conte, dica di essere pronto per un tavolo sulla politica estera e interna, ha bisogno di un altro po'di tempo per concretizzarsi.
Anche perché dice la Meli,
E Stefano Patuanelli, l'altro giorno in Senato, teorizzava che se i 5 Stelle andassero da soli e questa è una tentazione che sta alla fine della festa non vincerebbe nessuno e grazie al proporzionale puro, ognuno avrebbe il suo e quindi non è un caso che sia stato proprio uno degli sherpa del Pd a innervosirsi di più. Quando il leader del Movimento 5 Stelle ha lasciato intendere che fosse possibile un'unica risoluzione, quando un accordo non era ancora possibile, questo ieri del tipo a che gioco state giocando? Insomma, l'alleanza è ancora fragile, anche se ha ragione. Schlein che si dice convinta che prima o poi un accordo lo troveremo bene. Al netto di questo ricorda la Meli ieri un'altra bomba è stata lanciata nel campo largo da VS, che ha insistito sulla patrimoniale e Conte. Naturalmente lo ha stoppato. Bisogna uscire dal quadro ideologico, dice l'ex premier ad Angelo Bonelli e Nicola ha fatto gli anni o i spiega. È una tassa che non ha mai funzionato, ma il tandem A di AWS non ci sta. Non siamo ideologici. La nostra proposta sulla patrimoniale e ragionevole e c'è da ritenere che su questo tema si tornerà a battagliare
Per intanto vi dicevo, c'è e l'intervista Guerini sul Corriere della Sera, che è quello che ha applaudito in Parlamento e dice e poi Guerini commenta anche quel gesto che ieri avevamo letto come l'ipotesi di un avvicinamento, cioè il fatto che in
Al al voto delle moto delle risoluzioni, il Pd si sia astenuto su quella dei 5 Stelle e i 5 Stelle si siano astenuti su quella del Pd. È il segno, dice Guerrini, che prima o poi bisogna andare oltre gli slogan buoni per la propaganda e confrontarsi con la realtà, e la realtà ci dice che il tema dell'Ucraina, ma più in generale la fase tumultuosa della politica internazionale con le crisi drammatica che la Carter caratterizzano, impone a noi serietà e responsabilità per una risposta del centrosinistra. Io lavorerò su questo dice sì, ma la risoluzione del Pd gli chiede il il, il collega del Corriere della Sera Maria Teresa Meli, è un cedimento a ponte, dice no, nella risoluzione si dice testualmente dice dice Guerini, l'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina sul piano umanitario, economico e militare.
E quindi questa è il punto diciamo, su cui si tratta poi su quegli applausi e dice
Giustamente, Guerini e io ho applaudito le frasi su Kiev, non ho applaudito Giorgia Meloni, ma le frasi su Kiev.
Meritavano
Quell'applauso e quindi difende la scelta compiuta, si è trattato di un sostegno, dice proprio le parole circoscritto all'impegno, a continuare a sostenere un Paese invaso da Putin, la nostra critica al Governo è molto chiara anche al discorso di ieri della presidenza del Consiglio.
Un europeismo che continua a mancare per pagare dazio alle pulsioni sovraniste che attraversano la destra e al timore della concorrenza di Vannacci, però abbiamo applaudito dice soltanto su quel punto specifico, però l'applauso non è passato inosservato perché ovviamente ha subito all'interno del mondo demmo una serie di critiche ma questo questo atteggiamento è stato,
Preso in considerazione da due o opinionisti.
Importanti Antonio Polito e il direttore di Repubblica, Stefano Cappellini, Antonio Polito, dice l'applauso di un manipolo di riformisti, non solo del Pd a Giorgia, Meloni sull'Ucraina, e un piccolo, ma raro gesto di civiltà politica e di coerenza morale, e come tale va apprezzato così Polito sul Corriere della Sera.
E poi prosegue ancora
E dice ancora.
