Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Buongiorno queste Stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale quotidiani di oggi, domenica 26 aprile, la festa rovinata la festa del 25 aprile, questo è il titolo.
Del di apertura del quotidiano Avvenire, paure e tensioni sul 25 aprile con il Corriere della Sera 25 aprile, spari sul corteo Repubblica
Libero caccia all'ebreo di giornale 25. Aprire la cacciata degli ebrei, questi titoli di apertura danno una idea di quanto accaduto ieri per la festa della Liberazione e parleremo del.
Ah e dell'Iran, negoziati bloccati, Trump, cancella la missione in Pakistan rimane meno spazio per le conseguenze del vertice europeo, incentrato soprattutto sulle difficoltà economiche, in particolare per paesi nelle condizioni dell'Italia e poi il decreto sicurezza.
E diventa che diventa legge.
E di questo anche ci ci occuperemo e poi quarant'anni da Chernobyl e una riflessione su l'estinzione, l'estinzione dell'essere umano, ma andiamo per per ordine e iniziamo.
Con cosa è successo ieri, qui una un occhio alla cronaca diventa inebetiti, inevitabile, prendiamo Mariolina, Iossa a pagina 2 del Corriere della Sera, attenzioni contestazioni violente, anche feriti, da Roma a Milano, da Bologna a Firenze, hanno segnato le manifestazioni per la festa della Liberazione che si sono svolte ieri in tutta Italia e che per il resto non ho visto sfilare pacificamente centinaia di migliaia di persone e questo è bene sottolinearlo perché naturalmente gli episodi violenti prendono tutto lo spazio è tutta la scena di qualcosa che per la stragrande maggioranza delle persone o per la quasi totalità delle persone,
è è stato effettivamente ed è stato vissuto come una festa a Roma, un uomo in scooter con casco integrale, giubbotto tipo militare, ha sparato alcuni colpi di pistola ad aria compressa contro una coppia di coniugi, con il faccio, con i fazzoletti dell'Anpi al collo i due sanguinanti sono stati subito soccorsi e medicati hanno riportato ferite lievi non sono in pericolo di vita la paura è stata tanta l'uomo opportuno, scooter chiaro avrebbe sparato tre colpi da una distanza di una decina di metri e subito dopo è fuggito.
Oltre alla ferita, e queste persone sono rimaste molto scioccate al Comitato commenta, tra il presidente dell'Anpi Roma e poi sempre nella capitale.
Un gruppo di manifestanti dei Radicali Italiani di più Europa, compagnie dell'Ucraina, è stato aggredito da alcuni attivisti di cambiare rotta, ci hanno strappato le bandiere, picchiato spruzzato negli occhi, spray urticanti ha denunciato Matteo Alisei, presidente di più Europa Radicali italiani, che è stato costretto ad andare al pronto soccorso oftalmico dove gli è stata riscontrata un'abrasione alla cornea fortunatamente nulla di grave ha detto, ma siamo tutti molto amareggiati. Questo metodo fascista,
Ha dichiarato alle 6, in mattinata, prima del corteo diverse piazze della zona a San Giovanni a più latino sono apparsi manifesti poi rimossi con sopra scritto il 25 aprile, partigiano infame.
A Milano è stato caos e fortissima tensione, e qui andiamo sarà Bettoni e Chiara. Evangelista sempre sul Corriere, 70.000 manifestanti in marcia da corso Venezia a piazza Duomo, addirittura 100.000, secondo l'Anpi, ma il clima di festa per il 25 aprile a Milano si guasta per le violente contestazioni alla Brigata ebraica, alla fine scortata fuori dal corteo, dalle forze dell'ordine, episodio che innesca accuse e polemiche, tanto che una rappresentanza della Brigata a concludere la giornata chiedendo spiegazioni sulla gestione dell'ordine pubblico al questore Bruno Megale. All'incontro intervengono telefonicamente anche il capo della polizia, Vittorio Pisani, e il ministro dell'Interno Piantedosi, il corteo parte da corso Venezia ore 14:30. Dopo alcuni momenti di tensione per il tentativo di un gruppo di propone di bloccare la sfilata in testa, il sindaco Sala, circondato dalla sua giunta, dietro, si intravedono alcune figure che potrebbero concorrere
Alle prossime comunali, come quello del giornalista Mario Calabresi, intorno alle 15, l'ingresso della Brigata ebraica con il consueto striscione, ma anche bandiere di Israele e dell'Iran.
A quel punto iniziano le contestazioni di filopalestinesi, centri sociali e altri manifestanti, i poliziotti circondano la Brigata e metà corteo rimane bloccato per un'ora tra fischi e insulti Fuori i sionisti dal corteo, siete saponette, mancate, Viva Hitler dopo le 16 la Brigata viene accompagnata fino a via via Fatebenefratelli e la marcia prosegue.
Questo.
Alcuni elementi della cronaca che trovate su tutti i, su tutti i quotidiani rispetto alle bandiere.
Ucraine che i militanti di più Europa Radicali italiani avevano portato in piazza, c'è anche un intervento dell'ambasciata ucraina in Italia che scrive su X si tratta di episodi inaccettabili.
A Milano, insulti shock, la Brigata Ebraica via sotto scorta dal corteo è anche l'apertura di Repubblica, c'è poi tutto un confronto dibattito su.
Le parole di Meloni, che ha parlato di oppressione fascista, ma tace sull'agguato all'Anpi, al a due, due persone, col fazzoletto dell'Anpi al collo, questo il titolo di Repubblica, a pagina 5 il discorso.
Non dico che lo chiuda, ma.
Perché i discorsi rimangono sempre aperti, però forse Michele Serra, va preso sul punto Meloni, ha parlato di oppressione fascista e per l'occasione bisogna essere contenti a prescindere politologi affini, stabiliranno quanto di tattico quanto di strategico ci sia nella sortita di Giorgia Meloni, ex camerata di Colle Oppio il 25 aprile 2026. Da cittadino italiano antifascista posso solo dire che mi ha fatto piacere sentire quelle due parole. Qualcuno dirà ti accontenti di poco, ma no oppressione fascista, detto da Giorgia Meloni non è così poco, a Milano si dice piglia, Incarta e porta a casa
Ignazio la Russa, sul giornale il presidente.
Del Senato,
Intervistato a pagina 5, il titolo è onore anche ai comunisti che non volevano la libertà, hanno comunque dato la vita per un ideale e prendiamo la prima risposta è l'ultima all'intervista di Hoara Borselli, ancora incidenti, aggressioni, spari fatti gravissimi a Roma e a Milano cosa ne pensa, presidente la Russa? Mi sarei meravigliato se anche quest'anno non avessimo avuto questi eccessi tanti anni fa dicevo ai leghisti attenti che prima o poi verrà qualcuno più settentrionale di voi.
