Puntata di "Notiziario del mattino" di lunedì 18 maggio 2026 , condotta da Federico Punzi e Sonia Martina .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 32 minuti.
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Sono alle 8:59 minuti, adesso apriamo la prima edizione del notiziario di radio radicale.
Anche se vi ricordiamo che alle 9:30 andremo in diretta con la Camera dei Deputati deputati in studio Sonia Martina e Federico Punzi allergia Carmine Corvino, parleremo in questa edizione dei 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella, vicina anni sono nella giornata di domani la guerra nel Golfo e i principali eventi politici della settimana in Europa e in Asia. Ancora parleremo dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping delle prossime elezioni amministrative e il decreto, quello sul lavoro, il decreto Primo Maggio domani saranno esattamente 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella, Roma ricorderà il fondatore del Partito radicale con dei luoghi simbolo, una targa su Palazzo Braschi
Dove resterà impressa la memoria delle sue battaglie civili e l'intitolazione della piazza davanti al carcere, di Rebibbia, al centro del suo impegno per i diritti dei detenuti sulle decisioni di apporre una targa a Palazzo Braschi, non in via di Torre Argentina, che la sede storica del Partito Radicale vi leggiamo una dichiarazione di Maurizio Turco vedono in testa segretario e tesoriere del partito radicale,
Apprendiamo che la decisione della Soprintendenza è stata quella di collocare la targa dedicata a Marco Pannella, presso Palazzo Braschi e non in via di Torre Argentina. 76, sede storica del Partito Radicale. Prendiamo atto della decisione, ma non possiamo non rilevare quanto essa rappresenti una scelta burocratica incapace di cogliere il significato politico e storico del luogo dove, sin dagli inizi degli anni 70, Marco Pannella, il Partito radicale hanno concepito, promosso e condotto le battaglie che hanno segnato le più importanti riforme civili e democratiche del nostro Paese, via di Torre, Argentina non è un indirizzo qualsiasi è il luogo della storia del Partito radicale delle lotte per i diritti civili per il divorzio, l'aborto
L'obiezione di coscienza, la giustizia giusta contro la fame nel mondo e contro ogni forma di violenza del potere, e il luogo dove Marco Pannella ha fatto vivere la politica come strumento di libertà, diritto e democrazia. Collocare la targa a Palazzo Braschi significa scegliere un luogo certamente prestigioso, ma estraneo alla memoria politica e umana di Marco Pannella. Una scelta che rischia di trasformare il ricordo in una celebrazione istituzionale, separandolo dalla storia concreta delle lotte radicali. Rimane confermato per il 19 maggio l'appuntamento alle ore 10:30 per l'esposizione della targa nel palazzo di via di Torre Argentina, 76 con successiva iniziativa presso il salone della Fondazione. Marco Pannella. Così, appunto, Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del partito radicale, è proprio sui 10 anni della scomparsa di Pannella. Sentiamo il segretario del Partito radicale balzo turco, nel corso della consueta intervista settimanale è andata in onda ieri pomeriggio, condotta da Michele Lembo, l'anniversario della scomparsa di barche d'epoca
Io preferisco l'anniversario della nascita, va be'l'anniversario della scomparsa di Marco.
Voglio dire loro.
Ne farei volentieri a meno perché.
E come le lumache, quando piove escono fuori lo adesso, sappia, il 19 maggio piove e quindi le lumache devono uscire fuori, usciranno fuori, cercheranno di mangiare quanta più erba possibile e poi tornano nel guscio in attesa della prossima scadenza, cioè, lo lo lo sappiamo come sono queste cose e cosa sta accadendo in realtà.
Sta accadendo in realtà quello che aveva detto Marco perché Pannella no, poco prima di morire, cosa disse
Da vivo mi hanno trattato come se fossi morto da morto, mi tratteranno come se fossi vivo, qualcuno aveva interpretato Moke, muore, parleranno di lui, non avevano capito niente, lui diceva, continueranno a fare anche anche da morto, continueranno a trattarmi come se non fossi via e quindi a censurare Mian nascondermi ma io penso più che altro edulcora armi no cercano di come dire cercare di normalizzare,
Pannella, uno dei tanti no, noi rivendichiamo l'alterità di Pannella oggi, non solo durante la sua vita, il suo pensiero ancora oggi, è una un'alterità e credo che questa alterità si manifesti nei comportamenti, cioè in politica, se non giudichi i comportamenti che giudichi.
