All'ordine del giorno: 1) Ricorso al TAR Lazio
2) Conferimento funzioni giurisdizionali
3) Ricorso
4) 2 note del Direttore Generale
5) Ricorso
6) Gettoni per i Magistrati componenti la Commissione di concorso per notariato
7) Art.
13 del DL del 12/6/2001 8) Copertura posti 9) Correzione di un errore di una precedente delibera 10) Conferimento uffici direttivi 11) Collocamento in aspettativa d'ufficio 12) Sistema di protezione dei collaboratori di giustizia Il CSM nelle agenzie di stampa PENTITI: SALTATA, PER ORA, RISOLUZIONE CSM SU NUOVA LEGGE (AGI) - Roma, 19 Lug.
- La risoluzione del CSM … sulla nuova legge sui collaboratori di giustizia e' slittata, con polemiche, a dopo la pausa estiva.
Oggi l'Assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli, chiamata a pronunciarsi su una proposta di delibera dai toni molto critici portata dalla decima commissione referente, ha deciso a maggioranza di rimandare la pratica in commissione per la riformulazione di certi passi giudicati troppo duri.
Nel documento portato in plenum i rilievi erano del seguente tenore: "gia' in sede interpretativa la nuova legge presenta numerosi e complessi nodi problematici, che danno la sensazione di un prodotto legislativo caratterizzato dal segno della trasversalita' non solo per quanto attiene al profilo compromissorio della ratio legis, ma anche per quanto attiene alla logica di fondo delle soluzioni finali adottate".
"Il testo normativo - si leggeva ancora nel documento - e' stato condizionato dalla estrema eterogeneita' delle opinioni (e delle proposte) confluite nel dibattito sviluppatosi in Parlamento in tema di gestione e protezione dei collaboratori di giustizia, nonche' di disciplina della rilevanza probatoria delle loro dichiarazioni".
E ancora: "alcune delle nuove norme da un lato appaiono di dubbia utilita' o scarsamente comprensibili, dall'altro determinano l'introduzione nell'ordinamento di soluzioni forse opinabili anche sul piano strettamente giuridico"; "inoltre talune delle premesse giustificative della legge (ad esempio quelle fondate sulla necessita' di ridurre drasticamente il numero dei collaboratori e dei loro familiari ammessi allo speciale programma) non hanno tenuto alcun conto del rapporto qualitativo tra il numero delle collaborazioni intervenute in questi anni ed i risultati ottenuti in sede processuale o nel campo della cattura dei latitanti 'storici', a cominciare da Salvatore Riina".
Le preoccupazioni portate dalla commissione in plenum sono state suffragate da dati che testimoniano il calo - nel triennio 1997/2000 - del numero dei nuovi pentiti, passato da 238 a 105; un calo, veniva sottolineato, aggravato dal fatto che sono "di piu' basso profilo" rispetto al passato, con un "indubbio danno" per l'azione di contrasto a Cosa nostra.
La decima commissione ha anche evidenziato la discesa del numero delle proposte di collaborazione accolte nello stesso periodo di tempo: da 193 a 45 (-76,68%).
"La evidente contrazione dei due parametri, certamente preoccupante - proseguiva il documento rimandato in commissione - dimostra pertanto come le difficolta' (di varia natura) rappresentate dalle diverse DDA italiane abbiano cause concrete e reali, giacche' trovano un riscontro oggettivo nell'osservazione numerica".
Nelle conclusioni finali, una distinzione tra collaboratori di giustizia e testimoni: le proposte per i primi sono scese da 225 a 98 (-56,44%), quelle per i secondi da 13 a 7 (-46,15%).
"Il constatato affievolimento del numero delle collaborazioni - ha osservato la decima commissione - ha provocato e produce un danno grave all'intera azione di contrasto a fenomeni criminali dello spessore di quelli considerati (primo fra tutti l'associazione per delinquere di tipo mafioso, ndr.).
La risoluzione della commissione, cosi' come formulata, non e' piaciuta alla maggioranza dell'Assemblea, che ha chiesto l'attenuazione di certe durezze.
