Sono stati discussi i seguenti argomenti: Africa, Colonialismo, Etiopia, Fascismo, Guerra, Italia, Periodici, Politica, Rassegna Stampa, Roosevelt, Sanzioni, Storia, Usa.
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Rubrica
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Parliamo di storia anche oggi, in questo spazio della programmazione di Radio Radicale, per le segnalazioni di questa buttata ci serviremo di una rivista e poi vi leggeremo alcuni passaggi di un articolo comparso su Quotidiano in questa settimana, la rivista in questione, studi storici che cerchiamo sempre di segnalarvi in questa trasmissione la rivista della Fondazione Gramsci, il numero 1, il numero il primo numero di quest'anno gennaio marzo 2026. Oggi lo diciamo subito, cercheremo di dirvi qualcosa. Il tema della puntata sarà uno sguardo alle vicende italiane
Attraverso il 900, prima della seconda guerra mondiale e dopo la seconda guerra mondiale, come sempre, questo cammino
Cercheremo di illustrarvelo con alcuni, alcuni collegamenti che via via cercheremo di mettere in evidenza partiamo dal saggio che compare sulla rivista della Fondazione Gramsci vale la solita raccomandazione che stiamo parlando di una rivista in cui trovate degli approfondimenti molto molto.
Particolareggiati quindi in questa trasmissione, vale sempre la raccomandazione di leggere integralmente questi testi, noi lo vi leggiamo qualcosa solo a scopo divulgativo, si tratta di un articolo di Christian carnevale che un ricercatore indipendente
Il saggio è molto lungo, molto approfondito, appunto, come dicevamo il titolo, è questo una occasione mancata, ma non persa la politica degli Stati Uniti dinanzi alla controversia italo etiopica parliamo appunto della posizione di Roosevelt, degli Stati Uniti, ma in generale dello scenario internazionale rispetto a quello che avvenne in Etiopia con l'aggressione della Italia fascista a quello Stato leggiamo appunto qualche passaggio,
Christian Carnevale apre il suo saggio con una lunga disamina di diverse opinioni di molti storici sulla questione dell'atteggiamento di Roosevelt e definito da alcuni isolazionista da altri invece più attento allo scenario internazionale, trovate le prime pagine,
Dedicate a questo che noi saltiamo appunto però davvero ricchissime da questo punto di vista, a un certo punto carnevale scrive in realtà si dovrebbe porre la dovuta attenzione a un discorso particolare per cercare di Gabriele la cifra di Roosevelt, un discorso tenuto a Chicago cosiddetto discorso della quarantena il 5 ottobre 1937 in cui Roosevelt indicò nella aggressività di determinate potenze il problema il vero problema per il mondo, per il mondo di quegli anni.
Già negli anni 60 del 900 si sono ritenute tali dichiarazioni, l'esatto momento in cui Washington aveva abbandonato l'isolazionismo, un assunto che ancora considerato veritiero da alcuni studiosi, tuttavia, va considerato che i temi toccati in quell'occasione erano stati largamente anticipati da un altro discorso, quello sullo stato dell'Unione del 3 gennaio 1936. Qui il Presidente aveva denunciato la minaccia creata dall'espansionismo di alcune nazioni, le sue parole erano state ispirate dalla aggressione fascista all'Etiopia. Prima
Cruciale sfida della tenuta dell'ordine internazionale di quello di quel periodo, l'avvento di Mussolini era stato in realtà generalmente accolto con favore dall'opinione pubblica statunitense e le amministrazioni che si erano avvicendate non ebbero mai un'attitudine negativa verso il regime per molto tempo si è sostenuto che la controversia etiopica sarebbe stato irrilevante per Roosevelt ma appunto questo saggio Carnevale dimostra che non è così ci scuserà l'autore, la banalizzazione, ma non possiamo approfondire,
Moltissimo questa sua conclusione, vi diamo qualche qualche elemento per capire questo ragionamento, scendiamo un po'più nei particolari, l'analisi di documenti diplomatici scrive a un certo punto l'autore