No, le questioni de le affermazioni di principio, però che non principio ero niente, no è che muoiono nel momento in cui vengono vengono espresse quindi.
Io credo che la storia del Partito Radicale non credo, la sede del Partito Radicale non è finita e non si è conclusa, si è conclusa, diciamo.
Una parentesi di mezzo secolo di sessant'anni con con Marco Pannella, leader ma leader, voglio dire comunque di una comunità di persone,
Che ogni anno vengono chiamati a esprimere il proprio voto liberamente. Oltretutto, poi, quelli sempre più c'è meno, come dire interesse, c'è meno interesse a occuparsi del partito radicale. Ecco io l'ho già detto e continuo a pensarlo
E spero che troveremo occasione di far di far emergere.
La necessità anche di una presenza elettorale e non del partito radicale transnazionale, evidentemente, ma del partito radicale, è quello della Rosa nel Pugno, perché è l'unico simbolo che ancora parla, ma che parla oggi, non perché quello che per quello che abbiamo fatto, magari per quello che abbiamo tentato di fare non siamo ancora riusciti a fare.
Ed oggi il Partito radicale, io credo che sia.
Un baluardo di politica, non baluardo dei due seggi, hai capito, certo, un baluardo di politica che può riavvicinare le persone che non hanno quella urgenza, quella sede, quella fame di potere, no, ma hanno l'urgenza di dare un contributo per avere una vita diversa il il 19, il 19 il 19 maggio per noi comunque,
è e resta un momento della storia non solo del partito, ma di questo di questo, di questo, di questo di questo Paese, quindi, per quello che poi è accaduto alle vicende relative targhe, non targhe, alla fine solo sono simboliche, c'è una realtà che non possiamo disconoscere il tentativo di normalizzare, Marco Pannella, ecco, noi invece vogliamo rivendicare l'alterità di Pannella, la sua nel territorio di Pannella che poi,
Due periodi della storia è diventata anche la stessa età del del partito, di una comunità, di una collettività e
Che il 19, il 19 maggio, noi intendiamo la via di Torre Argentina, 76 vuol ricordare che via di Torre Argentina, diciamo, è occupata dall'iniziativa radicale da dagli inizi degli anni 70, quindi tutte le lotte sono passate tra il 18 e il 76, due numeri civici,
E oggi la casa di Pannella è ancora la casa, che è un mezzo miracolo dopo 10 anni, no, con questi tentativi continui soprattutto da ex radicale DIGOS, visto che sei ex fai quello che vuoi fare l'occupazione principale, la distruzione del del partito, non so cosa ne guadagneranno.
Politicamente non credo fosse economicamente, sì, non lo escludo, ma voglio dire non non c'è questo grande grande interesse se non a consumare anche Pannella, oltre che il partito no che il partito era lo strumento Burkle ha sempre detto cioè lui senza il partito cosa avrebbe potuto fare forse scrivere qualche articolo Unità il giornalista all'intellettuale e lui è è stato un motore del cambiamento e dell'unica e le forme che ha conosciuto questo Paese.
Così, il segretario del Partito radicale, Maurizio Turco, nel corso della conversazione settimanale è andata in onda ieri con Michele Lembo.
E venti di guerra, o meglio di ripresa, della guerra in Iran, e la Cnn ha riportato che il presidente Trump ha visto i consiglieri.
E nel suo golf club dei, siccome il Consigliere per la Sicurezza nazionale per discutere delle prossime mosse nella guerra contro l'Iran, il Pentagono.
Ha preparato una lista di obiettivi da colpire e l'esercito di Israele, pronto a possibile ripresa delle ostilità.
