Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 27 minuti.
Rubrica
10:00
09:30
Oltre alla fruizione dei nostri file tramite il nuovo player Flash/Html5, sono disponibili i download dei file audio di Stampa e Regime, di tutte le Rubriche e dei Processi, oltre alla possibilità di scaricare i files della sezione Riascolta. Tutte le rubriche sono inoltre disponibili tramite il servizio Podcast. Come già avveniva in passato, dopo 3 settimane dalla creazione delle schede i files non saranno più scaricabili.
Buongiorno a tutti, insomma, sembra dai giornali di oggi.
Che la corona d'Inghilterra dei Guns riconquista, di fatto, le sue 13 colonie con buona pace di George Washington e soci praticarlo terzo negli Stati Uniti seduce praticamente l'intera società americana, persino Trump che si complimentano ai riportano i giornali.
Per la qualità dell'inglese del re
Insomma, è un, ma un elemento importante è perlomeno non gli ha chiesto, come ha fatto lo scorso anno al presidente della Liberia Boakai, dove lo ha imparato dimenticando o ignorando che la Liberia è un Paese anglofono, per tradizione siamo però a quel livello forse sembra ormai Trump sembra più un personaggio di Checco Zalone che uno dei protagonisti del secolo,
Comunque, sicuramente il senso del ridicolo e dell'autocontrollo Trump.
Non è che li abbia ben.
Chiari.
C'è tutto il senso del ridicolo, comunque cosa succede negli Stati Uniti un?
Un due elementi che vale la pena riprendere dai giornali di oggi.
Stanno litigando il vicepresidente Evans e Ocse dalla parabola dj Divan su l'uomo giusto nel posto sbagliato, ci racconta il dubbio, ma.
Ma anche il domani floppy Iran, Vance contro Ocse l'Opec perde i pezzi.
E questo conflitto fra vicepresidente responsabile di quello che ora si chiama il ministero della guerra americano è un po'un.
Il segnale che, al di là delle chiacchiere della propaganda, la guerra in Iran va male.
Altro notizia da segnalare, la troviamo su Repubblica.
Andiamo a pagina 12.
Perché la notizia è abbastanza significativa?
L'ambasciatrice americana a Kiev sbatte la porta Julie's Davis lascia l'incarico in dissenso, con le continue oscillazioni del presidente, il terzo caso in pochi anni con Trump ci racconta.
Affatto.
Non so chi sia, mi dispiace comunque con Trump alla casa Bianca.
Fare l'ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev è diventato un lavoro usurante al limite dell'isteria ed è infatti per questo motivo frustrazione da divergenze col presidente su un tema non proprio secondario, perché ha chiamato a svolgere quel ruolo il sostegno all'Ucraina che un altro diplomatico americano ci racconta a Repubblica rinuncia all'incarico e torna a casa Giulia Davis l'ambasciatrice facente funzioni lascia Kiev nelle prossime settimane. È una rivelazione del Financial Times secondo il quotidiano britannico la ragione dell'abbandono che arriva a meno di un anno dalla nomina
Va ricercata nella girandola di dichiarazioni del tycoon, spesso contraddittorie, quasi sempre più favorevoli a Putin, che ha Zelenskij e che di fatto rendono impossibile il lavoro a chi per missione deve tessere relazioni diplomatiche con le autorità ucraine in una fase così critica con la guerra da poco entrata nel quinto anno ed a Repubblica che lo segnala l'altra notizia ve lo accennavo prima gli Emirati,
Lasciano l'Opec, accusano di non averli difesi.
Contro l'Iran, gli Emirati lasciano l'Opec, l'Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio sono su Repubblica mai un po'su tutti i giornali e non ci ha protetto dall'Iran da rottura con l'Arabia Saudita, fa volare il prezzo del barile a 110 dollari.
Altre notizie dei giornali di oggi, che il 25 aprile continua non è un 25 aprile che non solo è fra i peggiori della storia italiana offrono nel peggiore, ma non riesce a concludersi oggi protagonista è Liliana Segre, vedremo anche fra gli opinionisti ci sono molti richiami vado sul Corriere,
Dove?
Liliana Segre che è protagonista con il ministro Piantedosi.
Adesso ci arriviamo.
Allora?
Avevamo insegnato pagina 2021, ma non è pagina 2021. Abbiamo segnato male, intanto.
Va be'lo, troveremo.
Più in là.
Allora?
Va be'ci, arriveremo.
Vi dicevo,
Sulla vicenda di Liliana Segre interverranno, lo vediamo fra gli opinionisti intervengono Mattia Feltri sulla Stampa Massimo Gramellini, sul Corriere Fabrizia Giuliani, ancora sulla stampa Ruben Della Rocca sul tempo Fabrizio Cicchitto, sul Riformista e i contenuti sono contenuti molto.
Molto difficili da.
Eccolo qua, scusate la pagina 16, ma edizione.
Eccolo qua, oggi il Corriere ci sta complicando un po'la vita.
Eccolo qua, scusate, ma.
E sarà Bettoni ormai ho quasi 96 anni e mi scrivono le cose che sentivano il 38, ma perché non muori Segre al Memoriale della Shoah Piantedosi, antisemitismo, fiume carsico e lo racconta appunto sarà Bettoni, la Commissione segue le audizioni dal mio tablet, la maggior parte delle persone adulte non capisce,
Fino in fondo, il perché dell'organismo sulla deportazione, mi ricordo il giorno in cui sono arrivata qui da prigioniera non possono notare quanto poi l'antisemitismo.
Sia stato sopito, non se ne parlava sempre dal Corriere, l'Osservatorio conta 605 segnalazioni d'odio, ci dice il sempre sarà Bettoni, il convegno sulle vittime di atti discriminatori, interviene il ministro Piantedosi, parla dell'antisemitismo come di un fiume carsico che ora riemerge dice il ministro vediamo che è qualcosa che sempre albergato nella parte peggiore dell'animo umano a insieme ad altre discriminazioni verso il prossimo che tende a riemergere,
Piantedosi riflette mi chiedo dov'era tutto quest'odio quando non esistevano i canali digitali di trasmissione.
E ancora a Roma sono stati esplosi i colpi con una pistola aria compressa a Milano, la Brigata ebraica è stata contestata e non ha sfilato, metto sullo stesso piano tutte le espressioni di violenza, di aggressione, di estremismo che si sono manifestate, commenta il ministro specificando ci sono buone probabilità di individuare chi ha sparato a Roma, in realtà i giornali lo danno giallo era stato ripreso dalle telecamere. Non è chiarissimo, però adesso io, leggendo il giornale questo c'è questo. Vi leggo
Se il fatto che il ministro degli Interni, da cui dipende la polizia?
Non spiega perché?
Non è stato tutelata chi manifestava a favore della Brigata ebraica o il professore bolognese con la bandiera dell'Ucraina
Insomma, se non lo fa, non lo spiega il ministro degli Interni e noi qualcosa ci chiediamo, c'erano una volta nella Prima Repubblica un ministro della sanità che ogni giorno attaccava pesantemente gli ospedali.
E la riflessione era, ma sei tu il ministro della Sanità da noi cosa vuoi comunque?
Andiamo avanti, allora vi dicevo.
Quindi, Liliana Segre.
C'è una cosa da segnalare molto.
Che a noi fa piacere, perché è un è un qualcosa che merita e si va su Repubblica da Francesco Merlo.
Francesco Merlo.
Perché c'è una lettera nella sua rubrica delle lettere in cui lui risponde una lettera di Mirella Parachini?
Appello per una targa Pannella in piazza Navona, piazza radicale e Mirella Parachini, scrive, caro Francesco.
Tu sai bene che piazza Navona è stata protagonista di tante battaglie di Marco Pannella.
Nasce da qui l'idea di una targa dedicata a lui in un contesto così Romano, quello che non mi aspettavo allo straordinario immediato riscontro continua, in cui tanti amici di Marco e miei hanno risposto all'appello indirizzato al Comune di Roma per deliberarne l'attuazione pochissimi giorni.
100 degli amici delle persone.
Che hanno aderito a questo appello, che comunque è ancora aperto, torna a leggere, vorrei approfittare anche della tua amicizia per ringraziare tutti per questa bellissima testimonianza e per renderla nota, che invece piacere di aggiungere la sua firma, l'indirizzo per aderire è Marco Pannella, piazza Navona tutto attaccato chiocciola gmail punto com,
Firmato Mirella Parachini, Francesco Merlo, risponde solo chi c'era può raccontare la Festa Italiana del divorzio in piazza Navona la notte del 12 maggio 1974, quando con il no all'abrogazione della legge Fortuna-Baslini l'Italia sconfisse l'Italia e fece il suo ingresso in quell'Europa che per noi era ancora un'altra Galassia per trovare una gioia popolare così grande scrivere, Francesco Merlo tutti per strada anche i solitari, bisogna andare al referendum del 46 e forse così va il mondo alla notte del 17 giugno 1970
Quando l'Italia batte la Germania 4 a 3 nella notte del divorzio e Marco Pannella, in piazza Navona, era l'angelo della storia e se guardate le immagini dell'Istituto Luce la Rai bigotta di Barnabei non mandò telecamere in piazza Navona, si capisce subito che Pannella era anche fisicamente diverso dagli altri grandi italiani presenti primo fra tutti,
Dal magnifico comunista libertario Umberto Terracini, Pannella, magro magro, scheletrico, Pinocchio, con il girocollo, aveva in quel tempo l'aria ambigua e modernissima dei bei maledetti del cinema americano e francese, la faccio angolare Montand, la forza espressiva di Gerrard Filippo di Made Ferrè.