Dall'analisi. La questione etiopica emerge infatti come un tema di forte interesse nel presidente americano, come pure l'attitudine degli Stati Uniti ebbe un grande impatto su Mussolini, una attenzione reciproca. Quindi, in primo luogo, il dittatore diede molto importanza molta importanza alle decisioni prese a Washington, poiché aveva bisogno di un flusso costante di materie prime per mantenere in vita i suoi sogni di gloria militare in Africa. Roosevelt, invece, l'ebbe un grande interesse per la disputa fin dall'inizio, poiché aveva compreso il suo effetto distruttivo sul tessuto delle relazioni internazionali e sul punto, seppure frenato dalla necessità di far fronte a un Congresso dominato da isolazionisti. La controversia etiopica rappresentò infatti il banco di prova delle convinzioni internazionaliste del presidente. Il suo comportamento non fu sempre legalistico perché tentò di piegare il Neutrality Act, un provvedimento che l'autore analizza approfonditamente nelle pagine che abbiamo saltato
A vantaggio delle proprie posizioni e non prese decisioni consequenziali rispetto a quelle della Gran Bretagna fino al termine della guerra, motivo per cui a Ginevra si confidò per lungo tempo nell'associazione degli Stati Uniti alle iniziative della Società delle Nazioni. L'atteggiamento di Roosevelt fu però condizionato dalla presentazione del piano Laval, Horn, piano franco britannico, dopo il quale risultò rischioso impegnarsi fino in fondo per una linea di aperto appoggio alla organizzazione. Tuttavia, il discorso sullo Stato dell'Unione determinò il principio di un cambiamento della politica estera. Il presidente, facendo capire chiaramente al popolo americano come ormai le auto Craxi e revisioniste rappresentassero il maggior pericolo per il mondo intero, in quanto desiderose di sovvertire l'ordine internazionale. In effetti, gli Stati Uniti non avrebbero mai riconosciuto la conquista italiana dell'Etiopia. Roosevelt avrebbe progressivamente aumentato l'impegno di Washington in un tessuto mondiale ormai lacerato dalle azioni di
Mussolini e questo tema cercheremo di sviluppare con ancora la parte che dobbiamo segnalarvi di questo saggio di Christian Cannevale il tema anche del confronto tra le democrazie di allora e le auto. Grazie di allora, tema che però risulta utile anche in qualche modo per quello che abbiamo di fronte oggi, naturalmente tenendo per esempio sempre presente che la storia non si ripete
Capitolo successivo, Washington tra Roma e Addis Abeba e Christian Carnevale approfondisce qui le questioni nel 32 già nel 32 nel 1932 ci furono segnalazioni e preoccupazioni per le velleità espansionistiche dell'Italia.
La minaccia di venne reale con l'incidente di ugual ugual del 5 dicembre 1934, dopo il quale Mussolini decise segretamente di preparare un'invasione nell'ottobre seguente, come fu poi al termine al termine della stagione delle piogge, l'imminente accordo con la Francia lo avrebbe aiutato a raggiungere tale obiettivo. Già esistono rossa ambasciatore americano a Parigi. Ipotizzo correttamente che l'amicizia tra le 2 potenze latine parliamo appunto il linguaggio e qui degli Stati Uniti rispetto a Francia e Italia fosse divenuta possibile solo perché il ministro degli Esteri francese Pierre Laval, un nome importante che poi ritornerà nella stanza successiva, aveva accettato la richiesta del dittatore di una mano libera in Etiopia, tradito opzionale pro protettrice di Addis Abeba. La Francia aveva infatti deciso da tempo di sacrificare tale posizione per ottenere l'appoggio dell'Italia contro la Germania. Si chiede almeno due anni. La Gran Bretagna aveva perso il suo posto come patrono dell'Impero Negus, sita. In effetti, gli accordi Mussolini, la Val del 7 gennaio 1935 sarebbero stati basati sulla possibilità, per il regime fascista, di aumentare la propria influenza nel Paese fino a ottenere il totale controllo. In realtà, anche un'espansione graduale sarebbe comunque risultata problematica per la società. La Società delle Nazioni, poiché Addis Abeba faceva parte della organizzazione da più di un decennio, l'analisi di carnevale prosieguo, e noi facciamo anche qui un largo salto in avanti. Le minacce italiane verso l'Europa portarono alla mobilitazione della comunità afroamericana. Questo è un fatto poco conosciuto in difesa di un Paese ritenuto una sorta di patria perduta. Questo tema, poi, ritornerà anche negli anni
