Sono stati discussi i seguenti argomenti: Egitto, Esteri, Geopolitica, Iran, Iraq, Israele, Medio Oriente, Netanyahu, Obama, Pace, Palestina, Rassegna Stampa, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 26 minuti.
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Buongiorno buongiorno agli ascoltatori di radio radicale non sono in studio per questo l'assegno di geopolitica di non è di diciotto maggio due mila nove oggi arriva a Washington il premier israeliano bene a mente Netanyahu
Per incontrare il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama di questo
Ci occuperemo con una serie di letture da articoli dei quotidiani ad analisi ed approfondimenti cominciamo con il quotidiano britannico il Guardian che in un articolo
Dei pubblicato
Nella giornata di domenica diciassette maggio fa il punto della situazione Obama fa il suo tentativo per la pace in Medioriente
Oggi arriva il Primo Ministro israeliano con per incontrarsi con il Presidente degli Stati Uniti la Casa Bianca
La prossima settimana Obama si incontrerà con i leader palestinesi ed egiziani l'America ha dunque manifestato la propria voglia di una soluzione Medioriente
Ma i suoi interlocutori saranno pronti a fare concessioni
Obama sta fortemente spingendo così in un territorio che molti temo quello della Medioriente
L'incontro con il premier Netanyahu sarà seguito dalla agli incontri con il Presidente egiziano Mubarak che con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese a bassa
Altri alleati regionali saranno consultati gli inviati saranno mandati leaders mondiali chiamati e consultati poi nella prima settimana di giugno Obama volerà in Egitto dove
Terra uno un discorso storico mirante non solo a sottolineare la propria strategia per riportare la pace in Medioriente ma anche per dei Sinti ridisegnare interrelazione degli Stati Uniti con il mondo mussulmano
Il contrasto con il suo predecessore non potrebbe essere più grande Presidente Bush si impegnò ad isolare l'Iran mentre combatteva l'Iraq
Dando così una sostegno senza condizioni ad Israele Obama ha scelto invece di ingaggiare di pochi magicamente l'Iran si sta ritirando dall'Iraq e ha manifestato un atteggiamento l'approccio
Differente voto differenze perso Israele dopo questo cambiamento tentato da Bush ora
E-mail per il Medioriente si apre un nuovo tentativo per alterare la mappa politica di una delle zone
Più pericolose e strategiche del mondo ma c'è naturalmente un senso di urgenza di impegno Obama Sissa si è tuffato storno full immersion in profondità studiando la sorella geografia del tema
Leggendo questioni chiave quali ad esempio gli insediamenti ebraici le alture del Golan nel detto ritorno dei rifugiati palestinesi e le minacce alla sicurezza di Israele
La dimensione del nuovo piano ambizioso di Obama sta diventando la mano chiaro scrivono i giornalisti del Guardian
Primo dopo anni di forte sostegno da parte degli Stati Uniti Israele che è il più grande beneficiari degli aiuti americani oltremare
Adesso appare sotto molta maggiore pressione per fare maggiori concessioni pressione da parte degli Stati Uniti
L'America la scorsa settimana votato non dichiarazione in Consiglio di sicurezza Dell'Omo una bozza proposta dalla Russia
Che lei affermava il sostegno della comunità internazionale per una formula alla due Stati la soluzione dei due Stati che naturalmente la nascita di uno Stato palestinese indipendente
Accanto allo Stato israeliano
E poi ancora filiera presentati ma i cani hanno perfino menzionato che potrebbero cercare di mettere pressione di Israele per farle firmare la Trattato di non proliferazione nucleare
Che mette Israele una posizione ha solamente particolari in quanto ufficialmente l'arsenale nucleare israeliano non è sistema di questo ne parleremo più avanti all'approfondimento
In America i potenti gruppi e di lobby che rappresentano interessi sereni sembrano rassegnati e questo cambiamento delle politiche Ussa
Già questo mese al meeting annuale Washington della potente AIPAC che l'America il sedere public affairs commetti che eroga principale lobi pro israeliano negli Stati Uniti il vice Presidente Tiso valide