Gli occhi del Montgomery Clift, vincitori e vinti in mezzo alle facce rugose dell'Italia antica, le giacche scure dei funzionari e i corpi Rotondi, i capelli tirati.
Nella Sacra Famiglia della politica del tempo conclude Francesco Merlo.
Pannella aveva l'aria del fuori posto fra virgolette, che lo rendeva straniero, fu sempre fuori posto Pannella per tutta la vita, o meglio sempre nel posto sbagliato, ma al momento giusto.
Cara Mirella.
Sono sicuro dice Francesco Merlo che il sindaco Gualtieri non ti dirà di no, ricorderà Pannella nel solo posto di Roma, dove il fuori posto si sentirà a posto, la piazza Navona dei radicali, che sono l'incarnazione del famoso aforisma di Churchill, l'avrà detto davvero si chiede soltanto che i tanti devono a pochi.
Pare che l'abbia detto veramente non si riferiva ai piloti che.
Difesero la Cielo d'Inghilterra, Donan dall'invasione tedesca bello il pezzo e questa piazza Navona che effettivamente è uno dei luoghi romani di di Pannella, ma ma.
AMOLED a voler girare c'è Torre Argentina, c'è la panetteria che a Montecitorio che all'Hotel Nazionale c'è l'edicola di piazza Colonna, dove si arrivava alle 2 di notte, a prendere i giornali e che erano praticamente tutti amici, dal punto di vista c'era il bancomat del MES davanti al Messaggero c'era la gelateria a Fontana di Trevi di Cecere con la con l'antica signora proprietaria che iniziava Marco in una maniera schifosa.
Mezzo chilo di gelato Abbott
Ma c'erano anche i tabaccai, i tassisti.
Due categorie che insomma sui tabaccai, poi si potrebbe fare una leggenda, a cercare quelle maledette Celtic accompagnarlo, quanti di noi accompagnare nelle tabaccherie più strana a cercare quei pacchetti azzurre va be'è, andata comunque bello il pezzo di Francesco Merlo, grazie a Mirella Parachini, per avere e al e a Repubblica per aver dato visibilità a questa iniziativa è una piccola iniziativa, ma una targa a piazza Navona, insomma, ci stanno torniamo alle alla scaletta, chiamiamola così.
Sulla grazia a Nicole Minetti ci sono, se ne continua a parlare in prima pagina, ci sono opacità oggettive, però la situazione sta il Po trascendendo dall'aspetto puramente giuridico giudiziario, chiamatelo come volete, perché se andiamo a vedere, per esempio, l'unità,
In prima pagina è proprio, Piero Sansonetti, l'attacco e a Mattarella, chi vuole liberare il Quirinale prima delle elezioni del 2027 chiede più.
200 solamente sull'unità, ma sentiamo su un altro giornale opposto, ovviamente.
La verità la grazie alla Minetti l'ha voluta il Quirinale altro che il presidente raggirato da Nordio dice la verità che condivide con Putin una simpatia non molto accentuata nei confronti del presidente Mattarella, collegamento fra la verità e Putin è assolutamente marginale e però
Hanno questa sintonia, quantomeno poi abbiamo anche il domani, se volete, si può citare.
Un presidente indebolito e il sogno delle destre dice, Gianfranco Pasquino, c'è poco da festeggiare, quindi, insomma, in opacità su opacità.
Da Repubblica torniamo a Repubblica, è un bel pezzo, Neil, lanciato in prima pagina Elena Deborah noi, la prima unione 10 anni dopo è Maria Novella De Luca, che lo racconta.
La nostra unione civile cambiò l'Italia a 10 anni fa, oggi i diritti vacillano Helen e Deborah alle prima beneficiaria del a beneficiare della legge nel luglio 2016.
I figli, però, erano esclusi dalle tutele, non è possibile adottare.
Dicono l'Italia è tornata indietro, l'omofobia dilaga una festa privata e politica, insieme tutto il paese in piazza per questi 10 anni da quel giorno ai nostri amori sono usciti dalla clandestinità, il nostro segreto rispetto e niente gelosie, una casa cascina alle porte di Bologna racconta Maria Novella De Luca su Repubblica e di erba medica campi di mais e di erba medica.
Papaveri ranuncolo e Margherita, oggi, come 10 anni fa, Elena Deborah si tengono per mano allegre ironiche, innamorato il nostro rapporto è saldo e felice.
Ma l'Italia invece è tornata indietro, dicono l'omofobia, è una pianta dura da sradicare, i diritti vacillano.
Club fa bene Repubblica a ricordare questa vicenda, se andiamo a dare un'occhiata alla situazione.
Internazionale, soprattutto per quel che riguarda il continente africano, andiamo troviamo sull'Avvenire Maurizio Martina, non lasciamo solo il Sudan.
Aiuti tregua, semine da salvare. Sono passati tre anni dall'inizio della drammatica guerra civile in Sudan dal era il 15 aprile 2023. Da quel giorno si sta consumando una delle peggiori catastrofi umanitarie della storia recente, ricorda l'Avvenire il paese ancora diviso in due. I tentativi diplomatici per porre fine ai massacri sembrano essere indeboliti anziché rafforzarsi. Anche i conflitti in Medio Oriente ha oggettivamente indebolito indebolito l'attenzione e gli sforzi per la pace in questo Paese è cruciale del contesto africano ed è fa bene l'avvenire a ricordarlo. Non dimentichiamoci che il Sudan è uno dei grandi serbatoi di petrolio del ventunesimo secolo e gira che ti gira aveva ragione, Pasolini, sempre là si torna Somalia, la Somalia invece se ne occupa l'Osservatore Romano, aprendo proprio la prima pagina Somalia. Questione di vita o di morte, mezzo milione di bambini a rischio sopravvivenza a causa della penuria di alimenti salvavita, aggravata dalla guerra in Iran che ha provocato interruzioni nelle spedizioni, l'Osservatore Romano rilancio riprende la vicenda del Mali, il Mali, la crescente instabilità nel Selma e anche il Corriere della Sera sulla vicenda saheliana, che interviene
E ieri erano Repubblica e l'Osservatore Romano oggi c'è anche Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi Mali, la Giunta vacilla sotto l'assedio dei jihadisti in fuga I virgolette protettori russi, il regime aveva cacciato i francesi, s'era appoggiato a Mosca, pace potrebbe finire in mano agli islamisti dopo vent'anni di sforzi per fermarli ed è il focus sul Male interviste da segnalare, sicuramente l'intervista del giorno e il foglio che intervista il ministro Crosetto ed è Claudio Cerasa, più difesa, meno demagogia. Dobbiamo investire di più nella nostra difesa, anche nelle attuali condizioni di bilancio.
Non farlo per raccattare un voto in più è irresponsabile. Guido Crosetto, ministro della Difesa, è preoccupato e a ragione di esserlo scrive il Foglio un po'per le difficoltà politiche del governo nel dopo referendum, un po'per le difficoltà dell'Italia legate alla crisi generata dal blocco di Hormuz, un po'per quella irresistibile inclinazione italiana trasformare ogni questione strategica in una questione di consenso immediato. Il rischio oggi è chiaro rinunciano a investire sulla difesa, allontanarci target nato, illudersi che la sicurezza sia una voce sacrificabile del bilancio pubblico e non capire invece che non esiste futuro senza difesa. Un po'questo è il taglio del colloquio che ha avuto. Guido Crosetto con il foglio
La conclusione Crosetto è dura, difficilmente contestabile, che ci dice che non serve chi attacca la necessità di costruire, lavora contro l'Italia, lavora contro il futuro dei nostri figli e lavoro anche contro se stesso, se lo fa, perché non sa dice il ministro è grave se lo fa per tornaconto elettorale non è serio se lo fa, perché non vede nemici, allora lavora per loro. Spero inconsapevolmente tema di fondo e conclusione possibile se l'Italia userà il dopo referendum. La crisi di Hong Kong come alibi per rinviare ancora i suoi investimenti sulla difesa pagherà un prezzo
E quel prezzo dice Crosetto, lo pagheremo tutti, nessuno escluso, vale la pena ascoltarlo, conclude, Cerasa, sul foglio non solo all'opposizione, ma soprattutto al Governo, tutti nessuno escluso.
Però io questa analisi?
Chi ci dice che non serve, chi attacca la necessità di costruire un punto, questa difesa lavora contro l'Italia, lavora contro il futuro dei nostri figli, lavoro anche contro se stesso, se lo fa, perché non sa dice il ministro è grave.
Se lo fa per tornaconto elettorale, non è serio se lo fa, perché non vede nemici, allora lavora per loro, spero inconsapevolmente del Foglio di oggi c'è anche una intervista interessante a Nicola Zingaretti sulla stampa.
A pagina 6
Per il governo, l'Unione europea è un nemico, troppe mancette, non c'è progetto il capo delegazione del Pd da Strasburgo, lo scostamento di bilancio nasce dal fallimento di Meloni.
Ed è il parere di Nicola Zingaretti da Bruxelles, anzi, a Strasburgo c'è tornando all'avvenire.
Da segnalare un'intervista, siamo sempre fra le interviste e questa è sicuramente una delle interviste importanti, don Grimaldi, don Raffaele Grimaldi, è l'ispettore generale dei 230 cappellani degli istituti penitenziari, nell'intervista con Giorgio Paolucci dell'avvenire.