Oggi agli antifascisti dico attenti c'è sempre qualche antifascista più antifascista di voi.
Che cos'è l'antifascismo oggi una ideologia anti Meloni propone l'intervistatrice e la Russa risponde l'antifascismo, oggi è diventato soprattutto uno degli strumenti contro un governo di centrodestra, usato in tutti i modi per contrastare il governo Meloni, però mi sembra che si siano accorti anche loro che non è l'arma vincente ora percorrono strade ancora più subdole, infangare le persone, sminuirne il ruolo in meriti, usare la menzogna l'antifascismo di maniera è, secondo me un'arma spuntata.
Così la Russa, tra l'altro, intervistato dal Giornale.
E questo non è il 25 aprile, questo è l'8 settembre. Avrà anche esagerato il deputato del Partito Democratico Filippo Sensi cat, che altra totale, amara, amarissima conclusione alla fine della festa dedicata a celebrare la Liberazione, ma non tanto scrive, Antonio Polito sul Corriere sfortunata infatti la Repubblica se perde a tal punto una memoria comune delle proprie origini, da trasformarne una data fondativa in palestra per chi vorrebbe ricominciare, seppure sotto forma di farsa, una nuova guerra civile e Polito mette in fila gli episodi di cronaca che abbiamo già visto e poi ieri nelle piazze del 25 aprile si è raggiunto un punto limite, ma purtroppo da anni che questo clima viene preparato
È la prevedibile conseguenza di una più generale regressione e il ritorno all'idea in gruppi certo minoritaria ma sempre più attivi, che la violenza possa essere messa al servizio di una causa. Sarà giunta finalmente l'ora di alzare la guardia, di non ripeterci più dopo ogni atto di violenza e sopraffazione, la consolatoria formula secondo la quale il passato non può ritornare opporsi alla violenza dell'uomo sull'uomo. Questo il senso della resistenza aveva detto ieri il presidente Mattarella ha celebrando il 25 aprile a San Severino Marche. La lotta antifascista ha messo fine a un mondo in cui la guerra era considerata l'igiene del mondo non è stata una rivoluzione mancata, né tradita, è stata una liberazione e ha aperto la strada a una riconciliazione nazionale, in cui la diversissime forze che si erano opposte al fascismo si sono unite per costruire la Repubblica. A chi vuole darla di nuovo alle fiamme dobbiamo risponde oggi come allora non passeranno. Antonio Polito sul
Corriere della Sera e
Poi riprendiamo sulla politica interna, ma.
Vogliamo fare un.
Un subito un riferimento alla politica internazionale, perché
Andiamo a ciò che sta accadendo, si bloccano i negoziati tra Strat tra Stati Uniti e Iran in programma Islamabad, ho cancellato il viaggio di Wittekop e Kushner in Pakistan, nessuno sa chi comanda a Teheran ha commentato il presidente americano Donald Trump, aggiungendo se vogliono parlare non devono far altro che chiamare mentre il ministro degli esteri di Teheran Abbas Rush, che ha lasciato la capitale del Pakistan negli USA, non sono seri nei negoziati e dopo vent'anni si torna alle urne a Gaza e anche Abu Mazen ha votato, Siamo il su sommario di prima del Corriere. Che cosa sta succedendo?
Intanto prendiamo l'articolo che abbiamo trovato su ciò.
Di cui sempre meno ci si occupa, e cioè.
Gli iraniani.
Abbiamo su Libero e sul Corriere, abbiamo su Libero pagina 15.
Con l'impiccagione avvenuta ieri di Air funky, anni accusato dal regime di Teheran di essere stato una spia del Mossad salgono a 17 le soppressioni note di prigionieri politici e manifestanti nei primi quattro mesi del 2026.
Teheran scatena le persecuzioni contro i cristiani e la diaspora.
E ci sono tutte le cifre.
Di quello che sta accadendo nel regime sanguinario, questo è.
L'occhiello.
Guido Olimpio sul Corriere, A pagina 12, il responsabile della giustizia iraniana Motion, egli è non poteva essere più chiaro, spie e traditori saranno giudicati sulla base della legge marziale, adottando misure giustificate dalla fase bellica, ed ecco le ampie retate alternate alle azioni del boia.
Un messaggio preventivo quanto brutale verso il dissenso o chi ha scelto di collaborare con l'asse USA Israele, l'ultima sentenza ha portato sul patibolo medi farete, un membro dell'Agenzia atomica nazionale è fermato nel 2023 era stato condannato a 10 anni di prigione ma poi hanno deciso di ucciderlo. Secondo, la magistratura ha cooperato con il Mossad israeliano fornendo informazioni e infettando il sistema di ci digitale. Queste sono le accuse più comuni lanciate verso uomini e donne. È finito in prigione sia prima del conflitto che in epoche success
Scrive il 20 aprile, invece, sono state eseguite due pene capitali nei confronti di un paio di Mujaheddin del popolo, mentre di uno dei gruppi d'opposizione interna in precedenza, tra agosto e ottobre erano stati giustiziati un tecnico, uno scienziato del settore nucleare, ritenuti collusi con il nemico. Le esecuzioni contro questa categoria di imputati sono una risposta alle infiltrazioni dell'intelligence avversarie nella crisi di giugno e durante Epic fiori. Lo spionaggio israelo americano, agent, talvolta in coppia, è riuscito a penetrare il livello più alto del regime e l'eliminazione in serie degli scienziati coinvolti nei progetti di ricerca. La fine traumatica di molti generali e soprattutto la decapitazione dei vertici della Repubblica islamica hanno rappresentato un colpo duro, ma non definitivo, e per questo gli apparati di sicurezza hanno reagito con veemenza, dando la caccia agli infiltrati cercando complici dello Stato ebraico, aumentando la stretta attorno agli obiettivi strategici. Scrive, Guido Olimpio, Corriere della Sera. A pagina 12, la determinazione sottolineata dagli annunci pubblici non rappresenta solo una contromisura scontata, infatti deve servire a rintuzzare eventuali polemico critiche interne. In passato gli omicidi mirati, ad esempio quello che è costato la vita al numero uno del programma nucleare o Shen fa Krizia tè avevano scatenato polemiche. Alcuni esponenti avevano denunciato le carenze nella protezione delle personalità e la facilità con la quale il Mossad
Aveva piazzato le proprie pedine in settori chiave
E il secondo fronte aperto dalle autorità, ha riguardato il il vasto schieramento dell'opposizione, un cartello sotto il quale sono finiti dimostranti non organizzati e quelli invece parte di movimenti. I tribunali iraniani hanno processato persone che hanno partecipato alle proteste popolari dello scorso inverno, dimostranti Bol lati come vandali accusati di aver attaccato la polizia, sedi ufficiali target politici, intensa la campagna contro le minoranze dai curdi agli arabi sospettati di essere la quinta colonna del Mossad e della Cia ma anche di qualche servizio del Golfo. Sabato mattina l'agenzia Fars ha annunciato lo smantellamento di un network delle province del Kurdistan e del Kermanshah con la cattura di oltre 250 contro rivoluzionari. Così sono stati definiti. Secondo le fonti ufficiose, erano pronti a passare all'azione con il sostegno degli Stati Uniti e dei sionisti
Conclude così l'articolo Olimpio, la stretta sul Paese risponde ad esigenze diverse, serve da ammonimento, punisce chi si è ribellato, toglie ossigeno a coloro che pensano di sollevarsi ancora e ciò avviene in un Iran sotto assedio che prova a dettare condizioni, ma deve evitare altre conseguenze negative mentre i suoi dirigenti hanno visioni non uniformi allora la repressione diventa uno strumento indispensabile per rinforzare la corazza e prevenire crepe.
