Tra gli argomenti discussi: Economia, Esteri, Francia, Le Pen, Nazionalismo, Petrolio, Prezzi, Putin, Rassegna Stampa, Russia, Usa, Xi Jinping.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale sabato sei dicembre questo appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta diversi temi
Di cui ci occuperemo quest'oggi partiremo ancora una volta dalla Russia Vladimir Putin Stato
Protagonista questa settimana per diverse questioni la caduta del rublo legata alla caduta del prezzo del petrolio e poi
Un discorso al Cremlino giovedì particolarmente
Violento nei confronti dell'Occidente per in cui Putin ha trattato anche delle questioni economiche leggeremo un commento del New York Times l'inverno dello scontento di Putin
Il presidente Russo è stato protagonista della settimana anche per il prestito che una banca russa concesso
Al formazione alla di Marine le Pen in Francia su questo leggere Monti un editoriale
Da le monde
E poi passeremo sul Financial Times per una lunga analisi di Philip Stephens columnist del
Quotidiano della siti sul due mila quattordici hanno degli uomini forti non c'è solo Bladimir Putin c'è anche il presidente cinese Shi Jim Ping entrambi
Rafforzano il loro sostegno interno affermando gli interessi nazionali e soprattutto il nazionalismo sui valori universali
Chiederemo tornando su un altro tema che Caritas caratterizzato la settimana la caduta del prezzo
Del petrolio su questo leggeremo in particolare un editoriale dal Wall Street Journal spedizione americana di ieri il picco del petrolio ridicolizzato ancora una volta il titolo
Provocatorio irriverente come del resto il testo di questo editoriale che nel journal sintetizza così il mondo scopre di nuovo che l'offerta risponde alle necessità e al prezzo
Cominciamo però dalla Russia e dal commento del New York Times al discorso di giovedì del presidente russo
La di mio Putin l'inverno dello scontento di Putin il titolo scrive il quotidiano liberal di New York che difficile
Immaginare che quello fatto da Vladimir Putin giovedì sia stato un discorso sullo Stato
Della Nazione e il suo paese in pessime condizioni le sanzioni per la crisi Ucraina e bassi prezzi del petrolio hanno fatto precipitare rublo
L'economia si sta dirigendo verso la recessione Putin ha dovuto abbandonare il gasdotto South Stream e poche ore prima del suo discorso alcuni ribelli islamisti hanno lanciato un attacco in Cecenia Androsoni
La domanda per gli analisti era se Putin avrebbe mantenuto la sua linea dura oppure se avrebbe iniettato una dose di realismo alla fine Putin ha cercato di fare entrambe le cose
Parlando relitto russa
Leale al Cremlino Putin ha lanciato l'ennesimo rantolo impegnerà aggressivo
Contro il perfido Occidente manovrato da Washington accusato di smantellare binari solare umiliare contenere alla fine voler distruggere la Russia lungi dal dare un segnale
Di disponibilità ad allentare le tensioni sull'Ucraina Putin ha detto che la Crimea e per la Russia ciò che il Monte del Tempio e per gli ebrei
Attaccare l'Occidente accusarlo di tutti i problemi della Russia ha permesso a Putin di mantenere i suoi alti tassi di popolarità durante la crisi Ucraina e di dire dirottare l'attenzione sui problemi creati dalle politiche del Cremlino verso presunti nemici
E così secondo il New York Times non sorprende se Putin abbia deciso di mantenere questa linea anche nel discorso di giovedì
Tuttavia Putin non ha potuto evitare di affrontare le crescenti preoccupazioni di molti russi sulla direzione che sta prendendo la loro economia il loro blog crollato il prezzo del petrolio ai livelli
Più bassi sicuramente più bassi di quanto necessario per evitare che il Bilancio Russo vada in rosso
E il Governo ha riconosciuto che il Paese il prossimo anno sarà in recessione l'ansia nelle strade russe e palpabile la risposta di Putin è stata una combinazione di
Spaccone ante e di carote gli attuali tensioni ha detto il presidente russo devono aiutare la Russia riformare la sua economia per diventare più autosufficiente
Putin ha promesso di rendere la vita più facile alle piccole e medie imprese ed annunciato un congelamento per quattro anni della li quote fiscali
Soprattutto garantito l'impunità agli oligarchi che rimpatri Ranno i miliardi portati all'estero
Per il mio al Times alcune di queste misure sono ragionevoli e potrebbe essere ore d'aiuto ma la questione se saranno sufficienti a Putin ter