Parlando del nuovo approccio della Amministrazione ha chiesto il congelamento degli insediamenti ebraici in Cisgiordania
La vera forza della strategia di Obama nella dimensione regionale il suo team sta seguendo il detto
Secondo il quale se non può risolvere un problema portano a un livello più ampio
L'obiettivo dunque di Luino intricati nodi della disputa israelo palestinese in un contesto più ampio la speranza che le potenze regionali quale
Giordano ed Egitto possano fare dei sei le incentivi che una leadership indebolita palestinese non può o non vuole concedere
Mettendo insieme tutti i vari elementi della complessa matrice di conflitti e rivalità che comprendere politica mediorientale la Casa Bianca sperati ottenere qualcosa
E portare qualcuno a fare concessioni gli stati arabi moderati quali la Giordania Egitto così come gli alleati degli Stati Uniti come l'Arabia Saudita sono preoccupati sia dalla continua minaccia della violenza dell'amica radicale
Che dalla tentazione delle ambizioni dell'Iran alla leadership regionale e possono essere preparate fare concessioni perse o spingere i palestinesi a fare le cose
I giornalisti del quotidiano britannico il Garden un articolo domenica diciassette maggio sulla più ampio piano di pace di Obama per il Medio Oriente
Vediamo allora un altro spunto interessante le posizioni degli leader arabi moderati nella Regione l'intervista del altro colgano britannico conservatore Times con il re di Giordania Abdullah
Ed è intitolato ultimatum del re di Giordania pace adesso o guerra sarà guerra il prossimo anno che non si tratta di una guerra dichiarata tra Giordania ma si tratta solo di un contesto
In peggioramento
La lega sta dandogli tocchi ultimi alla grande ambizioso piano di pace per il Medioriente che mira a mettere fine a sessanta anni di conflitto tra israeliani ed arabi secondo quanto dire di Giordani Abdullah dichiara che sta aiutando apportare
A lavorare assieme le varie parti in causa l'amministrazione Obama sta spingendo per un accordo di pace complessivo che includa o che metà all'interno il conflitto israelo con i palestinesi alle strette dispute territoriali con la Siria e il Libano
Rivela alla quotidiano il re Abdullah
Secondo il mancato raggiungimento di un accordo
In questo momento critico potrebbe trascinare il mondo in un nuovo agguerrita mediorientale il prossimo anno
Se non li manderemo i negoziati di pace dunque ci sarà la possibilità il grave rischio per un altro conflitto tra arabi o musulmane stelle nei prossimi dodici diciotto mesi ha dichiarato il re
Dettagli del Piano saranno molto probabilmente resi noti una serie di mosse diplomatiche questo mese
Al cuore della strategia c'è il mi incontro del Presidente Barack Obama con il premesse le hanno Netanyahu espressione di un Governo di destra
L'iniziativa potrebbe formare il cuore del molto anticipato discorso del di Obama alla Cairo il quattro giugno prossimo
Poi
Addirittura già aggiuntivo agosto si potrebbe tenere una conferenza di pace con il che coinvolga tutte le parti
Interessate non si era mai visto un progetto così ambizioso da quando fu tentato nel mille novecentonovantuno con l'Amministrazione di George Bush padre che cerco di mettere assieme tutte le parti per la conferenza di pace di Madrid
Quello di cui si parla oggi dice re di Giordania non è israeliani e palestinesi seduti allo stesso tavolo ma israeliani con i palestinesi e israeliani con insediamenti israeliani con i libanesi
Dichiara in rete che ha anche aiutato ha lavorato con Obama a Washington lo scorso mese per delineare incontro e di questo piano
Di rischio è però secondo me di Giordana che se Obama non raggiunge non altezza delle aspettative che si stanno creando per la pace la credit sua credibilità potrebbe evaporare
In una notte il Governo vi saranno sin qui respinto qualsivoglia tentativo che possa condurre a una soluzione di due Stati sulla creazione di uno Stato palestinese a fianco di Israele ma R.
