La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 26 minuti.
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Rubrica
Dibattito
17:30, Roma
09:30
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Sabato 6 giugno queste radio radicale buongiorno a tutti a Marco Taradash, per stampa e regime, questa mattina i giornali aprono generalmente con titoli che vengono da dalle zone di guerra. Ancora una volta, ma soprattutto con la lettera rinviata, i maggiori giornali aprono con la lettera inviata da Pool da Zelenskij a Putin, in cui chiedeva un incontro a due senza mediazioni. La lettera dei caratteri molto forti e toni, molto forte, era può essere sembrata una provocazione. Di fatto, Putin ha risposto seccamente di no e ci sono analisi interessante su questa lettera, perché è un
è un rapporto che si è modificato nel tempo fra quello fra Putin e Zelensky e soprattutto un rapporto di forza diverso rispetto al passato, quello tra Ucraina e l'aggressore i titoli, ad esempio sul Corriere della Sera Putin dice no a Zelensky ma subito sotto c'è anche una cosa che ci riguarda come italiani più direttamente Meloni salta il vertice sui Balcani, rammaricato alle opposizioni all'attacco, se il nostro Presidente del consiglio doveva presentare un francobollo in una manifestazione e quindi non è andata a un vertice sui Balcani che sembrava interessare moltissimo.
L'Italia, a dir la verità, perché è da diversi giorni sia un po'modificato il rapporto precedente fra l'Italia e l'Ucraina, perché vari ministri da Tajani e Crosetto è più importanti, hanno cominciato a dire prima Balcani, poi l'Ucraina però al vertice sui Balcani e fra l'Unione europea ai Balcani Meloni non ci è andata e anche il Secolo d'Italia cerca di spiegarlo ma oltre alla storia del francobollo non si va.
E sulla Repubblica Putin chiude a Zelenskij la stampa Kyiv gelo Meloni volenterosi e poi il no di Putin al vertice segnalo a stampa, ci manca qualcosa dalla prima pagina della Stampa, perché da almeno una settimana non c'è più, cioè da quando è cambiato l'editore della stampa non c'è più il buongiorno di Mattia Feltri e cosa possiamo fare un appello, una supplica, un qualche cosa, però, non ce lo fate mancare a lungo, per favore,
Avvenire ha un titolo diverso, come spesso capita armi fuori controllo, dal 2022 è esplosa la spesa in Europa, Allarme di Archivio, disarmo più rischi con l'ascesa dei nazionalismi. Questo è l'altra faccia della della realtà, perché se a noi serve un riarmo per difendersi dalla Russia, dall'altra parte c'è un problema dei nazionalismi che imita in non in Italia vedremo, si temeva di più, diciamo in Italia ma in altri Paesi europei recuperano terreno e se le armi passassero le loro armi, beh, l'Europa sa come
Come potrebbe andare è sul quotidiano nazionale, vale a dire il Resto del Carlino, Giorno Nazione, è interessante l'apertura perché ci parla di una questione che poi i giornali affrontano, anche con dei commenti, quello del della.
Dello sforamento, diciamo, del deficit, non è esattamente questo, diciamo del comunque della concessione. È di 1 0 3 0 0 6%, al di là del deficit previsto per affrontare la crisi energetica. Il problema è che l'Italia è stata molto ben contenta di ricevere questo extra deficit, ma poi non sa bene par di capire la strada da prendere perché da una parte ha scelto teoricamente il nucleare. Oggi ci sono articoli da leggere su questo e dall'altra, però non riesce a fare ciò che già potrebbe fare. È oggi il quotidiano nazionale, nelle sue varie edizioni, titola il no al nucleare e rinnovabili. Così l'Italia è senza energia, neppure il carro bell'bollette, togliere gli ostacoli, l'opposizione alle centrali, le rivolte contro i parchi eolici. Nel caso Orvieto poi si dice alta alle maxi pale e l'intelligenza artificiale chiede data center colosso USA in Lombardia. Poi si aprirà anche la questione del
Dell'intelligenza artificiale perché produce?
Un costo altissimo in termini di energia e vi segnalo un paio di pagine sul foglio firmato da Antonio Pascale.
E dove ci si spiega come anche il ricorso alle rinnovabili pretenda poi di forare la terra di estrarre minerali dal sottosuolo è un articolo molto approfondito e molto interessante sul Messaggero, si apre con la rinuncia di Arnaldi ieri per una un virus allo scontro diretto con Cobolli e il Messaggero però,
Esalta Cobolli un romano in finale a Parigi e questo è il titolo di apertura, è interessante poi sul Messaggero, vedere anche l'articolo di Bruno Vespa partiti, qualcosa si muove, si parla dei casi Picierno Zaia e altri sul giornale zar Putin intorno a colpire gela Zelenskij attacca l'Unione europea e anche il direttore del giornale.
Ci parla della crisi energetica, dei tentativi di risolverla sul Fatto Quotidiano, voi non ci crederete, ma si torna ancora come titolo di prima pagina un argomento e le prime due pagine sulla grazia a Minetti ci porta altre testimonianze vaghe. Devo dire, dopo aver letto l'articolo due autisti uruguaiani che ci dicono che, nel periodo in cui la massaggiatrice che poi si licenziò e che ha dato stura all'inchiesta del Fatto Quotidiano B 2 autisti hanno detto che avevano portato delle ragazze e da un bordello fino al al locale Cipriani Cipriani. Questo è sufficiente per dire che era un locale prostituzione, non sembrerebbe, ma è l'argomento che oggi viene usato e naturalmente l'articolo del direttore Marco Travaglio ancora su questo non colla con l'energia, diciamo che sfiorava un po'la follia dell'editoriale di ieri, ma con un argomenti più prudenti
Che però non tolgono nulla alla convinzione che le cose siano andate come descritte, che non si debbano pagare gli eventuali 250 milioni richiesti dalla dalla famiglia Cipriani, Minetti su Libero e, se si arriva alla patrimoniale già nel titolo di apertura, un tema che viene trattato un po'da tutti i giornali. C'è anche l'editoriale della Repubblica con Massimo Giannini, che difende l'idea della patrimoniale. Altri come Pietro Reichlin sulla stampa dicono che non servirebbe a nulla, comunque è stata una posizione assunta, diciamo incidentalmente, da Schlein. Qualche giornale oggi ci dice che davanti agli imprenditori però ha fatto marcia indietro. Vedremo anche questa polemica ricorrente prima delle elezioni. Non lo fanno quando sono al governo prima delle elezioni, ne parlano così, perdono voti e ogni volta lo rifanno. Comunque vedremo sul libro tassatori e manettari. Ecco, a voi il campo largo la verità
Ora a sinistra, divorzia dai giudici e si parla di Milano, dove il sindaco Sala.
Attacca un magistrato o quello che si era occupato anche dell'inchiesta sul su Milano che si candida alle elezioni comunali, e anche questa è una cosa incredibile che succeda, ma.
Avviene sul infine, andiamo a vedere anche gli altri quotidiani, il domani meglio un francobollo che l'Unione Europea Meloni isolata Boycott al vertice, il manifesto che ci parla delle prime.
Sentenze che ordinanze Kerr danno alla Corte costituzionale, l'ultima decisione su alcuni aspetti del decreto
Sicurezza, in questo caso si parla all'incriminazione per blocco statale, contestato per blocco stradale, contestata dalla procura di Torino e sul sul tempo un invito da parte del direttore ad abbonarsi perché dice il tempo, cosa che gli altri non hanno, in particolare,
Oggi mette in risalto un articolo di Vittorio Feltri che, a dir la verità, qualcun altro di solito ha pure Vittorio Feltri.
