09 GIU 1992

Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sull'ampliameneto della Cee e sul futuro delle istituzioni europee

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 7 min 38 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Marco Pannella, parlamentare europeo, sull'ampliameneto della Cee e sul futuro delle istituzioni europee", registrato a Parlamento Europeo martedì 9 giugno 1992 alle 00:00.

Sono intervenuti: Marco Pannella (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Acp, Agroalimentare, Cee, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Cooperazione, Delors, Democrazia, Europa, Finanziamenti, Iii, Investimenti, Istituzioni, Maastricht, Militare, Narcotraffico, Parlamento Europeo, Partitocrazia, Proibizionismo, Santer, Terzo Mondo, Tocqueville.

La registrazione video ha una
durata di 7 minuti.

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  • Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Signor Presidente, onorevo- li colleghi, ritengo che la relaúone che ci e stata illustrata sia molto importante, per vari motivi, soprattutto per Pawenire. Intendo dire che abbia- mo descritto in maniera estremamente diligente e seria tutto ciò che, in linea di principio, sarebbe necessario avere affinché quest'azione che abbiamo in programma non si traduca in un fallimento totale e, peggio ancora - come è stato il caso in Italia e altrove, soprattutto nel Terzo mondo con gli ACP/CE - in un incoraggiamento alle forze perverse, a livello politico ed economico, dei paesi verso i quali noi crediamo di perseguire una politica europea. Sono d'accordo con il relatore: il problema risiede negli investimenti e non solo nei finanziamenti, non solo nell'aiuto. In Italia, per esempio, noi abbiamo permesso, tramite gli investimenti, con il nostro denaro, che si rafforzasse la mafia in Campania, nel Sud, a Napoli, a Salemo, eccetera. Tutto ciò si è tradotto in un rafforzamento delle strutture mafiose e in una sovversione politica, economica e sociale. Certamente - signor Matutes, bisognerà che un giorno la Commissione rifletta su questo - noi abbiamo dei magistrati che arrestano, incolpano, processano. Ma i servizi di ispezione della Commissione evidentemente non intervengono, non funzionano. Non esistono soltanto i reati contemplati dal codice penale, dei reati precisi, ma anche una serie di infrazioni che hanno a che vedere con il malcostume, con sistemi perversi. Orbene, il problema nei confronti del quale lei, Commissario Matutes, non è responsabile è questa storia del mancato ampliamento istituzionale e politico, la grande barzelletta della "Realpolitik" co- munitaria. Noi glielo avevamo detto all'inizio in maniera cortese. Ora lo diciamo con amarezza! E ciò, perché il mancato ampliamento politico e istituzionale, contrariamente all'ampliamento degli investimenti economici si ricollega alla cultura, alla concezione, all'ideologia che stanno alla base del- l'Atto unico di Lussemburgo e oggi di Maastricht. Sono cose che dobbiamo difendere, ma che rappresentano in realtà la liquidazione del processo di rafforzamento delle istituzioni europee. Sl tratta di far venire il diritto prima del denaro! Ci chiedono del diritto, della democrazia politica. Ci chiedono delle certezze, un metodo, delle regole. E noi che facciamo? Diamo loro della grana! Scusatemi, ma le cose stanno cosi. Ciò ci fornisce ancora una volta la prova che si tratta di un'illusione antide- mocratica. Piuttosto che affidare al nostro Parlamento il dovere di elaborare una costituzione, un progetto preliminare di costituzione, come si era deciso, abbiamo ceduto alla "Realpolitik" del Commissario Delors. Come sapete, mi e molto simpatico, ma qui scivoliamo nel patetico! La sua buona fede e la sua cultura. Ma la sua cultura, per l'appunto, è l'illusione tecnocratica, economica. Ciò deriva dalla sua formazione cattolica e socialista, che è estranea alle grandi tradizioni di Tocqueville, di Montesquieu, che sono quelle del diritto. Noi subiremo, signor Commissario, signor Presidente e cari colleghi, gli effetti più negativi della partitocrazia che succede al monopartitismo formale del nostro Stato, in cui la democrazia non riesce a imporsi. Siamo destinati a fallire in tutti i settori! Diventeremo una forza complementare per le mafie che saranno create dal narcotraffico. Saremo una delle forze motrici nelle economie di quei paesi dominati dal lavoro in nero, daIl'economia parallela. Mi congratulo con il collega Benoit, poiché ha avuto la forza morale, e non solo tecnica, di cercare di delineare con precisione ciò che dovrebbe essere fatto se fossimo uno Stato, se avessimo una politica, se avessimo una forza del diritto, se avessimo quindi la possibilità di riunire questi problemi, facendone dei problemi comuni. Mentre invece, con la farsa del mancato ampliamento e, ora, con l'intervento economico, saremo soggetti alle forze dell'agro-alimentare, alle forze militar-industriali. Non potremo farci niente. Esse non sono in grado di garantire un ordine, nemmeno im ordine di tipo reazionario, lo abbiamo visto in questa tragedia. Ed ora il narcotraffico, con l'attuale proibizionismo, diventerà - come voi già sapete - un elemento che ipotecherà a tutte le latitudini il mondo finanziario, in Bulgaria e in Romania, negli Stati dell'ex Unione Sovietica e dappertutto. E, a questo punto, dobbiamo sapere che abbiamo già fatto pagare all'ex Jugoslavia, già dal 1979, l'illusione di contratti d'associazione economica, senza volercene assumere la responsabilità giuridica e politica. Abbiamo creato un vuoto, un fallimento che, del resto, si è tradotto successivamente nell'Europa di Lord Carrington e di Jacques Santer. Devo dire che abbiamo messo all'asta la dignità dell'Europa e il diritto alla vita di un gran. numero di popoli. Signor Presidente, sono riconoscente al nostro collega Benoit; signor Commissario, devo dire che non la invidio! Devo dire anche che la risposta a tutto ciò è ormai no, no e no! Poiché non è l'Europa che doveva fare queste cose, l'Europa che, oggi, sta rovinando noi e le nostre speranze democratiche.
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