Tra gli argomenti discussi: Crisi, Draghi, Economia, Elezioni, Esteri, Euro, Europa, Fisco, Francia, Monti, Obama, Rassegna Stampa, Tasse, Unione Europea, Usa.
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Buongiorno gli ascoltatori di Radio Radicale venerdì ventisette gennaio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta in apertura oggi torneremo sul discorso sullo stato dell'Unione di martedì del Presidente Barack Obama vi proporremo
I commenti della stampa europea l'editoriale di ieri del Financial Times secondo cui Barack Obama poteva fare
Molto meglio in questi tre anni alla Casa Bianca poi lo figlia o che parla di populismo fiscale di Obama
Le proposte del Presidente nel suo discorso sullo Stato dell'unione in qualche modo
Vanno al di là di
Di quello che figlia o considera ragionevole per il Guardian vedremo anche un editoriale da questo giornale Barack Obama adottato un tono più duro nel suo discorso sullo stato dell'Unione
Il tono che molti suoi sostenitori dicono avrebbe dovuto avere anni fa e poi leggeremo anche
Libération che addirittura ipotizza una sorta di fronte comune tra il candidato socialista alle presidenziali francesi di aprile maggio scorso a Londra e il Presidente americano
A proposito di ora onde ieri candidato socialista presentato le sue sessanta proposte per le presidenziali leggeremo l'editoriale di oggi di le monde poi ci occuperemo della
Crisi della zona euro l'atmosfera sembra cambiare almeno al Forum economico di Davos leggeremo un commento di Timothy Garton Ash del Guardian è di ieri secondo il quale la paura alla fine
Potrebbe aver Salvatore euro e poi un opinionista di un giornale di tutt'altra tendenza politica Camilla Cavendish del Times di Londra
Le voci di una fine dell'Europa sono esagerate a Natale una catastrofe sembrava inevitabile ora grazie due Mario il futuro sembra molto migliore due Mario sono Mario Draghi
Presidente della BCE e Mario Monti presidente del consiglio ma cominciamo
Dagli Stati Uniti dal discorso sullo stato dell'Unione di Barack Obama
Martedì che è l'occasione anche per fare un po'il bilancio di questi
Tre anni di Casa Bianca e fanno Santanché sia di di dedicava al suo primo editoriale lo stato di Barack Obama
Il Presidente vuole rafforzare l'America ma poteva fare molto meglio leggiamo quando Bill Clinton fece il suo discorso sullo stato dell'Unione nel mille novecentonovantasei cioè
Prima nel della campagna per la sua rielezione lo stesso anno
Clinton disse che l'economia americana era in salute come non lo era mai stata in tre decenni Barack Obama non ha potuto fare una dichiarazione nano che martedì
Tre anni dopo essere entrato alla Casa Bianca l'economia americana è riuscita appena ritornare ai livelli del due mila sette cioè prima della recessione
Nonostante una un leggero calo della disoccupazione e ci sono quasi due milioni di posti di lavoro in meno rispetto a tre anni fa e la ripresa dalla crescita americana pare anemica in netto contrasto con il boom degli anni Novanta
Detto questo Obama non ha torto quando dice che lo stato dell'Unione si sta rafforzando qualsiasi valutazione dei risultati di Obama deve partire con le straordinarie turbolenze additati all'inizio del due mila nove
Contrariamente a quanto dicono i suoi rivali repubblicani alcuni economisti la risposta di Obama la crisi è stata efficace secondo il Financial Times
Sia gli stimoli da settecentottantasette miliardi di dollari sia al secondo salvataggio di Wall Street da settecento miliardi
Potevano essere gestiti meglio ma queste misure hanno consentito agli Stati Uniti di allontanarsi dall'abisso
Obama
Ha fatto un buon lavoro nel
Spegnere l'incendio allora qual è il problema rivendicare di aver ricostruito la casa quasi per intero come Obama fatto martedì eh sbagliato
La realtà è che il futuro dall'America ancora in bilico secondo il Financial Times e il Presidente ha molte responsabilità per la sua
Gestione in particolare della politica negli ultimi tre anni fa lascio Time spiega che con la riforma
Sanitaria i democratici hanno perso il controllo del Congresso poi Obama dato l'impressione di non essere serio sul taglio del deficit e la riforma fiscale infine
Il Presidente non è stato in grado di impedire un declassamento degli Stati Uniti ad atti da parte delle agenzie
Di rating arrivando a un compromesso serio con i repubblicani sulla questione del debito l'America non ha mai subito uno stallo politico come quello attuale
La responsabilità maggiore secondo fasciata in sede repubblicani ma Obama non è stato convincente ed è lungi dall'aver trasformato il modo di far politica Washington come aveva promesso nel due mila e otto
