Sono stati discussi i seguenti argomenti: America Del Sud, Democrazia, Esteri, Guerra, Maduro, Messico, Rassegna Stampa, Recessione, Trump, Usa, Venezuela.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
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corrispondente di Radio Radicale dal Parlamento Europeo
Poggiano gli espositori di radio radicale sabato ventisei gennaio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta in primo piano quest'oggi il Venezuela la crisi che sta attraversando questo Paese vi proporremo una serie di editoriali a a partire da un giornale spagnolo più attento di altri alle vicende venezuelane El Pais ore decisive l'obiettivo deve essere di restaurare la democrazia
E lo Stato di diritto scrive tra l'altro El Pais per le Figaro plana sul Venezuela
Il rischio di una guerra civile Libération pubblica un bell'editoriale sul populismo di sinistra
Vedremo anche far Sun-Times su un editoriale dal secondo il quale la crisi venezuelana richiede diplomazia concertata
Non può esserci una soluzione senza la fine del regime Maduro scrive tra l'altro il quotidiano della City poi parleremo anche di economia
La notizia del giorno la recessione della Germania questa è stata anche la settimana di Davos con una diverso gli elementi che sono stati toccati l'Economist uscito ieri nelle edicole europee dedica la sua copertina e il suo principale editoriale a quella che definisce la slow Ubaldi session cioè una globalizzazione lenta che va a passo di lumache alla globalizzazione ha finito la benzina alla nuova tendenza del commercio mondiale più chiara così come i costi e i costi sono particolarmente elevati secondo l'Economist tra le altre notizie del giorno l'arresto del consigliere di Donald Trump però Johnstone nell'inchiesta
Nel allora sulle interferenze della Russia nelle elezioni
Americane sette capi di imputazione incluse false testimonianze false
Dichiarazioni un tema che ricorre sempre sui giornali manca diciamo l'atto finale nei confronti di Donal Trump di questa inchiesta Miller ma noi oggi vogliamo concentrarci sul Venezuela partendo dall'editoriale di ieri di El Pais dal titolo ore decisive l'obiettivo deve essere di restaurare la democrazia lo Stato di diritto scrive questo quotidiano spagnolo
La gestione del Venezuela da parte di Nicolas Maduro non può essere qualificata altrimenti che pessima da praticamente tutti i punti di vista
Alla catastrofe economica che ha precipitato la popolazione in una povertà materiale inimmaginabile in un Paese che fino a pochi anni fa era il più ricco di materie prime di potenziale umano dell'America Latina
Si è aggiunta la repressione nel settore delle libertà individuali e collettive con l'istituzione di un regime autoritativo anche se ma duro a mantenuto una finzione di democrazia
Sotto di lui sono stati perseguitati chiusi mezzi di informazione le elezioni sono state falsate gli oppositori sono stati incarcerati e centinaia di migliaia di venezuelani sono stati costretti all'esilio la cosa migliore per il Venezuela sarebbe stata se ma duro avesse lasciato il potere molto tempo fa oggi questa opzione di nuovo sul tavolo ed è più necessaria che mai secondo El Pais
La mossa audace di One guarito il presidente dell'Assemblea nazionale
Di autoproclamarsi presidente a interim del Paese
Per El Pais deve ottenere il più presto possibile legittimità democratica seguendo in modo scrupoloso i principi e le procedure previste dalla Costituzione
è vero che una settimana fa l'Assemblea nazionale ha dichiarato ma duro come un usurpatore dopo che quest'ultimo aveva giurato nuovamente come presidente del Venezuela dopo elezioni non riconosciute dalla comunità internazionale
Ma l'Assemblea nazionale ricorda El Pais non ha avviato il processo di nomina di un nuovo presidente proprio perché Maduro ha violato la legalità per raggiungere i suoi obiettivi
Coloro che sostengono giustamente lo statuto di diritto devono prima di tutto compiere i passi necessari a restaurarlo l'obiettivo che la democrazia ritorni in Venezuela senza vendette ma con giustizia e rispetto dello Stato di diritto
Questa dovrebbe essere la richiesta della comunità internazionale che a sua volta deve esercitare una pressione forte pressione che sia sufficiente a far capire alle altre istituzioni venezuelane a partire dai militari