Agrimar, don Grimaldi, riflette sulla criticità del sistema al centro del convegno al via oggi ad Assisi. La situazione peggiora. Le ultime misure penalizzano i percorsi riabilitativi. Cosa dice, don Grimaldi? Il carcere è sempre più il luogo della pena, è sempre meno l'occasione per capire che si può cambiare strada. I provvedimenti restrittivi decisi in questi mesi hanno penalizzato i percorsi di riabilitazione. Anche la nostra attività incontra delle limitazioni, ma noi non possiamo dimenticare che lì dentro ci sono persone, uomini e donne che hanno la dignità di figli di Dio e noi siamo al loro servizio. Don Raffaele Grimaldi, spiega, l'avvenire è finito alla citazione ispettore generale dei 230 cappellani delle carceri italiane, lancia un grido di dolore sulla situazione degli istituti penitenziari, mentre proprio oggi, ad Assisi, si apre il convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria
Un appuntamento che è anche l'occasione per far conoscere la grande trama dei bene che viene quotidianamente tessuta da centinaia di sacerdoti religiosi, i volontari perché la speranza continui a essere coltivata o come la strana sensazione che questo appuntamento ad Assisi, questo convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria,
Non vedrà tanti inviati e tante telecamere, ma.
Non ci stupisce.
C'è da segnalare anche poi lo vedremo perché.
Nelle c'è un suicidio, purtroppo a Roma ne parlano Gianni Alemanno e Fabio Falbo sull'Unità lo vedremo fra Elio fra gli opinionisti, però volevo segnalarvi sempre su questo tema, tornando all'Osservatore Romano.
Insomma.
È un giornale, chiaramente è un osservato.
Il quotidiano ufficiale di una monografia per aver fatto bene ci si trovano delle cose interessanti, molto interessanti, come per esempio questo pezzo di Silvia Guidi.
E le Troiane di Euripide interpretato da cinque detenute della casa circondariale, I C di Civitavecchia in scena alla Sapienza, prendendo a prestito la voce di Eco U-Bahn Angeletti.
Che è la?
Direttrice degli istituti per i pensieri penitenziario di Civitavecchia ha detto il carcere non è affatto una casa di morti, come lo definiva Dostoevskij, che peraltro, di di quella roba lì se ne intendeva parecchio questo l'aveva frequentata come ospite tornò leggera, ma è un mondo vivo e dei vivi il teatro ha dato voce a questa vitalità ed è appunto la scelta è u Euripide.
E il destino di tutte le cose è cambiare, scrive Euripide lo cita l'Osservatore Romano.
Eh.
Euripide ha scritto anche cose interessanti sulla guerra, che sono molto di attualità, quindi.
Insomma, non lo imbalsama Erei più di tanto vediamo gli opinionisti.
Sabino Cassese, sugli Stati Uniti e sul Corriere della Sera, democrazia e poteri l'America, che perde se stessa.
Aggredisce altre nazioni, non rispetta trattati e diritto internazionale, ignora la distinzione fra sfera pubblica e sfera privata, non ascolta le opinioni della minoranza, non rispetta la vita delle persone, esercita il potere in modo arbitrario, assume e licenzia, collaboratori, si vale dei familiari per l'esercizio di funzioni pubbliche polarizza lo spazio pubblico come spiegare il fenomeno Trump si chiede,
Sabino Cassese
Andiamo a pagina 30.
Le democrazie più consigli da consolidate possono conservare o sviluppare sacche germi di cesarismo, se tanto potere esterno viene affidato a uno sulla mano all'interno, e se questo non segue il binario fissato dalla Rillo blu, se si congiungono questi tre elementi, la forza può prog appaga propagarsi con onde che invadono altri campi anche a causa di un mondo interconnesso come accade con il blocco delle esportazioni iraniane e i suoi effetti diretti e indiretti in particolare sull'Europa.
Da queste vicende si possono trarre alcuna lezione, dice Sabino Cassese innanzitutto che i famosi checks and balance, controlli e bilanciamenti delle Costituzioni democratiche possono essere aggirati Trump poteva contare solo su 135 voti sicuri, su 436 alla Camera dei Rappresentanti.
Ciononostante, può comportarsi come uno dei padroni del mondo, mentre i suoi avversari possono solo sperare nelle elezioni di mid term, in secondo luogo, come aveva avvertito lo storico Charles ostelli, i processi di democratizzazione possono essere eseguiti da processi di di democratizzazione, in terzo luogo conclude Cassese sul Corriere.
Elementi di cesarismo,
Si annidano anche nelle basi democratiche, vanno quindi tenuti sempre sott occhio, infine, la democrazia non si sviluppa secondo un andamento irregolare, ma registra anche arretramenti pericolosi, Sabino casi, è molto bello.
Il cesarismo diciamo, che entra Tacito e Svetonio, permettendo.
Anche se effettivamente sono quanto mai di attualità anche loro insieme a Euripide e, insomma, altro.
Altra firma che si occupa degli Stati Uniti è quella dell'economista americano Joseph Stiglitz, su domani pagheremo gli errori, pagheremmo cari gli errori del re Trump dice Stiglitz sul domani.
È stato piantato un altro chiodo nella bara del mondo pacifico senza confini che i nostri antenati avevano cercato di costruire dopo la seconda guerra mondiale, dice Stiglitz.
Sotto Trump, il Paese che ha gettato le basi di quel mondo, ora lo sta smantellando fra una guerra, la nuova guerra fredda con la Cina e l'apparente mancanza di resilienza nelle catene di approvvigionamento globali, c'è ben poco motivo di ottimismo e con la democrazia negli Stati Uniti in uno stato così indebolito.
Gli errori umani e le loro conseguenze si stanno accumulando rapidamente, insomma, non esce benissimo l'immagine di Trump.
Viene in mente.
Termine che forse avrebbe usato Andrea Camilleri, in certi casi una cosa fiducia avrebbe detto comunque roba.
Di opinionisti vi aveva accennato a proposito di Liliana Segre Mattia Feltri.
Sulla stampa, lontano dai fantasmi.
Cita un libro di Dahl occhio per occhio a storia di Lola Potok Potok, un libro del 95 Reggio Anzac, ed è un riferimento il libro si trova ancora on line e ha molto da spiegare alle opposte tifoserie dice Feltri che.
Va sui consigli di lettura, che sono quanto mai utile, ma di Massimo Gramellini sul Corriere, odiata da un secolo l'odio e l'olio dei social ne lubrifica, gli ingranaggi con quel giorno dopo giorno sommerge i residui di decenza e persino i tabù.
L'ultimo rimasto forse era proprio rispetto alla tenerezza che si devono agli anziani, ai bambini, Liliana Segre era detestato dai bambini, da bambina scrive Gramellini sul Corriere e continua a esserlo da anziano, così uno finisce per chiederci perché fanatica no attaccabrighe nemmeno fiancheggiatrice dei macellai di Gaza al contrario, a questo punto vado per esclusione non sarà che la odiano perché da quasi 96 anni si ostina a essere ebrea e Massimo. Gramellini,
Ma c'è anche Fabrizia Giuliani, tornando sulla stampa a questo proposito.
L'immobilità del male.
È passato quasi un secolo, eppure la domanda che gli diano segrete sopportare resta sempre la stessa quando muore e il 1988 l'anno delle leggi razziali. Il padre le dice non rispondere al telefono e perché mai chiede la bambina, cosa può accadermi? Si arrivò per prima l'apparecchio in corridoio, aprendo la cornetta cosa sono esposta e lo scopre presto. Non è una bambina che si limita a ubbidire, correre, risponde, trova adulti, uomini e donne specifica che le fanno questa domanda, ossia le augurano di morire novant'anni dopo, deve affrontare la stessa domanda. Cambia il canale non più il telefono, ma la rete cambiar, Melzo, non più la voce, ma la scrittura. L'odio però resta identico. Scrive Fabrizia Giuliani sulla stampa, il messaggio attraverso indenne un secolo di storia o persecuzioni, Guerra e sterminio
Le parole scriveva Tullio De Mauro, che ha dedicato la vita a studiarle, non sono tutto, ma anche l'odio ha bisogno di loro, cede terreno però la lingua, quando ferisce in qualche modo, ma anche alla sua vocazione che confronto, riconoscimento, mediazione, assunzione del limita il contrario dell'annullamento dell'altro obiettivo dell'odio non c'è stata stagione né della tradizione filosofica che non abbia,
In varie forme ribadito il concetto, eppure sembrano averlo dimenticato la memoria sembra solo ingombro fardello, non la condizione per creare gli anticorpi necessari ad affrontare presente e futuro, oppure diamo la colpa alla rete, pensiamo, la valanga si è nata lì, ma è un altro errore. L'odio può crescere e diffondersi di realizzarsi sulle piattaforme, offrirono animato deresponsabilizzazione, condivisione, ma non è lì che nasce. Bisogna tornare dall'altra parte dello schermo dove ci sono corpi carne, sangue reale, dove disuguaglianza, incuria, inclusione ed esclusione sono esperienze reali. Conclude Fabrizia Giuliani
L'odio alimenta le guerre, ne ha alimentato, ma non è invincibile per sconfiggere sconfiggere, serve la politica, una politica che non c'è dalla polarizzazione, ossia la versione nella semplificazione, ossia la regressione.
Serve una politica in grado di dare esempio di confronto civile, di ritrovare un respiro lungo di vedere oltre il guadagno immediato, solo una politica capace di riprendersi la parola, coltivarla, insegnarla, diffonderla può spezzare la catena, non c'è niente di immobile nell'odio, solo la nostra inerzia è un po'la zona grigia come la chiama don Luigi Ciotti.