Il Pd, soprattutto, dovrebbe sapere che, quando si tratta di politica estera, è sempre meglio valorizzare gli accordi che enfatizzare i disaccordi, perché così si rafforza il ruolo e il prestigio internazionale dell'Italia e un patrimonio di credibilità che tornerà utile in Europa anche a un eventuale futuro governo di centrosinistra se un giorno dovesse vedersela con Marine Le Pen all'Eliseo e un primo ministro di destra a Madrid poi dice Polito ancora c'è la coerenza morale, dice, ma scusate, ma la sinistra con la sua storia antimperialista e antimilitarista non può essere insieme proporla è proprio UTIN
Il doppio standard che spinge tanti condannare Israele fino alla richiesta di mettere al bando per l'invasione e il massacro di Gaza, ma contesta il diritto degli ucraini di difendersi dall'aggressione militare russa e dal conseguente massacro di civili più di 20 di 15.000 vittime dall'inizio di quest'anno. Non è comprensibile il principio il principale motivo addotto per spiegare una tale contraddizione consisterebbe dice Polito nel fatto che i palestinesi sono indifesi e gli ucraino e allora li rendiamo in difesi. Pure gli ucraini dice giustamente Polito, ma insomma chi non vuole applaudire l'inedita accoppiata autoritaria Trump Putin ha avuto dunque ragione ad applaudire quelle due frasi di Giorgia Meloni, così pulito, però ancora più esplicito
Su questo tema e Cappellini Cappellini, il direttore della Repubblica, devo dire che fa un editoriale che oserei definire memorabile.
E merita i complimenti, perché perché coglie l'ipocrisia dal dal tentativo di rifugiarsi nelle formule, nelle formulette, lo fa fra l'altro in due pagine, dove c'è una assoluta convergenza degli opinionisti di Repubblica, che da sempre rappresentano il pensiero del giornale.
Michele Serra, che dice perché mai dovrebbe essere considerato addirittura un caso politico l'applauso di una manciata di deputati dell'opposizione dopo le frasi pro ucraina della presidente Meloni possibile che non ci possa essere una cosa condivisa anche da chi non appoggia il suo governo, questo Serra o c'è Francesco Merlo che dice Brava Meloni per la fermezza,
Meloni non ci piace però.
Adesso che Trump sta esponendo l'Ucraina alla furia selvaggia e crescente di Putin con l'incubo della resa che minaccia Zaleski non essere d'accordo con Meloni somiglia al tradimento dice Francesco Merlo, poi c'è Cappellini, Cappellini fa un discorso.
Complessivo e dice c'è un tema, prende il toro per le corna, tensione da una conseguenza politica, dice c'è un tema che oggi impedirebbe impedirebbe ai partiti del cosiddetto campo largo di governare insieme, è l'Ucraina.
è questo il punto, come governa il campo largo, su queste premesse le primarie si trasformerebbero aggiunge in un violento scontro di linee inconciliabili con le destre ad assistere soddisfatte allo spettacolo e gli elettori del cosiddetto campo largo chiamati a esprimersi in un referendum dopo il quale non esisterebbero più spazi possibili di sintesi è evidente che in assenza di una sintesi concordata prima dei gazebo le cose non potrebbe,
Spero che peggiorare se Conte dovesse perdere le primarie non potendo offrire in dono ai suoi lettori la propria candidatura a Palazzo Chigi. Sarebbe con tutta probabilità ancora più arcigno nella difesa di quelli che il Movimento 5 Stelle considera i principi irrinunciabili. D'altra parte, dice Cappellini sa perdere fosse Sláine e il centrosinistra si presentasse e il centrosinistra si presentasse dunque al voto con una linea sull'Ucraina, non lontana da quella di Salvini e Vannacci. Non sono pochi gli elettori che si troverebbero in estremo imbarazzo. Ecco, poi dice, però stiamo attenti la sintesi, non può essere una mediazione poi politica simulata, perché il vero dissenso e qui veramente questo fondo di Cappellini è veramente una pietra miliare. Il vero dissenso tra Pd e 5 Stelle non è sull'assistenza militare all'Ucraina
Ma è sul racconto della guerra c'è il partito di Conte ritiene infatti che uno la Russia abbia reagito a un accerchiamento della NATO 2. La Russia sarebbe già finita se qualcuno avesse teso una mano alla la guerra sarebbe già finita se qualcuno avesse teso una mano alla Russia per concordare una soluzione diplomatica 3. La resistenza ucraina sia solo il frutto del bellicismo occidentale,