Sul Foglio è interessante. L'articolo Giuliano Ferrara è ora di riconoscerlo. Il negoziato umiliante a cui ci ha condotto Trump ha reso il regime iraniano una minaccia peggiore della precedente. Questa è cosa da leggere e sul Riformista flop Nordio solo tante promesse, un attacco molto duro, il ministro della Giustizia, che poi viene intervistato, vedremo dal quale giornale riprenderemo l'intervista sul dubbio toghe contro toghe. La guerra delle nomine spacca, la magistratura finita, la pax referendaria è di nuovo battaglia sul controllo del Csm da parte delle correnti e poi c'è un articolo, anche subito sotto di Giovanni Maria Jacobazzi, quell'archiviazione di dell'Utri sconosciuta per mesi. In effetti,
Era stata fatta a gennaio, però meglio che fosse sconosciuta, perché oggi tutti molti giornali ci spiegano che, nonostante l'ennesima archiviazione, c'è un lavoro in corso da parte della Procura, perché ci sono degli omissis anche nell'archiviazione nel decreto di archiviazione e si è ripreso a macinare.
E tempo e anche denaro qualcuno ha fatto il calcolo di quanto è costata finora l'indagine su Berlusconi, presunto stragista 25 milioni di euro non so se è vero, mi pare ne parli o libro il giornale dopo lo vediamo ma,
I non finirà qui. Mi ero illuso anch'io che il secondo colpo di Stato della magistratura italiana, e, questa volta non la chiave, non di Mani Pulite, ma di antimafia associata, fosse finito. No, non è così, si crede ancora, c'è qualcuno che, ancora convinto che Berlusconi d'accordo con Riina fondò Forza Italia e nel frattempo aprire una specie di stagione di strategia della tensione motivata da cosa a quale fine non si capisce forse Berlusconi pensava che in questo modo, che è, evidentemente, c'è questa questo teorema nella mente dei magistrati? Pensavo che in questo modo Forza Italia avrebbe avuto porte aperte elettorali, però,
E in realtà il Code. Il rapporto fra stragi e d'elezione non è mai stato vissuto nel nostro Paese e a quell'epoca, da qualcuno come un tentativo di risolvere attraverso una vittoria di Berlusconi e non di Occhetto, il problema della della violenza va be'ma, questo cosa ci volete fare, non la smetteranno mai sull'altra voce. Infine, volevo segnalare medici, famiglia, il flop della riforma, alla maggioranza boccia il piano di Schillaci al governo, rinuncia a una delle poche riforme che sembrava potesse andare in porto. Anche questo viene fermata. Vedremo quella sulla legge elettorale, oggi da segnalare, un articolo sul Giornale di Vittorio Macioce che riprende anche il libro appena uscito in o in uscita di Peppino Calderisi che
E ci ricorda i vari momenti di tentativo di riforma costituzionale ed elettorale, tra l'altro, ma Macioce ci dice che il progetto che l'attuale presidente della Repubblica, che oggi non lo condivide più presentò alle Camere, corrispondeva abbastanza anche al progetto oggi in discussione vedremo se se abbiamo tempo anche questi temi come capite bene bene c'è molto e volevo anche segnalare l'articolo.
Nella pagina dell'Unità che riguarda Nessuno tocchi Caino è un è un racconto da parte di uno di uno scrittore che ci parla del fine pena mai c'è un c'è, un detenuto, si chiama Papalia, che sta in carcere da cinquant'anni aveva commesso dei gravissimi reati però sì e si domanda nessuno,
Tocchi Caino attraverso, andiamo a prenderlo attraverso la penna di Mimmo Gangemi se ancora si debba avere un prolungamento della pena quando, dopo aver chiesto ai detenuti e in particolare un detenuto come Papalia, di cambiare.
Oggi che ha 81 anni che è effettivamente cambiato, si vuole tenere ancora in carcere nel carcere in cui è entrato nel 1977 scrivono appunto massi Mimmo Cannes, Cangemi e anche Luigi Longo, e è bello articolo di Cangemi in particolare io vengo da un paese vicino alla platea di Domenico Papalia e sono nato in tempi nei quali i contatti avvenivano in montagna e il mare restava lontano.
Ostile dai nostri paesi pre aspromontano il mio sulla fascia tirrenica, Platì sulla Jonica alle 2 comunità incrociava le 2 comunità incrociavano gli sguardi sulle cime dello Zil astro, l'ho letto male dai nostri paesi pre aspromontana incrociavamo gli sguardi sulle cime dello zio, la Zil, lassù, dove c'è il famoso Cristo ferito e ci conoscevamo bene, eccetera, eccetera I can't Cangemi e dice che certo Platì, è stata infettata dalla mafia, ma la non tutti gli abitanti di platea e la maggioranza dei Platì Hoti sono vittime due volte vittime dei mafiosi che pure esistono e vittime dello Stato che li criminalizza e li discrimina platea. Alpa è il Paese, l'operazione Marin 212 incriminati, 125 dei quali ristretto in carcere, alla fine solo otto condannati. Qui non si fa il nome del procuratore che
Istruì questa inchiesta, ma lo immaginiamo, andiamo a vedere.
Adesso i titoli di apertura a c'è.
Una citazione di Pannella oggi sulle sulla prima pagina di un giornale ed è.
E libero. È un'intervista Giordano, Bruno, Guerri studioso e curatore delle opere anche dei beni di d'Annunzio, e che il titolo è questo d'Annunzio fascista, no, un Pannella di destra, ecco, forse c'è, ci furono alcuni tratti da in D'Annunzio su alcuni tratti Pannella, è difficile però invece, anzi, lo escluderei proprio trovare tratti di d'Annunzio in Pannella ma Giordano Bruno Guerri, è uno dei più intelligenti e intellettuali tra virgolette italiani, si sottrae al conformismo e quindi va bene sempre leggerlo comincia appunto dal da da dalle cose che riguardano la
Russia e
L'Ucraina, il Corriere della Sera, il titolo d'apertura e anche le prime pagine Putin chiude a Zelenskij un incontro è inutile e poi l'attacco all'Europa denuncia alle sanzioni e si incontra con Schroeder Schroeder è stato un primo ministro, un cancelliere della Germania e ha avuto un ottimo rapporto, evidentemente allora con la Russia e Putin, come lo avrebbe avuto anche
La cancelliera Merkel, ma poi è entrato direttamente al servizio del più grande della più grande industria e quella del gas.
Russa c'è e il c'è il resoconto di Lorenzo Cremonesi sulla.
Sulla lettera inviato inviata da Zelenskij, il presidente ucraino. Adesso si sente forte il messaggio allo Zar dice hai perso, ora fai la pace e scrive cremonesi. E un'offerta di dialogo, ma anche una sfida aperta e persino una minaccia alla lettera che Zelenskij due giorni fa ha inviato a Putin e reso pubblica per cercare di risolvere il conflitto. In sostanza, il presidente ucraino dice all'omologo russo che la guerra d'aggressione da lui voluta e diretta non sta portando a nessuna vittoria e addirittura oggi sta minacciando la stessa stabilità interna del regime di Mosca. Il linguaggio non è affatto diplomatico, riflette fedelmente alcuni tratti della personalità del leader ucraino, che gli hanno dato certo il coraggio di resistere. Tutto questo tempo, però lo hanno anche talvolta penalizzato sulla scena internazionale. La sua qualità è comunque quella di essere molto diretto. È chiaro tu Putin se il primo responsabile di questa guerra, però ora la stai perdendo e ti conviene abbandonare i tuoi obiettivi per cercare il compromesso che conduce alla pace, se non lo farai non solo rischi di perdere il potere, ma la tua stessa vita sia ancora Cremonesi. Putin rifiuta offeso la proposta di un loro faccia a faccia ieri sera
Zelensky ha reso nuovo noto un nuovo comunicato in cui accusa il presidente russo scegliere ancora una volta la via della guerra, ciò significa aggiunge che la pressione danni alla Russia deve crescere ulteriormente, è questo, dunque, è un'ottima sintesi del della lettera che ben analizzata anche da Anna Zafer sul sulla stampa I comincia così in quattro anni e mezzo.
Zelensky ha imparato molto bene come trattare put, innanzitutto ha capito che trattare con Putin è impossibile.
E
E il presidente è impossibile.
E anche se c'è voluto parecchio tempo a spiegare questa circostanza e suoi alleati europei, specie a quello americano, ma dice Zafer sofà in realtà il destinatario della della lettera non è soltanto Putin, è anche.