E mentre i media israeliani hanno riportato la notizia che nelle ultime 24 ore, decine di aerei da carico statunitensi hanno trasportato Telari submunizioni prelevate dalle basi americane in?
Germania e intanto il gas aperto in forte rialzo sopra i 52 euro ad Amsterdam, intanto l'Iran, come sapete, resta ferma nel controllo dello stretto di Hormuz e, nel perseguire il suo programma nucleare si dice pronta ad un'eventuale, ripresa appunto del conflitto, mentre,
Militarizzare i centri urbani del Paese, con migliaia di milizie mercenarie straniere ce ne parla, Mariano, Giustino il nostro corrispondente dalla Turchia, come ben sapete che abbiamo in collegamento, Mariano buongiorno, buongiorno Trump, visto il team della sicurezza nazionale e il Pentagono come dicevi pronta una lista di obiettivi da colpire. Il presidente USA ha incontrato i vertici e il suo team di sicurezza nazionale nel golf club,
D in Virginia, allora lo riferisce la CNN, secondo cui alla riunione c'erano il vicepresidente Banzi, Segretario di Stato Rubio, il capo della Cia Ratcliff e l'inviato del presidente estivo Wickhoff l'incontro è avvenuto sabato al rientro di Trump, dalla visita in Cina e dai colloqui con Shipping il giorno prima che Trump e fu.
Su Truth scrivesse che, per l'Iran il tempo stringe, dopo la notizia del colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri dell'Oman condanna l'attacco con droni alla centrale nucleare di Barakat e sottolinea la solidarietà.
Di Muscat, con gli Emirati Arabi Uniti, Mohamad Bojan, che membro della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha annunciato che a breve verrà presa in considerazione, tramite votazione dei parlamentari, la proposta di offrire una ricompensa significativa per l'uccisione di Trump e Netanyahu, intanto la guerra contro l'Iran sta mettendo in luce una crescente spaccatura tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Le notizie sugli attacchi contro gli Emirati Arabi Arabia Saudita suggeriscono che le monarchie del Golfo
Siano andate oltre alla difesa passiva, ma abbiano adottato strategie nettamente diversa e la guerra con contro l'Iran non solo ha contrapposto a Stati Uniti e Israele a Teheran, ma anche ridefinito le linee d'ingaggio regionali coinvolgendo gli Stati arabi del Golfo in un ruolo più profondo in un party in parte occulto nel confronto regionale. L'11 maggio il Wall Street Journal aveva riportato che gli eliminati arabi uniti avevano condotto attacchi in Iran, fra cui uno contro una raffineria sull'isola di Lavant Bloomberg ha poi riferito che alcune azioni degli Emirati erano state coordinate con Israele in seguito ad attacchi iraniani contro infrastrutture emiratine e il giorno successivo alla Reuters ha riportato che anche l'Arabia Saudita aveva lanciato attacchi di rappresaglia segreti in Iran e contro milizie legate all'Iran in Iraq. Le indiscrezioni, nessuna delle quali confermata ufficialmente da Abu Dhabi da Riad, suggeriscono che alcuni Stati del Golfo, durante il conflitto siano andati oltre una posizione puramente difensiva, coinvolgendoci gradualmente in modo più diretto nello scontro regionale col rilancio. Gli Emirati Arabi Uniti sembrano essere orientati verso una maggior un maggiore coordinamento operativo con Israele Washington, mentre l'Arabia Saudita, affianco a affiancato,
Ha abbracciato una limitata rappresaglia, in con impegno diplomatico costante nei confronti dell'Iran. Il risultato non è stato un fronte unito nel Golfo contro l'Iran, bensì un panorama di sicurezza regionale frammentato caratterizzato da diversi approcci alla deterrenza, l'escalation alle relazioni con Israele. L'approccio saudita riflette in sostanza le più ampie pro priorità strategiche del regno Riad, ha investito ingenti risorse nella distensione con l'Iran mediata dalla Cina nel 2023 e rimane profondamente preoccupata per le conseguenze economiche di una prolungata instabilità. Il regno ha quindi perseguito una strategia a doppio binario, reagire quando necessario, ma preservare le vie d'uscita diplomati. La Repubblica islamica sta cercando di guadagnare tempo con una politica di inganno e temporeggiamento, una strategia descritta come porta a guadagnare
