Sono stati discussi i seguenti argomenti: Giustizia.
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Rubrica
Commissione
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Buongiorno continuiamo ad occuparci della sentenza che ha condannato Enzo Tortora e che è stata depositata ieri cioè l'altro ieri informalmente poi effettivamente depositata ieri
Dal a dalla cancelleria del dalla decima sezione penale del Tribunale di Napoli
Ieri ne abbiamo cominciato una prima lettura con Lino Jannuzzi e Mario De Stefano e ci siamo ovviamente soffermati sulla parte che riguarda aveva la vicenda di Enzo Tortora ci torneremo questa sera ancora con Lino Iannuzzi alle ventuno da Radio radicale
Abbiamo vedo lavorato anche questa mattina su questa monumentale sentenza di oltre mille settecento pagine con Bruno Ruggero per analizzare anche la parte generale della sentenza quella che ricostruisce prima di tutto la storia di questo processo le vicende della Nuova camorra organizzata la credibilità e la la logica con cui Hillary il tribunale si è riferito alle dichiarazioni dei pentiti e dunque altre parti che pur essendo Generali hanno un indubbio interesse e anche un riverbero sulla situazione poi dieci otto
E dunque cominciamo ad occuparci di questo ricordandovi che radio radicale è stata la prima il primo mezzo d'informazione a poter dare ampi stralci di queste sentenze anticipate nel modo che sappiamo dal Giornale di Napoli il giorno stesso del deposito ma in realtà poi da ieri abbiamo potuto già leggere
Davvero le prime parti della sentenze che riguardano Enzo Tortora e noi continuiamo con questo lavoro di analisi della sentenza e cominciamo proprio a dare la parola Bruno Ruggiero
Per questa parte introduttiva che i tre giudici hanno inserito all'inizio della dispositivo
Sì io sul sul mio taccuino annotato alcuni punti che meritano
Un approfondimento o che comunque costituiscono un un segnale una spia della mentalità dal punto di vista strettamente professionale con cui i giudici hanno redatto questa sentenza la motivazione di questa sentenza
Il primo punto riguarda un procedimento penale che in un certo senso e all'origine di qualsiasi serio sforzo di investigativo e di indagine sulla Nuova camorra organizzata a Napoli e in Campania
E cioè l'inchiesta del giudice istruttore Costa viola l'inchiesta conclusa da questo giudice del tribunale di Napoli
Con un rinvio a giudizio che ha portato poi centocinquantotto imputati fra i quali Raffaele Cutolo davanti alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere per essere sottoposti a giudizio in ordine a reati associativi e fatti specifici che in un certo senso affondavano le loro radici nell'atto di nascita della Nuova camorra organizzata perlomeno per quanto riguarda e l'intervento sul territorio attraverso lo strumento privilegiato dell'estorsione del racket delle protezioni
E siccome gli episodi più significativi e più cruenti da questo punto di vista quindi esplosione di bombe danneggiamenti aggravati nei confronti esercizi commerciali di impresse di singoli cittadini possidenti hanno cominciato a verificarsi secondo l'interpretazione data a suo tempo dal tribunale di Napoli
Che fu in primo luogo investito della competenza
A giudicare su questo processo si verificarono intorno al settantasei settantasette nel territorio di Caserta nella provincia di Caserta e quindi di Santa Maria Capua Vetere
Questo processo fu trasferito
Perron atto di spoliazione del tribunale di Napoli con una ammissione di incompetenza territoriale fu trasferito punto alla competenza invece di Santa Maria Capua Vetere il processo si è concluso
Nel corso dei della prima metà del mille novecentottantacinque con una sentenza che ha condannato la grande maggioranza degli imputati e che fra l'altro ha avuto il pregio di prendere in esame anche e gli aspetti in qualche modo collegati alla vicenda Cirillo una vicenda che ancora per quanto riguarda il l'iter processuale
In senso stretto non ha trovato una occasione di celebrazione ad hoc in un'aula di giustizia perché ricordiamo l'inchiesta sulle sul sequestro in quanto tale sulle deviazioni dei servizi di tutti gli altri organismi statali che ebbero a mobilitarsi in quella circostanza è ancora pendente davanti al giudice istruttore di Napoli
