16 SET 2008
intervista

Multiculturalismo: intervista a Barbara Henry realizzata a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Volterra - 13:07 Durata: 7 min 46 sec
A cura di Alessio Grazioli
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I tempi del multiculturalismo: il punto di vista giuridico e quello della filosofia.

Il ruolo dei movimenti per il riconoscimento delle minoranze, della differenza e dell'identità negli Usa; la cultura di genere oggi contro il multiculturalismo; la proposta "estrema e minimalista" di Luigi Ferraioli per evitare l'oppressione del singolo, nei gruppi minoritari.

"Multiculturalismo: intervista a Barbara Henry realizzata a margine del convegno "Multiculturalismo e diritti: accomodating diversity"" realizzata da Emiliano Silvestri con Barbara Herny (professoressa).

L'intervista è stata registrata
martedì 16 settembre 2008 alle 13:07.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: America Latina, Costituzione, Cultura, Diritti Civili, Diritti Umani, Diritto, Donna, Filosofia, Garanzie, Immigrazione, Liberalismo, Minoranze, Movimenti, Multiculturalismo, Politica, Stato, Terrorismo Internazionale, Usa.

La registrazione audio ha una durata di 7 minuti.

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  • Barbara Herny

    professoressa

    Ordinario di Filosofia della Politica alla Scuola Superiore Sant'Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento La filosofia della politica interpreta il multiculturalismo guardando alle pratiche politiche, all'immaginario collettivo e alle sue concretizzazioni reali; lo concepisce nella sua fase matura, non solo come espressione normativa giurisprudenziale, come politica delle differenze, questo porta a considerare le fasi di sviluppo del multiculturalismo con tempi diversi. In questa dimensione è rilevante il periodo tra gli anni '70 e gli anni '80, è il momento nel quale afroamericani, donne e ispanoamericani cominciano a rovesciare la loro prospettiva: non cercano più l'emancipazione al modello dominante allora negli Stati Uniti (wasp) ma rivendicano innanzitutto il valore della differenza per immediatamente dopo rivendicare il riconoscimento di una identità diversa. Si avvia in quegli anni la convergenza tra gli studi di genere e i gruppi minoritari. Oggi invece teoriche della differenza mettono in guardia dal multiculturalismo come possibile forma di nuova oppressione delle donne. La diversità di genere mette in guardia dalla deriva comunitarista. Con il "patriot act" - conseguenza dell'attacco alle: "torri gemelle" - cambia la percezione collettiva e la sensibilità nei confronti dell'accoglimento delle differenze (lo stesso fenomeno avverrà successivamente in Gran Bretagna); non è però cancellato il portato delle politiche di riconoscimento (in particolare per i gruppi autoctoni) degli ultimi decenni. La proposta "estrema e minimalista" di Luigi Ferraioli per evitare l'oppressione all'interno delle culture minoritarie: vedere le logiche dell'interazione, in cui effettivamente tutte le identità si costruiscono, come tecniche giuridiche di accomodamento giuridico attraverso la garanzia dei diritti fondamentali in una visione però interattiva, dinamica e soprattutto riflessiva di questa negoziazione garantistica. Occorre ribadire il fatto che lo Stato non deve entrare nelle scelte individuali, e anche di gruppo, dei singoli ma che debba tutelare con la garanzia dei diritti individuali e delle procedure democratiche tutte le forme condivisibili di garanzia istituzionali; nessuna interferenza pubblica e di gruppo nelle scelte che riguardano i diritti individuali. Visione individualistica e pattizia, visione interna al modello liberale; in una prospettiva contrattualista contrapposta al modello maggioritario di carattere roussoviano. C'è il rischio di riproporre paradossalmente attraverso il multiculturalismo la "tirannide della maggioranza" per la maggioranza della popolazione che in un certo senso esclude o tiene nei ghetti o lascia nelle proprie comunità le minoranze. In un certo senso un richiamo al principio antimaggioritario della superiorità della Costituzione come garanzia "eteronoma" che permette cioè a tutte le comunità, a tutti gli individui di sopravvivere insieme nonostante le differenze
    13:07 Durata: 7 min 46 sec