Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cuba, Esteri, Golfo Persico, Guerra, Iran, Rassegna Stampa, Trump, Usa.
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale e giovedì 28 maggio questo è l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta in apertura anche oggi ci occuperemo della guerra in Iran, Stati Uniti e Iran, l'arte del possibile è il titolo di un editoriale pubblicato ieri dal Financial Times sullo stallo che si è venuto a creare il rischio che Trump,
Accetti un accordo al ribasso pur di uscire da questa guerra. Vedremo anche un commento dal Wall Street Journal sulla strategia iraniana delle scaramucce nello stretto di Hormuz e poi torneremo sul Financial Times per un pezzo firmato da Edward News a proposito di Putin e Trump che non hanno le carte per utilizzare un'espressione tipica del presidente americano. Infine dalle mondo, un commento di Gilles pari dedicato a Cuba. L'insuccesso di Trump in Iran trasforma Cuba in un trofeo di sostituzione, un premio di consolazione di cui nessuno conosce i costi. Secondo il quotidiano francese, partiamo però da
L'editoriale di ieri del Financial Times, Stati Uniti e Iran l'arte del possibile scrive il quotidiano della City dopo settimane di trattative indirette completa complicate,
Condotte in un clima di retorica bellicosa,
Stati Uniti e Iran sembrano avviarsi verso un accordo per prorogare di 60 giorni un fragile cessate il fuoco, riaprire lo Stretto di Hormuz e porre le basi per un eventuale accordo più ampio la spinta diplomatica è fragile sabato.
Il presidente Trump ha affermato che l'accordo era in gran parte negoziato, sarebbe stato annunciato a breve, ma il mondo sta ancora aspettando i raid americani incontro dei lancia missili e delle navi iraniane nella notte tra lunedì e martedì hanno evidenziato la precarietà a della situazione, tuttavia i negoziati proseguono un accordo, secondo il Financial Times non garantirebbe la fine definitiva della guerra ma ridurrebbe il rischio di una ripresa di del conflitto su larga scala.
La riapertura dello stretto di Hormuz inizierà ad alleviare la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni e a ridurre i rischi di una recessione globale. La domanda è se questo possa essere un buon accordo, la risposta dipende dalle alternative. Al momento, secondo il Financial Times, non ci sono opzioni migliori dopo l'attacco di Stati Uniti.
Israele, un attacco che non avrebbe mai dovuto aver luogo le alternative, sono queste mantenere lo status quo, cioè una tregua instabile con lo stretto di Hormuz praticamente chiuso.
Riprendere gli attacchi contro l'Iran, il che rischierebbe di aggravare la situazione, provocare ulteriori rappresaglie iraniane contro i Paesi del Golfo, ultima alternativa, dichiarare vittoria da parte americana e disimpegnarsi da una crisi che lo stesso Trump ha scatenato i falchi repubblicani come prevedibile criticano l'accordo. Eppure sono stati proprio i falchi a battere i tamburi di guerra insieme al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, spingendo Trump a precipitare il mondo in questo caos,
Il presidente americano Netanyahu fin dall'inizio non avevano una strategia coerente. Hanno sottovalutato il nemico Trump. Sembra sorpreso che l'Iran abbia preso di mira gli alleati americani nel Golfo e si è riuscito a tenere in ostaggio lo stretto di Hormuz. La realtà è che ora a Teheran, una nuova leva che rischia di indurire la sua posizione al tavolo dei negoziati, anche l'Iran prosegue. Il Financial Times ha bisogno di un accordo. Dopo settimane di bombardamenti, il regime islamico ha smentito chi lo considerava. Una tigre di carta è ancora in piedi, anzi più intransigente che mai. Continua a dimostrare di poter colpire con precisione in base americane infrastrutture energetiche nel Golfo,
Tuttavia, il regime ha subito anche colpi devastanti, tra cui la perdita del suo leader supremo, Ali Khamenei, e dei principali responsabili della difesa e dell'apparato di sicurezza. Le sue infrastrutture sono state duramente danneggiate, comprese acciaierie impianti petrolchimici.
Che sono fonti vitali di reddito e occupazione. Il regime, già in declino e privo di legittimità, ora deve avviare la ricostruzione, sapendo che la vera prova in patria deve ancora arrivare. Secondo il Financial Times restano dunque domande cruciali.
