Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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E buongiorno agli ascoltatori, eccoci anche oggi all'appuntamento con stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, grazie ad Alessandro Teodori, dall'altra parte del vetro, e a Roberta Jannuzzi in redazione, che cosa troviamo, che cosa troverete sui quotidiani di questa giornata di questo 3 giugno 2026, siamo al 3 giugno, il giorno dopo del 2 giugno, tema ampiamente trattato con interpretazioni Editoriali approfondimenti su questa celebrazione di 80 anni della Repubblica. Noi ci orienteremo questa mattina attraverso il timone, diciamo così,
Della questione sollevata da Paolo Mieli sul Corriere della Sera, la sfilata degli Stati d'Europa, perché, tra l'altro Paolo Mieli.
Ha il merito di citare Marco Pannella, oggi ci sono diverse citazioni e Marco Pannella sui quotidiani, sui quotidiani di oggi, di cui vi diremo tra poco, e di ricordare Paolo Mieli, un episodio che poi sarebbe interessante da approfondire, cioè le manifestazioni della metà della fine degli anni 80 ma anche,
Precedenti che io ricordi.
Ieri le manifestazioni anti militariste dei radicali di Marco Pannella, appunto in occasione del 2 giugno, Sergio Rovasio, qualche anno fa ricordava addirittura un tentativo di invocare la pioggia in una di queste manifestazioni, evocando il l'autentico spirito goliardico e dando a questa parola.
Il suo significato, la, la sua storia, che non è.
Quella che spesso viene attribuita, cioè non è solamente un gioco la goliardi, anche uno spirito e anche una prospettiva.
Politica, ma naturalmente su questo ci torneremo, perché Paolo Mieli parla della sfilata, è quello che serve, è la sfilata degli stati d'Europa, partiremo da qui, ma poi.
Parleremo di giustizia e oggi si riunisce il plenum del Csm, ci sono diversi approfondimenti, c'è la questione informazione, giustizia di cui parleremo e oggi si ritorna ancora una volta sullo scenario e ci ritroviamo davanti in tema di giustizia dopo il referendum di marzo che ha visto come naturalmente ricorderete la vittoria del no una notizia che,
E trova largo spazio sui quotidiani, anche per la sua tragicità, per la sua efferatezza e questa notizia dei braccianti braccianti, bruciati vivi perché volevano essere pagati questo, per esempio, è il titolo del quotidiano la Repubblica cercheremo di dirvi qualcosa di quello che avrete anche sentito dai telegiornali, dalle televisioni e dai social questa notizia,
Che sta circolando molto quello che all'inizio era potuto apparire come un incidente, ma abbiamo scoperto che si è trattato molto, molto probabilmente, di una messa in scena ci sono le indagini, vedremo gli sviluppi, naturalmente, ma ci sono alcune riflessioni sulla situazione delle persone che vengono a lavorare in Italia i migranti,
In alcune zone del nostro Paese ci sono diverse riflessioni su quello che accade nel nel Sud, ma è un tema che riguarda anche questa situazione, i diritti di queste persone e il nostro rapporto con queste persone vedremo di segnalarvi qualcosa anche su questo altro argomento che ci riporta nello scenario invece europeo anche se parliamo della Gran Bretagna che non è,
E nell'Unione Europea Unar una notizie su cui alcuni quotidiani, che guardano tendenzialmente agli elettori di destra e di centrodestra stanno, diciamo invocando con una sigla che naturalmente il capovolgimento di quello che è accaduto a livello statunitense, poi internazionale e la la diciamo la definizione è questa White lives matter quello che trovate, per esempio sul quotidiano, il Tempo White lives matter, quanto vale la vita di un ragazzo, ne parla il direttore, Daniele Capezzone, che cita Federico Punzi che sul tempo si occupa di approfondire questa notizia. Si tratta dell'uccisione di un giovane ragazzo bianco. Si mette molto l'accento su queste questioni. Una vicenda in realtà è chiusa. Perché c'è stata una condanna, ma è stato diffuso un video che ha sollevato molta molta emozione e ci sono queste interpretazioni, l'uso appunto di questa notizia per esprimere prospettive politiche e la sintesi è questa White lives matter, ed è un tema che viene molto
Diciamo sottolineato da un certo punto di vista è stato condiviso anche sui social da Elon Musk, che non è la prima volta che punta la sua attenzione molto critica su quello che accade in Gran Bretagna vedremo qualcosa di questo vi abbiamo già detto il succo della questione.
Che cosa accade poi in Italia, invece, che cosa accade dalle nostre parti, il campo largo agitato, come sempre da.
Dibattiti e differenze di vedute, posizioni confliggenti dal punto di vista, specialmente della politica estera, oggi i quotidiani, e in particolare il Corriere della Sera, mette l'accento su questa questione di questa mozione condivisa che ha dal punto di vista del centrosinistra ha un ruolo, diciamo così in qualche modo di collante di mettere insieme una visione delle cose, ma ci sono anche molte critiche sugli accenti espressi in questa mozione vedremo questa,
La questione più da vicino nella seconda parte della rassegna stampa di Radio radicale di questa mattina, ma è un tema importante, perché ci racconta ancora una volta, su delle differenze che ci sono tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico è all'interno del partito di democratico profonde profonde differenze ma fanno parte naturalmente anche,
Del dibattito politico, così come accade al l'altro schieramento di cui parleremo tra un istante e appunto per quello che riguarda la difesa comune e i riformisti, si pone un problema, probabilmente una discussione che forse si svilupperà nelle prossime settimane a sottolineare queste questioni c'è Enrico Morando che viene intervistato sull'Unità on line uno dei leader della area,
Riformista, ma non abbiamo ancora parlato del del Governo e non abbiamo ancora parlato delle questioni internazionali di cui vi diremo tra poco e che cosa accade.
È per quello che riguarda il governo la apertura sulla flessibilità da parte dell'Unione europea, oggi le Commissioni ricominceranno a lavorare sulla legge elettorale, sulla cosiddetta accelerazione, vedremo qualcosa da questo punto di vista e vedremo anche quello che è il tema del dibattito all'interno dello schieramento di destra di centrodestra il ruolo di Vannacci che cerca di erodere in qualche modo il consenso più a destra, alcune interpretazioni e le da Bazzocchi sul dubbio libero ha anche raccolto un'opinione oltre oceano sull'uso molto
Avveduto molto.
Diciamo raffinato da parte di Giorgia Meloni dei social, alla sua capacità di aver utilizzato i nuovi media proprio per il suo successo politico, ma abbiamo saltato, non li abbiamo ancora detto dello scenario internazionale, ancora una giornata.
Difficile quella di ieri, in realtà le ultime giornate di ieri, per quello che riguarda l'Iran, ancora scontri ancora attacchi e contrattacchi, il il, il tema più evidenziato, diciamo, è quello della telefonata tra.
Tra Donald Trump e Netanyahu, di cui pure si parlava già nelle.
Pagine dei quotidiani di ieri, oggi si approfondisce ancora un po'il tema, e si parla anche di chi riesce poi a avere notizie su queste trasmissioni, su queste telefonate del Corriere della Sera, a farlo e vi diremo qualcosa per quello che riguarda la situazione e più in generale dei due fronti. L'Iran e il Libano e della percezione della condizione di Israele e, per esempio, degli ebrei italiani. C'è una importante intervista, Livia Ottolenghi, presidente delle Comunità ebraiche italiane sulla Repubblica a pagina 24, tra l'altro
E Ottolenghi parla anche del ddl anti semitismo, noi ci torneremo da Radio Radicale in questa giornata perché c'è un convegno dove, tra l'altro, ci sarà la direttrice Giovanna Reanda a introdurre e moderare questi lavori su questo tema, che è un altro dei temi su cui il cosiddetto campo largo,
E, in particolare all'interno del Partito Democratico, manifesta visioni a volte anche molto distanti, ma appunto questo è un altro dei temi che probabilmente si svilupperà in qualche qualche modo, questi gli argomenti si parla di terrorismo e uno degli arresti eseguiti nei giorni scorsi il giornale la presenta come un'emergenza islamista è tornato il terrorismo Jihad e odio sui social di un 21enne che preparava una strage e la notizia è davvero allarmante. Quel filo rosso che porta a Modena e alla strategia Isis. Questo arresto ha
Ha fatto emergere le preoccupazioni degli inquirenti, ma di questi movimenti che ci sono e fanno parte dello scenario che ci troviamo a vivere quotidianamente.
E questo è un altro dei temi in chiusura vi potremmo segnalare tre articoli e vedremo poi come riusciremo ad arrivarci anche oggi, al termine della rassegna stampa di questa mattina di Radio Radicale, una intervista Poli Bortone, una delle persone che ha vissuto a lungo la vicenda politica italiana trovate sul Corriere della Sera sul domani un'intervista a un esperto,
Di fame nel mondo è un tema su cui poi torneremo tra un istante e la pubblicazione di.