Martedì Obama proclamato che l'America e di ritorno
Ma ci vorrà un po'di tempo per scoprire di che tipo di America stiamo parlando così
Tra l'altro i farmaci alta in sé sulle idee che Obama dell'America parlare parlarle fidiamo con editoriale è quello di ieri dal titolo significativo il populismo fiscale di Obama
A nove mesi dalle presidenziali Barack Obama entrato in campagna elettorale il Presidente americano ha utilizzato il suo discorso sullo stato dell'Unione per presentarsi come un difensore della classe media di fronte agli eccessi dei repubblicani
Per il Presidente uscente le cose non si presentano poi tanto male l'economia è di nuovo in crescita la disoccupazione ancora alta ma in calo se il miglioramento dura la rielezione in vista il campo avverso si è spaccato
I risultati delle primarie repubblicane sono molto incerti con Mitt Romney i repubblicani avevano creduto di aver trovato un campione abbastanza presentabile da battere Obama ma era prima
Che la sua dichiarazione dei redditi rivelasse il suo magro contributo per le casse dello Stato di colpo altri repubblicani più vicini ai movimenti più estremi comignoli impiccia ricominciano a sperare
In questo periodo di crisi generalizzata del debito la fiscalità e al cuore di tutti i dibattiti negli Stati Uniti
Questo dibattito sta creando seri problemi a Romani e dunque alla possibilità dei repubblicani di riconquistare la Casa Bianca nello Stato dell'Unione
Obama non ha evocato il debito non ha parlato di ostilità di tagli alla spesa o di sacrifici necessari per ridurre il deficit
Io basato proporre un aumento della pressione fiscale sui più ricchi per porsi come difensore degli interessi immediati
Di una maggioranza di elettori il populismo di Obama può assicurarli la rielezione
Soprattutto di fronte a un candidato tra Francia estrema del conservatorismo come gli ultimi in Grecia ma questo non risolverà i problemi di fondo della prima economia mondiale così
La vede le figlia o di tutt'altro a opinione invece il Guardian quotidiano britannico diario laborista in un editoriale
In cui si sottolinea nel titolo che Barack Obama adottato un tono più duro quello che molti suoi sostenitori dicono avrebbe dovuto adottare anni fa i discorsi sullo stato dell'Unione scrive il Guardian meramente su quello per cui erano stati immaginati
Dovrebbero essere una lista di cose da fare bipartisan ma spesso hanno un obiettivo profondamente partigiane quello di Barack Obama martedì non fa eccezione il Presidente
Adottato quel du tono duro che molti sostenitori dicono avrebbe dovuto adottare anni fa e chiaro l'obiettivo
Scontrarsi con i repubblicani Obama non è un populista né per temperamento né per natura ma ci sono le presidenziali la posta
In gioco a novembre sarà alta come ci ricorda il dibattito repubblicano nelle primarie l'elemento centrale del programma repubblicano e considerare che sia
Eccessiva la presenza dello Stato
Che questo di globalmente sia la causa della crisi economica americana in realtà Belingardi e non è così anzi l'opposto questo approccio non è adatto quello dei repubblicani
A ragionamenti empirici o a compromessi deve essere semplicemente spazzato via da un leader capace forte Obama è dunque impegnato in una lotta ideologica
L'America deve decidere tra due direzioni molto diverse anche se in modo riluttante Obama non è più un pragmatico posto partigiano questa è una lotta partigiana che lui deve vincerla così la vede
Il Guardian un così l'avete anche liberarsi o in un editoriale
Dal titolo un po'ironico populista tra virgolette
Obama deluso troppo prudente troppo conciliante troppo pragmatico il giovane Presidente è stato vittima delle attese immense che la sua elezione aveva attizzato ma sia anche rinchiuso in un
Governance che ha privilegiato un compromesso rispetto allo scontro
Sia con i vostri sia con i repubblicani credendo a un illusorio mondo post partigiano Obama cercato accordi con la sua posizione invano il Partito repubblicano da anni si è rinchiuso in un'ideologia estremista che alla fine
Fa dello Stato e dunque della politica il nemico lo dimostra la rinascita di new Thing Riccia brutto personaggio razzista incoerente che ha delle buone chance di essere
Il rivale di Obama il sei novembre ma sembra che nel suo ultimo discorso sullo stato dell'Unione nel suo primo mandato Obama abbia finalmente compreso che deve mostrarsi più combattivo se vuole essere rieletto
Obama ha scelto un'opzione populista come si dice negli Stati Uniti dove però l'aggettivo non è peggiorativo