Abbiamo letto quasi integralmente, questo
Articolo perché dedicare attenzione
Nel giorno diciamo giorno dopo, nel giorno in cui si leggono le notizie su la festa della Liberazione,
Dedicare attenzione a un regime come quello iraniano è importante e alla constatazione che.
è in corso come conseguenza.
Del della guerra è in corso una stretta sul Paese, le le condanne a morte.
Che ha che?
Si infittiscono con i bersagli indicati dall'articolo di Libero e?
La caccia alle spie e ai traditori del regime sotto assedio, che inasprisce la repressione nell'articolo di Guido.
Di Guido Olimpio.
E questo è da tenere presente anche.
Anche nella affrontare la connessione tra contesto internazionale contesto nazionale e facciamo di nuovo un passaggio sul 25 aprile.
Perché Marius e che sul libero scrive non è il fascismo degli antifascisti di cui parlavano, Pierpaolo Pasolini, Leonardo, Sciascia è qualcosa di nuovo, multiforme e pervasivo, un'operazione in avanzato stato di decomposizione, della nostra civiltà, che gode della complicità macabra dei media, degli elettori,
Intellettuali pensosi che credono di guidare il carro della Vittoria solo perché ne succhiano il sangue annidati nella criniera del cavallo, l'unica cosa che sta galoppando è l'antisemitismo, l'esaltazione dei tagliagole, la propaganda di Tele Teheran sui notiziari dove i pasdaran solo è diventato una fronte, una fonte, una fonte e non una gang di assassini e bugiardi e la corsa di una carovana di vampiri che fa il tifo senza vergogna per l'impossibile sconfitta degli Stati Uniti e di Israele tratta come passi il leader di nazioni che devono agire per non svegliarsi nell'inverno nucleare.
I nuovi Chierici in dottrina, non masse, ignoranti pronte a far festa per ogni ebreo sgozzato, per ogni democratico impiccato, però, gli dissidente fucilato sono gli orfani di Sinwar, il macellaio di Khan Yunis, solo le vedove dell'ayatollah Khamenei sorelle, Meyer, io Maio, retti maturo i servi sciocchi di Putin e Xi Jinping sono i lupi mannari che si nutrono di cadaveri nel cimitero delle idee e minacciano le pochi, le poche menti lucide sfuggite all'ipnosi collettiva. Le parole di Sechi sul libro sono durissime. Forse però una riflessione
Di perché certamente le la pervasività in un Paese come il nostro di tentazioni o di idee.
O anche di un tifo apertamente antioccidentale e antidemocratico.
È parte della storia del nostro Paese e anche di una certa intellettualità, ma anche se chi si dovrà porre il problema, se la strategia in atto da parte degli Stati Uniti d'America, di Donald Trump e di Israele di Benjamin Netanyahu non stia piuttosto aggravando e rafforzando queste,
Questo fenomeno, che?
Se chi stesso intende denunciare e denuncia con tanta veemenza il problema.
O uno dei problemi, mi pare francamente sia questo è citato Putin e Xi Jinping, ecco come sta, per esempio, come sta reagendo la Cina ha tutto quello che sta accadendo, prendiamo Carey Brown, direttore dell'Aou China Institute, la Cina alla finestra per sfruttare le debolezze USA.
E cosa dice questo analista, ah ah, Rita Fatiguso, Sole 24 ore a pagina 2?
Per ragioni culturali, i cinesi non amano scendere nell'arena con i metodi tipici degli Stati Uniti, c'è un fattore da considerare l'America e culturalmente divisa. Ci sono enormi lotte intestine, il rischio latente di una guerra civile. La Cina pers percepisce che l'America, e culturalmente molto divisa all'interno, al contrario della Cina che non lo è e quindi vede tutto ciò come un vantaggio, penso che i cinesi credono di avere investito in grandi infrastrutture sul lungo periodo cosa che in America non ha fatto. Quindi hanno un vantaggio e anche in termini di capitale umano hanno il più alto livello di laureati in materie scientifiche. Un gran numero di cervelli formati all'estero che ritorna in Cina. Ciò che non vogliono entrare in conflitto con questa America sanno che è più forte militarmente, ma per cultura e tecnologia la Cina sta diventando più competitiva, quindi Pechino sta seduto a guardare dove va a parare
Un'America così irritata e il rischio molto concreto che sta ormai diventando qualcosa di più di un rischio è che.
Appunto, i nemici espliciti dell'Occidente, della democrazia e dello stato di diritto.
Escano
Sempre più rafforzate.
Dalla politica decisa e attuata proprio da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
In qualche modo si trova eco di tutto ciò nella articolo di Massimo Nava.
Sul Corriere, che la definisce strategia del boomerang, gli autogol, le mosse del presidente USA hanno prodotto effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati, e sono tanti gli esempi fatti i risultati elettorali dal Canada all'Australia più recentemente all'Ungheria, che vanno contro.
Le.
Le mosse.
Di Trump, ma prendiamo questo il pezzo sull'Iran. La decisione di attaccare l'Iran mirava a mettere fine al programma nucleare di Teheran, provocare un cambio di regime e azzerarne la nefasta influenza nella regione, e di fatto il regime non è caduto. Probabilmente si è ricompattato il programma nucleare, è tuttora in atto il blocco dello stretto di Hormuz, ammesso almeno temporaneamente, l'Iran nella condizione di player mondiale, con formidabili forme di ricatto e lucrosi balzelli sulle rotte dell'energia e dei commerci. Se otterrà anche la fine delle sanzioni e i danni di guerra, il disastro dell'avventura Trump sarà completo. Ecco, questo ovviamente magari non andrà così, ma
L'idea che possa andare proprio.