Ma c'è Ruben Della Rocca sul tempo.
Il 25 aprile di sale dell'Anpi, fra virgolette, Coller palestinese e violenza di piazza, il sindaco non si liscio social se la prende con le bandiere di Israele, scrive Ruben Della Rocca, i partigiani hanno gestito male il corteo lasciandolo in mano ai facinorosi.
Alle istituzioni e alla politica la parte sana, non quella vigliacca incoerente che non ha neanche la forza di condannare quanto accaduto nelle piazze principali, scrive Della Rocca il compito di ripensare al tutto associazioni e movimenti che non si sentono più rappresentati in alcun modo dalle attuali manifestazioni di Roma di Milano ci sono, attiviamo la macchina per riprenderci la festa di tutti noi italiani, isoliamo chi invece vuol portare per l'estate l'odio dei palestre Palestinian dei ed è appunto,
Il.
Il tempo Ruben Della Rocca c'era, una cosa che vi volevo segnalare, poi spostiamo l'argomento.
Ed è appunto la Brigata ebraica.
Tiene il punto, non cederemo sulle blande bandiere, non si placa il dibattito sui vessilli di Israele al raduno Sala, dice moderiamo i toni Fiano, dice sarebbe una soluzione condivisa, Davide Romano direttore del Museo della Brigata ebraica dichiara in molti anni in molti negli anni ci hanno chiesto di non portare le bandiere della Brigata poi diventata quella di Israele la nostra risposta è stata sempre no, perché il nostro obiettivo è tutelare la storia e onorare chi si è sacrificato per la libertà, non tradirne la memoria.
Ed è appunto.
David Romano sulla Repubblica.
E c'è anche Fabrizio Cicchitto.
Sul Riformista.
È cominciata l'operazione oblio post Liberazione, gli hub, gli ebrei che avrebbero dovuto essere alla testa del corteo, sono stati prima bloccati e poi, di fatto emarginati respinti, il ministero degli Interni, invece di mettere in campo la loro protezione a loro protezione alla celere, ha preferito contrattare tramite la DIGOS e la loro esfiltrazione insieme a quella dei ragazzi Forza Italia, anch'essi oggetto di intimidazioni, aggressioni in una zona più sicura. All'origine di tutto ciò c'è il fatto che questa ampia, cui non si sa perché
Si sa perché è stata data alla titolarità unica del mondo partigiano, ha aperto il 25 aprile all'inquietante non giustificata presenza del no squadrismo palestinese.
Che non ha alcun titolo storico per guidare manifestazioni antifasciste e antinaziste, il loro peccato originale risale infatti al Gran Mufti di Gerusalemme che passava in rivista, le truppe che hanno attivamente militato nell'esercito nazista ricorda.
Cicchitto.
L'effetto di questa perversa operazioni che da anni lo squadrismo palestinese attacca la Brigata ebraica e gli ebrei come una forzatura inaccettabile da ogni punto di vista di questa infamia avrebbero dovuto essere pieni, il giornale invece è scattata un'operazione di distrazione di massa, guidata non a caso dal Fatto Quotidiano ultimo megafono dell'antiberlusconismo e del filo putinismo che ha avuto per oggetto un episodio del tutto secondaria e trascurabile qual è la grazia a Minetti?
Addirittura coinvolgendo soggetti al di sopra di ogni sospetto di nostalgie berlusconiane, quali la Procura di Milano, e di uffici sempre molto scrupolosi della Presidenza della Repubblica impegnate nell'operazione oblio, sono certamente in primo luogo il Pd AWS, che hanno dimenticato un pezzo di storia italiana pur di mantenere un aggancio elettorale e magari in concorrenza fra loro.
Con quello squadrismo palestinese che ha già chiamato, che ha già eliminato la libertà di dibattito e di informazione, in molte università italiane questi sono problemi seri, al netto di operazioni di distrazione francamente grottesca di un quadro internazionale degno di ogni preoccupazione profonda, Fabrizio Cicchitto e,
Se ci spostiamo.
E poi li vediamo, ci sono.
Sono tre contributi sul ruolo del governo, cioè Giuliano Ferrara, sul Foglio che dà un tocco di Campana pesante al governo, il governo può galleggiare nella virgolette vie di mezzo o reinventarsi da volenteroso a influente e magari una punta scandaloso, scegliere in fretta dice Giuliano Ferrara,
La via del mezzo, aborrita da un noto politologo fiorentino del 500 praticata con le migliori intenzioni in politica estera, economica di difesa, sta lasciando la Presidente del Consiglio, con la sua maggioranza e il suo esecutivo, in uno spazio politico vuoto, crisi energetica, mancanza di carburante, la scommessa della stabilità e della normalizzazione culturale per una leader della Destra che doveva accreditarsi come efficacia solida forza di governo.
E che fin qui è riuscito a farla contro tutte le aspettative sta diventando con la sconfitta nel referendum, scrive Ferrara e la decisione di ignorarne le conseguenze politiche, qualcosa di simile al temuto galleggiamento si discute stancamente di accisa che vanno e vengono inutilmente di uno zero virgola del bilancio che lascia nel purgatorio dell'infrazione dell'Unione europea i numeri dell'economia pubblica, se si debbano o no leggere Manzoni a 15 anni se i professori d'orchestra della Fenice avrebbero dovuto seguire a bacchetta, letteralmente le istruzioni di un direttore direttrice che li considera babbioni dei babbioni raccomandati da papà, se la grazia presidenziale con la G maiuscola sia caduto nelle trappole del Bingham del bunga bunga se l'Istat dà numeri sbagliati,
E se l'Istat dia numeri sbagliati, se gli avvocati in merito in un sussidio pubblico per agevolare il rimpatrio dei loro assistiti e così via non è un bello spettacolo, dice Giuliano Ferrara, non è un segno di forza, sembra anzi l'anticamera della ricaduta nell'instabilità e nella volatilità del governare gli italiani che fu notoriamente ha detto esercizio inutile perfino da quello statista novecentesco, Carriere uscito malamente ma in modo arcigno maturare vent'anni ma che ci han Paul dibattere, bisognerebbe capire perché,
Io credo che lui faccia riferimento a Mussolini, governare gli italiani non è difficile, è inutile, ma pare l'abbia detto Giolitti, che però anche lì potrebbe anche starci anche quello statista novecentesco Giolitti era novecentesco, che era riuscito malamente, ma in modo arcigna durare vent'anni probabilmente Bussoletti Giolitti non c'entra,
Tra un anno e qualche mese si vota conclude Ferrara l'opposizione legittimamente ha fatto il pieno di politica.
Pur non essendo attrezzata, non avendo grandi strumento a disposizione alla coalizione di governo, può continuare a scomporsi, aveva chiare ora o ai reinventare un campo di iniziativa che per ora è del tutto assente, e magari esporsi ed Erp esporci a qualche sorpresa che curi la malattia mortale della noia.
E sul taedium vitae, Giuliano Ferrara, chiude alla grande un pezzo che è un richiamo alle forze di governo che che hanno la capacità, quelli almeno che hanno la capacità di comprendere il discorso che Stefano Folli.
Sulla Repubblica a proposito di stalli.
Lo stallo in Iran e quello in Italia, il caso Minetti dimostra che il nostro dibattito pubblico resta ferma al passato, che non passa.
Nella giornata in cui gli Emirati escono dall'Opec, il petrolio continua a scalare la montagna dei prezzi non si vede ancora cosa può spezzare lo stallo fra USA e Iran in questo stesso giorno? La questione che assorbe l'attenzione dell'opinione pubblica italiana è la vicenda. Nicole Minetti. Con il pasticcio intorno alla grazia ricevuta, un labirinto in cui nessuno ha fatto una gran figura dal governo alla magistratura, il paragone non è fatto per sminuire una faccenda provinciale, una scoria del berlusconismo rispetto agli eventi mondiali. Al contrario, essa dimostra che il livello del nostro dibattito politico, salvo qualche eccezione, è proprio questo. Altrove i dem sono le tensioni internazionali, l'inerzia dell'Europa, la stagnazione da noi se ne parla sì, ma come di un argomento di supporto
Mentre gli aspetti cruciali investano in fondo è giusto così, il tema antico del passato, che non passa non passa alla stagione berlusconiana, nei suoi aspetti meno dignitosi, con un po'come non passa nemmeno la frattura del 25 aprile a 81 anni dopo la liberazione, se è vero che una signora di 96 anni Liliana Segre reduce da Auschwitz e senatrice a vita sente il bisogno di denunciare l'incredibile atmosfera di odio in cui si è celebrata la ricorrenza.
E allora dice Stefano Folli, avanti con il caso Minetti specchio verosimile di una certa ettari, per il resto non c'è molto di cui essere orgogliosi, si chiedeva un colpo d'ala al premier Meloni, la volontà di affermare una leadership così da non galleggiare nei prossimi mesi ma l'impresa si scontra con gli affanni dell'esecutivo al di là della tempra meloniano,
Oltre che con la crisi del Golfo, in grado di bloccare per tutti gli europei, e non solo in Libia, l'Italia, ai piani di sviluppo, quali piani peraltro.
Quando parla del centrosinistra, Stefano Folli, ed è un argomento che lui conosce molto bene nel centrosinistra, com'è noto, le rivalità non sono da meno.