Grazie al suo talento retorico che diverse volte lo ha già salvato il Presidente ha disegnato una road map per la sua campagna elettorale un possibile secondo mandato si presenta come
Difensore delle classi medie contro i milionari le banche si dice pronto a tassare i più ricchi d'America che sfuggono ampiamente alle tasse
Si vuole anche il difensore dell'economia reale che ha creato dei veri posti di lavoro contro il mondo della speculazione che lì distrugge
La domanda finale di liberazione in questa che ci sia un fronte comune tra il candidato socialista francese consolle Hondt che Barack Obama
è una risposta la troviamo in qualche modo su le mondo di oggi ieri Holon d'ha presentato un suo programma sessanta
Proposte c'è un po'di responsabilità di bilancio ma fino a un certo punto per esempio sulle pensioni con l'onde dice torniamo in sessant'anni una delle poche riforme
Proprio fatte passare da Nicola Sarkozy e le Monde commenta commenta il programma con un editoriale dal titolo l'ambizione di un'altra politica economica
Consolle onde lo sa per sperare di vincere le presidenziale bisogno di un progetto capace di
Rispondere alle esigenze del momento e alle aspirazioni del Paese ieri ha presentato
Sessanta proposte che ho coprono molti temi così facendo Holon d'persegue tre obiettivi innanzitutto riaffermare fortemente la sua autorità e lo si coglie dai gli slogan
Di questi sessanta punti voglio raddrizzare la Francia voglio ristabilire la giustizia voglio ridare speranza alle nuove generazioni sono i miei impegni li manterrò c'è molto
Io lascio in città intendere nel mondo per affermare la propria autorità secondo secondo Bitti Volonté deve dimostrare che di fronte alla crisi economica e sociale esiste un'altra risposta rispetto a quell'offerta del da Nicolas Sarkozy
In altre parole una politica alternativa più equa più giusta con più fiducia nel futuro in qualche modo una politica di sinistra di qui l'accento sull'istruzione gli alloggi posti di lavoro
Infine terzo obiettivo la posta in gioco di convincere che questo progetto sia serio e credibile viene riaffermato l'obiettivo di ridurre il deficit francese al tre per cento nel due mila tredici
E di arrivare al pareggio di bilancio in cinque anni facendo abbassare di quasi dieci punti il debito della Francia
Per il candidato socialista resta solo per sapere se le prospettive di crescita su cui si fonda il suo progetto saranno mantenute
Già nel due mila e dodici non è molto sicuro perché lui calcola uno zero virgola cinque per cento di crescita quando probabilmente
La crescita non ci sarà quanto gli anni successivi l'incognita e ancora più grande così tra l'altro
Le monde nel suo editoriale di oggi
Si lascia intendere che in qualche modo ci sia anche non ho un po'di populismo ma populismo come dire tipico delle campagne elettorali
Deficit debito ci portano alla crisi della zona euro ieri per la prima volta dopo un bel po'di tempo i rendimenti sui BTP decennali italiani sono
Scesi sotto il dieci per cento
Qualcuno già ipotizza che la crisi
Non diciamo sia finita ma insomma si entrate in una nuova e migliore fase
Per esempio Timothy Garton Ash sul Guardian di ieri la paura alla fine potrebbe salvarle euro ora ci vuole la politica della
Speranza scrive Garton Ash Angela Merkel arrivata Davos mercoledì in un discorso tanto solido quanto una Mercedes ancora una volta assicurato
Ha rassicurato i leader economici globali l'euro sarà salvato ma questa volta c'è una differenza sempre più leader globali sembrano crederci e questo solleva due interrogativi
Anche se la zona euro sarà salvata dove la strategia per la crescita e cosa ne sarà delle più ampie politiche europee
Sull'Euro scrive Garton Ash c'è stato una chiara svolta di atmosfera sei mesi fa i leader politici ed economici non erano convinti che l'Europa in generale la Germania in particolare avrebbero fatto
Tutto ciò che è necessario una graduale accumulazione di mezze misure passi pragmatici tutto molto in stile merci Merkel ha cambiato il sentimento generale c'è la decisione di accelerare l'introduzione del meccanismo europeo di stabilità quest'estate dopo le difficoltà con l'attuale Fondo europeo di stabilità finanziaria
Ci sono segnali da Merkel che la Germania potrebbe
Contribuire un po'di più attraverso questi canali c'è il ruolo attivo del Fondo monetario internazionale ci sono i due Mario
Recentemente ho sentito un importante banchiere descrivere l'iniziativa di Mario Draghi di concedere prestiti triennali molto generosi della Banca centrale europea alle banche europee come