Dell'epistolario di Benedetto Croce, che ci riporta ancora una volta su uno dei, diciamo dei riferimenti di Marco Pannella, non il solo, ma a proposito di Marco Pannella, ecco, apriamo la rassegna stampa di oggi.
Con una panoramica delle citazioni che sono diverse e Tiziana Maiolo cita Marco Pannella per quello che riguarda la discussione che è in nuce che ci sarà nelle prossime ore.
Nella maggioranza che oggi si riunisce a via Arenula per scongelare alcune riforme della giustizia, a partire dalla responsabilità civile dei magistrati, per non tradire 13 milioni di italiani, qui è riferimento appunto all'esito.
Del referendum, che pure ha visto, appunto, consensi numericamente importanti al al sì, ma questo articolo per le leggeremo poi.
Nei particolari, quando parleremo di giustizia, il tempo ritorna sulle questioni delle targhe di cui vi abbiamo parlato da Radio Radicale.
Marco Pannella che, appunto, e a cui è stata dedicata.
Sono state dedicate diverse iniziative, di cui abbiamo parlato da questo punto di vista, Martina Zacchi, ne scrive sul tempo, a pagina 2, il leader dei radicali di cui ricorre quest'anno il decennale della scomparsa è stato intitolato uno spiazzo, a Rebibbia, qualche settimana fa ricorda l'annuncio del Capitolio di voler posizionare una targa per Pannella. Palazzo Braschi non hanno reagito con entusiasmo e poi la posizione a via di Torre Argentina per iniziativa del
Partito radicale, questo lo sto aggiungendo io del segretario del Partito radicale, Maurizio Turco e Irene Testa, e qui si cita appunto l'iniziativa del Partito radicale e della targa provvisoria questa iniziativa non sono state portate a termine sul tempo, trovate questo articolo dediche fantasma e appunto anche altre poi iniziative al giudice, anni Adinolfi fino all'attivista Bobby Sands,
E appunto le iniziative che non sono state portate a termine.
Sull'Unità poi, trovate un articolo di Marco Perduca che attualmente uno dei dirigenti dell'associazione, Luca Coscioni, prassi pannelliani, appunti per il ventennale con ironia.
Perduca parla anche criticamente, almeno nella interpretazione che riesco a dare io
Di alcuni accenti che sono stati dati anche retorici in occasione del decennale il titolo senza la sua Galla galassia Pannella, sarebbe stato Pannella e poi nel sottotitolo si legge il suo plurale il suo parlare al plurale non era un vezzo tra i lasciti di Marco, ci sono le organizzazioni di scopo grazie alle quali ha potuto esercitare la leadership non violenta, raggiungere obiettivi di portata storica. Oggi non passa mese senza che conquiste di diritti continuano ad accadere. Grazie al lievito radicale scrive
Marco Perduca così, e poi, dopo aver elencato una serie di notizie relative alla storia del Partito radicale cui vi mandiamo, dice Perduca, c'è tra i lasciti pannelliani, una galassia di organizzazioni di scopo, grazie alle quali Pannella è riuscito a esercitare questa leadership, ma anche a fargli raggiungere obiettivi di portata storica che a loro raramente hanno fatto parte delle.
Panne lei di o pan Elia di della settimana scorsa, e riforme che restano centrali in un periodo di incertezza del diritto e dell'incapacità della sua difesa da parte delle cancellerie di mezzo mondo scrive Perduca il problema dell'organizzazione politica. Il soggetto politico era un tema centrale per Pannella quasi consustanziale, mi si perdoni il lessico scrive Perduca al suo fare politica. Altre considerazioni Perduca dice che è importante ricordare tutto quello che riguarda appunto questo scenario, naturalmente il tutto poi da capire nella realtà dei fatti, come si può intendere qui. Elenca, tra gli altri, anche Marco, Cappato e Filomena Gallo, Mario Staderini, eccetera. Dalla sua prospettiva, un passaggio anche ai Nastri d'archivio di Radio Radicale e certamente aggiungo io
L'archivio di Radio Radicale rappresenta il tutto quello che è stato registrato dell'esperienza di Marco Pannella, de I soggetti della galassia radicale, di quello che è stato detto delle riunioni, delle iniziative, naturalmente è un tutto di copertura di un certo tipo, ma come tutti gli archivi naturalmente ci sono gli scarti non non è,
Un'analogia della realtà, ma appunto una riflessione che, se volete approfondire dalla prospettiva di Marco Perduca, trovate questo articolo sull'Unità a pagina a pagina 5. Ve ne abbiamo dato un qualche conto, ma noi iniziamo la rassegna stampa di oggi con un'altra citazione di Marco Pannella che trovate nell'articolo di spalla come si diceva una volta cioè nell'editoriale di massima evidenza del Corriere della Sera di oggi a sottolineare un po'diciamo la prospettiva dell'interpretazione della giornata del Corriere della Sera,
E quindi è un importante articolo, una proposta di Paolo Mieli, la sfilata degli stati d'Europa leggiamo cinquant'anni fa, quella del 2 giugno era una parata rituale a contestare la quale c'erano solo gli antimilitaristi radicali di Marco Pannella e qualche piccolo gruppo di pacifisti ecco lì indica distintamente perché si tratta propriamente e storicamente di realtà diverse.
Prosegue Miele poi per decenni mieli poi per decenni quella Aisi esibizione della nostra potenza militare fu soppressa finché, all'inizio del suo settennato, l'ha riportata in vita Carlo Azeglio Ciampi, ma nelle forme attuali ed un tempo patriottiche festose, prive di muscolarità, anche se non può sfuggire il significato del fatto che i reparti in divisa e non sfilino inquadrati e rivolgendo il saluto militare al Capo dello Stato, ci si potrebbe domandare cosa c'entra una parata con la ricorrenza del giorno in cui l'Italia decise di darsi una forma repubblicana, dice Paolo Mieli e il significato è chiaro, una volta scelta la Repubblica, dobbiamo essere pronti, oggi come allora, a difenderla in qualsiasi momento armi in pugno se è necessario, e lo stesso discorso dovrà valere per la seconda patria che abbiamo liberamente, a cui abbiamo liberamente deciso di appartenere. L'Europa domenica scorsa, in un'intervista Paola Di Caro, pubblicata su questo giornale, scrive Paolo Mieli, Guido Crosetto, ministro della Difesa o come lui preferirebbe, si dicesse Ministro della difesa della pace ha raccontato che anche nel suo schieramento c'è chi non capisce. Non vuole capire quanto sia importante rispettare l'impegno preso dai Paesi aderenti alla NATO ad alzare fino al 3% del Pil le spese militari. L'articolo
Prosieguo è a pagina 28, un impegno prosegue. Paolo Mieli ha precisato. Crosetto che, al di là delle congiunture economiche, sarebbe giusto e prudente tenere nella doverosa considerazione imprudente si badi bene, prudente e per noi ha specificato il ministro o no per loro. Gli altri Paesi, del resto si è domandato Crosetto se gli altri Paesi europei, eccezion fatta per pochi casi, lo stanno facendo, è possibile che siano tutti pazzi. La verità è che
Anche se non lo abbiamo ancora annunciato ufficialmente, noi europei stiamo già organizzando un grande sistema di difesa comune che va ben oltre gli attuali confini dell'Unione europea.
Comprende, ad esempio, Gran Bretagna, Norvegia, Balcani, anche l'Ucraina, la quale Ucraina viene sì tenuta fuori dall'Unione Europea perché è ancora in corso la guerra, ma anche ha ammesso Crosetto perché se entrasse in Europa procurerebbe una gravissima crisi nel settore agricolo, vero quest'ultima con constatazione induce a fare i conti con la complessità del problema, spostando l'attenzione del dato militare a questioni di contesto e che porta ad ammettere con schiettezza che la costruzione del sistema di difesa europeo è destinata ad essere impopolare, soprattutto in un Paese come il nostro, che non confina con la Russia, ha pochi soldi da spendere, diciamo
Meglio che quasi non ne ha, sicché tutti i nemici del sistema di difesa europeo e qualche estimatore di Putin avranno gioco facile a sostenere la tesi che le spese militari sono un oltraggio a quei settori della popolazione che versano in difficoltà e che perciò sarebbe più opportuno destinare ogni centesimo della costruzione di di scuola infrastrutture, ospedali e infine,
Chi la pensa come il ministro è un guerrafondaio probabilmente interessato ai profitti e che, direttamente o indirettamente, tra la dal mercato delle armi qui Paolo Mieli, si è riferito in varie parti del suo editoriale ha alcune polemiche dei giorni scorsi, ma anche alcune polemiche relative alle celebrazioni dei 2 del 2 giugno che ci sono state da parte di forze che esprimono una prospettiva anti militarista o anche pacifista, prosieguo e Paolo Mieli. Il sistema integrato di difesa europeo consentirebbe in realtà enormi risparmi e danneggerebbe il mercato delle armi che prospera nella situazione attuale. Ma è difficile, in un anno elettorale come quello che ci aspetta qualcuno, eccezion fatta per pochi ardimentosi, abbia voglia di intrattenersi pubblicamente sui doveri imposti dal riarmo you ridefinito per togliere quel riferimento alle armi
Rin S 2030 ed è su questo che l'Europa potrebbe dividersi tra Paesi nordici.