Per il ritorno in commissione hanno votato tutti i consiglieri di Unicost, quelli di MI, i laici Pastore (Rifondazione), Mazzamuto (Rinnovamento), Riccio (Udr), Serio e Ronco (Polo); otto consiglieri hanno votato contro (quelli dei Movimenti e quattro di MD, Rossi, Gilardi, Viazzi, Di Casola), nonche' il laico Di Cagno (DS); si sono astenuti il vice presidente Verde, i due vertici della Cassazione, il togato di MD Mattone, i laici Resta (Verdi) e Gallitto (An).
Polemica la dichiarazione rilasciata a fine seduta dal relatore della pratica, il togato Gioacchino Natoli: "evidentemente ancora oggi parlare di collaboratori di giustizia provoca difficolta' e pregiudizi consci e inconsci; non diversamente posso giudicare il fatto che componenti della commissione che avevano approvato la relazione" (si e' riferito ai togati D'Angelo e Toro e al laico Gallitto, ndr.) "in plenum abbiano cambiato idea nonostante che la larghissima parte degli emendamenti proposti erano stati da me accettati".
PENTITI: CASSANO (CSM), PERCHE' RISOLUZIONE SU LEGGE VA CORRETTA (AGI) - Roma, 19 Lug.
- "Le critiche formulate sulla legge erano condivisibili, ma la risoluzione non focalizzava gli aspetti tecnici della legge su cui si dissente: per esempio l'inutilizzabilita' delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia dopo un certo termine, o i criteri di revisione del processo, che sono del tutto confliggenti con quelli del codice".
Cosi' il consigliere togato di MI Margherita Cassano ha spiegato perche' l'Assemblea del CSM non ha varato la proposta di risoluzione messa a punto dalla decima commissione sulla nuova legge sui pentiti.
"Altro motivo del rinvio in commissione - ha proseguito - e' stata la contestazione 'forte' che c'era nel documento del ruolo della Procura Nazionale Antimafia.
E' stata formulata una dura critica alla DNA, contestandole - qualora due direzioni antimafia gestiscano lo stesso pentito e maturino convinzioni diverse sulla valenza delle dichiarazioni da lui rese - il potere di intervenire, coordinare, armonizzare, le posizioni.
Invece nella lotta alla criminalita' organizzata il ruolo della Procura Nazionale e' fondamentale, perche' assicura una visione di insieme che i singoli uffici non possono assicurare".
DECRETO GOVERNO: CSM, BENE MODIFICA CAMERA MA OPPORTUNO INTERVENTO MINISTRO (ANSA) - ROMA, 19 LUG - VA BENE LA NUOVA FORMULAZIONE ELABORATA DALLA CAMERA DEL DECRETO DEL GOVERNO SUGLI INCARICHI DI COLLABORAZIONE DEI MAGISTRATI CON COMPONENTI DEL GOVERNO.
MA LA '' FLUIDITA' DEI LAVORI PARLAMENTARI'' NON TRANQUILLIZZA IL CSM CHE PERCIO' CON UNA DELIBERA HA INVITATO IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA A VALUTARE L'OPPORTUNITA' DI UN SUO INTERVENTO.
IL NUOVO TESTO ''ATTENUA SENSIBILMENTE LE PREOCCUPAZIONI ISTITUZIONALI ESPRESSE'' , VISTO CHE RIPRISTINA - E' DETTO NEL DOCUMENTO APPROVATO A MAGGIORANZA- ''LA PIENEZZA DI VALUTAZIONE DELLORGANO DI AUTOGOVERNO IN QUESTA MATERIA, IN ADERENZA AL DETTATO COSTITUZIONALE''.
MA A PREOCCUPARE IL CSM RESTA LA ''POSSIBILITA' DI ULTERIORI MODIFICHE IN SEDE DI CONVERSIONE''.
PER QUESTO IL PLENUM RIBADISCE TUTTE LE PROPRIE CRITICHE AL TESTO ORIGINARIO DEL DECRETO CHE LIMITA IN MODO ''GRAVE'' LE PREROGATIVE ATTRIBUITE DALLA COSTITUZIONE AL CSM E INVITA IL MINISTRO CASTELLI A VALUTARE ''L'OPPORTUNITA' DI SUE INIZIATIVE IDONEE AD ELIMINARE I PROFILI DI POSSIBILE CONTRASTO TRA IL TESTO DELLART.