Nella direzione opposta a quella che, in nome dell'Occidente dei e dei nostri valori, eccetera, eccetera.
Per esempio è secchi, auspica sul libro, è una possibilità concreta Rampini sul Corriere, descrive la nuova dottrina della forza, si cita qui Mike Lions, che ha spiegato sul Wall Street Journal la sua tesi e qual è la tesi del Wall Street Journal questa è la prima operazione americana su larga scala da una generazione a questa parte ad abbandonare la gestione misurata dell'escalation e la risposta proporzionata, sostituendola con una forza schiacciante impiegata fin dall'inizio. La dottrina dell'escalation, controllata con il suo approccio colpo su colpo, è stata accantonata e quindi non semplicemente diciamo un comportamento, una strategia per questo conflitto, ma una nuova, una totalmente nuova dottrina militare, e questa è la tesi, c'è una questione
Molto importante che riguarda,
I Paesi arabi e qui troviamo un elemento, se vogliamo un po'in controtendenza.
C'è attenzione sul tema del delle minacce.
Sul sul
Sulla punizione di alcuni Paesi che non hanno collaborato.
Con l'esercito americano, in particolare, la Spagna, finisce nel mirino, con ipotesi di un'impossibile espulsione dalla NATO, che evidentemente segnerebbe.
Segnerebbe in realtà.
Una disintegrazione.
Della NATO, secondo Walter Russell Mead, che è un politologo intervistato dal Corriere della Sera, il presidente Trump potrebbe chiedere il sì del Congresso alla guerra, così aumenterebbe il suo potere e c'è una riflessione abbastanza in controtendenza di questo Walter Russell Mead.
Penso che, dietro le quinte, il messaggio che Trump sta ricevendo dal Golfo è mantiene la rotta, fai di più e ovviamente sappiamo come la pensano gli israeliani, penso che le forze che spingono Trump a restare coinvolto nel Golfo e ottenere quella che i suoi alleati ritengono una risposta a loro favorevole e un po'più forte di quello che suggeriscono molti opinionisti,
Sì, secondo questo esperto, in realtà i Paesi del Golfo spingono.
Trump alla alla linea dura nei paesi del golfo del Golfo, non tutte le posizioni.
Si equivalgono, ed è un'altra cosa magari di dettaglio, ma da rilevare quella per esempio che.
Abdul Kalanke Abdullah politologo emiratino quindi degli Emirati Arabi le le sue riflessioni perché?
Dice
Laurea Lucchini,
Gli fa notare, lei ha dichiarato recentemente che bisogna ripensare la presenza delle basi militari americane, può chiarire?
Lui risponde, non ho messo in discussione il rapporto strategico con gli Stati Uniti, tuttavia, se si osservano gli Emirati, non esistono basi militari statunitensi nel senso stretto, ma piuttosto installazioni militari. Le basi militari sono in Qatar, in Kuwait, ma ciò che abbiamo noi sono installazioni USA dentro basi emiratine. Durante gli attacchi abbiamo osservato che gli USA avevano ritirato tutti i loro soldati dalle basi non hanno difeso dunque gli Emirati. Ci siamo difesi da soli. Ciononostante, la presenza di installazioni USA è stata la scusa principale per gli attacchi, dunque ho suggerito che si possa ripensare la loro presenza. È chiaro che una linea del genere
è l'opposto di quello che abbiamo appena letto nell'altra intervista, non solo.
Non spingere.
Gli americani sulla linea dura, ma rivedere proprio il rapporto.
E addirittura la presenza militare degli americani, ovviamente facendo differenza tra.
Tra paesi e paesi c'è tutto l'aspetto tra paesi e paesi all'interno del mondo del mondo arabo, c'è tutto l'aspetto dell'energia e qui.
Una questione che riguarda.
Il il, la gestione della della crisi energetica da parte del Governo Meloni.
La troviamo sul Fatto Quotidiano.
E fa notare una cosa che che forse è sfuggita ai più, almeno leggendo quello che si è trovato sui giornali, giovedì il governo ha fatto approvare in commissione Ambiente al Senato un emendamento al decreto Infrastrutture per semplificare la procedura per potenziare i gasdotti che collegano l'Italia con l'estero firmata dai due relatori di maggioranza della Lega di Forza Italia. Introduce una forma di semplificazione per rendere più rapidi i tempi, per realizzare le nuove infrastrutture e ampliando la capacità di importare gas. Fin qui, si potrebbe dire va bene, ma se si rendono
Più rapidi i tempi nel mezzo di una crisi come questa possiamo essere tutti contenti, in particolare viene introdotta una deroga specifica rispetto alle regole ordinarie per questi interventi non possono essere introdotte nuove forme di compensazione e di riequilibrio territoriale previste per gli impianti dichiarati di interesse strategico generale tutto questo solo se viene accertato dalla Commissione sulla valutazione impatto ambientale che il nuovo intervento non comporti un peggioramento dell'impatto ambientale rispetto alle condizioni attuali.
E quindi il titolo è Meloni, elimina i vincoli con la scappatoia della crisi iraniana sulle deroghe ambientali.
Questo ci porta alla situazione economica e poi al dibattito politico, alla situazione economica anche nel post.
Vertice europeo, Consiglio europeo e
Prendiamo due titoli su Repubblica sul giornale macro spinge sugli eurobond l'asse con la Grecia, egli anti falchi, e qui ha buon gioco.
Il giornale per titolare così macro appoggia la linea Giorgetti.
Il presidente francese e lotteremo per trovare nuove risorse al bilancio europeo, il capo dell'Eliseo ribadisce la necessità di debito comune di allungare le scadenze per restituire i prestiti del PNRR, investiamo insieme emettendo titoli ricercati sul mercato, la
Annosa questione degli eurobond e qui forse conviene andare a vedere.
L'intervista a Lorenzo Bini Smaghi economista, ex componente del board della Banca centrale europea.
Che fa chiarezza, o almeno comunque distingue
In modo utile il tema eurobond da quello del bilancio dell'Unione europea e intervistato da Eugenio Occorsio finché le politiche di bilancio sono nelle mani dei Paesi membri, c'è ben poco che l'Unione possa fare l'unica strada sarebbe fare più debito comune, cioè gli eurobond, ma in questo caso si devono dedicare più risorse al bilancio comunitario cosa che nessun Paese vuol fare nemmeno l'Italia.