E che, pur subendo anche loro contrat, colpi di cui si è detto, terranno duro e quelli come il nostro, tentati dalla via più facile altre questioni che salto.
Comunque gioverebbe dice Paolo, Mieli e a un certo punto che in tempi come questi le parate militari, pur nella forma italiana di festa di popolo, avessero carattere europeo, questa la proposta si svolgessero a turno nelle capitali del continente, alla presenza dei capi di Stato e di governo e di governo di tutti i paesi. Festeggeremo in questo modo prima ancora che venga al mondo l'esercito europeo, come se fosse già nato, e lo dovremmo fare e scegliendo una data che riporti alla memoria una qualche tappa della storia di un'Europa in equi Bob inequivocabilmente libera e democratica dovrebbe essere una parata sobria, senza missili e carri armati o altre armi sofisticate d'una manifestazione del genere. Conterebbe più il sottinteso che l'esibizione di potenza e stavolta c'è da giurarci dice Paolo Mieli sarebbero presenti anche gli eredi di Pannella e di quegli e di quegli antimilitaristi d'antan e nel frattempo si sono resi conto di quanto sia importante la difesa delle nostre democrazie. Qui naturalmente, poi non apriamo il tema della eredità di cui abbiamo parlato tante volte,
Su cui ci sono posizioni, diciamo critiche, ma il ragionamento va fatto in un'altra occasione, è il tema che solleva Paolo Mieli, e questo evocando appunto.
In apertura a Marco Pannella, parlando della prospettiva europea, tema anche relativo ad alcune polemiche che ci sono state di cui.
Parleremo tra un attimo anche, appunto, critiche di carattere anti militarista, ma una delle questioni che ha tenuto banco nella giornata di ieri è quel è il tema delle assenze alla parata militare.
E l'assenza di Salvini, in particolare ha sollevato diverse diversi commenti leggiamo ancora il Corriere della Sera,
A pagina a pagina 3, Adriana Logroscino è l'autrice di questo articolo alla cerimonia, ai Fori Imperiali nella tribuna delle autorità. Non si fa vedere, Matteo Salvini, era impegnato, riferiranno al suo staff su Libero. Trovate proprio un approfondimento su questo su trasporti, opere pubbliche da completare, PNRR in primis con l'obiettivo, fra gli altri, evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno con una precisazione Salvini è stato presente solo nel 2019, la Lega era comunque rappresentata, ma l'assenza del vicepremier del Carroccio in una foto che restituiva il governo pressoché al completo in tribuna, fa discutere sullo sfondo le distanze tra le forze di maggioranza, sul sul riarmo, se il presidente del Senato, Ignazio la Russa, si dice dispiaciuto per tutti gli assenti e l'altro vicepremier Antonio Tajani, a puntare il dito contro gli avversari. Non so perché Salvini fosse assente, domandatevi o a lui, ma ho visto, non ho visto nemmeno Elly Schlein, Giuseppe Conte, in effetti scrive Logroscino il volto del Pd alla parata era quello di Stefano Graziano, capogruppo in commissione Difesa, mancava Chiara, Braga, capogruppo della Camera. Eppure Francesco Boccia, capogruppo in Senato, di solito sempre presente alla cerimonia, ieri era impegnato nella premiazione di una scolaresca in Senato
La segretaria Schlein, della quale?
Lamentava l'assenza Tajani, invece non era proprio nella lista degli invitati il cerimoniale prevedeva prevede che i posti in tribuna si erano riservati ai presidenti e vicepresidenti delle Camere capigruppo, presidenti in Commissione, componenti della commissione, Difesa non ai leader di partito un'esclusione che non riguarda Conte però qualità di ex presidente del Consiglio era invitato ma riferiscono dalla segreteria ha declinato non è,
Casuale che fossero assenti i due filo putiniani, Conte e Salvini, pungere Osvaldo, Napoli, la delegazione del Movimento 5 Stelle, tuttavia, era nutrita, c'era il vice di Conte, Michele Gubitosa, il Guido, il questore Filippo Scerra, altri sette parlamentari, l'unica forza politica di opposizione che ha inviato le 2 capigruppo Raffella Raffaella Paita Maria Elena Boschi, è stata Italia Viva per azione delegati due deputati, Antonio d'Alessio e Fabrizio Benzoni, assente più Europa tra i sindaci, pur invitato, non si è visto il primo cittadino
Di Milano, Beppe Sala a nessuno, nemmeno per a Vs, sempre piuttosto fredda,
Nei confronti della parola della parata Ilaria Salis, europarlamentare Rieti e deciso.
Di esplicitare il suo sentimento. Una proposta shock definisce la Grosch Logroscino in un'epoca pericolosamente segnata dal riarmo. Militarismo e guerre. Bisognerebbe abolire la parata del due, la parata del 2 giugno, cosa che è già avvenuta nella storia non recentissima della Repubblica che sono sorti molti scrive il Corriere della Sera, la Premier Giorgia Meloni. Reputo queste dichiarazioni non solo vergognose, ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l'Italia. Disprezzare tutto questo dal ruolo istituzionale di significa non aver capito nulla della nostra storia della Repubblica e del dovere che sia verso di esse attacca anche
Donzelli, insomma, questo è un po'lo scenario su queste polemiche, che ritrovate anche su altri quotidiani a Repubblica, a pagina 7, più o meno, il ragionamento è lo stesso sulle assenze, le parole di Ignazio la Russa on ognuno e dove vuole, mi dispiace per non per l'assenza di Salvini appunto e poi le assenze degli altri di cui il Corriere della Sera ha dato ampiamente spiegazione su Libero anche un accenno di cui vi dicevamo le.
Che cosa che cosa faceva Matteo Matteo Salvini, Salvini, io al ministero al lavoro per evitare lo sciopero, è un giallo che non c'era spiega libero
Una delle polemiche più sulle ali è stata questa appunto si sì, si riporta si riporta alla ricostruzione della cosa, ma appunto il ministro ha fatto sapere che ha passato la mattinata al ministero, come come ieri, peraltro su trasporti, opere pubbliche da completare PNRR in primis con l'obiettivo,
Fra gli altri, di evitare lo sciopero dei ferrovieri l'11 giugno, pagina 2 di Libera, quindi un'assenza, diciamo motivata, quella di Salvini è spiegata su Libero a pagina 2.
Le parole del presidente Mattarella vengono riportate un po'da tutti i quotidiani e quindi qui solo per segnalarvi anche alcune.
Alcuni commenti, Concetto Vecchio su su Repubblica e che ha il merito di ricordare un passaggio dell'intervento del presidente Mattarella 2 giugno di Mattarella, felici di essere il frutto di tante generazioni, poi si parla anche di questa di questa intervista che il presidente della Repubblica ha concesso con dei giovanissimi delle scuole in cui ha toccato,
Vari temi e Concetto Vecchio, riassume un po'tutta la giornata del presidente, a pagina 6 del quotidiano la Repubblica, un passaggio di questa intervista bisogna fare le riforme, come negli anni 70, dice, è quella cita Mattarella, quella sulla riforma del diritto di famiglia ha rimosso normative retrograde alcune di sapore barbarico noi approfittiamo di questa citazione per ricordare appunto, ancora una volta, il protagonismo di Marco Pannella, del Partito radicale e in quella,
Stagione, la riforma del diritto di famiglia era uno dei temi su cui Marco Pannella insisteva, assistito molto nel ricordare il percorso del Partito Radicale, come è stato ricordato ieri, parallelo al percorso della giovane allora giovanissima Repubblica inquinata, minacciata da una parte dalla violenza politica di diversi opposti i colori e anche da la strategia della tensione abbiamo citato queste questioni nella giornata di ieri e per chi volesse può recuperare anche sui quotidiani di ieri questi accenni.
Ma noi approfittiamo di questa citazione, diciamo, delle riforme poco conosciute della storia repubblicana, perché la stampa riporta insieme Up, appunto, a tutte le cose che trovate sui quotidiani, relativamente a questo importante appuntamento del 2 giugno, una notizia.
Davvero poco poco frequentata, poco conosciuta a pagina 24, con un titolo che riecheggia una cattiva traduzione di un bel film di molti anni fa, se ti sposi ti licenzio pagina 24 articolo di Antonella Lattanzi di che parliamo.
Spiega il sottotitolo, prima del 1963 e il 63, un anno molto importante della storia della Repubblica, il primo centrosinistra, i primi scossoni, e ci torneremo prima del 1963. Il matrimonio faceva perdere il lavoro alle donne, Storia di una dattilografa che rinunciò al posto.