13 DEL DECRETO LEGGE N.
217 DEL 2001 ED IL QUADRO DI RIFERIMENTO COSTITUZIONALE ''.
GIUSTIZIA: VERSO NOMINA VERTICI DIPARTIMENTI, TINEBRA AL DAPORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA AL PM DI MILANO CERRATO Roma, 19 lug.
- (Adnkronos) - Si va completando il mosaico dei vertici dei dipartimenti che compongono il ministero della Giustizia.
Nomine ormai imminenti, fatta eccezione per la struttura che si occupa di minori.
Il Guardasigilli Roberto Castelli portera' al Consiglio dei ministri di lunedi' le proposte che riguardano il nuovo capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alla cui guida sembra ormai certo che andra' il procuratore di Caltanissetta Giovanni Tinebra; il responsabile del dipartimento degli Affari di giustizia, poltrona che dovrebbe essere assegnata a Gianfranco Tatozzi, ex capo di gabinetto del ministero ai tempi dei Guardasigilli Biondi e Mancuso; e quello dell'Organizzazione giudiziaria, che Castelli sarebbe orientato ad affidare al magistrato milanese Nicola Cerrato.
Le nomine, una volta ottenuto il via libera del governo, dovranno passare al vaglio del Csm per l'ok definitivo.
I tempi sono stretti: martedi' 24 luglio sara' infatti l'ultima seduta utile perche' il plenum di palazzo dei Marescialli si esprima prima di sospendere i lavori per la pausa estiva.
PENTITI: DA CSM ALTRE DICHIARAZIONI POLEMICHE SU SCELTA PLENUM (AGI) - Roma, 19 Lug.
- "Il CSM ha saggiamente ritenuto di tornare a discutere a approfondire le problematiche concernenti il sistema di protezione dei collaboratori di giustizia.
Si avra' cosi' modo di privilegiare, nella valutazione delle relative tematiche, gli aspetti tecnici e i dati oggettivi di riferimento".
Cosi', in una nota, il gruppo di Unicost in seno al CSM ha difeso la scelta di votare per il ritorno in commissione della pratica contenente vari rilievi alla nuova legge sui pentiti.
"La decisione si imponeva in quanto volta a scongiurare i rischi di una valutazione esasperatamente ideologizzata".
"La scelta della maggioranza del CSM , proprio nell'anniversario di Via D'Amelio - ha dal canto suo polemicamente dichiarato il togato dei Movimenti Armando Spataro, uno dei sostenitori del varo della risoluzione messa a punto dalla decima commissione - e' purtroppo significativo del mutamento dei tempi: e' il segno che il Paese e' ancora diviso quando si parla di collaboratori, che pure sono utilizzati in tutto il mondo.
Il Consiglio sceglie di rinunziare al suo ruolo tecnico e propositivo, sceglie di tacere e di ignorare le cause del progressivo estinguersi del fenomeno della collaborazione processuale affermatosi grazie all'impulso di Paolo Borsellino e di altri".
VIA D'AMELIO: MESSAGGIO CIAMPI (AGI) - Roma, 19 lug.
- Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato alla Signora Agnese Borsellino il seguente messaggio: "La cerimonia del nono anniversario della strage di via D'Amelio contribuisce a tener viva la memoria di un grande italiano.
Imparzialita' e serenita' di giudizio guidarono Paolo Borsellino nell'attivita' di magistrato, che svolse con fervore missionario nell'impegno a combattere la mafia e a sconfiggere la cultura dell'omerta' nella sua amatissima terra di Sicilia.
"La sua esistenza e quella dei ragazzi della sua scorta - ha aggiunto - restano un luminoso esempio di religione del dovere vissuta fino all'estremo sacrificio.
Le giovani generazioni sono chiamate a raccoglierne l'eredita' morale e civile, con un forte impegno per il consolidamento di una societa' ispirata ai valori della legalita' e del rispetto delle istituzioni.
