Tra gli argomenti discussi: Giustizia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 30 minuti.
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Buona sera agli ascoltatori con lo Speciale giustizia che dedicato questa volta al processone di Palermo contro Cosa Nostra
Completiamo l'informazione che progressivamente andiamo aggiorna Ando sullo svolgimento delle udienze di questo importantissimo processo che alterna momenti di apparente caduta di interesse momenti in cui l'atmosfera all'interno dell'aula bunker
Dell'Ucciardone si di vivacizza in maniera notevole
Siamo arrivati con la nostra programmazione in differita alle udienze del nove e dieci ottobre per quanto riguarda l'udienza del nove
C'è da dire che ci siamo limitati nell'economia di quella giorno nata a individuare un momento importare tutte soprattutto dal punto di vista dell'atmosfera che regna soprattutto al di fuori della hula di Palermo ma che si ripercuote ovviamente a che all'interno delle gabbie ci riferiamo alla lettura fatta da parte del detenuto Giovanni Bontate fratello di Stefano Bontate un capo ma mafia fra i più prestigiosi e importanti sulla piazza di Palermo ma con influenza in tutta la Sicilia che venne assassina nato nell'aprile del mille novecentottantuno e il suo o omicidio fra l'altro segnò l'inizio della sanguinosi sì ma guerra di mafia che si concluse voi sul finire dell'ottantadue annovera andò fra i i delitti eccellenti messi in cantiere dalle cosche vincenti in quel periodo anche l'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa di sua moglie e della gente di scorta Domenico Russo Giovanni Bontade a nome di altri reclusi con i nomi importanti alti sono anti nella gerarchia della mafia che sono rinchiusi nella sua stessa gabbia legge un comunicato di solidarietà con i familiari del piccolo Vincenzo di undici anni assassinato da un killer solitario in una Strada della borgata di San Lorenzo a Palermo proprio il giorno precedente quindi il giorno otto ottobre un delitto che ha fatto molta sensazione che ha riportato la gente in piazza a Palermo
Contro la mafia ma che soprattutto per quello che ci preme all'interno di una trasmissione come la nostra ha provocato questa presa di distanza
Da parte di boss con nomi molto importanti una volta molto prestigiosi alcuni dei quali verosimilmente il loro prestigio l'hanno mantenuto anche dopo la
Ma la cattura
A e nel periodo della reclusione e lo mantengono tuttora a processo iniziato aviatore ormai avviato verso la fase conclusiva
Questa presa di distanze da parte di giovani Bontate e di altri viene da qualcuno messa in relazione anche con la cattura avvenuta qualche giorno dopo di un una boss proprio del quartiere di San Lorenzo dove il delitto era avvenuto un boss appartenente guarda caso alle cosche vincenti cosche vincenti cui nel periodo in cui era in vita il fratello Stefano e anche nel periodo successivo all'assassinio del fratello Stefano cui si è contrapposto verosimilmente e proprio Giovanni Bontate ed altri che sono con lui processati in questo maxi dibattimento se questa è una conclusione affrettata troppo geometrica o rispondente ai fatti non stanno voi a dirlo comunque ci limiti e amo per completezza di informazione a segnalare anche questa coincidenza temporale il la seconda parte dopo questo breve assaggio dello Speciale giustizia la parte più corposa si riferisce invece al la deposizione nell'aula bunker dell'Ucciardone avvenuta il giorno successivo dieci ottobre da parte di Emanuele De Francesco all'epoca dei fatti che vengono no considerati come nevralgici nell'economia di questo processo e cioè nel periodo mille novecentottantadue mille novecentottantaquattro prefetto di Palermo commissario antimafia con poteri eccezionali e dirigente del SISDE il servizio di sicurezza collegato al ministero degli interni questo quindi il programma dello Speciale giustizia di questa sera subito dopo questa questa prima arte tutto sommato breve e R. relativa al la lettura di quel comunicato di solidarietà con i familiari del bambino assassinato da parte di Giovanni Bontade a nome di altri imputati del processo di Palermo ci risentiremo per un breve inciso
Con
Con la lettura da parte del presidente della corte d'assise di Palermo dottor Giordano di alcuni fonogrammi che sono arrivati nel frattempo al la Corte d'assise e che riguardano la la persona di Giovanni nell'uso che qualche il giorno prima
I questa udienza del nove era stato ascoltato proprio nell'aula dell'Ucciardone e aveva fatto quella figura che il giorno a lei non hanno potuto mancare di sottolineare e che gli ascoltatori di radio radicale hanno potuto ascoltare in presa diretta la sera stessa dai microfoni di quest'da emittente si conclude con queste parole del presidente Giordano la prima Breve e parte di registrazione dello Speciale giustizia di questa sera introduciamo ora a altrettanto brevemente la seconda sulla quale abbiamo riferito già nel corso dell'introduzione si siede ora davanti ai giudici di Palermo Emanuele De Francesco ex prefetto del capoluogo siciliano ex commissario Antimo a FIAT con giurisdizione anche al di là della Sicilia ex dirigente del servizio di sicurezza dipendente dal ministero degli Interni sentirete da Emanuele De Francesco un giudizio sostanzialmente assoluto Orioli liquidatorio circa le presunte responsabilità di funzionari della Prefettura di Palermo e di uomini dei servizi segreti nella notte fra ma il tre e il quattro di settembre del mille novecentottantadue quando in via Carini nel centro di Palermo venne assassinato il generale Dalla Chiesa e con lui vennero uccisi anche la moglie Manuela e l'agente di scorta Domenico Russo responsabilità nell'occultamento nell'inquinamento di alcune prove da parte di questi funzione aree di questi uomini o un brano di questi zero zero sette dei nostri servizi segreti e sentirete voi in conclusione
Rispetto alla contropartita che lo Stato avrebbe fornito permane uno e per bocca di Emanuele De Francesco a uno dei pentiti di questo processo Stefano Calzetta che prima del pentimento e delle confessioni fiume di Tommaso Buscetta era uno dei pochi personaggi a disposizione della pubblica accusa per incardinare il maxiprocesso che poi è stato costruito soprattutto sulla base delle confessioni di Tommaso Buscetta sentirete Emanuele De Francesco fare un'affermazione un po'spericolata
Al sosterrà l'ex alto funzionario dello Stato con ampi poteri antimafia in Sicilia nell'Italia meridionale che non è abitudine dei funzionari dello Stato proprio perché la legge non lo prevede fornire l'ambito delle contropartite che normalmente vengono riservate ai collaboratori di giustizia favori come documenti falsi
Dei passaporti salvacondotti eccetera lo dice a proposito di Stefano Calzetta e probabilmente le cose stanno così c'è da ricordare COMU dunque che Emanuele De Francesco nella sua qualità di direttore del SISMI il servizio di sicurezza del ministero degli Interni ebbene un ruolo presumibilmente non secondario in una vicenda non di mafia di criminalità organizzata ma di terrorismo nella concessione per disposizioni espresse del Governo del passaporto di copertura a Fioroni il superteste del processo sette aprile di cui tanto si è discusso che tante polemiche ha suscitato e che proprio con la copertura di quel passaporto falso scorrazzavano per il mondo mentre era a esso nell'aula del Foro Italico a Roma dove si celebrava il processo di primo grado cosiddetto sette aprile e che in buona sostanza si fondava sulle sue affermazioni torniamo comunque al clic ma gli umori diversi dei processi di mafia soprattutto di questo grande dibattimento contro Cosa Nostra ascoltiamo la deposizione dell'ex prefetto antimafia De Francesco
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