Puntata di "La rassegna della stampa estera" di venerdì 21 marzo 2008 condotta da David Carretta .
Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cina, Esteri, Guerra, Iraq, Tibet, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
Rubrica
09:30
10:15 - Roma
13:00 - Roma
15:00 - Evento online
16:13 - Roma
18:15 - Roma
18:30 - Roma
10:21 - Caltanissetta
10:58 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
Buongiorno esportatori di Radio Radicale venerdì ventuno marzo questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta anche quest'oggi in apertura ci occuperemo
Di Tibet della repressione cinese contro la rivolta per
La libertà l'autonomia dei tibetani
Partiremo da Libération chili pubblicava un intervento di quell'obbligo insomma scrittore francese più volte scritto al partito radicale transnazionale tra spartito e non violento quando la Cina
Vede rosso il
Titolo secondo leve insomma quel che si gioca nell'Himalaya e anche la nostra stessa libertà l'affidiamo poi vedremo un'analisi
Sul Tibet che imbarazza la diplomazia del Papa la repressione cinese imbarazza Benedetto sedicesimo impegnato nella normalizzazione delle relazioni della Chiesa con Pechino
Un inizio di polemica ha costretto il Papa reagire mercoledì nonostante la preoccupazione di non infastidire l'Impero di Mezzo
Vedremo poi un'analisi dall'International Herald Tribune fianco a fianco in Cina ma ancora due mondi a parte questo il titolo
Il Tribune in sostanza spiega che la paura e l'odio
Definiscono le relazioni tra tibetani e cinesi e questo è il fallimento della politica di Pechino
In Tibet a questo proposito leggeremo anche una
Corrispondenza di le Monde malgrado la censura di Pechino
Degli echi della rivolta in Tibet filtrano all'estero secondo le monde il fatto che uscì imitavano sia riuscito a prevenire
Questa rivolta
Non
Passerà inosservato non resterà in qualche modo impunito all'interno del regime
Per cinese in chiusura poi ci occuperemo anche di un altro argomento ieri era il quinto anniversario della
Guerre in Iraq
La stampa internazionale pubblicato diversi commenti leggeremo il vittoriale delle realtà ivi un la missione non è ancora compiuta il Bilancio che traccia questo
Giornale disastroso gli americani devono scegliere un presidente che abbia la vision necessaria per porre fine a questa guerra al più presto possibile
Vedremo anche un editoriale dal fra ciò Times il compito di oggi è di riparare all'Iraq rotto quel che si è rotto
Di Bellasio
Ha un titolo ad effetto disastro mentre le Filippo cerca di trarre la lezione irachena una lezione che ci vuole più di Promazina ci vuole più
Unità della comunità internazionale ma partiamo dal
Tibet e da Libération che ieri pubblicava un intervento di Claude prevenzione che è uno scrittore francese
E che tra l'altro è stato più volte iscritto al partito radicale transnazionale tra spartito nonviolento quando la Cina vede rosso il titolo rosso il colore dei monaci tibetani
Rosso il sangue delle vittime brutalizzata e dalla polizia nel cuore della vecchia città di Lhasa
Rossa e la collera dei tibetani in esilio privati del loro diritto in prescritti bidet alla loro terra ancestrale
Rossella vergogna che devono fronteggiare le democrazie quindi vigenti si accontentano di reclamare prudentemente la moderazione agli autocrati di Pechino quando i locatari della Città proibita vedono rosso davanti alla sfida pacifica del Tibet
Rosso il volto imbarazzato dell'India la più grande democrazia del mondo che si alle alla Cina alla più grande dittatura del mondo
Per far tacere i rifugiati tibetani che tentano di farsi ascoltare in modo pacifico sul loro territorio incubo ricorrente l'opinione internazionale assiste impotente al dramma ripetizione che si gioca in Tibet
I cui abitanti anche questa volta esprimono la loro rabbia per l'occupazione straniera la loro frustrazione di essere diventati spettatori forzati della loro storia
Visto che la
Le autorità cinesi che hanno inzuppati del diritto fondamentale decidere della loro sorte del loro futuro
Confrontato all'espressione di un risentimento tanto profondo molto quanto ancorato in una popolazione marginalizzata nella sua stessa patria da un piano disse si iniziazione forzate accelerata
Il regime cinese si vede costretto ad ammettere che nella repressione nel consumismo hanno privati tibetani del loro senso di alterità e del loro gusto per la libertà