Scaricare sull'Europa le proprie inefficienze è uno sport diffuso, non solo nel nostro Paese c'è il pericolo che chi vuole debito comune, pur spiegando come intende gestirlo, finisca con l'usarlo per sovvenzionare i consumi e non per cercare lo spazio necessario del bilancio comunitario, peraltro incentivi per chi usa energia rinnovabile ci sono già,
E poi la domanda quanto al Patto di stabilità, serve più elasticità, come per esempio abbonarsi lo 0 1% che ci separa dalla Serie A domanda occorsi su Repubblica, pagina 8 risponde Bini Smaghi, il patto è stato rivisto ed è entrato in vigore nel 2024, la modifica mirava a consentire gradualità e flessibilità soprattutto nella riduzione del debito l'applicazione in maniera rigorosa ha consentito all'Italia di ridurre lo spread negli ultimi due anni.
Chiedere di cambiarlo rischia di far perdere credibilità a chi l'aveva sottoscritto, in primis il nostro Paese, in un momento in cui bisogna stare attenti a creare ulteriori preoccupazioni sui mercati finanziari già abbastanza tesi, e quindi, alla luce di questa intervista, si può,
Leggere anche l'articolo a fianco di Lorenzo del ciclo, sempre su Repubblica, stop al patto di stabilità, la premier Meloni insiste vuole il voto in Parlamento, la risoluzione sarà in aula giovedì sintonia con Parigi.
E il documento di Flathead di Fratelli d'Italia, secondo il quale si può attivare la clausola nazionale, e c'è anche l'intervista a Nicola Procaccini, co-presidente di Fratelli d'Italia, dei conservatori a Strasburgo.
Il summit a Cipro non siamo soddisfatti sia in Europa vincono i rigoristi, temo i rischi del ritorno dell'austerity.
Il rigore di per sé non è sbagliato come principio, il problema è che oggi rischia di essere anticiclico, c'è da dare un boost all'economia, allentare i vincoli è ragionevole e quindi, da una parte,
Nell'intervista a Bini Smaghi sì.
Fa notare come ci sia un grosso rischio è quello di perdere credibilità.
E dall'altra, invece, Nicola Procaccini
Che rivendica la ragionevolezza.
Del alle aree del allentare.
I vincoli.
Cos'è rimasto dell'asse commerce? Oggi il governo gioca di sponda con il socialista Sanchez e Procaccini, risponde su incontri, c'è una frattura che non è quella classica a destra e a sinistra, ma di filosofia economica, da un lato i rigoristi, per cui l'aspetto più importante non è la crescita ma i vincoli di bilancio, dall'altro lato, chi spinge per la crescita, appunto, oggi stanno prevalendo i rigoristi, come la Germania, ma l'atteggiamento del governo e fare gli interessi italiani per Meloni è un principio di politica estera irrinunciabili. In questo senso, la distanza con la Germania oggi è
Normale
Questo, tra l'altro, quanto sostenuto da Procaccini il i rischi.
La miopia la chiama Ferruccio de Bortoli, la miopia italiana sulle spese.
E, tra l'altro nota De Bortoli, stupisce che sia pressoché assente nel dibattito pubblico alla discussione sulla quantità e, soprattutto, sulla qualità della spesa pubblica.
E questo è un tema, è un tema ricorrente, è una convinzione che unisce ormai partiti e categorie, ovvero che non vi sia più alcun limite reale di bilancio e ogni regola prudenza sia l'altra faccia della pavidità politica, la necessità, dunque,
Le necessità dunque, tra le quali quelle purtroppo del riarmo, hanno sempre la precedenza sull'equilibrio dei conti, possiamo permettercelo ancora a lungo, no, risponde De Bortoli, sarebbe onesto dirlo alle famiglie italiane che sono le meno indebitate rispetto al reddito in Europa sì, l'ipotesi di fare nuovo debito anche rompendo unilateralmente la disciplina europea è una suggestione bipartisan ne vede persino d'accordo la Confindustria e la e la Cgil.
E la storia del decennio scorso non insegna nulla, si dà correttamente la colpa agli effetti imprevisti del 110% e dei vari bonus edilizi, uno scandalo repubblicano che ha degli autori ancora incredibilmente orgogliosi di averlo inventato, e molti complici e beneficiari che oggi fanno finta.
Di nulla.
E fa notare poi, Ferruccio de Bortoli che l'Italia è cresciuta negli ultimi vent'anni, meno di chiunque al mondo, e qui si può aprire e si potrebbe aprire il solito dibattito fondamentale, ma senza poi.
Che porti a qualcosa sul tema della perdita di competitività, di produttività di come l'economia.
Non sia solo un tema di spesa pubblica e di aumento del debito che poi, prima o poi bisogna ripagare, ma ci siano anche altre questioni, le mitologiche riforme delle quali però conviene.
Parlare sempre meno come interviste politiche oggi ci sono anche quelle a Arianna, Meloni.
La fase due del governo andremo avanti con determinazione fino all'ultimo giorno di legislatura, mettendo a terra quel programma per il quale gli italiani ci hanno votato.
Abbiamo appena varato un Piano casa, continueremo con serietà.
Il nostro lavoro si faceva una rivendicazione su tutta la linea.
Abbiamo teso la mano all'opposizione.
Più volte.
Soprattutto su temi di natura sociale ed etica, anche quando si è trattato di scrivere leggi di grande rilievo per la sicurezza e la giustizia, un'apertura che le opposizioni non hanno quasi mai colto, preferendo arroccarsi su posizioni ideologiche talvolta anche anacronistiche e fuori contesto. Ne hanno dato un esempio i parlamentari che si sono messi a cantare Bella ciao durante il dibattito sul decreto sicurezza, tra le molte misure varate per garantire i rimpatri. Questa era una normativa peraltro nata in seno a quell'Europa, che l'opposizione riconosce solo quando le fa comodo. Ormai per la sinistra la bandiera dell'antifascismo è diventata come la coperta di Linus certi personaggi. Ci si rifugiano dentro ogni volta che non trovano argomenti sensati per fare opposizione e succede spesso
Sono ormai, ma non si rendono conto di fare un torto a chi davvero ha combattuto per la libertà, torna il.
25 aprile.
Sul.
Temi europei, terremo la linea degli interessi dell'Italia.
Da sul sul decreto sicurezza.
Vediamo anche le critiche e è forse la questione più interessante la troviamo con l'intervista a Gherardo Colombo.
Pagina 20 di Repubblica, dottor Colombo, propone Conchita, Sannino, partiamo dalle norme sul fermo preventivo sulla Francia sulla flagranza differita, che ne pensa, credo che entrambe le misure abbiano notevoli problemi di compatibilità con la Costituzione.
La nostra Carta dedica una speciale attenzione alla tutela della libertà personale e infatti le limitazioni sono disposte con atto motivato dell'autorità giudiziaria nei soli casi previsti dalla legge e soltanto in casi di necessità e urgenza permette che l'iniziativa sia presa dalle forze dell'ordine.