Che la strada verso una democrazia unitaria senza Maduro e irreversibile
In queste circostanze prosegue poi il paese dopo il riconoscimento di guarirlo da parte degli Stati Uniti e dei principali Paesi latinoamericani con la notevole eccezione del Messico ora tocca l'Unione Europea decidere cosa fare nel mondo l'Unione europea rappresenta il punto di riferimento dei processi democratici ed è auspicabile che in un conflitto come questo riesca a parlare con una voce sola
La Spagna può giocare un ruolo chiave proprio per raggiungere la l'unanimità nella risposta europea agli eventi Venezuela
E sostenere un nuovo presidente che abbia sostegno democratico nel momento in cui l'Unione europea soffre una delle più gravi crisi della sua storia con la break Seat l'unione deve dimostrare di essere in grado di adottare una posizione coerente che sia in linea
Con i suoi principi di istituzione democratica e urgente per El Pais trovare una soluzione politica immediate in Venezuela
Le persone rimaste uccise negli ultimi giorni devono essere le ultime vittime di questo conflitto la possibilità di una guerra civile su ampia scala deve sparire dall'orizzonte
Questo è il pericolo che va evitato con ogni sforzo l'unione europea deve lavorare a questo e con una sola voce e la Spagna con una lunga tradizione di amicizia con il Venezuela
E forti interessi economici non deve rendere il futuro del Paese un'arma di scontro elettorale interno così tra l'altro el Pais
Ho l'Unione europea non riesce a parlare con una voce sola lo si è visto in parte con il governo italiano che ha preso posizioni diverso e la prudenza spagnola
E all'Exedra spreme il greco che ha sostenuto apertamente maturo ad ogni modo rimaniamo sul Venezuela vero e proprio e sul rischio di guerra civile che viene evidenziato dalle figlia o in un editoriale di ieri dal titolo vertigine tropicale planner rischio di una guerra civile il quotidiano conservatore francese
Utilizza il Venezuela anche per come dire una polemica Interna con il il principale sostenitore dello sciovinismo
Che esordì come non so leader dell'estrema sinistra la cosa non si misura
Tra l'altro sostenitore dei gilet gialli e allora scrive le Figaro le manifestazioni di Caracas hanno provocato il Rolli come non so una nuova impennata di quella strana febbre che il socialismo tropicale
Nel momento in cui il destino del Venezuela cambia grazie allo slancio di un popolo che si batte per la sua dignità il leader maximo francese che in Francia sostiene il gilet gialli denuncia un tentativo di colpo di Stato
Nel paese del suo idolo Hugo Chávez il cui presidente Nicolas Maduro fa sparare contro i manifestanti e in bocca i la legittimità della sua elezione
Anche se di legittimo non c'è stato nulla la rielezione di Maduro
Non è stata riconosciuta
Ma nessuna grande nazione democratica in Venezuela vent'anni di cioè avvisiamo hanno devastato le istituzioni ma duro ha vietato alle principali personalità dell'opposizione di presentarsi alle presidenziali
E questo ha portato boicottaggio da parte dell'opposizione
Maduro ha tentato di licenziare il Parlamento ultimo bastione della democrazia del Paese sostituendolo con un'Assemblea costituente reprime nella violenza alle manifestazioni di una popolazione affamata e colpita dalle penuria
La rivoluzione bolivariana riuscita nel nell'exploit di rovinare il Venezuela Paese che alle prime riserve al mondo di petrolio
Tra due milioni e mezzo tre milioni e mezzo di venezuelani sono fuggiti per rifugiarsi nei paesi vicini minacciando di destabilizzare la regione
Sostenuto da Washington il presidente del Parlamento qua in guai Lido sta applicando una norma della Costituzione per tentare di fermare questa follia
E riportare il suo paese sulla strada della democrazia organizzando delle elezioni Cetto questa scommessa non è senza pericoli planare la minaccia di una guerra civile
Perché questa vertigine tropicale anche un profumo d'anni settanta quando gli Stati Uniti finanziavano i contrasti dell'unico era Agua e altri movimenti controrivoluzionari dell'America Latina
Tutto ciò rischia di fare del Venezuela al teatro di una nuova guerra fredda
