Presentazione del libro di Simona Colarizi "Un paese in movimento. L'Italia negli anni sessanta e settanta" (Laterza)
Cerco di essere breve per lasciare spazio agli altri e anche e soprattutto a Simona
Cerco soprattutto di dare un
Alcune linee diciamo del libro
E e qualche breve commento è innanzitutto
Il libro di Simona mi sembra si possa dire è un intervento storiografico un contributo storiografico
Che si pone
Una tesi molto precisa una tesi volta un po'a riequilibrare con una certa tendenza della storiografia
A leggere gli anni settanta
Sotto due categorie prevalentemente che poi possono essere anche associate tra di loro cioè e anni Settanta come allievi piombo come alla violenza e del terrorismo
Da una parte e gli anni Settanta come crisi come crisi come inizio di una crisi e poi tendenzialmente non ha mai fine no
Ecco il libro si pone in modo ora dialettico ma anche polemico rispetto a queste due visioni
Da questo punto di vista non è è un uno di quegli interventi storiografici molto felici a mio parere perché non si rivolgono semplicemente agli addetti ai lavori
Ma a discutere un senso comune storico che è entrato molto nella
Nel discorso pubblico dall'opinione pubblica italiana
Gli anni settanta ci dice
Sì Colarizi non sono soltanto gli anni di piombo sono anni di passione civile e di partecipazione
Di democrazia
Nella nell'introduzione
L'autrice ci dice senza questa Italia
L'Italia di questo decennio della della passione civile
Sarebbe stato assai più difficile uscire dalla notte della Repubblica questo è una considerazione a mio parere molto condivisibile
Che noi dobbiamo in includere riuscirono a nostro modo di
Di riflettere di acquisire la nostra storia anche in momenti difficili del Paese come quelli come quelle di oggi
Perciò sotto questo profilo Simona si contrappone in questo caso in modo anche
Più più deciso direi molto
Molto apertamente al ad un'altra tesi storiografica che è passato nel senso comune storico cioè la l'idea del Paese mancato no l'Italia come come degli anni sessanta e settanta come un un una una modernizzazione governata non governata caotica che poi non poteva che produrre le strutture storture tali da decretare
La la in un una sorta di di di fallimento nazionali no che non si sa bene lo quando ha inizio e quando ha una fine
Invece il libro sottolinea molto la svolta verso la modernità nell'Italia degli anni settanta
E in questo aggiunge lei
Ci suggerisce molto l'idea che l'Italia faccia parte di una modernità europea che l'Italia è un grande Paese europeo negli anni sessanta e settanta e anche
Ai nostri giorni no
è parte di un in questi anni in questi due decenni è parte di una trasformazione europea e globale che modifica e investe le scholae culture materiali e le rappresentazioni sociali
Non non possiamo capire la storia italiana al di fuori di questo in questo contesto questo ci dice
Simona e in realtà
Questa discussione a cui io accenno punto molto rapidamente per sommi capi
E meno scontata di quanto si possa pensare perché la categoria della crisi naturalmente ha una sua forza anche la forza del Lido dell'indeterminatezza se volete
Il sotto sguardo hanno alla questione sotto un profilo più precisamente storiografico ha tutta una tradizione consolidata che poi
Che è stata molto consolidata all'inizio del secolo dal da alcune opere storiche e storiografiche cito quella collettanee appunto minimali volume pubblicato sotto la direzione di Pietro Scoppola
All'inizio del
Nel due mila o nel due mila uno
Mai realtà come la stessa Simona ci ricorda usa categorie la crisi viene usata fino ai nostri tempi varie narrazioni vasto Repubblica
Anche anche molto recenti
In realtà la discussione la categoria della crisi anche ci riporta secondo me ad una visione che permette meglio di inserire l'Italia in un contesto Gloria di storia globale
è una acquisizione anche qui una semente recente una lettura degli anni settanta
Sul piano globale come come il momento della diciamo del dell'ondata di globalizzazione che arriva fino ai nostri giorni no che arriva fino al nostro ieri
Perché l'oggi è più difficile da capire
Perciò copre Global secondo il titolo di un famoso di un famoso volume curato tra gli altri a Charles Maier nel Fergusson
Cioè la cancelli dello sciocco non c'è leader del necessariamente la crisi perché il globale trasformazione naturalmente le crisi e trasformazione semmai sono i due termini da da accoppiare nove questa mi sembra e eventualmente laccate una categoria una lettura in termini di crisi ci dice Simona sì
Andrebbe applicato alla seconda metà degli anni settanta ma qui siamo già in una fase un po'crepuscolare della grande trasformazione no il centro di gravità di questa grande trasformazione in realtà sono a anche i lunghi anni sessanta come non so se si dice o si si usa ancora questa terminologia volta si usava una volta sola possiede anche recentemente un e più un una o riportarci a vedere al centro del neo riportare il centro di gravità della nostra riflessione su quell'momento i lunghi anni Sessanta direi più che
Usare la cartella il decennio anni sessanta come finestra per guardare immediatamente sul su ciò che c'è dopo ciocche
Ciò che è accaduto un po'
E qui abbiamo naturalmente la centralità di alcune questioni prima di tutto la mobilitazione giovanile no tre generazioni
Tra il mille novecentosessanta e il mille nove e la fine degli anni Settanta diciamo il settantasette se vogliamo usare una data simbolica si succedono tre generazioni di giovani che sono rappresentano soggettività politica
No le formano le plasmato
Creando una dialettica partiti movimenti che diventa necessaria chiave di lettura della storia politica che naturalmente Simona
Ha ben ha bene in mente scrivendo il libro
Il i giovani
Prima di tutto poi la secolarizzazione della società italiana questa l'altro fenomeno su cui gli promette molto l'accento come vettore
Decisivo
Di trasformazione rispetto al quale si misura tutta la difficoltà
Qualcuno potrebbe parlare anche crisi di legittimazione crisi di legittimità della classe dirigente