Superare la tempesta il quotidiano liberal ricorda che la maggioranza di Russi in passato aveva accettato di cedere una parte della loro libertà
In cambio della prosperità e di sostenere Putin fino a quando sembrava restaurare la potenza russa
Ma nel momento in cui il prezzo delle politiche di Putin aumenta c'è aria di bufera la scelta di Putin tra
Diventare ancor più belligerante in patria e all'estero oppure riconoscere che la
Soluzione smettere di
Mentire sull'Occidente e iniziare a risolvere la crisi Ucraina e i veri problemi dell'economia rossa così
Il New York Times Vladimir Putin però nulla scelto per contro ha scelto di
Finanziare anche se se con un prestito le politiche condotte da un partito leader dell'estrema destra
Antieuropea Eurofood BA quello di Marine le Pen in Francia il faut nazionale loro di Mosca il titolo l'editoriale di oggi di le monde che scrive
Se la legge russa si applicasse in Francia il partito di estrema destra del Fondo nazionale dovrebbe farsi registrare presso il Ministero dell'interno come agente straniero questo infatti l'obbligo imposto nella Russia di Vladimir Putin a tutte le organizzazioni
ONG flebo altre associazioni che ricevono in un modo o nell'altro sovvenzioni donazioni prestiti cioè soldi dall'estero queste associazioni rosse in particolare le ONG che si occupano di difesa dei diritti umani
Sono poi perseguitate dal fisco dalla polizia dalla giustizia al fine di spingerle a mettere la chiave sotto la porta a chiudere
Fortunatamente fu nazionali sfuggirà a questo triste destino grazie a tutto ciò che detesta e cioè la democrazia liberale decadente i cui valori sono condivise da un'Unione Europea da cui connazionali vuole uscire
Il faut nazionale non ha niente da temere spiega nel mondo il prestito da nove milioni di euro che ha sottoscritto presso una banca russa la frusta
Chakra scendendo che è perfettamente legale la Presidente della Fondazione Anna Lindh le pendici e di aver sollecitato le banche francesi per finanziare le sue prossime campagne elettorali
E che di fronte un rifiuto sedi volta istituti esteri guarda caso il primo ad aver già risposto positivamente è stato una banca russa questo prestito la cui esistenza extra svelata ricordare mondo da un dal sito internet media passa
Si aggiunge al denaro pubblico che il connazionale come ogni altro partito francese riceve dallo Stato nel suo caso cinque virgola cinque milioni di euro nel due mila tredici
Si dirà che le penne si conforma a una vecchia tradizione francese che poi non è solo francese anche un po'italiana dopo tutto in Francia c'è sempre stato un partito finanziato dalla Russia direttamente o indirettamente
Ai tempi dell'Unione Sovietica il Cremlino assicurava finanziamenti e partiti fratelli tra cui il Partito comunista francese
Allo stesso modo sotto regime autocratico e ultranazionalista del Presidente Putin il Cremlino aiutai partiti fratelli cioè le formazioni dell'estrema destra europea
Insomma non cambia solo il partito a cui sono destinati i soldi di Mosca cambia anche la linea di Mosca
Perché non bisogna sbagliarsi prosegue nel mondo e nessuna banca russa presta soldi a un partito politico estero
Senza l'autorizzazione espressa del Cremlino questo prestito eminentemente politico Visco nazionali ne beneficia perché in sintonia con la linea di mosche in politica estera
Appoggiando le formazioni dell'estrema destra xenofoba in Europa Putin sostiene i partiti che condividono
Uno dei suoi obiettivi strategici prioritari indebolire al massimo l'unione europea dividerla smantellarla impedire che si è dunque i paesi del vicinato prossimo
Della Russia come l'Ucraina quest'odio verso l'Unione europea gli Stati Uniti la globalizzazione
Reiterato giovedì da Putin in un discorso dai forti i toni di guerra fredda e condiviso dal fonazione al partito protezionista antieuropeo
Che in sintonia con altri aspetti del tutto in ISMU il culto del capo carismatico la xenofobia la nostalgica dei regimi forti un partito politico può non amare ciò che rappresenta l'Unione europea è una scelta difendibile
Ma allinearsi sul regime autoritario straniero che intrattiene una nuova guerra fredda e quanto meno paradossale
Soprattutto quando si brandisce dal mattino alla sera lo stendardo della patria e della sovranità nazionale così
Le monde in questo editoriale quel che scrive le Monde almeno nelle conclusioni sempre che oltre a un accordo corruzioni tra non ci sia anche qualche