Con l'obbligo di rapidissima ratifica da parte del magistrato,
Pesano poi i timori di Alleanza per una pena costituzionale, la stretta aggrava la sofferenza in carcere e condivide.
Sì, il continuo ricorso a nuovi reati all'aggravamento delle pene, a come naturale conseguenza, l'aumento del sovraffollamento, che rende i penitenziari invivibili, la Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e aggiunge,
Devono tendere alla rieducazione. C'è allarme anche per le operazioni sotto copertura. Consentite d'ora in poi alla polizia penitenziaria è infondato. Risponde Gherardo Colombo, ma lei si immagina che clima si instaurerà nelle carceri con l'infiltrazione di agenti sotto copertura abilitati non solo a fare l'impossibile per scoprire i reati già commessi, ma anche a promuovere la commissione dei nuovi. Insomma, una polveriera domanda Sannino, ma chi ha votato il decreto e la sua conversione? Davvero pensa che tali misure non provochino l'aggravarsi della recidiva? Mi domando gli importa alla sicurezza dei cittadini o hanno l'esclusivo interesse a far salta, a far stare male chi ha commesso o si pensa che abbia commesso che potrebbe commettere. Se guardiamo al fermo un reato, mi chiedo anche che fine abbiano fatto le componenti garantiste della compagine
Governativa
Le.
Componenti garantiste e l'idea di cancellare di fatto il gratuito patrocinio dello Stato per coloro che non vogliono tornare nel Paese d'origine, se è così, dobbiamo rileggere ancora la Costituzione articolo 24 sono assicurati ai non abbienti.
I mezzi per agire e difendersi
Davanti a ogni giurisdizione, mi viene il dubbio che si voglia cercare di avere mano libera prima che possano intervenire la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti.
Dell'uomo e.
Aggiungiamo.
Così aggiorniamo una cosa sulla quale ci è caduto l'occhio sul libro, ma anche sulla Sicilia quotidiano, la Sicilia, dove ora mi trovo niente libri per l'anarchico al 41 bis.
A proposito della del di ciò che dice la Costituzione per la finalità della pena, ecco qua un romanzo gotico.
Come l'incubo di chill house di Charly Jackson, un libro sull'eresia, come gli altri figli di Dio, di Kathrine Nixel, un cd di un gruppo punk rock, come le Lamberini girls, sono alcune delle richieste avanzate dall'anarchico Alfredo Cospito detenuto al 41 bis nel carcere di Cagliari insieme ad altri volumi, il Tribunale di sorveglianza di Sassari aveva autorizzato la consegna del materiale, accogliendo il reclamo del cinquantottenne e ordinando alla casa circondariale di consentire l'acquisto dei cinque libri del CT contro questa decisione hanno però presentato ricorso in Cassazione. Il Dipartimento per l'amministrazione della penitenziaria e il ministero della Giustizia
Sospendendo di fatto la consegna in attesa della decisione Cospito, non può leggere i libri né ascoltare la musica richiesta.
Siamo tutti più sicuri.
Oppure no, per il fatto che?
Cospito non può leggere quei quattro libri e ascoltare quel cd.
Altra intervista politiche a pagina.
Luca Ciriani.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento Corriere della Sera, a pagina 19, il caos sul decreto sicurezza, responsabilità anche dell'opposizione che non ci ha permesso una seconda, una seconda lettura.
Il ruolo di Giorgia Meloni che non è stata ascoltata in Europa e con rapporti a dir poco fredda, dicono con Trump dimostra, secondo Ciriani, quanto sia cresciuto il nostro standing.
Poi, cos'altro dice?
Ciriani sul 25 aprile, è una festa che non va strumentalizzata, la stessa premier ha ribadito con forza che per noi il fascismo è stata oppressione dei valori democratici e di libertà, non dovremo più dividerci su questi temi, è antistorico.
E poi i referendum sulla giustizia è stata un'occasione persa lo sforamento
Va visto in un contesto in cui siamo passati da un deficit dell'8 e 1 al 3 1%, un lavoro enorme.
E sull'Europa sarebbe miope non vedere che si sta avvicinando una tempesta finanziaria ed economica che significa dire che, siccome non siamo in recessione, non si deve toccare il Patto di stabilità che significa dirlo è von der Leyen che l'ha detto e quindi Ciriani in aperta polemica indiretta non la menziona ma sua con Ursula von der Leyen è come sostenere che non si curano la polmonite finché non si finisce in Terapia intensiva sappiamo bene quanto pesi il debito è uno scostamento non verrebbe di certo fatto con leggerezza.
Invece che farete con premierato e legge elettorale, speriamo di terminare la doppia lettura del premierato a breve, perché per noi è l'altro pilastro che può garantire stabilità insieme alla legge elettorale, e su questa vorrei sapere dalla sinistra specialmente il Pd cosa vogliono fare hanno una proposta,
Se vogliono la palude dei governi tecnici o di larghe intese che si avrebbero con l'attuale legge, allora è inutile fare le primarie, perché comunque non sarebbe nessuno di loro a governare, spero non sia vero che vogliono lasciare a noi il compito di fare una legge senza metterci la faccia per poi godere del risultato che la legge assicura,
E se il quadro cambiasse, magari in Forza Italia, con la discesa in campo di uno dei figli di Berlusconi, non ho idea di cosa vogliono fare loro, ma so che il padre creò il centrodestra e noi di Fratelli d'Italia saremo sempre fedeli a quella forma è sempre alternativi alla sinistra qualunque siano le scelte altrui.
Questo dibattito sulla legge elettorale che rimane.
Rimane sempre sottotraccia e ancora le carte non sono del tutto scoperte, si crea l'acronimo Pdp, il partito del pareggio, e se ne parla da tempo in varie forme. Oggi ne scrive, Giuseppe Alberto Falci sul giornale. A pagina 7 il Pd diventa Pdp, partito del pareggio che trama per un governo senza i leader d'Alema, Prodi, Veltroni e Franceschini lavorano per evitare le primarie e allargare al centro il tutto ciò si incrocia con la partita per il Quirinale e, insomma, il sono le idee che abbiamo trovato nella stessa intervista a Ciriani, dopodiché ci sono tanti modi per
Per evitare la palude, il modo è quello di un premio di maggioranza monstre.
E di un Parlamento sempre più sottoposto al all'esecutivo e al governo e un modo alternativo e sarebbe.
La direzione, diciamo, la strada anglosassone, ma questa ormai non è più nemmeno nominalmente all'ordine del giorno rimangono.
Sì e le primarie, come è fatto di.
Agitazione e Propaganda, selezione della.