Trump, ma anche il?
Il popolo russo vediamo.
Offesa, scrive, è difficile immaginare un niente più esplicito dalla proposta che di cessare il fuoco niet da parte Putin e oggi i media di tutto il mondo usciranno con titoli come Putin rifiuta il negoziato con Zelenskij, chiunque conosca il modus operandi del presidente russo sapeva benissimo che avrebbe rifiutato qualsiasi offerta di pace che non fosse stata alle sue condizioni il problema era in quali termini avrebbe,
Espresso il suo niet, ma i toni assertive Star gastrici della lettera hanno offeso il dittatore russo abbastanza da fargli mettere da parte gli Polk, l'ipocrisia della diplomazia, dichiarare esplicitamente che scommette sulla guerra. Il problema è che il destinatario della lettera di Zelenskij non era Putin era semmai Donald Trump, che più volte in passato aveva indicato proprio il presidente ucraino come l'ostacolo principale a un'intesa con Mosca, idea che Washington sembra essere già tramontata da qualche settimana sia perché la casa Bianca è impegnata su altri fronti e sia perché l'irriducibilità del Cremlino ha cominciato a esasperare anche quella parte della leadership repubblicana che non provava particolare simpatia verso l'Ucraina. Ma salto, qualche passaggio arrivo al punto cruciale, diciamo più più più significativo della legge dell'articolo e Zafer sua. Il vero destinatario della lettera Zelenskij non abita nemmeno a Washington
Il contenuto del pezzo di carta, come la sprezzantemente definito ieri Putin e rivolte russi.
Ai russi che il presidente ucraino si rivolge quando descrive un padrone del Cremlino, dissociato dalla realtà e ai russi che parla quando ricorda a Putin che i suoi sudditi sono scontenti per scrive i nostri droni che bombardano le loro raffinerie per la benzina razionata per i sempre più numerosi divieti e la probabile è chiamata alle armi e ai russi che comunica i numeri delle perdite dell'esercito di Mosca al fronte ai russi che ricorda lo stato delle cose reale, al fronte che non è a favore di Mosca e ai russi e al Reedus, che getta un ponte quando conclude la sua lettera con la frase eterna memoria a tutti coloro le cui vite sono state strappate da questa guerra, sia quindi ucraini che russi, in una equiparazione della sofferenza che finora gli ucraini hanno furiosamente è abbastanza fondatamente, aggiunge Zafer Zofra rifiutato. La vera svolta è Kyiv. Infatti, non è la proposta di un negoziato senza condizioni né mediatori, ma la ex strage exit strategy che offre proprio a quella classe dirigente russa che si è dato appuntamento al Forum di Pietroburgo nelle cui sale si è discusso seriamente della crisi economica e sociale della Russia. Insomma, questo
Zafer sua, poi, guardando agli Stati Uniti attraverso Alberto Simone, sempre sulla stampa, nuova sfida del Congresso Trump, riprendiamo a fornire aiuti militari, la Camera ha detto sia una legge con 8 miliardi di dollari per le forze ucraine, ma ora deve passare al Senato.
Intervista.
Più interessante,
Mi pare.
Di poterla trovare sulla Repubblica, se non sbaglio.
Anche la Repubblica e le aperture sono tutte sono su questo tema.
Ecco, ah, soldato of o soldato of andrà il soldato of, che è un dissidente russo massimo esperto dei servizi segreti russi, che è in esilio.
A Londra e il titolare la fase fase pericolosa Mosca alzerà lo scontro, cosa ne pensa la lettera e Zelenska Putin è più un messaggio al pubblico che a Putin, penso che il primo obiettivo è Zelenskij sia quello di riportare all'attenzione del mondo sull'Ucraina e ha scelto un momento appropriato quello del Forum di San Pietroburgo reso vulnerabile dai droni ucraini.
Come già accaduto con l'ultima parata militare a Mosca, ha voluto giocare di anticipo prima che Russo riprendesse le tirate imperialiste. È un approccio bastone e carota, dice il soldato of credo solo bastone, perché vuole mostrare di cosa siano capaci militarmente gli ucraini. Un metodo del genere non genererà a trattativa. Putin piacciono altri approcci tipo avere conversazioni private con l'uomo forte americano perché vuole sempre alzare l'asticella evitando tenere simili con conversazioni in pubblico domanda. Antonello Guerrera, che lo intervista per Repubblica, quell'quindi quella, è Zelenskij anche una provocazione non provocazione, ma alzare la posta in gioco di certo Putin è stato umiliato due volte negli ultimi due mesi perché la vulnerabilità sua e della Russia è stata palese prima alla parata di maggio e ora San Pietroburgo, sua città natale, non provocazione, ma almeno metterlo alla prova. Sì,
E anche per porre Putin preventivamente in una posizione difensiva, spingerlo all'angolo, ebbene, questa, dunque cosa è avvenuto nei giorni scorsi è interessante, per quanto riguarda invece la questione della trattativa US U.
UE Ucraina per attivare e rendere più veloce l'ingresso nell'Unione, questione sulla quale vari Paese stanno dibattendo al loro interno anche il nostro, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ci sono altre priorità e poi dice la Lega che oppure anche Crosetto e me dicono c'è il problema dell'agricoltura, una sfida sarebbe una sfida difficile per i nostri agricoltori. Su questo è molto interessante l'articolo Bill Emmott
Sulla stampa, che si occupa proprio del dell'agricoltura Ucraina alle armi più importanti, le armi sono più importanti dell'agricoltura, solo accogliere Kiev ci darà sicurezza, Polonia, Ungheria frenano per difendere i propri campi, ma in gioco c'è la sopravvivenza ora.
Che l'Italia, che in realtà non ha grandi produzioni di grano, si sia ribellata, è strano o meno forse che lo facciano i Paesi confinanti, leggiamo dunque Emmott, non vi piacerebbe che a chiedere di entrare a far parte del club di cui siete soci fosse qualcuno che ha appena umiliato il vostro nemico più minaccioso con una offensiva audace.
È quanto ha fatto l'Ucraina questa settimana, colpendo con vari droni un terminal petrolifero petrolifero di San Pietroburgo, l'attacco ha fatto levare dense nubi di fumo nero in cielo proprio mentre in quella città o Vladimir Putin stava inaugurando il suo forum economico Fiorello.
Chiello finalizzato a presentare la Russia come una destinazione perfetta per gli investimenti, tuttavia, anche se il 15 giugno sia l'Ucraina sia il suo vicino più piccolo, ma Moldova otterranno il permesso incominciare i negoziati formali per entrare nell'Unione Europea, la strada da percorrere per la loro adesione appare,
Disseminata di ostacoli, se si guarda all'Europa attraverso la lente della difesa e della sicurezza, nulla è più ovvio del seguente dato di fatto l'Europa ha bisogno e l'Ucraina tanto quanto l'Ucraina ha bisogno dell'Europa, ma.
Dopo aver approfondito questo tema.
Ma adesso molti paesi sono propense, se non altro, non rallentare il processo di adesione e alcune che potrebbero opta, e ci sono alcuni che potrebbero optare per fermarlo del tutto l'Italia è in prima libera che fra i Paesi che in prima linea fra i Paesi che auspicano rallentare quel processo, Giorgia Meloni dice di essere favorevole all'adesione all'Unione europea dell'Ucraina, ma dice anche che i Balcani e allude ad Albania, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Macedonia del Nord dovrebbero avere la precedenza il desiderio di Meloni dimostrarsi ben disposta nei confronti dei paesi più vicini all'Italia e del suo partner nel processo di asilo. L'Albania può essere inteso come una strategia diplomatica naturale, ma lo si può intendere anche come un modo per garantire che l'ingresso dell'Ucraina sia rinviato e parecchi anni, tenuto conto degli ovvi problemi relativi alla democrazia, la legalità e le interferenze russe in Serbia
In particolare, infatti, è stupefacente che serve a sia messa nello stesso pacchetto di altri Paesi che hanno rotto completamente con l'amore delle armi e anche per quello per la Russia, comunque, come invece la Serbia attorno è Mot, il più importante oppositore del processo di adesione all'Unione europea dell'Ucraina però sono due dei Paesi più grandi confinanti con quest'ultima.
