Pare aver perso il controllo dei movimenti di liberazione.
E gli Usa avrebbero le prove del diretto coinvolgimento dell'amministrazione palestinese nell'acquisto del carico di armi intercettato qualche settimana faGerusalemme, 23 gennaio 2002 - «Visto l'evolversi della situazione, a questo punto penso che Yasser Arafat sia veramente un terrorista».
Parole di Ehud Barak, in visita oggi negli Usa.
Le dichiarazioni dell'ex primo ministro israeliano sono riportate dal quotidiano israeliano Ha'aretz.«E' l'ora di dire la verità» - ha affermato l'ex leader laburista.
«Bisogna trarre le giuste … conclusioni».
«Per un decennio - ha aggiunto - israeliani e americani hanno cercato di dare ad Arafat una opportunità, ma ora dobbiamo accettare la dura realtà».Il Segretario di Stato Colin Powell ha detto che è in possesso di Washington la prova del coinvolgimento dell'Amministrazione palestinese nell'acquisto del carico di armi intercettato dagli israeliani poche settimane fa ma ha anche spiegato che non ci sono prove di un legame diretto di Arafat.Barak, come il Primo Ministro israeliano Ariel Sharon, ritiene che Arafat sia direttamente responsabile del carico di armi.Un altro autorevole quotidiano, il Jerusalem Post, riferisce le parole pronunciate dal generale dei servizi segreti militari israeliani in un incontro con la commissione 'Affari Esteri' e con il 'Comitato per la Difesa' della Knesset, il parlamento israeliano.«Gli Usa - ha dichiarato il generale Aharon Ze'vi - ormai ritengono che dare retta al presidente dell'Amministrazione Nazionale Palestinese (Anp) Yasser Arafat sia una causa persa».
Ze'vi ha anche detto che «in passato Washington ha considerato Arafat come il problema e la soluzione», mentre «oggi il presidente palestinese è giudicato solamente come un problema».Il generale ha spiegato che secondo le informazioni in possesso dei servizi, alcuni combattenti di al-Qaeda sarebbero fuggiti in Libano.
«Gli Stati Uniti sono vicini alla fine della guerra in Afghanistan.
Due settimane dopo la conclusione del conflitto decideranno quale sarà la prossima mossa contro il terrore internazionale».Ancora due morti a seguito dell'attentato di ieriDue donne israeliane sono morte stanotte a seguito dell'attentato compiuto ieri da un militante palestinese nel cuore di Gerusalemme.
L'ha reso noto un portavoce della polizia.
Sedici persone sono ancora ricoverate con ferite da arma da fuoco - due sono in condizioni serie - e 21 hanno dovuto far ricorso a cure mediche per shock.
L'attentatore, che aveva aperto il fuoco contro la gente in attesa a una fermata dell'autobus in pieno centro, era stato ucciso dalla polizia israeliana.
La responsabilità dell'attacco è stata rivendicata dalle Brigate dei martiri di al Aqsa, l'ala militare di Fatah, il gruppo che fa capo al leader palestinese Yasser Arafat.
Le accuse di Israele ad ArafatIl governo israeliano ha accusato Arafat, che da settimane è confinato nei suoi uffici di Ramallah circondati dalle forze dello Stato ebraico, di aver provocato questo ennesimo attentato e di continuare a non fare abbastanza contro i gruppi militanti e terroristici.
Dal canto suo, l'Autorità nazionale palestinese ha condannato l'attacco di Gerusalemme e ne ha attribuito la responsabilità alla politica del governo di Ariel Sharon.
La sparatoria nel centro della città è avvenuta qualche ora dopo un'operazione militare israeliana a Nablus, nella quale erano stati uccisi quattro attivisti di Hamas.
A seguito dell'operazione, l'organizzazione integralista aveva preannunciato la «guerra totale» contro Israele.Le richieste dei movimenti di liberazione della PalestinaLa coalizione di tutti i movimenti palestinesi ha lanciato ieri un appello alla «mobilitazione generale» contro Israele.
Si tratta di un messaggio congiunto di tutte le forze che si riconoscono nella lotta per la liberazione della Palestina da quella che viene definita l'occupazione israeliana.L'appello mette in grave difficoltà Yasser Arafat che sembra aver completamente perso il controllo dei movimenti di liberazione: della coalizione, infatti, fa parte anche il movimento Al-Fatah, di cui fa parte lo stesso Arafat.Nel comunicato, si chiede inoltre la liberazione del leader del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) Hamad Saadar, arrestato una settimana fa dalle forze di polizia dell'Anp.
Sadaar è il responsabile politico della morte del ministro israeliano Zeevi, giustiziato dal Fronte Popolare nel novembre 2001.Secondo quanto scrive stamani il Jerusalem Post, la polizia palestinese ha ucciso un uomo nel corso di uno scontro con i militanti di Hamas, penetrati ieri nella prigione di Napblus.
I manifestanti chiedevano il rilascio dei prigionieri apparteneti ad Hamas.L'incontro a Parigi tra Peres e Abu AlaShimon Peres, ministro degli Esteri israeliano, si è incontrato la scorsa notte a Parigi con Abu Ala, presidente del parlamento palestinese, per parlare dell'escalation del conflitto tra israeliani e palestinesi.Peres è arrivato nella capitale francese martedì per parlare al Parlamento Europeo.
Anche Avraham Burg, portavoce del parlamento di Gerusalemme, terrà colloqui con Abu Ala, dopodiché incontrerà il presidente francese Jaques Chirac.
Ala potrebbe invitare Burg a parlare al parlamento palestinese.