Insistente quello di cui si parla adesso è una soluzione a cinquantasette Stati
Dove tutto il mondo mussulmano ed arabo potrebbe riconoscere lo Stato ebraico in quanto parte di un accordo complessivo
Stiamo offrendo che un terzo del mondo possa andargli loro incontro con le braccia aperte agli ad Israele di Cerreto
Il futuro non è il fiume di Giordano le alture del Golan poi sine il futuro e il Marocco nell'Atlantico l'indolenza nel Pacifico e questo il premio
E come incentivo ad Israele per congelare le costruzioni di insediamenti ebraici in Cisgiordania
Un passo avanti il processo di pace
Leader arabi potrebbero fare degli incentivi quali l'esempio del diritto per linee israeliane e l'altra di volare sopra gli spazi arabi aerei
E poi la questione dei visti per i turisti seria negli strati arabi
Questi sono alcuni temi che potrebbero essere messi sul tavolo lei nell'intervista del re di Giordania sulla secondo al quotidiano conservatore
Britannico il Times altri temi che potrebbero essere affrontati lo racconta il quotidiano Arezzo interne o è capace di raggiungere la pace è questo il titolo di un'analisi fermata Aluf Benn uno dei principali commentatori del
Quotidiano che dice gliela Primo ministro Netanyahu cambiato da quello che andò si recò negli Stati Uniti nel novantasei al momento dalla sua prima lezione a Primo Ministro
Ma nonostante l'aspetto diciamo il pacco esterno il contenuto è analogo
Anche in questa occasione come allora Netanyahu rimarrà fermo sulle sue posizioni che sono
Quelle che avuto anche in campagna elettorale quello che adesso chiederà Netanyahu è che i palestinesi riconoscano Israele come una nazione ebraica non lo Stato di Israele ma la nazione ebraica
E questo dunque che si cercherà secondo
ARES di porre anche all'interno altre questioni di pedina non diciamo così una pedina nello scambio
Lasciamo il quotidiano Arezzo vediamo da alcuni approfondimenti il primo sono è un'intervista con l'ambasciatore Martini indica che adesso qui della Saban Center per la politica mediorientale
Alla Brookings Institution uno dei principali centri studi americane Martin indica è stato in passato ambasciatore degli Stati Uniti in Israele quindi un profondo conoscitore della realtà
Prima domanda ci sono aspettative per un confronto visto che le posizioni sembrano essere distanti tra Obama e Netanyahu possibile che si verifica prima di tutto dunque il tema della gli anticipi le aspettative che sono state create il Presidente Obama a adesso molto chiaro che è impegnato ad una soluzione per due Stati Netanyahu affinché ho invitato le parola magica
Questo ha condotto la gente a presumere che sì anzi assisteremo a uno scontro ma penso che ciò sia altamente improbabile almeno questo
Stadio Obama non è il tipo da confronto certamente pronto a restare fermo sulle proprie posizioni ma anche sa che
Molto chiaramente che l'Italia un attore critico quando si tratta di raggiungere gli obiettivi degli Stati Uniti per una pace in Medioriente perché Israele quanto meno cinquanta per cento
Di questa equazione quindi Obama sarà molto a suo agio molto meglio sua giusta uscirà a convincere rurale nel ad arruolare Netanyahu alla sua causa piuttosto che trascinarlo dentro in maniera riluttante
Al tavolo Netanyahu da parte sua dove non si trova a confrontarsi con un Obama molto determinato ma la sua principale costrizione e anche di tipo politico cioè il partito l'incontro che liquida
Che è la partito di maggioranza non
E il partito che lo sostiene all'interno della sua coalizione dunque riteniamo oggi si trova
Come un vaso di coccio tra due vasi di ferro da una parte la determinazione del Presidente degli Stati Uniti per raggiungere la soluzione dei due Stati e dall'altra parte il suo la sua propria base politica che si oppone a ciò
E quello che sta facendo Netanyahu e cercando di camminare attraverso lungo questo filo
Altre questione che affronta l'ambasciatore indica che parla di questo piano più ampio quello che appunto il di cui parlava il re Abdullah di Giordania uno piano cinquantasette Stati
Ci sono un potenziale interessante nel trascini nel trasferire la soluzione due Stati in una soluzione a cinquantasette stati perché non solo
Conviene Israele che vedono qualcosa di molto più ampio dove piuttosto che un accordo difficile solo con i palestinesi a cui non credo