Innanzitutto, sul futuro dello stretto di Hormuz e sul programma nucleare iraniano, secondo l'accordo proposto, Teheran non applicherebbe dazi alle navi a Hormuz per 60 giorni, c'è l'impegno a discutere se l'Iran debba consegnare almeno in parte il suo stock di uranio arricchito a livelli vicini.
A quello per armi nucleari, il regime si impegnerà anche a non sviluppare mai un'arma nucleare. In cambio di queste concessioni ci sarebbe la promessa di una revoca graduale delle sanzioni e dello sblocco dei beni congelati all'estero, ma tutto dipenderà dai progressi dei negoziati verso un accordo
Definitivo resteranno poi questioni irrisolte. Temi fondamentali come l'arsenale di missili e droni nell'Iran saranno affrontati in un secondo momento. In sostanza, le potenze regionali dovranno discutere con l'Iran delle loro preoccupazioni in materia di sicurezza e della futura gestione dello Stretto. C'è anche il rischio che questo accordo, come il Piano di Trump per porre fine alla guerra, si blocchi nelle sue fasi iniziali
L'accordo si è raggiunto. Non sarà una panacea per le cause profonde di una crisi che cova da decenni. Del resto, non avrebbe potuto esserlo dopo la fatidica decisione di Trump, di abbandonare la diplomazia e andare in guerra. Ciò che offre questo eventuale accordo e l'arte del possibile una possibilità di interrompere il circolo vizioso dell'escalation. Per ora, secondo il Financial Times, questa è l'opzione meno peggio
Così il quotidiano della City, non la pensa allo stesso modo il Wall Street Journal, di cui leggiamo spesso gli editoriali ieri ce n'era, un altro dal titolo la strategia iraniana delle scaramucce nello Stretto di Hormuz, il regime,
Tenta di minare lo stretto ed estendere la sua guerra per procura terroristiche allo scontro militare tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, e viene liquidato come una semplice scaramuccia, ma è anche un avvertimento. Lo stesso vale per l'aumento degli attacchi con droni.
Da parte di Hezbollah contro Israele. I messaggi del regime iraniano per chi vuole ascoltarli spiegano come il regime intende gestire un eventuale accordo con gli Stati Uniti. Nel momento in cui i negoziatori iraniani parlano di riaprire lo Stretto di Hormuz, il Corpo dei guardiani della rivoluzione lavora per rendere questo processo lento e difficile. Lunedì l'esercito americano ha dichiarato di aver individuato e colpito imbarcazioni iraniane che tentavano di posare mine nello stretto. L'Iran ha risposto sparando contro aerei americani,
Portando gli Stati Uniti a reagire colpendo siti bilancio missilistici della Repubblica islamica e poi martedì
C'è stata una petroliera commerciale che è stata colpita da un'esplosione nel Golfo dell'Oman zona, già teatro di attacchi iraniani in passato.
Qual è qual è la strategia fondamentalmente Riad ritardare la riapertura dello Stretto?
Una
Imporre di fatto una nuova normalità in cui l'Iran controlla al transito delle navi. Una nuova normalità è anche l'obiettivo dell'Iran sul fronte settentrionale di Israele, dove Hezbollah ha lanciato più di 900 razzi e 1.300 droni dall'inizio del cessate il fuoco in Libano del 17 aprile.
Dallo Stretto di Hormuz al Libano, queste scaramucce nascondono in realtà una volontà dell'Iran, una mossa di Potenza Teheran, e questo è un problema, rischia di esagerare un'azione decisa degli Stati Uniti e di Israele,
Potrebbe ribaltare la situazione
Per il Wall Street Journal questa opzione alla fine quella sarebbe quella migliore, martedì Israele ha colpito e presumibilmente ucciso il capo militare di Hamas a Gaza, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l'intensificazione delle operazioni in Libano.
L'istinto dei media e considerare questi attacchi come un ostacolo e i negoziati con l'Iran, ma mettere in pericolo uno dei migliori asset del regime iraniano è esattamente il tipo di pressione necessaria per ottenere un accordo migliore
La Marina americana,
Martedì ha scortato una superpetroliera greca attraverso lo stretto di Hormuz.