E di sua figlia. Il racconto lo trovate a pagina 24, lungo. Quindi decidiamo solo questa questione, che è molto importante da questo punto di vista, almeno a mio giudizio, il rapporto di Antonella Lattanzi di cui la stampa pubblica questo estratto nato dall'incontro dell'autrice, con il Museo Archivio Reale Mutua di Torino, la legge, quella era la legge e la legge, la stampa fa un trafiletto che invece vi leggiamo. La legge del 9 gennaio 1963 numero 7 ha introdotto nell'ordinamento italiano il divieto assoluto di licenziamento delle ra. La vota lavoratrici per causa di matrimonio, ponendo fine a una pratica fino ad allora molto frequente, è rimasta impunita e rendendo così nullo ogni licenziamento intimato alle dipendenti nel periodo che andava dal giorno della richiesta delle pubblicazioni matrimoniali fino a un anno dopo la celebrazione delle nozze, allo stesso modo si smetteva di ammettere dimissioni richieste dalle donne nello stesso periodo di tempo. Il 1963 fu un anno importante per i diritti delle lavoratrici, la legge numero 66 del 9 febbraio, sancì l'accesso delle donne a tutte le cariche, professioni e impieghi pubblici, compresa la magistratura e, ricordiamolo e 1963
Recente, ma anche un anno significativo della storia della Repubblica.
E questa notizia, questo racconto, che ancora vi segnaliamo Antonella Lattanzi è anche l'occasione per ricordare come la questione della trasformazione dei rapporti tra le persone, e quindi anche nel mondo del lavoro, è stata.
Una delle vicende, delle grandi trasformazioni della storia del nostro Paese e di una stagione ormai molto lontana in un contesto, quello attuale, che è molto, molto diverso, questa segnalazione per completare il quadro, diciamo post 2 giugno con solo qualche altra segnalazione, il foglio ritorna sul libro di Antonio Polito nell'archivio di Radio Radicale trovate alcune presentazioni la carta non è di sinistra e di tutti,
Antonio Polito racconta la Costituzione, come feticcio scritta dai padri e murata viva dai nipoti, trovate questo articolo sul sul Foglio, il Giornale riporta una notizia su cui ci sono anche dei commenti un po', diciamo, molto critici su altri quotidiani su Teresa contro Delia e di che parliamo il corto cortometraggio di Fratelli d'Italia che celebra il voto delle donne Delia e la protagonista del film di Paola Cortellesi che è ormai già diventato diciamo un classico da questo punto di vista.
E che cosa è accaduto, ne scrive Ò Hara borselli, il futuro ha bisogno di voi dopo c'è ancora domani della Cortellesi, quel sogno sulla Meloni nel 1947.
Un'altra protagonista c'è questo cortometraggio, questa protagonista che è un sogno in cui appare Giorgia Meloni Hoara Borselli, A pagina 4 del giornale sugli altri quotidiani, se volete anche.
Qualche commento ironico su questa iniziativa, ma è un'iniziativa che ci racconta ancora della dell'orgoglio, diciamo per la nascita e la storia della nostra le PO Repubblica.
Su Libero.
Ancora qualche segnalazione prima di andare avanti è libro, apre su questa questione dei disertori ecco le polemiche che invece Paolo Mieli ha ricordato iniziative anti militariste dei radicali degli anni 80. I disertori qui li chiamano progressisti contro le divise Schlein Conte e gli altri big giallorossi evitano, elaborata dal 2 giugno sgarbo a Mattarella sette pure Salvini ma per impegni al Ministero.
O di odiano i soldati, ma le guerre le dichiarano i politici, Alessandro Sallusti, questo il suo editoriale di oggi su Libero trovate un'intervista a Pierluigi Battista.
Molto duro su alcune questioni, la sinistra non rispetta le istituzioni partiti come il Pd, ormai sono diventati oltranzisti e agendo così fanno uno sgarbo a Mattarella, lo intervista Pietro Senaldi, referendum del 46 dice.
Dice, Pierluigi Battista, non è stato la prosecuzione della Resistenza, se volete questa prospettiva, la trovate.
Su libero, a pagina 5, Paolo Pombeni, sul Messaggero, il valore della piazza, un editoriale a bilancio, diciamo di questa.
Giornata sulla cronaca della giornata, potete prendere il Corriere della Sera a pagina 2 e 3, che vi racconta tutto, ma anche gli altri quotidiani, mi pare che possiamo chiudere
Per questa mattina il bilancio di questo 2 giugno e sforzarci rapidamente sugli altri temi che riguardano la politica italiana, per poi passare nella seconda parte della rassegna stampa di oggi, di stampa e regime di oggi, di radio radicale allo scenario internazionale e che cosa sta accadendo nel mondo della giustizia, prendiamo il Corriere della Sera a pagina 14 per un
A breve diciamo.
Quadro della situazione le toghe, le nuove regole sui rapporti con la stampa, il Csm decide sulla stretta, oggi c'è il plenum, tra le misure, l'utilizzo di note scritte per dare le notizie arriva oggi scrive.
Il Corriere della della sera Virginia Piccolillo, arriva oggi al plenum del Consiglio superiore della magistratura, la delibera con i nuovi limiti per che i magistrati dovranno rispettare nei rapporti con la stampa la proposta alla quale sono i relatori, la consigliera laica di area leghista Claudia Eccher e il togato di Unicost Michele Forziati.
Passati all'unanimità, all'unanimità in settima Commissione ha sollevato polemiche per le nuove prescrizioni, a partire dalle limitazioni delle conferenze stampa, sostituite salvo casi eccezionali da comunicazioni scritte, ma nella seduta di oggi ci sarà discussione, alcuni togati presenteranno emendamenti poi qui si parla dei precedenti ma appunto questa è la diciamo fotografia di oggi prendiamo il,
Dubbio.
Perché il dubbio ci aiuta a?
Ah
A capire poi, anche dal punto di vista politico, quello che sta succedendo oggi, la maggioranza si riunisce a via Arenula per scongelare alcune riforme ne scrive Tiziana Maiolo, a pagina 2 e 3 del dubbio serve coraggio, ma si può ancora evitare che l'Italia diventi una Repubblica toga Crati Ca'toga critica.
Sarà la prima volta a due mesi dalla consultazione referendaria schema Yolo in cui si metteranno sul tavolo asciugate le lacrime per la sconfitta ingiusta, un risultato imbroglione, esco le intenzioni concrete della maggioranza di governo sulla realizzazione di un vero Stato di diritto, non sarà facile fare i conti con i principi e nello stesso tempo con la scadenza elettorale delle politiche 2027,
Ogni leader di partito a partire dalla stessa Giorgia Meloni, ma anche personaggi non secondari come Stefania, Craxi, Enrico Costa, 2, garantisti doc che oggi.
Guidano i parlamentari di Forza Italia dovrà scegliere i propri interlocutori, che non sono solo quei 13 milioni di cui una parte è fuori da quella maggioranza di governo, ma anche e soprattutto quelli che hanno riempito il grande buco dell'astensionismo pur essendo fidelizzati, magari nello stesso partito del presidente del Consiglio e al loro soprattutto ce ne sono tanti e in particolare le regioni del Sud sono pronti a votare e rivotare il partito di Silvio Berlusconi, che si dovranno rivolgere Craxi e Costa per spiegare che chiede la responsabilità civile per i magistrati come chiese 40 anni fa con un referendum più dell'80% dei cittadini. Non è una vendetta, anche perché parlano i numeri. Il 98% dei magistrati viene sempre promosso nelle valutazioni di carriera, compresi quelli che sbagliano e nel migliaio di cause intentate dai cittadini che hanno subito errori giudiziari, solo l'1,4% dei responsabili viene punito
Ma esiste un dato di cui dobbiamo essere tutti consapevoli, chi ha imbrogliato gli elettori nella campagna referendaria, sostenendo che il governo voleva mettere i giudici sotto il proprio tallone, sarà capace di tutto dice Maiolo.
Non appena il Parlamento cercherà di rialzare la testa con un programma di riforme, è vero.
Quella che stabilisca il fatto che le toghe, proprio come tutti gli altri, dovrebbero pagare di persona per i propri errori e di gran lunga la riforma più importante, ma il ministro Nordio, che fu a sua volta promotore di un referendum, non ritiene che sia la più urgente, non perché non ci creda, ma perché conosce bene i suoi ex colleghi e teme come del resto Giorgia Meloni di dover affrontare una campagna elettorale da oggi fino alla scadenza del 27 cui gli antagonisti politici,
Del centrodestra non sarebbero i partiti del campo largo, ma il sindacato dei magistrati, cioè quello che è oggi, ma forse lo è da Mani Pulite in avanti, dice Maiolo.
Chi conosce bene quella storia, il soggetto politico più forte, bisogna stare molto attenti.