Ma con quale diritto si possono reprimere le aspirazioni di un popolo che ha il coraggio di sollevare i per liberarsi da un sinistro regime questo l'interrogativo con cui le Figaro le richiudeva il suo editoriale
E a proposito di questa vertigine tropicale con un profumo da anni Settanta
Insomma gli gli Stati Uniti che organizzare vero
Un colpo di Stato
Va letto l'editoriale del Financial Times dal titolo la crisi venezuelana richiede diplomazia concertata perché alla fine scrive il quotidiano della Citibank somma gli Stati Uniti non è che abbiano veramente intenzione di di di fare tutto ciò andiamo a leggere il popolo venezuelano né abbastanza per sei anni il regime di Maduro
Nei sei anni del regime di Maduro milioni di persone sono state spinte all'esilio dalla fame dalla repressione l'ONU stima a più di due milioni su una popolazione ufficiale di trentadue milioni
Le persone fuggite all'estero la penuria di cibo medicinali di base perfino di acqua è una disgrazie in un Paese che ha le più grandi riserve di petrolio al mondo e che fino a una a a un decennio fa veniva paragonato per standard di vita ai Paesi dell'Europa occidentale
La mossa di questa settimana di One guai gli do il capo dell'Assemblea nazionale di dichiarare sì presidente a interim
Dopo proteste di massa in strada in tutto il Paese per molti aspetti alla culmine azione logica degli eventi
E questa mostra è stata seguita dalla decisione attentamente e coordinata di Stati Uniti Canada e di gran parte dei paesi d'America latina di riconoscere quei documenti residente le elezioni dello scorso anno
Che avevano in teoria portato un altro mandato di sei anni per ma duro sono state condannati come fraudolente
Gli Stati Uniti e l'opinione pubblica internazionale sono scioccati dalle sofferenze umane dei venezuelani l'economia del Paese al collasso l'iperinflazione raggiunto livelli inimmaginabili perfino per standard sudamericani
La produzione di petrolio è tornata ai livelli degli anni Quaranta Maduro successore di Hugo Chávez ma senza il suo carisma mantiene un regime Cletto Crati Co che sopravvive distribuendo le ricchezze ai vertici dell'esercito
Il riconoscimento e qui veniamo diciamo al ruolo degli Stati Uniti Trump
Il riconoscimento da parte di Trump di guai dove fornisce qualche rassicurazione sul fatto che almeno in alcune occasioni Trump in grado di adottare posizioni di politica estera a favore dei diritti umani
O almeno che dentro l'amministrazione c'è qualcuno che è ancora in grado di convincere Trump a farlo ma molti nella regione e non solo sospettano che questa decisione sia il preludio a un'altra avventura militare americana
Nel Sud America questi sospetti però devono essere temperati
Innanzitutto dal ruolo del Canada e degli altri Paesi sudamericani
La situazione interno e internazionale però estesa questo è un fatto ricorda il Financial Times Russia Cina turchi hanno condannato la pressione coordinata sul regime ma duro come un'interferenza
In questo contesto dopo il suo gesto Trump farebbe bene a pensare
Attentamente e l'altra alle prossime mosse che migliora approccio anche se c'è il pericolo di penalizzare ancor di più i venezuelani ordinari sarebbe di imporre sanzioni contro l'industria petrolifera questo infatti potrebbe ridurre
Ho togliere a Maduro uno strumento vitale cioè il denaro per garantirsi la fedeltà
Dei vertici militari l'Unione europea secondo Alfano champagne sono giustamente ha lanciato un appello elezioni in modo che i venezuelani possano scegliere liberamente il loro destino anche se non fa parte dell'estinto di tanto un'azione diplomatica concertate paziente e necessaria per
Far sopravvivere le speranze di un futuro migliore per i venezuelani senza la partenza di Maduro un futuro migliore è solo un'illusione così tra l'altro il Financial Times per chiudere questa lunga panoramica sul Venezuela che abbiamo trascurato questa settimana dunque cerchiamo di recuperare oggi vale la pena riprendere Libération ieri è un editoriale sul populismo ma diciamo la fattispecie di sinistra in quello sudamericana che poi tra l'altro secondo alcuni ispirato il populismo del Movimento cinque Stelle in Italia
Abbiamo leggere
Il colpo di forza tentato dall'oppositore
Uan guarito in Venezuela
