Sono stati discussi i seguenti argomenti: Ahmadinejad, Brogli, Democrazia, Elezioni, Esteri, Iran, Khamenei, Obama, Presidenziale, Rassegna Stampa, Totalitarismo, Usa, Violenza.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
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Buongiorno espositori di Radio Radicale mercoledì diciassette giugno questo l'appuntamento con la rassegna stampa internazionale a cura di David Carretta l'edizione di oggi sarà integralmente
Dedicata
All'Iran leggeremo innanzitutto un'analisi di videonola Racman dalla affannoso Times di ieri
La democrazia potrebbe ancora vincere in Iran titola il quotidiano della Cityper Racman però
Le
Potenze straniere non devono
Intervenire nell'attuale
Crisi politica a taglieranno all'amara verità è che tutto ciò che il mondo può fare per il momento
Guardare aspettare e sperare non la pensa così invece Brecht Stephens sulla wall street journal UA un Tibet Coop
Ricercata la speranza per l'Iran speranza nel tempo nel senso Obama mi hanno raramente nella storia americana gli Stati Uniti hanno avuto una politica estera così tremendamente ripudiata dagli e venti scrive tra l'altro
Stense s'leggeremo poi
Un'analisi dal New York Times di oggi ti devi del sangue Arche anticipa in sostanza quanto vuole fare
Obama con lira nella Corea del Nord in sostanza dialogare con Teiran nonostante quanto sta accadendo in queste ore invece adottare una posizione più dura più ferma nei confronti
Di Pyongyang vi proporremo poi altri commenti l'editoriale di ieri divide ratio sempre a proposito di Iran la situazione è alto rischio secondo il quotidiano
Progressista francese
Le elezioni iraniane sono una scelta decisiva per il Guardian perché perché
La polarizzazione tra società iraniana è un problema grave per la Repubblica islamica in chiusura poi ci soffermeremo anche su
Un'analisi
Degli orbita INPS DRI a proposito dell'Ayatollah all'incammini né il leader supremo
Nulla d'acciaio definito dal New York Times che però ora sta vacillando cercheremo di capire perché ma cominciamo dal Financial Times dal l'intervento dall'analisi
Digli Dion Racman pubblicata ieri la democrazia potrebbe ancora vincere in Iran il titolo o scrive
Il columnist del quotidiano della City trent'anni dopo la rivoluzione iraniana forse stiamo assistendo alla controrivoluzione iraniana nel breve periodo gli eventi attuali sono deprimenti allarmanti un'elezione truccata violenza nelle strade repressione
Nel lungo periodo però il fine settimana dimostrato che l'Ira nel Medioriente in generale non necessariamente
Sono immuni dalla grande ondata di democratizzazione che ha travolto il mondo dalla fine degli anni Settanta certo riconosce Racman c'è chi pensa che nonostante la crisi e Teheran
Il Presidente ma conta come diversa possa aver vinto le elezioni la linea di chi dice questo e che i giornalisti occidentali la classe media iraniana
Siano rimasti delusi perché si erano concentrati troppo sulla capitale terranno e sulla sua élite l'Iran potrebbe essere un come la Thailandia dicono un Paese che ha vissuto
Di recente una crisi politica perché le classi medie urbane hanno costantemente sottovalutato i poveri delle campagne ma questi argomenti barra come non sono convincenti delle sezioni Rania ne portano tutti i segni di un voto rubato
Il conteggio ufficiale dice che Ahmadinejad ha vinto perfino nella città di MIR Hossein Mussari Ahmadinejad avrebbe vinto
Nei collegi azeri nonostante il fatto che Mussari sia di etnia azzera il conteggio ufficiale ha dato da cui diversa del sessantatré per cento dei voti
Che non è in linea con la maggior parte delle analisi dei sondaggi preelettorali il regime iraniano
Poi ha reagito la protesta popolare con tutti gli istinti di una dittatura cioè picchiando i manifestanti arrestando gli oppositori impedendo l'invio di sms chiudendo i siti internet
Una volta si usava dire che l'Iran è anzi era un raro esempio di semi democrazie Medioriente
Ma le elezioni del fine settimana hanno cancellato il velo democratico del Paese in retrospettiva scriverà ma la rivoluzione iraniana del mille novecentosettantanove alla fine
L'ha fatto altro che sostituire il regime dispotico con un altro e così facendo ha tagliato fuori Miranda dall'ex forze della democratizzazione che stavano cominciando a produrre
I loro effetti nel resto del mondo proprio a partire dalla fine degli anni Settanta alcuni realisti dicono che è un errore promuovere la democrazia in Medio Oriente perché di islamisti andrebbero al potere imponendo regimi liberali
La migliore risposta questa affermazione il fatto che l'islamismo perde la sua popolarità ogni volta che i fondamentalisti sono al Governo dimostrandosi incompetenti corrotti io presìdi