Forma di di finanziamento diretto indiretto vale anche per la lega di Matteo Salvini diciamolo chiaramente brandisce la la la bandiera della sovranità nazionale in più con qualche contraddizione visto che brandisce quella dell'autodeterminazione e un giorno sì l'altro nome insomma dipende dalla convenienza politica
E poi
E poi insomma si allea con
Compra di MIR Putin a proposito di Vladimir Putin il fare soltanto Siri pubblicava una interessante come spesso accade il venerdì analisi di Philip Stephens questo è stato l'anno degli uomini forti il due mila quattordici ricorderete forse che un anno fa Putin era stato scelto come uomo dell'anno da diversi
Giornali tra cui il Time ma non solo veniva definito uno stratega abilissimo che aveva messo in un angolo tutti oggi il discorso di giovedì lo dimostra
è molto più debole ma insomma il messaggio di Stephens è un altro e cioè
Quello del ritorno della storia scrive Stephens Shipping esista rivelando il leader cinese più potente dei tempi di mano
La Dini Putin ha invaso uno dei paesi vicini alla Russia in Egitto del fatal si sia abbandonato l'appellativo di generalissimo per quello di fermare sciacallo
In Turchia Recep Tayyip Erdogan occupa un palazzo presidenziale che mette in ombra
Luigi quattordicesimo stiamo vivendo nell'anno degli uomini forti affianco questi autocratici sono anche democratici in buona fede
Nel rendere a Boldi il premier indiano esci Enzo Abel premi al giapponese è vero non hanno mostrato alcuna inclinazione a sovvertire l'ordine costituzionale
Il liberale in India e Giappone come invece accaduto con Erdogan in Turchia ma ma
Hanno posizioni nazionaliste l'elemento comune tra
Tutti questi leader e un approccio alle relazioni tra Stati e un attaccamento alla sovranità nazionale più simile a quello del diciannovesimo secolo che è quello della seconda metà del ventesimo secolo
Il collasso del comunismo sovietico doveva trasformarsi in un ordine liberale internazionalista nel quale la Russia avrebbe prosperato come parte dell'Occidente
La Cina sarebbe diventato una potenza responsabile e nuove potenze avrebbero dovuto comprendere che le regole sono un vantaggio per tutti gli internazione visti più ottimisti vedevano l'Europa come modello di un futuro postmoderno
Fatto di multilateralismo e sovranità condivisa ma in gran parte
Gli uomini forti preferiscono la competizione alla cooperazione come ordine naturale delle cose che sono dei nazionalisti non dell'internazionalistica e nel caso di Cina e Russia sono anche spudoratamente revisionisti nelle democrazie avanzate ricorda Stephens il nazionalismo che è diverso dal patriottismo è un termine negativo
Per sci Jim Ping e Vladimir Putin invece al contempo un modo per unire l'opinione pubblica interna e per affermare la primazia degli interessi nazionali su quelli che l'Occidente considera valori universali
Il loro impegno per un ordine economico liberale e quindi limitato l'economia e vista soprattutto come strumento del potere gli uomini forti non vedono alcuna ragione di scusarsi per il passato anzi riscrivono i libri di storia per rivivere le glorie del passato e soprattutto
Rilanciare antiche rivendicazioni PCI Jim Ping richiamare guerre dell'oppio puntine ancora in lutto per il collasso de L'Unione Sovietica
E così per loro i muscoli muli militari gli equilibri delle alleanze sono il modo migliore di gestire le relazioni internazionali
Sentiamo direi da questi leader che le grandi potenze governano i loro vicini le rivendicazioni di Putin sul suo vicinato prossimo trovano l'equivalente nell'apposizione ingressi radici Jim Ping nei mari dell'est del sud della Cina
Io le laicismo di Putin per Stephens la minaccia più immediata e sentita soprattutto in Europa non solo per ragioni geografiche
L'annessione della Crimea e l'invasione dell'est dell'Ucraina hanno mandato all'aria il fondamento dell'ordine moderno della sicurezza europea e cioè che le frontiere non possono essere cambiate con la forza
Ipost modernisti del continente ora faticano a confrontarsi al mondo per quello che invece per quello che
Avevano immaginato gli Stati Uniti hanno meno difficoltà perché in fondo ragiona non da sempre in termini
Di
Di potenza anche se operano con
Con l'obiettivo di regole condivise perché ritengono che siano
Vantaggio osé ma il punto qual è ciò che ci dicono questi leader questi uomini forti e che il modello multi la rete multilaterali Istat nella seconda metà del ventesimo secolo