Selezione della classe dirigente, ma non come modello istituzionale e sul tema delle primarie si inserisce.
Il Fatto Quotidiano.
Che prende di mira Salis, con?
La il titolo in prima pagina, la sindaca di Genova, la nuova politica Salis piazza Amici e trombati, Modello Genova, riciclati, Pd, compagne di scuola e finanziatori.
C'è anche il nomignolo che dalle parti del Fatto Quotidiano è un una pratica sistematica, la Gattopardo e le nomine lottizzate, musei, teatri e aziende, trasporti e rifiuti.
E andiamo a vedere poi nelle pagine interne sono due pagine di inchiesta giornalistica su new Genova, poltrone, ad amici e trombati, l'intervista va a Stefano Patuanelli, vicepresidente del.
Movimento 5 Stelle sul 25 aprile la linea è chiara, come ha detto Giuseppe Conte, noi non diamo patenti di fascismo, antifascismo, ma Giorgia Meloni dovrebbe passare dalle parole ai fatti e sulle primarie, le ritengo inevitabili, così la pensa.
L'Ars, la pensa Patuanelli.
Perdiamo anche altre risposte. La Brigata ebraica è stata oggetto di durissime contestazioni nella manifestazione di Milano, venendo poi esclusa dal corteo che ne pensa,
Luca De Carolis chiede al vicepresidente dei 5 Stelle Stefano Patuanelli che risponde
Il 25 aprile deve essere una festa da celebrare assieme fatta per unire questo non ci fa dimenticare le colpe del governo israeliano e del criminale Netanyahu, questa è la risposta
E poi?
Veniamo al centrosinistra sulla stampa d'Alema ha detto di non essere convinto della necessità delle primarie.
Mi fa un po'specie che i dubbi sulle primarie arrivino dalla parte politica che le ha sempre proposte, certo, è perfettamente lecito che non tutti siano concordi sul farle, è lecito
Ma siamo in una politica, ma siamo in una politica dove vige anche la contrapposizione tra leader e i progressisti devono scegliere quello che incarnerà il programma, non vedo alternative alle primarie per farlo.
E quindi?
Non sarà così semplice sulla politica estera in questi giorni Conte Elly Schlein hanno detto due cose opposte sul ricorso al gas russo e Patronelli risponde, ma io allargherei un po'lo sguardo la settima scorsa Schlein è stata la convention dei socialisti a Barcellona e la Spagna è il Paese europeo che acquista più gas dalla Russia ma ciò non le impedisce di avere una visione comune con il primo ministro socialista,
Pedro Sanchez
E questo, tra l'altro.
Patuanelli intervistato sul,
Sul Fatto Quotidiano.
Nei giornali troviamo anche un nuovo scandalo sul sulla serie A arbitri.
Però ecco
Calciopoli 2,
Il titola il fatto sul quale restiamo in realtà per un'altra questione della quale?
Non avevamo che non avevamo notato, c'è quella di una campagna referendaria in Basilicata,
E allora andiamo a prendere appunto il Fatto Quotidiano a pagina 7, leo amato.
Un muro di emendamenti a firma dei capigruppo Fratelli d'Italia Lega in Consiglio regionale per paralizzare la campagna referendaria contro i nuovi mini vitalizi, provando a salvare almeno i loro e quelli degli altri consiglieri in carica accade accade in Basilicata.
Dove il centrodestra guidato da Vito Bardi non sta lasciando nulla di intentato neanche ricorso all'ostruzionismo consiliare per evitare un'altra batosta come quella sulla giustizia, tanto più che a rimetterci questa volta non sarebbero dei semplici cittadini, ma i suoi stessi rappresentanti all'interno del Parlamento lucano.
Tutto inizia a dicembre dell'anno scorso, con l'introduzione della nuova pensioncina per dialetti dell'assise regionale, risultato rivolta popolare, 30.000 firme sotto una petizione in rete per cancellare tutto e l'avvio di una campagna per l'indizione del primo referendum, abrogativo regionale della storia.
E per avere per avviare la raccolta delle 5.000 firme necessarie all'indizione della consultazione.
La Consulta di garanzia statutaria ha chiesto la preventiva approvazione di un regolamento sugli istituti di partecipazione popolare prevista dalla Carta e mai attuati
E perché sto indugiando così tanto su una vicenda così specifiche, locale, perché in realtà è e regola in molte parti d'Italia, nelle regioni, nei comuni, i diritti di partecipazione popolare che esistono sulla carta, ma in assenza di specifici regolamenti non si possono davvero attivare.
Raccolte firme e proposte di iniziativa,
Di iniziativa popolare non vado oltre, ma notiamo e teniamo d'occhio quindi ciò che sta accadendo in Basilicata, che riguardano non solo il tema oggetto dell'iniziativa, ma anche la reale praticabilità delle forme di partecipazione.
Di partecipazione.
Popolare di partecipazione civica, prove di democrazia a Gaza, primo voto, dopo vent'anni le elezioni comunali nella Striscia e in Cisgiordania.
è stata l'Autorità palestinese a volere che si votasse a Deir Al Balah, in contemporanea con la Cisgiordania, tentativo di dimostrare l'unità nazionale e sottolineare che Gaza è parte integrante del sistema politico palestinese, Hamas che ha governato Gaza, vent'anni ha condotto gli attacchi del 7 ottobre, non ha partecipato alla competizione rifiutando di firmare i documenti di iscrizione alle liste che impegnavano i candidati a sostenere i suoi accordi con Israele, compreso il riconoscimento dello Stato ebraico. Ciononostante, almeno una delle quattro liste composte da figure filo Hamas. I risultati serviranno dunque ad avere il polso, il polso degli umori della gente e questo tema è
Effettivamente da da notare, un'elezione voluta dalla Autorità palestinese. Hamas non partecipa,
E non direttamente, ma.
Perché, appunto per il rifiuto di sottoscrivere un documento che implica il riconoscimento dello Stato.
Ebraico e la questione non è certamente questione da poco sui temi dell'economia, ritorniamo
Un passo indietro perché c'è l'attivismo del
Presidente, visto che ci avviciniamo alla festa del lavoro.
E l'attivismo del presidente del CNEL Brunetta che
Siamo sul Corriere a pagina 32.
Che forse?
Una delle poche forze, diciamo così, di di di di proposte di innovazione e di cambiamento proprio sul tema dei contratti, dell'idea di introdurre un bollino blu per distinguere i contratti nazionali di lavoro buono da quelli cattivi, si è parlato in passato ma sempre rimanendo nel vago ora presidente del CNEL Brunetta chiarisce l'obiettivo dando anche un'idea dei tempi.