Della cosiddetta decolonizzazione, anche nei movimenti degli anni 60 70 americani fu un movimento spontaneo, dice l'autore che trovò l'appoggio del panafricanismo britannico, divenendo, in seguito parte di una coop di una campagna mondiale per la salvaguardia dell'Impero. Necessità le 2 principali organizzazioni statunitense in statunitensi impegnati nella difesa dell'uguaglianza razziale, la Universal Migros Improvement Association e la National Association for the Advancement for Colored People e inviarono telegrammi di protesta alla Società delle Nazioni e tra gli attivisti di queste organizzazioni si distinse You Bert, Julian originario di Trinidad e soprannominato Black Eagle Varlin, che si recò in Etiopia per combattere insieme a un altro afro americano, John Robinson, nel giro di pochi mesi dovete però tornare negli Stati Uniti con l'accusa di voler attentare alla vita di Alessia e la Siae
Libererà, diciamo, l'imperatore
In Etiopia per vendicarsi organizzò un ciclo di conferenze così da denunciare le presunte inciviltà del paese tema su cui Mussolini poi insistette molto nel 1936 Julian avrebbe tentato di ottenere la cittadinanza italiana, venendo allontanato però repentinamente da Roma come persona non grata Robinson invece si distinse per il suo coraggio guadagnandosi nel secondo dopoguerra la possibilità di trasferirsi stabilmente in Etiopia dove sarebbe morto nel 1954 in ogni caso il malcontento.
Della comunità afroamericana preoccupa molto l'amministrazione nei primi mesi del 1935, soprattutto per le tensioni ad Harlem con gli immigrati italiani, il Dipartimento di Stato allertò più volte alla polizia per la possibilità di rivolte, ma non venne presa alcuna misura restrittiva fino a quando scoppiarono disordine a Jersey City, da anni Mussolini aveva infatti dedicato importanti attenzioni agli italo americani. Questo è un punto importante del saggio di Carnevale, perché ci dimostra ancora una volta come per i regimi autoritari dittatoriali, come il fascismo,
Italiano è molto più semplice, molto più rapida. L'azione
Di o quantomeno il tentativo di influenzare le opinioni pubbliche, specialmente quelle che sono invece regolate che vivono in un regime di democrazia, dove i malumori delle comunità, per esempio, come?
Il tema di cui abbiamo appena parlato sono un pericolo, diciamo, per le istituzioni politiche, perché c'è di mezzo. Naturalmente, il voto. Questo tema viene messo in evidenza più volte nel nel saggio di cui vi stiamo leggendo le considerazioni. Invece le sto facendo io a latere, diciamo così. Oltre alle continue campagne di propaganda organizzate dai consoli sparsi sul territorio statunitense e qui si utilizza lo Stato appunto i consoli e strutture dello Stato per fini politici avevano operato una serie di associazioni egemonizzati dai fascisti, come i Sons o vitali e l'American Italian Union, presenza visibile di una vera opera o è propria opera di diplomazia culturale, il dittatore scrive, scrive l'autore del saggio. Si era infatti dato l'obiettivo di conquistare il consenso delle comunità di emigrati all'estero per fare pressioni indirette su vari paesi. Nel caso degli Stati Uniti, tuttavia, arrivò anche a porre sotto stretto controllo i corrispondenti dei giornali americani in Italia, nella bellissima, una così da far passare solo le notizie che avrebbero aumentato la sua presa sugli italiani oltre oceano. Questo non impedì comunque varie iniziative degli antifascisti che fecero sentire costantemente la loro voce, soprattutto sulla costa orientale degli Stati Uniti, grazie a diverse organizzazioni di varia ispirazione politica. A ogni modo, nel marzo del 1935 la Germania ripristino la coscrizione obbligatoria. Italia, Francia e Germania ne discussero senza
Risultati di rilievo nella Conferenza di Stresa Roosevelt, invece decise di fare il mio,
Sia nelle procedure affinché il Congresso approvasse una legge di neutralità, allo scopo di prevenire il coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto europeo causato da Hitler, l'autore qui poi analizza anche le decisioni specifiche dei singoli Stati e l'andamento anche della politica statunitense.