Ragazzi tutta la classe dirigente democristiana governato il Paese e che emblematicamente si si manifesta nella ovviamente del referendum sul divorzio del del settantaquattro
Una incomprensione della secolarizzazione del tre
Compresi gran parte degli intellettuali organici di quella di quella classe dirigente e cominciare a Del Noce
Le conseguenze di questo impatto sono molti forme nel libro vengono delineate molto bene
Io non non mi soffermo
Ma fondamentalmente la questione centrale è quella di come cambia il rapporto tra individui e collettività individualismo e collettivismo Hakan bianche in modo molto
Ambiguo perché i movimenti del settantadue sessantotto sono movimenti collettivi naturalmente ma le istanze individualistiche che portano dentro
Appaiono fondamentali centrali per la riflessione di Simona
E
E e fondati fondativi di di una di un impatto ambivalente anche sul mondo della sinistra italiana che in capisce molto di più totalmente la trasformazione
Prima nella stagione delle riforme del centro sinistra i socialisti poi nel l'onda lunga del Sessantotto però viene raccolta e alla base la questione comunista e Simona ci ricorda opportuna opportunamente che in cui il comunismo italiano è in quel momento
Sotto attacco da parte dei dei gruppi extraparlamentari ha così trova sinistra
Per tanti aspetti un attacco inevitabile perché è globale
Perché quello è anche il momento in cui l'Unione Sovietica non è più una risorsa ma una zavorra per i comunisti di tutto il mondo la primavera di Praga
E tuttavia questa massa critica giovanile
Che si ribella contro l'establishment compreso l'establishment comunista in Italia come in tanti altri luoghi del mondo globale
In gran parte questa massa critica finisce per votare il Partito comunista d'Italia l'unico partito comunista che ha in Occidente e più in generale questa questa caratteristica no
Naturalmente questo ha delle conseguenze ambivalenti come dicevo perché ha conseguenze di ibridazione culturale difficoltà a rappresentare tutte le potenzialità di cambiamento
Che si riflettono anche nelle caratteristiche del PIL pavido comunista italiano negli anni settanta da un partito d'ordine che vuole essere un partito d'ordine e in questo h e e grazie a questa dimensione accresce la sua forza interclassista del partito interclassista ma d'altra parte anche un partito che cerca di raccogliere agende post classiste no che ma non sempre ci riesce naturalmente e
Ecco in questa in questo questo impatto multiforme della della del del lungo sessantotto alla fine del libro emergono delle questioni più strettamente politiche su cui io non mi soffermo mi limito a denunciarle la prima
A mio giudizio è la resilienza dei partiti di integrazione di massa che per tutti gli anni settanta comunque sono rappresento la gran parte dell'elettorato italiano
La resilienza che però forti fronteggia rischi di negativi in modo molto forti che emergeranno proprio alla fine del decennio
E non è soltanto la tragedia di Aldo Moro a farle emergere naturalmente ma sono trasformazioni molto più profonde fondamentalmente il declino declino del mondo il modello fordista nella società italiana anche qui
Ci sarebbe da fare un discorso sul rapporto tra trasformazioni italiane le trasformazioni globali
Secondo punto la persistenza della guerra c'è un un accenno di Simona questo forse una parte un meno sviluppata nel
Nel volume ma certamente nei termini del sistema bipolare bloccato naturalmente alla famosa democrazia bloccata questo elemento è molto presente
Questo elemento di riflessione
La guerra fredda
O ha una caratteristica della della storia italiana dopo la seconda guerra mondiale sia in chiave dei vincoli internazionali sia in chiave di guerra fredda interna cioè l'influenza dei due blocchi
Che non si possono alternare al governo lo sappiamo tutti forse alla fine degli anni Settanta diventa anche un architrave tendenzialmente anacronistico
Per viene ristabilito no dopo la fine dell'esperienza della solidarietà nazionale
Nel bene e nel nel nel bene e nel male questa esperienza finisce che
E viene sostituita ancor dal ritorno della guerra fredda mi sembrerebbe di poter dire ma questo in SISMI perché anacronistica perché l'ordine bipolare stava già declinando i protagonisti dell'epoca ne erano in una certa misura consapevoli
Ma
Alla diciamo la la politica italiana non non non trova come devo dire delle delle dell'Est le vie e le strade per far corrispondere diciamo una un'innovazione politica profonda alla grande trasformazione
Del paese in movimento mi fermo qua
Do la parola Andrea Graziosi
Sì sì va bene sì
Sì sì Silvio ha già come dire illustrato il libro che credo che poi molti hanno già visto
Io ho molto apprezzato
Fattore Simona abbia messo al centro le trasformazioni degli anni sessanta e settanta
Che sono state vere grandi importanti
E e sono completamente d'accordo con la sua tesi che gli anni Settanta non sono gli anni di piombo e che sono un periodo
Su cui è necessario riflettere versione sono veramente la grande piattaforma che fa girare
Da un certo punto di vista la storia non solo italiana
Al la la storia dell'Occidente io direi quasi
Nel libro si legge bene si vede già anche questa trasformazione della sinistra che entra negli anni Settanta ancora progressista ancora se volete che statalista ancora chiama il Grande
Ancora antinazionale da un certo punto di vista già negli anni settanta
Diventa una sinistra
No che che guarda al progresso con sospetto psicologi Rizzati e diventa individualista che ha dubbi richiama che ama i piccoli popoli lotte dei piccoli popoli insomma è proprio una una da del sonoro parla solo di questo ma insomma è una piattaforma vera agli anni Settanta che meritano molti studi molto diversi da quelli che si sono stati fatti che sono stati fatti perché è vero è verissimo che invece noi abbiamo come dire
Abbiamo una storiografia Arca guardata quegli anni soprattutto da un altro punto di vista
Là dove sono il culmine di una grande trasformazione che sedimenta
Delle novità vere comunque facciamo i conti fino ad oggi secondo me quindi io credo gli anni settanta metri e i risultati della grande trasformazione italiana