Polonia e Ungheria, ma già l'uomo che o come si legge comunque omaggia l'uomo che ha sconfitto Urban non demoni Zehra gli ucraini come nemici, come ha cercato di fare il suo predecessore.
Anche se ha tolto il veto dell'Ungheria all'inizio dei negoziati formali di adesione all'Unione europea, anche se ha rimosso il blocco posto Orbán al prestito di 90 miliardi a Budapest, la questione dello status e dei diritti di 100.000 abitanti di origine ucraina resta estremamente delicata sul piano politico le operazioni della Polonia all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea sono ancora più viscerali, nonostante il fatto che, a differenza dell'Ucraina, il Paese abbia ospitato un numero enorme di rifugiati ucraini durante i quattro anni del conflitto.
Il presidente ucraino Zelenskij di recente ha scatenato sdegno fra i leader politici polacchi esprimendosi a favore di una unità militare ucraina e cui antis antesignani furono.
Coinvolti durante la Seconda guerra mondiale, in un massacro di polacchi commesso dalle forze sovietiche di cui Lou, l'umanità Ucraina faceva parte un'obiezione più concreta, tuttavia, è quella radicata nello sport tradizionale dell'Unione Europea, il protezionismo agricolo ora.
Qui mi viene un dubbio perché mi pare di aver letto nei giorni scorsi l'accusa rivolta a questo gruppo militari di essere un gruppo nazista, ora invece Emmott parla di un massacro di polacchi commesso dalle forze sovietiche, di cui quella unità Ucraina faceva parte dovrò fare un controllo,
Intorno all'articolo l'Unione Europea rappresenta giallo sblocco del 65% delle esportazioni ucraine nei prodotti, l'accordo di libero scambio negoziato nel 2014 è temporaneamente in vigore fin da allora è stato ancor più allargato nel 2022, quando l'Unione europea ha abolito i dazi residui sui prodotti ucraini insomma e si dice che la piena adesione all'Ucraina comporterebbe inevitabilmente uno nuovo abolizione delle tasse sui prodotti alimentari.
Per i coltivatori polacchi. Questo è un ottimo motivo per opporsi ad essa o quantomeno per rallentarne fondamentalmente per rallentarne l'adesione e dato che le decisioni allargamento richiedono il favore di tutti i 27 membri che e che poi venga ratificata con referendum, la situazione non è semplice, spiega, spiega la stampa, bene, questo è MOT a proposito dell'agricoltura ucraina, mi domando come mai Crosetto che il ministro della Difesa e quindi dovrebbe guardare più gli interessi militari del nostro Paese che a quelli agricoli curati dal dal ministro Lollobrigida, se sia tanto esposto invece su sui campi e non su quelli di battaglia che pure purtroppo, sono attivi in questo periodo. Ma così vanno le cose sul Gerasa sul
Foglio dedica il suo articolo oggi a questa cosa andiamo quindi sul quotidiano da lui diretto, il titolo
È questo.
Smascherare la demagogia sulla difesa alla Russia.
Non è invincibile, è la lezione di Cave, il test di maturità dell'Europa di fronte a Trump è il test e l'innovazione su cui investire per tutelare la nostra libertà, parla capo da gru Dragone, presidente del comitato militare della NATO, Ceraso ormai si dedica a queste lunghe interviste.
L'altro ieri c'era quella Pina Picierno e qui ho anche oggi parlano i giornali della scelta di Pina Picierno e di abbandonare il partito democratico oggi l'ammiraglio Cavo dal Dragone, vale a dire il numero uno.
Della NATO, perché il presiede quella che è la più alta autorità militare dell'Alleanza è tema. Possiamo dire che Kyiv, pur pagando un prezzo altissimo dimostrato ampiamente in questi anni, che la Russia non è militarmente invincibile, risponde Capo d'Aragona. Quando si parla di innovazione, oggi non si può che parlare di sicurezza. In questo caso non parlo solo di sicurezza nazionale, ma direi collettiva, che parte proprio all'esperienza e all'Ucraina che è davvero ogni giorno una scuola tragica, illuminante per l'Europa e il mondo intero, la lezione militare più importante che stiamo imparando e che oggi la superiorità non è più solo una questione di piattaforme a più avanzate, ma di velocità di adattamento in questa guerra all'innovazione non si misura più soltanto in qualità, ma in tempo, spesso in ore, che riesce ad aggiornare un software, modifica, non drone, cambiare tattica, eccetera, eccetera. Questo è l'inizio della intervista, che poi prosieguo e vediamo di leggere almeno
I titoli di di sintesi.
Eh.
Se trovo la pagina che è sempre molto complicato trovare, infatti non la trovo su sul foglio andiamo.
Ah
Vedere di nuovo dove continua.
Eccolo qua, forse no sbagliato, Durigon, che è citato con Dragone Cavo, Dragone a pagina ventiquattresimo, insetto pagina 24. Non è ovviamente facilissimo arrivarci, se mi date un secondo, penso che comunque sia.
Interessante.
E
1920 22 o 23 e 24. Eccolo qua e senza sicurezza welfare diventa fragile, economia si ferma e i diritti si comprimono l'Ucraina già dimostrato che la Russia sul campo nuova militarmente invincibile e il messaggio è ribaltare oggi è semplice, la difesa non sottrae risorse alla società come si dice ma la protegge serve una difesa capace di innovare più rapidamente all'avversario e di sostenere lo sforzo.
Nel tempo questo partendo dal dalle vicende dell'Ucraina, però bisogna dire che l'Ucraina, prima delle armi, ha trovato un un morale e una morale che gli ha consentito di non cedere sin dal primo giorno alla Russia. La forza morale dell'Ucraina ha preceduto la forza militare e qui su questo bisognerebbe forse anche lavorare abbastanza, il per non sembrare però troppo militaristi. Pannella faceva sempre la distinzione tra il militare e il militarismo, vale a dire tra la necessità di difesa e l'abuso del potere militare, anche del complesso militare industriale. È sempre difficile misurarlo in relazione alle necessità, però questo è lo sforzo
Che una cultura liberaldemocratica deve fare, ma andiamo a vedere anche l'Avvenire perché sull'Avvenire c'è questa interessante apertura sulle armi fuori controllo e un servizio però non c'è ragione, si parte anche dalla dalle cose.
Attuali, ma poi si passa all'inchiesta.
Al rapporto di Archivio disarmo Europa quali la difesa ha presentato ieri alla Camera che conferma l'impennata sincronizzata dei bilanci militari dell'Unione europea dal 2022 che c'è scritto, il rapporto ha determinato uno spiazzamento degli investimenti civili a fronte di un preoccupante livello di accumulo del debito pubblico degli Stati membri. Al contempo, sia sottili alla spesa per sanità in percentuale del Pil, insomma il trade-off burro che a noi non è più una scelta burro cannoni, ma un vincolo dettato da uno spazio fiscale sempre più ristretto. E questo si può essere un argomento anche se
Come sappiamo, la spesa militare in questi anni in particolare è molto legato anche allo sviluppo delle tecnologie e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale è un fattore di rischio, ma anche di sviluppo molto, molto grande, senza il quale nessun Paese può mantenere la prosperità che oggi ha raggiunto ma torno all'avvenire alla seconda pagina Europa la spesa bellica schizza alle stelle e cresce il rischio di nazionalismi armate e questo è ben vero e preoccupante.
E si dice.
Sempre l'articolo di Matteo Marcelli e che.
Che la?
No, qui viene citato.
Questo è una conferenza stampa, il Pd ha e questo è interessante, non c'era scritto nella nell'inizio e si citano tutti personaggi, molti personaggi che sono stati i vicini ah, ah ah, alla Russia di Putin, ora è strano che si stupiscono che dal 2022 aumentata la spesa militare è Ted Tarquinio.
