Puntata di "Sindacato dei cittadini" di venerdì 4 dicembre 1987 .
Tra gli argomenti discussi: Sindacato, Uil.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 28 minuti.
Rubrica
Commissione
16:00
15:00
14:30, Roma
11:00 - CAMERA
8:30 - Senato della Repubblica
8:30 - Senato della Repubblica
9:00 - Senato della Repubblica
13:30 - Camera dei Deputati
15:00 - Roma
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Speciale sindacato dei cittadini se sì ma dalle di informazione sindacale a cura dell'ufficio stampa della UIL
Data
Buongiorno da Dino Ruggiero stando Romanazzi di ufficio stampa della UIL per questa nuova edizione dello speciale de il sindacato dei cittadini
Oggi abbiamo al centro della nostra discussione un tema importante quale quello dell'Energia ma prima di affronta e questo problema
Un breve riepilogo di alcuni dei temi più interessanti di questa settimana
Intanto a dominato la fine settimana il confronto fra il governo al presidente del Consiglio Goria e le tre confederazione CGIL CISL e UIL
Che doveva
Ridare la parole problemi economici il confronto sulla finanziaria e in un certo senso doveva ridare alla vertenza del lo sport aereo una qualche prospettiva dopo il blackout di questi giorni quella risultato è stato abbastanza positivo
Nel senso che la vertenza riprende sul trasporto reo anche se bisognerà vedere i tempi le modalità te la sua ripresa e il governo è uscita da dalla fase diciamo di indifferenza
E di rigidità anche per quanto riguarda la legge finanziaria cominciando a cambiare qualcosa per quanto riguarda pensioni sud
E pubblico impiego
Qualcosa che non soddisfa naturalmente pienamente il sindacato ma che è già un elemento di discussione di movimento in una situazione che sembrava invece del tutto statica
Ma il tema più importante forse l'altro quello introdotto alla famoso documento del Presidente del Consiglio sulle compatibilità economiche dei rinnovi contrattuali in una parola il Presidente del Consiglio Goria sostiene che oltre un certo limite non si possono prevedere per il prossimo anno aumenti salariali
Pena la ripresa dell'inflazione e comunque pena la un il peggioramento di una situazione economica che invece va governata contro le spinte dei vari settori
Il sindacato ha replicato che la logica che spinge il documento del presidente Goria la logica di quei numeretti una logica di contenimento del solo San dei soli salari
Vale a dire la politica dei redditi viene ancora considerata
Un elemento che debba interessare solo il salario ma dice il sindacato negli anni passati non è stato così
Se abbiamo accettato una politica di reti di perché entravano in gioco il contenimento delle tariffe
I problemi fiscali che invece il Governo Goria non ancora risolto a partire dalla modifica delle aliquote IRPEF
Impegni per l'occupazione impegni per creare comunque le condizioni
Per concludere per risolvere
Vertenze contrattuali importante sia nell'industria che nel settore pubblico
Questa è una politica veneti di equa quella del contenimento dei salari fa fare invece solo passi indietro al confronto politico e sociale
Ma sicuramente non può essere accettata dal sindacato che pure ha dato un grosso contributo in termini di moderazione salariale in questi anni
Ed allora la proposta sindacale quella di non fare la guerra delle cifre ma di attivare rapidamente al tavolo del negoziato del trasporto aereo per giungere a conclusioni sollecita e di aprire il prossimi rinnovi contrattuali che riguardano soprattutto il pubblico impiego su basi realistiche e con obiettivi i che possono essere raggiunti solo se non ci sarà una logica contabile a presiedere questa trattativa
Non è un caso che il Presidente del Consiglio abbia attaccato il sindacato con molta forza dalla tribuna della Confindustria si dice ancora se poi la sua preoccupazione era soprattutto quella
Di dare una altolà sul ti scorso dei salari un altolà che naturalmente sempre ben gradito dall'uditorio confindustriale
Ma il sindacato ha interesse invece ad affrontare insieme dei problemi economici
E di fare delle vertenze sindacali contrattuali aperte delle vertenze che non debordi no dalla loro alveo naturale
Ed è qui l'impegno per le prossime settimane su tutt'i temi su tutti i problemi ancora aperti ed ora vediamo invece l'altro grosso tema di oggi
Il tema di oggi è quello delle merci l'energia è un problema centrale per lo sviluppo del nostro paese la UIL ha dedicato all'Energia sempre una grande importanza sentiamo
Il perché di questo nostro interessa
