Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Esonero parziale dal lavoro giudiziario dei componenti dei Consigli Giudiziari
2) Incontri di studio del 2003
3) Partecipazione alla riunione del Comitato direttivo
4) Nota della rappresentanza permanente in Italia presso l'UE relativa alla convocazione della riunione del Comitato per l'approvazione del programma quadro sulla cooperazione giudiziaria civile
5) Copertura posti
6) Modifica dell'art.
42 comma 2° del regolamento interno 7) Costituzione di un osservatorio permanente 8) Nota del PNA Vigna sulla scadenza dell'ultimo biennio per i … Magistrati assegnati alla DDA di Reggio Calabria 9) Verifica delle esigenze di funzionalità della Procura della Repubblica di Bologna e delle cause di eventuali disfunzioni nelle indagini sull'omicidio del prof.
Marco Biagi 10) Convocazione del dr.
Bufo per procedura ex art.
2 Il CSM nelle agenzie di stampa BIAGI: CSM CHIUDE INCHIESTA, RASSICURATI SULLE INDAGINI PLENUM APPROVA DOCUMENTO COMMISSIONE, RICHIAMO A PM SU RISERBO''NESSUNA PREOCCUPAZIONE, SPECIALE APPORTO DA PG'' DI CAGNO, ISTRUTTORIA UTILE MA SENZA ALCUNA VALENZA DISCIPLINARE Roma, 18 lug.
- (Adnkronos) - E' ''ampiamente rassicurante'' il quadro sulle indagini per l'omicidio di Marco Biagi riferito dai vertici della Procura di Bologna.
Il procuratore capo Enrico Di Nicola e il suo aggiunto Luigi Persico hanno escluso infatti ''qualsiasi preoccupazione'', anche sui rapporti con la polizia giudiziaria, sostenendo che ha fornito uno ''speciale'' contributo al lavoro degli inquirenti.
Si chiude cosi' l'inchiesta del Csm avviata per verificare eventuali ''disfunzioni'' nelle indagini sull'omicidio del giuslavorista, ucciso a Bologna il 19 marzo scorso dalle nuove Br.
All'unanimita' il plenum di palazzo dei Marescialli ha approvato il documento proposto dalla Decima Commissione.
Il ''quadro complessivo'' fornito da Nicola e Persico, riassume il Csm, ''ha fatto venir meno il preoccupato timore che la risposta dell'apparato investigativo, per carenze strutturali o organizzative, non fosse all'altezza delle esigenze''.
Una conclusione che spinge i consiglieri di palazzo dei Marescialli a bollare come ''inesatte e fuorvianti'' le dichiarazioni attribuite a pm bolognesi.
Senza risparmiare loro una 'bacchettata'.
''Si auspica che per il futuro tutti i magistrati impegnati nelle indagini sulla vicenda Biagi si attengano al piu' stretto e responsabile riserbo, evitando -ammonisce il Csm- di diffondere notizie suscettibili di provocare ingiustificati allarmi''.
L'inchiesta dell'organo di autogoverno della magistratura, sollecitata dal laico Ds Gianni Di Cagno, prendeva spunto da alcune dichiarazioni attribuite a pm bolognesi dopo la scoperta delle e-mail inviate da Biagi.
Parole che ''lasciavano intendere come la procura di Bologna non avesse la disponibilita' di sufficiente personale di pg per condurre tempestive ed efficaci indagini''.
Allarme che e' stato pero' smentito dai responsabili dell'ufficio.
''L'audizione dei due dirigenti -viene sottolineato nel documento approvato oggi dal plenum- ha sgombrato il campo da qualsiasi preoccupazione''.
La situazione della polizia giudiziaria impegnata nell'inchiesta Biagi ''non e' affatto quella apparsa sulla stampa''.
Di Nicola, riferisce ancora il Csm, ha ricordato infatti ''i gravi deficit strutturali e funzionali'' della procura bolognese, a cominciare dai 'buchi' nell'organico di magistrati e personale amministrativo.