Che dice che i costi reali e sacrifici necessari, interno e welfare è alto e quando si presentano questi dati, il consenso cambia radicalmente, poi c'è Paolo Ciani, vicecapogruppo dem, alla Camera per il quale la sicurezza non coincide.
Con la sola dimensione militare, ma significa anche lavoro, coesione sociale, i diritti, lotta alle disuguaglianze, eccetera e poi, Nicola zagare Zingaretti, capogruppo del Pd a Bruxelles, che dice la corsa al riarmo nazionale, non è solo inefficiente militarmente, ma rappresenta un tradimento del progetto.
Politico europeo ora.
Qui il a parte il pacifismo di alcuni, che purtroppo si è adagiato plasticamente sul militarismo di Putin, è anche vero che sarebbe molto bello avere un esercito europeo e una difesa europea, però, oltre a dire che serve cosa fa la sinistra in Europa per arrivarci, avete mai sentito parlare di iniziative volte a questo fine, eppure anche la sinistra ha voce nelle scelte della Commissione europea o del Consiglio europeo, comunque vedremo che cosa,
Da questo punto di vista accadrà
E dopo arriviamo invece da altri aspetti della politica della sinistra nel nostro Paese, su questi punti mi pare di aver letto sostanzialmente le cose più importanti, segnalo anche l'editoriale interessante, sempre sull'Avvenire firmato da Scaglione e poi solo per.
Gusto, leggo anche una parte dell'articolo di Paolo honoris.
Il.
Il Fatto Quotidiano Nori è uno scrittore molto, ma molto, ma moltissimo amico della Russia, a prescindere da chi la governi diciamo da dagli zar Stalin fino a Putin e oggi ne scrive ma come al solito.
Irrita in modo piuttosto irritante, perché?
Ci prende un po'per il naso, andiamo a vedere questo articolo
Che la pagina letteraria del Fatto Quotidiano dove il titolo è questo l'arte non tace Dante russe non Carmela.
E avere una perpetuazione, mi diceva lei, io penso a quanto sia giusto parlare degli autori letterari di Mosca in questi tempi dei loro studi sul Sommo poeta, come faceva Anna Achmatova ora io non so chi abbia letto Anna Achmatova io l'ho letta e sono innamorato perso di Anna Achmatova che dovette soffrire la repressione staliniana che dovette soffrire per il figlio incarcerato che c'ha beh, lasciato delle bellissimi poemi sulle vicende della repressione di Stalin cosa c'entra Anna Achmatova con la la voce che verrebbe tagliata agli artisti russi dice,
Dice no e scrive Nori di aver incontrato un parlamentare.
Che allora era sindaco di Arona a cui aveva detto che aveva presentato il libro di il suo libro su Anna Achmatova, quel signore aveva fatto,
Una faccia come se non sapesse che era Anna Achmatova, che era una cosa normalissima, gli ho detto è una grande, poetessa russa, e sono un appassionato di letteratura russe lui ha cambiato ancora facce, ha detto piano, queste sono cose che in questo periodo bisogna dirle un po'a bassa voce. Ebbene gli ho detto io non faccio altro che dire ad alta voce, perché forse ha ragione quel parlamentare, certe cose in certi periodi bisognerebbe dirle
A bassa voce, solo che io a pensare a me che di lì a bassa voce che mi piace la letteratura russa mi viene in mente una parola che mi diceva mia nonna, Carmela reputazione, non avrai reputazione se, in questi tempi rinnegati alla letteratura russa, alla cultura russa line ma che definisce questo qua ma cosa dice Paolo Nori ma chi pensa di prendere in giro qualcuno?
Parla a bassa voce di Anna Achmatova la si grida per le strade
Insieme ai nostri.
Amici e fratelli ucraini la si grida contro Putin, come allora era contro Stalin, Paolo Nori.
Va bene, è la la critica letteraria che il Fatto Quotidiano si medita.
Meloni Meloni, perché non è andata in vediamo al Secolo d'Italia, si è buffo anche guardare al Giornale dei di Fratelli d'Italia, che accusa la sinistra ovviamente di lucciole per lanterne, c'è questo.
Articolo vediamo.
Dove sia?
Ma qui dove credeva di aver omesso, vediamo se riesco a ritrovarlo da un'altra parte, perché è.
È un articolo che voglio comunque citare nonostante il Secolo d'Italia non sia tra le mie mani, come ovvio, quindi andiamo, com'è ovvio, perché non arriva nella città in cui in cui mi trovo e, eccolo qua, Melone non va in Montenegro Negro, la sinistra specula più che navigati leader politici di opposizione sembra un comici dilettanti alle prese con il provino per il migliore cara Baretti sta del giorno.
Prima Matteo Renzi, poi a Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Piero De Luca, al comando stabilito tutti insieme a Motteggiana, la premier Meloni, che ha dovuto rinunciare all'ultimo momento al vertice UE Balcani occidentali, in Montenegro, e cosa dice ma che cosa ha scatenato la corsa alla dichiarazione delle sinistre romana Fabiani che ne parla sul quotidiano e Fratelli d'Italia?
Notizie è presto data la premier, si trova la cerimonia celebrativa del 212 CESMA annuale. Fondazione dell'Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria non doveva andare. La commemorazione si allunga per l'annullo di un francobollo celebrativo nella sede della pre pre della prefettura di Reggio Calabria, quest'ultimo appuntamento assente nel programma originario di Palazzo Chigi, ha provocato un tamponamento a catena che ha impedito a Giorgia Meloni raggiungere per tempo la riunione in corso e Montenegro. Quindi questo è la motivazione. Capite del giornale della Presidente del Consiglio che ci dice è doveva presentare un francobollo, gliel'hanno detto all'ultimo momento e qui non è andata al vertice dell'Unione europea sui Balcani pare possibile, eppure è così, e sulla stampa si cerca di dare anche una spiegazione politica parlando di una ostilità ormai di nuovo, anzi ormai no, ma di nuovo fra Meloni cosiddetti volenterosi. La premier salta il vertice Balcani, sullo sfondo l'iniziativa per l'Ucraina, dove ancora si è ripetuto che l'Italia non manderà truppe e questo spiega la Stampa. Andiamo a vedere anche a Repubblica che forse un po'più critica e poi un giornale che lo è meno
La Repubblica.
Che
Ci dice.
Gelo con gli altri leader dietro il forfait nei Balcani, Meloni che dice ero in ritardo ma pesano le tensioni con Parigi, Londra e Berlino.
Sui su queer e sulla Repubblica c'è Provenzano il responsabile esteri del partito democratico, che dice che danno siamo ormai marginale, la premier fa l'offesa, davvero non so se essere più incredulo più indignato, siamo di fronte a un gigantesco danno nei confronti del nostro Paese, probabilmente frutto di una ripicca la nostra Premier che all'improvviso si scopre marginalizzata.
In Europa e dice chiede Repubblica con Francesco BEI se fosse voi al governo sareste a favore di un'accelerazione dell'ingresso e Kiev nell'Unione europea, o fa bene il Governo a frenare, come ha detto il ministro Crosetto, cosa dice Provenzano il governo israeliano ha due posizioni diverse, una è quella espressa dal ministro degli Esteri, un'altra, quello del ministro della Difesa, no, francamente non è vero, perché hanno detto esattissimamente la stessa cosa prima i Balcani, Crosetto, ci ha aggiunto
Un po'di verdura.
O di o di cereali. Comunque già questo è grave, dice, Provenzano e queste contraddizioni all'interno del governo, per non parlare del Salvini filo-Putin, sono una delle ragioni del gioco a nascondino che sta facendo Melone su tutti i dossier, dall'Ucraina all'Iran, beh, non lo molla, però, e per fortuna di Provenzano, debbo dire perché bei gli dice non mi ha risposto ucraina in Unione Europea, sì o no, e quando la risposta è questa per noi la prospettiva dell'adesione all'Ucraina all'Unione europea non solo non si deve mettere in discussione, ma va proprio lanciata in questa fase, in cui si unisce a un'iniziativa diplomatica per la pace Zelensky. Paesi europei che più hanno sostenuto Ucraina stanno facendo un pressing su Putin che Noah's auspicavamo da tempo per sedersi al negoziato. Vero, questo è il momento di stare nella carrozza di testa, come al tempo della foto di Draghi, Macron e Scholz. Bravo, bravo, Provenzano, vediamo
Se oggi ci saranno prese di distanza da questa posizione così netta, mi pare che anche no volevo citare so libero.