Ora questo ciclo si sta producendo in Iran anche se Ahmadinejad i suoi accoliti riusciranno rimaneva potere non potranno più rivendicare di essere l'espressione della rivoluzione islamica popolare la domanda
Semmai per Racman è cosa
Debba fare il mondo esterno l'Amministrazione Obama è già stata criticata per quella che alcuni conservatori considerano come una risposta troppo debole cauta gli eventi in Iran
Poi l'intervento più duro da parte dell'Occidente pericolo un esecutivo o da siti sarebbe un errore in questa fase
Il regime iraniano infatti ha tre possibili fonti di legittimità interno al sostegno popolare il successo economico una minaccia esterna l'economia rovina le elezioni ha nominato l'idea che questo sia un governo con un forte mandato popolare
E questo lascia un'unica possibilità cioè che il regime usi l'alibi di un intervento straniero per strappare sostegno patriottico e reprimere ulteriormente l'opposizione
C'è una storia di interventi occidentali nella politica Damiana per esempio il colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti nel mille novecentocinquantatré ricorda Racman insomma la lezione cruciale della lunga ondata di democratizzazione che ha travolto il mondo dal mille novecentosettantanove
E che le rivoluzioni democratiche alla fine hanno successo quasi interamente per ragioni interne occasionalmente anche le forze esterne influenza non gli eventi accadde
Con la decisione russa di non intervenire nel mille novecentottantanove cruciale per il successo delle rivoluzioni democratiche in Europa orientale
Ma nella maggior parte dei casi le rivoluzioni democratiche sono state guidate dal potere del popolo e in genere seguite da una reazione violenta
Per GM dalle spaccature all'interno dello stesso regime questo è quanto potrebbe ancora accadere in Iran
E ancora possibile che la rivoluzione verde abbia successo
Ma l'amara verità terra non è che tutto ciò che il mondo esterno può fare per il momento è offrire sostegno retorico i democratici italiani guardare aspettare e sperare così il Financial Times c'è da dire però che
Non non non arriva molto sostegno retorico da parte dei leader occidentali men che meno
Il Presidente Obama che
Anche ieri a ribadito di non volere immischiarsi nella politica iraniana si è detto preoccupato ma nulla più una voce diverso invece è stata quella del presidente francese
I kolossal così che ieri ha quasi evocato un régime Cengio detto che gli iraniani
Meritano o qualcos'altro dopo queste
Elezioni
Sulla questione delle frodi invece vogliamo segnalarvi il Washington post di ieri
Che avanza
Come dire una un'ipotesi
Diversa rispetto a quella sostenuta da Racman sul
Fare saltare Hands i segnali di frode abbondano ma non ci sono prove forti decisive
Perché
Perché e vero milioni di schede sono state contate in poche ore il principale sfidante che aveva attirato l'entusiasmo popolare è stato sconfitto nettamente Mussapi
Gli altri candidati d'opposizione hanno avuto pessimi risultati perfino nelle loro Province
Ci sono molti segnali di manipolazioni o frodi elettorali nelle elezioni presidenziali Regnani ma secondo gli esperti non ci sono prove forti
E questo rende difficile per gli Stati Uniti le altre potenze occidentali di denunciare risultati come inaccettabili anzi
Ci sono anche prove che indicano che Ahmadinejad abbia semplicemente vinto con ampio margine
Secondo alcuni analisti l'attenzione data alle proteste alla rabbia nella capitale Teheran hanno dato un'immagine sbagliata dell'elettorato iraniano così tra l'altro Washington post ma forse la frase chiave proprio questo
Il il fatto che non ci siano prove decisive sulle frodi rende difficile per gli Stati Uniti le altre potenze occidentali di denunciare risultati come inaccettabili anche se va detto che rischia di essere
Un alibi e allora torniamo i commenti alle critiche al Presidente americano Barack Obama per
La sua apparente indifferenza rispetto a quanto sta accadendo finiranno quanto meno il mancato sostegno retorico come scriveva fra sul Times democratici Ranieri
Inoltre il germe alla pubblica
Un'analisi di Brett Stephens Wanted poco per l'Iran una ricercata la speranza come direbbero bar ma per l'Iran raramente nella storia americana
Gli Stati Uniti hanno avuto una politica estera così tremendamente ripudiata dagli e venti
Da una parte scrive il quotidiano economico americano abbiamo un Primo Ministro israeliano democraticamente eletto Benjamin Netanyahu reputato Buffalco che dorme che abbandonato la sua storica posizione ed eludendo la sua base politica ha parlato della sua volontà di accettare uno Stato palestinese con una serie di condizioni