Prima nel pezzo, parla appunto del conflitto fra Lega e Forza Italia, nel centrosinistra, come è noto, le rivalità non sono da meno, la differenza è che stare all'opposizione rende le cose più semplici, almeno a breve termine, il populismo osserva da amalgamare temi e situazioni, tuttavia, in prospettiva, se la legge elettorale non cambia, nessuno dei due schieramenti sarà in grado di attuare un programma risolutivo.
L'elemento che crea maggiori inquieti inquietitudine colpisce quindi con una figura dell'area centrista Carlo Calenda abbia auspicato per la prima volta a chiare lettere e un pareggio nelle urne nessun vincitore e dunque si intuisce l'obbligo di costruire un governo di larghe intese contro le speranze fallite di un bipolarismo ostaggio degli estremisti tutto giusto.
Ma non è chiaro perché dovrebbe essere più semplice realizzare una virgolette grande coalizione quando le contraddizioni sono tali che non si riesce nemmeno a ottenere una buona resa da normale coalizione di destra o di sinistra, è vero però che proseguire lungo il sentiero attuale porta facilmente alla paralisi.
Mila 27 e non sono tempi che una paralisi di governo, il ritorno che evocava Giuliano Ferrara.
Allea ai tempi antichi.
Non non aiuterebbe dunque.
C'è ancora da segnalare, Alessandro Barbero, e il titolo è molto bello, forte è il titolo del giorno, quel che resta del PNRR sulla stampa, vi ricordate il film di James Ivory con Anthony Hopkins e Emma Thomson, straordinari, e che, fra l'altro,
Guardate che andarselo a rivedere era ambientato, se c'è qualcuno io lo ricorda alla fine degli anni 30, quando.
I un certo mondo inglese Street strizzava l'occhio a Hitler, insomma.
Si potrebbe andare a rivedere e questo 1938 evocato oggi da Liliana Segre rientra uscito dalla porta, rientra dalla finestra Alessandro Barbera, la stampa, quel che resta del PNRR, tutti li sa, i ritardi e i risultati del piano a due mesi dalla scadenza.
Foti dice mancati investimenti, la responsabilità è anche dei Comuni.
Carlo Altomonte, economista della Bocconi, con il piano L Italia ha recuperato il gap di investimenti che la separava dalla Germania del 2010.
Insomma, l'analisi non facciamo in tempo a vedere ammalavano Celi, Alessandro Barbera, quel che resta del PNRR, magari poi vediamo se ce la facciamo a riprenderla andando invece alla vicenda Minetti e dintorni, perché, come vedete,
È tutto molto strano, tutto molto confuso, molto.
Ci sono Ermes, Antonucci, Flavia Perina, Andrea Lavazza e Piero Sansonetti, Piero Sansonetti, ve l'ho accennato e David vari, se andiamo a vedere.
Ermes Antonucci, il Quirinale eminenti il Colle non è un passacarte compiti del comparto. Grazie spiegati dal suo responsabile, la vicenda della grazia Nicole Minetti è scaturita dalla diffusione di una serie di notizie la cui veridicità è ancora tutta da verificare. Ha innescato uno scarica barile fra le istituzioni ben poco edificante andare via è stato il Quirinale chiedendo accertamenti urgenti al ministero della Giustizia in seguito alla pubblicazione degli articoli sul fatto, poi è stata la volta di via Arenula, che nel giro di poche ore ha fatto sapere che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura
Un modo indiretto per chiarire l'ovvio, e cioè, come poi ribadito ieri dalla Premier Meloni, che spetta alla magistratura svolgere le dovute verifiche tramite la polizia giudiziaria.
Infatti, scrive Antonucci sul foglio la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni ha fatto sapere di aver avviato accertamenti fra virgolette attraverso l'Interpol a tutto campo, con urgenza, assumendosi la responsabilità di eventuali errori ma alla fine anche ammettere di non essere stati perspicace seppure diligenti. Ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. C'è da dire, però scrive Antonucci sul foglio che nessuna istituzione coinvolta può chiamarsi fuori dalla vicenda neanche il Quirinale. Se è vero che il compito di istruire le pratiche di grazia spetta ai magistrati, al ministero della giustizia, è altrettanto vero che dal 2006 la Presidenza della Repubblica si è dotata di un ufficio comparto, grazie, incaricato di studiare le pratiche di grazie
In altre parole, il capo dello Stato non ha un passacarte delle proposte avanzate riguardo si giri tant'è che in passato, proprio sulla base dello studio dei dossier trasmessi da via Arenula, non accolto alcune proposte di grazia e, come ha spiegato proprio il responsabile dell'ufficio in un libro del 2018, racconta appunto Ermes Antonucci,
Comparto grazie Enrico Gallucci e irresponsabile il magistrato nel sopportabile.
La questione è proprio intendersi sui quali accertamenti siano da ritenere necessario. Il fatto ha lanciato una serie di accuse suggestive, condite da aspetti degni di una sceneggiatura da film, nella sostanza, ciò che si ipotizza che l'adozione del bambino bisogna due sicure da parte di Menetti e del compagno sarebbe avvenuto in modo regolare. È proprio ieri, in un'intervista a una radio uruguaiano, l'avvocato Yuri atroce, che tuttavia il minore nella prima fase ha dichiarato che nel procedimento di adozione del bambino, da parte mieti furono rispettati tutti i requisiti legali richiesti.
Mentre i genitori biologici del bambino non si sono mai fatti vivi, e insomma, a proposito degli accertamenti.
Il dibattito c'è, ma è.
Francamente, dai giornali non si riesce a ben capire.
Cosa?
Cosa e come e quali siano realmente gli obiettivi di questa vicenda sicuramente.
Questa situazione che i giornali, sotto questo aspetto, quantomeno dalle parti di Mosca, sono vengono guardati con attenzione.
Il il Quirinale è uno dei, come è noto, uno dei grandi fantasmi che animano il Cremlino.
Flavia Perina alla stampa.
Perché Mattarella.
Era tenuto a firmare dice Flavia Perina.
Di chi deve fidarsi un presidente della Repubblica, se non di un ministro che ha prestato il solenne giuramento davanti a lui in una formula che vincola non solo al rispetto della Costituzione, ma ad agire nell'interesse esclusivo della Nazione, fra virgolette lievi, gli evidenti difetti dell'istruttoria sulla grazia Minetti inoltrata da Nordio al Quirinale con un convinto placet sollevano dubbi scrive Flavia Perina,
Minniti si è limitato a minacciare querele senza dare chiarimenti sugli aspetti dubbi, Allen al di là dell'esito degli accertamenti aggiuntivi sul caso Minetti il fatto stesso che sia stata coinvolta l'Interpol, che fonti mediche finora abbiano smentito la versione di un piccolo malato, inoperabili in Italia, che la stessa Minetti si sia limitato a minacciare querele senza dare chiarimenti sull'ambiguità della sua posizione rivelano che lo scoprì al Fatto Quotidiano ha toccato punti critici.
L'esecutivo è a un bivio, può assumersi la responsabilità delle sue azioni o mancate azioni secondo verità, e mettere al riparo il Quirinale da ulteriori code polemiche, oppure può alzare una di quelle cortine fumogene in cui l'Italia è purtroppo specialista facendo prevalere la ragion di governo su ogni altro dovere compreso quello di trasparenza e lealtà.
Verso il Presidente della Repubblica, nel secondo caso, non farebbe un buon servizio né a se stesso nel Paese ed è appunto Flavia Perina sulla stampa, mentre Emiliano Guanella cerca di approfondire chi è Giuseppe Cipriani in Uruguay ha diverse proprietà da tempo è legato sentimentalmente a Nicole Minetti hanno due figli, uno di quelli riduttivo all'aeroporto di Punta dell'Est sbarcano modelle. I controlli doganali sono quasi assenti, ci spiega il Emiliano Guanella della stampa, feste private yacht da ed escort di lusso, ma anche due morti sospette e una misteriosa scomparsa nel paradiso dei vip del Sudamerica. La trama si infittisce. Come vedete,
Sull'avvenire Andrea Lavazza.
No, andava pazzo, dicevamo no, andiamo a vedere, Piero Sansonetti, perché Andala Mazzei su un altro tema, lo andiamo a vedere fra un istante, Piero Sansonetti, e appunto vi dicevo, l'attacco a Mattarella, chi vuole liberare il Quirinale prima delle elezioni del 2027,
È del tutto evidente scrive Sansonetti sull'Unità che l'obiettivo non è Nordio, anche perché il ministro in questa vicenda ha avuto un ruolo del tutto secondario di passacarte è chiaro che non poteva essere lui a indagare su Nicole Minetti, il compito spetta alla magistratura e finora la magistratura non è dipendente del ministro puntini puntini scrive Sansonetti né poteva essere lui a decidere il potere era ed è solo di Mattarella.
Ora si fa un po'di melina, il gioco politico si attorciglia, si confonde, ma l'unica conclusione che si vede all'orizzonte e tiro ad alzo zero contro il Quirinale
Chi vuole liberare il Quirinale prima delle elezioni del 2027 chiede l'unità.
Ma se noi andiamo poi Davide vari.
Nicole Minetti, ancora tuffi, cronache da un Paese immobile, c'è qualcosa di grottesco, questo ancora tu, ma non dovevamo vederci più, c'è qualcosa di grottesco, è bello il titolo di David vari nel fatto che l'Italia del 2026, con due guerre che bruciano i confini dell'Europa del Medio rientrano crisi energetica che si annuncia drammatica, drammatica, si ritrovi a parlare ancora una volta il caso Minetti. Siamo fermi lì di nuovo, come se il tempo non fosse passato una coazione, a ripetere che ci tiene anche ora ancorati al chiacchiericcio piuttosto che ai dossier che contano, sui quali si gioca il futuro vero del Paese.