"Con questo auspicio - ha concluso Ciampi - mi associo con commossi sentimenti a tutti coloro che con la loro presenza hanno voluto rinnovare un tributo di gratitudine e di affetto alla memoria degli scomparsi".
13 del DL del 12/6/2001 8) Copertura posti 9) Correzione di un errore di una precedente delibera 10) Conferimento uffici direttivi 11) Collocamento in aspettativa d'ufficio 12) Sistema di protezione dei collaboratori di giustizia Il CSM nelle agenzie di stampa PENTITI: SALTATA, PER ORA, RISOLUZIONE CSM SU NUOVA LEGGE (AGI) - Roma, 19 Lug.
- La risoluzione del CSM … sulla nuova legge sui collaboratori di giustizia e' slittata, con polemiche, a dopo la pausa estiva.
Oggi l'Assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli, chiamata a pronunciarsi su una proposta di delibera dai toni molto critici portata dalla decima commissione referente, ha deciso a maggioranza di rimandare la pratica in commissione per la riformulazione di certi passi giudicati troppo duri.
Nel documento portato in plenum i rilievi erano del seguente tenore: "gia' in sede interpretativa la nuova legge presenta numerosi e complessi nodi problematici, che danno la sensazione di un prodotto legislativo caratterizzato dal segno della trasversalita' non solo per quanto attiene al profilo compromissorio della ratio legis, ma anche per quanto attiene alla logica di fondo delle soluzioni finali adottate".
"Il testo normativo - si leggeva ancora nel documento - e' stato condizionato dalla estrema eterogeneita' delle opinioni (e delle proposte) confluite nel dibattito sviluppatosi in Parlamento in tema di gestione e protezione dei collaboratori di giustizia, nonche' di disciplina della rilevanza probatoria delle loro dichiarazioni".
E ancora: "alcune delle nuove norme da un lato appaiono di dubbia utilita' o scarsamente comprensibili, dall'altro determinano l'introduzione nell'ordinamento di soluzioni forse opinabili anche sul piano strettamente giuridico"; "inoltre talune delle premesse giustificative della legge (ad esempio quelle fondate sulla necessita' di ridurre drasticamente il numero dei collaboratori e dei loro familiari ammessi allo speciale programma) non hanno tenuto alcun conto del rapporto qualitativo tra il numero delle collaborazioni intervenute in questi anni ed i risultati ottenuti in sede processuale o nel campo della cattura dei latitanti 'storici', a cominciare da Salvatore Riina".
Le preoccupazioni portate dalla commissione in plenum sono state suffragate da dati che testimoniano il calo - nel triennio 1997/2000 - del numero dei nuovi pentiti, passato da 238 a 105; un calo, veniva sottolineato, aggravato dal fatto che sono "di piu' basso profilo" rispetto al passato, con un "indubbio danno" per l'azione di contrasto a Cosa nostra.
La decima commissione ha anche evidenziato la discesa del numero delle proposte di collaborazione accolte nello stesso periodo di tempo: da 193 a 45 (-76,68%).
"La evidente contrazione dei due parametri, certamente preoccupante - proseguiva il documento rimandato in commissione - dimostra pertanto come le difficolta' (di varia natura) rappresentate dalle diverse DDA italiane abbiano cause concrete e reali, giacche' trovano un riscontro oggettivo nell'osservazione numerica".
Nelle conclusioni finali, una distinzione tra collaboratori di giustizia e testimoni: le proposte per i primi sono scese da 225 a 98 (-56,44%), quelle per i secondi da 13 a 7 (-46,15%).
"Il constatato affievolimento del numero delle collaborazioni - ha osservato la decima commissione - ha provocato e produce un danno grave all'intera azione di contrasto a fenomeni criminali dello spessore di quelli considerati (primo fra tutti l'associazione per delinquere di tipo mafioso, ndr.).
La risoluzione della commissione, cosi' come formulata, non e' piaciuta alla maggioranza dell'Assemblea, che ha chiesto l'attenuazione di certe durezze.