Nel giro di un anno potremmo arrivarci oggi i contatti sono oltre 1.000, come certifica, il rapporto annuale sulla contrattazione, approvato il 22 aprile al CNEL erano poco più di 400 nel 2010 secondo Brunetta, però la numerosità non è di per sé è un male perché tutti devono essere liberi di diventare soggetti della contrattazione, l'importante è conoscere il contenuto di ciascun contratto,
Poi il?
In questo bollino blu avremmo un doppio impatto, da una parte, incentivare i clienti e consumatori a scegliere chi paga in modo giusto e le persone dall'altra, fornire uno strumento al settore pubblico per premiare negli appalti chi è corretto in busta paga, Rita Querzè l'articolo è a pagina 32 del
Corriere, per quanto riguarda di nuovo la politica internazionale che ci avviciniamo, al a parlare dei quarant'anni di Chernobyl, parlando però della cronaca bellica.
Che
Passa in secondo piano da.
Sicuramente dai 55 giorni trascorsi dall'attacco militare israelo americano al all'Iran, e la cronaca è quella della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina.
Attacchi russi e ucraini nella notte tra venerdì e sabato o no ha causato diverse vittime, mentre la Romania ha protestato ufficialmente con Mosca perché i suoi droni sono caduti sul suo territorio, intanto in visita in Azerbaijan e il Presidente Zelensky si dice pronto a negoziare con Mosca le forze armate russe hanno preso di mira soprattutto la città ucraina di Dnipro, dove hanno ucciso almeno cinque persone e ne hanno ferite 46.
Raitano, colpito anche Odessa, facendo due morti sul fronte opposto, una donna è stato ucciso, un uomo è rimasto gravemente ferito in un attacco di droni ucraini nella regione russa di confine di Belgorod, sempre secondo i funzionari locali, siamo a pagina 11 del
Sole.
Del Sole 24 ore, l'articolo di Roberto Esposito, credo dal iniziale.
Cernobyl.
Vent'anni dopo.
Il 26 aprile di 40 anni fa il cielo ai confini dell'odierna Ucraina si illuminò un test di sicurezza presso la centrale nucleare di Chernobyl fece esplodere il reattore numero 4 proiettando una nube radioattiva su tutta l'Europa le autorità Soviet sovietiche tacquero per giorni, esponendo migliaia di persone al peggior disastro tecnologico del ventesimo secolo quattro mesi dopo Svetlana Aleksievic s'immerse nell'abisso della zona di esclusione intorno alla Centrale e si trovò davanti a un mondo,
Inesplorato 11 anni dopo raccolse le voci dei protagonisti della devastante tragedia nel libro polifonico Preghiera per Cernobyl.
Eh eh intervistata.
Aleksievic, Svetlana, Aleksievic bielorussa, e che nel frattempo è Nobel diventata Nobel per la letteratura sì.
Approfondisce l'incidente la storia e il significato di quella di questa intervista, a pagina 19 di Repubblica, selezioniamo
I commenti di Aleksievic sull'oggi e sulla Russia di oggi, una parte del popolo tace, perché è pericoloso e dire la verità, ma un'altra parte è stata corrotta da Putin e va in Ucraina a fare la guerra ad ammazzare perché viene pagata Rosalba Castelletti le domanda di chi è la colpa di Putin, che ha corrotto il popolo o del popolo che si è lasciato corrompere,
I dittatori cercano sempre di coinvolgere più gente possibile nelle loro. Le nefandezze di rendere i loro popoli complici risponde Aleksievic per farlo, corrompono intimidiscono, reprimono lo vedo nella mia patria, la Bielorussia e Russia, ma condivido il parere di Anna Rent che invitava a non accettare la responsabilità collettiva perché ciascuno è responsabile di quello che ha fatto e di come ha vissuto. Capisco però chi tace, pur consapevole di quel che accade in Russia e in Russia,
Rischi anni di carcere,
Finiamo con.
Con i vostri come come battuta si dice.
Una cosa forse recente dell'ultimi anni, ci meritiamo l'estinzione a chissà da chi,
è partita questa.
Questa battuta, allora?
Prendiamo Luca Mercalli sul Fatto Quotidiano.
Per non irritare il presidente turbo negazionista Trump al G7 Ambiente svoltasi a Parigi giovedì, venerdì, si è scelto di non toccare temi climatici pur di salvaguardare l'unità del forum intergovernativo.
Ricatti e debolezze politiche che pagheremo cari, scrive
Mercalli
Ma se un forum intergovernativo per restare unito?
Se il prezzo da pagare e non trattare temi del genere, qual è il valore di questo forum intergovernativo e questa la la domanda, e allora andiamo con l'estinzione Telmo Pievani che intervista il paleontologo Erri Guizhou, la lettura,
Il supplemento letterario del Corriere della Sera,
Ci siamo diffusi ovunque e abbiamo cominciato a piegare gli ecosistemi alle nostre esigenze, parliamo dell'evoluzione della specie umana, siamo diventati essere consapevoli con una forte propensione a distruggere e lì è partito il piano inclinato verso la nostra estinzione, che arriverà al massimo tra 10.000 anni a meno che non si inizia a lavorare per una fuga verso altri pianeti entro i prossimi due secoli dopo sarà troppo tardi e poi spiega più nel dettaglio c c
Come dire, ci fermiamo alla alla dichiarazione che colpisce di più e poi le definisce il riscaldamento globale, un elefante nella stanza, eppure non è più una notizia da prima pagina, la negazione del pericolo è uno degli ingredienti del declino, non c'è dubbio,
E non c'è dubbio che il cambiamento climatico causato dalle attività umane sia una minaccia esistenziale e si manifesta attraverso una maggiore frequenza e intensità di tempeste e alluvioni e siccità, incendi boschivi estremi, tecnici ed termici anomali che a loro volta portano a un aumento dei conflitti e delle migrazioni i danni economici sono evidenti.
Io non sono certo uno di quelli che urlano e si divertono a manifestare con striscione, non è detto che chi manifesta con striscioni lo fa perché si diverte a farmaco, personalmente trovo termini come Antropocene una manifestazione di arroganza narcisistica evito termini come catastrofe, emergenza e crisi
Tutta questa isteria allontana le persone. Basta guardare le prove scientifiche, che sono fin troppo chiare, anche se non l'avete mai sentito parlare di Greta Thunberg. Chiedete a qualcuno del settore assicurativo dell'aumento dei costi per la protezione della vita e della proprietà seguite i soldi, il mitico follow the money e l'indicazione del paleontologo RG, autore del libro Storia di una.
Fece decadenza e caduta dell'impero umano intervistato da Telmo Piovani sulla lettura e con questa intervista chiudiamo qui la puntata di oggi di stampa e regime.
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