Critica e militanti
Buongiorno da radio radicale qui e Matteo Marchesini per criticare militanti credo che molti ascoltatori di questa radio avranno prendendo il nome di Massimo Onofri uno dei critici e saggisti italiani più intelligenti io oggi
Che a lungo si è occupato di Leonardo Sciascia per lui non soltanto l'oggetto di studio ma anche un modello di prosa
Pochi mesi fa un nuovo editore Scibone perché va tenuto d'occhio perché sembra avere un programma saggistico interessante
Ha pubblicato una raccolta di pezzi sul Novecento di Massimo Rocca intitolata fughe e rincorse
O no freni Vieri unisce le riflessioni le introduzioni da conferenze anche accumulate nell'ultimo decenni ultimo decennio abbondante diciamo
Su alcuni degli autori che gli sono più cari ma anche su alcuni dei suoi bersagli polemici
Attraverso i quali fa emergere un acume anche di critico della cultura ormai piuttosto raro tra i nostri italianisti
è un libro sui prosa attori ci abitua subito cioè su quegli scrittori il cui contributo alla letteratura del vento del ventesimo secolo
Viene di solito considerato meno felice di quello dei nostri poeti e pure il Novecento italiano o no ricevo ricorda
Inizia con Pirandello con tocchi con Svevo insomma inizia europeo cioè il primo ostaggio è dedicato a una contemporanea di questi scrittori una contemporanea fortunata nei riconoscimenti pubblici ma molto poco
Capita dai letterati Grazia Deledda per definire la quale non offrì si serve delle analisi di Luigi Baldacci suo maestro
In questo libro onorato tra l'altro con Cesare Garboli di uno dei ritratti più densi
La delle da sotto la corrivi tale la scrittura è un poker del folklore
Mette in scena una situazione senza scampo la sua biologia diceva Baldacci la sua vita di don le votano un mondo in cui chi ha la strada del cedimento al desiderio sia la sottomissione a una legge ormai solamente minacciosa arbitraria
Conduca alla rovina e oltre resta solo il nulla
Che passa poi a Corrado Alvaro Alvaro di L'uomo è forte una distopia negli anni trenta in cui si alludeva all'URSS ma che si può leggere anche con gli occhiali italiani occupando che Massimo Rocchi accolte distingue molto bene dal tallone di ferro dal mondo nuovo e anche dalle prove di Orwell indicandone i paesaggi desolati alla Sironi
Che trasudano la paura alito lamenta che il gigantismo di tutte le dittature
E poi si passa all'amaranto Mario Soldati alla sua scrittura
Mercuriale che proviene da una sorta di fuga continua
E a cui il suo istrionismo un po'esorcisti Coppa capirono e che si traduce però in una grande naturalezza metaforiche qui critico come altrove del diffidando cosa che ripeto è un Porsche oscenamente della separazione alla Proust tra l'io che scrive io che vive sovrappone le fughe di stanziali di soldati e le sue cure narrative
E lo fa l'ha detto in un modo insieme netto e sottile cioè riesce a non scivolare nel verso le mentre verità banalità la biografia
Ne verso le mezze verità un po'capziose della dell'indagine para letteraria
Che c'è tra l'altro un confronto molto fecondo direi tra il rapporto con le donne di soldati e quello di Fellini dal sondati amato odiato
Questi felini che accetta la purità monumentale del maschio italiano e quello soldati che la conosce appunto per ciò prova
A sfuggirle in appendice tra l'altro troviamo anche un appunto di Fellini di meravigliosa intelligente in cui si dice che Casanova non è mai nato e rimasto rinchiuso tutta la vita
Nella pancia di sua madre quindi viene la Morante col suo il realismo stregato un'ottima definizione diano Flick
E poi una introduzione a Carlo Cassola che finisce con un rimando inattesa perfetto Abelli Madaro
Da segnalare anche il saggio sul Creator siciliano d'inizio Novecento dei Beati Paoli che propone il mito poi mafioso dei vendicatori della setta che fa giustizia al popolo del potere opprime e qui no qui chiude circoscrivendo un altro tema
Della nostra realtà sociale dice abbiamo forse conoscenza sempre imprecisa ma possiamo essere rigorosi
Nel conoscere l'immagine che ne abbiamo che la letteratura città il dato centrale di questo fughe e rincorse mi sembra però quello sulle tre lire o sulle sue radici nella prosa scientifica del Seicento e fino alla Ronda Calvino e a Sciascia è chiaro che erano ridefinendo lo sta definendo la sua costellazione di modelli del suo genere misto invenzione
Resterebbe da dire dei bersagli il sublime basso di scrittori come erri De Luca l'eterno danno che vede un italiano o la letteratura da pro loco con il giallo di consumo di Camilleri
Poco Niffoi e Milena Agus e la loro Sardegna per turisti
Ma dopo la polemica il libro si conclude di nuovo
Con un atto d'amore che è un denso a volte temerario recupero di Guttuso pittore e scrittore noi invece vogliamo chiudere la nostra segnalazione di fughe e rincorse di Massimo Onofri
Citando a pagina centosessantasei il passo in cui il critico forse in modo nel modo più lucido e più accorato definisce la sua ricerca della verità di una verità che si traduca in critica della vita attraverso la critica letteraria che è a sua volta letteratura dopo avere notato come è stata demistificare eccome diventata malfamata nel Novecento l'idea di verità
Ammette che è difficile preservare l'idea di verità come corrispondenza come ordine tra ordine del mondo e l'ordine della mente ma altro è dice il caso della nozione di verità del critico scrittore con cui ci si è cui finora confrontati
Il quale la consegna un'esperienza assolutamente interiore sostanzialmente morale riconducibile esclusivamente alla forma e i contenuti della sua coscienza un'esperienza certamente universali labile
Ma solo dentro un significato esistenziale che può fare ancora conto sull'antico motto Terenziano Como Summa umani mi a me alieno un punto nulla di umano sembra estraneo al vero critico che non è semplicemente un critico letterario ma come dicevano critico della vita uno scrittore fughe e rincorse Massimo Onofri
Editore esci bolletta risentirci venerdì prossimo
Puntate recenti
- 20 Feb 2026
- 13 Feb 2026
- 6 Feb 2026
- 30 Gen 2026
- 23 Gen 2026
- 16 Gen 2026
