Dirittura d'Alessandro Sallusti su su questa cosa, su questo comportamento della Presidente del Consiglio, bisogna andare un po'avanti nelle nelle pagine e alla fine.
E alla fine la si trova.
La si trova alla fine, lo si trova alla fine.
Non la si trova, no, non c'è nella pagina che parla dovunque andiamo avanti allora.
E vediamo.
Gli altri temi, anche perché il tempo corre e altri temi sull'energia verde un passaggio bisogna farlo, perché poi un'occhiata, anche Israele bisogna farlo, perché c'è questa riproposizione del nucleare, la cosa interessa una delle cose interessanti, al di là delle parole a favore o contro. È questa intervista a Parisi il premio Nobel che, quando parla di cose scientifiche, come molti scienziati italiani sono attendibili, quando parlano invece di cose politiche è meglio girare alla larga. Invece, Giorgio Parisi, premio Nobel, dice tornare al lato è troppo costoso l'Italia, punti su solare e geotermico. Il problema non è avere l'energia, ma la capacità di immagazzinarla
E vediamo però più in particolare perché dice Parisi il nucleare può essere un'opportunità se si pensa ai reattori quarta generazione, ma di questi abbiamo soltanto i prototipi. Non abbiamo un'idea precisa di quando saranno disponibili e di quanto possano costare nessun funziona, né se funzioneranno. Sappiamo che comunque sono da preferire perché utilizzano neutrini, neutroni, veloci e hanno l'enorme vantaggio. Potrebbe bruciare come combustibile il plutonio e parte delle scorie a più allunga vita, riducendo così il volume, la Peruch e la pericolosità dei rifiuti radioattivi. Questa via è stata sperimentata su scala industriale con il progetto Superphénix, è però il reattore ha avuto un serio incidente ed è stato necessario
Chiuderlo 30 anni fa, neutroni, veloci ma poco veloci per le nostre esigenze sempre più impellenti, chiede Gabriele Beccaria è così. Quanto ai mini reattori cosiddetti reattori modulari, li conosciamo meglio perché si basano sostanzialmente sulla tecnologia di terza generazione, ma il problema c'è e sono i costi, questi impianti sono troppo cari e quindi non li vedo come una soluzione alternativa interessante, quello che dice Parisi, che non esclude assolutamente una Pos un po'su un possibile futuro in cui il nucleare possa essere
Utile e anche in una anche poco costoso.
è un po'l'atteggiamento ricordava ieri, nella sua bella rassegna stampa Michele, lo Lembo, che ebbe anche Marco Pannella quando promosse il referendum contro il nucleare Pannella, tirandosi addosso anche le ire di una buona quantità di cosiddetti ambientalisti, disse che forse era opportuno lasciare attiva almeno una centrale per con sentire di continuare la ricerca sul nucleare insomma, la posizione radicale non è mai stata,
Di chiusura e anche quella di Parisi, mi pare, non è di assoluta chiusura, esprime delle perplessità sui tempi, sia sui costi e qual è la sua proposta alternativa, dove dice Beccaria possiamo produrre praticamente tutta l'energia che vogliamo con il solare, al momento la Cina produce pannelli solari ai costi più bassi però non è detto che l'Italia e gli altri Paesi europei,
Non possono mettersi a costruirli, i prezzi vanno via via calando, mentre l'energia ottenuta dal nucleare costa almeno tre volte tanto il solare obietta Beccaria non è di facile gestione, come si risolve il problema di produzione tra giorno e notte risponde Parisi il problema non è avere l'energia in generale averla nelle ore giuste la giornata e quindi poterla.
Immagazzinare oggi si stanno sviluppando nuovi tipi di batterie di accumulo costi sempre più basse, intanto però dice ancora l'intervistatore, ci ritroviamo in un difficile per i periodi di transizione, come lo si affronta in Italia, dice Giorgio Parise, abbiamo a disposizione una serie di risorse che stiamo sfruttando relativamente poco, per esempio,
Il geotermico e anche l'idroelettrico, grazie alle dighe, in un caso o nell'altro, possono funzionare al massimo quando c'è richiesta e quindi come infrastrutture di accumulo, e poi si continua, dice che c'è un lavoro eccezionale in Europa, che si può fare uno dei vantaggi dell'Unione europea, proprio quello di dividersi i compiti e di integrarsi, fare un'intervista da che va tenuta.
Di conto, ogni volta che si parla di questi temi e segnalo che il direttore del giornale Tommaso Cerno di si contrappone alla sinistra catch vorrebbe dice schiavi energetici e questo è un po'l'atteggiamento di tutti i giornali e le critiche al nucleare vengono viste.
Come un tentativo di sabotare anche l'economia italiana, per quanto involontario, è più interessante quanto ci dice invece il, il quotidiano nazionale quando in prima pagina ci ricorda.
Che, se a destra propongono il nucleare e a sinistra si oppongono a sinistra, purtroppo poi bloccano, ma non soltanto ma prevalentemente a sinistra bloccano
I le, le risorse rinnovabili. Questo è un'inchiesta che apre i quotidiani energia all'italiano, rinnova il no al nucleare, ma anche all'eolico, e così restiamo fermi a trent'anni fa. Tabarelli di Nomisma, al contrario di quello che abbiamo letto in Parisi, dice che le rinnovabili da sole non bastano, sono intermittenti e l'atomo ci serve perché è l'unica fonte che potrebbe darci stabilità e si parla del caso di Orvieto, pale in vista Duomo lo scontro istituzionale manda ko, il maxi progetto e qui bisogna anche ora capisco la necessità, però un conto sono le pale eoliche in alto mare che la Sardegna sta bloccando. Cosa vuol dire pale vista Duomo? Davvero c'è questa
Sovrapposizione andrebbe visto volta per volta, però, insomma, il problema è che, al di là del caso del Duomo di Orvieto, l'effetto Nimby non nel mio giardino, secondo questa mappa che ci fa il quotidiano nazionale è enorme in tutta in tutta.
Italia e poi ci parla anche la corsa è data center, l'intelligenza artificiale di pura energia e terra, investimenti per 15 miliardi, qui si parla dell'Italia, credo.
Sono 234 gli impianti in costruzione o pianificati in Italia, c'è competizione nell'Unione europea, ma c'è soprattutto competizione fra l'Unione europea e gli altri e gli altri Paesi, insomma articoli interessanti oggi sul quotidiano.
Nazionale, lasciamo un attimo anche questo tema, volevo.
Anche Belpietro che ce ne parla il manifesto.
Il manifesto in prima pagina ci rilancia una antica obiezione che, a dir la verità, mi pare smentita dai fatti c'erano forti timori, magari 30 quarant'anni fa, ma vi cito il titolo di questo articolo del.
Del quotidiano che si definisce comunista, ma pare che sia comunista, soprattutto per il ritardo sui tempi e articolo di Marco Bascetta, all'atomo si addice ai regimi autoritari e questo è il è il tema, che però non è vero certo dei regimi autoritari.
Vogliono l'atomo soprattutto militare, o per trasformare quello civile e militare, però ce l'ha, la Francia, che la Gran Bretagna ce l'hanno gli Stati Uniti che speriamo bene Celan, credo, il Giappone, o comunque c'era forse anche Israele, che non è un regime autoritario,
Non è così, non non si addice l'atomo ai regimi autoritari, almeno non solo sul.
Invece, su Israele volevo segnalare due cose, non ci sono grandi novità se non il divieto opposto, da Trump ad attacchi in Israele, Trump vuole uscire apparentemente vincitore dalla guerra contro l'Iran e quindi chiede anche Israele di fermarsi.