E quest'ultima, la famigerata tesi della guerra per procura, gli ucraini si farebbero scannare per conto dell'imperialismo atlantista. Questa la tesi guerra per procura che nega un popolo martoriato, persino la dignità della sua resistenza, quella che peraltro, secondo i molti agit-prop del Cremlino in servizio sarebbe dovuta a crollare. Dopo pochi giorni i teorici della guerra per procura hanno continuato anche dopo l'elezione di Donald Trump, e cioè di un presidente che ha fatto molto per affossare l'Ucraina, riabilitare Putin e favorire un esito del conflitto favorevole al Cremlino per rimediare all'evidente. Illogicità di questa tesi dice Cappellini, una parte della combriccola ha spostato il mirino sulla UE e in particolare su Ursula von der Leyen. Adesso la guerra la facciamo noi, la fa Ursula von der Leyen. Le tesi del dei 5 Stelle sulla guerra in Ucraina sono oggettivamente false, sebbene della loro fondatezza. Si sia convinto anche un pezzo di opinione pubblica progressista, questo il coraggio di un editorialista, dire le cose come stanno. Purtroppo il tema è questo
Della loro fondatezza si sia convinto un pezzo di opinione pubblica progressista, ma siccome un intellettuale parla al suo popolo anche in controtendenza, Cappellini ha il coraggio di dire che le tesi sulla guerra in Ucraina del Movimento 5 Stelle sono oggettivamente false. Ciò che è peggio, dice ancora Conte, ha scelto di riassumerle nella parola pace con uno scippo politico che non deve trovare legittimazione alle primarie. La pace è un valore fondamentale, un principio costituzionale, un DNA della sinistra, come lo è impedire che il diritto internazionale sia violato e che stati canaglia possano prendersi con la forza ciò che desideravano. Non è pensabile chiedere alle primarie un mandato per candidarsi alla guida del Paese
Utilizzando come argomento principale della campagna elettorale una impostura, spacciando cioè l'idea che chi vuole aiutare l'Ucraina a difendere i suoi civili, massacrati ogni settimana, decine, mentre Conte si affanna a sostenere che Putin è disponibile a negoziare sia un fanatico della guerra un bellicista, appunto, tutto ciò minerebbe molto più che l'accordo necessario su un singolo punto di programma. Sarebbe una ferita insanabile per una coalizione alla quale molti italiani chiedono di condividere, oltre a un programma credibile, una grammatica civile e politica nella giusta convinzione che sia la via maestra per vincere le elezioni. C'è ancora tempo per rimediare, dice Cappellini, forse forse a patto di non fingere che la questione si risolva trattando su un paio di virgole o di Up aggettivi ritagliate. Questo fondo è attaccato allo al muro, perché è uno di quei pezzi che meritano gli applausi bravissimo. Il direttore della Repubblica, Stefano Cappellini e poi
E poi l'abbiamo l'altro fronte perché le stuccature stanno da una parte e dall'altra c'è la Lega dall'altra parte, la Lega che è spiccata rispetto al governo, basta vedere quello che ha detto ieri Salvini, andiamo a comprare il petrolio russo mentre Meloni parlava in Parlamento diciamo la fortuna vuole che poi la Lega sia molto subalterna sul piano delle decisioni parlamentari al al governo Meloni ma,
Nella sostanza, le parole sono ugualmente dissonanti e la Lega è spaccata anche al suo interno perché, come racconta il Corriere della Sera, a pagina 15 si sta realizzando una resa dei conti su questo congresso straordinario convocato da Salvini il 24 e il 25 ottobre, che però è stata una mossa di
Diciamo sostanziale chiusura, perché poi a decidere saranno gli stessi 700 delegati che l'anno scorso lo hanno eletto con un plebiscito, ma oggi che cosa accade, che c'è un nuovo tormento, Giancarlo Giorgetti, dice Marco Cremonesi, sul Corriere della Sera potrebbe non essere ricandidato alle politiche del 2027, questa è la notizie.
Questa mattina mattina verrà depositato un esposto denuncia e questa è la seconda notizia alle procure di Roma e Milano che chiama in causa Matteo Salvini e Igor Iezzi per la gestione della vecchia Lega Nord, in gran parte sostituita dalla Salvini premier e alcuni leghisti potrebbero approdare al gruppo misto. Insomma, c'è carne e cuocere la voce sulla non ricandidatura del ministro dell'Economia nasce da una Punto che elenca i probi probabili candidati lombardi alle prossime elezioni. I nomi sono quelli di Morelli, Locatelli Molteni, Crippa, in Toscana, Paganella Calderoli a Bolzano, Valditara Centemero, Bergamo su collegi di Rubbia Brescia, Iezzi Toccalini e frassini, in un contesto in cui i salviniani ritengono che alla Camera potranno contare, nella prossima legislatura, su 28 30 deputati, manca il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, protagonista della contestazione nordista a Salvini, balza all'occhio, dice il Corriere, l'assenza di Giorgetti del resto, il ministro leghista non presiederà il congresso della Lega del 24 e 25 aprile, come invece ha storicamente sempre fatto Salvini ha incaricato il presidente della Camera. Lorenzo Fontana. Insomma, questo il clima nei prossimi giorni.
