Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale, sezione A e B
2) Collocamento fuori ruolo
3) Autorizzazioni
4) Conferimento incarico di referente informatico
5) Conferimento uffici direttivi superiori
6) Pubblicazione uffici direttivi
7) Applicazioni extradistrettuali
8) Richiesta di revoca dell'applicazione extradistrettuale
9) Quesito posto dal Presidente di Vallo della Lucania: vacanza è equiparabile all'assenza ai fini della formazione delle tabelle infradistrettuali
10) Integrazione alla formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/01 del … Tribunale di Lucera
11) Appello al Consiglio di Stato avverso una sentenza del TAR Lazio: ricorso
12) Formazione delle tabelle di composizione per il biennio 2000/01 del Tribunale di Vasto
13) Formazione delle tabelle di composizione per il biennio 2000/01 del Tribunale di Sulmona
14) Tabelle infradistrettuali e uffici giudicanti del distretto dell'Aquila
15) Richiesta di proroga dell'applicazione extradistrettuale alla Corte di Appello dell'Aquila
16) Quesito posto dal Presidente di Rossano: assegnazione d'ufficio di un Giudice ad altre sezioni o ad altro settore
17) Nomine e conferme dei componenti privati degli uffici giudiziari minorili del Tribunale per i minorenni di Napoli
18) Motivazioni troppo stringate o assenti
19) Nota del Presidente della Corte di Appello di Trieste
20) Revoca d'ufficio per mancata presa di possesso
21) Richiesta delle funzioni di coordinatore d'ufficio al Giudice di pace che sia unico nel suo ufficio
22) Copertura posti
23) Richiamo in ruolo e assegnazione della sede in Cassazione
24) Un quesito sulla compatibilità tra funzioni direttive e quelle di Commissario agli usi civici
25) Richiesta di trasferimento
26) Rinuncia di un ricorso
27) Cessazione della materia del contendere per due ricorsi
28) Ricorso al TAR Lazio
29) Richiesta di riassegnazione dei dottori Perduca, Piacente e Vaudano: pratica OLAF Il CSM nelle agenzie di stampa MAFIA: CONSIGLIERI CSM, NESSUNA TRATTATIVA CON BOSS
(ANSA) - ROMA, 17 APR - Nessuna trattativa con i boss mafiosi.
I consiglieri del Csm reagiscono cosi' alla notizia della lettera inviata da Pietro Aglieri al procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna e al procuratore di Palermo Piero Grasso.E giudicano impraticabile l'idea di consentire un confronto tra i mafiosi detenuti.
''Al di la' della singolarita' della richiesta- dice il presidente della Commissione sulla criminalita' organizzata del Csm Gianni Di Cagno - quasi che le carceri fossero istituiti scolastici o fabbriche dove ci si puo' riunire in assemblea, va ribadito che nessuna trattativa sarebbe mai ammissibile con colpevoli di gravi reati gia' condannati a lunghe pene detentive in via definitiva.
Ne' sarebbe possibile accordare loro particolari benefici non previsti dall'ordinamento penitenziario.
Nulla impedisce ai mafiosi detenuti di proclamare la loro dissociazione dall'organizzazione criminale o addirittura la cessazione della stessa, ma questi lodevoli intendimenti non possono essere certo subordinati a concessioni di qualunque tipo''.
Per Gioacchino Natoli, togato del Movimento per la giustizia e in passato pm antimafia a Palermo, non ci sono dubbi: ''quella in corso e' una manovra strumentale per beneficiare eventualmente di provvedimenti che attenuino o facciano sparire del tutto il regime del 41 bis.
E non vedo come sia possibile autorizzare una convention tra componenti detenuti della commissione di Cosa Nostra, visto che tutti sono sottoposti al regime del 41 bis che prevede il divieto assoluto di incontro; si tratterebbe di un comportamento irregolare se non addirittura illegittimo''.
Al di la' di questo resta una questione di fondo:''qualsiasi forma di dissociazione e' assolutamente negativa e deleteria perche' non aggiunge nulla alle conoscenze che si hanno in materia di mafia e dunque non porta alcun contributo alle indagini.Anzi avrebbe l'effetto, come ha sostenuto la Commissione sulla criminalita' organizzata del Csm, di prosciugare la gia' scarsa propensione alla collaborazione piena, seguita alla nuova legge sui pentiti''.
''E' una strada impraticabile anche dal punto di vista tecnico- sostiene Margherita Cassano di Magistratura Indipendente, che prima di approdare al Csm era pm alla Direzione distrettuale antimafia di Firenze- Nei confronti dei principali esponenti mafiosi sono state pronunciate pesanti sentenze di condanna passate in giudicato che devono essere eseguite.Inoltre la diminuzione dei fatti di mafia in Sicilia non significa che la criminalita' mafiosa sia scomparsa, tutt'altro: e' il segnale che vi sono forme piu' sofisticate di penetrazione nel territorio''.
CSM: ANIELLO LAMONICA PG CORTE APPELLO BRESCIA (AGI) - Roma, 17 Apr.
- Aniello Lamonica e' il nuovo Procuratore Generale della Corte di Appello di Brescia.
Lo ha nominato oggi il Consiglio Superiore della Magistratura riunito in assemblea plenaria.
Lamonica, che lascia le funzioni di Avvocato Generale a Trieste, ha ottenuto l'unanimita' del consensi.
