Tra gli argomenti discussi: Ambiente, Energia, Gas, Snam, Unione Europea.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 3 minuti.
Rubrica
Commissione
10:00
10:00
10:00
9:30 - CAMERA
12:00 - Roma
20:00 - Torino
9:00 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
11:00 - Catania
economista
Questa idea ricca pillola settimanale di radio radicale dedicata energia e ambiente e questa è la seconda di due puntate su possibili impatti sui mercati energetici italiani del decreto-legge uno due mila dodici anche noto come crescita Lia
Ci eravamo lasciati l'altra volta dicendo che la riduzione delle quote di ENI in Snam la società che controlla gasdotti e stoccaggi di metano non incide direttamente su due cause del maggior prezzo italiano del gas rispetto al resto dell'Europa
La prima causa e la scarsa disponibilità i contendibilità della capacità nei gasdotti l'importazione in Italia che non fanno parte di stampa
La seconda causa e il fardello dei contratti di importazione take or pay che prevedono un volume minimo di ritiro salvo penali e chi sono indicizzati al prezzo del petrolio che nei mercati internazionali non è sceso come invece quello del gas
Commenti amo la prima causa difficoltà d'accesso I casi tutti di importazione
Gli ascoltatori di Derrick sanno che quasi tutto il gas consumato in Italia viene ormai dall'estero attraverso quattro metanodotti internazionali tutti di società partecipate da ENI e dai Paesi venditori e da quelli di transito
Qui si aggiungono due impianti d'approdo di navi mentoniera è uno di ENI e uno che il primo in Italia è nato in era post monopolio con altri investitori nei pressi di Rovigo
Secondo Sergio Ascari che mi ha scritto su Quotidiano Energia discorsi ventisei e ventisette gennaio e la capacità fisica che è insufficiente in questi metanodotti è inferiore a quella di altri Paesi in rapporto ai consumi
Argomento che in parte confligge con l'evidenza che l'anno scorso il sistema italiano non ha sofferto razionalmente di gas pur con il gasdotto libico per lo più disattivato e quello in transito dalla Svizzera anche lui lungamente interrotto per una frana
Probabilmente quindi ancor più importante di quante lo spazio libero e quanto sia facile per chi commercia casa avere accesso a quello spazio
Su tubi lo ripeto che non appartengono a SNAM e non hanno doveri di accessibilità altrettanto stringenti ma solo hanno visto aste sulla capacità come esito non sistematico alle pressioni delle autorità italiane ed europee
Lo stesso ascari infatti poi preconizza l'istituzione delle cosiddette o pensi sont cioè di gare ad evidenza pubblica e aperti a tutti gli interessati per acquisire quote di capacità liberati usarle per importare il proprio casa
Siccome questi tubi sono infrastrutture private internazionali e anche in gran parte fuori dalla giurisdizione dell'Unione europea la normativa nazionale non può molto
Ma l'UE nemmeno
Veniamo alla seconda importante causa che abbiamo identificato e che spiegherebbe il maggior prezzo del gas in Italia rispetto a quello europeo cioè i contratti take or pay
Che impegno gli importatori a quantità minime di prelievo fissate prima della crisi e compresi indicizzate il petrolio
Bene qui si tratta di una faccenda angosciosamente privata tra importatori italiani ed esportatori produttori
Per fronteggiare il potere monopolistico degli esportatori secondo alcuni l'Europa dovrebbe assumere nuovi compiti di aggregatore di domanda di gas dalla Russia in primis
Un'ipotesi che da un lato richiederebbe una politica europea unità dall'altro costituirebbe un'invasione di campo piuttosto forte sugli importatori con buona pace dei sostenitori del mercato
Qualche altra idea
D'Errico appunto Energia chiocciola gmail punto com Derrick si scrive con CICAP
Un saluto da Michele governatori
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0