Ma questo lo sanno bene anche per le 2 storie di famiglia che è stato alle loro spalle, sia Craxi che costa a non ridursi
Sì a svolgere il ruolo di pura testimonianza lo poteva fare Marco Pannella, che con la sua piccola truppa qui la citazione di cui vi dicevamo in apertura di questa rassegna stampa di oggi, con la sua piccola truppa corsara di deputati e senatori riusciva a smuovere le montagne.
Ma non se lo possono permettere forse al governo, in un momento in cui si aspettano prossimi risultati elettorali, addirittura di pareggio, a rendersi dunque una sorta di toga Karadzic e rinunciare a tutto, compresa la propria storia politica e personale punto di domanda, certo che no, e c'è voluta la sveglia di Marina Berlusconi, un'altra con una solida storia personale e politica alle spalle perché si destasse dal torpore da pugile suonato del dopo referendum, poi l'articolo di Maiolo prosegue con altri punti, diciamo, ma
L'essenziale sembra essere questo e appunto questo questo è quanto si deciderà, ci sarà una rinuncia, vedremo, vedremo davvero se è così o se ci sarà qualcosa nella prospettiva di una riforma della giustizia.
Sul tema della informazione, di cui appunto si occuperà il Csm oggi Claudia Eccher viene sentita dal Riformista, a pagina 3, storica lì legale di Salvini, replica a chi l'ha paragonata a un autobus Seriola, questa questa, questo provvedimento, i social cambiano la comunicazione giudiziaria a tutela,
Ah reputazione e presunzione sarà così, il vero problema è poi la permanenza on line delle notizie e rimane il vero nodo, la intervista Giovanni Jacobazzi.
Appena approda questa mattina al plenum, questa questa questione dice la legale, la delibera non limita affatto il diritto di cronaca, ma ridefinisce le modalità della comunicazione istituzionale della magistratura, questo è invece quello che dicono i relatori, chiedo scusa, ma appunto il cuore della delibera e la presunzione di innocenza e della reputazione delle persone coinvolte.
Nei procedimenti penali, questo approfondimento su riformista, a pagina a pagina 3 voce contraria a questa a questo provvedimento, la trovate sul Fatto Quotidiano.
A pagina 9 qui si intervista, Franco, Coppi, giurista e avvocato, molto molto noto.
Diversi passaggi l'intervista a Liliana Milella su queste linee guida risponde Coppi, mi pare un sistema burocratico complicatissimo che, indipendentemente dalle intenzioni, non può che costituire un ostacolo davvero grosso al diritto di informazione, Milella dice un modo per te realizzarla è un processo alle intenzioni che io da buon penalista non dovrei fare ma se guardo,
Le cose da vecchio allievo dei gesuiti possa arrivare a ritenere che ci sia un'intenzione del genere, è interessante questa distinzione e che fa e coppie evocando, diciamo, il suo passato.
Dai.
Gesuiti tocca altre questioni
E che poi di lasciamo, diciamo alla vostra, alla vostra lettura, passiamo a un'altra notizia di cui abbiamo detto in apertura, che trova abbastanza spazio sui quotidiani di oggi una notizia davvero tragica per la a suo modo, diciamo.
Di svolgersi bruciati vivi perché volevano essere pagati, questo è il titolo di apertura di Repubblica, i quattro braccianti nel cosentino avevano chiesto di non lavorare gratis, parla l'unico superstite che è stato rintracciato, ci davano solo il cibo, sono stati fermati due pachistani, prendiamo il giornale che ci consente magari di leggere le notizie da un punto di vista,
Particolare a pagina 17, Stefano Vladovich o Vladovich, i braccianti arsi vivi, la lite con i caporali e le portiere bloccate, non ci pagavano il superstite che dice niente soldi, solo cibo, Salvo sono salvo perché ho rotto il finestrino e mafia pachistana dice il sopravvissuto erano cinque intrappolati in questo mini van che poi è già stato dato alle fiamme circola anche un video,
Da due connazionali fermati a Villapiana.
Uno dei delle vittime è riuscito a mettersi in salvo, forzando la portiera fuggire prima del rogo, ci Mit ci minacciavano, ha raccontato con coltelli pistole per farci lavorare senza pagano, ci davano soldi solo da mangiare, la casa, ma niente soldi.
Gli arrestati, due caporali della zona, sono accusati di mo di omicidio volontario, plurimo e aggravato pluriaggravato, un'esecuzione ripresa istante per istante dalle telecamere di videosorveglianza del distributore IP lungo il vecchio tracciato della statale ionica.
L'unico sopravvissuto racconta di essere arrivato a bordo di questo mezzo, assieme ai suoi compagni, ad attendervi lì i killer che, dopo un'accesa discussione, bloccano le portiere del portellone, dal portellone posteriore cospargono l'abitacolo di benzina, poi la fuga mentre l'auto dopo una fiammata viene ridotta in cenere.
è l'uomo che parla con i giornalisti, appunto è l'unico che è riuscito a scappare, si parla di mafia pachistana e braccianti avrebbero chiesto ai loro carnefici un regolare contratto di lavoro, con stipendi adeguati e in cambio della tassa di trasporto, in realtà una stecca vera e propria che troppo spesso i caporali di varie nazionalità pretendono dagli extracomunitari per farli lavorare nelle aziende della zona Tremonti.
Della Sila 5, però non ce la fanno più in patria, hanno famiglie che attendono soldi per campare, il denaro guadagnato finisce nelle tasche dei loro aguzzini, lunedì dicono basta, chiedono questo contratto, altrimenti nei campi non ci vanno più da due pachistani armi in pugno li minacciano ormai cinque non mollano la tanica è pronta e le
L'esito l'esito è questo e insomma e questa è una delle situazioni che va va approfondita va capita che sul Corriere della Sera questa storia viene ricostruita a pagina 18 19, qui ci sono i fotogrammi, li trovate appunto che.
In Iv inequivocabili appunto la parola che il Corriere della Sera mette in evidenza caporalato, cioè il sistema illegale di reclutamento della manodopera gestito da intermediari che non sono autorizzati a detti appunto i caporali, cioè ingaggiano i lavoratori, spesso condizioni di vulnerabilità per conto delle aziende sottoponendoli a gravi forme di sfruttamento il caporalato viene generalmente associato alle migrazioni stagionale di manodopera nel meridione di Italia e poi c'è, ci sono alcune testimonianze in 10 in una casa da 500 euro
Tornavano dai campi con fragole per i bambini, sul Manifesto trovate il titolo diciamo così.
Più suggestivo, diciamo, si mette insieme anche.
Il post 2 giugno, fondata sul lavoro e queste persone raccoglievano fragole, li hanno bruciati vivi perché chiedevano ai caporali di essere pagati, questa è la notizia, Andrea Fabozzi è direttore del manifesto.
E se non mi sbaglio, vite invisibili della Repubblica dello.
Sfruttamento un punto.
Su questo scenario lo fa Lirio Abbate su il quotidiano la Repubblica insieme di considerazioni sulla condizione.
Della Piana di Sibari, come altre zone agricole del Mezzogiorno, vive dentro questa Ghost contraddizione, Ge dice Lirio, Abbate che tutti conoscono.
E che pochi vogliono davvero affrontare. Da una parte ci sono le imprese sane, gli agricoltori onesti, lavoratori irregolari dall'altra, una zona grigia fatta di intermediazione illecita, trasporti controllati dai caporali, lavoratori reclutati nei ghetti, paghe da uno a due euro, l'ora minacce permessi di soggiorno usati come strumenti di controllo alle cronache giudiziarie calabresi raccontano sempre la stessa storia operazioni contro il caporalato, aziende sospese, decine di lavoratori in nero, braccianti trasportati nei furgoni come merce, immigrati costretti a lavorare senza contratto, senza sicurezza, poi arresti, conferenze stampa e poi di nuovo tutto come prima allo Stato lo sa, le istituzioni lo sanno, i sindacati lo denunciano, le associazioni lo documentano oppure tendopoli, ghetti, insediamenti informali continuano a essere il luogo dove migliaia di persone vivono e lavorano. Questa tragedia di Amendolara non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca nera, è un fatto più largo
Dice più avanti, Abate il fuoco in conclusione scrive che ha divorato i quattro uomini, illumina una verità che preferiamo non guardare i migranti che raccolgono gli agrumi, gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole restano invisibili finché non muoiono, diventano visibili solo in queste occasioni e qui si misura la responsabilità più profonda a partire dalla incapacità di un Paese e di sottrarre migliaia di lavoratori al ricatto all'assenza di diritti e di dignità questo è quanto ho trovate.
Su Repubblica, che poi, a pagina 4, propone anche un reportage, diciamo così, un racconto l'asse di ferro nei campi tra 'ndrangheta e caporali, chi si ribella qui muore, Calabria, Basilicata, Puglia, trasferta di ore e minivan, turni massacranti, minaccia, ecco come funziona il mercato dei nuovi.