Ah non è d'accordo Netanyahu qui vorrei segnalare il titolo del domani perché tutti parlano del saniamo e basta almeno c'è il domani dice Netanyahu e Hezbollah vogliono la guerra eterna, non vogliamo la tregua, il premier israeliano usa il no dei miliziani per affossare definitivamente,
L'accordo l'IDF lancia nuovi raid sui centri abitati, zone residenziali e sfollati del al Sud del Paese, e qui forse c'è il piccolo problema che è stato sollevato, caricandosi di indegnità di fronte ai suoi vecchi amici da Erri De Luca, che non è solo Israele che non vuole la pace insomma anche gli altri Hamas si è disarmata come era negli accordi della tregua non ci ha pensato proprio e Hamas continua a minacciare.
Israele, Israele reagisce e quando reagisce accusata di genocidio e via dicendo. Insomma, questo è un circolo vizioso che non tiene conto del quadro generale, ci sono le vittime e cioè i palestinesi non esiste Hamas, ci sono le vittime, cioè i libanesi non esiste Hezbollah e si continua allora a parlare delle guerre ai palestinesi e delle guerre ai libanesi, una realtà, qualunque sia il ricorso a indagini psicoanalitica, vivisezione del cervello di Erri De Luca che ho letto in questi giorni su vari post, resta questo se non si parte da questo c'era una scrittrice che ha scritto su Facebook un brillante articolo che parte da Karl Popper per poi arrivare a conclusioni
Di contenuto diametralmente opposte si cerca di falsificare i pregiudizi di la vigna Marchetti, si chiama The cerca di falsificare pregiudizi di Erri De Luca, ma si oppone una quantità infinita di decide di pregiudizi, anche quelli non popperiana mente falsificabili, mi ha attirato perché c'era questa,
Questa cosa che richiama Popper, poi, sono precipitato in Anna Freud o Lacan, e allora la cosa è diventata più complicata, più complicata da accettare perché, invece di dire, la pensa diversamente, no, la sua testa è fatta ormai in modo tale che non può che dire quello che erroneamente pensa a modo,
Che la sinistra di oggi, ereditata dal pensiero marxista determinista lo ricicla in termini psicanalitici, ma siamo sempre lì, siamo l'altre cose che volevo vedere su Israele, ancora è il Corriere della Sera, pagina 6, poi vengo direttamente la politica italiana perché lo capisco bene che non si può perdere altro tempo con di quello a disposizione.
Corriere la sera, al Libano, il presidente contro Teheran ci usate a 11 e fanno la guerra sulle nostre spalle.
E ancora Hamas e senza comandanti dopo il raid mirato, Israele, ora la leadership condivisa, insomma Hezbollah e Hamas ci sono ancora, lo deve dire il presidente libanese per quanto riguarda il Libano, e poi c'è sul sul foglio un articolo di Adriano Sofri che res and C.
Re censisce il libro di Francesca Albanese dice che è un libro bello però viziato da bello per la passione, però viziato da a la mancanza andiamo a vedere.
Il l'articolo sul Foglio
Nelle pagine interne.
Eccolo qua.
Se riesco a trovarlo rapidamente.
Tra l'altro, il Foglio pubblica.
Il integrale lettera di Zelenskij libri Francesca Albanese, ma la riflessione su ciò che scrive e dice, ma anche su ciò che omette, ecco, dice per le cose che dice ho trovato che il libro è bello, che a una pregevole relazione tra partecipazione personale racconto dei fatti dice averlo letto con un pregiudizio dopo quello che era successo ad esempio a Reggio Emilia di fronte al sindaco ma che la scrittura lo riscatta.
Ma il problema non c'è Hamas non c'è il 7 ottobre, se non per ripetere che non fu contro gli ebrei ciò che verremo evidentemente smentito, né disse altre volte cose pessime, altre per rattoppare le, eppure il 7 ottobre Red dei giovani, di là dalla recinzione dalla recinzione a una terribile assonanza con l'elogio,
Affettuoso della da bocche e ricorso allo spirito della danza, nel libro di albanese non c'è l'attenzione e la valorizzazione della disperata generosità di non pochi dall'altra parte e soprattutto i certi familiari degli ostaggi, si dice, sulla scorta della posizione recisa di Edward Said che gli accordi di Oslo furono la più truffaldina delle opposizioni delle imposizioni si denuncia il colonialismo occidentale,
Ma non quelli orientali, Chen ceo, in Africa sono sfrenatamente fiorenti, ma anche in Arabia a suo tempo c'è da aggiunge si dice che Vittorio Arrigoni a Gaza è vissuto ed è morto nel 2011 senza ripetere Chillo torturò e assassinò nemmeno stress soffre qui lo dice ma furono palestinesi un gruppo palestinese che lo riteneva.
Malato perché omosessuale, quindi agenti del nemico, ma i ragazzi, che giustamente si commuovono al suo nome restate umani, immagino perlopiù che l'abbiano ucciso gli israeliani, insomma, queste sono le cose che generalmente vengono giustamente credo rimproverati a coloro che prendono le parti.
Dei popoli.
Dei popoli che soffrono il colonialismo, sì, ma Israele fu vittima e colonialismo e la spartizione del di quella porzione del Medio Oriente fu opera del colonialismo, e poi, prima o poi, bisognerà parlare anche della Russia, che è stata colonialista in tutta la parte asiatica, la Russia, un paese europeo,
Che però ha colonizzato l'ASA ormai al punto che culturalmente pare esserne stata colonizzata, va be'andremo a vedere anche che questo input, in un in un futuro, il le cose italiane, allora, al di là delle polemiche che abbiamo già visto su Meloni si parla molto del Partito Democratico intanto sul Corriere della Sera,
Verderami che cita Prodi, le parole Suelli e Giorgia secondo Romano Prodi al centrosinistra Hamas manca il quid, infatti dice che l'avessimo una come lei e lei Giorgia Meloni, non si tratta di un complimento verso la Premier, figurarsi semmai una critica rivolta al centrosinistra che, a suo giudizio, non dispone una figura valida, contrapporre al leader del centrodestra in vista delle urne. Il professore non ne fa una mera questione di immagine, non è il tipo, citando la mancanza, denuncia un'assenza politica nel campo largo, un limite che rischia di pregiudicare il risultato del 2027 e poi si continua a parlare dei temi che
E che sono oggi in discussione e della mancanza di chiarezza di alcune c'è, ad esempio sempre sul Corriere della Sera, il tema della patrimoniale Schlein frena davanti ai giovani industriali dice non è nel programma la leader Pd e Renzi con noi è vero rilancio ma alla platea tiepida ora immagino che Renzi e Schlein non siano stati nello stesso momento, certo ora che lo leggerà questo titolo che questo tiro per a letto da Conte chissà cosa succede per non parlare.
Di Alleanza Verdi Sinistra, sempre sul Corriere Picerno via meglio tardi che mai le chat interne, che imbarazzo nel Pd, i dialoghi tra dirigenti e parlamentari all'e annunciano un esposto contro gli insulti social articoli, Maria Teresa Meli si va dal garbato e questa è una buona notizia all'ovvio, finalmente passando meglio tardi che mai per arrivare al più pesante ce la siamo levata dalle balle declinato anche nel più romanesco ce la siamo tolta dai
Sono le chat dei dirigenti del Pd che salutano l'addio di Pina Picierno, ai dem Chant di parlamentari e dirigenti del Partito democratico.
Chat, che avrebbe dovuto rimanere nascoste, ma così non è stato l'attacco mediatico a Picerno dura ben più di un giorno.
Si diffonde sui social e poi, insomma, qui e si racconta.
Questa cosa.
Ah, questo set Seat?