Non è il miglior modo per restaurare la democrazia eppure la situazione tragica nella quale il regime Maduro ha piombato questo Paese inghiottito in una miseria nera malgrado il fatto che abbia le più grandi riserve di petrolio al mondo spiega molte cose
In Venezuela si trovano tutti ma lei fin cinque ingredienti del populismo di sinistra che alcuni politici intellettuali responsabili continuano a considerare come modello contro il pensiero economico unico si dice cioè si è detto si continua a dire il denaro del petrolio deve essere massicciamente ridistribuito e così è stato in Venezuela almeno per un certo periodo
Certo si tratta di un progresso rispetto all'epoca in cui la rendita petrolifera veniva confiscata da una piccola oligarchia
Ma come sempre l'eccesso di zelo a portato alla catastrofe azzerato gli investimenti è impedito al paese di diversificarsi
Risultato la produzione di petrolio crollata e l'intemperanza monetaria scatenato una crisi inflazionistica che ha fatto letteralmente scomparire la moneta
Organizzando i salari e spingendo l'esilio più di due milioni di venezuelani il PIL
Crollato le sofferenze sociali imposte al popolo sono decuplicati
Il populismo spiega di beni consiste per un partito un movimento nel proclamarsi come unico detentore della legittimità e trattare tutti quelli che sono in disaccordo non come avversari politici ma come nemici del popolo
Il regime chavista si è trasformato in un potere autoritario aggressivo incompetente e corrotto insomma con la copertura la scusa del populismo
Organizzato una dittatura contro il popolo
E c'è una sola via d'uscita questa crisi se si crede veramente al popolo e quella di restituirli la parola convocando elezioni libere e corrette come chiede l'Unione Europea
Solo allora si vedrà se il popolo vista l'esperienza fatta Anna veramente il populismo così Libération questo editoriale che come dire va oltre il il Venezuela per chiudere invece l'economista che ha tra l'altro un editoriale sul Venezuela vedo segnaliamo ma soprattutto la copertina il principale commento della settimana
Sono dedicati a quella che viene definita alla globali session cioè la globalizzazione lenta la globalizzazione ha finito la benzina la nuova tendenza del commercio mondiale più chiara così come i costi
L'economista spiega che le peggiori previsioni che erano state fatte con l'arrivo di Donald Trump e della sua politica protezionista non si sono realizzate
Il commercio mondiale non si è fermato di colpo ma essere compiacenti un errore
Le tensioni commerciali stanno portando una svolta gli Investimenti commerci prestiti bancari la catena del lavoro a livello transfrontaliero
Si stanno riducendo o sono stagnanti rispetto al PIL insomma la globalizzazione ha lasciato il posto a una nuova era di indolenza
Adottando un termine coniato da uno scrittore olandese l'Economist la chiama sullo Ubaldi Session il che significa che la globalizzazione rallentata da una velocità lenta
A una velocità da lumaca nell'ultimo decennio vent'vede le ragioni sono diverse vie rinviamo alle al all'Economist per approfondirne anche perché c'è un dossier su tutto questo
Penso al Nuovo Mondo sarà molto diverso la lombardi session porterà per esempio legami più profondi all'interno di blocchi regionali ma avrà due svantaggi
Primo creerà nuove difficoltà contenzioni sempre maggiori tra i blocchi regionali del mondo e nel sistema finanziario globale
Secondo non risolverà i problemi creati dalla globalizzazione in termini di disuguaglianze cambiamento climatico migrazione elusione fiscale perché perché non ci sarà più cooperazione a livello globale
La globalizzazione ha reso il mondo un posto migliore per quasi tutti ma troppo poco è stato fatto per mitigare né i costi i problemi del mondo integrato sono stati dimenticati al punto che i benefici dell'ordine globale vengono facilmente dimenticati
Eppure la soluzione che ha sul tavolo non risolverà nulla la globali Session sarà meno stabile e meno efficace della globalizzazione e alla fine non farà altro che alimentare lo scontento così l'Economist con cui chiudiamo per questa settimana da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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