Schiavi.
E Giuliano Foschini trovate questo racconto a pagina 4 del quotidiano.
Chiedo scusa la la Repubblica, la Stampa dedica ampio spazio nelle sue pagine di apertura.
A questa, a questa notizia, se non mi sbaglio.
Ma anche.
Anche, appunto, il Corriere della Sera.
Possiamo fermarci qui anche per questa questione, è cambiare argomento e passiamo qui.
Rapidamente ad altre questioni che riguardano che riguardano il il nostro, il nostro Paese,
Parliamo un attimo del campo largo, ecco, parliamo della politica italiana e poi ci sposteremo in Inghilterra e in Ucraina e in Iran, Libano, quindi dobbiamo accelerare, partiamo dal campo largo, che cosa sta succedendo, ricorderete nei giorni scorsi sui quotidiani in particolare.
Libero giornale, il Tempo, la verità, si è parlato molto di questa proposta che in discussione sarebbe in discussione tra le forze del appunto del campo largo Lopez patrimoniale, che cosa succede da questo punto di vista il Corriere della Sera ci spiega qualcosa per quello che riguarda la discussione su questa,
Mozione
Mozione comune. L'accordo fragile del campo largo sulla difesa comune, emozione condivisa dal Movimento 5 Stelle, ha VSP di ma i dem riformisti frenano meglio niente che un'intesa al ribasso. Questa mozione del centrosinistra sul Patto di stabilità verrà messa in votazione domani alla Camera intento e riuscire a riunire il campo largo. Ottenere una votazione unitaria non è scontata, si temono defezioni dell'ultima. Ora hanno lavorato siepi insieme Pd, Movimento 5 Stelle, ha Vs un'interlocuzione a distanza anche con Italia Viva i punti forti riguardano la difesa. Si è trovato un accordo sulla difesa comune europea, sull'efficientamento delle spese militari. Sono queste le parole usate. La mozione prevede di efficientare le risorse già previste sfruttando le economie di scala, aggregando la somma delle spese militari dei singoli Paesi europei.
Sì, rispedisce così al mittente spiega al Corriere della Sera il piano di riarmo europeo, questo è il punto impegno preso dalla presidente Giorgia Meloni, adesso però si va alla conta dei voti Filippo Scerra che ha trattato la mozione per conto dei 5 Stelle, è sicuro dice non ci saranno voti contrari. Nessuno dei partiti del campo largo a anche dai renziani filtra ottimismo lo stesso spirito,
Unitario. Chiedo scusa che pure Angelo Bonelli di AWS rivendica fa notare Bonelli. Impegni economici presi dalla Premier Meloni non sono sostenibili dal punto di vista economico e il 5% del Pil per le spese militari. E un impegno da rivedere con la NATO. Ottimismo da parte dei negoziatori, eppure non tutti i conti tornano all'interno del Pd, rimane l'incognita della minoranza riformista. Linea generale, è meglio nessun accordo che un accordo al ribasso e, in vista di giovedì, i principali esponenti democratici riformisti hanno preso tempo, Piero Fassino, e il presidente
Il Copasir, Lorenzo Guerini, non hanno ancora visto il testo della mozione, si sono riservati il giudizio, la mediazione trovata cancellando il riferimento al ReArm Europe e portando sulla difesa e l'obiettivo che a medio termine si sono posti sia Elly Schlein che Giuseppe Conte, la segretaria dem ci tiene molto a questa mozione, spiega al Corriere della Sera, non tutti i suoi però sono con lei anche l'ex premier Conte ha spinto sui suoi affinché si arrivasse un testo condiviso per non prestare il fianco a chi accusa il movimento di essere un fattore di stabilità nella condizione all'intesa. Si è arrivati grazie a queste spinte, anche grazie
A quello che Scerra definisce un compromesso di arrivare alle la revisione del Patto di stabilità e crescita, un obiettivo che accomuna Schlein e conti. Come vedete la questione,
Diciamo
è importante sulla patrimoniale.
Oggi trovate un'intervista a Misiani, A pagina 13 di Repubblica.
Non è una vittoria la Premier tassi, gli extra profitti, qui si parla, diciamo, della disponibilità di Bruxelles e di cui parleremo tra un attimo.
Alla spesa di 14 miliardi contro il caro energia Misiani, senatore e responsabile economico del partito democratico.
Spiega
Tra le altre cose, sugli extra profitti, è sbagliato aspettare l'Europa gli chiede, Valentina, Conte, risponde dovrebbe avere, dovrebbero avere il coraggio di agire in Italia dice Misiani, a partire dalle partecipate di Stato energetiche, che stanno guadagnando parecchio li chiamassero, si sedessero a un tavolo e decidessero rapidamente famiglie e imprese stanno soffrendo adesso domanda il Pd è disponibile al confronto. Risposta sì, ma non bastano le misure tampone, servono rinnovabili, reti, efficienza energetica, altrimenti tra due, tre e cinque anni ci ritroveremo punto e a capo
Sulle accise. Anche un'altra domanda che saltiamo Schlein chiede l'intervistatrice ha rilanciato il contributo dei super-ricchi. Volete colpire il ceto medio risposta di Misiani? Non mi sembra scandaloso chiedere a livello europeo un contributo ai miliardari. Il ceto medio, invece è già troppo. Ho versato e semmai va ridotta la sua tassazione, quindi non abbiamo ancora, diciamo, i termini precisi di questa proposta. Si fa una distinzione tra miliardari e ceto medio. L'inflazione è tornata sopra il 3% che rischio vede risposta del governo, ha fatto muro contro il salario minimo e la buona contrattazione, e il risultato è che siamo sotto di 8 punti rispetto alla salari reali del 2021. Se l'inflazione riparte, la situazione rischia di diventare insostenibile sul piano sociale, quindi, il tema è
Ah in discussione sarà da vedere, appunto se ci saranno termini più precisi su queste proposte Delgado, sul dubbio ha il merito di approfondire un po'il quadro politico.
E scrive, si fa presto a dire facciamo un programma di coalizione, annunciarlo, è facile, procedere invece no, si sa che i tedeschi lo prendono parecchio, sul serio, passano settimane mesi e considero un contratto non un manifesto elettorale.
In Italia c'è una prassi diversa, quali sono i punti all'ordine del giorno, quei problemini il centrosinistra italiano deve fare i conti, complicano il percorso perché già è accidentato di suo, diciamo così, non è che gli alleati del campo largo si distinguano su pochi ma qualificati dossier il quadro è opposto rispetto a quello tedesco concordano su pochi, pur se può importanti punti faccende e sul resto guardano in direzioni siano proprio opposte, almeno molto diverse si prenda ad esempio la patrimoniale,
Dopo aver ripetuto per quattro anni che le risorse andrebbero prese dai più ricchi, sembrerebbe uno di quei punti sui quali l'accordo generale è scontato invece proprio no AWS la vuole a tutti i costi il Movimento 5 Stelle non lo vuole affatto, il Pd la vorrebbe, ma non osa Renzi la aborre interrogata in merito, Elly ha approvato a cavarsela sgusciando. Siamo sempre stati favorevoli a livello europeo a livello italiano, ne parleremo con gli alleati, traduzione, magari potessimo piazzarla nel programma, ma non ce la faremo, di certo dice Delgado capitolo immigrazione, pure non proprio il meno rilevante in termini di consenso elettorale
I l'intera svolta politica impressa dalla segretaria del Pd al suo partito potrebbe essere lo ius soli nel programma andremo se proseguirà il dibattito, più avanti Delgado scrive sulla politica estera, si sa, le differenze sono macroscopiche, da un lato, in realtà distanze pur davvero profondissima su Ucraina e dunque Europa andrebbe per la verità, ha ridimensionato il governo Meloni, aveva al proprio interno la stessa lacerazione, non ha mai provocato veri guai, bisogna vedere
Se si riuscirà a stabilire una dinamica simile su questo, se volete sentire la voce.
Dell'area.
Del Pd, che dal punto distante.
Da da da queste idee, di cui si sta discutendo molto adesso, dovete prendere l'unità che intervista Enrico Morando, che diciamo leader dell'area riformista, lo interest lo intervista Umberto De Giovannangeli che tocca vari temi, né una lunga intervista.
