Tra gli argomenti discussi: Armi, Esteri, Guerra, Iran, Israele, Medio Oriente, Nato, Nucleare, Pace, Putin, Rassegna Stampa, Russia, Rutte, Trump, Ucraina, Unione Europea, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 16 minuti.
Rubrica
Conferenza stampa
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Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale giovedì ventisei giugno questo è l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta due temi di cui ci occuperemo quest'oggi l'Iran la tregua al cessate il fuoco
Imposto in qualche modo da Donal Trump a Israele alla Repubblica islamica e poi il vertice della NATO che si è chiuso ieri all'Aja con il rapporto
Di sudditanza degli europei nei confronti di Donald Trump partiamo dall'Iran e dall'editoriale di ieri di lo finiamo
Il titolo e l'attacco sono brillanti Guerra e pace secondo Trump la civilizzazione ha compiuto uno strano viaggio
Dalle due mila pagine di le Tolstoj ai tweet di Donald Trump oggi
Guerra e pace sì decretano con poche frasi lapidaria stampate in lettera maiuscola
Il presidente della prima potenza mondiale sembra convinto di poter piegare la realtà alla sua volontà anche la più brutale quella della guerra
Il cessate il fuoco è uscito dal suo cappello manga nella notte tra lunedì e martedì
Avuto inizialmente qualche inciampo ma potrebbe riuscire a imporsi dopo che Trump ha manifestato il suo disappunto per ogni possibile violazione
Va notato che da quando si è trasformato in pacificatore Trump tratta Israele Iran nessun piano distretto uguaglianza ma promettendo alternativamente amore pace prosperità e
Ha subire le peggiori re del presidente americano se si allontanano dalla retta via
Questa evoluzione segna un inatteso arretramento del vantaggio strategico israeliano
Solo un giorno prima al capo di guerra trionfante Trump dopo attacchi ieri massicci contro i siti nucleari iraniani giocava con l'idea di provocare un cambio di regime Teheran urlando mentre Iran Great e che in all'era di Donald Trump prosegue le Figaro gli slogan accompagnano la battaglia e possono perfino orientarne l'esito mentre la Regione sembrava sull'orlo dell'escalation lunedì sera
Il Presidente americano ha decretato che la reazioni Rania Anna era pura formalità
Arrivando perfino a ringraziare il regime dei Mullah per averlo avvertito sullo slancio annunciato il più strano dei cessate il fuoco
In cui una delle parti secondo lui avrebbe accettato di subire il fuoco avversario per dodici ore senza reagire
Il tutto per porre fine al conflitto in nome di quella che Trump ha voluto battezzare la guerra dei dodici giorni riferimento ovviamente alla vittoria di Israele sull'armate arabe
Del mille novecentosessantasette durante la guerra dei sei giorni
Questo negoziato di pace però somiglia molto a un gioco di prestigio il problema del nucleare iraniano e risolto o solo rinviato nessuno lo sa nemmeno Trump
E cosa accadrà nel lungo periodo nessuno lo sa nemmeno tanta questo criterio non pesa molto rispetto agli annunci alle celebrazioni istantanee ma nel mondo reale la realtà potrebbe tornare a perseguitarla ci avverte le figlia o l'evasione ieri avevo un editoriale dal titolo gendarme gendarme americano che torna
E tornato ed è come se non ci avessi mai lasciati il gendarme del mondo è riapparso tutto in maiuscolo fischiando la fine della ricreazione minacciando di arrestare i ritardatari
Firma qui o ti metto in carcere
è cambiato molto dei tempi di Henry Kissinger
Ma il gendarme e qui a imporre un cessate il fuoco immediato annunciando martedì mattina la fine immediata della guerra dei dodici giorni tra Israele e Iran
Trump ha realizzato qualcuno che nessun presidente americano dice era riuscito a fare da decenni secondo le parole del segretario generale della NATO Markette
Questo comprende l'arresto anche se temporaneo fragile di uno scontro che aveva già causato troppe vittime civili e al quale nessuno dei protagonisti su sapeva come mettere fine e include il marchio di questo scontro la guerra dei dodici giorni ecco della guerra dei sei giorni che ha cambiato per sempre la mappa del Medioriente
Affinché questo cordolo possano leggere però tra l'altro Cordovado non firmato non convalidato da alcune entità giuridica o politica
è necessario che entrambe le parti possono presentarlo come una vittoria è possibile da parte israeliana scrive Libè
Benjamin Netanyahu può vantarsi di aver ritardato la militarizzazione del nucleare iraniano senza però la certezza che i Mullah non riprenda non la loro impresa avventata
