Sono stati discussi i seguenti argomenti: Democrazia, Economia, Elezioni, Esteri, Iran, Obama, Presidenziale, Rassegna Stampa, Totalitarismo, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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11:27 - Ventotene
Buongiorno gli ascoltatori di Radio Radicale sabato tredici giugno questo l'appuntamento con la rassegna stampa internazionale a cura di David Carretta in apertura che sto oggi torneremo ad occuparci delle elezioni presidenziali in Iran inattesa
Di sapere gli esiti del voto ieri vi proporremo una serie di commenti che sono comunque in prospettiva Libération per esempio ieri titolava in prima pagina la primavera di Teheran e questo indipendentemente da chi sarà il vincitore
Di queste elezioni presidenziali leggeremo anche un editoriale dal Times e l'Iran vota al popolo iraniano ha una chance di porre fine al suo isolamento e alla
Repressione sociale più prudente invece il Guardian che scrive che l'assunto secondo cui l'Iran e con una presidenza moderata negozi era più facilmente con l'America non è stato testato non è stato ancora dimostrato
Parleremo poi di debito pubblico una questione che sempre più d'attualità visti visti gli enormi deficit accumulati dai Governi
Un po'ovunque nel mondo ricco per far fronte alla crisi economica e finanziaria nel Regno Unito Gordon Brown ha tentato di rilanciare le sue sorti politiche
Dettando i toni della prossima campagna elettorale i laburisti proporranno di investire più soldi pubblici mentre conservatori vogliono
Tagliare tagliare per l'eccessivo deficit accumulato con x i salvataggi delle banche gli stimoli pubblici
All'economia leggeremo due editoriali uno dal Guardian l'altro dal Times e poi
Passeremo la stampa americana Barack Obama vuole continuare a spendere il Washington post critico non ci sarà nessun dimagrimento del bilancio federale americano nel breve periodo con la dieta Obama
è il titolo di un editoriale di ieri sintetizzare mo'poi la questione debito pubblico più in generale con le con un mister
Che dedica questo la sua copertina del suo principale editoriale oltre con lungo dossier debito pubblico il più grande conto della storia il titolo
Infine parleremo anche della visita italiana di Muammar Gheddafi che dalla stampa estremista
In qualche modo il mondo criticamente lo finiamo innanzitutto ieri pubblicava una corrispondenza sulle sconcertanti lezioni romane di Gheddafi
Mentre Francia al Times sottolineavo una cosa i leader italiani danno il benvenuto alle spese folli del leader libico così si giustifica l'accoglienza con il tappeto rosso
Riservata dal Governo di centrodestra a Muammar Gheddafi
Partiamo però dall'Iran e dalle elezioni di ieri in attesa di conoscere i risultati del primo turno se
Ahmadinejad sarà confermato la testa dello Stato islamico oppure se nel suo principale avversario l'ex Primo ministro Mussi Salvi sarà riuscito in qualche modo imporsi lo scopriremo tra poche ore
Libération però ieri
Parlava di primavera di Teheran indipendentemente da chi sarà il vincitore di queste elezioni scrive il quotidiano progressista francesi in un editoriale un vento di libertà soffia sull'Iran
Di queste elezioni presidenziali si può dire che sono forse le più importanti dalla rivoluzione islamica del mille novecentosettantanove in tre settimane di campagna il Paese ha fremito come mai colto da una febbre che non sì sospettava confrontati
Per la prima volta dei veri dibattiti televisivi tra il populista ultraconservatore Ahmadinejad i suoi rivali
I ragni anni hanno riscoperto il gusto della politica milioni di persone hanno partecipato alle manifestazioni di piazza i giovani più di tutti hanno testimoniato la loro volontà di cambiamento alcuni
Non hanno esitato a dichiarare i media occidentali
Che è necessario finirla con questo Presidente fascista ed è questa secondo Libe la posta in gioco delle lezioni a doppio turno la fine o meno
Di una Repubblica regnano isolata arretrate bellicosa rappresentata da quattro anni da un Ahmadinejad che sulla scena internazionale sia illustrato soprattutto per le sue sbandate verbali sull'Olocausto
Certo di fronte
Il suo principale rivale l'ex Primo ministro mi ero sei in Moussaoui è un uomo del potere religioso ma è anche diventato l'apostolo della riforma del dialogo con la comunità internazionale e questo nel momento in cui Obama tende la mano all'Iran
Di qui
Conclude Libération la speranza che l'Iran
Trent'anni dopo il suo ripiegamento su se stesso faccia la scommessa di una certa apertura un po'più prudente
E il Times nel suo editoriale di ieri l'Iran vota al popolo iraniano una chance di porre fine al suo isolamento alla repressione sociale