E possibile sdrammatizzare il dopo referendum sul nucleare e ricostruire condizioni ragionevoli per discutere il futuro energetico dell'Italia senza che vi siano altri ritardi o il blocco totale di tutte le centrali
La UIL ritiene di sì nella sua settima conferenza sull'Energia lanciato alcune proposte
Erano presenti tutti i responsabili degli enti energetici uno dei problemi che ha più fatto discutere fautori e contestatori dell'uso del nucleare e la grande dipendenza energetica del nostro Paese dall'estero altro problema è quello del come ripartire in termini di confronto do voi referendum dal Governo o dal Parlamento sul primo tema la UIL non ha dubbi e possibile superare la quota ottantasei importata di Energia o anche la quota derivante dagli impianti nucleari previsti dal piano energetico nazionale con un aumento fattibile nei tempi belli della quota di energie idee idroelettrica
Sgombrato il campo da un problema di questo tipo che tira in ballo anche la importazione di energia nucleare ad esempio è utile ritiene anche che il confronto sulle decisioni da prendere sulle autorizzazioni da dare per i nuovi interventi sull'Energia debba ripartire da un ampio dibattito in Parlamento
Ed ora sentiamo gli ospiti di questa conferenza UIL le loro opinioni daranno il CUN quadro delle preoccupazioni e delle attese dei diversi settori energetici da quello petrolifero all'ENEL dall'Enea all'ENI ecco in successione le riflessioni di Pasquale De vita e dell'Agip Petroli di Albonetti presidente dell'Unione petrolifera di Cesare Sassano della UIL tema di Cagliari della Giunta ENI di FIAT Franco Viezzoli presidente dell'ENEL di Umberto Colombo presidente dell'Enea e iniziamo da Pasquale De vita presidente dell'Agip Petroli
Ma io vorrei rispondere un poco alla battuta perché qui bisogna prima vedere qual è stato il passato dei piani energetici nazionali ed è quindi abbiamo fatti tanti negli anni e poi nella sostanza non l'abbiamo mai applicati quei nell'occasione in cui io credo che bisognerebbe invece effettivamente fare un piano energetico e cercare di applicarlo chiedo che il futuro dipenda da quello che riusciamo a mettere nel piano energetico nazionale anziché e seguire la traccia che abbiamo seguito fino adesso di fare un piano che dà risposte a tutto sulla carta nella sostanza non dà risposte nessuno sarebbe meglio forse limitarlo e io questo suggerirei ieri estensore del piano a quelle poche cose
Che sono già chiare e sulle quali bisognava prendere delle decisioni dichiarava che il problema è assicurare l'approvvigionamento al Paese capire la possibilità di esercitare in questa in questo Paese lati Vita energetiche in tutti i suoi stati in maniera razionale in maniera economica perché se no creeremmo ulteriori sovrastrutture anche non gioverebbe a nessuno e anzi complicherebbe i problemi del Paese
E senta dottore in massima sintesi vogliamo anch'che assumere qualche dato
Ma i dati sono sono abbastanza noti chiari qui c'è un assorbimento e quindi una richiesta di energie che continua a crescere e questo è un fatto positivo conclude con cresce meno nell'ambito petrolifero che negli altri ambiti e questo è quello che abbiamo sempre perseguito e quindi è un risultato positivo
Credo che le necessità energetica del Paese richiedono per esempio sicuramente soluzioni su quello che è il problema delle centrali elettriche perché altrimenti i tempi lunghi di realizzazione creeranno dei problemi e da qui a sei sette anni per il resto c'è necessariamente da portare a termine un piano di razionalizzazione il sistema di raffinazione che oggi in Italia ancora sovrabbondante ma non è qualitativamente molto spinto e quindi investimenti consistenti da fare su una parte dalla struttura tenendo conto che un'altra parte può essere anche abbandonata a condizione che si migliori di molti si sviluppi quella esistente
E adesso ascoltiamo il parere di Albonetti presidente dell'Unione petrolifera
Beh non sta a noi delineare quelle che sono le linee principali del piano energetico nazionale dobbiamo constatare però che dopo il referendum nucleare tutto sarà più difficile era già stato di incide non soltanto elaborare approvare anche se sono stati tutti approvati a larga maggioranza dal Parlamento i precedenti piani energetici questo piano sarà più difficile perché è condizionato da un referendum nucleare fare condizionato delle enormi difficoltà di diversificazione energetica ed in particolare introduzione anche di fonti quale il carbone che non sono stati oggetto di contestazione sul piano nazionale ma è questo l'oggetto di contestazione sul piano locale
