Sono intervenuti: Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia).
La registrazione audio ha una durata di 4 minuti.
Rubrica
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corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia
Buongiorno a voi ad alimentare l'attrito esistente tra Gerusalemme da Ankara e la notizie di presunti finanziamenti qatarioti e turchi per sostenere.
La partecipazione degli arabi alle elezioni israeliane e il Jerusalem Post a riportare alla notizie lo Shin Bet, che indaga su presunti finanziamenti qatarioti e turchi, si sostiene che l'indagine non tarderà a fornire i risultati finali, ma subito sono arrivate le smentite di Ankara, le affermazioni circolanti in alcuni organi di stampa internazionali sulle,
Piattaforme di social media secondo cui la Turchia avrebbe interferito nelle elezioni di Israele sono del tutto infondate e queste accuse fanno parte di una deliberata e sfacciata campagna di disinformazione volta a manipolare l'opinione pubblica. Invitiamo il pubblico a non dare credito a questi falsi resoconti. Accuse volti a ingannare si legge in una nota del Centro per la lotta alla disinformazione del governo turco. Anche il Qatar ha negato qualsiasi coinvolgimento in una presunta interferenza nelle elezioni israeliane. La crescente rivalità tra Turchia e Israele alimenta il timore di uno scontro militare accidentale tra i due alleati degli Stati Uniti a lanciare l'allarme. È stato Tom Barrack proprio recentemente
Alla vigilia del voto in Israele, Tom Barrack, ambasciatore americano in Turchia, ha inviato per la Siria e Iraq durante un forum alla sicurezza e a Doha ha detto che ciò che ci terrorizza è un incidente involontario lungo questa strada, da oltre vent'anni Recep Tayyp Erdogan guida la Turchia, mentre Benjamin Netanyahu ha governato Israele per quasi 19 anni. Le tensioni personali e politiche tra i due leader si sono riflesse in una guerra verbale sempre più aspra. Erdogan ha paragonato Netanyahu a Hitler, mentre il premier israeliano vede la Turchia come un nuovo Iran ha definito il presidente turco un dittatore antisemita e la Turchia
Appunto
Paragonabile praticamente a Teheran le elezioni israeliane e potrebbero aprire qualche spiraglio nel blocco guidato dal Likud di Netanyahu. Nell'opposizione guidata dall'ex capo di stato maggiore Gadi, Essen, Corte dispongono, come sappiamo, della maggioranza, un eventuale governo di Essen corto di un altro leader come Naftali. Bennet potrebbe moderare alcune politiche israeliane, soprattutto su Gaza e Iran, ma Ankara considera comunque Eisen côté, un falco e non si aspetta cambiamenti sostanziali a rendere il confronto ancora più pericolose della Siria. Il 26 agosto Israele ha bombardato ricordate una base aerea siriana circa 70 chilometri dal confine turco, sostenendo che le forze di Ankara intendessero occuparla dopo la caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 su Chiesa e lesi. Se uno si contendono infatti l'influenza nel nuovo assetto siriano Ankara punta a un governo centrale forte, mentre Israele lo considerano una minaccia alla propria sicurezza. Tel Aviv vede nella Turchia una potenza regionale capace di estendere
La propria influenza militare. Ankara considera invece Israele un ostacolo ai propri interessi e la rivalità si estende anche nel Mediterraneo orientale, dove Israele rafforza i rapporti militari con Grecia e Cipro, si tifa storici rivali turchi, Ankara da accanto. Suo intensifica la cooperazione tra con Egitto, Arabia Saudita e Pakistan, e anche nel Corno d'Africa e nel Mar Rosso Cresce la competizione tra i due Paesi. La Turchia dispone in somali della sua principale base militare all'estero, Kamp turco Hilson, Israele, con il tacito sostegno degli Emirati Arabi Uniti, ha riconosciuto risposte riconoscendoli Somaliland. Il risultato è una crescente percezione di accerchiamento da parte turca di minaccia da parte israeliana, una rivalità ormai strutturale, che va ben oltre i rapporti personali tra Erdogan e Netanyahu e che rischia di trasformarsi in un confronto diretto con conseguenze per l'intero Medio Oriente. Per il momento è tutto la linea a Roma.
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