È quanto più tempo possibile a complicare qualsiasi possibile nuova operazione secondo un rapporto di Fox News, il leader del regime iraniano, i leader del regime iraniano, ritengono di poter prolungare la crisi per almeno altre due settimane, una mossa che potrebbe rendere più difficile, sia dal punto di vista politico che operativo per gli Stati Uniti riprendere gli attacchi il rapporto afferma inoltre che Teheran considera alcuni eventi internazionali imminenti, tra cui i mondiali di calcio,
E le celebrazioni per i 250 esimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti come sviluppi che potrebbero giocare a favore della Repubblica islamica
Secondo un rapporto dell'emittente israeliana National News, l'impatto del blocco imposto dagli Stati Uniti all'interno dell'Iran è diventato sempre più evidenti, con crescenti pressioni economiche e segnali di una crisi di Ca'del carburante nel paese si registrano lunghissime code alle stazioni di servizio, la carenza di carburante, il crescente malcontento pubblico come primi segnali di una crisi energetica Fo fortemente grave in Iran le migrazioni temporanee,
Nei paesi vicini della popolazione iraniana per il blocco di internet e per l'acquisto di beni di prima necessità come olio da cucina, segnalano appunto tutto questo ai miei danni i prezzi continuano ad aumentare, la disoccupazione è cresciuta notevolmente, l'inflazione si sta intensificando, la situazione sta peggiorando progressivamente con fabbriche che chiudono,
Anche per il prolungarsi del blocco di internet, sabato 16 maggio Trump ha pubblicato un messaggio vago sui social network suite che includeva un'immagine generata dall'intelligenza artificiale, coloro ritraeva accanto a un ammiraglio americano diverse navi, tra cui una con la bandiera della Repubblica islamica l'immagine era accompagnata dalla didascalia questa era la calma,
Prima della tempesta, un messaggio che ha alimentato le speculazioni sulla possibile possibilità di escalation delle tensioni, la Repubblica islamica è certamente più debole di prima della guerra, tuttavia ha trovato uno strumento di ricatto e di negoziazione molto efficace nello stretto di Hormuz, quella iraniana non è una disponibilità a negoziare semplicemente,
Un, come dicevamo un inganno, un temporeggiamento nella strategia della Repubblica islamica. I Guardiani della rivoluzione non hanno fretta. Il controllo dello stretto di Hormuz, infatti, offre al regime l'opportunità di tenere il presidente USA in una in attesa, con la speranza di ottenere il miglior accordo possibile che preveda la cancellazione delle sanzioni per continuare a restare al potere e a tenere in vita la Repubblica islamica. Lo stretto di Hormuz è diventato dunque il più importante strumento di negoziazione di Teheran e su questo non ha al momento nessuna intenzione la Repubblica islamica a fare alcun passo indietro. Intanto è diventato multimediali con due virale, con gli sui social, il conduttore della tv dei Pasdaran in Iran, che ha aperto il fuoco sulla bandiera degli Emirati Arabi Uniti durante una trasmissione televisiva in diretta. Questa è la Repubblica islamica iraniana, che da 47 anni
Minaccia anche i paesi della regione. Il regime sa che la stragrande maggioranza degli italiani rifiuta il loro governo, sa che la stragrande maggioranza della popolazione vuole abbattere la Repubblica islamica sa che le manifestazioni antiregime riprenderanno certamente che riprenderanno in forma ancora più massicce, invasive di quelle di gennaio, e per questo il regime tratta sempre più i manifestanti dissidenti iraniani come elementi, nemici e minacce interne, piuttosto che come cittadini con diritti e per questo si prepara a al è concentrato sulla vera guerra quella parallela che dovrà vincere assolutamente per restare al potere. Quella interna è concentrata su questo. Per questo ha impiegato decine di migliaia di milizie sciite irachene, catacombe Kataib Hezbollah fatte affluire dalle forze Kuz'per rinforzare i ranghi delle delle forze basiji, le milizie irachene, come quelle di Hezbollah libanesi, le
Oltre alle milizie irachene chiedo scusa, vi sono anche quelle di Hezbollah libanese, le Brigate fatemi una afgane, le milizie sciite Turchia, Pakistan, yemenite che stanno seminando il terrore anche di notte nelle città iraniane, instillano un'atmosfera di terrore che non trasmette altro messaggio se non quello di una vera e propria occupazione militare di spazi urbani ad opera di quest'le.