Dice ancora zappe e dice ancora. Marco Cremonesi sul Corriere della Sera c'è chi si prepara a lasciare il gruppo leghista alla Camera per approdare al gruppo misto per essere presenti in Parlamento prima che venga pubblicata la nuova legge elettorale, perché quella che impone di raccogliere 6.000 firme per i nuovi partiti e dunque è corsa contro il tempo al Senato lo stesso chi non cambierà gruppo, non subito, comunque, l'ex ministro Garavaglia che si è appena candidato, come vi ho raccontato ieri al congresso della Lega contro Salvini e deve trovare le firme per la sua candidatura. Insomma, la secessione dalla Lega
Di Salvini sembra ormai questione di giorni e quindi, come vedete c'è
Molta pressione, no, però il, il quotidiano Libero.
Pubblica un sondaggio, un sondaggio che ovviamente i sondaggi valgono quello che valgono, lo abbiamo detto, lo leggiamo solo per dovere di cronaca, perché i sondaggi non tengono conto del clima elettorale e del voto utile che cambia. Le prospettive in campo. Comunque libero, plaude a questo sondaggio dal suo punto di vista, perché dice la sinistra perde 1 e 8% in tre mesi e il centrodestra vede vede il sorpasso. Il centrodestra oggi sarebbe al 42, il 9 e la sinistra al 43 pensate quindi avrebbe rimontato tre punti da settembre a ottobre, prima era al 43 e se la sinistra il qua a 41 e uno, la destra, insomma, secondo il libero Fratelli d'Italia e al 27 2, il partito democratico e al 20 e uno, il Movimento 5 Stelle al 12 e 4, Forza Italia al 7 4 futuro nazionale, al 7 2 Verdi e sinistra
Al 6 e 4 la Lega al 6, azione al 3 2.
Italia viva il 2 4 più Europa all'1:07, il Partito liberal democratico di Marattin, all'1:04, Noi Moderati all'1:02 e Sud chiama Nord all'1:01, il Partito liberaldemocratico.
Che, come racconta il foglio intervistando Marattin potrebbe fare un accordo con il centrodestra, potrebbe andare a destra Marattin non lo nasconde nel l'intervista che fa con Carlino al foglio io col centrodestra dice se son rose fioriranno ma senza Vannacci e pone un po'le condizioni poi dice Picerno e Calenda vanno per conto loro auguri così, Luigi Marattin sul foglio
Intervistato da Carlino,
Vi ho raccontato di questa memoria di Fedele Confalonieri sulla stampa a Myrta Merlino, è interessante perché racconta un pezzo di storia del nostro Paese e rivela che, quando fu proposto ah ah, ah, ah ah, Gianni Letta di fare il capo dello Stato da Giorgia Meloni Gianni Letta declino questa offerta perché non voleva far torto a Silvio Berlusconi che ovviamente aspirava lui.
O a quella carica o molto sa, ho molta stima di Gianni Letta, dice Fedele Confalonieri, è una persona straordinaria, c'è una cosa che molti non sanno, lui ha rifiutato di fare il presidente della Repubblica alla rielezione di Mattarella Meloni, glielo aveva proposto, avrebbe vinto in carrozza ma non l'ha fatto per non far dispiacere Berlusconi e questo la dice lunga sulla sua felpa fedeltà e lealtà così così.
Fedele gonfiarlo Falconieri su Gianni Letta.
Ci riportiamo sulla pagina di politica estera perché?
Il Consiglio d'Europa oggi, come vi ho raccontato, avrà Zelensky al centro,
E anche perché poi parliamo delle spaccature del campo largo, ma che cosa riguardano riguardano quello che sta accadendo in Europa dove Zelensky ieri è arrivato, ha avuto una serie di bilaterali e oggi parlerà ci racconta il Corriere della Sera ai 27 che poi discuteranno senza di lui del sostegno all'Ucraina ma ieri ha avuto molti bilaterali in particolare,
Con il segretario della NATO Rutte, poi con Emmanuel Macron, poi una visita con la famiglia reale belga, il premier danese Frederiksen, la premier danese e il premier polacco Tusk e il premier belga e De Wever e.
