04 GEN 2026
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La nuda verità - La salute della comunità penitenziaria: il suicidio di un operatore a Ca' del Ferro di Cremona

RUBRICA | di Maria Antonietta Farina Coscioni - RADIO - 19:45 Durata: 26 min 52 sec
A cura di Fabio Arena e Silvio Farina
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Una delegazione del Partito Radicale è entrata in carcere di Ca' del Ferro di Cremona il 28 dicembre.

Dopo la visita e il colloquio con la direttrice della Casa Circondariale di Cremona Giulia Antonicelli che regge la struttura in funzione di missione le esponenti del partito Farina Coscioni e Molaschi scrivono all'Assessore della Lombardia Guido Bertolaso.

Con l'obiettivo di dare dignità a quella che pensano Maria Antonietta Farina Coscioni e Maria Teresa Molaschi sia stata la professionalità dell'educatore, del funzionario giuridico-pedagogico, che si é suicidato impiccandosi nel suo
ufficio proprio nella Casa Circondariale di Cremona.

Una storia di un uomo che non si dovrebbe ignorare, a partire ad esempio dall'età.

Il particolare giunge a conoscenza da qualche riga sui giornali.

Dal colloquio con la direttrice Antonicelli si apprende che non corrisponde al vero l'età dell'educatore suicida senza svelarne quella esatta e non fornendo alcun altro aspetto della vita professionale se non che aveva in carico 150 detenuti del carcere Ca' del Ferro.

La delegazione del Partito Radicale già dalla visita del 15 agosto aveva lanciato l’allarme della sofferenza della comunità penitenziaria.

Il luogo è il carcere dove lavorava.

Un educatore di 44 anni ha scelto, per impiccarsi, il bagno del suo studio a Ca' del Ferro di Cremona.

Il benessere degli educatori, degli operatori sociali, sanitari in generale sono alla base dei sistemi di cura, protezione, di riabilitazione e di rieducazione, ma se il sistema affatica chi cura, un deterioramento della salute della persona è quasi inevitabile.Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d'Europa ha pubblicato il documento "I 10 principi essenziali che un'assistenza sanitaria penitenziaria adeguata deve garantire'", ricordando che "le persone private della libertà hanno il diritto fondamentale di vivere in condizioni di sicurezza, dignità e salute".

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