E più un interruttivo storico che una svolta permanente nella natura delle relazioni tra Stati
La globalizzazione Gerry tirata canta ha lasciato il posto Hobbes e il multilateralismo lascia il posto alla politica delle potenze l'occidente sta per riscoprire cosa vuol dire vivere
In un mondo molto più duro così l'avete fili Stephens sul sul Financial Times per chiudere
Questa settimana vogliamo tornare su un tema che che che è stato abbastanza centrale insieme alla Russia quella della caduta del prezzo
Del del petrolio che viene commentata con entusiasmo non solo dall'economista che abbiamo letto ieri
Il principale di Turi alle ma anche da Wall Street Journal con un editoriale abbastanza irriverente
Ma che che c'entra alcuni punti
Del del dibattito che c'è stato negli ultimi anni a proposito del petrolio delle materie prime e più in generale di come funziona l'economia
Il picco del petrolio ridicolizzato ancora una volta il titolo scrive il il giorno allora sono passati duecentosedici anni da quando Thomas Malpensa
Diede origine all'idea che l'appetito umano per le risorse naturali avrebbe esaurito le capacità della natura di fornire quelle risorse
Da allora ci sono stati diversi si allarmi sul fatto che il mondo stava esaurendo la soglia all'elio Lucio colato il tungsteno e sul fatto che la crescita della popolazione
Stesse diventando insostenibile questi allarmi hanno creato panico politico sociale fino a quando non si sono rivelati sbagliati
L'ultimo caso di riconoscimento della realtà che prende il sopravvento sui miti
E la fine dell'ossessione con il picco del petrolio che per anni aveva spinto proclamare l'arrivo di un'era di scarsità permanente del combustibile fossile
Non è andata così questa la lezione centrale della drammatica caduta del prezzo del petrolio quest'anno
Con un calo da centododici dollari al barile a giugno hai meno di settanta oggi all'inizio di novembre alcuni membri dell'OPEC avevano avvertito che sarebbero intervenuti per impedire un'ulteriore discesa ma l'Arabia Saudita rifiutato di sostenere un taglio della produzione
Il calcolo saudita di breve periodo e spingere verso il basso i prezzi del petrolio da un lato per schiacciare gli avversari geopolitici come l'Iran
Dall'altro per mettere fuori mercato i produttori che estraggono un costo più alto e chi sono i questi produttori
Fondamentalmente sono gli americani che estraggono c'è il o il e c'è il gas
L'obiettivo è fare in modo che il prezzo scenda fino a quando estrarre l'OSCE è il non è più conveniente tutto questo
è utile per ricordare che
La tecnologia risponde alle necessità e al prezzo era andata così anche negli anni Settanta quando il mondo rispose al mille Margot dell'OPEC sfruttando nuove risorse in Alaska
E nel Mare del Nord e poi negli anni Ottanta e Novanta quando l'estrazione off-shore divenne tecnologicamente conveniente anche a grandi profondità e aspettate vi altre evoluzioni visto che il numero di depositi di scelte che vengono scoperti
In Messico ucraino Argentina è in costante aumento vale anche la pena ricordare quanto si sono rivelate spettacolare mente sbagliate alcune previsioni catastrofiche come quelle di Paul Krugman che nel dicembre due mila dieci
Dichiarava il picco del petrolio è arrivato stiamo vivendo in un mondo che è un numero limitato
Di risorse in cui la rapida crescita dell'economia emergente sta mettendo sotto pressione l'offerta limitata
Di materie prime queste previsioni catastrofiche sono ancor più imbarazzanti per il fatto che gli allarmi sul picco del petrolio sono vecchi quanto l'industria
Petrolio Ferrante ma allora
Vista questa storia centennale di previsioni sbagliate perché persiste il mito della fine del petrolio
In parte dovuto al fatto che il picco è più un desiderio che una previsione desiderio per ragioni politiche è un modo per spingere i governi a mettere soldi in fonti energetiche alternative che non potrebbero sopravvivere senza sussidi
Predire il disastro poi può essere redditizio una strada verso la celebrità il lieto fine che la nozione secondo cui il mondo sta esaurendo le risorse fallisce sempre
Perché gli imprenditori spinti dalla necessità e dell'incentivo al profitto hanno sempre più immaginazione dei catastrofisti così vuol essere giornale con cui ci fermiamo da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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