Il comando centrale americano negato, che questo significhi la ripresa del progetto Freedom, quello per la libertà di navigazione, ma forse si stanno ponendo le basi rompere il blocco iraniano è stata una delle strade non percorse verso la vittoria degli Stati Uniti, così, tra l'altro,
Il Wall Street Journal, che dunque crede ancora questo scenario, torniamo per un attimo sul Financial Times, con Edward Lews, Putin e Trump non hanno le carte quando la Russia, in base all'Ucraina nel 2022, Trump definì la mossa geniale, in realtà la guerra di Putin è stata l'errore più costoso di una grande potenza nella nostra epoca almeno fino a quando Trump non ha lanciato l'operazione furia epica.
In Iran tre mesi fa, entrambi hanno scommesso su un avversario debole, dato per dando per scontato la vittoria in pochi giorni, entrambi hanno aggravato i loro Paesi di costi che perdureranno per molti anni, dopo che Putin e Trump avranno perso il potere,
Come casi di studio su come sprecare una posizione di forza, Putin e Trump non hanno uguali e il principale beneficiario di tutto ciò è la Cina.
Nel cui grembo sono finite la maggior parte delle carte russe e americane, l'influenza americana sul Medio Oriente, già spezzata, così come l'influenza della Russia in Europa, l'Iren am emergerà probabilmente come una potenza regionale, con cui gli altri dovranno fare i conti
L'Ucraina, almeno, sarà un part chiave di una NATO post Stati Uniti in modo in modi molto diversi. Chi e Veteran stanno mostrando al mondo come abbattere un colosso? Taiwan non è l'unico Paese che studia queste elezioni con attenzione così, tra l'altro. Edward news sul Financial Times. Infine, da le Monde di oggi vogliamo
Leggere alcuni passaggi di un commento dice il pari che riguarda in parte l'Iran, ma soprattutto Cuba. L'insuccesso di Trump in Iran trasforma Cuba in un trofeo di sostituzione, un premio di consolazione di cui nessuno conosce i costi. Nessuno avrebbe scommesso sulla sopravvivenza del regime cubano dopo il rapimento a Caracas da parte degli Stati Uniti dell'uomo forte del Venezuela, Nicolas Maduro, privato bruscamente del salvagente energetico garantito dall'erede del chavismo, il regime cubano appariva come un domino destinato a cadere a causa dell'uso spregiudicato della forza da parte di Donald Trump.
Poi Trump si è Impaled Gato nella sua escursione iraniana.
Il vicolo cieco strategico in cui si è arenata la dimostrazione di forza di Stati Uniti e Israele, nonostante i colpi militari devastanti inferti al regime iraniano.
In tutta logica, dovrebbe riportare presto Cuba nel mirino dell'inquilino della casa Bianca l'invio del portaerei Nimitz nelle vicinanze di Cuba lo annuncia già a più di cinque mesi dal colpo di mano in Venezuela, una parte delle condizioni necessarie per la caduta del regime cubano è ancora attuale, si tratta soprattutto di debolezze esterne dall'assenza di un sostegno diplomatico effettivo russo cinese alle profonde divisioni in America Latina fino al blocco energetico organizzato dagli Stati Uniti dal 29 gennaio, che si aggiunge all'embargo imposto dal 1962 da Washington
Questo regime però crolla anche sotto il peso del proprio bilancio che l'embargo americano non può spiegare del tutto durante il periodo speciale seguito il crollo dell'Unione Sovietica, la popolazione cubana aveva chinato la testa 30 anni dopo i blackout ripetuti non possono che alimentare il rigetto di un sistema comunista predatorio poi impari torna a Donald Trump e soprattutto alla sua imprevedibilità Trump considera,
La conquista dell'isola ribelle come?
Inevitabile, in teoria, tutto sembra concorrere a questo esito, ma nessuno sa esattamente cosa Trump intenda fare di Cuba un intervento militare non sembra il più probabile, anche perché metterebbe la casa Bianca di fronte a numerose contraddizioni, Trump ostile a qualsiasi forma di State Building.
Cosa che sarebbe necessaria in caso di Roffi versamento del regime, il soft power è escluso.
Il precedente del Venezuela mostra che Trump potrebbe accontentarsi di un accordo con un regime nell'angolo indebolito.
Insomma, il grande onore atteso da Trump nei confronti dei cubani potrebbe trasformarsi in un grappa ca GRA grattacapo, chiedo scusa di proporzioni epiche ci fermiamo per oggi da David Carretta una buona giornata all'ascolto di radio radicale,
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