E gli Usa avrebbero le prove del diretto coinvolgimento dell'amministrazione palestinese nell'acquisto del carico di armi intercettato qualche settimana faGerusalemme, 23 gennaio 2002 - «Visto l'evolversi della situazione, a questo punto penso che Yasser Arafat sia veramente un terrorista».
Parole di Ehud Barak, in visita oggi negli Usa.
Le dichiarazioni dell'ex primo ministro israeliano sono riportate dal quotidiano israeliano Ha'aretz.«E' l'ora di dire la verità» - ha affermato l'ex leader laburista.
«Bisogna trarre le giuste … conclusioni».
«Per un decennio - ha aggiunto - israeliani e americani hanno cercato di dare ad Arafat una opportunità, ma ora dobbiamo accettare la dura realtà».Il Segretario di Stato Colin Powell ha detto che è in possesso di Washington la prova del coinvolgimento dell'Amministrazione palestinese nell'acquisto del carico di armi intercettato dagli israeliani poche settimane fa ma ha anche spiegato che non ci sono prove di un legame diretto di Arafat.Barak, come il Primo Ministro israeliano Ariel Sharon, ritiene che Arafat sia direttamente responsabile del carico di armi.Un altro autorevole quotidiano, il Jerusalem Post, riferisce le parole pronunciate dal generale dei servizi segreti militari israeliani in un incontro con la commissione 'Affari Esteri' e con il 'Comitato per la Difesa' della Knesset, il parlamento israeliano.«Gli Usa - ha dichiarato il generale Aharon Ze'vi - ormai ritengono che dare retta al presidente dell'Amministrazione Nazionale Palestinese (Anp) Yasser Arafat sia una causa persa».
Ze'vi ha anche detto che «in passato Washington ha considerato Arafat come il problema e la soluzione», mentre «oggi il presidente palestinese è giudicato solamente come un problema».Il generale ha spiegato che secondo le informazioni in possesso dei servizi, alcuni combattenti di al-Qaeda sarebbero fuggiti in Libano.
«Gli Stati Uniti sono vicini alla fine della guerra in Afghanistan.
Due settimane dopo la conclusione del conflitto decideranno quale sarà la prossima mossa contro il terrore internazionale».Ancora due morti a seguito dell'attentato di ieriDue donne israeliane sono morte stanotte a seguito dell'attentato compiuto ieri da un militante palestinese nel cuore di Gerusalemme.
L'ha reso noto un portavoce della polizia.
Sedici persone sono ancora ricoverate con ferite da arma da fuoco - due sono in condizioni serie - e 21 hanno dovuto far ricorso a cure mediche per shock.
L'attentatore, che aveva aperto il fuoco contro la gente in attesa a una fermata dell'autobus in pieno centro, era stato ucciso dalla polizia israeliana.
La responsabilità dell'attacco è stata rivendicata dalle Brigate dei martiri di al Aqsa, l'ala militare di Fatah, il gruppo che fa capo al leader palestinese Yasser Arafat.
Le accuse di Israele ad ArafatIl governo israeliano ha accusato Arafat, che da settimane è confinato nei suoi uffici di Ramallah circondati dalle forze dello Stato ebraico, di aver provocato questo ennesimo attentato e di continuare a non fare abbastanza contro i gruppi militanti e terroristici.
Dal canto suo, l'Autorità nazionale palestinese ha condannato l'attacco di Gerusalemme e ne ha attribuito la responsabilità alla politica del governo di Ariel Sharon.
La sparatoria nel centro della città è avvenuta qualche ora dopo un'operazione militare israeliana a Nablus, nella quale erano stati uccisi quattro attivisti di Hamas.
A seguito dell'operazione, l'organizzazione integralista aveva preannunciato la «guerra totale» contro Israele.Le richieste dei movimenti di liberazione della PalestinaLa coalizione di tutti i movimenti palestinesi ha lanciato ieri un appello alla «mobilitazione generale» contro Israele.
Si tratta di un messaggio congiunto di tutte le forze che si riconoscono nella lotta per la liberazione della Palestina da quella che viene definita l'occupazione israeliana.L'appello mette in grave difficoltà Yasser Arafat che sembra aver completamente perso il controllo dei movimenti di liberazione: della coalizione, infatti, fa parte anche il movimento Al-Fatah, di cui fa parte lo stesso Arafat.Nel comunicato, si chiede inoltre la liberazione del leader del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) Hamad Saadar, arrestato una settimana fa dalle forze di polizia dell'Anp.
Sadaar è il responsabile politico della morte del ministro israeliano Zeevi, giustiziato dal Fronte Popolare nel novembre 2001.Secondo quanto scrive stamani il Jerusalem Post, la polizia palestinese ha ucciso un uomo nel corso di uno scontro con i militanti di Hamas, penetrati ieri nella prigione di Napblus.
I manifestanti chiedevano il rilascio dei prigionieri apparteneti ad Hamas.L'incontro a Parigi tra Peres e Abu AlaShimon Peres, ministro degli Esteri israeliano, si è incontrato la scorsa notte a Parigi con Abu Ala, presidente del parlamento palestinese, per parlare dell'escalation del conflitto tra israeliani e palestinesi.Peres è arrivato nella capitale francese martedì per parlare al Parlamento Europeo.
Anche Avraham Burg, portavoce del parlamento di Gerusalemme, terrà colloqui con Abu Ala, dopodiché incontrerà il presidente francese Jaques Chirac.
Ala potrebbe invitare Burg a parlare al parlamento palestinese.
leggi tutto
riduci






