E quindi ecco c'è un piccolo non so se il disaccordo per magari siamo d'accordo anche su quello gli anni sessanta e settanta la grande trasformazione realtà comincia prima comincia prima comincia io direi subito dopo la seconda guerra mondiale ad accelerarsi
E e per esempio il riformismo non è sessantadue sessantaquattro perché la pianificazione rammentano Vannoni diciamo il non c'è un triste il ministero delle partecipazioni statali lo fanno i democristiani moltissime cose sono già negli anni Cinquanta
Anche il declino demografico che uno imputa agli anni settanta tratta e che negli anni Settanta diventa chiaro se uno si va a vedere i dati è già cominciato negli anni Cinquanta cioè la grande trasformazione
è una cosa che
E velocissima fra l'altro l'Italia cosa che che assolutamente secondo me è un peso né i ritmi che riguarda la demografia riguarda la scomparsa di società contadine riguarda l'affermazione donne tutte le cose Simona fa vedere una per uno con grande chiarezza
Ecco quindi io
Contrari sillaba messo al centro gli anni Settanta io sì si parla di grande trasformazione metterei al centro gli anni cinquanta e sessanta e vedrà negli anni settanta il depositarsi di questa grande trasformazione
Deposita e e devo dire anche io mi son trovato molto d'accordo con lei
Nel nel e e tutta la cosa cerca quel cenno anche Silvio se posso parlarne un minuto di più che questa grande trasformazione o dall'assunzione anche degli individui soprattutto e quindi io diciamo signora non ne parla ma secondo me penso e spero che sarebbe d'accordo anche su questo anche la società cosiddetta di massa era una società che disgregano i blocchi tradizionali
Perché la società tradizionale vera c'è una piccola nobiltà un po'di preti una massa di contadini informe
Già una società di massa con i grandi blocchi operai piccolo borghesi è una società che rompeva che disgregata una società ma sicuramente è una società ancora in in quella possibile ragionare per blocchi negli anni settanta questa cosa diventa difficile cita mi è piaciuto molto Christopher Lush che secondo me e quello che forse anticipato meglio e di più paio oggi uno lo legge non è soddisfatto però che vede questa cosa che vede fatto che oggi ognuno di noi sia un suo mondo vive in un suo mondo
A livello individuale un suo mondo fra l'altro non soddisfa più
Diciamo dei mondi pubblici
Realmente per cui farlo uscire da questo suo mondo molto complicato perché e più un soddisfacente
E e lei cita per me lo diceva prima quindi ritorno menare il per cita anche Tom Wolfe che è vero che lo fa
Anche Luís nove fa vedere appunto le sedute psicanalitica adesso mi ha fatto ricordare
Ecco una cosa di via di qua i movimenti ma non nel senso di Simona del di tale movimento dei cosiddetti culture dei movimenti e poi penso al vice la Passerini pericolo fa anche nomi che nei suoi libri sul Sessantotto mette pezzi di seduti psicanalitica cioè fa esattamente questo per azione
Diciamo che nega realtà il movimento collettivo di fatto lo fa ma è quello che è successo ed estremamente interessante
Ecco
Quindi anni adesso non voglio parlare grande trasformazione di prima
Che forse meglio nota nei suoi aspetto
Laddove gli anni settanta sono davvero un nodo che se non mi ha bisogno di come dire di
Di indagine vera e il Ellul alla fine fare una domanda su questo
Perché gli anni settanta sono vitalissimo Iseo come producono probabilmente anche gran parte la nuova coscienza nazionale
Del delle nuove ideologie prendono prego chiede proprio per pensata anche l'ideologia dei diritti all'affermazione della Costituzione gli anni settanta sono gli anni del del servizio sanitario nazionale delle regioni della riforma e l'università sono gli anni diciamo di di grande del divorzio del diritto di famiglia cioè voglio dire sono gli anni che il riff fondano
Un'altra Italia
Che che ha conseguenze
Enormi
Creazione c'è una continuità fortissima fra come si sedimentano negli anni settanta le grandi trasformazioni del due dei venticinque anni precedenti e come si sviluppa la storia successiva da questo punto di vista gli anni Settanta ragione Simona sono proprio un pivot direbbero gli americani
E non possono assolutamente essere banalizzati in nessun modo cioè sono anni di di di di di di vera trasformazione almeno io penso
Ecco
Dopo di che qualcuno si ecco per arrivando pura la domanda che le voglio fare anche perché mi interesserebbe
Questo libro una conclusione no non ci sono conclusi allora la domanda è ma che incombe una domanda maliziose
Che conclusioni però si possono mettere
A questa grande trasformazione sicuramente molto bella io me ne ricchi sono lo lo dico un po'più giovane pro ma ricordo anch'io molto bella gli anni Sessanta me li ricordo benissimo
Gli anni settanta euro otto trovato molto pesante c'ho dovuto riscoprire come me di trasformazione perché noi diciamo chi sa nella nella Nuova Sinistra per l'appunto credo li ha vissuti più pesantemente di chi non ci sta
Ecco ma questa grande terzo
Ma questa grande trasformazione che si sedimenta allora
Che ha cambiato davvero che è vera che un movimento vero
E che è bello anche anche leggendo il libro si capisce che era bello perché l'ha vissuto per molti l'hanno vissuto
E io c'ho un po'l'impressione sarà chiuso lo dico subito sono famoso presso un pessimista quindi non non me
Non è un po'come per la strada d'Oro che porta all'inferno
Nel senso che
Detta no
Matteo senza no l'ho detto prima messo sono cioè una società in cui
Entra il ceto ma io non sono un reazionario e sono liberale estremo cosmopolita anti nazionalista eccetera eccetera però mi chiedo spesso una società in cui come il taglio questo non si fanno più figli perché si inizia allora il crollo
Non si
Dopo gli anni settanta non ci si muove più di casa anche perché sono diminuite le differenze nel Sud checché se ne dica le cose sono molto cambiate meglio negli anni Settanta in chicchi io insomma compagnia calabrese si ricorda le pecore sotto casa degli anni Ottanta bene o male siamo le seconde case orribile al mare però c'era vero