Per il ritorno in commissione hanno votato tutti i consiglieri di Unicost, quelli di MI, i laici Pastore (Rifondazione), Mazzamuto (Rinnovamento), Riccio (Udr), Serio e Ronco (Polo); otto consiglieri hanno votato contro (quelli dei Movimenti e quattro di MD, Rossi, Gilardi, Viazzi, Di Casola), nonche' il laico Di Cagno (DS); si sono astenuti il vice presidente Verde, i due vertici della Cassazione, il togato di MD Mattone, i laici Resta (Verdi) e Gallitto (An).
Polemica la dichiarazione rilasciata a fine seduta dal relatore della pratica, il togato Gioacchino Natoli: "evidentemente ancora oggi parlare di collaboratori di giustizia provoca difficolta' e pregiudizi consci e inconsci; non diversamente posso giudicare il fatto che componenti della commissione che avevano approvato la relazione" (si e' riferito ai togati D'Angelo e Toro e al laico Gallitto, ndr.) "in plenum abbiano cambiato idea nonostante che la larghissima parte degli emendamenti proposti erano stati da me accettati".
PENTITI: CASSANO (CSM), PERCHE' RISOLUZIONE SU LEGGE VA CORRETTA (AGI) - Roma, 19 Lug.
- "Le critiche formulate sulla legge erano condivisibili, ma la risoluzione non focalizzava gli aspetti tecnici della legge su cui si dissente: per esempio l'inutilizzabilita' delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia dopo un certo termine, o i criteri di revisione del processo, che sono del tutto confliggenti con quelli del codice".
Cosi' il consigliere togato di MI Margherita Cassano ha spiegato perche' l'Assemblea del CSM non ha varato la proposta di risoluzione messa a punto dalla decima commissione sulla nuova legge sui pentiti.
"Altro motivo del rinvio in commissione - ha proseguito - e' stata la contestazione 'forte' che c'era nel documento del ruolo della Procura Nazionale Antimafia.
E' stata formulata una dura critica alla DNA, contestandole - qualora due direzioni antimafia gestiscano lo stesso pentito e maturino convinzioni diverse sulla valenza delle dichiarazioni da lui rese - il potere di intervenire, coordinare, armonizzare, le posizioni.
Invece nella lotta alla criminalita' organizzata il ruolo della Procura Nazionale e' fondamentale, perche' assicura una visione di insieme che i singoli uffici non possono assicurare".
DECRETO GOVERNO: CSM, BENE MODIFICA CAMERA MA OPPORTUNO INTERVENTO MINISTRO (ANSA) - ROMA, 19 LUG - VA BENE LA NUOVA FORMULAZIONE ELABORATA DALLA CAMERA DEL DECRETO DEL GOVERNO SUGLI INCARICHI DI COLLABORAZIONE DEI MAGISTRATI CON COMPONENTI DEL GOVERNO.
MA LA '' FLUIDITA' DEI LAVORI PARLAMENTARI'' NON TRANQUILLIZZA IL CSM CHE PERCIO' CON UNA DELIBERA HA INVITATO IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA A VALUTARE L'OPPORTUNITA' DI UN SUO INTERVENTO.
IL NUOVO TESTO ''ATTENUA SENSIBILMENTE LE PREOCCUPAZIONI ISTITUZIONALI ESPRESSE'' , VISTO CHE RIPRISTINA - E' DETTO NEL DOCUMENTO APPROVATO A MAGGIORANZA- ''LA PIENEZZA DI VALUTAZIONE DELLORGANO DI AUTOGOVERNO IN QUESTA MATERIA, IN ADERENZA AL DETTATO COSTITUZIONALE''.
MA A PREOCCUPARE IL CSM RESTA LA ''POSSIBILITA' DI ULTERIORI MODIFICHE IN SEDE DI CONVERSIONE''.
PER QUESTO IL PLENUM RIBADISCE TUTTE LE PROPRIE CRITICHE AL TESTO ORIGINARIO DEL DECRETO CHE LIMITA IN MODO ''GRAVE'' LE PREROGATIVE ATTRIBUITE DALLA COSTITUZIONE AL CSM E INVITA IL MINISTRO CASTELLI A VALUTARE ''L'OPPORTUNITA' DI SUE INIZIATIVE IDONEE AD ELIMINARE I PROFILI DI POSSIBILE CONTRASTO TRA IL TESTO DELLART.
