Tra gli argomenti discussi: Cultura, Letteratura, Libro.
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Rubrica
10:30, Roma
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scrittrice
Radio radicale uno appuntamento delle parole e le cose questo ci siamo in compagnia di Laura Campiglio benvenuta ben trovata su Radio Radicale Laura
Buongiorno Massimiliano grazie buongiorno a chi ci ascolta
Allora siamo qui per parlare del tuo ultimo libro ora edito da Mondadori dal titolo caffè Paul tenere un romanzo molto intenso molto interessante sia per la trama e per il modo con cui le pagine scorrono e soprattutto una scrittura molto originale un lessico adatto per accompagnare questa storia che diciamo attraversa tante questioni una questione generazionale
Una questione di diciamo cambio di mentalità e di idealità proprio da questo blocco Duarte
Diciamo la riflessione che inizia con questo libro della prova corista Naldini che in qualche modo si guarda indietro e pensa di trovarsi dalla parte by della barricata
Sbagliata insomma che magari non tutto è andato come volevo allora realizzata shock di questo caffè Voltaire
Sì partiamo da Marini come dici tu che è più grave dalla parte sbagliata della trentina perché compie trentacinque anni trentacinque anni e secondo me è un giro di boa perché psicologicamente tentiamo qua di più della cifra tonda
Perché accentratore quell'idea di rivoltano quindi tenti di avvicinarsi verso gli anta tempra che che era giunto il momento di passare un po'e dai in tra i criteri dalle proiezioni tra i sogni che aveva idee progetti anche che aveva in una padre più giovanile se non addirittura da bambina
Ai Bilancio a quel momento in cui diceva bene volevo fare questo questo e quest'altro però che cosa ho fatto fin qui questo bilancio è un po'impietoso perché come tante persone della sua età la alla propria ma anche i figli è una collaboratrice precaria di un giornale a tanti altri lavoretti sempre in ambito di industria culturale diciamo così e chiara basta quindi tirava collaborazioni e lavori
Saltuari o comunque diciamo che è una di quelle che un contratto a tempo indeterminato non l'ha mai visto ma proprio mai neanche da lontano e e quindi da da qui pardon poi il il Ritratto di Anna che poi si ritroverà a vivere una condizione che poi qui certe posso arrivo proprio al motore narrativo s'romanzo arriverà a condizione quanto mai complessa perché lei da giornalista precaria dicevamo
Si ritirava per un aperitivo Previti a dover coprire una campagna elettorale per le elezioni politiche
Campagna elettorale che si preannuncia molto o dai toni molto arcieri molto molto decida insomma sia per un giornale di della destra populista che io ho chiamato il probabili inventando naturalmente il nome di una testata che per un giornale invece della sinistra più radicale che io ho chiamato la locomotiva in omaggio naturalmente fin troppo fin troppo scoperto alla canzone di Puccini e quindi lei si ritroverà a dover scrivere ogni giorno
Una corda e il suo esatto contrario per esempio dovrà seguire dico per dire un comizio dall'età di un determinato candidato e dovrà evitare tale incentivare l'opera una parte e contemporaneamente appostare lo finta pietà
Per l'altra parte il tutto tra l'altro nel giro di di un'ora chiudendo con il suo computer portatile
Dal Barracuda ovunque citiamo quel qualcosa che i giornalisti freelance sono abituati a padre e quindi questo doppio gioco qui
Che pagando più dopo molto completo da un punto di vista efficienza altro ideologico però anche psicologico perché naturalmente la protagonista convivere a pene poeta questa condizione si ritrova a vivere per tutta una serie di questioni deontologiche e morali che sono fin troppo evidenti
Anche un doppio gioco che ha un discreto calino dal punto di vista logistico perché naturalmente i due direttori dei giornali non possono sapere
Che è sempre aperta Pennac firmati a una imperiale che l'editoriale del competitor più agguerrito
E quindi lei dovrà trovare il c.t. Donini editor quali celare hip era pare questo suo lo sporco lavoro diciamo
Ecco la storia di Anna Naldini in verità appunto come dicevamo è la storia di una e più generazioni al tempo stesso insomma perché la generazione presto appunto la precarietà diciamo un tratto che negli ultimi venti anni accompagnato il il mondo del lavoro e il mondo sentimentale di diciamo di chi è nato un po'partire dagli anni novanta in poi e in qualche modo abbiamo anche diciamo quel personaggio della Baldini una serie di diciamo impostazioni che vengono destrutturate c'è l'Aprica Rita ti porta anche in qualche modo a giocare su più tavoli di Porto in qualche modo a non decidere mai da che parte la tua vita in un determinato modo