Rude lezione scrive le menzogne dopo mezzo secolo di accanimento il Tibet i suoi abitanti rimangono attaccati alle loro tradizioni e leali al loro capo spirituale in esilio dal mille novecentocinquantanove
E la
Constatazione di questo fallimento politico interviene proprio nel momento in cui il Presidente Bush in tal cioè l'autore della repressione del mille novecentottantanove
Il cosiddetto macellaio di Lhasa è confermato la carica più alta del Partito comunista
E penso ne ricorda poi che una rete di sulle De Rita internazionale si sta mettendo in piedi alcune ormeggi chiedono al Consiglio dei diritti umani di Ginevra di convocare una sessione straordinaria sulla situazione in Tibet
Ma i Governi
Democratici sono imprigionati dalle loro contraddizioni e si chiudono nella prudenza come si assistessimo un brutto rimedio a una brutta replica del mille novecentotrentasei alla vigilia dei giochi olimpici di Berlino
La storia se ha qualcosa da insegnare e che proprio per evitare di fare delle onde che alla fine
Si fa affondare la nave
A qualche settimana dall'apertura delle Olimpiadi la posta in gioco non è unicamente per Pechino la posta in gioco riguarda ugualmente al resto del mondo interdipendente nel quale non c'è più alcun Paese totalmente indipendente
Insomma conclude Claut deve insomma quel che si gioca nell'Himalaya e anche la nostra stessa
Libertà così lo scrittore francese iscritto al partito radicale transnazionale non violento lo sentiamo ieri invece pubblicava un'analisi di sorveglia nucleo e il vaticanista del quotidiano conservatore francese
In cui spiegava l'imbarazzo della diplomazia del Papa alla repressione cinese imbarazza Benedetto sedicesimo impegnato
Nella normalizzazione delle relazioni della Chiesa con Pechino scrivere fidiamo
Però l'umanizzazione dei rapporti con la Cina e la regolarizzazione della situazione della Chiesa cattolica nell'Impero di Mezzo e una del sono due delle grandi sfide diplomatico perché Benedetto sedicesimo si è dato
Se il disgelo il dialogo sono cominciati la Santa Sede vuole evitare a tutti i costi di attizzare le suscettibilità cinesi
Tenendo in conto la realtà della Chiesa nel Paese il contesto internazionale ecco perché la repressione cinese in Tibet a imbarazzato il Vaticano
Dopo una settimana di silenzio Benedetto sedicesimo pubblicamente ha lanciato un appello alla tolleranza e al dialogo i problemi non si risolvono con la violenza ma si aggravano dichiarato alla fine per la sua
Udienza generale settimanale mercoledì domenica
In Italia
Il mutismo Della Santa Sede sugli eventi in Tibet ha lasciato posto alla polemica c'è un momento per tacere un momento per parlare ed ha commentato martedì l'ex segretario di Stato Angelo Sodano siamo tutti vicini al popolo tibetano e al popolo cinese aveva sottolineato
Alla vigilia l'agenzia di informazione dei vescovi italiani della CEI
Aveva pubblicato una nota esplicativa l'assenza di reazione della Santa Sede non è dovuta al disinteresse per una ragione in cui cristiani sull'assenti ma è la conseguenza di un dialogo difficile con Pechino
Il cui obiettivo e migliorare la situazione della Chiesa in Cina ecco
Figlio usare parole giusta e migliorare la situazione della Chiesa non dei credenti cattolici cristiani o tibetani
Ad ogni modo rivolta del Tibet è arrivata nel momento peggiore quando una delegazione cinese veniva ricevuta in segreto in Vaticano
La Santa Sede prosegue il quotidiano francese
Non vuole irritare Pechino per non mettere in causa i risultati finora ottenuti già in passato il Vaticano dato prova di realismo questo un turno Benedetto sedicesimo aveva ricevuto tale lamento urne in Italia
Dopo un primo incontro discreto o un anno e mezzo fa il capo spirituale tibetano si è visto non con il Papa ma con il cardinal Martini in una delle grandi figure della Chiesa italiana poi inizio marzo si è tenuta
In Vaticano una riunione speciale sulla Cina per fare un bilancio dell'azione pontificia e per determinare la sua la strategia futura
La Santa Sede allora ripetuto la sua volontà di instaurare un dialogo rispettoso con le autorità cinesi e di trovare una soluzione per riconciliare la Chiesa ufficiale controllato dal Partito Comunista la Chiesa clandestina rimasta fedele a Roma per più di cinquant'anni
Con l'avvicinarsi delle olimpiadi le autorità cinesi tentano anche di moltiplicare i gesti di apertura per dimostrare al mondo la sua buona volontà Pechino ricorda sempre che una delle condizioni poste al ristabilimento delle relazioni
Diplomatiche con la Santa Sede interrotte nel cinquantuno e la fine della Nunziatura di Taiwan una soluzione accettata da diversi anni a Roma