Di quegli anni molto interessante, ma appunto
Noi saltiamo qualche passaggio, la guerra in Africa orientale si stava realmente avvicinando durante questa conferenza di Stresa, un funzionario italiano, Giovanni Battista Guarnaschelli, disse apertamente al collega inglese Jeffrey Thomson che l'invasione delle top dell'Etiopia era ormai inevitabile, grazie alla mano libera lasciata da Laval a Mussolini il diplomatico britannico rimase talmente scosso da riportare il contenuto.
Dell'incontro al Charge da fare americano a Londra, Ray Heather ton, da quel momento, pertanto, il Dipartimento di Stato ebbe la sicurezza che sarebbe scoppiata la guerra in Africa orientale, l'analisi prosieguo noi passiamo al capitolo successivo da ammirevole Gel'fman a pericolo internazionale in un passaggio che abbiamo saltato.
Quando si parlava appunto del fatto che le amministrazioni, fin dal 1922, avevano avuto e amministrazioni statunitensi avevano avuto un atteggiamento benevolo nei confronti di Benito Mussolini, appunto, che era stato definito anche un ammirevole gentleman, e qui vediamo questa trasformazione, analisi di Carnevale prende come spunto proprio questo tema a un certo punto.
Il Presidente degli Stati Uniti trovò estremamente interessante, un ordinario, il resoconto di preparativi militari fascisti inviati dal inviato dal suo c'è da fare in Italia, Merril Kirk, a cui domandò di essere costantemente aggiornato su altri report simili a fine luglio il console a Port Said Raimond re miliardi riuscì a ottenere importanti dati segreti dalla compagnia del canale di Suez relativi al passaggio delle navi italiane in questo caso l'attenzione di Roosevelt venne catturata dalla rivelazione che almeno il 10% dei soldati
E laboratori italiani era già tornato in patria a causa delle malattie tropicali, era evidente
Quanto sperava che questo tipo di problemi potesse fermare l'avventura di Mussolini, ma non andò così capitolo successivo, neutralità, senza neutralità, e qui si approfondisce questo Neutrality Act, di cui vi abbiamo già accennato poco fa, e tutti i particolari appunto li trovate nel testo.
Noi andiamo più al nocciolo della questione, è questo anche un tema importante, ma appunto seguiamo un altro, un altro filo, la guerra d'Etiopia, ebbe inizio il 3 ottobre 1935 le disposizioni su questo atto di neutralità entrarono in vigore due giorni dopo altri particolari il segretario delle Società delle Nazioni,
Cercò di comprendere se fosse possibile coordinare le disposizioni del neutrale di Act statunitense con le sanzioni che furono furono decise, ricorderete la.
La reazione mussoliniana, ma Washington rifiutò qualsiasi collaborazione ufficiale per non abbandonare la linea politica decisa dal Congresso, le procedure ginevrine sancirono un embargo sugli armamenti, l'interruzione dei prestiti sovrani al regime fascista, il blocco quasi totale di esportazioni e importazioni italiane di cui appunto il regime autarchico successivo quest'ultima proposta non includeva cotone, petrolio e carbone poiché i maggiori produttori mondiali non erano membri della Lega.