Di queste decine di migliaia di brigate sciite fatte affluire in Iran da ogni angolo del Medio Oriente, i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno un corpo specializzato anche nella tortura sessuale,
Esiste un reparto dei Pasdaran specializzato nella tortura sessuale, uomini e donne iraniane descrivono orribili abusi per mano delle Guardie della rivoluzione.
Il, soprattutto nelle carceri iraniane, come il carcere di Evin, i detenuti nelle carceri iraniane sono sottoposti a percosse a stupì e a ad abusi psicologici, una detenuta col nome di fantasia, Mina, racconta, mi hanno colpito ripetutamente alla testa con un Corano con tanta forza che mi hanno chi è che mi ha in,
E la mia testa insanguinava
Ed usciva sangue dal naso, mi hanno toccato sotto i vestiti usando il linguaggio, un linguaggio sessualmente esplicito e mi hanno chiesto ripetutamente con quali direttori di giornali avesse avuto un rapporto sessuale mi hanno mi minacciato per costringerli a confessare reati mai commessi. Mi hanno detto, porterò qui tuo figlio di 12 anni, lo costringerò a violentati, poi confesserà ai in televisione. Tali testimonianze non sono casi isolati di anche un rapporto di Amnesty International pubblicato il mese scorso, che rivela tutto questo ha rivelato che migliaia di iraniani sono a rischio di violenza sessuale e tra le vittime delle aggressioni da parte delle forze del regime del Corpo dei guardiani della rivoluzione che durante le proteste di gennaio figurano anche oggetti di queste violenze sessuale, anche bambini minori di appena 14 anni. Le prove suggeriscono che questo schema si protrae da anni e, come dicevamo tutto ciò che vi sto documentando
Il prodotto di rapporti come quello, per esempio, di Amnesty International, pubblicato proprio il mese scorso, per il momento è tutto la linea a Roma.
Grazie grazie a Mariano Giustino verso i principali eventi e appuntamenti di questa settimana in Europa, in diretta con David Carretta da Bruxelles, buongiorno David.
Sì, buongiorno a voi la lettera che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen rappresenta un momento significativo di questa settimana, perché perché giovedì 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche, di conseguenza integrerà l'impatto della guerra.
Condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran e la reazione della Repubblica islamica sulle economie europee nelle stime per il 2026 e il 2027 e questo ovviamente potrebbe portare a modifiche della politica fiscale raccomandata dalla Commissione e dalla zona euro, resta il fatto che c'è una forte resistenza alla richiesta che è venuta da Giorgia Meloni ricordiamo il passaggio di questa lettera Alitalia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale,
Già prevista per le spese di difesa, anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica, senza modificare i limiti massimi di scostamento già previsti secondo Meloni, in assenza di questa concessione sarebbe molto difficile per il governo spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe il programma di prestito da 150 miliardi per finanziare il riarmo nell'Unione europea la Commissione si era già espressa negli scorsi giorni,
Una settimana fa, durante un Eurogruppo, il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti aveva esplicitato la stessa richiesta di Meloni, la risposta del commissario Valdis Dombrovskis era stata un sostanziale.
No, perché non ci sono le condizioni per attivare questa clausola di salvaguardia nazionale.
Da ieri sera, un portavoce della Commissione ha ribadito che la clausola di salvaguardia nazionale non è tra le opzioni offerte ai governi.
