Ne parla Stefano Allievi, professore di sociologia all'Università di Padova, dove dirige il master sull’islam in Europa.
Tra i musulmani, come in tutte le comunità religiose, esiste secondo il professore una domanda di autorevolezza più che di giudizio: davanti a un conflitto familiare, a una lite sull’eredità o a una … questione commerciale si cerca chi aiuti a risolverlo, come accade con i tribunali rabbinici, con la Sacra Rota o con le camere arbitrali commerciali, se le parti sono d’accordo.
Allievi esclude che in qualche Paese europeo viga la sharia: l'unica legge in vigore è quella nazionale, e chi non è soddisfatto di una decisione può sempre impugnarla.
L'iniziativa di Padova, osserva, è privata e slegata da qualsiasi organizzazione islamica, non è paragonabile ai tribunali rabbinici e gli sembra un tentativo commerciale di costruirsi un mercato, giocando sull’ambiguità dei riferimenti religiosi.
Sul caso austriaco, dove un tribunale di Vienna ha reso esecutivo un lodo commerciale fondato sul diritto islamico, il sociologo ricorda che gli Stati riconoscono di continuo decisioni di altri organismi, come fa l’Italia con le sentenze della Sacra Rota, e parla di reazioni isteriche ogni volta che si tratta di islam.
Il rischio di decisioni sfavorevoli ai più deboli, in particolare alle donne, esiste però anche in altri ambiti: chi le subisce può sempre rivolgersi al giudice civile, ma non sempre lo fa, e per questo servono cultura e informazione.
Quanto all’intesa, secondo Allievi, che ha fatto parte del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano al ministero dell’Interno, è lo Stato a non volerla, per motivi politici: le organizzazioni musulmane la chiedono dalla metà degli anni Novanta e hanno presentato testi e proposte.
Senza intesa restano irrisolte questioni come il riconoscimento dei matrimoni celebrati nei luoghi di culto.
La divisione delle comunità, aggiunge, non è un ostacolo, perché si possono firmare più intese, come è avvenuto con le chiese protestanti e ortodosse, e perché per l’intesa con gli ebrei fu costituita apposta l'Unione delle comunità ebraiche.
Alle 9, il collegamento con David Carretta da Bruxelles sulla guerra in Ucraina.
Dopo l’accordo sul gasolio tra Donald Trump e Vladimir Putin e l’annuncio di una tregua energetica mai concretizzata, l’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha detto che con la Russia funziona solo la pressione, mentre i ministri degli Esteri hanno inserito nella lista delle sanzioni quasi 1.600 persone e aziende dell’industria militare russa.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’intercettazione di una nave della flotta ombra russa a oltre 450 miglia dall’isola della Riunione.
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha riferito che due navi, una delle quali battente bandiera maltese, sono state colpite da droni a 18 miglia dalla costa bulgara, e ha annunciato di voler parlarne con il segretario generale della Nato.
Al Forum sulla sicurezza di Varsavia, infine, il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich, ha illustrato la risposta della Nato a un eventuale attacco russo.
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