Constata il il quotidiano conservatore di Londra nessun elezioni iraniane in trent'anni dalla rivoluzione del settantanove è stata più aperta più combattute più cruciale nel determinare il futuro del Paese
Per suo risultato non dipende solo il tenore la direzione di una rivoluzione islamica che ha portato l'Iran ha un fanatismo intollerante in patria all'isolamento all'estero
L'America i suoi alleati occidentali stanno aspettando di vedere se la crisi sul nucleare può essere risolta con i negoziati se Teheran continuerà a esportare il terrorismo
E a minacciare i suoi vicini arabi e Israele queste elezioni hanno polarizzato la società iraniana un livello impensabile un decennio fa
Per la sua vittoria sorpresa di quattro anni fa Ahmadinejad ha fatto infuriare riformatori dal tagliuzzato i falchi la maggior parte della classe media iraniane milioni di donne sono stanchi della sua cruda retorica delle sue diatribe antisemite delle sue provocazioni all'estero della repressione misogino islamista all'interno ma per i poveri e le masse rurali Hack Manni dileggiato rappresenta ancora il difensore onesto dei più sfortunati
Pronto a resistere all'establishment corrotto del clero
Fino a poche settimane fa la riconferma di Ahmadinejad sembrava assicurata il Presidente uscente un politologo politico scaltro capace di sfruttare i sentimenti nazionalisti ha sempre avuto un sostegno
Fondamentale del leader supremo l'Ayatollah Khamenei della polizia religiose dei guardiani della rivoluzione
E ha sfruttato la questione nucleare l'ostilità verso
Israele l'Occidente per presentare il suo Iran come un Paese che ancora minacciato dal grande Satana
Il suo oppositore MIR Hossein Mussari fino a poche settimane fa era una minaccia minore un ex Primo ministro sbiadito che non vuole cambiare nella politica nucleare dell'Iran nel suo orientamento islamista
Che non rappresenta
Le un'aspirazione dei liberali occidentali nell'impazienza dei giovani ma la cui principale virtù
Oggi è di non essere Ahmadinejad e così è cambiato molto nell'ultimo mese la democrazia iraniana si è dimostrata più forte reattiva delle manipolazioni delle manovre politiche del Consiglio dei guardiani
I dibattiti televisivi sono stati animati è straordinariamente controversi dimostrando almeno che la democrazia è compatibile con la tipologia mussulmana
Mussapi accusato suo rivale di mentire di distruggere alla reputazione dell'Iran all'estero di falsificare le statistiche
Per nascondere i suoi fallimenti economici in patria la disoccupazione cronica l'inflazione ventiquattro per cento soprattutto centinaia di migliaia di giovani sostenitori di Mussari una rivoluzione verde paragonabile movimenti che hanno sfidato i regimi nelle ex repubbliche sovietiche
Centinaia di migliaia di giovani sono scesi in strada uomini e donne che apertamente hanno reagito con rabbia contro l'ipocrisia clericale la repressione sociale
Un po'di libertà di espressione alimenta l'appetito per altra libertà di espressione scrive il Times chiunque vincerà dovrà dunque fare i conti con una generazione di giovani più aggressiva
Questo potrebbe portare a una nuova ondata di repressione perché i falchi sono pronti a lottare per mantenere il loro potere
E non c'è alcun segnale di miglioramento nelle relazioni con l'America l'Iran deve ancora rispondere all'iniziativa di Obama l'arbitro rimane l'Ayatollah Khamenei
Ma queste elezioni secondo il Times potrebbero essere il primo passo per spingere l'Iran fuori dal suo isolamento autoimposto e paranoide
Ancor più prudente
è invece
Il Guardian in un editoriale dal titolo Iran Carnevale e caricatura l'assunto secondo cui
Pena anche una presidenza moderata negozio era più facilmente con l'America non è stato dimostrato
Scrive il quotidiano britannico di aria laburista
Per anni è stata testimone discende senza precedenti durante la campagna elettorale per le presidenziali campi rivali hanno invaso il centro della città
I due principali concorrenti si sono scambiati dura accusa verbali davanti a cinquanta milioni di telespettatori il Presidente uscente accordi mangiata diffamato
Non solo il suo principale rivale usavi ma anche uno degli uomini più potenti dell'Iran Ahmadinejad accusato l'ex Presidente Ali Akbar Hassan Gianni di aver rubato miliardi di dollari di denaro dello Stato e di essere il burattino di Mussari quanto alla prima accusa
Non a tutti i torti eh Ahmadinejad ad ogni modo va sfrangiato irritato chiesto la guida suprema l'Ayatollah Khamenei di intervenire per moderare Ahmadinejad questa campagna elettorale è stata