Da questo deriva che il Paese che già dipende fortemente dagli idrocarburi oltre l'ottanta per cento per i suoi fabbisogni energetici continuerà per lunghi anni ancora a dover contare sull'industria petrolifera ed Mentana in particolare petrolifera la nostra il contributo del petrolio i fabbisogni energetici ed oltre il sessanta per cento ed è uno dei più le variazioni più elevato del mondo industrializzato ora questa situazione fasi quindi che obbligherà molto verde mente gli elaboratori del piano energetico i tecnici e poi il Governo e poi il Parlamento a dare maggiore rilevanza di quell'ancora che ha avuto e ha attualmente il tra olio nei prossimi anni nel prossimo piano eccetera questo però contrasta con la situazione attuale dell'industria petrolifera industria petrolifera che su cui si basa
Attualmente la sicurezza energetica del Paese ci si baserà per lunghi anni attraversa da tempo una forte crisi crisi che si è riprodotta nel mille novecentottantasette con fortissime perdite nella ramo distribuzione raffinazione perché si sommano a quelle degli anni ottantuno ottantadue ottantatré ottantaquattro ottantacinque
Vorrei sottolineare che queste perché in parte sono dovute al mercato e naturalmente
L'industria petrolifera non vuole assolutamente evitare quelli che sono i rischi del mercato rischi pesantissimi dato che una industria fortissimo fatturato ed esposta continuamente a fluttuazioni non soltanto dei prezzi del petrolio ma anche attualmente da tu qualche anno a questa parte del dollaro che con cui si parla il petrolio industria petrolifera non vuole quindi assolutamente rinunciare a quello che il suo ruolo e a far fronte alle i rischi del mercato quello che trovo inaccettabile di fra tra un mercato così fluttuante così rischioso che a questi rischi ci si aggiungono delle forti penalizzazioni tutta a una politica governativa noi non vogliamo alcuna agevolazione non vogliamo alcun sussidio non vogliamo alcun trattamento particolare
Ma se il tanto poter agire in un quadro di riferimento libero e quo sicuro che permetta di fare gli investimenti necessari per la razionalizzazione del partico nel settore distribuzione raffinazione logistico che sono tuttora fortemente arretrati su quella che è la realtà degli altri paesi industrializzati ed in particolare dei Paesi europei
Noi abbiamo grossi compiti nel quadro delle necessità energetiche italiane
Senza dubbio il nuovo piano energetico riconferme era la centralità del petrolio eviterà forse ancora maggiori enfasi dato come ho detto alla crisi del settore nucleare e carbonifero non via toccano però Coleraine sa in quella che è la politica
Petrolifera del governo noi abbiamo approvato abbiamo dato un parere positivo al anche all'ultimo piano energetico alle sue esigenze di diversificazione ci va benissimo l'analisi sì del settore petrolifero le proposte di rimedio vorremmo che questa analisi fosse confermata che le proposte di rimedio fossero confermate era addirittura aggi tornate a quella che la nuova realtà cioè importanza vitale che ha avuto che ha che avrà per lunghi anni il petrolio nella realtà energetica italiana
Ed è ora la volta dell'opinione di Cesare Sassano segretario generale della UIL Tem
Difficile oggi fare previsioni il quale sarà il futuro del piano energetico nazionale io credo che
Sia importante auspicare che la commissione recentemente insediata dal ministro dell'industria per
L'esame preliminare del questione attinente al piano energetico svolgerlo svolga rapidamente il suo compito dei offra
Al governo e alle forze politiche un elemento di meditazione
Rispetto a un settore che io
Considero fondamentale per noi
Economico del paese vero un equilibrato Sculco
E adesso è la volta di Franco Viezzoli presidente dell'ENEL
Un futuro travagliato penso sicuramente un futuro che
Determinerà il futuro del Paese e quindi penso che
Bisognerà pensare molto bene come farlo incidere presto attuarlo presto e ora ascoltiamo gli ingegneri Cagliari della Giunta dell'ENI
Il c.t. del piano energetico nazionale come lo vediamo dall'ENI
è è quello di a ricorrere a
A Ponte alternative a sistemi di trasformazione delle fonti energetiche più efficienti
Al risparmio e e soprattutto alla utilizzazione di fonti energetiche non inquinanti quale appunto sono e il gas naturale che
C'era sta già trovando in Italia una larga applicazione e per il quale l'ENI appunto