Un Paese normale archi verrebbe la questione in poche ore, me sennò qui si spalanca il sipario, si allestiscono i talk show, si convocano editorialisti, si riciclano indignazioni d'antan, si rispolverano un lessico d'emergenza morale, scrive David vari sul dubbio,
Si rispolvera un lessico da emergenza morale permanente, con un giornalismo sempre più simile a un ufficio della questura, nel frattempo il mondo va avanti, noi invece restiamo fermi, ipnotizzati dal narrazione che ormai la consistenza di un sogno ricorrente, un incubo per la precisione a Bari, il pezzo di Davide vari,
Nicole Minetti, ancora tu.
Domanda inutile.
A leggere i giornali.
Vi dicevo, ci sono Gabriele De Ceglie, Andrea Lavazza perché toccano due temi che poi in realtà il tema è molto simile, estremamente significativi, andiamo prima che abbiamo sotto gli occhi l'avvenire quindi andiamo su Andrea Lavazza.
Perché il problema è quello degli algoritmi che ormai fanno la guerra.
C'è una via italiana per incorporare etica e coscienza negli algoritmi, l'iniziativa punta a sviluppare sistemi digitali capaci di includere anche un approccio sapienziale fra virgolette.
Per creare un modello di intelligenza artificiale moralmente istruito.
Massimo Ruffolo fra i tecnici responsabili del progetto dice l'etica viene inserita nel processo di apprendimento, ma il ruolo dell'essere umano resta centrale anche per prendere decisioni, insomma, l'argomento è.
Va bene, noi siamo condizionati da dal 2001 Odissea nello spazio e amo ancora rimasti lì, quindi, insomma, ci fidiamo mal fino a un certo punto di Hal 9.000, che non apre la saracinesca, quindi però è un limite nostro.
A rivederlo oggi quel film fa un po'tenerezza con gli effetti speciali che ha però, insomma, è un gran film, vi dicevo, c'è Gabriele, Segre, la gabbia cieco e tocca un tema determinante perché,
Penso che non di quelli che ha il la visione.
Più ampia della geopolitica e, soprattutto, applicata.
A quella che è poi la la realtà, se un algoritmo decide chi uccidere, ma nessuno sa più, perché le big tech raccolgono dati e li trasformano in decisioni, mentre le scelte politiche scompaiono.
Consegnare polli surgelati e lanciare messi là in fondo, la stessa cosa scrive Gabriele sì, che potrebbe benissimo essere questo il ragionamento di Shams Angkar, direttore tecnologico di Palantir, gran sacerdote del Profeta tech, Peter TIR, quando spiega che una catena del valore e un processo produttivo in operazioni di targeting mirato,
Rispondono alla stessa logica di accelerazione, ottimizzazione, ha ragione, viviamo nell'epoca in cui la capacità di calcolo ha ridotto l'errore, fino a farlo sembrare una superstizione di altri tempi, le big tech raccolgono da dell'incrociano le assimilano, li digeriscono e li restituiscono sotto forma di decisione impeccabile chirurgiche cosa comprare, chi assumere, chi licenziare, chi fermare alla frontiera nonché quale bersaglio colpire quando,
Una specie di oracolo industriale alimentato da server e contratti miliardari che, appaltato al Pentagono, sviluppa un leggero complesso di onnipotenza, scrive Gabriele Segre sulla stampa, l'operazione ai pic fiori in Iran è stata la dimostrazione spietata e insieme più spettacolare.
1.000 obiettivi colpiti nelle prime 24 ore di guerra, una elaborazione strategica che nel 2003, durante l'invasione dell'Iraq di Saddam, richiedeva sei mesi di pianificazione, 50 analisti a tempo pieno.
Oggi può essere compiuta da un solo operatore in appena due settimane,
L'algoritmo del pollo surgelato fra virgolette deve solo cambiare funzione dall'ottimizzazione, una logistica dall'ottimizzare, una logistica al distruggerla sa dove si trova un convoglio misura, la traiettoria di un mese localizza il comandante Conte, movimenti di truppe al confine, distingue un camion civile da un'umidità da 3.000 metri di quota,
Non sa però come evolve la paura dopo una sconfitta, non riesce a valutare il peso di illuminazione su una società non Sacchi, diventerà più radicale dopo la morte di un leader di un fratello di un figlio, non può capire il silenzio di chi non risponde ed è appunto Gabriele Segre.
Il parossismo dice più avanti del divorzio fra perfezione tecnologica, CIG e cecità politica si raggiunge però quando smettiamo di capire non solo agli altri, ma noi stessi la medesima domanda che ci poniamo sul tram, Pechino Mosca, chi decide davvero e cosa vuole?
Vale oggi anche per Washington, non nel senso scontato, per cui Trump pazzo imprevedibile, a cui vanno tolti i codici nucleari, la questione più strutturale fra smantellamento della macchina federale, disinvestimento delle competenze scat strategiche e potere crescente degli attori privati Palanti.
TIR nella decisione definizione dell'agenda pubblica, che da decide davvero Washington è sempre meno chiaro, è così che una grande potenza come gli Stati Uniti finisce per sapere esattamente dove, come quando colpire, ma non sapere più beh, ma non sapere più bene, perché lo fa alla fine siamo entrati nell'era del calcolo perfetto scrive Gabriele Segre sulla stampa proprio mentre smarriamo ciò che ci rende umani memoria, giudizio, conoscenza dell'altro comprensione di sé.
Fra dataset, modelli predittivi e altri liturgie statistiche etiche, il mondo come una maleducazione imperdonabile si ostina a non comportarsi come un file ordinato, eppure continuiamo imperterriti a migliorare il modello, invece di farci qualche domanda in più sulla realtà è il.
È il tema, è è.
è forse una delle chiavi di quello che stiamo vivendo in questi giorni in questi mesi?
Sempre fra gli opinionisti a proposito del Sudan, vi citavo Maurizio Martina non lasciamo solo il Sudan.
E mentre?
Rimango sulla stampa perché.
Ci ricorda Roberto Saviano, ce lo ricorda la stampa, incubo, Gomorra da vent'anni equilibrio, mi condiziona, dice Roberto Saviano e non lo riscriverei per farlo ho sacrificato la serenità mia e dei miei cari.
Nato a Napoli cresciuto nella Terra del fuoco dei fuochi, potevo ma raccontare Giordano Bruno senza che il che il volto di Francesco Schiavone, detto Sandokan, venisse addormentarmi, la presa di coscienza collettiva ha portato a una reazione di odio, scrive Roberto Saviano, che non immaginavo.
Nel corso di questi, il 20 lunghi anni le critiche più aspre mi sono arrivate da chi ha stigmatizzato Gomorra nelle sue gemmazione, senza averli mai nemmeno sfiorati, eppure io sono ancora qui con quell'immagine del ragazzo che ero quando tutto era diverso, quando l'immerso nei miei sogni con i rulli delle stamperie che a me parevano cantare l'inno,
Di un interesse nuovo per dinamiche criminali
Le stesse dinamiche che spesso, per quieto vivere, si preferisce ignorare.
Se ti facevi i fatti tuoi, tutto questo non sarebbe successo, è la frase che mi sono sentito ripetere 100 volte, dice Roberto Saviano, ma che ne potevo sapere io a vent'anni girava con la mia vespa e con la fretta di tornare a casa alla mia scrivania per scrivere non volevo dimenticare nulla devo mettere nero su bianco tutto quello che avevo visto o sentito hanno usato così è nato Gomorra e così pian piano un pezzo alla volta.
Ho iniziato forse a morire io,
Pensate a leggere.
Perché è il prezzo tragico che si può pagare in certi casi un altro prezzo pesante, Mimmo Lucano.
Rimosso dal sindaco, ma il reato non c'è.
Sindaco di Riace è stato dichiarato decaduto dalla carica di sindaco della Corte d'Appello di Reggio Calabria, perché colpevole del reato di abuso di potere, la Cassazione però lo aveva assunto da questa assolto, da questa accusa da Mimmo Lucano che dice sono l'unico sindaco d'Italia,
A essere estromesso dalla sua carica per un abuso di potere che, secondo una sentenza di Cassazione, non ho commesso in nessun modo, in pratica subiscono conseguenza politica per qualcosa a cui io, secondo la più alta corte, sono totalmente estraneo.
Mi sembra un folle paradosso che mi auguro la Cassazione possa definitivamente sciogliere, sono obbligati ad avere speranza, cos'altro potrei fare, questa decisione mi toglie il respiro, è una guerra che non finisce mai ed è appunto Mimmo Lucano.
La Lega non può fare il sindaco perché era innocente.
Suicidio in carcere andiamo sull'Unità dove ci sono, vi dicevo, Gianni Alemanno e Fabio Falbo.
Andrea 36 anni, un figlio di 10 Cronaca di un suicidio in cella.
Giovedì, nell'area carceraria comune con la coda dell'occhio, vediamo passare una barella sopra un corpo completamente coperto.
Poco dopo scopriamo che Andrea, si è impiccato alla finestra del bagno, era un bravo ragazzo, dice l'ispettore, ma da un po'di tempo ciò discorsi confusi non stava bene, aveva chiesto un permesso per passare qualche ora con la sua compagna, il suo bambino, gli era stato negato.