Un carnevale politico il più vivo del Golfo Persico ma la domanda la domanda fondamentale
E se si tratti di qualcosa di più di un carnevale politico cioè se la Repubblica islamica statale dipendo davvero una rivoluzione di velluto
Su questo per il Guardian è meglio evitare giudizi affrettati primo Ahmadinejad può essere in difficoltà nei sondaggi ma è lungi dall'essere stato cacciato
Ben prima di far piovere denaro contante sui lavoratori pubblici sui pensionati sui disabili Ahmadinejad era già conosciuto per essere il difensore dei poveri
Anche se poi si è dimostrato un disastro per loro visto che la disoccupazione al diciassette per cento e l'infatti l'inflazione sopra
Il ventitré per cento
Lo sa vi si rivolge invece le classi medie urbane le donne gli studenti l'ex Primo ministro che aveva fama di buon gestore dell'economia durante la guerra e Iraq Iran
E sostenuto dai riformatori
Seconda ragione per essere prudenti chiunque vinca ci sono altri due candidati un secondo turno tra una settimana l'Ayatollah Khamenei rimarrà leader supremo
L'Iran continua l'ha detto ad arricchire l'uranio e l'assunto secondo cui un Presidente moderato negozi e la più facilmente con l'America non è stato ancora dimostrato anzi semmai l'opposto
Una veci una voce moderata potrebbe essere più efficace di una voce frazionale come quella di Ahmadinejad
Se la strategia e di portare a termine con successo un programma nucleare segreto e se il potere vero in Iran sta altrove non alla Presidenza terzo conclude il Guardian
Ogni elezione produce false speranze
Per alcune settimane la polizia della morale semestrale lontana dalle strade
Ma alla fine ritornerà ritornerà monitorare chi indossa male il velo occhi sbaglia vestito così
Così il Guardian che invita dunque alla prudenza
A prescindere da chi sarà il vincitore di queste elezioni iraniane spostiamoci sull'altra questione il debito debito pubblico tema che sta diventando sempre più di attualità perché i Governi primo poi saranno e i loro cittadini saranno costretti a pagare il conto
Della corsa all'invio abiti di indebitamento per finanziare i i piani di salvataggio del settore finanziario e i piani di stimoli all'economia per rilanciare la crescita a fronteggiare la recessione
Nel Regno Unito per esempio Gordon Brown sta tentando di rilanciare le proprie
Sorti politiche con con una
Con un nuovo tema per la campagna elettorale in vista delle elezioni
Politiche che ci saranno l'anno prossimo Brown ha detto che i laburisti propongono di investire soldi pubblici mentre cosa fattori vogliono tagliare
Tagliare il deficit accumulato con i salvataggi delle banche gli stimoli pubblici all'economia su questo
Due commenti contrapposti di riassumiamo molto brevemente il Guardian ieri
Titolava un editoriale spesa pubblica vecchi scontri nuove realtà per il quotidiano Diario laborista il labour può ancora
Differenziarsi dai conservatori quindi rilanciarsi politicamente proprio
Puntando sulla difesa dei servizi sociali sulla spesa pubblica al servizio dei cittadini
Il Times non la pensa così quotidiano diaria conservatore in un altro editoriale dal titolo investimenti contro tagli
è iniziato un dibattito pernicioso sulla spesa pubblica perché chiunque formerà il prossimo Governo dovrà tagliare e avrà ragione a farlo perché avrà ragione loro leggeremo tra poco con l'Economist
Anche negli Stati Uniti il dibattito è in corso Obama ha modificato in qualche modo sotto piano di stimoli
E continuerà a spendere nonostante la promessa di cominciare ad affrontare il problema delle norme deficit americano il Washington post ieri in un'editoriale era critico la dieta Obama non ci sarà nessun dimagrimento del bilancio federale nel breve periodo
L'inizio è piuttosto ironico ma efficaci immaginate di di mettervi a dieta di fissare di un certo numero di Calori al giorno di promettere di fare esercizio per compensare quelle
Calorie che sono in eccesso tranne il fatto che ogni giorno mangiate quattro fette di torta al cioccolato cui non volete rinunciare forse non ingrassa dette subito ma di certo non di Magrì vette e questo è quanto ha proposto
In sostanza Obama questa settimana
La sintesi più generale del dibattito sul debito la trovate
Sull'Economist uscito ieri nelle edicole europea e la copertina ritrae un bambino che si trascina dietro un enorme peso e il debito pubblico è il più grande conto della storia questo il titolo in copertina ma anche del primo editoriale ci sono
C'è un lungo dossier sulla situazione in diversi Paesi leggiamo il commento la peggiore tempesta economica globale dagli anni trenta
Forse volge alla fine ma un'altra nuvola si affaccia all'orizzonte finanziario cioè il massiccio debito pubblico