Si è adoperato perché questo prodotto potenzialmente essere messo a disposizione del maggior numero possibile di consumatori con grande vantaggio sia economico
Sia per la ricaduta nella nell'ambiente in quanto il metano punto uno del
Combustibili a minor fattori di inquinamento
Ecco se noi potessimo simulare perito sì Mann diciamo le foto rispetto le fonti di approvvigionamento una percentuale del petrolio del gas e di altre fonti alternative come sarebbe il panorama italiano barlume non è molto facile capire comunque noi pensiamo che
Anche verso il Duemila perché fare previsioni
Di questo tipo è sempre molto difficile abbiamo visto che tutti i i Piani energetici che erano stati elaborati hanno fallito punto nella nelle previsioni che avevamo fatto
Ma senza voler fare una una previsione diciamo che abbia carattere pianificatorio si può prevedere che intorno al due mila
In Italia si avrà un consumo di petrolio che rappresenterà circa il cinquanta per cento del totale fabbisogno di energia
Un consumo di metano che sarai attuare il venti ventidue per cento è un consumo di carbone che sarà più o meno Della lo stesso ordine di grandezza forse meno quindici venti per cento
E ne mentre il restante fabbisogno sarà coperto dall'idroelettrico dal geotermico
Vita alcune fonti di tipo rinnovabile con me l'eolico il solare c'è pure sempre in quantità molto molto modeste quello che è più difficile da dire quello che sarà il consumo complessivo di energia perché nei prossimi dodici tredici anni che ci separano dal due mila c'è ancora molto spazio per operare nel settore del risparmio energetico ed è la migliore utilizzazione delle fonti energetiche cioè migliorare i rendimenti ente del ponte che noi utilizziamo e e a risparmiare nel senso di ridurne i consumi sia non non TAR do per fare diciamo delle economiche ma proprio per perché strutturalmente il sistema dei trasporti il sistema delle infrastrutture in generale era oltre che i sistemi domestici devono essere costruiti e gestiti con una
Com'è questo obiettivo di forti quantitativi degli spagnoli stanno sarà una una delle più grosse componenti del nostro del successo del piano energetico futuro
In quanto ma ci consentirà di limitare questo vincolo ora rappresentato dalla nostra dipendenza all'estero
Del delle pelletterie fonte energetica tutto questo significherà nuova occupazione anche
Presumibilmente si dovrebbe significare anche nuova occupazione perché una a distribuzione più frazionata stelle dei centri di trasformazione di energia per esempio queste centrale di piccola taglia che potrebbero essere costruiti addirittura nel centro della città
Potrebbero e che potrebbero punto servire per produrre energia tutta a utilizzare finale molto vicine anche qui quindi con notevole risparmio
Potrebbero fornire e il calore terre questi impianti di teleriscaldamento con nuovi obiettivi di risparmio dovrà essere centrale che in numerose sono molto più grandi di quelle che noi troviamo quando invece quelle ci troviamo di fronte a quella tradizionale tra il mille due mila Mw che sono dei grossi forti centri di produzione concentrata e che hanno delle occupazioni relativamente modeste mentre un numero diciamo basta notti piccole centrali di d'Italia sui cinquanta cento mila Mw logicamente per esempio portano maggiore occupazione un impianto di teleriscaldamento porta maggiore occupazione
Ma sistema di distribuzione dell'energia elettrica
Ne ha più
Capillare diversificato porta maggiore occupazione cioè ci allontaniamo da quella che è stata la tradizione finora seguita dei centri di produzione di grande potenza andando verso un sistema più frazionato più diffuso e quindi con un livello di occupazione maggiore
E terminiamo questo panorama di opinioni con quella di Umberto Colombo presidente dell'Enea
E il futuro del TAR soggetti colazione non hanno è stato annunciato dal ministro battaglia nel corso della riunione della prima riunione del comitato tecnico permanente dell'energia dopo il referendum
In questo momento sono stati formati dei gruppi di lavoro che dovranno elaborare un nuovo piano energetico che tenga conto della espressione popolare del referendum e quindi un piano di nucleare limitato a un presidio al mantenimento di un presidio un piano che però è impostato alla esigenza assoluta di contenere i consumi di energia attraverso azioni di risparmio di diversificare le fonti e di aumentare se possibile la sicurezza degli approvvigionamenti energetici anche attraverso un'accurata diversificazione geopolitica e delle fonti stesse per quanto attiene quindi alla al ruolo dell'Enea noi interpretiamo questo come partecipi di questo presidio nucleare che dovrà essere mantenuto di come attori di ricerca nel campo delle energie rinnovabili della fusione nucleare dei nuovi reati tori nucleari e la sicurezza intrinseca di una ricerca molto attenta ai valori dell'ambiente quindi interfaccia energia ambiente e ancora di innovazione tecnologica perché Energia vuol dire anche innovazione e una volta che si posseggono le tecnologie nuove occorre cercare di diffondere in tutto il sistema Italia che ha un drammatico bisogno di innovare