C'era un'altra cosa la Calabria gli anni Ottanta rispetta la Carabelli anni sessanta con tutte quelle vestite quindi i calabresi smettono di andare troppo in giro nel se uno vede i dati sulla mobilità Italia degli anni cinquanta e sessanta è così bella anche perché tutti si spostano quindi tutti tutti si spostano quindi è tutto vivo perché ci sono i e la bellezza viene dalla differenza non dalla stagnazione egualitaria se posso dire così
Però allora anche quello un presupposto allora questa società in cui non si fanno più figli in cui non si vuole più spostare perché in fondo non sta troppo male
In cui al primo posto viene il se stessi sono come diceva l'ascesa girando però abbastanza
è il risultato di un meraviglioso movimento però sembra e questa è la conclusione che a volte mi chiedo e come se si fossero abboccato una strada molto bella figlia di vent'anni che tutti rimpiange amo quelli che l'hanno vissuto ma anche quelli che non l'hanno vissuti di rimpiangono addirittura ogni tanto uno legge questo bisognerebbe tornare al periodo aureo ai trenta gloriosi al però cosa al la concussione questa grande trasformazione no per uno non può non chiedersi cosa ha portato che tipo di società portato perché è vero che c'è
Come dice Simona la resilienza
Dei grandi partiti della guerra fredda la residenza dura sei anni nel nel nell'ottantacinque Gorbaciov fa annuncia di fatto l'Unione Sovietica morta
Nel
Nel novanta
Dieci sette otto anni sette otto anzi sette otto sei sette otto anni
Cioè niente storicamente niente o sette otto anni fa me li ricordo come dire Larry grandi partiti grandi partiti hanno residenza dopo dieci anni sono tutti morti
C'è uno no non può ecco questo è un po'la domando cui chiudere non può secondo me davanti a trasformazioni così grandi
Che giustissimo mettere al centro dell'analisi che è giustissimo interrogare che giustissimo di cui giustissimo vedere la ricchezza la potenza la vivacità
E e anche l'effetto positivo perché giustamente noto rito di famiglia una cosa fantastica
Io quando in segno queste cose nel suo interesse
Anche agli studenti devo dire all'università quando quelli leggono che ancora negli anni Novanta credo se una donna viale violentate non reato contro la morale non c'era possono credere
Vi sembra una cosa più vicino al mille duecento che ha oggi diciamo
Che che abbastanza vennero
Ecco però
Cosa porta questo s'era un po'una domanda che opere se lei ci aveva mai si era mai posto per le avviso sono sicuro di sé
Grazie
Grazie
Allora chiediamo Giuliano Amato
Intervenire
Ma intanto
Mi piace questo posto grazie al luogo che hai contribuito a crearlo stavo pensando a quando andrò in pensione
Ancora
Esattamente fra tre anni
La parola rispettabile età di ottantaquattro anni però questa sarà la biblioteca più vicina a casa che avrò
Quindi facevo i miei conti
Insomma Simona ha fatto bene atti
No intanto altra notazione a margine nulla per me è più divertente di vedere gli storici quando parlano tra loro
Loro c'hanno un problema su cui non riescono mai ad andare d'accordo che la periodizzazione e questo spiega perché per un lettore non storico ci sia sempre da attraversare o quasi sempre nei loro libri
Un capitoletto sulla periodizzazione Scelta che chiaramente riguarda una roba che si gratta no tra di loro
Perché l'inizio della vicenda raccontata da ciascuno di loro sempre un altro per gli altri
Io ero tentato di dire di entrare di dire no ma la grande trasformazione in fondo comincia negli anni Trenta
Perché fu allora che e sono sicuro che è sì e ora mi cimentarsi su questo di mostrerei che in realtà è così con l'intervento dello Stato col New Deal trasferito nei regimi sia pur di tenersi dell'Europa continentale
Eccetera e proseguendo di questo passo chissà dove si va a finire però fortunatamente non sono uno storico e sono del tutto in sensibile a questo tema quindi Roma lo lascio lì
Dove
Mente
Il libro ha comunque fatto bene hai ragione Andrea a togliere
La
Unicità dell'immagine degli anni di piombo dagli anni Settanta
Perché proprio è una parte di una trasformazione molto più complessa in cui c'è anche una parte molto bella
A dir la verità la seconda di copertina tradisce un po'la complessità che hanno i capitoli del libro
Perché in pratica solo la parte a colori nella seconda di copertina la parte bella diciamo come come l'unica protagonista è la risposta ad Andrea che saresti costretta a dare diventa difficile se fosse vera la la soltanto però la seconda di copertina è vera
è vero che c'è stato questo moto positivo
Verso una società migliore e che questa società migliore settanta e imparare Tecos twitta fornendone alcune infrastrutture
E ed era bello esserci io devo dire la verità sì e qualcuno mi chiederà quali sono stati gli anni più belli della tua vita solo negli anni settanta
Sono negli anni settanta quando io venendo da questa zona parcheggiavo
Sul pendici del Pincio andavo a piedi a via Tomacelli
E ci riunivamo a Mondoperaio a celebrare le ceneri di Gramsci le ceneri di Togliatti erano sempre cinesi morti tre ragazzi queste sia chiaro insomma con
E rinnova Vamos comunque la cultura della sinistra in quella fase e il fornivamo un ombrello alla nuova sinistra fra l'altro infatti la mia amicizia con Giampiero Mughini che ora molto lontano dalla nuova sinistra ma allora ne faceva parte nacque per l'appunto allora e poi sempre anni settanta il mio ingresso in CGIL ero stato sempre iscritto alla CGIL fin dal mio primo stipendio all'inizio del sessanta però nel settantotto venne creato questo istituto di ricerca
Io passa in quei due anni bellissimi lavorando da riformista lì dentro e avendo Blatter nei gioia di constatare che non erano in CGIL i riformisti socialisti o comunisti
Non c'era distinzione all'interno di questa li ricordo come almeno molto belli appunto forse i migliori della mia vita
Ma
Ecco non c'era solo solo questo il punto è come si sono venute impastando le cose
Hai ragione tu Simona nel dire che
O a lentissimi e alla posizione assunta nei confronti terrorismo che il rapimento Moro dimostrò drammaticamente che c'erano posizioni diverse regate a circostanze diverse