Che Israele possa raggiungere una fine a un conflitto con gli Stati arabi è unto riconoscimenti una normalizzazione delle proprie relazioni
Secondariamente poiché penso che c'è una convergenza importante tra Obama e Netanyahu nel senso che gli Stati arabi e Israele affrontano una minaccia comune dall'Iran
E questo è qualcosa che il Segretario di Stato Hillary Clinton e l'inviato speciale George Michel per il Medio Oriente hanno già
Rimarcato in tutte le occasioni sono opportunità attraverso la promozione
Per la risoluzione del problema palestinese di costruire un'alleanza virtuale tra gli Stati Uniti gli Stati arabi e che gli sta bene mirante a contrastare le ambizioni egemoniche dell'Iran in Medioriente
Per quanto riguarda proprio la questione mediorientale nell'ascesa del dell'Iran
Val la pena di legge il questa è una dichiarazione dell'ambasciatore l'ex ambasciatore statunitense negli est in Israele Martini indica
Della Brookings Institution passiamo invece alle dichiarazioni di un analista neocon si tratta di Illy ottava non sa che è stato vice Consigliere per la sicurezza nazionale nella seconda Amministrazione di George Bush
In cui si occupava proprio delle politiche per il Medioriente gli otto Abrams attualmente ora al caso e non fornisce e nei giorni scorsi ha scritto un'analisi per il Wall Street giorno intitolato La Potì il potere della prima impressione
La prima cosa da ricordare e che questa di questo incontro il più importante per Netanya o che per Obama Netanyahu ha molte più rischi in molte più Sionisy in ballo l'interesse stranieri vanno e vengono dalla Casa Bianca in queste settimane tutti questi meeting con i Presidenti e Primi Ministri e principi
Sono importanti per gli Stati Uniti che in molti modi
Per il primo ministro israeliano queste relazioni sono invece questione di sopravvivenza politica perché i propri oppositori interno in Israele vedano qualsivoglia vuoto percepito con Washington lo sfrutterà hanno
Ma anche sopravvivenza fisica a causa del programma nucleare iraniano che in cima all'agenda di Netanyahu Netanyahu Obama dunque avranno molto di cui discutere dalla in tema di palestinesi alla Siria nelle Nazioni Unite ma per le teniamo
Ma anche per il presidente egiziano Osimo Barack Obama se ne accorgerà presto
Il tema in cima all'agenda è sicuramente l'Iran israeliani vedono la bomba iraniana come una minaccia esistenziale per una serie di ragioni e questo riteniamo dunque lo dirà chiaramente alla Presidente all'Iran non deve essere permesso di avere una bomba
Egli chiederà dunque ad Obama Madia di adottare un più duro programma di sanzioni economiche rafforzando il regime già esistente nei confronti dell'IRAP
E di tenere comunque sul tavolo del ricorso all'uso della forza come ultima eventualità
L'opzione militare israeliana
Dunque possibile quello che Israele deve definire capire e come l'Iran attraverso anche i propri agenti quali e scuola possa reagirà a un attacco di questo tipo
Lira potrebbe anche rispondere con attacchi di terrorismo contro Israele potrebbe scaricare razzi contro i siti militari italiano perfino contro le città israeliane dunque la decisione su questo tema e la più difficile
Che deve affrontare il Governo israeliano e quella di cui molto più probabilmente riteniamo dovrà discutere con il presidente Obama c'è una battaglia sotterranee in corso spiega idiota Abrams in Medioriente ma non è quella tra israeliani e palestinesi
è il popolo e popolazione di coloro che sono con noi incluso l'Egitto Arabia Saudita l'Autorità palestinese e Israele gli Emirati Arabi Uniti contro Iran catara Siria Hezbollah e i palestinesi dissidenti
E teniamo lo dirà alla Presidente degli Stati Uniti Foppa ma questo è quello che è un po'verrebbe
Si potrebbe dire in altri termini lo scontro sunniti contro la mezzaluna sciita crescente in Medio Oriente guidata
Dall'Iran in questa l'analisi che fa il
Idiota Brahms diciamo alla lista mio conto sul posto di giornale del nove maggio
Però non è detto che la questione debba essere vista in questi termini quindi l'opzione nucleare non deve essere
L'opzione dell'attacco contro l'Iran non deve essere tenuto sul tavolo è questo che scrive lì o no ad area che è un ricercatore invece esperto in
La politica estera alla calato Institute che è un importante centro studi liberista negli Stati Uniti