Ma ''ha escluso che la predetta situazione si riverberi negativamente sull'efficienza dell'ufficio quanto alle indagini sull'omicidio Biagi''.
E, per quel che riguarda l'organico di pg a disposizione, il procuratore ''ha assicurato in modo inequivoco che le pur complesse indagini non solo non hanno mai subito ostacolo alcuno, ma anzi hanno ricevuto dalla pg uno speciale approto, ritenuto ampiamente adeguato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo''.
Subito dopo l'omicidio Biagi infatti, ha chiarito Di Nicola al Csm, l'organico della polizia giudiziaria di Bologna ha avuto ''un notevole apporto di risorse umane dal capo della Polizia e dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri''.
Risorse giudicate ''altamente qualificate e articolate, ricche di esprienza e supportate da strumenti e mezzi tecnologicamente assai avanzati''.
Il Consiglio ricorda poi di essere gia' intervenuto per coprire le carenze di organico in procura a Bologna: due dei cinque posti di sostituto sono stati assegnati, il terzo lo sara' presto.
Ci sono poi ''altri interventi urgenti'' che riguardano ''servizi e dotazioni di personale'', sollecitati dal procuratore Di Nicola.
Richieste alle quali dovra' rispondere il ministro della Giustizia, al quale il Csm chiede ''tempi ragionevolmente rapidi''.
Soddisfatto Di Cagno.
''L'approvazione all'unanimita' della proposta della Commissione -commenta il consigliere che ha sollecitato l'inchiesta- conferma l'utilita' dell'istruttoria''.
Un'inchiesta, ripete, che ''non aveva alcuna valenza disciplinare'', come dimostra ''la semplice lettura della delibera approvata dal Csm''.
''Anzi -rivendica Di Cagno- e' servita a rassicurare l'opinione pubblica sulla congruita' dei mezzi a disposizione della procura di Bologna.
Abbiamo solo rilevato che qualche inquirente bolognese aveva rilasciato dichiarazioni superficiali e inesatte, ma questo ovviamente rileva al piu' sul piano della opportunita', non su quello disciplinare''.
42 comma 2° del regolamento interno 7) Costituzione di un osservatorio permanente 8) Nota del PNA Vigna sulla scadenza dell'ultimo biennio per i … Magistrati assegnati alla DDA di Reggio Calabria 9) Verifica delle esigenze di funzionalità della Procura della Repubblica di Bologna e delle cause di eventuali disfunzioni nelle indagini sull'omicidio del prof.
Marco Biagi 10) Convocazione del dr.
Bufo per procedura ex art.
2 Il CSM nelle agenzie di stampa BIAGI: CSM CHIUDE INCHIESTA, RASSICURATI SULLE INDAGINI PLENUM APPROVA DOCUMENTO COMMISSIONE, RICHIAMO A PM SU RISERBO''NESSUNA PREOCCUPAZIONE, SPECIALE APPORTO DA PG'' DI CAGNO, ISTRUTTORIA UTILE MA SENZA ALCUNA VALENZA DISCIPLINARE Roma, 18 lug.
- (Adnkronos) - E' ''ampiamente rassicurante'' il quadro sulle indagini per l'omicidio di Marco Biagi riferito dai vertici della Procura di Bologna.
Il procuratore capo Enrico Di Nicola e il suo aggiunto Luigi Persico hanno escluso infatti ''qualsiasi preoccupazione'', anche sui rapporti con la polizia giudiziaria, sostenendo che ha fornito uno ''speciale'' contributo al lavoro degli inquirenti.
Si chiude cosi' l'inchiesta del Csm avviata per verificare eventuali ''disfunzioni'' nelle indagini sull'omicidio del giuslavorista, ucciso a Bologna il 19 marzo scorso dalle nuove Br.
All'unanimita' il plenum di palazzo dei Marescialli ha approvato il documento proposto dalla Decima Commissione.