In tutto il mondo ricco i Governi stanno prendendo a prestito enormi Sormani di denaro
Mentre la recessione riduce le entrate fiscali la spesa aumenta per i salvataggi lo stato sociale o gli stimoli i dati del Fondo monetario internazionale suggeriscono che il debito pubblico di dieci Paesi più ricchi al mondo
Salirà dal settantotto per cento nel due mila e sette al centoquattordici per cento nel due mila quattordici ogni cittadino di questi Paesi avrà un debito di cinquanta mila dollari
Peggio questa corsa al debito sta venendo alla vigilia di un aumento di costi pensionistici e sanitari dovuto all'invecchiamento dalla popolazione
Entro il due mila e cinquanta un terzo della popolazione del mondo ricco avrà più di sessant'anni conto demografico sarà probabilmente dieci volte maggiore del conto fiscale della crisi finanziaria
Questa allarmante traiettoria mette i politici una sorta di vitol vicolo cieco
Nel breve periodo il debito è un antidoto essenziale alla recessione senza i salvataggi delle banche il CRA Acea finanziario sarebbe stato una catastrofe senza gli stimoli la recessione globale sarebbe stata più lunga e profonda
Le sue conseguenze sarebbero stati maggiori per le finanze pubbliche ma nel lungo periodo il lassismo fiscale di oggi è insostenibile
I Governi alla ricerca di fondi riducono l'investimento privato e quindi la crescita economica cosa più allarmante le dimensioni dell'indebitamento futuro potrebbero portare
A insolvenze cioè default fallimenti degli Stati oppure svalutazioni e quindi alta inflazione cosa fare
Un'improvvisa stretta
O autorità fiscale sarebbe un errore per la debolezza della ripresa attuale scrive l'Economist ma i Governi
I Governi devono impegnarsi in modo credibile a tagliare i deficit una volta che le loro economie ci saranno rafforzate
Per l'economista è fondamentale lanciare un segnale forte prendendo decisioni difficile già da oggi a cominciare dall'innalzamento dell'età pensionabile così
Così il settimanale britannico per chiudere invece vogliamo
Accennare alla visita di Gheddafi in Italia vista dalla stampa estera definiamo
Il pubblicava una corrispondenza da Romania scuse sulle sconcertanti lezioni romane di Gheddafi questo questo il titolo
Scrive il quotidiano conservatore francese
Che è stato tenero in passato nei confronti di Gheddafi in particolare durante la sua visita in Francia al Presidente sarà così
Nella sua visita di quattro giorni in Italia Gheddafi ha moltiplicato le sentenze sconcertanti
Bisogna
Comprendere le motivazioni di terroristi ha detto il leader libico
Gli Stati Uniti sono terroristi come Bin Laden ha spiegato i pirati della Somalia sono costretti a intercettare navi stranieri aggiunto
Non ci sono violazioni dei diritti umani in Africa perché gli africani dicono nella foreste nel deserto ha detto Gheddafi gli africani migrano non per ragioni politiche ma per andare verso la ricchezza
Grazie al suo amico Silvio scrive le Figaro
Amico Silvio che si è scusato in nome dello Stato italiano per il colonialismo ha promesso riparazioni in nome del popolo italiano Gheddafi
Ha detto che si apre una nuova pagina della storia una pagina segnata da accordi economici che si annunciano molto vantaggiosi per le imprese italiane che avranno un trattamento preferenziale sui mercati libici
La cooperazione nel gas e petrolio sarà rafforzata e il Ministro dell'industria Scajola annunciato che i capitali libici potrebbero entrare nel capitali di due grandi gruppi italiani e nel e ENI così tra l'altro definiamo
E la chiave economica la brutta situazione dell'economia italiana
E utilizzata per leggere questa visita anche dal Financial Times i leader italiani salutano danno il benvenuto alle spese folle di Gheddafi il titolo di una corrispondenza da Roma di ieri
Gheddafi si è lanciato in spese folli nella sua prima visita a Roma
Il leader libico sta pensando di aumentare i suoi investimenti nell'industria nelle infrastrutture italiane attraverso il suo fondo sovrano da cinquanta miliardi di euro nonostante qualche protesta dell'opposizione degli studenti e dalla comunità ebraica cacciata dalla Libia negli anni settanta
Il Governo di centrodestra ha celebrato Gheddafi accogliendolo con il tappeto rosso scrive il quotidiano dell'ICT
Ultima notizia la prendiamo dalle figli avevo
Un libico alla testa dell'Assemblea generale dell'ONU il prossimo Presidente dell'Assemblea generale dell'ONU sarà un uomo di Gheddafi l'attuale
Ambasciatore della Libia presso l'Unione africano
Ci fermiamo qui da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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