L'articolo intitolato male interpretare la mappa la mappa nel senso di road map la strada per la Gerusalemme non passa per Teheran
Così come con la venuta del Primo Ministro Netanyahu a Washington i congressisti americani sono stati hanno chiesto di mettere da parte molti legislatori americani hanno chiesto di mettere da parte del conflitto israelo palestinese
In un angolo e spendere meglio le energie e il tempo rispondendo a quella che è la vera minaccia
Che confronta sia gli arabi che gli ebrei in Medioriente cioè l'Iran
Affrontare questa minaccia sostengono varie fonti
Non affrontare questa minaccia farebbe cariche fare farebbe cadere tutti gli altri pezzi del puzzle in Terra Santa Netanyahu già allora delineato in un discorso che ha fatto a Washington all'inizio di questo mese
C'è qualcosa che sta avvenendo oggi nel Medioriente che io posso dire che è la prima volta che avviene nella mia vita il fatto che credo che gli arabi e gli ebrei hanno un pericolo che in Comune
Ha dichiarato di fronte alla platea della dei sostenitori dell'AIPAC American Israel public affairs Committee la mobili pro Israele negli Stati Uniti come detto
Adesso il messaggio che viene reso da Israele da alcuni dei suoi sostenitori gli Stati Uniti e che la via per Gerusalemme passi per Tirana
Netanyahu sostiene che con un Iran anche sia permanentemente ostile all'esistenza di Israele esso segna Hezbollah nel sud del Libano Hamas in casa l'unico modo per
Rende la pace tra Israele e palestinesi è quella di prevenire l'Irlanda acquisire una capacità nucleare
Gli Stati arabi principali quali Egitto Giordania Arabia Saudita sarebbe anche preoccupati dalla cresce dalla crescita
Come potenza regionale dell'Iran e dunque prosegue ragionamento conosciuto potrebbe essere in grado di mettere assieme un consenso regionale mirante a contenere l'Iran
E anche di conseguenza per il suo dire i propri partners a diventare perfino
Mettersi d'accordo nel risolvere il conflitto israelo palestinese
è vero che alcuni Governi arabi sunniti sono preoccupati circa la crescente influenza dell'Iran e degli Sciti nella Regione sono preoccupati circa le prospettive di un'apertura diplomatica tra Washington che pena
Ma il fatto che e si condividono alcune preoccupazioni strategiche degli Stati Uniti col d'Israele
Non necessariamente significa e che vogliono creare la fondamenta per un'alleanza strategica di lungo termine opposta Andom contrapposto ad una
Alleanza tattica ad hoc
Che questa la questione
Realizzano i leader arabi moderati che lira sarebbe in buona posizione per scatenare totale atti regionali contro Israele e gli Stati Uniti piuttosto che viceversa
Dunque quello che potrebbe for trascinare un attacco nucleare un attacco contro le sue infrastrutture iraniane potrebbe trascinare
Gli Stati Uniti in un intervento militare diretto che costoso a fianco di Israele che trascinare definitivamente la Regione nel caos alla fine della fiera Washington si scopre che che l'alternativa principale all'invasione dell'Iran
E a rovesciamento del regime e non che governa a Teheran è quella di ingaggiare luterana diplomaticamente un'opzione che è disponibile già oggi senza tutti complicati preliminari
E dunque l'Amministrazione Obama sempre averlo compreso che sta apprezzando la cooperazione conterà nella stabile la sta nel garantire la stabilità in Afghanistan e Iraq il Libano
Mentre continua a parlare con Teran del proprio programma nucleare attraverso anche il gruppo del cinque più uno
Questo e naturalmente la questione che che è sul tavolo dal punto di vista diplomatico ma l'unico risultato sarà quella di rallentare la capacità dell'Iran di arrivare a una bomba nucleare
Quindi gli Stati Uniti selle devono essere anche prepararsi a un eventuale day after sviluppando una deterrenza una strategia di deterrenza nucleare efficace contro Teheran
E lavorare con i propri alleati attraverso l'uno per il Medioriente per contenere la minaccia iraniana quindi piuttosto che uno un attacco preventivo
Sì nell'ineluttabilità del raggiungimento dell'arma nucleare da parte dell'Iran mantenere dunque una deterrenza strategica nucleare
Così come per Israele cova ma deve riconoscere che la principale minaccia l'esistenza di stelle come attore democratico ed ebraico
Non è l'Iran ma il conflitto con i palestinesi un conflitto che continuare a servire da Calista per il crescente sentimento