Il ''quadro complessivo'' fornito da Nicola e Persico, riassume il Csm, ''ha fatto venir meno il preoccupato timore che la risposta dell'apparato investigativo, per carenze strutturali o organizzative, non fosse all'altezza delle esigenze''.
Una conclusione che spinge i consiglieri di palazzo dei Marescialli a bollare come ''inesatte e fuorvianti'' le dichiarazioni attribuite a pm bolognesi.
Senza risparmiare loro una 'bacchettata'.
''Si auspica che per il futuro tutti i magistrati impegnati nelle indagini sulla vicenda Biagi si attengano al piu' stretto e responsabile riserbo, evitando -ammonisce il Csm- di diffondere notizie suscettibili di provocare ingiustificati allarmi''.
L'inchiesta dell'organo di autogoverno della magistratura, sollecitata dal laico Ds Gianni Di Cagno, prendeva spunto da alcune dichiarazioni attribuite a pm bolognesi dopo la scoperta delle e-mail inviate da Biagi.
Parole che ''lasciavano intendere come la procura di Bologna non avesse la disponibilita' di sufficiente personale di pg per condurre tempestive ed efficaci indagini''.
Allarme che e' stato pero' smentito dai responsabili dell'ufficio.
''L'audizione dei due dirigenti -viene sottolineato nel documento approvato oggi dal plenum- ha sgombrato il campo da qualsiasi preoccupazione''.
La situazione della polizia giudiziaria impegnata nell'inchiesta Biagi ''non e' affatto quella apparsa sulla stampa''.
Di Nicola, riferisce ancora il Csm, ha ricordato infatti ''i gravi deficit strutturali e funzionali'' della procura bolognese, a cominciare dai 'buchi' nell'organico di magistrati e personale amministrativo.
Ma ''ha escluso che la predetta situazione si riverberi negativamente sull'efficienza dell'ufficio quanto alle indagini sull'omicidio Biagi''.
E, per quel che riguarda l'organico di pg a disposizione, il procuratore ''ha assicurato in modo inequivoco che le pur complesse indagini non solo non hanno mai subito ostacolo alcuno, ma anzi hanno ricevuto dalla pg uno speciale approto, ritenuto ampiamente adeguato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo''.
Subito dopo l'omicidio Biagi infatti, ha chiarito Di Nicola al Csm, l'organico della polizia giudiziaria di Bologna ha avuto ''un notevole apporto di risorse umane dal capo della Polizia e dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri''.
Risorse giudicate ''altamente qualificate e articolate, ricche di esprienza e supportate da strumenti e mezzi tecnologicamente assai avanzati''.
Il Consiglio ricorda poi di essere gia' intervenuto per coprire le carenze di organico in procura a Bologna: due dei cinque posti di sostituto sono stati assegnati, il terzo lo sara' presto.
Ci sono poi ''altri interventi urgenti'' che riguardano ''servizi e dotazioni di personale'', sollecitati dal procuratore Di Nicola.
Richieste alle quali dovra' rispondere il ministro della Giustizia, al quale il Csm chiede ''tempi ragionevolmente rapidi''.
Soddisfatto Di Cagno.
''L'approvazione all'unanimita' della proposta della Commissione -commenta il consigliere che ha sollecitato l'inchiesta- conferma l'utilita' dell'istruttoria''.
Un'inchiesta, ripete, che ''non aveva alcuna valenza disciplinare'', come dimostra ''la semplice lettura della delibera approvata dal Csm''.
''Anzi -rivendica Di Cagno- e' servita a rassicurare l'opinione pubblica sulla congruita' dei mezzi a disposizione della procura di Bologna.
Abbiamo solo rilevato che qualche inquirente bolognese aveva rilasciato dichiarazioni superficiali e inesatte, ma questo ovviamente rileva al piu' sul piano della opportunita', non su quello disciplinare''.
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