Dove però si vorrebbero garanzie quanto al rispetto della libertà religiosa in Cina e il diritto del Papa nominare personalmente i vescovi così
Le filiali spiega l'imbarazzo di Benedetto sedicesimo a proposito
Del Tibet ci sarebbero molti altri articoli da segnalare per esempio
Lei l'altri pionieri pubblicava un'analisi dal titolo fianco a fianco in Cina ma ancora due mondi a parte la paura e l'odio sono gli elementi che definiscono le relazioni sino tibetane
Si tratta di un reportage un certo senso viene fatto parlare un agricoltore di quarant'anni che vive in un'area tradizionalmente tibetana della Provincia vichinga i
Dove ci sono state manifestazioni e repressioni negli ultimi giorni fornita alluminio che producono un fumi il fumo grigio che stanno
Attorno al tempio buddista del villaggio non sono
Un simbolo del progresso materiale ma un simbolo del disprezzo cinese delle discriminazioni contro i tibetani
Dopo decenni di sforzi cinesi per rafforzare il controllo del Tibet attraverso gigantesche infrastrutture e l'insediamento massiccio di immigrazione cinese di etnia Han
Le rivolte e la repressione di questi giorni in molte delle aree tibetane dimostrano il fallimento della politica di Pechino scrive tra l'altro il Tribune è su questo torneremo tra poco
Il Wall Street Journal Europe così come altri quotidiani ieri pubblicava un lungo lungo articolo una lunga analisi su i giovani la nuova generazione di tibetani gli attivisti tibetani
Detti denigrando la via di mezzo nei confronti della Cina e giovani rompono i ranghi con il Dalai Lama nello scontro con Pechino
Niente più moderazione Moro difatti lo vediamo con la violenza che si esprime non solo dentro il Tibet ma anche
Al di fuori
Di Biasio aveva un pezzo dello stesso tenore la giovane guardia tibetana sorda alla moderazione del Dalai lama di fronte alla repressione cinese la nuova generazione si rivela molto più radicale del suo capo spirituale questo
Rischia di essere anche un problema per i cinesi nel caso in cui
Dovessero persistere nella loro rifiuto di negoziare con l'attuale leader spirituale tibetano
Però per chiudere la pagina Tibet vogliamo tornare alla cronaca con un articolo di le mondo di oggi malgrado la censura di Pechino degli esiti della rivolta in Tibet filtrano all'estero
L'articolo racconta come quello che
è accaduto negli ultimi giorni i giornalisti stranieri non possono entrare nella regione autonoma del Tibet
Le organizzazioni Protti beta né all'estero continuano a farmi né testimonianze sulle manifestazioni che persistono in diverse zone
Presente il diciannove marzo alcuni nomadi e contadini tibetani nella procedura autonomia di Cannone nel del su
Hanno ottenuto una manifestazione i manifestanti avrebbero strappato la bandiera cinese della scuole elementare
Del villaggio issato la bandiera tibetana prima che le forze di sicurezza cinesi ristabiliscano l'ordine
Il diciotto marzo non
Sino canadese inviato di un attimo canadese ha firmato una manifestazione di tibetani cavallo che lanciavano grida di vittoria una ventina di chilometri
A sud di uno e di suo sempre la Provincia di Ganz su
Queste immagini diffuse in tutto il mondo in cui si vede brandire una bandiera tibetana sono arrivate al mondo esterno proprio nel momento in cui Pechino diceva che la situazione in Tibet era sotto controllo
E invece
Sempre diciotto marzo secondo un'altra fonte c'è stata un'altra manifestazione in una prefettura della provincia dello si Juan questa stessa Prefettura
Una manifestazione di diverse migliaia di Mona c'era stata repressa nel sangue domenica scorsa insomma nemmeno le pallottole
Fermano alle manifestazioni dei tibetani siti internet dei gruppi tibetani all'estero hanno diffuso le prime foto dei delle vittime tibetane tra l'altro le potete
Vedere attraverso alcuni link anche sul sito radio radicale punto it
Finora ricorda le mondo gli unici video che circolavano attestavano le violenze etniche commesse dei tibetani contro i cinesi Anna all'ASL al quattordici marzo ed erano
Le fotografie
Passate come dire dalla da dal dalle autorità comuniste cinesi
Ad ogni modo le autorità cinesi e qui forse veniamo al punto centrale di questo articolo continua ad affermare che le forze dell'ordine hanno rispettato la legge non hanno fatto uso della forza letale