Carlo all'ENI e le previsioni più ottimistiche parlano della primavera di quest'anno per un rinvio a giudizio bene nel fare riferimento all'istruttoria Costa Viola e al processo di Santa Maria i giudici che estensori della motivazione della sentenza
Del processo contro la Nuova camorra organizzata che si è svolto a Napoli nell'aula bunker di Poggioreale parlano di ordinanza dichiarativa di incompetenza territoriale pronunciata dal tribunale di Napoli che per la verità la
C'è ancora perplessi c'è quindi un riferimento polemico a quell'atto di spoliazione volontaria da parte della sezione del Tribunale di Napoli e fu investita in prima istanza della competenza a giudicare cosa che ha portato voi alla creazione in un certo senso di uno spazio vuoto
Nella attività degli uffici giudiziari napoletani per quanto riguarda l'istruzione di procedimenti alla luce dei reati associativi e anche di quelli modificati con l'introduzione della legge Rognoni-La Torre quindi del quattrocentosedici bis l'associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico quello spazio che qualcuno appena ATO di riempire con il ben noto blitz del diciassette giugno mille novecentottantatré e col processo mostro che è arrivato voi all'attenzione della decima sezione penale del Tribunale di Napoli e delle altre sezioni che con questo ultimo collegio giudicante hanno diviso l'agibilità poi dell'aula bunker di Poggioreale questa è una storia che anche nei suoi passaggi concreti gli ascoltatori di radio radicale ben conoscono
Un secondo punto un rappresentato da un riferimento molto volante
Agli insospettabili che figuravano a detta dei giudici della decima sezione penale del Tribunale di Napoli
Nel cartello degli imputati di questo processo imputati tra i quali sono compresi sembra per la prima volta numerosi insospettabili scrivono testualmente
E questo fa sorridere se si pensa che un insospettabile
Sulla carta come perché poi nella vita privata e nei contatti quotidiani era molto chiacchierato come l'ex sindaco di Ottaviano la marca è stato assolto
Da questi stessi giudici
E un altro insospettabile anche lui sulla carta come il costruttore Sibilia già presidente dell'Avellino calcio è stato prima stralciato per motivi di salute del suo fascicolo e poi come sappiamo rinviato a nuovo ruolo dai giudici che erano s'
Stati investiti della competenza a giudicare sul cosiddetto quarto troncone e cioè su quei qui ventuno imputati che poi ci sono e via via ridotti a diciotto diciannove che erano stati stralciati per di verso i motivi per diverse ragioni dal processone principale quindi in pratica sembra di capire questo voi confermato dal tema
Degli argomenti che sono stati utilizzati ed ai magistrati contro Enzo Tortora anche nella nello stendere materialmente la motivazione della sentenza
Che in pratica poi il bottino di insospettabili si riduce al solo Enzo Tortora e qui torniamo anche alla entità della pena che è stata irrogata nei suoi confronti
Terzo punto quello dei dissociati
C'è una puntualizzazione che singolare che vale la pena di leggere per esteso che i giudici della decima sezione fanno è preferibile fin d'ora impiegare tale espressione dicono cioè l'espressione di dissociati al posto di quella abusata di pentito
Nata legislativamente per altri tipi di recensire a organizzazioni terroristiche
Sia perché più tecnica essendovi stato da parte dei cosiddetti pentiti un vero e proprio distacco formale dall'associazione per delinquere
Sia perché priva di qualsiasi contenuto Pseudo moraleggiante e quindi valida per evitare commistioni e suggestioni di qualsivoglia genere
Che ha un po'il sapore quasi di mettere le mani avanti rispetto voi alla trattazione più articolata che si farà delle poi sezioni dei singoli dissociati delle dichiarazioni da loro rese e quindi anche del tasso di credibilità di queste dichiarazioni infine un quarto punto è un richiamo alle sentenze della Corte di Cassazione prima sezione penale ma con due collegi di carenti del quattro e del ventinove maggio mille novecentottantaquattro mentre la prima sentenza
