Registrazione audio di "Cara Napoli...il caso Tortora", registrato domenica 1 giugno 1986 alle 00:00.
Sono intervenuti: Enzo Tortora.
Tra gli argomenti discussi: Giustizia, Lettera, Napoli, Tortora.
La registrazione audio ha una durata di 6 minuti.
Rubrica
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Care a Napoli un
In tale rispiegare un tuo giudice chi sono chi sono veramente figlio di uno che come tanti si chiamava
Salvatore
Ed era nato qui e che come tanti a diciott'anni spinto da una disperazione che deve essere eterna da Napoli se ne andò se ne ha da Genova dove nacqui studiai aprissi la mia gioventù
Ma gran sì è quell'uomo grazie a mio padre che di Napoli ci parlava con infinito amore e anche con un pizzico di rabbia la rabbia di chi vede fra già tu ciò che ama Napoli fu sempre per me come una seconda ria del cuore
E della memoria
Dato però Salvatore apre e tante cose e non erano solo echi di chitarre lire Roberto Murolo o versi di Salvatore Di Giacomo imparare i soprattutto che cosa significa essere onesti diritti leali ora in
è morto di Siracusa il giudice da tanti anni e io ne o quasi felice perché se fosse stato vivo aggiunsi so per certo che nelle
Mango che da Napoli parte e mi si scagli
Morto ore
E il cuore pc sarebbe spettato dal dolore si è spaccato il mio e con quel po'che me ne resta continuo la mia
La verità
Lo Parco
Che per lui ricordo che col giudice non fiato non disse nulla fare momento di pietre in compenso per lui ma dopo l'udienza parla
Altro giudice uno che
E né opportuno d'
Che tutta la mia disperata solitaria difensore farvi
Domanda
Solo interrogativo disse sprezzante giornalisti l'unico pensa tra lui e gli altri imputati è che lui parla in italiano e gli altri in napoletano
No di mente
Ma da quel giudice comparti
Tre essenziale erano Hui che purtroppo
Con altra lingua parlava in russo parla
No anche della Inquisizione
Dava la lingua di pietra di tutti i codici più tetri e incivili parlo ma la lingua che noi con una che
Vere vogliamo cancellare per sempre e quando questa storia
Da una
Io ed è popolare voglio
A Napoli raccogliere
Per che vide i sogni
La tattica onesta di mio padre Salvatore e portarli al camposanto di Genova dove riposa
Allora io
Apre questi sono i fiori di Napoli la giustizia tornata e a Napoli
Ore
Ma senta letame umano i fiori
Potrà
Venirci a questo processo potrei è un giudice questo semplice biglietto il diciassette giugno mille novecentottantatré cui
Roma fra
è stato in carcere immerso
E la vergogna del disonore del linciaggio morale prego la signoria vostra di spiegarmi il perché ne ho diritto dico che questo potrei e in certi momenti vorrei fare ma io non credo che mio padre avrebbe approvato
Mi insegnò tra le altre cose che quando il destino o il caso Lerro senta di qualcuno ti caccia nei gorghi di un'ingiustizia truccata da giustizia tu non rappresenti solo te stesso tu rappresenti tutti
Cui è
Tanto per questa battaglia mi dimisi e quale
Politico la ma
Fatto in quarant'anni di partitocrazia
La democrazia però da tutti i cittadini i più poveri in meno
Dati infine calpestati Los predetto il caso Tortora non esiste è un
Calchi di super tali empiriche intendo ed altro è il caso Italia è il caso Napoli che riconosca Italia
Parte e che io come ho
Come radicale voglio
Vere e a chi sempre
Nudo uscire dall'età dalla cultura del disprezzo dell'uomo nudo
E della civiltà dei l'antico ed è
L'uso alla regola eterna del diritto e della giustizia giusta Napoli non può
Valori
Dopo
Il corsa la mia elevare
Età di giustizia la commedia atroce e durata fin troppo sulla carne sulla pelle della gente c'è una Chernobyl giudiziaria dagli effetti non mi tasti e sconvolgenti noi intendiamo chiuderla e voltare pagina lo vuole il popolo che sa riconoscere sotto qualunque apparato gli antichi copioni delle star
Però ci
Dovrà della
Se più colta civile oneste lo vuole la giustizia degno di questo nome lo vuole ha il diritto di pretenderlo mio padre napoletano che aspetta in un cimitero Tano i suoi fiori e li sarà
Dovessi pur morire nello sforzo ISU mano di raccoglierli
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