Retorica alla quale le auto le autorità cinesi ricorrano sistematicamente quando ci sono rivolte anche se in realtà non è così durante il massacro di piazza Tienanmen nel mille novecentottantanove durante la repressione sanguinaria nel mille novecentonovantasette l'UCSI anche
La Regione l'Estremo Ovest della Cina a maggioranza musulmana e più recentemente durante la rivolta contadina del Guangdong e le forze militari e paramilitari hanno sempre sparato
E le testimonianze che sono riuscite a filtrare hanno dipinto una situazione di terrore una situazione tra l'altro nella quale i corpi delle vittime non sono mai stati restituiti alle famiglie
Sono stati intimidita per comprare il silenzio se il regime di Pechino riuscito senza difficoltà a convincere una popolazione nazionalista o indifferente che la paternità della rivolta attuale
E del Dalai lama e la sua critica come come come viene definita
I media ufficiali fanno di tutto per minimizzare l'ampiezza della crisi
E soprattutto quel che la crisi rivela del disfunzione mento della Società armoniosa promossa dal numero uno cinese Hu Jintao questo il punto più politico
Su un blog dal Tour che si chiama ASI assenti nel a un congruo specialista di Cina Willy LaMMa giudica
Che gli eventi sono un duro colpo per il presidente cinese e la sua fazione tibetana cucita OCSE circondato di un certo numero di proteici i protetti che avevano fatto carriera con lui in Tibet dal mille novecentottantotto al mille novecentonovantadue
Questa squadra che schiaccio alle manifestazioni del mille novecentottantanove proprio a Lhasa dovrebbe essere quella più sperimentata nella Regione e invece ha fallito secondo
Lui l'Irlanda Hu Jintao che ha ordinato l'invio di truppe supplementari in Tibet che l'UCSI anche nel due mila sette nella prospettiva delle olimpiadi
Non può sfuggire alla responsabilità di aver fallito ciò che nel linguaggio del partito comunista cinese viene definito uccidere nel nuovo le forze dell'instabilità così
Briest entro letti su le Monde di oggi
Non c'è solo il Tibet e allora rapidamente ieri era il quinto anniversario della
Guerre in Iraq molti articoli di Bilancio Bilancio
Chiaramente negativo ma qualcuno fa anche
Anche notare che insomma la situazione della sicurezza Baghdad è migliorata nettamente da quando gli Stati Uniti stanno inviato più truppe si parla anche del futuro poi c'è stato un discorso di Bush in cui ha detto che
Siamo quasi alla vittoria ma insomma
Tra i commenti l'Herald Tribune di oggi titola la missione non è ancora compiuta il Bilancio eh però disastroso l'editoriale era quello del New York Times di ieri il quotidiano liberal chiede da tempo il ritiro dei soldati americani
Il Tribune attacca bus che rifiuta di lasciare che i fatti interferiscano con la necessità di
Non lasciare i soldati americani in Iraq a tempo indeterminato gli americani conclude questo giornale devono scegliere un presidente che abbia la visione necessaria per porre fine a questa guerra al più presto possibile
Un po'diverso giudizio del Fraktion Times nel suo primo editoriale di ieri compito di oggi a riparare
All'Iraq rotto nonostante il tiro su trionfalismo americano non ci sono ancora buone opzioni sul tavolo
Le opzioni sono l'unica opzione del quotidiano della City di restare in Iraq sufficientemente a lungo per garantire la stabilità ma andarsene
Sufficientemente presto per evitare
Che dirà che si trasformi in un Afghanistan
Il sorgere iscriverti solo uno dei cinque fattori che ci sono dietro l'attuale calo della violenza al problema che tutti questi fattori sono temporanei
Liberazione ha un titolo ieri avevano titolo ad effetto disastro si capisce tutto dall'editoriale del quotidiano progressista francese presidiamo invece parlava della doppia lezioni era china
Visti i progressi sulla sicurezza qualche mese dal cambio al vertice la Casa Bianca al dibattito sul passato non è più di attualità l'importante trarre buoni insegnamenti al fine di evitare di ricadere negli stessi errori
La prima lezione e che la forza militare da sola non basta portare la stabilità Medioriente uno impegno diplomatico intenso deve essere rilanciato
Anche con chi mette il bastone tra le ruote ma per questo per fare questo sforzo ci vuole anche una solida cognizione di alleati su cui poter contare e qui è la seconda lezione secondo le Figaro
Gli alleati americani degli americani devono essere pronti a giocare un ruolo solo così
Una soluzione potrà essere trovata non solo in Iraq ma anche per l'Afghanistan ci fermiamo qui da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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