Con ancor più determinazione perché questa guerra mostrato loro la necessità vitale della deterrenza nucleare per mantenere il regime invita da parte iraniana l'umore può dirsi salvo mentre la Guida Suprema Ali Khamenei rimane in silenzio spetta al presidente Massoud piazze schianti
Dichiarare che l'Iran è pronto a tornare al tavolo dei negoziati il regime sa di essere a rischio e che deve la propria sopravvivenza solo alla scarsa preparazione americana su un potenziale cambio
Di regime ma le conoscenze accumulate in materia nucleare e risentimento accumulato a Teheran purtroppo conclude liberazione
Non lasciano pensare che il Medioriente di oggi sarà a lungo più sicuro di come era dodici ci giorni fa il bacio Times ha lasciato Dino Racman un un suo commento il titolo la fragile pace di Trump in Medioriente
La guerra dei dodici giorni
A un certo fascino scriverà Manna assegnando questo conflitto tra Iran e Israele Stati Uniti questo titolo
Trump sta facendo due cose prima di tutto cerca di tracciare una linea definitiva
La parola fine sui combattimenti poi suggerisce che il passati dodici giorni di guerra
Saranno un momento di riorganizzazione per il Medioriente simile alla guerra dei sei giorni del mille novecentosessantasette nella quale Israele sconfisse Egitto Siria e Giordania
Queste affermazioni è questa la chiave resisteranno alla prova del tempo a poche ore dall'annuncio del cessate il fuoco da parte di Trump Israele accusato l'Iran di violare il cessate il fuoco promettendo una risposta
Decisa poi Trump ha risposto con un'ingiunzione Israele a ritirarsi infarcita di parolacce rivolte entrambe le parti
La volontà di tanta di puntare il dito contro il governo israeliano per una violazione grave dell'accordo di cessate il fuoco rappresenta una rottura sorprendente rispetto alla normale tendenza americana di trattare Israele
Con guanti di velluto forse prosegue di Dior Racman
I due combattenti volevano solo scambiarsi un ultimo paio di colpi dopo il suono della campanella e forse i peggiori combattimenti sono davvero finiti
In alternativa però la proclamazione della pace tutta maiuscola di Trump potrebbe rivelarsi un desiderio irrealizzabile evidenziando ancora una volta al fatto che gli Stati Uniti non controllano gli eventi nella regione
La Repubblica islamica dell'Iran e chiaramente molto provata ma è ancora intatta invece di cambiare la visione del mondo della leadership era iraniana il conflitto avrà confermato i suoi assunti di fondo
E cioè che Israele Stati Uniti sono nemici molto pericolosi di conseguenza la leadership iraniana cercherà ora dei modi per ricostruire la propria forza militare
E la propria legittimità in Terna ricostruirà il programma nucleare di missili balistici dell'Iran
E la Rete di Proxy di milizie regionali sarà molto difficile ma non impossibile e ora l'Iran ha tutto l'interesse a cercare nuovi modi per colpire Israele
La maggior vulnerabilità del regime in questo momento è il popolo iraniano gli sforzi per ricostruire una base di sostegno interno si concentreranno probabilmente suo appelli al nazionalismo di fronte a una minaccia esterna senza un cambio di regime in Iran un cambiamento definitivo di mentalità il presunto trionfo di Israele nella Guerra dei dodici giorni sarà tutt'altro che garantito
Israeliani hanno dimostrato straordinarie capacità militari di Intelligence ma hanno anche dimostrato che in ultima istanza dipendono ancora dagli Stati Uniti per completare il lavoro
Poiché la Repubblica islamica non è definitivamente sconfitta Israele e gli Stati Uniti scriverà Ackermann devono trovare modi alternativi per garantire la pace nella regione
Ma dopo l'attacco di Hamas se tutto per il due mila ventitré la ricerca della pace
E diventata fuori moda in Israele il governo Netanyahu e la maggior parte dei suoi possibili successori sembrano invece impegnati in una strategia di sicurezza nazionale basata sull'egemonia regionale
Queste Germania ora è stata ristabilita ma per un paese di dieci milioni di persone in una regione di diverse centinaia di milioni di persone
Rimarrà sempre un risultato precario
Trump chiaramente determinato a passare alla storia come un pacificatore insiste nel volere il premio Nobel per la pace
Le persone attorno a lui vogliono rafforzare gli accordi di Abramo che hanno visto Israele normalizzare le relazioni con gli Emirati Arabi
Varenna Rocco e Sudan ma normalizzare le relazioni tra Israele e Iran due paesi che hanno appena combattuto una guerra che rimangono a Cerri mi nemici sarà incomparabilmente più difficile
L'evocazione da parte di Trump della memoria della guerra dei sei giorni del mille novecentosessantasette in realtà e a doppio taglio perché perché sei anni dopo nel mille novecentosettantatré Israele si trovò di nuovo in guerra con Egitto e Siria così Didion Racman sul sarà sciolta INPS