Radicale antisale anelanti americano nella regione risolvendo in conflitto con Cambiasso richiederà attori
Rilevanti a prendere posto direttamente affrontare i problemi al cuore l'occupazione della Cisgiordania di Gaza la questione degli insediamenti rifugiati la violenza
E lo status di Gerusalemme questo scrive tra l'altro
Lì o no a dare che è un analista del Cato Institut non hanno un articolo pubblicato sulla rivista folle
A fare se c'è la questione del diverso atteggiamento dei degli Stati Uniti nei confronti di Israele che manifestata anche da due questioni che già ma abbiamo già affrontato di sfuggita è il momento la di affrontarle in chiusura la prima la questione del blocco degli insediamenti in Cisgiordania la seconda quella
Di Israele che il nucleare il Trattato di non proliferazione nucleare cominciamo dalla questione degli insediamenti
L'ho riportato l'agenzia Bloomberg
L'agenzia stampa le dichiarazioni della vicepresidente by delle Baiano ha chiesto a Israele di lavorare verso la soluzione dei due Stati con i palestinesi e di fermare la costruzione di nuovi insediamenti
Gli ha chiesto poi agli Stati arabi di rispondere a ciò con gesti significativi
Bainese rivolto ancora la platea della AIPAC a Washington americanista del public affair commette
A voi non vi piacerà ciò che vi dico ma non dovete costruire più insediamenti smantellare gli insediamenti già esistenti che permettere ai palestinesi la libertà di movimento
Che il vice Presidente degli Stati Uniti Jo Baiano vada dire proprio all'AIPAC decisamente un segno di discontinuità
Molto forte ma d'altronde l'Amministrazione Obama e anche sostenuta dall'opinione pubblica americana ce lo spiega un sondaggio
Della board public opinion punto che questo il sito dove voi trovate pubblicato la crescente maggioranza degli americani si oppongono gli insediamenti israeliani
In Cisgiordania quante questa maggioranza oggi è arrivata al settantacinque per cento oggi il settantacinque per cento degli americani pensa che Israele non debba costruire ulteriori insediamenti nei territori palestinesi
Ed è più ventitré per cento rispetto a quando questa questione fu fu chiesta nel due mila e due quindi in sei in sette anni è cresciuto il ventitré per cento il numero degli americani che credo che gli stranieri
Non debbano costruire nuovi insediamenti
Viene Cisgiordania l'altra questione quella relativa anche qui per segnare la non la posizione dell'Amministrazione Obama nei confronti di Israele è la questione del Trattato di non proliferazione nucleare che cosa è successo
Ce lo racconta l'agenzia Reuters nei giorni scorsi il cinque maggio scorso si è tenuto un meeting di due settimane con i centottantanove firmatari del patto
Di non proliferazione nucleare nella seconda giornata dei lavori il vice Segretario di Stato rosso Got bella per gli Stati Uniti anche dichiarato che India Pakistan Corea del Nord e Israele dovrebbero
Sottoscrivere il Trattato di non proliferazione impatto globale che quindi che mira alla limitazione tra diffusione delle armi atomiche qual è la questione e che Israele non riconosce neanche deve dire un armamento nucleare che stando ad alcune stime sarebbe tra le ottanta mila duecento armi
è chiaro che la rottura di come viene definito un tabù quarantennale
Per cui
Israele non non doveva dichiarare e sebbene non hanno mai fatto pressione è stata vista con quanto meno imbarazzo se non irritazione in Israele basta vedere le dichiarazioni di un portavoce del Ministero degli Esteri citato
Dal quotidiano israeliano chiedo trattarono firmare aderire contrattato non proliferazione nucleare non Potì non prevenire se la diffusione degli armamenti nucleari
Stiamo ancora cercando di verificare le dichiarazioni della sottosegretario da vice segretario Got mollerà ha dichiarato il portavoce in ogni caso siamo sconcertati dall'esistenza americana che Israele firmi il trattato
Per la non proliferazione nucleare così
I portavoce del Ministero degli Esteri israeliano segno dei tempi che cambiano le relazioni tra Stato di Israele vedremo oggi a Washington arriva il Presidente il prende esaminano Benjamin Netanyahu che incontra la Casa Bianca Barack Obama vedremo quello che succederà per oggi e tutto con l'assegno di Reggio politica allora insolente vi ringrazio per l'ascolto appuntamento a mercoledì prossimo ore sette
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