In sostanza
Riconosceva alle gli uffici giudiziari napoletani quella che tecnicamente viene chiamata vis attrattiva e cioè la capacità di
Attrarre nella competenza nella propria competenza territoriale tutti i procedimenti che riguardano la Nuova camorra organizzata intesa come organi trazione gerarchica e piramidale con il suo centro organizzativo sviluppato fra a Napoli e Ottaviano la residenza di Raffaele Cutolo
La seconda sentenza del ventinove maggio ottantaquattro in sostanza invece propendeva per una articolazione sul territorio dell'hinterland napoletano e dell'intera Campania anche di un'organizzazione collegata sì che della Nuova camorra organizzata e quindi propendeva per l'attribuzione della competenza a giudicare ai tribunali e alle Corti d'Assise delle varie
Province dei vari capoluoghi di provincia
Quindi Salerno Avellino Benevento eccetera
Il riferimento e la trattazione dispiegata articolata di questo punto che i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Napoli fanno in sostanza rappresenta il fondamento della celebrazione della legittimità a celebrare maxiprocesso sì quindi la sottolineatura della esistenza invece di questa vis attrattiva verso il tribunale e la corte d'assise a Napoli e anche in un certo se su in maniera mediata dell'affiliazione di Enzo Tortora perché una volta stabilito che il rapporto che intercorreva fra il gruppo di trafficanti che operavano a Milano e in Lombardia era di natura gerarchica e portava direttamente a Napoli ecco che quindi si radica una competenza a giudicare Tortora in quanto spacciatore di non modiche quantità di cocaina da parte degli uffici giudiziari napoletani vale la pena di leggerle per esteso queste pagine quindi ve ne proponiamo senz'altro la lettura
Quindi scrivono i giudici tutte le manifestazioni del sodalizio camorristico verificatesi nelle province di Avellino Benevento Caserta e Salerno
Per molti degli imputati di queste zone è stata riproposta anche in sede di discussione finale eccezione di incompetenza territoriale
O addirittura in altre regioni non sono altro che una ramificazione della organizzazione denominata Nuova camorra organizzata radicata si prevalentemente in zone comprese nel circondario del Tribunale di Napoli
Dove si procede anche per fatti di ben maggiore gravità e quantità intimamente connessi con quelli verificatisi altrove
Tale fu in un certo senso l'orientamento della prima sezione penale della Corte di Cassazione
Che con sentenza del quattro maggio mille novecentottantaquattro numero mille cinquanta risolvendo il conflitto fra i giudici istruttori di Avellino e di Napoli relativamente alle posizioni degli imputati Sergio Marie Melli Domenico Sgambati e Pasquale Raffaele Graziano dichiarò la competenza del Tribunale di Napoli in ordine al reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso ha scritto ai prevenuti
Successivamente con sentenza del ventinove maggio mille novecentottantaquattro numero mille duecentonovantotto la medesima prima sezione penale della Corte di Cassazione
Per la verità con diversa composizione ha risolto diversamente il conflitto di competenza relativo alla posizione degli imputati Antonio abitudine Luigi Barba Giuseppe Migliaccio e Francesco Petrosino
Fu dichiarato inammissibile il conflitto denunziato dall'imputato Antonio parlati rinviati nelle more a giudizio di questo tribunale
Che ha poi provveduto a trasmettere agli atti al giudice di Salerno dichiarando la competenza esclusiva del tribunale di Salerno in ordine al reato associativo contestato ai giudicabili
Facendo propria la requisitoria scritta del procuratore generale
La Corte ha ritenuto di risolvere negativamente il quesito circa l'esistenza di una vis attrattiva del sodalizio criminoso denominato n CIO di cui viene comunque ammesso il sorgere lo svilupparsi in provincia di Napoli
E qui virgoletta no i giudici della decima sezione penale e che nella direttrice Ottaviano Napoli trova la sua matrice storica ideativa e organizzativa