Per tale motivo, Hugh Wilson, ministro americano in Svizzera, consigliò al che era il segretario di Stato di Roosevelt di domandare pubblicamente alle aziende statunitensi di ridurre in maniera volontaria il proprio commercio con l'Italia, così da impedire alla Società delle Nazioni di accusare gli Stati Uniti di voler sabotare le sanzioni il 30 ottobre Roosevelt inaugurò il cosiddetto embargo morale chiedendogli americani di rifuggire da tempi,
Trade Opportunities oppure da abnormal, lì in crisi ed profit generati dalle esportazioni di materiale bellico. Da quel momento il presidente volle ricevere aggiornamenti giornalieri sul volume del commercio con l'Italia, considerando cruciali soprattutto ai dati sul greggio. L'analisi di Christian carnevale continua, ma noi andiamo avanti. Il rapporto col Piano l'avallo Horn degli Stati Uniti, rispetto allo scenario europeo è il capitolo successivo. Questo è molto, molto interessante, ma appunto
Che qui per ragioni di tempo, andiamo avanti perché è un'occasione mancata. Ecco, è il titolo
E di questo saggio come il suo predecessore Eden, stiamo parlando degli esponenti del Governo britannico era convinto che una decisione favorevole della Gran Bretagna riguardo all'applicazione degli embarghi al Alitalia, Alitalia, fascista sul petrolio, non fosse possibile senza una precedente iniziativa analoga degli Stati Uniti e qui veniamo allo scenario che tragico degli anni 30, appunto, del rimpallarsi queste responsabilità che poi furono purtroppo la premessa del
Della avventura, diciamo così nazifascista. Per questo motivo, prosieguo relatore alla Società delle Nazioni propose solamente la creazione di un comitato per comprendere quali quanto l'embargo risultasse fattibile. Fu a quel punto che il Dipartimento di Stato cominciò concretamente a dubitare della volontà concreta della Lega, ovvero delle potenze democratiche, di attuare davvero l'estensione delle sanzioni. Abbiamo sentito ultimamente queste difficoltà. L'ambasciatore italiano rosso alle Nazioni Unite aveva
Compreso da tempo, il desiderio della Amministrazione statunitense di collaborare con Ginevra aveva quindi ideato personalmente qui il tema davvero interessante, una campagna tra gli italoamericani per impedire l'adozione di una legge di neutralità diversa da quella precedente. La risposta della comunità di emigrati fu estremamente positiva. Ai membri del Congresso la casa Bianca vennero fatti oggetto di decine di migliaia di lettere precompilate che emittenti avevano solo ho dovuto firmare. Il diplomatico fu tanto orgoglioso del risultato di questa sua iniziativa da vantarsene in un telegramma a Mussolini che, diciamo stato consultato dal dall'autore qui ancora una volta, vedete, come è evidente questa differenza anche di efficacia e di risultati e di velocità, diciamo così,
Di azione tra gli Stati autocratici, le dittature e le democrazie, che debbono tenere conto del consenso e del dissenso dei cittadini. Roosevelt si trovò, pertanto dice l'autore, con le mani legate alle prese con l'opposizione della comunità italo-americana che tradizionalmente lo aveva sostenuto e soprattutto con una opinione pubblica tendenzialmente isolazionistiche irritata con la Francia e Germania per quanto era avvenuto sul piano di cui vi abbiamo detto, comprese le difficoltà di imporre in tempi brevi una politica diversa in un anno elettorale e di fronte a potenze europee pronte a scendere a patti e qui evochiamo Monaco,
Con i paesi che venivano definiti revisionisti, poi il contesto cambia velocemente la Rimini tra la di zazione rimilitarizzazione della Renai This land Renania distolse l'attenzione delle potenze europee dalla guerra in Etiopia
Addis Abeba, nel frattempo denunciò comunque a Washington e Ginevra l'utilizzo dei gas da parte degli italiani, tema che era stato rimosso dalla storiografia. Gli Stati Uniti non avevano però ratificato la Convenzione sugli aggressivi chimici e pertanto non poterono intraprendere alcuna iniziativa. Verrà vi per evitare altre violazioni delle proprie leggi belliche. La caduta di Alessia e la Siae fu preannunciata dalla sconfitta degli eserciti imperiali nelle battaglie di
Make you e del lago Ascianghi, nome che ancora cioè nella toponomastica italiana, ai primi di aprile è tornato ad Addis Abeba. Il primo omaggio volle incontrare il nuovo che c'è da fare americano, Cornelius van Englert, a cui confermò l'importanza del discorso sullo Stato dell'Unione per l'intero panorama internazionale. Perché bisognerebbe con sarebbe dovuta cambiare radicalmente la politica da opporre alle potenze revisioniste per evitare ad altri Paesi la sorte delle dell'Etiopia. Questo era