Tocca il tema giustizia, anche Morando domanda dell'intervistatore c'è chi ha detto e scritto che l'onda lunga del no al referendum sull'ordinamento giudiziario non ha avuto il riscontro che la sinistra si aspettava nell'ultima tornata elettorale, eccesso di ottimismo, risposta di Morando qui peggio mi sento dopo altre considerazioni non è una questione di ottimismo o pessimismo a dice necessità di distinguere due terreni che hanno molte vie di reciproca comunicazione, ma restano distinti considerare il referendum costituzionale come,
Un mero su due surrogato del conflitto tra i partiti per la direzione politica del Paese è un errore anche più grave di quello relativo al tentativo di nazionalizzare le elezioni locali nel no al recente referendum costituzionale si sono unite in un'unica espressione di voto, come neutrale, che sia forse motivazioni tra loro molto diversi e qualche volta opposte c'erano quelli,
Qui la separazione delle carriere piaceva, ma non piacevano i proponenti, c'erano quelli che pensavano che il referendum fosse un'occasione buona per dare una spallata al governo Meloni, a prescindere dal merito, ma c'erano anche quelli che prendevano per buone le parole di Nordio e respingevano la riforma quale strumento per riequilibrare a favore della prima il rapporto tra politica e magistratura, così come quelli che considerano un attentato alla Costituzione qualsiasi tentativo di riferì di riformarla. Mi fermo, con l'elenco dei possibili contraddittorie motivazioni del no. Altre questioni che tocca Morando per esempio la politica estera dice, Morando, l'Italia del centrosinistra è coi volenterosi, comprese UK e Norvegia,
Per costruire anatomia strategica delle urtò dell'Europa in materia di energia e tecnologia, poi il prosieguo del suo lungo ragionamento, qui vi rimandiamo, ma vedete appunto che le prospettive sono sono divaricate sicuramente in questa.
Fase sulla patrimoniale trovate qualcosa anche sulla stampa, a pagina 15 vediamo rapidamente fantasma patrimoniale, scrive Francesca Schianchi, autrice della della analisi con un'eventuale campo largo, scrive in chiusura, è tutto da vedere se una legge,
Appunto, relativamente a a una prospettiva di patrimoniale sulla proposta dell'aliquota, una cosa è certa, siccome pure la comunicazione vuole la sua parte, anzi vuole in quantità il suggerimento che mormorano all'orecchio di Schlein è di evitare, come la peste almeno la sfortunata definizione di patrimoniale se vuole provarci proprio a inventarsi un altro modo per raccontare e far digerire agli alleati questa proposta a pagina 15 della,
Stampa che cosa accade invece dall'altra parte
Abbiamo già dato la notizia, diciamo, dell'apertura dell'Unione Europea, per la flessibilità, prendiamo la stampa a pagina 8 e 9 per dirvi qualcosa.
Ecco, qui potete trovare anche una grafica energia dall'Unione Europea, energia dall'Unione europea, via libera alla flessibilità vale fino a 13,5 milioni, qui c'è pure una grafica sull'andamento del deficit dal 2022 ad oggi e sull'indebitamento netto, il patto Giorgia Ursula un lungo retroscena di Ilario Lombardo Luca Monticelli il legame con von der Leyen ha avvantaggia Meloni governo ora tratta sui paletti per la spesa,
Trovate questo questo retroscena sulla stampa, sul Sole 24 ore.
è l'apertura, questa energia si della Unione europea.
Alla flessibilità la Commissione annuncerà oggi questa disponibilità e, insomma, questo è il quadro davanti al quale si trova il governo, se volete approfondirlo.
Prendete questi quotidiani, ma invece per quelle che sono?
Le questioni che si discutono all'interno del centrodestra torniamo sul dubbio che anche da questo punto di vista, ci offre una prospettiva di approfondimento di alcune questioni, l'onda lunga di Vannacci potrebbe metter mettere in crisi la svolta liberal di Forza Italia dice.
Dice Bazzocchi, c'è una domanda che comincia a circolare con una certa insistenza nei capannelli azzurri non riguarda più soltanto il profilo identitario del partito, il percorso di rilancio dell'anima liberale e garantista voluta voluto dagli eredi politici e familiari di Silvio Berlusconi, la questione più concreta per certi versi più scomoda. Cosa accadrà se tra un anno Giorgia Meloni avrà bisogno di Roberto Vannacci per restare a Palazzo Chigi? Fino a pochi mesi fa il problema poteva apparire teorico. Oggi non lo è più. Il generale continua a consolidare la propria struttura politica, raccoglie adesioni tra amministratori locali, pezzi di classe dirigente della destra e, soprattutto, si prepara a trasformare il consenso personale raccolto negli ultimi anni in una presenza organizzata sul territorio. Molto dipenderà dalla legge elettorale con cui si voterà, ma, qualunque sia il sistema scelto, una parte del centrodestra comincia a prendere atto che, se le attuali tendenze dovessero essere confermati, il peso politico di futuro nazionale potrebbe diventare determinante. È un ragionamento che crea più di un imbarazzo in Forza Italia. Da una parte c'è la strategia impostata negli ultimi mesi, fondata sul recupero della tradizione liberaldemocratica, europeista e laica, che per anni aveva rappresentato una delle anime storiche del berlusconismo. Dall'altra c'è la realtà dei numeri, dei rapporti di forza che potrebbero emergere alle prossime politiche. I segnali di questa contraddizione sono già visibili. Alcuni dirigenti vicini al nuovo corso insistono sulla necessità di marcare le differenze rispetto alla posizione del generale, soprattutto su diritti civili, su fine vita, sul rapporto con le nuove generazioni sul profilo europeo del centrodestra e la linea di chi ritiene che Forza Italia debba smettere di inseguire gli alleati sul terreno dell'identità e tornare a occupare con decisione lo spazio moderato, ma contemporaneamente nessuno sembra disposto a spingersi fino alla rottura. Le parole d'ordine diventano allora prudenza,
Dialogo, assenza di veti, un atteggiamento che fotografa bene il dilemma esistente dentro il partito, perché una cosa è rivendicare una collocazione distinta, un'altra immaginare che la coalizione possa fare a meno di un soggetto che rischia di risultare decisivo nella costruzione di una futura maggioranza parlamentare il problema riguarda in modo particolare, Antonio Tajani dice Bazzocchi, il segretario azzurro e probabilmente il
Dirigente che più di tutti ha dovuto gestire la transizione verso il nuovo corso, da una parte viene sollecitato a rafforzare il profilo moderato del partito, la all'altro sa bene che la sopravvivenza politica della coalizione passa anche dalla capacità di tenere insieme sensibilità molto diverse, per questo ogni volta che il tema Vannacci riemerge, la scelta prevalente è quella di abbassare i toni e rinviare il confronto, poi l'analisi di Bazzocchi prosieguo e ve l'abbiamo letta diciamo ampiamente, e questo anche lo scenario
Che
Forza Italia, in particolare, si trova davanti per quello che riguarda invece un tema assai importante in realtà.
Cioè l'uso delle nuove tecnologie nella costruzione, diciamo così, del consenso politico nella possibilità di far conoscere le proprie proposte politiche su questo poi, magari torneremo per quello che riguarda il diritto a essere conosciuti e il diritto dei cittadini ad essere informati per deliberare di cui ha sempre parlato. Marco Pannella.
Su libera, a pagina 13, trovate lì.
Premier social, questo articolo di Andrea Muzzolon, il guru web di Obama, esalta la strategia di Meloni o no?
Avevo libro studioso Longobardi, capo della comunicazione del premier Alex cross, incorona Giorgia la sua ascesa ricorda molto quella di Barack Obama e qui, naturalmente parliamo di utilizzo delle tecnologie per far conoscere le proprie proposte.
Sono quelle specifiche di Giorgia, Meloni, importante riflessione, a pagina 13
Di libero a pagina 12 invece di Repubblica, l'ultima segnalazione sullo scenario il via libera europeo.
Alla flessibilità, passiamo adesso ha un tema e che dà al nostro Paese, poi ci riporterà, in chiusura della rassegna stampa di oggi, allo scenario internazionale e usiamo il tempo e per questa questione di.
Del della Gran Bretagna, perché vi abbiamo già detto in apertura, appunto White lives matter, quanto vale la vita di un ragazzo occidentale bianco e articoli all'interno del quotidiano il Tempo, Daniele Capezzone, dice spirito di Oriana, aiutaci tu ma che ci hanno fatto Ciano anestetizzato questa è la
La, la questione, così come il tempo, la, la legge per capire invece più da vicino.
La notizia prendiamo il giornale a pagina 15.
E vi leggiamo qualche passaggio di quello che sta accadendo, cioè questo fatto di cronaca White lives matter, anche qui è il titolo Bufera sulla Polizia che ha ammanettato un 18enne accoltellato a morte, era falsa l'accusa di razzismo, l'aggressione l'aggressore è stato condannato era indiano è in grado l'aggressore,
E qui naturalmente si parte dalle considerazioni, dice nessuno di quelli che si sono inginocchiati per George Floyd probabilmente lo farà per Harry no work questo il suo nome.
Non è detto che questo non possa accadere, ma comunque nessuna sigla, un movimento sfilerà per lui in piazza perché le vite dei neri contano, ma in questo folle mondo occidentale è drogato di Walk quelle dei bianchi un po'meno, quindi adesso il quest'l'idea è questa che le vite dei bianchi contano un po'meno nessun progressista farà campagne di sensibile Azzi, sensibilizzazione probabilmente,
Non sanno nemmeno della sua triste storia, perché la stampa mainstream, ecco, cerchiamo di arrivare alla storia.