La modalità europea per fare quantitativo Issing stampare moneta per intenderci il programma professorale di Mario Monti per l'Italia ha ricevuto molti applausi
Insomma non è grande bazooka come quelli che tirano fuori l'America la Cina ma la versione europea di un grande bazooka cioè
Una serie di tanti piccoli bazooka questo sentimento può ancora cambiare in particolare se l'impasto sul debito della Grecia non verrà risolto se il Portogallo dovesse seguire la stessa strada di Atene
Ma visto che la realtà dei mercati è fatta di sentimenti scrive Garton Ash e che i sentimenti dei mercati sono fortemente rappresentati a Davos potremmo essere anche un punto di svolta
Ma una svolta ma una volta scusate salvata la zona euro emergono pregato Mascia altri due problemi il primo e dove trovare la crescita
La ricetta di ostilità tedesca quella secondo me che secondo me le necessaria per convincere gli elettori la Bundesbank che la Corte costituzionale
Non dà risposte chiare alla questione e come ha spiegato George Soros se l'Europa non è una strategia di crescita al pericolo che cada
In una spirale Defazio mistiche hai di debito sull'economia si contrae le entrate fiscali si riducono la ratio debito-PIL continuerà ad aumentare
E questo ci porta la politica se i mercati sono fatti di percezione ed emozioni lo stesso vale per le democrazie e l'atmosfera in Europa è pessima basta leggere i giornali guardare la televisione guardare i sondaggi ascoltare i dibattiti parlamentari
Oppure guardare le manifestazioni per strada c'è un massiccio risentimento tra nazioni i greci contro i tedeschi tedeschi contro i greci d'Europa e del nord contro il sud e viceversa
I britannici contro tutti e quasi tutti con Tripolitania ICI
C'è una crisi generale di fiducia nel progetto europeo c'è un diffuso scetticismo sui politici
Sia a livello nazionale
Sia a livello europeo insomma scrive Garton Ash anche se l'euro si dovesse salvare questo sarebbe il trionfo della paura non dà la speranza
E se la zona euro non tornava a crescere nel suo insieme questi di sentimenti si moltiplicheranno con sempre più gente in Europa che chiederà ma che serve questa Europa
Una domanda che tra l'altro apposto varie volte
Anche Marco Pannella
Perché alto Masci dobbiamo riconoscere che salvare l'euro non è un sostituto un succedaneo di un più ampio progetto politico
La politica della paura potrebbe salvare l'euro ma abbiamo bisogno di una politica della speranza per trovare una risposta europea alla primavera araba
Così Timothy Garton Ash sul gare di Anna però sembra opposto della crisi della zona euro
Diciamo la svolta avviene intravista anche dal Times da Camilla Cavendish
Europa le voci di una sua Fina sono esagerate a Natale una catastrofe sembrava inevitabile ora grazie due Mario il futuro sembra migliore
A Davos difficile non vedere un profondo senso di petto pessimismo su come vanno gli affari del mondo ma la questione dominante potrebbe essere superata la grande paura
Della forma economico mondiale di quest'anno anche uno o più Paesi europei possono fare bancarotta ulè euro implodere
Provocando un effetto domino globale c'è scontento per il fallimento dei leader politici europei le cui esitazioni hanno trasformato in incendi in Grecia in una
Conflagrazione in tutto il continente
Ma è accaduto qualcosa di profondo in Europa nelle ultime settimane che ha trovato riflessi
Sui mercati i tassi di Spagna e Italia sono scesi ma questo non grazie leader politici che continuano a visitare il tra il desiderio di un'unione più stretta e la paura di essere puniti dai loro elettori ma grazie
All'azione e la Banca centrale europea che in dicembre ha iniettato quattrocentottantanove miliardi di euro di liquidità in un sistema bancario che era completamente
Congelato anche Cavendish parla dei due Mario
Mario Draghi Mario Monti che probabilmente hanno migliore chance di negoziare un accordo sostenibile con la Germania dell'impossibile Silvio Berlusconi e delle citabile Nicolas Sarkozy c'è un'ironia in tutto questo
Nel momento in cui il capitalismo liberale di fronte la più grande sfida da sessanta anni
Sfida posta dal capitalismo di Stato come dire in Russia e Cina l'economia del libero mercato in Europa potrebbe essere salvata da un pugno di tecnocrati
Per la prima volta comincia a pensare che il profondo pessimismo per l'Europa potrebbe essere mal riposto una catastrofe europea sembra meno probabile di quanto lo fosse appena due mesi fa
Il problema è che i politici possono ancora sbagliare così il Times ci fermiamo David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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