E tuttavia queste il generazioni che essi erano venute legando al ricostruzione o costruzione di un regime democratico più libero
Sono state il vero argine
Che ha consentito di uscire da quella spirale negativa con un retroterra solido
Quindi non soltanto gli apparati che si oppongono a voi la giustizia che interviene ma una società che rifiuta questo con questo è è verissimo ed è uno dei miei gatti positivi della parte positivo a quello collocato negli stessi anni settanta ce ne saranno anche altri
Ce ne saranno anche altri punto d'dalla riforma del diritto di famiglia e tu ancora ci lavoravi in quella riforma forze dell'ordine che era settantaquattro settantacinque
Senz'altro va be'vantaggi voi anziani avete sempre un passato va benissimo però a a
E e ha avuto conseguenze enormi proprio sulla società italiana sui suoi gangli veri
Circa settanta era settantacinquesimo però ecco è anche vero vediamo perché il libro queste nel presente quindi non è né non è giusto che io me ne approprio di felice come sono di ricordare gli anni migliori della mia vita facendolo coincidere con la seconda di copertina e no
Tanto per cominciare
Un una società nella quale
Ai cambiamenti strutturali che cominciano a intervenire l'urbanizzazione delle sue conseguenze sulla famiglia che diventa nucleare la
Modifica dell'organizzazione del lavoro e quindi il superamento non totalitario ma ampio del territori ritmo come modulo del lavoro che a virano verso la individualizzazione delle vite
Ecco sia accompagna a questa enorme domanda di diritti
E rispondo sita
A questa domanda che secondo me ecco avrei detto una volta rifletteteci compagni ecco ora non lo posso dire perché non esistono più né io né voi in quella veste di un tempo
Ma cioè di un cambiamento profondo del Partito comunista
Il quale come avevano scritto in un loro libretto Amato e Carfagna duello a sinistra
Era stato nel dopoguerra
La principale forza e lo diceva hanno amato e Carfagna in senso nobile di conservazione
Di una società della società italiana
Gramsciana mente pronta alle ribellismo all'individualismo eccetera e fu il Partito comunista attraverso la costruzione del partito nuovo che dette uno ordine acquista società
Fondato sul futuro
E questo fu il miracolo compiuto dal tragico errore del mito sovietico
Per la storia mette insieme le cose e il mito sovietico che fu certe la cosa sbagliata storicamente rivelatasi sbagliata fu tuttavia l'ancora
A cui fu legata la capacità del Partito comunista di tenere l'ordine oggi in nome della promessa di un domani diverso il futuro
La palingenesi del domani la la garanzia di questo che fare accettare l'ordine oggi e quindi sull'oggi il Partito comunista è quello che sto l'aveva capito è in realtà bene di gliene va dato atto a Scalfari che lo scriveva quando sosteneva
Negli anni settanta che per dare e certezza dell'ordine all'Italia serviva impicci al governo
Perché era l'unico che era in grado di noi appunto con i nostri grandi ideali da genio guastatore avevamo attitudini diverso e
Con gli anni settanta
Il Partito comunista
Che non a caso accresce il proprio in in questi anni il suo consenso di molto e questa è una delle notazioni forti del libro di Simone
Che diventa portatori dei diritti oggi non Chivu
Dei diritti domani
Della pensione più alta oggi del salario più alto oggi
Del taglio della scala mobile domani ma non oggi
Anzi dell'accordo lama Agnelli perché la scala mobile proceda tranquilla sullo stesso passo dell'inflazione delle prestazioni assistenziali oggi cioè le domande che è più che legittimo che è sgorbi no dalla società
Trovano immediatamente risposta ed è quel Piccini
Che farà il sempre in Parlamento il gioco al rialzo
Avvalendosi del fatto che proceduralmente l'opposizione può presentare emendamenti senza indicarne la copertura
A a partire dagli anni ottanta ogni volta che si diceva ottocento arrivava all'emendamento del PC che diceva otto mila
No ora esagera
Insomma ci aggiungono zero questo è troppo dicembre di più
E creando aspettative ingenerando frustrazioni oppositori e nei confronti degli altri che non corrispondono a questa domanda
Questo il partito nuovo non l'avrebbe mai fatto e infatti non lo ha mai fra in effetti e questo nuova collocazione del partito di opposizione sull'onda del presente
Che ne altera profondamente il ruolo naturalmente ne potenzia latta razziste attrattività elettorale perché è un partito credibile perché
Ha una classe dirigente formidabile per tante ragioni insomma
E allora
Sì unite questo ai processi strutturali di di individualizzazione voi vedete partire in tutte le sue componenti quel fenomeno di cui scrissero
No hanno scritto non molti anni fa amato i graziosi
Lei perché magari non avete letto perché chi lo recensì
Scrisse che era un libro compromesso
Ed è rimasta nostra convinzione che questa NATO aggettivo riferito al libro abbia scoraggiato il potenziale lettore
E quindi abbia ridotto Lapresa che avrebbe potuto essere di massa di questo libro
Presso i lettori italiane quindi uno si trova a citarlo sì perché avendolo scritto lo ha anche letto
Le in cui è libero
Punto noi sostenevamo poi la tesi è stata ripresa da altri che lassista regione dei diritti senza limite senza misura
Senza incontrare il confine della solidarietà con gli altri della solidarietà con le generazioni future
Quello che
Questo
Nasce in qualche modo allora in effetti ricordatevi che il solo parlare del costo dei diritti era ritenuto un'eresia in una certa parte della nostra cultura politica perché se i diritti costano qualcuno deve provvedere a coprire il costo resterà l'unica per risposta che veniva data ecco
Questo è un punto importante perché uno snodo di quel trasformazione che ci porterà pian piano
Al progressiva
Ma affermazione di coloro che al netto di qualunque altra considerazione assecondano la protesta assecondano la domanda
Che
Il fattore
Del crescere nei decenni poi della corruzione della percezione della corruzione degli effetti devastanti della corruzione