L'Italia ha detto no al nucleare qual è la sua interpretazione di risultato e quale potrà essere lo scenario energetico possibile del nostro Paese nei però
Gli anni italiano l'ha detto no al nucleare l'Italia ha detto no anzi ha detto sì all'abrogazione di tre leggi che sono leggi abbastanza marginali per per quanto importanti siano leggi che riguardavano la identificazione dei Sith che riguardavano certi contributi ai comuni e agli enti locali nelle località dove si realizzavano centrali non solo nucleari
E ha detto anche sia l'abrogazione di una legge che consentiva all'ENEL di fare dei programmi di produzione e trasporto di energia elettronucleare all'estero
Mi sembra che però al di là di questi dati specifici emerga una esigenza
Forte del Paese verso la protezione dell'ambiente e la salvaguardia della salute dell'uomo quindi un'esigenza di sicurezza molto più elevata in passato in questo senso il il futuro energetico da ora essere quello di
Cercare di diversificare come ho detto prima le fonti energetiche di risparmiare energia e per quanto attiene al nucleare di muoverci lungo strade che tengano conto di questa priorità che il popolo italiano ha voluto dare ai problemi della sicurezza della salute della popolazione di evitare rischi che non siano rosso talmente necessari quindi nei prossimi anni io prevedo che vi sarà un Modern modestissimo sviluppo del nucleare perché al più ci sarà la realizzazione della centrale di Montalto anch'essa con criteri di sicurezza molto avanzati e certamente con con in con componenti di impianto che miti Gino in ogni caso le conseguenze ambientali di possibili incidenti che di conseguenza vi sia un impulso dato al soprattutto al risparmio energetico in tutti i settori
E poi una diversificazione che renda possibile non procedere solo con petrolio può aumentare ancora la penetrazione del cast ancorché una penetrazione che ci costa caro specie se riferita all'elettricità
E la penetrazione del carbone con l'uso di tecnologie che rispettino l'ambiente per il futuro di più lungo termine hanno spazio certamente le energie rinnovabili a partire dalla solare fotovoltaico dall'uso delle biomasse dall'eolico e la fusione nucleare che però è un problema che dal punto di vista pratico prospetta la sua il suo contributo alla fabbisogno energetico di qui a almeno quarant'anni a mio giudizio gli ottimisti possono dire trenta ma io credo che sia un eccessivo ottimismo
Ed ora le conclusioni le ha tirate per la UIL Walter Galbusera dopo che la relazione introduttiva era stata svolta D'Annibale Varisco
Con Walter Galbusera segretario confederale della UIL tiriamo le somme di questa conferenza ricordando i punti fondamentali della questione energetica
Ma noi abbiamo
Noi considerato l'impiego nello sfruttamento di tutte le fonti disponibili
Che e ci sembra molto chiaro che la fonte idroelettrica in gran parte un patrimonio che potrebbe essere
Ulteriormente sviluppato e che potrebbe dare risultati gli molto consistenti se si son masse i piani
Cioè l'ulteriore potenziale ottenibile con la realizzazione dei piani delle con una riavvio di alcune centrali idroelettriche che sono ferme
Si potrebbe ottenere un una mole di di energia prodotta pari a quella importata nel corso di quest'anno o al pari a quella prodotta o producibile
Dalle centrali nucleari attualmente esistenti è unità di
Di valore molto al perché non risolve certamente la questione energetica italiana ma dà il segno dei margini che esistono ancora per lo sfruttamento dei potenziali esistenti nel nostro Paese
Con questo termine il numero di Herno del settimanale della UIL sindacato dei cittadini l'appuntamento è per martedì alle ore sette con il notiziario quest'oggi in studio Sandro Razzi e Dino Ruggiero dell'ufficio stampa della UIL
Assistenza tecnica Marco Marcellini
Abbiamo trasmesso speciale sindacato dei cittadini settimanale di formazione sindacale a cura dell'ufficio stampa dell'UIL
La
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