E la morte di un uomo in carcere, scrivono Alemanno e Falbo non è mai un fatto privato, è sempre un fallimento pubblico, il carcere è un luogo chiuso integralmente governato da un'amministrazione pubblica ad ogni aspetto della vita regolato, vigilato, deciso dall'esterno, chi vi è ristretto non può allontanarsi, non può cercare aiuto altrove, non può sottrarsi se una persona arriva a togliersi la vita in questo contesto significa che il dovere di cura, protezione tutela, è venuto meno non necessariamente per un singolo errore.
Ma per una serie di scelte sistemiche, sovraffollamento produce condizioni disumane e degradanti ormai strutturali, che continuano però a essere disconosciuta anche quando vengono richieste forme di ristoro o di riconoscimento giudiziario, secondo quanto previsto dalla legge.
Diventa imprescindibile porsi domande semplice con Klee concrete quanti colloquio aveva avuto Andrea con uno psicologo, con uno psichiatra con un educatore, anche perché lo sappiano tutti che stava attraversando un periodo difficile, il rigetto del permesso per andare a trovare la famiglia è stato valutato anche nel suo impatto emotivo e trattamentale oppure è stato deciso come un atto automatico scollegato dalle condizioni reali della persona che lo subiva ed è,
Al punto?
L'Unità, Gianni Alemanno e Fabio Falbo, su suicidio non.
Non abbiamo.
Non vedo i dati 2026 si eccoli qua, 18 detenuti sono morti dall'inizio dell'anno.
E ancora, abbiamo, poi, chiudiamo la parte degli opinionisti e andiamo a dare un'occhiata ai giornali.
Perché c'è sul tempo, Daniele Capezzone, rompere l'accerchiamento della comunicazione ostile nella battaglia politica in qualunque circostanza, proibizione falsa, cioè un doppio elemento che decide chi siano i vincitori e vinti per un verso, il fatto che il governo disponga di una solida iniziativa politica che lo rende capace di imporre temi in discussione.
Peraltro verso il fatto di prevalere o soccombere nella comunicazione sostiene. Daniele Capezzone presso i due fronti sono collegate
La partita della comunicazione, strutturalmente squilibrata, vi pare improntata ai principi di correttezza dell'informazione, alla programmazione della 7 ancora vi sembra che è difficile, anzi difficilissimo, lo riconosco lavoro di riequilibrio di anni di sbilanciamento a sinistra della Rai stia procedendo bene.
E a velocità adeguata, infine, anche il mondo Mediaset, che ha deciso da semestre alla riconversione delle linee di diverse trasmissioni, considererà o no il fatto che in corso in Italia, un'operazione volta a sfregiare la memoria di Silvio Berlusconi e Daniele Capezzone che forse sopravvaluta un po'il circo equestre dei talk show televisivi?
E della televisione in genere.
Si sofferma su questo, ma questo ci dà l'occasione per riprendere il manifesto dove c'è, ma Vincenzo Vita.
La Rai è ai titoli di coda, ogni storia ha un inizio, un centro e una fine, la Renault sfugge a simile destino, semmai l'attuale gruppo dirigente ho voluto dalla destra se, come incaricato di colorare il grottesco di grottesco, il crepuscolo in alto, al di là delle considerazioni politiche contingenti, è importante che la forza dell'area progressista che le forze dell'area progressista inseriscano nel programma per le ormai vicine elezioni politiche.
Un capitolo significativo sull'argomento, insomma, serve un manifesto riformista che si rivolgono al mondo vastissimo di coloro che sono segnati dal capitalismo delle piattaforme.
Fondato sull'alienazione delle coscienze, sull'estrazione predatoria dei dati.
Fatti simili, premesse, doverose Carrara, riformati almeno tu nell'universo, per citare le libica di indimenticabile Mia Martini, se non si accende la miccia, una prateria non si incendia, rimane un lungo un luogo desertificato, lasciato dal predominio freddo di algoritmi e robot.
E insomma che fare allora continuare con convegni, dibattiti numero inversamente proporzionale alle ricadute operative, a rompere gli indugi con atti pacificamente sovversivi?
L'inerzia sul tema e non.
Sembra una contraddizione con la premessa pregiudica il resto come in una perigliosa forma di sineddoche, la parte e il tutto si specchiano e dai Vincenzo Vita, la Rai è ai titoli di coda ed è forse anche la televisione come strumento i dati di ascolto sono, nonostante il tentativo di rianimarli che fanno giornali e televisioni ascolto sono sono imbarazzanti,
Se pensate che un Enzo Tortora per farne uno dei tanti esempi con Portobello faceva 29 milioni di ascoltatori che oggi non posso neanche immaginare che lei potrebbe fare, insomma, ci rendiamo conto che quando ci sono grandi programmi magnificati, quando fanno 4 milioni ascoltatori su 60 milioni di abitanti, insomma,
Allora andiamo a dare un'occhiata a questo punto ai titoli e alle prime pagine, Grazia grazie a Minetti buchi delle indagini, ora si riparte, dice il Corriere alla sera, ma la foto è quella di Trump e di.
Carlo terzo, alle loro spalle ci sono Camille e la first lady tutte e due in bianco.
Con con cappelli significativi.
Luigi Ippolito ci dice la missione del re ricuce con gli USA, Donald bell'accento.
Mentre Federico Fubini parla con l'ex consigliere, Bolton Teheran rinuncerà all'arma atomica solo con la forza.
Il primo piano è dedicato al caso Minetti, niente controlli all'estero nell'iter durato sette mesi dice Giovanni Bianconi.
E mentre parla Minetti, ho rispettato la legge e mio figlio esposti in modo ingiustificato, ma.
Ed è Fabrizio caccia, che la sente, ma Candida Morvillo Morvillo racconta degli hotel alle passeggiate, al parco mite, lussi e ombre deci pianeti, che sarebbe appunto la linea della.
Della famiglia mettiamola così.
Anche il Corriere riporta il fatto che giù le idee vis à lascia, dopo meno di un anno, l'ambasciata americana a Kiev per incompatibilità.
Mentre gli emiri cambiano, il mercato risvolti sui prezzi e il segnale agli USA mani libere per vendere, una volta riaperto Hormuz.
L'ha messa in discussione di brand e dollaro,
Sulla Repubblica Meloni difende Nordio.
La premier sulla grazia Minetti dal governo, nulla di sbagliato c'è un pezzo di Luigi Manconi che in realtà riprende.
Un testo di un libro, non ve lo segnalo il.
Riconoscere l'altro è il passo necessario per fermare l'odio, il saggio di Ceretti Cornelli seguendo la lezione di Levine ha, e gli esempi di giustizia ripeti riparativa si interroga su una pace possibile, richiamando alla responsabilità individuale e collettiva, e c'è bisogno di quella che viene definita un'epifania del volto sia l'incontro con occhi estranei ci racconta Luigi Manconi, per secoli il peccato di omissione è stato considerato il più grave.
Davanti a Dio lui c'era Pasolini, cito a memoria.
Perché aveva male e fare male, non fare il bene e.
La stampa un miliardo per il lavoro, stop ai contratti pirata, l'apertura è sul provvedimenti del Governo, la premier annunciano proroga breve per il taglio delle accise, usiamo l'energia per l'energia.
I 3,7 miliardi dell'Unione europea destinati alla difesa, in cui si ricollega il discorso che faceva il ministro Crosetto sul foglio
Io, travolta dall'odio Liliana Segre, ho 96 anni sui social, c'è ancora qualcuno che mi auguro di morire se sfogliamo.
Sono molto simili, però diciamo i giornali oggi, ma anche qui c'è un articolo, questa volta da Emiliano Gonella, come vi dicevo su Cipriani.
C'è Francesca Mannocchi, che a Beirut Libano ritorna alle macerie, la tregua riaperto, la strada verso sud, alcuni sfollati lasciano tende campi, ma che rientra nei villaggi, trova solo rovine ed è.
Mentre Alberto Simoni dà un'occhiata al Pentagono, labirinto Pentagono il sospetto offset non direbbe a Trump tutta la verità della sulla guerra in Iran, i dubbi di Vanza avrebbe minimizzato l'esaurimento
Delle scorte sui missili, insomma, come vi dicevo, c'è un po'questa polemica fra avance ex c.t vedremo come va a finire vi ho detto del foglio
Meloni chiede la grazia fra virgolette all'Unione europea, difende Nordio, vara il salario giusto Giorgetti, vuole e la flessibilità.
E mentre Nadim Kotayk, intervistato da Sharon, Nizza, l'unico posto in cui l'Iran sta vincendo sui miei sui media liberal occidentale, vicino ad AN Kotayk, giornalista libanese emiratino, già direttore di Scania Sky News Arabic fra gli opinionisti più seguiti sulla stampa araba, la conversazione parte dalla sua prima casa Libano ora che Gerusalemme Beirut intraprendono un negoziati diretti per la prima volta in 40 anni in un assetto mediorientale molto diverso dai precedenti tentativi racconta,
Il foglio appunto, cioè Sharon, Nizza, la nuova architettura mediorientale che l'Occidente non comprende di fronte a un Iran che si trasformano in una dittatura militare piuttosto che teocratica, come è stata finora conclude, ecco i tic, la regione, quella che non identifica più Israele come unico nemico, sta configurando una nuova architettura. C'è il campo ossessionato dal garantire che in questo nuovo Medio Oriente non sia nomina dominato da Israele e un altro che invece punta sull'integrazione con Israele, quindi ai Pakistan, Arabia Saudita, Turchia, Egitto, da un lato ai Bahrein, Emirati e i Paesi del Mediterraneo orientale, Grecia, Cipro, dall'altro non sono necessariamente campi nemici e conclude il Foglio
È un Medioriente in cui le linee di frattura di convergenza sono in piena evoluzione e forse anche per questo in Occidente si fa così fatica a raccontarlo, l'avvenire è giusto, salario all'apertura, il governo vada a incentivi e norme per sostenere gli stipendi attraverso la contrattazione più occupazione ma cresce pure il lavoro povero e condiziona l'educazione ai minori la foto è quella del Libano, attacchi col fosforo e campi coltivabili Libano, accusa Israele di ecocidio,
L'altra foto è quella di Giorgia Meloni Meloni brinda blinda Nordio res resta il pg riapre l'istruttoria dei cappellani delle carceri, vi ho già detto troppa pena poca educazione nelle carceri da don Grimaldi che.
