09 SET 2026
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Il Medio Oriente visto da Gerusalemme. L'avvertimento emiratino sul 7 ottobre e le sanzioni britanniche

RUBRICA | di Roberta Jannuzzi - RADIO - 10:58 Durata: 30 min
A cura di Guido Mesiti
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Fiamma Nirenstein, in collegamento da Gerusalemme per la rubrica settimanale sul Medio Oriente, apre segnalando il clima di allerta: nella notte l'Iran ha lanciato venti missili balistici sulla Giordania, con parti dei vettori arrivate anche in territorio israeliano, e il giorno prima si era registrato un attacco terroristico per le strade israeliane, con una persona ferita in modo grave.Sulle elezioni del 27 ottobre, la giornalista ricorda che sono state depositate le liste e che la soglia di sbarramento al 3,5 per cento rende decisivi i piccoli partiti per raggiungere i 61 seggi necessari a … una maggioranza.

Dopo il 7 ottobre, secondo l'ospite della rubrica, la distinzione fra destra e sinistra nei termini del pacifismo tradizionale non è più utilizzabile, e anche l'area che comprende Gadi Eisenkot, con Yashar, centro, e Naftali Bennett, con B'Yachad, destra non netanyahuista, resta divisa al proprio interno.

Le due parti in campo sono date in equilibrio.La parte centrale riguarda l'anticipazione pubblicata da Haaretz di un libro scritto da due giornalisti sul preavviso che il presidente emiratino Mohammed bin Zayed avrebbe dato personalmente a Benjamin Netanyahu, Likud, destra, dieci giorni prima del 7 ottobre 2023.

Nella ricostruzione riferita dall'intervistata il contatto sarebbe durato quarantacinque minuti, tramite un apparecchio riservato consegnato da un emissario.

Bin Zayed avrebbe fatto esplicitamente il nome di Yahya Sinwar, precisando su richiesta israeliana che non si trattava di un riferimento generico a Gaza, e avrebbe riferito che, in assenza di una risposta positiva alla richiesta di liberazione di due prigionieri, era in preparazione un "terremoto".

Un avvertimento analogo sarebbe arrivato dall'Egitto, secondo quanto sostenuto da un'altra giornalista.Nirenstein riferisce la smentita dell'ufficio del primo ministro, secondo cui un colloquio a quel livello lascerebbe traccia nei registri, e la replica di chi sostiene che si trattasse di un contatto personale fuori dai canali ordinari.

Gli Emirati non hanno confermato né smentito, dichiarando di non voler interferire negli affari interni di un altro Paese e definendo buoni i rapporti con Israele.

Il resto del mondo arabo tace.

Sul canale che avrebbe messo in contatto Abu Dhabi con Hamas, l'ipotesi indicata è quella di Mohammed Dahlan, ex dirigente palestinese legato agli Emirati e in passato in rapporti con Sinwar.La giornalista colloca la vicenda nel precedente del 1973, quando re Hussein di Giordania avvertì Golda Meir dell'attacco in preparazione senza essere creduto, e Meir si dimise a guerra conclusa.

Il parallelo, nella sua valutazione, viene utilizzato in chiave elettorale dagli avversari del primo ministro, e l'anticipazione va letta alla luce della linea di Haaretz, testata dichiaratamente ostile al governo.Un passaggio è dedicato agli avvertimenti diramati agli israeliani in viaggio all'estero e alla campagna contro Shalev Biton, ex soldato che ha perso una gamba nel 2021, scelto da Adidas Israel come testimonial di una linea di calzature per persone con amputazioni.Sulla decisione britannica, l'intervistata giudica offensivo il linguaggio con cui il provvedimento è stato presentato ai Comuni, in particolare l'accostamento fra Israele, l'Iran, Hamas e Hezbollah.

Nel merito solleva due obiezioni.

La prima riguarda gli accordi di Oslo, che assegnano all'area C la giurisdizione israeliana su pianificazione ed edilizia: l'espansione demografica palestinese in quell'area non sarebbe consentita dagli accordi, e Israele ha demolito anche costruzioni israeliane non autorizzate.

La seconda riguarda il progetto E1, che collega Gerusalemme all'area di Maale Adumim e ricade anch'esso in area C.

Spetta a israeliani e palestinesi definire insieme lo statuto definitivo di quei territori, come previsto da Oslo, e non a Londra o all'Unione europea stabilire in anticipo quali aree apparterranno a un futuro Stato palestinese.

La violenza di alcuni gruppi di coloni viene riconosciuta come punto dolente: otto persone sono state arrestate e saranno processate.

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