Campano, 69 anni (e' nato a Montano Antilia, in provincia di Salerno, il 2 febbraio 1933), in magistratura dal luglio 1960, va a prendere il posto di Giuseppe Grechi, divenuto presidente della Corte di Appello di Milano.
CSM: PIETRO FALCONE PRESIDENTE TRIBUNALE NICOSIA (AGI) - Roma, 17 Apr.
- Il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di conferire a Pietro Falcone (nessuna parentela con il giudice rimasto ucciso nella strage di Capaci) l'incarico di Presidente del Tribunale di Nicosia.
Il prescelto - che in plenum ha ottenuto l'unanimita' dei consensi - lascia le funzioni di presidente di sezione presso il Tribunale di Caltanissetta.
Magistrato dal maggio 1981, 47 anni, nel corso della sua carriera Pietro Falcone si e' occupato di reati di criminalita' organizzata, traffico internazionale di stupefacenti (tra l'altro di un troncone del processo "pizza connection"), di reati contro la Pubblica Amministrazione.
Ha svolto anche le funzioni di presidente del collegio nel processo bis per la strage di Via D'Amelio e in altri importanti processi contro esponenti di organizzazioni mafiose.
Si e' occupato anche di quello per l'attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone.
I consiglieri del Csm reagiscono cosi' alla notizia della lettera inviata da Pietro Aglieri al procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna e al procuratore di Palermo Piero Grasso.E giudicano impraticabile l'idea di consentire un confronto tra i mafiosi detenuti.
''Al di la' della singolarita' della richiesta- dice il presidente della Commissione sulla criminalita' organizzata del Csm Gianni Di Cagno - quasi che le carceri fossero istituiti scolastici o fabbriche dove ci si puo' riunire in assemblea, va ribadito che nessuna trattativa sarebbe mai ammissibile con colpevoli di gravi reati gia' condannati a lunghe pene detentive in via definitiva.
Ne' sarebbe possibile accordare loro particolari benefici non previsti dall'ordinamento penitenziario.
Nulla impedisce ai mafiosi detenuti di proclamare la loro dissociazione dall'organizzazione criminale o addirittura la cessazione della stessa, ma questi lodevoli intendimenti non possono essere certo subordinati a concessioni di qualunque tipo''.
Per Gioacchino Natoli, togato del Movimento per la giustizia e in passato pm antimafia a Palermo, non ci sono dubbi: ''quella in corso e' una manovra strumentale per beneficiare eventualmente di provvedimenti che attenuino o facciano sparire del tutto il regime del 41 bis.
E non vedo come sia possibile autorizzare una convention tra componenti detenuti della commissione di Cosa Nostra, visto che tutti sono sottoposti al regime del 41 bis che prevede il divieto assoluto di incontro; si tratterebbe di un comportamento irregolare se non addirittura illegittimo''.
Al di la' di questo resta una questione di fondo:''qualsiasi forma di dissociazione e' assolutamente negativa e deleteria perche' non aggiunge nulla alle conoscenze che si hanno in materia di mafia e dunque non porta alcun contributo alle indagini.Anzi avrebbe l'effetto, come ha sostenuto la Commissione sulla criminalita' organizzata del Csm, di prosciugare la gia' scarsa propensione alla collaborazione piena, seguita alla nuova legge sui pentiti''.
''E' una strada impraticabile anche dal punto di vista tecnico- sostiene Margherita Cassano di Magistratura Indipendente, che prima di approdare al Csm era pm alla Direzione distrettuale antimafia di Firenze- Nei confronti dei principali esponenti mafiosi sono state pronunciate pesanti sentenze di condanna passate in giudicato che devono essere eseguite.Inoltre la diminuzione dei fatti di mafia in Sicilia non significa che la criminalita' mafiosa sia scomparsa, tutt'altro: e' il segnale che vi sono forme piu' sofisticate di penetrazione nel territorio''.
CSM: ANIELLO LAMONICA PG CORTE APPELLO BRESCIA (AGI) - Roma, 17 Apr.
- Aniello Lamonica e' il nuovo Procuratore Generale della Corte di Appello di Brescia.
Lo ha nominato oggi il Consiglio Superiore della Magistratura riunito in assemblea plenaria.
Lamonica, che lascia le funzioni di Avvocato Generale a Trieste, ha ottenuto l'unanimita' del consensi.
Campano, 69 anni (e' nato a Montano Antilia, in provincia di Salerno, il 2 febbraio 1933), in magistratura dal luglio 1960, va a prendere il posto di Giuseppe Grechi, divenuto presidente della Corte di Appello di Milano.
CSM: PIETRO FALCONE PRESIDENTE TRIBUNALE NICOSIA (AGI) - Roma, 17 Apr.
- Il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di conferire a Pietro Falcone (nessuna parentela con il giudice rimasto ucciso nella strage di Capaci) l'incarico di Presidente del Tribunale di Nicosia.
Il prescelto - che in plenum ha ottenuto l'unanimita' dei consensi - lascia le funzioni di presidente di sezione presso il Tribunale di Caltanissetta.
Magistrato dal maggio 1981, 47 anni, nel corso della sua carriera Pietro Falcone si e' occupato di reati di criminalita' organizzata, traffico internazionale di stupefacenti (tra l'altro di un troncone del processo "pizza connection"), di reati contro la Pubblica Amministrazione.
Ha svolto anche le funzioni di presidente del collegio nel processo bis per la strage di Via D'Amelio e in altri importanti processi contro esponenti di organizzazioni mafiose.
Si e' occupato anche di quello per l'attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone.
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