Non lo vedrete facilmente, appunto, né nel circo equestre televisivo.
Ispettore generale del 230, cappellani lancia un grido di allarme dell'Osservatore Romano vi ho detto Euripide compreso.
Il Papa e a Leon Leone quattordicesimo, inviti invisi dalla Pontificia Accademia ecclesiastica, traccia l'identikit del diplomatico della Santa Sede, al servizio della pace, della verità e della giustizia che oddio progetto ambizioso, il Sole 24 ore credito arriva la stretta sulle imprese.
Mentre Salvini viene intervistato, l'Unione europea ha ragione Orsini, dice investire, più risorse per aiutare famiglie e aziende.
Ci voleva Salvini per dircelo, comunque, investire più risorse su famiglie e imprese lo intervista Andrea Gagliardi chiediamo di usare fondi nel rispetto delle regole europee, per compensare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra, Europa incapace di affrontare i problemi reali dei cittadini.
Non.
L'ipotesi dagli aerei lanciata di tornerà a comprare petrolio e gas dalla Russia è sempre subordinata alla fine della guerra in Ucraina o, secondo lei è percorribile anche al conflitto in corso. Lavoriamo da tempo per la fine del conflitto, dice Salvini, non siamo in guerra con la Russia dopo quattro anni di conflitto di morte e di sanzioni, deve essere la diplomazia a prendere il sopravvento. Non possiamo dire di no. A prescindere a gas e petrolio della Russia, ricordo che gli Stati Uniti hanno da poco tolto il blocco della all'acquisto di questi beni, mentre diversi paesi europei li stanno acquistando in grandi quantità. Ancora oggi, perché solo noi dovremmo pagare più di
Tutti e per tutti dice Salvini, è qui il problema, è tutto lì.
L'intervista che sarà piaciuta a Putin, sicuramente se la legge e ha già avuto diverse risposte ma la posizione resta quella e non se ne esce e quindi andiamo a vedere altri altri titoli, il dubbio Minetti che pasticcio la Procura ammette noi poco perspicaci mentre Walter Verini chi caccia alla Brigata Ebraica offende la memoria dei veri partigiani Emilio Minervini antisemitismo è boom di aggressioni e minacce, aumenta,
Aumentano i reati d'odio.
Domani, Grazia Minetti, indaga l'Interpol, il fantasma dei boss su Cipriani.
Vi ho detto degli altri, un presidente indebolito.
Al Quirinale il sogno della destra.
Riformista, scostamento elettorale, la foto è quella di Montecitorio.
No, forse il Senato, questo no, non si vede benissimo, lo scostamento di bilancio serve solo a dare liquidità alle mancia elettorale, la soluzione salari alti e nuovo fisco.
Eh.
Il flop del governo sull'Unità Paolo Ciani, decreti spot e la vera insicurezza.
Sul Mattino abbiamo Minetti, mi fido di don di Nordio, la grazia fra virgolette, la grazia Meloni difende il Guardasigilli, non toccava lo indagare, escludo dimissioni.
Mentre il coraggio che serve alle banche centrali all'editoriale di Giuseppe Vegas, banchieri centrali, se seguissero l'orientamento.
Suggerito dalla teoria ortodossa.
In tutti i casi in cui si assiste ad un innalzamento dell'inflazione, dovrebbero accrescere il tasso di sconto, in modo da raffreddare l'aumento dei prezzi l'age, d'altronde, già in questi giorni stiamo assistendo ad una crescita generalizzata dei tassi nel mercato delle obbligazioni e dei titoli di debito pubblico che faranno offrendo rendimenti superiori al livello del tasso di sconto ci racconta Giuseppe Vegas, che è anche, ovviamente, sul giornale cugino Roma e Napoli messaggero e Mattino.
Il coraggio che serve alle banche centrali, ma la foto dal Messaggero è sparò alla coppia dell'Anpi incastrato da due videos Roma si vede la targa dello scooter usato per la fuga spari al corteo del 25 aprile a Roma avrebbe le ore contate l'uomo che ha aperto il fuoco con una pistola ad aria compressa,
Applausi da star per Re Carlo è l'ora della riconciliazione.
Dice il.
Il Messaggero per per gli appassionati continua al.
La telenovela degl di arbitro Poli Zappi, squalificato azzerati tutti i vertici arbitrali.
Mentre scompare l'inchiesta.
Già scompare proprio, non si vede più l'inchiesta del nelle notti magiche, dopo le partite milanesi o meno.
In cui, con 6 7.000 euro a serata.
Avevi inseguirli altro che il pallone dicevamo ieri.
Il manifesto Meloni fa un'altra, grazie a Nordio, il.
Ma il titolo è ultimo omaggio, solo altri bonus e sussidi alle imprese, no al salario minimo, sia quello giusto fra virgolette, il solito decreto lavoro di ogni 1 maggio quest'anno è più buono che mai il governo non ho soldi e spera in una deroga dice il manifesto al patto di stabilità dopo averlo firmato per un finale di legislatura meno mesto.
Andiamo a giornali col botto e poi chiudiamo il tempo l'addome la dormita della Procura, se lo dicono da soli, siamo stati.
Diligenti, ma non perspicaci.
Francesco Storace, no, non è un destino la sinistra al governo ripigliamo, se dice Storace.
Smettiamola di scuotere la testa, non è crollato, il mondo al referendum, ogni giorno porta sempre i suoi guai, ma ora dobbiamo riprenderci nuovi elettori, voi Governo dice Francesco Storace.
La sua foto è di un rosso vivace che forse, insomma, non non è adeguato al contesto, però, insomma e colori dei giornali a volte hanno uno dei problemi della vignetta di Osho meme di off shore, l'opinione Yoshino chiamatela come vi pare.
C'è un Trump che parla dal podio, ah ah, Carlo terzo gli dice perché non vieni qui vicino a me e lui lo guarda caro, verrà erogato, dice, se col calcio non è male un po'volgarotta, però rende l'idea di dei tempi.
Libero le carte della vicenda, la verità sul caso mai niente altro che Nordio è stata la Procura di Milano a dare il primo via libera alla grazia, sulla base di un decreto del Tribunale dei minori di Venezia.
Meloni, le indagini non le fa il governo,
Il gioco del falso e Mario Sechi.
Il caso Nicole Minetti ha due versioni, quella che poggia sui documenti e i vari passaggi del dossier fino alla decisione di concedere la grazia ha preso dal capo dello Stato, sulla base dell'istruttoria, quella che emerge dal racconto del Fatto Quotidiano invece che finora è tutta da provare e da 48 ore è sottoposta a indagine ed è appunto libero.
C'è una intervista a Stefano Ceccanti costituzionalista, alla sentenza della Consulta sui ruoli di Quirinale, ministro stride, con la Repubblica parlamentare, non ci sono precedenti per revocare la grazia, serve un atto del Colle incoerenza, nella grazia dovrebbero convergere le volontà del collo e del governo.
Che dovrebbe risponderne dice Ceccanti sulla verità, la grazie alla Minetti, l'ha voluto al Quirinale, ovviamente la foto che mettono di una Nicole Minetti seminuda, accanto a Mattarella, i giochi di sui media si fanno anche con questi trucchetti da Paese Sergio Mattarella, non ce la racconta giusta dice, Maurizio Belpietro, sulla grazia Nicole Minetti, il Capo dello Stato ci vuol far credere di non avere alcuna responsabilità,
Se non quella di aver sottoscritto un atto di clemenza, che altri in malafede o per negligenza.
ANSA.
Ecco qua, gli hanno sottoposto i tempi record su Nicole Minetti, sul caso ci sono le impronte del Colle, vi dicevamo che il la verità è particolarmente.
Attratta da una morbosa.
Antipatia nei confronti del Quirinale e del presidente Mattarella, condivisa appunto, come dicevamo con anche personaggio internazionale come Putin, il Fatto Quotidiano caso veneti con un nuovo reato, la grazia può saltare col contro Nordio, Meloni Rosalba attacca le toghe.
Marco Travaglio ritorna, ritrova uno dei suoi grandi amori del passato, berlo washing, e torniamo sempre lì e allora.
Va benissimo Rich, chiudiamo con l'evocazione del dubbio ancora tu.
Ebbene, la stampa italiana è così ancora tu e non ci liberiamo.
Delle cose diciamo l'ancora tu di David vari e il tedio, un vite, la noia di Giuliano Ferrara, la malattia mortale della noia che c'è oggi in chiusura il pezzo di Ferrara ci accompagnano mentre ci salutiamo e ci risentiamo domani.
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0