13 DEL DECRETO LEGGE N.
217 DEL 2001 ED IL QUADRO DI RIFERIMENTO COSTITUZIONALE ''.
GIUSTIZIA: VERSO NOMINA VERTICI DIPARTIMENTI, TINEBRA AL DAPORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA AL PM DI MILANO CERRATO Roma, 19 lug.
- (Adnkronos) - Si va completando il mosaico dei vertici dei dipartimenti che compongono il ministero della Giustizia.
Nomine ormai imminenti, fatta eccezione per la struttura che si occupa di minori.
Il Guardasigilli Roberto Castelli portera' al Consiglio dei ministri di lunedi' le proposte che riguardano il nuovo capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alla cui guida sembra ormai certo che andra' il procuratore di Caltanissetta Giovanni Tinebra; il responsabile del dipartimento degli Affari di giustizia, poltrona che dovrebbe essere assegnata a Gianfranco Tatozzi, ex capo di gabinetto del ministero ai tempi dei Guardasigilli Biondi e Mancuso; e quello dell'Organizzazione giudiziaria, che Castelli sarebbe orientato ad affidare al magistrato milanese Nicola Cerrato.
Le nomine, una volta ottenuto il via libera del governo, dovranno passare al vaglio del Csm per l'ok definitivo.
I tempi sono stretti: martedi' 24 luglio sara' infatti l'ultima seduta utile perche' il plenum di palazzo dei Marescialli si esprima prima di sospendere i lavori per la pausa estiva.
PENTITI: DA CSM ALTRE DICHIARAZIONI POLEMICHE SU SCELTA PLENUM (AGI) - Roma, 19 Lug.
- "Il CSM ha saggiamente ritenuto di tornare a discutere a approfondire le problematiche concernenti il sistema di protezione dei collaboratori di giustizia.
Si avra' cosi' modo di privilegiare, nella valutazione delle relative tematiche, gli aspetti tecnici e i dati oggettivi di riferimento".
Cosi', in una nota, il gruppo di Unicost in seno al CSM ha difeso la scelta di votare per il ritorno in commissione della pratica contenente vari rilievi alla nuova legge sui pentiti.
"La decisione si imponeva in quanto volta a scongiurare i rischi di una valutazione esasperatamente ideologizzata".
"La scelta della maggioranza del CSM , proprio nell'anniversario di Via D'Amelio - ha dal canto suo polemicamente dichiarato il togato dei Movimenti Armando Spataro, uno dei sostenitori del varo della risoluzione messa a punto dalla decima commissione - e' purtroppo significativo del mutamento dei tempi: e' il segno che il Paese e' ancora diviso quando si parla di collaboratori, che pure sono utilizzati in tutto il mondo.
Il Consiglio sceglie di rinunziare al suo ruolo tecnico e propositivo, sceglie di tacere e di ignorare le cause del progressivo estinguersi del fenomeno della collaborazione processuale affermatosi grazie all'impulso di Paolo Borsellino e di altri".
VIA D'AMELIO: MESSAGGIO CIAMPI (AGI) - Roma, 19 lug.
- Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato alla Signora Agnese Borsellino il seguente messaggio: "La cerimonia del nono anniversario della strage di via D'Amelio contribuisce a tener viva la memoria di un grande italiano.
Imparzialita' e serenita' di giudizio guidarono Paolo Borsellino nell'attivita' di magistrato, che svolse con fervore missionario nell'impegno a combattere la mafia e a sconfiggere la cultura dell'omerta' nella sua amatissima terra di Sicilia.
"La sua esistenza e quella dei ragazzi della sua scorta - ha aggiunto - restano un luminoso esempio di religione del dovere vissuta fino all'estremo sacrificio.
Le giovani generazioni sono chiamate a raccoglierne l'eredita' morale e civile, con un forte impegno per il consolidamento di una societa' ispirata ai valori della legalita' e del rispetto delle istituzioni.
"Con questo auspicio - ha concluso Ciampi - mi associo con commossi sentimenti a tutti coloro che con la loro presenza hanno voluto rinnovare un tributo di gratitudine e di affetto alla memoria degli scomparsi".
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