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Nel corso della conferenza stampa con Blair, il presidente Usa ha chiesto il "ritiro senza indugio" di Israele, ma ha anche accusato Arafat di non essersi comportato da leader del popolo palestinese.
"Ha perso troppe occasioni" 6 aprile 2002 - Nel ranch di Crawford, il presidente Usa George W.
Bush ed il primo ministro britannico Tony Blair hanno nuovamente constatato il pieno accordo su tutti i temi in agenda nello scenario internazionale: la lotta al terrorismo, il cui prossimo obiettivo è l'Iraq di Saddam Hussein e soprattutto la crisi medio-orientale, rispetto alla quale l'amministrazione … Usa ha riconfermato la strategia annunciata nel discorso svolto mercoledi scorso dal presidente Bush.
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La situazione medio-orientale "Le nostre nazioni sono entrambe impegnate per trovare un accordo giusto, e condividono la visione di due stati confinanti che vivono in pace" ha detto Bush in apertura della conferenza stampa.
"Ma noi - ha subito aggiunto il presidente Usa - siamo concordi che questa visione non può essere perseguita con il terrorismo, ma solo attraverso un processo politico".
L'Anp fermi il terrorismo e Israele si ritiri "senza indugio" Anche le richieste alle due parti sono le stesse che il presidente aveva annunciato Mercoledi, con una particolare attenzione ai tempi del ritiro di israele, che ha precisato Bush deve avvenire senza alcun indugio ('without any delay').
"Noi vogliamo - ha detto Bush - che la leadership palestinese ordini un immediato ed effettivo cessate il fuoco e colpisca i gruppi terrorstici e noi vogliamo che Israele lasci il controllo dei territori palestinesi e si ritiri senza alcun indugio dalle città occupate".
Blair: Solo politica garantisce sicurezza Israele Bush si è dichiarato convinto che Israele darà ascolto all'appello rivolto da Usa e Gran Bretagna e sul punto Tony Blair ha ribadito di "comprendere le ragioni" che hanno portato alla reazione israeliana, ma ha anche sottolineato che l'iniziativa diplomatica è volta a "garantire la sicurezza di Israele" che può essere raggiunta solo "con un processo politico".
Da Bush durissime accuse ad Arafat Se le pressioni Usa nei confronti di Israele stanno aumentando in vista della missione di Colin Powell, il presidente Usa rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se avesse ancora fiducia in Arafat, ha risposto con durissime accuse nei confronti del leader dell'Anp che - ha detto Bush - "ha perso troppe occasioni per garantire la pace al suo popolo", tradendo le promesse fatte ad Oslo e altrove di sconfiggere il terrorismo.
Dunque, ha aggiunto Bush "Non ho fiducia in lui, perchè per ottenere la mia fiducia una persona deve mantenere la parola ed Arafat non l'ha mantenuta".
Bush ha respinto esplicitamente quanti hanno visto nella sua posizione un atteggiamento troppo morbido nei confronti dei palestinesi: "Ora Arafat deve parlare chiaramente alla gente della regione e deve farlo in arabo: deve condannare esplicitamente il terrorismo".La condanna di Bush nei confronti del leader palestinese è chiarissima: "Aveva l'opportunità di comportarsi da leader e non l'ha colta ed io sono arrabbiato" ha aggiunto il presidente Usa.Iraq: Saddam Hussein deve essere rimossoAl centro dei colloqui il proseguimento della lotta al terrorismo, la cui prossima tappa è l'Iraq di Saddam Hussein.
Sul punto la linea dell'amministrazione Usa è stata tracciata da Bush con nettezza: "Siamo chiamati dalla storia a lottare per la libertà contro il terrorismo" ha detto il presidente Usa e per fare questo è necessario "un cambio di regime" in Iraq, dove al governo siede un criminale pronto ad utilizzare armi di distruzioni di massa contro il suo popolo e contro quelli confinanti.
Se Blair ha pienamente condiviso la linea Usa di colpire il regime di Baghdad ha però affermato che le modalità in cui questo avverrà "sono oggetto di riflessione comune", anche se - ha detto il primo ministro britannico, "l'11 settembre ci ha insegnato che non dobbiamo consentire a gruppi terroristici di costruire armi di distruzione di massa, poichè altrimenti, prima o poi le useranno" e dunque Saddam è un pericolo che va rimosso.
