L'intervista è stata registrata venerdì 29 maggio 2026 alle 11:15.
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ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico alla Sapienza Università di Roma
Radio Radicale, siamo col costituzionalista.
Cesare Pinelli, per parlare di legge elettorale.
Allora, professore, io le volevo chiedere che impressione ha su come è stato strutturato il testo che è stato presentato l'altra sera.
E se lo considera convincente.
E che e se secondo lei avrà come effetto di allontanare l'ipotesi di un pareggio elettorale.
Allora il testo non mi sembra molto convincente, nel senso che ci sono dei lievi miglioramenti rispetto al testo precedente perché il premio è stato abbassato, è stata alzata la soglia minima per ottenere il premio stesso, quindi alcuni miglioramenti. Il problema però è che il premio come tale crea dei problemi in Italia, notevoli di costituzionalità per il fatto che il Senato è eletto su base regionale, dice l'articolo 57 e premio su base regionale. Evidentemente azzera i premi che ci possono essere quindi un non premio e d'altra parte questa è l'interpretazione prevalente, quindi abbiamo una sicura incostituzionalità. Da questo punto di vista, questa è una una riserva che non si può superare. Ecco allora poi allontana il pareggio
Si può allontanare il pareggio, ma questo pareggio, che è lo sport preferito delle classe de dell'intera classe politica negli ultimi tre mesi, è una cosa che è venuta fuori per una contingenza assoluta, che si è verificata da né in molto recentemente, che fra qualche mese i sondaggi potrebbero smentire non possiamo continuare a fare delle leggi elettorali sulla base di cose che avvengono e scompaiono nel giro di qualche mese.
Ecco, questa è la mia opinione, l'ipotesi di un di un listino per un premio di maggioranza, anche questo la convince o ebbe è simile all'ipotesi delle prego, il premio è un regalo e si chiama così, perché proprio il premio è un regalo finto rispetto alla competizione elettorale tra i partiti e le elezioni sono una competizione, una competizione in cui si c'è chi vince e c'è chi perde rispetto acquisto si innesta, si cala dall'alto un premio che il legislatore che lo fa e in questo non c'è in nessuna parte del mondo nessuna democrazia,
C'è una cosa del genere,
I termini perlomeno non c'è.
Le preferenze mi sembra che non se ne voglia parlare no, anche a me
La considerano una cosa positiva, una cosa negativa, no, la considero una cosa negativa perché si eliminano i collegi uninominali e quindi si elimina la parte della sistema elettorale, nella quale perlomeno l'elettore può avere un minimo di ruolo, si elimina quella non si aggiungono le preferenze, quindi si riduce notevolmente
Il peso dell'elettore nella possibilità di designare i candidati. Insomma, quindi si riduce sia nulla, si azzera del tutto, adesso è minimo, così si azzera tutto senta. Questa è la quarta volta che mettiamo mano a una legge elettorale infine legislatura, allora 1993 e il 2005 e il 2018 e oggi
C'è un malato grave qual è?
Ma è malato grave è il Parlamento che non riesce a definire.
E guardi che anche la legge elettorale, alla fine la legge del 2005 non si riusciva a riformarla. Come lei sa, fu la Corte costituzionale a doverla abbattere, in modo tale da richiedere necessariamente un intervento, e questo non era avvenuto e la Corte costituzionale italiana è l'unica corte costituzionale del mondo che ha fatto questo in questi termini. Non ci sono corti costituzionali costrette a una cosa di questo tipo, non ci sono nel mondo, non ci sono perché il criterio per le Corti costituzionali è sempre quello di restare indietro, di non potersi inserire in Q, di non fare questi ingerenza così forte nel sistema elettorale e quindi si limitano a dire ma i voti, come si dice, il sistema dei voti in entrata è garantito che è una cosa molto diversa. L'ultima domanda, la sua prognosi è riservata, sì, lo è
Grazie, ringrazio il professor Cetto, gravissimo, gravissimo, ok, allora ci risentiamo a dopo la legge elettorale per un consulto grazie al professor Cesare Pinelli.
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