Dall'altra c'è il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel che nega l'Olocausto aspira a diventare potenza nucleare
Che venerdì è stato dichiarato vincitore di un'elezione che è stata rubata in modo così evidente che la sulla questione se il regime abbia anche riempito le urne oppure solo cambiato i risultati
Da allora diverse personalità riformiste sono state arrestato intimi dite le manifestazioni sono state vietate
E la possibilità di una Tienanmen iraniana e nell'aria e allora la domanda e da che parte intende stare il Presidente Obama apparentemente non con
Iraniani nel senso dei Democratici iraniani
Sabato il portavoce della Casa Bianca ha detto che Obama impressionato dal vigoroso dibattito dall'entusiasmo che queste elezioni hanno generato domenica
Il presidi dice Presidente job baite non si è permesso di esprimere alcuni dubbi
Reali sulle
Elezioni ma il punto è che entrambi hanno detto che gli Stati Uniti continueranno a tendere la mano all'Iran qualsiasi cosa accada insomma un Presidente che doveva essere tutto incentrato sulla speranza anche per gli altri all'improvviso è diventato un sostenitore della Realpolitik
E l'unica speranza El Gran Bar Can sul programma nucleare iraniano un giorno forse un futuro Presidente americano dovrà scusarsi con gli iraniani per l'indifferenza di Obama proprie come Obama si è scusato per gli interventi di Eisenhower nella politica areniana
Ma il migliore paragone a proposito di Eisenhower e con l'Ungheria del mille novecentocinquantasei all'epoca come oggi in Iran una rivolta popolare azioni attorno a una figura Najib liberiamo salvi in Iran
Figura che era una creatura faceva parte del sistema allora come oggi in Iran la rivolta ungherese
Venne ispirata dalla retorica americana sulla libertà la democrazia che arrivava dalle onde radio di voice of America e allora come oggi in Ungheria come in Iran e l'Amministrazione volta ha voltato le spalle democratici
Proprio nel momento in cui il sostegno americano poteva fare la differenza l'Ungheria apparta so altri trentatré anni sotto il dominio sovietico oggi rischia di succedere la stessa cosa in Iran con Ahmadinejad e le sue guardie della rivoluzione le sue Mirizzi saliste
Che prendono il potere sfidando i loro vecchi Mentor il clericalismo che significa stati pronti a una seconda fase della rivoluzione culturale iraniana quanto alla speranza che è stata espressa da un funzionario dell'amministrazione Obama nel fine settimana
Sugli organi INPS è che Ahmadinejad moderi la sua politica estera per
Rispondere alle preoccupazioni relative alla sua legittimità popolare conclusione tra la mente nella storia americana gli Stati Uniti hanno avuto una politica estera
Tanto ripudiata dagli eventi così
Prezzi Stephens sul Wall Street journal va detto però che c'è chi la pensa in modo diametralmente opposto come il Guardian tiri pubblicava
Un intervento di Jonathan Affrini Berlanda agli eventi sismici in Iran sono un teste critico della determinazione di Obama
Qual è il messaggio che sostanza gli eventi di di queste ore sono state provocate dal Presidente americano in qualche modo dalle su aperture
Al
Al mondo mussulmano la domanda e anche alla all'Iran la domanda se Obama manterrà la sua posizione sull'Iran continuando a chiedere di dialogare
Le ultime settantadue ore sono piene di prove che Obama a ragione scrive tra l'altro il Cardia né allora cosa farà Obama lo scopriamo leggendo il mio Ortensio oggi
E un'analisi di demenza anche aver cosa significa engagement con l'Iran e Corea del Nord
Quando si sono seduti nella situation room per cominciare lavorare la strategia per contrarre Corea del Nord e Iran i consiglieri di Obama hanno descritto i due Paesi come due opposti uniti solo dal desiderio comune per l'arma nucleare
Ora i due Paesi diventeranno due ossia esperimenti radicalmente diverso si dell'engagement del dialogo di Obama
Funzioni o non funzioni il dialogo il Presidente infatti intende adottare un approccio molto più duro con Pyongyang
E tenterà invece di navigare
Le difficili acque della politica tentando di sfruttare la rabbia nelle strade ditta era anni in sostanza la convinzione dell'Amministrazione che le divisioni interne
Al al regime iraniano alla fine spingeranno ma Bund Ahmadinejad
Soprattutto leader supremo l'Ayatollah Khamenei
A negoziare negoziare con gli Stati Uniti torniamo però i commenti e a leader massimo di ieri dedicava una tutto un dossier
A quanto sta accadendo in Iran per il secondo giorno consecutivo decisivo è il titolo dell'editoriale di ieri