Far sì che i partiti tradizionali quindi i fattori coesi i fattori aggreganti che avevano in parte rinunciato adesso coesive impermeabilità
Saranno progressivamente sostituiti da formazioni politiche di e in realtà il libro finisce su questo questo bisogna dirlo il libro proprio nell'ultima pagina dice ed eccoci qua
Alle prese con il populismo
Le qui la l'unica domanda invece che io farei è insomma il tuo rapporto con Pannella non va bene per l'amor di Dio insomma non no anche perché se va a pennello aveva anche altri interessi diciamo
Ma
Appunto tuo
Alla fine di cd
Beh insomma chi ha testardamente insistito pure essendo un fautore dei diritti individuali come pochi
Che tuttavia il Parlamento cioè il luogo dei rappresentanti che media tra le varie esigenze il luogo in cui tutto questo deve trovare una composizione un equilibrio questo era Pannella
Quindi come dire
Profeta solitario ecco questo è quello che tu vuoi dire perché questo mi ha colpito
Che alla fine l'unico nome che sopravvive nell'ultima pagina del libro è quello di Pannella che in effetti
Che dimostra stima per Pannella ma come dire un perdita di
Credibilità di altre risorse e di altri nomi quindi ecco qui viene secondo me bene lumeggiata la dilemma tipicità
Di quegli anni che dicevo che ha finito per uscirne punto nasce straordinaria stagione di diritti ritrovati ma i diritti
Hanno bisogno
Per poter vivere
Ed essere compatibili con quelli degli altri e con le esigenze collettive di una misura e di un equilibrio di cui minori abbiamo finito per perdere le matrici
Una volta venute meno leggera arricchire distrutte dagli anni sessanta che con tutte le le loro arbitrari e pretese su ciascuno di noi compresi noi ragazzini dell'epoca
Tuttavia ci davano dei confini
Noi abbiamo perso la nozioni ed confine e naturalmente l'abbiamo lasciata soltanto a chi
E a chi è destra estrema in realtà perché non era più parte della nostra cultura in realtà e siamo diventati senza rendercene conto molto più liberisti
Di quanto non avremmo dovuto e voluto e oggi siamo largamente all'impresa con con questo fenomeno
Ricordare Pannella
Certo non ci aiuta a risolverlo
Grazie a Giuliano Amato adesso
Abbiamo la possibilità di ascoltare
L'autrice Simone
Altri la parola
Grazie grazie ovviamente già invitato grazie garantisce grazie ai relatori grazie al pubblico il trentasette enne
E grazie ai relatori normalmente chi scrive un libro dovrebbe stare zitta perché ha già scritto ringraziare le quello che è stato detto che naturalmente
Ringraziare anche per gli apprezzamenti che sono stati espressi e quindi poi starsene zitti no io non riesco mai a stare completamente inflitta
Che non non credo di riuscire a rispondere ad alcune domande perché queste per me sono domande e che rimangono che rimangono aperte
Perché non penso che in un libro di storia posso avere poi una conclusione
è difficile dare delle conclusioni a livello storico la storia spiega racconta in data un problema è io indagato appunto in questi anni
Amato mi mi perdonerà se entro solamente per un secondo sulle noiosissima e periodizzazione andavano da Salgari cosa che noi per loro
Certo ovviamente la storia è una trasformazione e serto diciamo a partire dagli anni inganni trenta hanno segnato
Sicuramente un momento importantissimo nella rivoluzione di un Paese contadino perso vero solo un Paese industriale
Che come gli altri Paesi dell'epoca perché non è che il il l'Italia isolata non è mai stata nemmeno negli anni Trenta
In quel momento è un discorso che si lega all'intervento pubblico dello Stato discorso che continuerà negli anni quaranta e cinquanta negli anni Cinquanta va però detto che quando e questo lo dico anche ad Andrea Graziosi
è che quando io ho opposto molto l'accento sul da non dico soluzione di continuità perché sarebbe molto sarebbe eccessivo ma sul passaggio
Ho parlato della fine degli anni cinquanta e ho parlato della fine degli anni Cinquanta come il momento un po'esclusivo perché in realtà fino ai fino alla seconda metà da per tutta la prima metà degli anni Cinquanta e questa su questo slancio di industrializzazione l'inizio delle tanto glorioso al punto che in tutta Europa c'è dopo la seconda guerra mondiale c'è l'esplosione no
Di tutta l'Europa occidentale c'è un Piano Marshall ci sono tutti i fenomeni che si conoscono molto bene dicevo però che fino pentirete addirittura fino al cinquantasette perché se noi andiamo a vedere il mette il mette ancora
Pieno forse a maggioranza pieno di misure per un'Europa agricola
Quindi c'è ancora una forte parte del dell'Italia e dell'Europa il cui problema economico dominante non dico proprio dominante ma è ancora un grossissimo spazio l'agricoltura e non foss'altro perché in Italia poi sul finire degli anni Cinquanta tiene certificato diciamo il sorpasso
In che senso non classico sorpasso politico ma il sorpasso del numero del degli addetti all'agricoltura che vengono sorpassati
Dalle tute blu dalla classe operaia e vi questore è un momento che immediatamente rilancia per esempio tutti di Floccari opera e quindi questo per spiegare bene la
Il perché io ho parlato di questa grande di questo gran di questa transizione che comincia ad aderire del già degli effetti molto concreti a livello di fine anni cinquanta e cinquantotto già nel cinquantanove
C'è un movimentismo molto interessante e poi va bene c'è Tambroni che per me segna una svolta di tipo politico e partecipativo
Detto questo io volevo Enzo cioè sono totalmente d'accordo con le osservazioni che mi sono state fatte è una trasformazione velocissima
E una trasformazione così veloce ha ragione Andrea e e non può non avere delle conseguenze
Cambia tutto cioè improvvisamente da una società contadina perché era una società contadina di tali quindi con una morale
E con una legislazione che coglieva quello che era e il senso sentirei di una società peraltro non una società democratica no
E perché anche questo va detto nel quarantacinque didattica non la popolazione italiana non è democratica non sappia nemmeno che cos'era la democrazia
Quindi e improvvisamente si ritrova in Europa