"Ha perso troppe occasioni" 6 aprile 2002 - Nel ranch di Crawford, il presidente Usa George W.
Bush ed il primo ministro britannico Tony Blair hanno nuovamente constatato il pieno accordo su tutti i temi in agenda nello scenario internazionale: la lotta al terrorismo, il cui prossimo obiettivo è l'Iraq di Saddam Hussein e soprattutto la crisi medio-orientale, rispetto alla quale l'amministrazione … Usa ha riconfermato la strategia annunciata nel discorso svolto mercoledi scorso dal presidente Bush.
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La situazione medio-orientale "Le nostre nazioni sono entrambe impegnate per trovare un accordo giusto, e condividono la visione di due stati confinanti che vivono in pace" ha detto Bush in apertura della conferenza stampa.
"Ma noi - ha subito aggiunto il presidente Usa - siamo concordi che questa visione non può essere perseguita con il terrorismo, ma solo attraverso un processo politico".
L'Anp fermi il terrorismo e Israele si ritiri "senza indugio" Anche le richieste alle due parti sono le stesse che il presidente aveva annunciato Mercoledi, con una particolare attenzione ai tempi del ritiro di israele, che ha precisato Bush deve avvenire senza alcun indugio ('without any delay').
"Noi vogliamo - ha detto Bush - che la leadership palestinese ordini un immediato ed effettivo cessate il fuoco e colpisca i gruppi terrorstici e noi vogliamo che Israele lasci il controllo dei territori palestinesi e si ritiri senza alcun indugio dalle città occupate".
Blair: Solo politica garantisce sicurezza Israele Bush si è dichiarato convinto che Israele darà ascolto all'appello rivolto da Usa e Gran Bretagna e sul punto Tony Blair ha ribadito di "comprendere le ragioni" che hanno portato alla reazione israeliana, ma ha anche sottolineato che l'iniziativa diplomatica è volta a "garantire la sicurezza di Israele" che può essere raggiunta solo "con un processo politico".
Da Bush durissime accuse ad Arafat Se le pressioni Usa nei confronti di Israele stanno aumentando in vista della missione di Colin Powell, il presidente Usa rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se avesse ancora fiducia in Arafat, ha risposto con durissime accuse nei confronti del leader dell'Anp che - ha detto Bush - "ha perso troppe occasioni per garantire la pace al suo popolo", tradendo le promesse fatte ad Oslo e altrove di sconfiggere il terrorismo.
Dunque, ha aggiunto Bush "Non ho fiducia in lui, perchè per ottenere la mia fiducia una persona deve mantenere la parola ed Arafat non l'ha mantenuta".
Bush ha respinto esplicitamente quanti hanno visto nella sua posizione un atteggiamento troppo morbido nei confronti dei palestinesi: "Ora Arafat deve parlare chiaramente alla gente della regione e deve farlo in arabo: deve condannare esplicitamente il terrorismo".La condanna di Bush nei confronti del leader palestinese è chiarissima: "Aveva l'opportunità di comportarsi da leader e non l'ha colta ed io sono arrabbiato" ha aggiunto il presidente Usa.Iraq: Saddam Hussein deve essere rimossoAl centro dei colloqui il proseguimento della lotta al terrorismo, la cui prossima tappa è l'Iraq di Saddam Hussein.
Sul punto la linea dell'amministrazione Usa è stata tracciata da Bush con nettezza: "Siamo chiamati dalla storia a lottare per la libertà contro il terrorismo" ha detto il presidente Usa e per fare questo è necessario "un cambio di regime" in Iraq, dove al governo siede un criminale pronto ad utilizzare armi di distruzioni di massa contro il suo popolo e contro quelli confinanti.
Se Blair ha pienamente condiviso la linea Usa di colpire il regime di Baghdad ha però affermato che le modalità in cui questo avverrà "sono oggetto di riflessione comune", anche se - ha detto il primo ministro britannico, "l'11 settembre ci ha insegnato che non dobbiamo consentire a gruppi terroristici di costruire armi di distruzione di massa, poichè altrimenti, prima o poi le useranno" e dunque Saddam è un pericolo che va rimosso.
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