Silenzio, almeno in via ufficiale, anche da Dario silenzio ufficiale da parte di tutti i dirigenti, anche dei da Dario Franceschini, uno dei promotori del nascituro partito di centro, il Pd, per dirla in breve, fa finta di niente, ma è proprio l'alleanza che rischia di diventare un problema, perché manca sempre quel centro che tutti invocano e che qualcuno Franceschini Bettini cerca di aiutare e far crescere. Picierno si è data a questo compito, non è detto che ci riesca, comunque lei ci prova convinta, Pina farà da sé con un suo movimento, magari è questo agita le acque del campo largo che finora erano rimaste racchiuse tra un partito democratico forse maggioranza Movimento 5 Stelle, cui dovrebbe spettare il compito di intercettare consensi
Che abitualmente non vengono al mondo della sinistra, Picerno quando parla di sé e misura le parole come non ha mai fatto prima, penso dice che sia necessaria un'iniziativa nuova, capace di liberare le migliori energie del Paese, dobbiamo uscire dalla tenaglia del perenne rissa alimentata dai populisti che non porta mai soluzione serve pragmatismo e responsabilità e una cultura di governo che metta al centro crescita,
Lavoro, innovazione e futuro
Queste sono le parole Picerno conclude Maria Teresa Meli, note di cronaca, è inevitabile. Picerno e la quinta riformista che lascia il partito democratico prima di lei ci sono stati Enrico Borghi e Annamaria Furlan, quindi, Elisabetta Gualmini, che si è avvicinata a Calenda. Infine, Marianna Madia, che ha aperto una un canale di comunicazione con Italia viva, ma Picierno, segue questa scia provo a fare da sola prova a fare da sola. Ci riuscirà a questo è l'interrogativo che ci poniamo un po'tutti, se posso aggiungermi, con un con la mia flebile voce B, faccia da sola e faccia da presto, perché c'è una grande parte dell'Italia, anche liberale e riformista, che vuole un leader e che non si accontenta di aggregazioni o giochi, partite o quelli che ci sono son già tutte belle confezionate da l'azione a Italia Viva e le altre non ci sono e ci manca quello che è mancato fino ad oggi è una leadership. Vediamo se Picierno,
Che certamente è la più liberale di quanti sono, si sono presentati negli ultimi periodi sulla scena.
Del partito democratico vedremo se
Poi andiamo a vedere.
Chi lei dice, però, hai fatto male e ci sono anche fra i suoi amici, ovviamente, ad esempio sul.
Riformista, se non sbaglio, c'è.
Tonini.
Diamo a recuperarlo se, come al solito, riesco a trovare.
Ah sul.
Facciamo un passo indietro sulla patrimoniale, no, dovevo assolutamente citarvelo, sì.
Il Massimo Giannini che dice la cosa strana è che non si sia fatta ancora che tutte le sinistre devono andare in quella direzione. Bisogna trovare però le forme giuste. E c'è invece Pietro Reichlin sulla stampa e anche Giovan Giuseppe Vegas sul Messaggero, che spiegano le ragioni per cui no non non non gioverebbe affatto al all'economia, neppure al welfare. Una patrimoniale per i contraccolpi che provocherebbe Ray Reichlin, parla di arma spuntata della patrimoniale e parla degli errori della sinistra sul fisco, il dibattito sui grandi capitali e ignora i dati reali. Le imposte di successione incidono poco sulle disuguaglianze. Sarebbe utile agire sugli immobili guardando agli attuali prezzi di mercato importante, ridurre il divario fra il gettito teorico dell'IVA è quello effettivo. Insomma, non è che Reichlin dice. Non bisogna fare nulla per ridurre l'eguaglianza e bisogna farlo in modo tale da non aumentare le ingiustizie che oggi ci sono, soprattutto fra chi paga le tasse
E chi no, questo contrapposizione comunque interessante, e?
Per il resto, Van andiamo a cercare questa cosa di Tonini che non ricordavo bene dove fosse sul dubbio.
Allora andiamo.
Ah ah, trovare il dubbio, cosa anche questa non facilissimo, ma.
Ma ci proverò il dubbio che.
De Vezze, darmi un secondo per recuperarlo.
Perché anche oggi non ci sono né in una forma né nell'altra, quindi in questi casi bisogna un po'arrangiarsi e ritrovare.
L'intervista eccolo qua e oggi il Pd in seguono Habana purezza, ma i riformisti imparino pazientare.
L'errore, tanto i riformisti e la fretta ci sono varie fase, comprese quelle in cui si è minoranza, e da lì si ko costruisce il futuro, ora
Avrà ragione Tonini, ma io conosco i riformisti da circa vent'anni e li frequento e non hanno, non sono mai riusciti a a costruire il futuro, diciamocelo francamente, anche.
Altri che ci hanno provato no, non ci sono riusciti, comunque leggiamo.
Tonini, come Rag ha reagito all'addio di Picerno e alle reazioni conseguenti. Sono combattuto tra due sentimenti, per un verso il rammarico, perché è una personalità di grande forza, energia, morale e politica di grande entusiasmo. È una combattente, Pina, è veramente una persona eccezionale. Nello stesso tempo, però, sono colpito dal rischio e sterilità politica di questa scelta, quindi, per un verso grande rispetto e perfino ammirazione per la sua passione, per la libertà a dall'altro, vedo come questo stillicidio e decisioni personali di uscita accentui la debolezza complessiva del riformismo nella sinistra italiana, rischiando di aggravare i problemi anziché risolverli col cuore. Abbraccia una scelta personale sofferta e tra l'altro gratuita, perché non sembra che abbia avuto un cambio qualcosa da qualcuno razionalmente. Dico che la pars construens di questa scelta al momento non si vede e questo è Tonini, e allora cerchiamo di capire se si vedrà
E quanto conterrà l'ultima domanda che gli che gli si fa riguarda l'alleanza col Movimento sociale, sì, col Movimento 5 Stelle nel pieno della guerra russa all'Ucraina, che ne pensa questa 3, questo tema c'è d'altra parte, penso sia giusto che il Pd cerca di costruire un campo largo potenzialmente vincente.
Il.
Siamo arrivati alle 9 cose decisamente da citare, ce ne sono ancora, però le posso soltanto citare è davvero sul foglio c'è Marianna Rizzini, che ci racconta le vicende giudiziarie anche attraverso.
Il modo in cui sono state affrontate dal da una parte della sinistra il e c'è questa novità appunto, per cui?
E se continueranno, ci dicono i giornali, se ce lo dice non so se lo dicono soltanto i giornali di destra che deplorano, ma anche il Corriere della Sera, secondo il quale appunto, nonostante tutto, ma proprio tutto tutto tutto, nonostante tutto,
Le indagini andranno avanti, le strage son del 1992 93, le indagini cominciate appena Berlusconi entrò in politica, non hanno portato da nessunissima parte per trent'anni e passa, ma che ci insisto ancora oggi racconta anche.
Il Corriere della Sera liquido, tutto leggendo Andreas version sulla sulla prima pagina.
Del del foglio
Che questo ci così sintetizza le le cose.
Che riguardo Minetti è quello che riguarda Berlusconi, informati sulle crisi d'identità che stanno travolgendo i due, i direttori delle principali testate italiane in fila ormai da anni, dietro le infame piccolo enormi del Fatto Quotidiano, l'ultima sul caso Minetti, trojan Mattarella protettore, è rimasta in effetti un po'qui noi, Ordine Nazionale dei Giornalisti, invitiamo comunque i colleghi responsabili dell'informazione nazionale maiuscolo, acciughe Charles una botte, una boccetta e Lexotan e a inghiottire il rospo Travaglio e Ranucci sono in che stilistiche non ce n'è più e finché dura fa verdura, ecco più o meno il Thegiornalisti fa ha fatto nel suo silenzio un comunicato del genere, perché è veramente incredibile che di fronte a una smentita così chiara come quella del re, venuto dalla Procura di Milano di fronte ad accuse basate sul niente come quella di non aver voluto cercare, la verità non ha fatto le indagini giuste, oggi ci tirano fuori i due autisti
Che raccontano che quattro anni fa portarono effettivamente una volta delle prostitute in quel locale, e questo andrebbe a confermare tutta quella la vicenda imbastita dal fatto ah con tutto questo l'ordine dei giornalisti resta muto, questa è l'Italia con questo chiudo, ringrazio per l'ascolto.
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