In chiusura invece vogliamo dedicare alcuni minuti al vertice della nato che si è chiuso ieri all'Aja senza grossi incidenti tutto è stato fatto per evitarli
Comprese scene abbastanza umilianti o messaggi via via testo da parte del segretario generale Ritter decisamente supini mettiamo la così le mondo oggi a un commento di Sylvie Kauffmann dal titolo vertice NATO fino a che punto spingersi per assecondare Trump perché non fa mistero del suo disprezzo per gli Europei
A casa sua negli Stati Uniti gli oppositore manifestano con lo slogan Nocchi che no Arre ma in Europa nulla è sufficiente
Quando si deve lusingare leggo di Donald Trump e quindi negli appartamenti reali che il tre del verrei dei Paesi Bassi che il Presidente americano ha trascorso la notte tra il ventiquattro e venticinque di giugno l'unico capo di Stato al vertice NATO a ricevere questo onore mentre faceva colazione con il re gli altri trentuno leader chiusi in hotel speravano ardentemente che questa messa in scena avesse messo di buonumore Trump per affrontare la sessione plenaria del vertice NATO e in parte così è stato
Fortunatamente c'è solo una sessione in questo vertice poiché è stato previsto tutto per limitare i rischi di comportamenti sconsiderati da parte di questo partner tanto irascibile quanto imprevedibile
C'è un'unica sessione plenaria una sulla cena Offerta d'arredo e la regina
La presenza del presidente ucraino Volodymyr Zaleski è stato oggetto di lunghe trattative molti stati membri la volevano ma la partecipazione di Zaleski rischiava di irritare Trump e alla fine è stato solo associato alla cena reale più innocua del del della sessione plenaria del vertice NATO
Se voi presentata la spinosa questione della menzione della Russia nella dichiarazione finale nel due mila e ventiquattro il comunicato del vertice di Washington qualificava al Paese di Vladimir Putin come la minaccia più grave era l'epoca di John Baggio by D'Erme nel due mila e venticinque questo vocabolario non si addice più alla Casa Bianca di Trump morale fino dove bisogna spingersi per compiacere un presidente degli Stati Uniti che non fa mistero del suo disprezzo per i partner europei né dell'odio che prova nei confronti dell'Unione europea confrontati con questo rompicapo da cinque mesi i leader del Vecchio Continente hanno scelto di piegarsi per evitare la rottura finora però il metodo non ha avuto Successo
Sylvie Kauffmann spiega come ha già fatto in passato come dire la la all'avvicinamento di Trump Bladimir Putin Putin viene trattato molto meglio di Zaleski depressione non si concretizzano sulla Russia
Da allora Trump ha fatto di peggio
Il venti giugno quando i ministri degli Esteri di Francia Germania e Regno Unito con il capo della diplomazia europea hanno tentato una mediazione a Ginevra
Con il loro omologo iraniano Trump affossato gli sforzi dichiarando che la loro iniziativa non era di alcuna utilità perché l'Iran non vuole parlare solo con gli Stati Uniti
A quel punto però la decisione di bombardare i siti nucleari iraniani era già appresa
Aver consultato né informato gli alleati come si illumini umiliante esperienza del continuo spettacolo del suo ufficio ovale
Inflitto ai leader stranieri che lo visitano Washington non fosse abbastanza Trump non esita insultarvi sui social media accaduto Coleman al Macro né a rendere pubblici i loro messaggi privati e così che Martin Ritt il segretario generale della NATO martedì ha visto come il resto del mondo apparire sul profilo di Taranto il messaggio di benvenuto colmo di ondulazioni
Che aveva appena inviato al presidente americano per metterlo di buonumore
L'olandese
Diceva che Tramper è riuscito laddove tutti i suoi predecessori avevano fallito far pagare tanto gli europei per la loro difesa
Secondo si dica Hoffmann in realtà è giunto il momento di che Ambra cambiare metodo e discorso
Se si guarda un sondaggio condotto in dodici Paesi dall'European Council on Foreign Relations i cittadini d'Europa sono pienamente consapevoli della gravità della situazione
E dallo stravolgimento ha portato
Da Donald Trump hanno compreso che l'urgenza non è quella di cedere alle richieste americane
Ma di organizzare L'Unità e la difesa dell'Europa così Sylvie Kauffmann questo processo però è un po'lento forse un po'troppo lento
Ne discuteranno i leader europei in un Consiglio europeo
Oggi a Brussel
E magari ne parleremo domani ci fermiamo qui da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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