E perché credo esattamente anche perché poi diciamo io Sensi siamo quello che diciamo ovviamente le parole hanno un peso iscrivere così come lavorare infatti era mente determinano alla nostra identità ecco perché come è stato anche far sì che la prima diventasse una sorta di bisturi all'interno di una condizione generazionale complessiva
Io non mi fa piacere che sia emerso questo tratto che hai appena descritto tu
Io
C'ho tenuto tanto a fare almeno un tentativo di ritratto generazionale poi picchiare riuscito non riuscito questo vada a Marco perché che devono dire elettori ovviamente
E c'ha ottenuto soprattutto a mettere in luce quello che dicevi tu cioè di come il precariato che è una condizione che ha prevalentemente economica no
Ne parliamo di precariato in ambito lavorativo quindi in ambito socioeconomico diventi poi in qualche maniera anche una condizione esistenziale nel senso che
Noi chiediamo a identificare ci convinciamo che facciamo cioè la domanda che lavoro fai die
Che poi adesso non so tentato ma è stata riformulata Ina in questi contatti occupino Siracusa fai sì tanto tipica dai che è un po'una una interpreti con la e non per dire ma un po'di questo un po'di quello invece la domanda che lavoro fai è diventata quasi una domanda tabù perché getta a gran parte delle persone al punto che fanno parte di questa generazione però nel panico quantomeno nello sconforto perché ci sono tantissime persone lui non riescono a rispondere a questa domanda
In una maniera netta diciamo cioè con diciamo con un massimo di tre parole Rai sarebbe già un successone
Tutti noi che ci dividiamo H tutte queste collaborazioni che poi sono quelli frammentarie che in qualche modo portano anche secondo me ad avere un'identità frammentaria è un po'di segmenti un tempo dire che cosa fai guarda io faccio l'impiegato è qualcosa da che definisce una persona non da un punto di vista interiore naturalmente ma anche un po'i colloca nel tuo posto dal nel mondo faccio il giornalista
Trent'anni fa voleva dire una cosa precisa cioè i giornalisti avevano una un certo status poi sono sempre stati un po'criticati ma questo ha sempre fatto parte di una narrazione un po'così un po'populista che non ci interessa però i giornalisti avevano un lavoro vero diciamo capisci cioè uno status preciso panetto di reparto il giornalista
Significa andare a descrivere una situazione che è molto più L'Unità per pagare i tonfa in giornali che fa il giornalista il lo fai penalmente perché finì su giornali anche importanti ma poi alla fine non arrivi alla fine del mese perché chi divide tra corporazioni che poi ti portano ad essere orribilmente sottopagato secondo me soprattutto in ambito diciamo di industria culturale questa questa situazione Embrace più più evidente e e anche sempre più più problematica perché cercato fuori almeno mi sembra di poter individuare un grande malinteso parlando di precariato cioè tutti noi facciamo parte appunto della generazione nata negli anni Ottanta citiamo un po'ai ludi ottimisticamente che si sarebbe trattato di una fatti no anche una gavetta se vogliamo utile cioè io pensavo vada all'inizio dopo la laurea inizierò a dividermi facendo questo lavoro e quant'altro da voi perché è normale essere pagati molto poco quando si è giovani ma nella Pia ed è ingenua convinzione che patrimonio poi sarebbe emersa veramente la la strada maestra
Invece io non vedo vedo poi questo salto di qualità non vedo questo passaggio che che dovrebbe essere CIO
Detto che tantissime persone che ormai sfiorano i quaranta da quarant'anni uno dovrebbe avere tutte le certezze tipiche della vita adulta
Si ritrovano ancora a doversi dividere su più tavoli come dicevi tu e quindi hanno riuscire ad individuare quei quei pochi alla fine quei pochi puntelli
Attorno ai quali si può costruire io la propria vita ma anche in qualche modo la propria idea dite
Ecco all'interno di questa narrazione pubblica cioè tanto della cosiddetta narrazione
Sociale possiamo dire e interiore del dei sentimenti e di come si sta al mondo questo giro di boa di cui hai parlato all'inizio
Chiaramente diventa una grande opportunità per riuscire a in qualche modo affrontare alcune vicende che rimangono sostanzialmente spesso delusi all'interno della narrazione o si parla di lavoro o si parla di sentimenti tu qui sei riuscito in qualche modo ad abbinare l'interiorità del personaggio alla condizione pubblica e questo diciamo è un grande merito per un romanzo ma soprattutto nel grande merito per riuscire più possibile a fotografare una situazione dall'alto
Chi poi mi interessava naturalmente che il personaggio per la protagonista di Anna alpini piuttosto che alcuni personaggi secondari non fossero solo degli Alighieri se vuoi non campione sociale cioè non dovevano solo ebbe il prototipo dalla non più giovani precari che ha presentato c'è poi anche questo questo grande malinteso sul fatto che a trentacinque anni
