18 SET 1997

Intervento di Olivier Dupuis sulla situazione della Mongolia Interna, regione della Repubblica popolare cinese

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 20 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla situazione della Mongolia Interna, regione della Repubblica popolare cinese", registrato a Parlamento Europeo giovedì 18 settembre 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cina, Colonialismo, Democrazia, Estremo Oriente, Genocidio, Mongolia, Parlamento Europeo, Stalin, Storia, Stragi, Tibet, Wei Jing Sheng.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (LP)

    (FR) Signora Presidente, tale risoluzione è il risultato di un parto particolarmente difficile e vorrei ringraziare i colleghi del PPE, dell'UPE e del gruppo liberale, per avere sostenuto la sua presentazione. Non occorre dire che la situazione in Mongolia è grave, più ancora che nel Tibet. Basti dir questo. Nel 1947 la Mongolia Interna è stata divisa, separata dal resto della Mongolia in seguito all'accordo conclusosi tra la Cina e Stalin. cosa che permette di inquadrare la situazione. Dal 1947, la Cina, come già per il Tibet, ha invaso e colonizzato la Mongolia. Oggi la Mongolia Interna conta 20 milioni di cinesi, ma rimangono soltanto 3.600.000 mongoli. Come al solito. i cinesi hanno condotto una massiccia politica colonialistica, distrutto il patrimonio culturale, perpetrato massacri. arrestato decine di migliaia di persone tra cui Ada, presidente del fronte democratico della Mongolia Interna. Vorrei, perciò, invitare i colleghi del gruppo socialista a svegliarsi, a non votare nuovamente contro. L'Occidente e, soprattutto, il partito socialista sono stati complici dell'ideologia del soviet per 70 anni. Penso che sia possibile non rifare la stessa cosa dopo 40 anni d'imperialismo, di comunismo e di sistema totalitario in Cina. È ora che si sveglíno e che diano prova di fermezza. I risultati tanto sperati e tanto promettenti del congresso di Pechino dimostrano che ci incamminiamo verso una grande Singapore e non verso la democratizzazione, che non si va verso il quinto rinnovamento di Wei Jingsheng, verso la democrazia. Allora è tempo di svegliarsi, di adottare una posizione ferma, e tempo di non farsi più imbrogliare e di lavorare per la democrazia del più grande paese del mondo.
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