Di cui è uno dei protagonisti dell'integrazione europea con Paesi europei che sono più avanti del dell'Italia sia economicamente parlando sia a livello proprio di provvidenze governative
E il welfare è già in atto
Appunto durante le pronto di Loyos francesi o inglesi anzi forse inglesi l'inizio pro ma in Austria persino in Germania naturalmente
A quindi e l'Italia passa da una condizione in cui a livello di legislazione è una legislazione ancora fortemente dipendente dal dalla legislazione della dittatura inutile dire che sono nel settantacinque
Il codice Rocco viene messo linea riformatrice
Non viene messo da parte non viene messo da parte perché ha ragione ha ragione Andrea a citare il discorso dello stupro solo nel mille novecentonovantasei il reato di stupro viene rubricato come reato controlla del su una e non contro la morale pubblica
Contro la morale e il buon costume no ecco per cui ci sono ovviamente sappiamo tutti che il codice Rocco alla porta di un reato contro la stirpe
Un prova
E che le le persone andavano in galera si facevano negli anni nel mio centosessantaquattro si andava in galera se si faceva propaganda anticoncezionale
Intorno ci sono fatti poi la vera rivoluzione di questi anni intesa proprio come una rivoluzione quella delle è quella che il ministro sott'acqua avendo la più grande
E forse l'asso
Dicevo detto questo le trasformazioni una trasformazione così disperatamente accelerata cioè e in pratica in
In me in venti meno di vent'anni
Si passa da quella che è questa situazione dell'Italia contadina del padre-padrone del del dell'Italia clericale è si passa alla all'Italia entrata
Nella sfera nella modernità diciamo tra virgolette
Minitalia europea è evidente che tutto ciò comporta poi delle fortissime sofferenza ma molto forti proprio dei protagonisti Giovanni del del della trasformazione le trasformazioni non sono indolori persino le libertà sessuali quel sono dolorosissimi perché rompono rapporti
Rompono i rapporti si rompono i rapporti familiari si rompono i rapporti amicali si rompono i rapporti politici queste sono tutte le accelerazioni che spiegano a mio avviso quello che abbia a mio giudizio è un grande malessere giovanile
Che la nuova sinistra
Copre con un bagno in nelle ideologie totalizzanti quanto le ideologie totalizzanti religioni le religioni laiche e le religioni s'stanno declinando insomma ci son processi di scritti a Nizza azione in atto schiavizzazione è un termine usato Pavana
Ancora nei primissimi anni settanta
E ci sono ovviamente processi di laicizzazione anche nel partito
A mio avviso e questo l'hanno messo bene in luce io non no no io so solo diciamo parole di apprezzamento nei confronti della storiografia che ha lavorato sul terrorismo che ha lavorato sugli anni di piombo che ha lavorato sulle trame nere così come sul terrorismo rosso
Dunque è stata una diciamo una generazione di giovani storici che finalmente aperti top questa pagina e l'aperta parla con ricerche documentarie di tutto rispetto quindi per carità io no apprezzo l'apprensione anche cercato di di di capire di più cioè da dove viene da dove viene questa violenza da dove viene questo terrore innanzitutto viene a mio avviso erano discorso molto molto psicologico
E in questo un parte la letteratura del appunto sul terrorismo ce lo dice altro posso dire posso dire che due cose il logoramento dei partiti
Il logoramento dei partiti c'è e cioè malgrado e e questo l'ha sottolineato anche anche Silvio malgrado i partiti raggiungano il loro attrice negli anni settanta
Nel mille novecentosettantasei lo diceva appunto Silvio i partiti di massa e il loro momento di gloria
Riesco a mantenere insieme più del settanta per cento dell'elettorato italiano si sono spartiti la Democrazia Cristiana il Partito Comunista per cui sembrerebbe molto strano che poi alla fine a partire dal settantanove c'è questo è diciamo la storiografia è abbastanza concorde su questo inizia un tramonto
Della partitocrazia
è come il prezzo intero tre anni prima erano al massimo e come mai stanno tramontando beh una una delle ragioni è proprio la trasformazione della società e la vita siamo vissuti fino agli anni
Fino al novantadue siamo vissuti nella Repubblica dei partiti io mi ricorderò sempre il discorso di Giuliano Amato nel
Mille novecentonovantatré
Che si dice siamo usciti dalla Repubblica dei partiti
E si esce dal novantatré dalla Repubblica dei partiti e la repubblica dei partiti è stata diciamo la forma questo è il titolo di Scoppola del libro di Scoppola famosissimo
La repubblica dei partiti è stato il diciamo il modo per riuscire affondare in Italia la democrazia
Perché sono i partiti che l'hanno fondata
Una popolazione creda Democrazia non conoscevano alla poteva conoscere non è mica colpa dell'Italia
E non l'avevano mai sperimentata non sapevano che cosa era parte ovviamente le élite a parte dell'élite che sono notoriamente ristrettissima in vista
è è queste tutta la popolazione non è democratica quindi sono i partiti che si sono fatti carico
Sono i partiti che si sono fatti carico del problema della democrazia che hanno garantito la lealtà dei loro iscritti
Questi partiti l'hanno garantita
Perfetto
Riconoscimento ovviamente al sistema dei partiti anche se i liberali diciamo erano Stiffi di fronte ai partiti cioè norma non apprezzavano eccetera è però sono i partiti che hanno garantito hanno Guaranteed Tola crescita come anche diceva Giuliana ma l'hanno garantito
Hanno creato l'anno l'anno dice il l'hanno fatta cresce
Esce ora in questa democrazia in primo luogo nelle coscienze degli italiani
è però è però a un certo punto l'Italia dei democratici sono diventati grazie anche ai giovani nati nel dopoguerra
E i giovani nati del dopoguerra questa democrazia l'hanno presa di Sebald latte e quindi poi questi partiti hanno cominciato a vedere che consegneranno
E erano dei tutori
Erano dei tutori dei tutori che non piaceva anche il discorso della corruzione che sappiamo benissimo che che che che è molto antico
E sappiamo benissimo che c'è una prima Tangentopoli ma molto più grave rispetto alla seconda Tangentopoli