Rispetto a tutti i successivi fatti di adesione partecipazione verificati sia a livello periferico nella specie Salerno e l'agro nocerino sarnese
In un unitario disegno associativo che abbia come centro di irradiazione l'hinterland napoletano e che conseguentemente determini la competenza territoriale dell'autorità giudiziaria di Napoli
In ordine a qualunque manifestazione regionale o nazionale dell'attività criminale riconducibile all'ANC io
A tale conclusione però si giunge sulla base di un'affermazione quasi assiomatica e priva di un adeguato supporto probatorio sono sempre va votazioni queste ricordo espresse direttamente dai giudici della decima sezione penale di Napoli su materia trattata dalla Corte di Cassazione
Secondo cui l'ANC o non è un'organizzazione a struttura piramidale verticistica con propaggini e ramificazioni capillarità Napoli ad altre zone ma dato luogo ad una pluralità di associazioni periferiche di natura camorristica dotate di ampia sfera decisionale
Diversità di ambito operativo spaziale ed assolutamente preponderante diversificazione soggettiva
Tale premessa porta evidentemente alla conclusione scontata che ci si trova in presenza di distinte associazioni sulla cui diversità non incidono le circostanze che trae se esistono collegamenti anche di tipo personale e che quindi allorché nelle diverse sedi sorgono autonome organizzazioni criminali camorristiche il reato cui ciascuna dà origine e autonomo e di toh da quello analogo eventualmente contestato altrove agli stessi imputati per la loro personale partecipazione ad altra banda criminale
Ne discende perciò come corollario che la partecipazione ad una sola banda periferica collegata all'ANC io
La quale si ispiri agli stessi programmi e metodi ma che faccia uso di strumenti ed obiettivi indipendenti dalle altre bande in un'area a locale circoscritta dalla ferrea suddivisione delle zone di influenza fa configurare a carico degli associati un delitto autonomo
Del quale vanno chiamati a rispondere dinanzi al giudice del luogo dove la banda opera tale ragionamento indubbiamente non fa una grinza ma è viziato ad avviso del collegio nella sua premessa
Come si è già chiarito nelle pagine che precedono il sodalizio criminoso in esame ha sempre avuto anche nei momenti di massima espansione struttura unitaria piramidale verticistica altre sono nel napoletano le organizzazioni criminose autonome che per motivi contingenti si sono consociate per opporsi all'invadenza dell'ANC io
La cosiddetta nuova famiglia è nata infatti per combattere l'organizzazione Couto Liliana ed è stata al momento attuale pare che le lotte per accaparrarsi le varie zone si siano spostate al suo interno
Una vera e propria confederazione di bande che hanno sempre conservato notevole autonomia strumenti ed obiettivi indipendenti le une rispetto alle altre
Si è adottata in questo caso la struttura prettamente mafiosa della mafia storica delle cosche o delle famiglie separate alleate tra di loro aventi ciascuno ha un suo capo ed una totale autonomia
Mentre l'ANC o ha conservato sempre la struttura camorristica della camorra storica che prevedeva il riconoscimento di un solo capo incontrastato da parte di tutti gli affiliati liberi confinati o detenuti
Vai in secondo luogo sottolineato che nel centro strategico operativo dell'organizzazione
Rimasto sempre ad Ottaviano per volontà di Raffaele Cutolo sono sempre confluiti in percentuale i proventi delle attività criminose portate a compimento su tutto il territorio controllato dalla e nel CIO
Fin qui quindi lo spunto polemico che viene abbracciato dai giudici della decima sezione penale nei confronti di una certa impostazione che è stata fatta propria da un certo collegio della prima sezione penale della Corte di Cassazione
E la sottolineatura invece delle ragioni che giustificano la celebrazione di maxi processi come quello che si è celebrato a Napoli come altri che sono in corso di celebrazione a Napoli il tutto cogliendo l'occasione anche per un'opera di ricostruzione storica che una delle poche parti interessanti