Ma soprattutto, ieri Zelensky ha detto in un'intervista al Financial Times che
Per il ritiro dell'intelligence statunitense statunitense e il contemporaneo, il ko, il contemporaneo indebolimento del servizio internet di Starlink, che però è tornato a funzionare, insomma, ha espresso una rabbia e pericolo per questo e ha detto che riprenderà gli attacchi contro le raffinerie russe così Zaleski,
Poi c'è Rutte che ha ribadito l'impegno della NATO al fianco dell'Ucraina anche attraverso il cosiddetto meccanismo porlo, cioè l'acquisto che gli alleati di armi degli da parte degli alleati a di armi statunitense de de destinate all'Ucraina
E il clima di sostegno emerge anche dalle parole di Donald Tusk e del cancelliere è emerso che hanno detto non siete soli al all'Ucraina e anche se i leader racconta il Corriere della Sera con Francesca Basso, hanno evitato di intervenire nella disputa fra Zelensky e Trump schivando le richieste dei giornalisti di commentare le parole del premier ucraino in Europa nessuno vuole uno scontro con Trump se qualche leader non ha apprezzato la schiettezza di Zaleski, non l'ha detto pubblicamente, riservandosi la possibilità di dirlo a porte chiuse ma nella bozza di conclusioni del summit.
E il Consiglio europeo esprimerà rammarico per le decisioni degli Stati Uniti
Di sospendere temporaneamente le sanzioni sul diesel russo, così.
E così così, anche se la casa Bianca risponde che invece.
Trump ha negoziato con successo un grande accordo per rifornire il mercato globale globale di Gera, enormi quantità di diesel e fa scendere i prezzi bravo, bravo, Trump, così la casa Bianca, c'è ovviamente tensione fra Washington e Kiev con Musk che fai fa eco a Trump, dice Zaleski se ne vada
Ma la rete Starling che per fortuna ho preso a funzionare, tuttavia la Cnn dice che le scorte dei missili per la difesa si stanno esaurendo e poi si racconta anche sul Corriere della Sera, che i due negoziatori Kushner, RV Heathcliff, avrebbero proposto agli europei di sbloccare gli asset russi per finanziare l'Ucraina.
L'i, gli europei ci stanno ragionando, come sapete, da mesi, ma non si giunge a una soluzione, gli europei sono preoccupati della deriva Trump piana e ci sono diverse interpretazioni di quello che sta facendo Trump i più ottimisti dice.
Il Corriere della Sera tra i diplomatici europei sostengono che le mosse del presidente vanno lette in chiave elettorale, il 3 novembre negli USA si aprono le urne per il rinnovo totale della Camera e più di un terzo dei senatori, i democratici sono avanti nei sondaggi e Trump sta tentando la rimonta altri temono invece che il presidente USA stia creando le condizioni per arrivare a un'intesa complessiva con il presidente Xi Jinping e lo stesso Putin così l'Ucraina sull'Iran c'è ancora,
Ovviamente.
Non solo lo lo.
Lo scontro, ma l'ipotesi che vi ventila, il Pentagono di una superbomba e vi segnalo su questo fronte della della guerra iraniana e della guerra fra Uti e l'Arabia Saudita, l'articolo di Mariano Giustino sul foglio sulla l'impegno di Turchia, ah, ah, ah, ah va a vantaggio del,
L'Arabia Saudita, impegno che secondo quello che racconta Giustino sul foglio Trump, avrebbero voluto fosse militare, ma che invece si ridurrà alla a un sostegno nella fornitura di armi.
E qui di difesi sistema di difesa e di intelligence e qui Giustino.
Contestualizza e spiega i limiti del cosiddetto patto della Mecca tra firmato il 7 agosto 2006 tra Arabia Saudita, Turchia, Pakistan, un patto di difesa paragonato, dice al a quello all'articolo 5 del mattonato, che però non funziona perché al momento in cui poi si trattava di scendere in campo per sostenere l'Arabia Saudita nei confronti degli Huthi tanto il Pakistan quanto la Turchia nicchiano su questo fronte così,
Mariano Giustino sul Foglio e con questa notizia ho concluso la pagina di politica estera, ma anche la mia rassegna stampa auguro a tutti un buon weekend da Alessandro Barbano, una buona giornata, ci risentiamo alle 7:30 lunedì per un'altra puntata di stampa e regime e adesso otto e 50 di Roberta Jannuzzi non perdetelo,
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