E pensiamo tutti gli anni settanta sono percorsi da processi per la corruzione processi che portano segretario di partito in galera e e portano i ministri all'Alta Corte portano un Presidente della Repubblica costretto a dimettersi prima della fine del mandato ma sono i denti politicamente molto grave
E che lei dono ovviamente l'immagine dei partiti
Ma i partiti erano lo Stato
E giustamente come diceva De Mita era è era un compito sub istituzionale delle partecipazioni statali finanziari Pertini
La dice che l'ha detto nel settantaquattro in una intervista al Corriere della Sera che è facile ritrovare si sta discutendo della legge sul finanziamento pubblico ai partiti
Quindi i partitini si sono al culmine ma la loro funzione di coesione della società l'hanno perduta e l'hanno perduta agli occhi della società
Perché finisco con Pannella perché così mi fermo anche perché ho notato no no no
No no da avete altro da fare e dovunque perché ho finito compare nell'arco sino prelati di chiudere con panciuto con Pannella però mi tiene bene parlando dei partiti
Perché Pannella è stato accusando di essere stato un po'il distruttore no
Il distruttore la sua battaglia anti partitica nelle sue in temeva attende Confort contro i partiti di integrazione di massa
Ed è questo che addirittura gli hanno detto avrebbe c'è un bel dibattito tra l'altro su Rinascita
Proprio sulle sui radicali e in cui alcune voci di intellettuali importanti di recarsi a dire ma questo è populismo
Cosa vuole Pannella palpabile discorsi populisti
E no Pannella enti viene da una cultura decisamente minoritaria in Italia
Che è la cultura liberale
E questa cultura liberale è una cultura che alle istituzioni da i compiti di no nel partito sono le istituzioni che dovrebbero appunto gestire e governare la società
Cioè sono i partiti che hanno perduto la loro funzione di raccordo era solo una funzione di raccordo
Tra società civile e stato
Ma poi a decidere parla biglietto
è un Governo
è questa poi la debolezza da oggi un sistema dei partiti che oltretutto poi un sistema bloccato perché c'è la guerra fredda perché sappiamo benissimo che quali quali sono i condizionamenti che subisce anche Berlinguer no perché non è che è è il veto degli degli Stati Uniti a impedire
L'alternativa
Il governo autonomo dei comunisti no
Cervetto sovietico questo perché lei delle due l'una o si rompeva o si spezzava il legame oppure e quindi è invece proprio una cultura liberale e per questo gli faccio diciamo un omaggio finale
Ultimo veramente ultimissima osservazione no non lo so Andrea qual è la conclusione l'idea che io mi sono fatta e che proprio alla fine degli anni Settanta
Quando l'Italia ha vinto il terrorismo e ha vinto perché è diventato una società democratica e questo me l'ha me l'avete riconosciuto dopo per cui ti ringrazio di questo
Diciamo è una società ferita ma è una società che la la superato lo choc spettatori o lo sta superando perché poi gli anni successivi sono armi terribili no
Dopo il settantotto settantanove rossa eccetera eccetera Alessandrini c'è di tutto
Però diciamo è un'Italia che che che non ha ceduto no a questa sfida
Però è unitaria che appunto è parte di un mondo e il mondo alla fine degli anni settanta stacca ampia
E sta iniziando una nuova transizione sta iniziando allegra cosiddetta postindustriale
No perché gli anni più belli della mia vita ho gli anni più belli di dell'Alitalia Amato sono stati gli anni più belli noi eravamo già fuori dal dall'università nel mille novecento negli anni settanta cioè stavamo all'università con un altro ruolo
Quindi stavamo già dall'altra parte della barricata però carità volevamo credevamo di riuscire a creare una società migliore e ci siamo riusciti
Ci siamo che
Perché l'Italia degli anni settanta e sicuramente unitaria molto più
Più civile
Più colta
Più democratica
Dell'Italia degli anni quaranta e cinquanta per non parlare dell'Italia quindi questo questo dobbiamo fare ma
E allora che cosa sta succedendo però sta succedendo che sta arrivando una nuova transizione di cui noi molto affaticarsi bisogna dare atto al gruppo di Mondoperaio e anche al gruppo dirigente socialista
Che comincia a capire che sta cambiando qualcosa
C'è un ritardo c'è un ritardo di tutta la classe politica la democrazia cristiana chiude gli occhi non vuole più nemmeno quindi perché questa conservata
E ma c'è c'è un vero ritardo nel capire che cosa sta succedendo
Perché guardate che poi il passaggio diciamo darla Società industriale alla società postindustriale alla società della comunicazione perché anche quella stava Anzaldo alla fine della Società per grandi aggregati collettivi e questa è di nuovo certificato dalle statistiche intagli e intarsi lo slang alla fine degli anni settanta così come alla fine degli anni Cinquanta la classe operaia ha superato il numero il mondo gli addetti all'agricoltura nel mille novecento settantanove
Il ceto medio i colletti bianchi hanno superato le tute blu innumerevoli studi
Questo è questo sta cambiando tutto cambia la centralità della classe operaia cambiano i grandi aggregati collettivi costruiti sul modello fordista
E noi cosa c'entriamo
Noi abbiamo lavorato e creduto e costruite tentato di costruire io questo lo rivendico una società più democratica più libera Cetto non c'erano più nemmeno più le condizioni di moltiplicare quei diritti sociali
Perché noi chiedevamo anche i diritti sociali oltre diritti politici ai diritti civili e sono questi poiché negli anni ottanta
Crea hanno o quella che Carfagna ha chiamato la crisi fiscale del Paese grazie
Grazie Simona innanzitutto che la grazie Riva effetti limitata ai ringraziamenti perché credo che abbiamo ascoltato l'intervento molto puntuale che arricchisce interventi precedenti
Non so se c'è qualcuno che vuole fare una domanda sta a Simona o agli altri relatori
O intervenire molto brevemente
Sì nessuno a questo desiderio vuol dire che abbiamo esaurito tutti i temi possibili e quindi grazie molte
A Giuliano Amato Andrea Graziosi
E a Simona Colarizi per essere stati con noi grazie buonasera
Aveva
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