Quello che diceva alle Selassié il sovrano parti quindi, per l'esilio alla capitale, cadde preda di quattro giorni di saccheggi da parte delle truppe italiane di invasione è in Gert difese l'ambasciata americana fino al 5 maggio, quando venne tratto in salvo da un convoglio inviato dalla legazione britannica qualche ora prima dell'ingresso del maresciallo Pietro Badoglio nella città, la fine delle ostilità sollevò vari problemi per gli Stati Uniti. Pillow era infatti presente il 9 maggio all'interno di Palazzo Venezia, per assistere al discorso di proclamazione dell'Impero il 9 maggio 1936 e l'ironia, tante volte della storia, 9 maggio, una data che poi ritornerà tragicamente nella storia italiana più tarda del 900. Che cosa succede poi? In definitiva, gli Stati Uniti non avrebbero mai poi riconosciuto il cosiddetto auto, appunto proclamato impero italiano
E ci sono anche difficoltà per gli accrediti degli ambasciatori, perché è cambiata la dicitura
Ci sono appunto le esistenze, che hanno non solo un carattere diciamo nominale, ma ha anche un significato politico, come abbiamo detto, sto sintetizzando il ragionamento di Christian Carnevale la Germania nazista, la Francia e la Gran Bretagna avrebbero comunque poi alla fine riconosciuto l'impero italiano nel 1938 anno in cui si
È tentava, si sognava sì, ci si illudeva sulla normalizzazione di questi cosiddetti Stati revisionisti, le dittature europee del 900 nel 1941, una volta ritornato sul trono, il sovrano Alessia e la siepe volle costruire comunque una forte relazione con Washington, anche per ricordare appunto questa che invece con questo saggio è dimostrata come una vicinanza seppur tra 1.000 difficoltà nella condotta della politica estera di Roosevelt un,
Una forte relazione con Washington, che non venne mai meno fino al suo definitivo spodestamento nel settembre del 1974. Ma vi leggiamo le conclusioni a questo punto. La politica degli Stati Uniti durante la controversia italo etiopica può essere compresa solo tenendo in considerazione della crisi globale scatenata da Mussolini.
Fu questo infatti il motivo che portò Roosevelt a interessarsi notevolmente della disputa fin dalle sue origini, agendo in maniera coerente con le sue convinzioni internazionalista, il presidente tentò di influenzare il dittatore in diversi modi fin dall'agosto del 1935, avendo però raccolto solo fallimenti, gli restò la speranza che le condizioni ambientali in Africa,
Orientale fermassero un'avventura fuori dal tempo e si faceva anche allora, a sua volta Mussolini diede grande importanza all'opinione pubblica americana che cercò di accattivarsi lo abbiamo visto con sistemi molto efficaci, nella speranza di non rovinare poi i rapporti tra Roma e Washington, così da evitare l'interruzione del flusso di petrolio materie prime verso la penisola cresciuto in maniera esponenziale nei mesi della preparazione di quel conflitto allo scoppio della guerra.
Roosevelt sia dell'obiettivo di limitarne la durata, in apparenza sembrò rimanere all'interno delle strettoie imposti dalla legge, ma in realtà tentò di modificare la definizione di implemento o War cercando in questo modo di piegare il né tra o liti Act per ostacolare maggiormente l'invasione fascista
E non riuscendosi monitor ogni giorno i dati sulle esportazioni verso l'Italia
Più avanti
Si parla poi della condizione di cui vi abbiamo già detto, cioè del fatto che Roosevelt ebbe una preoccupazione poiché non fu confermata dalle dalle elezioni, perché secondo un sondaggio diciamo che viene citato
Non sarebbe cambiato molto se ci fosse stato un comportamento diverso, ma i se e i ma non fanno parte della storia. Sta di fatto che questa attenzione viene raccontata.
Nei particolari e questo scenario e il ruolo del fascismo di Mussolini nel distruggere un sistema di equilibrio vien
Ne è riproposto nei particolari Christian Carnevale, una un'occasione mancata, ma non persa, lo trovate su Studi storici, il primo numero del 2026. Abbiamo preso in realtà tutto il tempo e la seconda citazione ve la faremo la prossima volta perché parleremo invece di quello che succede nell'immediato dopoguerra con l'assemblea costituente è la profezia di Calamandrei sulla instabilità politica e le previsioni,
Su quello che sarebbe potuto avvenire anche, diciamo il livello anche linguistico del compromesso che si ottenne nel testo della Costituzione, ma ci torneremo, si tratta di un articolo di Giuliano Amato con Giovanni Tarli, Barbieri, la profezia di Calamandrei sulla instabilità politica che trovate sul quotidiano la Repubblica del 22 maggio noi ci fermiamo qui perché abbiamo finito il nostro tempo si posiziona, vi diamo appuntamento alla settimana prossima.
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