Quale sarà l'esito del braccio di ferro in corso
Sotto i nostri occhi in Iran due giorni dopo la rielezione ufficiale di Ahmadinejad
La marea umana che si è messa in marcia nel centro di Taranto sfidando il divieto di manifestare decretato dal potere un nuovo segnale della determinazione dei partigiani di Milo sei Mussari
Il capo del candidato riformatore non crede al verdetto delle urne del pronto ad andare fino in fondo per far annullare un'elezione che ritiene truccata i giovani ogni presenti nelle strade non vogliono che si spenda
Che si spenga il vento del cambiamento che ha soffiato nelle ultime settimane su queste elezioni presidenziali
Storicamente la sfida al potere sembra ancor più decisiva di quella lanciata dieci anni fa dagli studi ente studenti iraniani
All'epoca al momento era stato soffocato da una repressione brutale due anni dopo nel due mila uno la rielezione la Presidenza del moderato
Mohammed Khatami aveva rilanciato una speranza di apertura rapidamente annientata dalla ripresa in mano politica dei conservatori
Oggi le autorità regna nel non sembrano meglio disposti di ieri a cedere alla pressione della piazza lasciar passare la rivoluzione di velluto annunciata da alcuni
Gli spari contro i partigiani di Mussari morti sono evidentemente di cattivo Curiel fanno temere un'escalation della violenza
E capitali occidentali non si sono sbagliate mostrando dopo un iniziale reazione prudente la loro aperta preoccupazione per una situazione ad alto rischio così
Così di De Fazio mentre il Gargano con un titolo molto simile a quello del quotidiano
Progressista francese
Ieri analizzando un altro elemento importante di quanto sta accadendo cioè
Il il rapporto tra iraniani e la sua parte e la loro classe dirigente in un editoriale dal titolo una scelta decisiva
Due questioni importanti devono essere poste sull'onda delle controverse elezioni in Iran la prima è cosa significhino i risultati per le relazioni
Tra le liti ragnatela e il popolo iraniano la seconda che cosa significano questi risultati in termini di coesione di quell'élite e la capacità di mantenersi al potere in un certo senso scrive il Guardian
Conta poco se il risultato delle elezioni corrisponde effettivamente a alle schede nelle urne se le frodi elettorali saranno dimostrate
Il regime avrà di fronte una grave crisi di legittimità ma anche se non fosse così la crisi non è meno grave
I sostenitori di Mussari hanno già chiaro cos'è successo e la stessa cosa vale per quelli di Ahmadinejad in sostanza secondo il Guardian la fiducia del popolo nel Governo già al limite
E si spezza era se Ahmadinejad continuerà ad attaccare i suoi oppositori come nemici della nazione un Governo che non gode
Della fiducia di un ampio numero di cittadini
Forse a una maggioranza non sarà mai un governo stabile né efficace allo stesso modo la polarizzazione della società tra quelli che vogliono preservare la tradizione rivoluzionaria per interesso ideologia
E quelli che hanno perso la fede nella rivoluzione è un problema grave per la Repubblica islamica e se il regime sarà costretto a usare la sua formidabile forza di coercizione nelle strade
Le cose non potranno che peggiorare la spaccatura non potrà che aumentare così così il Garante neanche per il New York Times
In un'analisi pubblicata ieri
Il regime
Il vertice del regime vacilla in Iran un Mullah d'acciaio ora vacilla per due decenni scrive il quotidiano liberal di New York l'Ayatollah
Khamenei è rimasto una presenza nell'ombra al vertice del potere in Iran centellinando le sue apparizioni dichiarazioni pubbliche
Controllando l'esercito i giudici e tutti i media leader supremo controllava le leve necessari a mantenere un controllo d'acciaio anche se discreto sulla Repubblica islamica
Pare un pendo con una lunga storia di mosse caute Khamenei
In questa occasione corso a benedire la rielezione di Ahmadinejad
Chiedendo agli iraniani di allinearsi dietro il Presidente uscente prima ancora della pubblicazione dei risultati ufficiali
Poi Khamenei e questo è un atto sin qui un altro sintomo della sua
Incertezza chiesto al Consiglio di guardiani di valutare le denunce di brogli
Pochi suggeriscono che Khamenei sia a rischio ma gli analisti sostengono che abbia involontariamente mente aperto una breccia nella diga del regime islamico che potrebbe essere impossibile
Top pare quella breccia in particolare per gli scontri tra i veterani della rivoluzione del mille novecento settantanove così
Il New York Times seguiremo nei prossimi giorni l'evoluzione di questi eventi ci fermiamo qui da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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