Di questa motivazione della sentenza con cui il diciassette settembre mille novecentottantacinque la pesci ma senz'né penale del Tribunale di Napoli ha concluso il processo di sua competenza una opera di ricostruzione storica interessante su cui contiamo di tornare nelle prossime puntata
E e andando in pensione Bobo avanti in questo in questa analisi della parte generale della sentenza si può arrivare a pagina duecentotrentasei quando i giudici affrontano il problema delle dichiarazioni dei dissociati innanzitutto riprendono il il problema proprio linguistico Ruggero citava prima la parte in cui definiscono appunto i pentiti come dissociati
E qui insistono nella differenziare i dissociati così li chiama rotta mafia e camorra dai pentiti del terrorismo
E dicono anche un'altra cosa i giudici di Napoli Nicolò che bene ha ragione è scritto a pagina duecentotrentasei non si è fatta la legge per i pentiti di mafia e camorra
Dicono anche che per loro per questo tipo di pentiti può soccorrere la normativa vigente e quindi sì schierano fra quella componente della magistratura che non chiede la legge per i pentiti di mafia e camorra così quindi a pagina duecentotrentasei
Poi proseguono sulla sul dissociato individuando nella figura rivendicando nella diversità rispetto a quella del delatore e del confidente dicono i dissociato non si nasconde dietro l'anonimato
E il fenomeno della dissociazione
Da mafie camorre la criminalità organizzata dicono i giudici di Napoli va visto nel quadro della chiamata di correo anche se poi devono aggiungere che di regola il chiamante in correità è un inquisito i dissociati invece non hanno avuto nessuna sollecitazione e Sam provare dicono i giudici di Napoli da questo punto di vista il caso di Pan dico che fino a quando non si è dissociato non era entrato in nessuna indagine sulla nuova camorra organizza A pagina duecentoquarantacinque c'è una curiosità in merito alle vendette e trasversali perché poi il discorso si sviluppa sulle minacce cui si espone dicono i giudici uno che si dissocia da un'organizzazione criminale e qui per la prima volta era ora a un organo vero
Nella citazione delle vendette trasversali che i dissociati hanno dovuto subire Sicilia
L'uccisione del fratello di Mario Incarnato del padre di Michelangelo D'Agostino della madre di panico non si ci nell'uso fra i tra le vittime delle vendette trasversali
Si parla ancora delle minacce a proposito dell'imputato Mauro Marra uno di quelli che ha ritrattato tutto in aula e dicono appunto Marra ritrattato per le minacce a proposito delle dichiarazioni poi dei di sociali si ritorna sul tema della Kia ma da di Corleo e si citano due sentenze della Cassazione una della prima e l'ottantatré e una del settembre dell'ottantaquattro nella prima le avete probabilmente anche semplificare nelle arringhe degli avvocati difensori e nella requisitoria di Diego ma nella prima si parla come caratteristiche di affidabilità delle dichiarazioni di chi ha chiamata di correo l'attendibilità intrinseca e gli obiettivi elementi di riscontro
Nella seconda sentenze la Cassazione quel settembre ottantaquattro l'attendibilità intrinseca che non può prescindere dalla personalità del dichiarante e l'attendibilità estrinseca riferita a fatti obiettivamente accertabile a questo proposito i giudici dicono che e nelle arringhe della difesa si esasperato troppo il problema dell'analisi della personalità del chiamante incorre Italy cioè a dire i più si sviluppano questo ragionamento è evidente che quelli dissociati dalla camorra non possono essere incensurati e quindi non ha senso tacciare lì di reati terribili perché evidente di più reati hanno fatto più erano interni all'organizzazione questo il ragionamento che i giudici sviluppano più avanti però il discorso diventa ancora più interessante da alle pagine duecentocinquantasette si comincia ad affrontare il problema del discernere il vero dal falso dentro le chiamate di correità e le dichiarazioni volontarie dei dissociati e che cosa si dice innanzitutto un criterio generale viene non c'è i giudici scrivono testualmente non è possibile formulare è un giudizio di assoluta credibilità o di assoluta non credibilità in merito alle dichiarazioni di sociale questo sarebbe dicono i giudici vieto manicheismo e più avanti scrivono e possibile e giuridicamente corretto operare una ci