Uno magari tende a fare la verifica è anch'io sono una ragazza di trentacinque anni chi viene qua di quanta ne Macbeth trentacinque anni accipicchia ti adulti
Anche se non abbiamo appunto le certezze dell'età adulta ma anagraficamente Amatucci interessava che poi hanno Naldini avete anche naturalmente una un percorso suo più più interiore
Proprio di arco narrativo era il personaggio no che deve iniziare in un modo deve iniziare come un segno e ridefinire con con il segno opposto perché fa il comando di casa ogni storia probabilmente non solo le domando anche nel cinema in altri linguaggi di comunicazione
Ogni storie sempre proprio il percorso del personaggio da un punto a a un punto P e quindi mi interessava che alla fine di questa sua vicenda col di quel incardinata di realtà perché l'architrave manca un grande gradino Anna ritrovate molto diverso sarà molto diversa da come era partita
E in particolare pure perché devo dire la l'aspetto che più mi ha interessato mettere in luce in lei per proprio prevederlo cambiare
è il suo come dire fra apre la sua postura psicologica nei confronti delle cose nel senso che la mia protagonista non è un'eroina anche se mai è un antieroe Lina piena di palude tutto sommato abbastanza Villani me
Tali una di quella che sceglie un potente per il quieto vivere esiti ma no non tiriamo fuori la questione che ti lascia un po'a travolgere trascinare dalle cose
è proprio perché si lascia travolgere Ricchetti ritroverà in questo doppio gioco così scomodo e per per tutta una parte del comando nella prima parte
Cercheranno di uscire ma attenta impegnare fin troppo procrastinando dicendo no ma domani me ne dimentico fuori domani mentre fuori rinviando temperature la resa dei conti
Sia con certezza
Che con il il resto delle delle persone con cui si deve interfacciare per questa situazione alla fine invece naturalmente poi succederà qualcosa perché in tutti i libri e così ci sono diplomatico grava
Che ne farà trovare questo curato che lei sapeva benissimo di non aver fin dall'inizio
Mancherà fermamente trovata era fermamente convinta a trovare da qualche parte tra lei per tutto ai tutori tremando dice ma ce la devo fare devi tirarti fuori da questa situazione a un certo punto ce la farà ce la faranno modo abbastanza plateale Acco
Bene allora noi siamo quasi in conclusione l'aura di questo nostro spazio di conversazione vorrei comprendere capire al dei anche visto che hai parlato di giro di boa quanto perché questo libro come autrice come scrittrice come persona ha rappresentato appunto quel giro di boa che abbiamo accennato all'inizio e che pervade tutta quanta la la storia di Anna Maldini
Ante aiuto una domanda difficile no non lo so ho cercato di materie molto poco di me in questo personaggio cioè c'è molto poco o auto più che anche non c'è per pull autobiografismo perché poi credo che l'autobiografismo The tempra un po'è un'arma a doppio taglio non è scritto che quelli che sono bravi a fare non riescono a sortire risultati e veramente alti e veramente gradevoli da leggere
Però diventa anche un po'una gabbia perché comunque tutta scrittore stai Chetta iscrivendo Peter
Non puoi mentire ma davanti al foglio bianco secondo me si finisce e per mentire e quindi tanto vale proprio affidati a un apparato finzione male cioè tanto vale scrivere un romanzo
Naturalmente poi naturalmente in maniera un po'inevitabile forse anche un po'automatica
Quando una persona racconta
La storia di un di un proprio personaggio ci infila temi credo anche incomincia a mente forse qualcosa viste questo comando per me mi rappresenta molto naturalmente sono vuoto molto contenta perché è uscito anche in questo momento che ha che coglie interlocutorio
Per tutto quello che al comparto librario e via dicendo ma sono contentissima
è il mio terzo remando io ero rimasta ferma qualche anno per una per i vicissitudini personali che qui risparmio bambini piccoli non aveva mai tempo tali di mettermi lì a scrivere quindi per me
Quando poi mi sono detta basta adesso inizia il critico Morando e impegnati a far uscire per me in quello stato un ponticello di buona e quindi in qualche modo Manta pretenda permette non giro di boa una una pietra miliare arco mettiamola così
Bene allora noi ringraziamo davvero Laura Campiglio le ha trovate in libreria negli store digitali con caffè Voltaire edito da Mondadori troverete appunto libero che veramente via accompagnerà in questi tempi abbastanza ambigui poco
Cioè molti grazie ancora Laura Campiglio
Grazie a tecniche davvero
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