Harry Novak, la sua storia potrebbe essere il punto più basso toccato da un paese intriso di ideologia Walk.
Ah ah, la storia, eccola, lunedì sera, dopo mesi di polemiche, si è finalmente arrivati a sentenza la Southampton.
Corta, condannato, Vic, vi Crum, di Guà all'ergastolo, il giudice, dopo aver ascoltato il parere della giuria popolare, ha stabilito che l'inglese di origini indiane dovrà stare almeno ventun anni in carcere, condanna molto dura, ma nonostante questo gli inglesi fanno fatica a mettere la parola fine.
A questa storia.
Drammatica la storia, appunto è questa il 3 dicembre 2025 la polizia interviene.
Dove Harry Novak?
Passa poi Bruno tanti diciottenni ammazzati viene accoltellato.
Da un 23enne di fede sikh
Che ha ripetutamente infierito su di lui con un coltello da 20 centimetri il fatto del 2025.
Viene ammanettato l'accoltellato.
Perché l'aggressore ha detto mentendo di essere stato vittima di un attacco razzista, e qui appunto parte questo questo ragionamento largo spazio a questa a questa questione e riguarda questo fatto di cui la giustizia.
Britannica si è occupata appunto sul giornale, trovate questa ricostruzione, la trovate anche
Sul Corriere della Sera.
A pagina 17
Mi ha pugnalato, non respiro, è quello che invece ha detto il ragazzo morto, l'aggressore e lo accusava di averlo insultato. Fare già sa, sa molto cavalcando la questione è una tragedia scrive Luigi Ippolito, che infiamma le tensioni razziali già latenti in Gran Bretagna e che sta provocando un terremoto politico, lunedì è stato condannato all'ergastolo. Qui diciamo più chiara la notizia, ma che sono io che ho letto male prima, con un minimo di 21 anni in carcere, questo giovane SIC di 23 anni che lo scorso dicembre a Southampton aveva accoltellato a morte uno studente bianco di diciott anni, Harry Novak, ma le circostanze dell'accaduto hanno dell'incredibile quando la polizia è intervenuta il Sic
Ha detto di essere stato vittima di un'aggressione razzista che è nuovo e che gli aveva strappato il turbante lo aveva insultato gli agenti, allora hanno ammanettato il ragazzo bianco che Gest giaceva a terra agonizzante dopo aver ricevuto cinque fendenti inferti con il coltello rituale che i sikh sono autorizzati a portare in quanto simbolo della loro religione Novak immobilizzato trascinato per terra per cinque volte ha ripetuto, non riesco a respirare e qui parallelo con George Floyd, ma uno degli agenti gli ha risposto.
Dice di essere stato accoltellato, non ti credo amico, questa tragica questione, e di lì a poco irrigare il ragazzo è spirato, speriamo che si tratti di un errore e non di un pregiudizio sul fatto che l'uomo per terra era bianco, ma questo dovremmo cercare di capirlo tutto questo è stato documentato da un video da video di telecamere.
Indossate dagli stessi poliziotti, Harry non avrebbe dovuto morire per strada in ko in custodia della polizia, ha detto suo padre il modo in cui è stato trattato Stato inumano e degradante e il suo assassino. Tuttavia, è stato creduto contrasto insopportabili caso è stato immediatamente cavalcato dall'estrema destra, Nigel Farage, in testa, che da tempo sostiene che la polizia adoperi un doppio standard, chiuderebbe un occhio verso le minoranze etniche per timore di apparire nazista, mentre applicherebbe tutto il rigore della legge verso i bianchi. Un'accusa di offesa razziale è stata trattata più seriamente di un atto di omicidio. Ha detto Farage, che ha paragonato la morte del giovane Noboa che a quella di George Floyd, il nero soffocato dalla polizia negli Stati Uniti nel 2020, che diede il via al movimento Black Lives Matter. In questo Paese i diritti dei bianchi valgono meno di quelli delle minoranze etniche. Ha detto fare, cioè, insomma, poi
Il leader dei conservatori e Kemi Belano, Cai di origine nigeriana, lo ha accusato accusato Parigi di alzi a aizzare l'odio e la divisione.
E dopo poco immancabile scrive il Corriere della Sera, ve lo dicevamo anche in apertura, è sceso in campo Elon Musk, su X per dare manforte a fare lo stesso primo ministro Stam ha chiamato quello di nuovo con un caso straziante, mentre la ministra dell'Interno di origine pachistana ha definito il video una cosa tragica e disturbante da guardare ha affermato che la famiglia del giovane merita risposte e attenzione al quello che accade.
In Gran Bretagna e appunto seguiamo anche l'evoluzione di questa lettura, vedremo nei prossimi giorni ci sarà un cambiamento, mancano pochi minuti per le ultime segnalazioni sullo scenario internazionale, prendiamo la il Corriere della Sera per dirvi quanto possiamo dirvi ma tutti gli aggiornamenti poi li avrete con il notiziario tra poco di Radio Radicale, Donald è furioso con Bibi che stai facendoci puntini puntini, cioè l'uso, qualche,
Di insulti, diciamo così, ti odiano tutti, per questo ha un'autonomia di una alleanza tesa Viviana, Mazza sul Corriere della Sera, noi vi dicevamo invece per quello che riguarda anche la percezione di Israele nel nostro Paese, vi leggiamo qualche passaggio in questi ultimi minuti dell'intervista.
Ah ah
A Livia Ottolenghi, che trovate a pagina 24 su Repubblica, intervista Francesco BEI noi ebrei viviamo sotto protezione e la legge sul l'antisemitismo è una.
La priorità parla neo presidente dell'Unione, delle comunità ebraiche italiane da inizio anno, due atti di antisemitismo al giorno e bisogna tenere presenti questi fatti, Livia Ottolenghi, professoressa alla Sapienza medico e, da febbraio, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane sulla sua scrivania, i numeri che stanno per essere diffusi dall'inizio dell'anno abbiamo avuto appunto,
Atti di antisemitismo due al giorno, non solo sui social, ma anche aggressioni fisiche che riusciamo a fare una vita normale solo sotto la protezione costante dello Stato e delle sue istituzioni, che ringraziamo, ma non possiamo abituarci a questo altri passaggi.
Oggi avete organizzato un convegno per parlare del ddl contro l'antisemitismo, il passaggio al Senato ha prodotto lacerazioni polemiche, il centrosinistra non l'ha votato dicono che impedisca alle critiche legittime Israele al sionismo come replica.
Innanzitutto, innanzitutto vorrei sottolineare che diversi esponenti della sinistra hanno appoggiato sostenuto questo ddl sulla possibilità di criticare Israele e direi che questo si può sfatare andando a leggere la definizione di antisemitismo dell'organizzazione internazionale in memoria dell'Olocausto scritto lì a chiare lettere che criticare Israele non è antisemitismo perché ovviamente purché ovviamente si utilizzino termini e narrative che valgono per tutti gli altri Stati, poi quello che accade in Palestina ma,
Ci dobbiamo fermare
Tra pochissimo, sul Manifesto, a pagina 10, appunto.
Si parla della situazione.
Dall'ospedale di al Aqsa, vicino al collasso, manca l'energia, questa testimonianza da Gaza City, a pagina 10. Chiudiamo perché è finito il tempo a disposizione, le altre due segnalazioni e vele, e abbiamo detto in apertura.
Chiudiamo col libero perché Corrado Ocone, a pagina 24.
Commenta la pubblicazione dell'epistolario di Benedetto Croce, il filosofo nascosto nelle lettere ai grandi e piccoli della pubblicazione, è questa perdersi negli altri, è nelle cose, sono lettere scelte, non è un inedito pubblicazione, è bella come sempre, di Adelphi tra,
Le lettere segnala Ocone alla futura moglie, Adele nel due, nel 13 novembre 1913.
Le vostre lettere rischia il fatto personale saltiamo Albert Einstein 28 luglio 1944. Questa famosissima la guerra non ubbidisce ad altro principio che al proprio e anche le più nobili ideologie sono per essa mezzi di guerra a Thomas Mann e il 32. Curioso è che in Italia da coloro che esaltano la romanità si promuove,
La simpatia per l'antiromanità degli israeliani a Dada Prosperi Gobetti nel 50 mi duole quello che stimo un errore nella sua vita recente, la tendenza quantomeno la simpatia per il bolscevismo russo a Giovanni Gentile 1912, prima della buriana e della bufera.
Ripercorrendo talvolta alle vostre relazioni, mi pare che ci siamo nutriti l'1 del sangue dell'altro, e non ne siamo morti poi la cosa prosieguo, ma su questo lo stesso Comune ha opinioni diverse il rapporto da Croce e Gentile.
È stato, diciamo, costellato, di diverse fasi, con questa sera segnalazione ci fermiamo anche per oggi con stampa e regime e vi diamo appuntamento a domani.
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