Sì ore fra le varie dichiarazioni accusatorie rese da uno stesso coimputato quindi a uno stesso dissociato in sostanza e poi ancora più avanti a pagina duecentocinquantanove scrivono che però in questo processo spesso e volentieri il vero e il falso sono sta a chi abilmente mescolati e solo un minuto ciambella su o una persona in malafede potrebbero accettare o rifiutare in blocco la DIC creazione di società quindi quell'affermazione di principio che abbiamo visto due pagine dopo viene ribadita di nuovo e il problema però della necessità comunque di tener conto con una certa una certa H cortezza delle dichiarazioni dissociati non sfugge dicono i giudici non è sfuggito al collegio tant'è che A pagina duecentocinquantanove
E a pagina duecentosessanta e sessantuno ecco forse l'unica citazione un po'lunga che ci permettiamo
I giudici scrivono
Invero non è sfuggito al collegio e d'altro canto non poteva sfuggire che da parte di alcuni dissociati come ad esempio il bar il D'Amico l'incarnato il riccio vi è stato un tentativo maldestro di gestione del processo articolato in alcuni casi
Con il rifiuto a rispondere e in altri con lo scredita mento delle dichiarazioni di altri dissociati fatti addirittura oggetto di pesanti minacce
Con il malcelato intento di ottenere ulteriori benefici ed agevolazioni come se non fosse bastato quando già i medesimi avevano ricevuto e che talvolta nelle more dell'istruttoria e prevalso sulla volontà di collaborazione l'istinto delinquenziale come nel caso del barra che cercava di estorcere denaro apparenti di imputati Daloui accuse questi tentativi
Vanno respinti e repressi per tale ragione
Il tribunale non ha inteso dare spazio più del necessario a siffatti personaggi anche queste considerazioni inducono ad escludere qualsiasi forma aprioristica di valutazione in merito alla chiamata in correità ecco però questa lunga citazione che deve fa i conti un poco con i fatti clamorosi che sono avvenuti anche nel dibattimento la registrazione della telefonata di Barra che da una caserma estorceva soldi
Valletta comunque alla luce di quello che i giudici dicono prima per poi apposta li abbiamo citati prima quando dicono appunto che il vero e il falso sono stati abilmente mescolati e non si può
Accettare o rifiutare in blocco la dichiarazione dissociati e questo fa rientrare in gioco anche Pasquale Barra perché il ragionamento depositi un paese è vero in alcuni momenti si scrive infatti ha prevalso l'istinto delinquenziali che vuol dire che in altri ha prevalso invece la volontà di collaborazione quindi barre buono per sostenere l'accusa tortura anche se poi ha fatto delle estorsioni delle case
L'ultima citazione che facciamo invece ancora più avanti e che riguarda le ritrattazioni perché i giudici hanno anche questo problema barra per esempio ma anche Marra ma anche incarnato che non ha mai deposto e in parte anche D'Amico hanno ritrattato o non hanno confermano le dichiarazioni in istruttori e allora i giudici che dico dicono che i dissociati che hanno ritrattato in aula non hanno fornito alcun valido elemento di sua segno alla ritrattazione che perciò non ha trovato alcuna plausibile giustificazione e dunque citando poiché anche i cui due sentenze della Cassazione
Nel caso che la ritrattazione non viene suffragata da spiegazioni da parte del dichiarante
Resta valida dice anche la Cassazione scrivono i giudici la dichiarazione resa in istruttoria ed anche questo dunque gli permette di risolvere questo problemino che avevano cioè che e alcuni importanti pentiti per cui Pasquale Barbera
In dibattimento non avevano detto una parola in merito alle accuse
Questo per ora e tutto quanto siamo riusciti a realizzare voi vi diamo appuntamento alle nove questa sera con Lino Jannuzzi e poi ancora domani con Bruno Ruggiero per continuare questo lavoro su questa sentenza che vorremmo cercare di analizzare il più compiutamente possibile
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