Rimane il fatto che con questa lettera Giorgia Meloni ha deciso di alzare in qualche modo il livello politico della richiesta e ora Ursula von der Leyen si trova davanti a un dilemma, data la sua vicinanza con il presidente del Consiglio in questi anni von der Leyen ha fatto molte concessioni all'Italia qui però c'è un rischio più ampio, che è quello di alimentare i timori dei mercati per una crisi del
Debito sovrano, tanto più considerato l'indebitamento del nostro Paese, il secondo più alto nella zona euro dopo la Grecia, vedremo naturalmente le previsioni di giovedì prossimo gli altri appuntamenti di questa settimana da oggi si riunisce a Strasburgo.
Il Parlamento europeo, molti dibattiti previsti, però c'è anche un momento importante per l'accordo sui dazi con Donald Trump, perché domani i negoziatori del Parlamento si riuniranno con la presidenza cipriota del Consiglio dell'Unione europea e la commissione.
Per tentare di trovare un compromesso sul testo legislativo che serve per onorare gli impegni europei previsti nell'accordo di Tamberi il campo da golf in Scozia, dove lo scorso luglio Ursula von der Leyen Donald Trump, hanno per l'appunto ho trovato una intesa per una tregua commerciale che non si è ancora concretizzata del del tutto infine altra segnalazione.
A partire da giovedì e venerdì Antonio Costa al presidente del Consiglio europeo Ursula von der Leyen saranno in Messico, per non solo un summit Unione Europea messi come, soprattutto per firmare il l'accordo
Modernizzato di libero scambio,
Che rappresenta un altro passo avanti nella strategia di diversificazione commerciale dell'Unione europea, per ora è tutto vi restituisco la linea.
Grazie a David Carretta, adesso andiamo in Asia, abbiamo un collegamento del nostro Francesco Radicioni, torniamo un attimo sul sul lo storico incontro a Pechino tra il presidente Trump e quello cinese Xi Jinping.
E poi vediamo l'agenda questa settimana in Asia, eccoci, Francesco, c'è un'importante visita, tra l'altro che è quella proprio di Vladimir Putin da Xi Jinping.
E così il sole, non c'è alcun dubbio anche in Asia, anche nell'Indo-Pacifico. Quella che si apre sarà una settimana segnata da un intensissimo attivismo di Paul diplomatico, inevitabilmente, come ricordavi tutti gli occhi sono puntati proprio sulla visita di Vladimir Putin e in Cina una visita, questa, che avviene solo una manciata di giorni dopo il faccia a faccia tra il tra si Jinping e Donald Trump, mentre quest'anno segna tra l'altro, il settantesimo anniversario del partenariato strategico tra Cina e Russia, si giubbini e Vladimir Putin promettono ora di continuare ad approfondire e consolidare la cooperazione tra
Questi due giganti che condividono più di 4.000 chilometri di confine. Lo sappiamo, fin dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, Pechino e Mosca hanno rafforzato rafforzato moltissimo la loro cooperazione economica e diplomatica. Negli ultimi quattro anni la Cina ha aiutato la Russia ad alleggerire il peso delle sanzioni volute dall'Occidente.
Comprando da Mosca energia per centinaia di miliardi di dollari. Oltre a fornire questo, denunciano l'intelligenza occidentali. Materiale dual use, indispensabile per la cosiddetta operazione militare speciale di Mosca in Ucraina, tra l'altro nel mezzo della crisi in Medio Oriente, della chiusura dello stretto di Hormuz a lei e forniture gas e di petrolio dalla Russia.
Hanno sicuramente contribuito a rafforzare la sicurezza energetica della seconda economia del mondo, la Cina teme però anche di diventare troppo dipendente dalle forniture di energia dalla Russia e ha così soprattutto in cui, negli ultimi mesi, rafforzato le relazioni con le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale e cosicché gli osservatori si interrogano se la visita di questa settimana di Vladimir Putin a Pechino farà,
Emergere delle novità per quanto riguarda il gasdotto power ossa, Iberia due, anche se gli analisti sono scettici sulla sostenibilità finanziaria di questa gigantesca infrastruttura che dovrebbe pompare gas russo in Cina attraverso la Mongolia, però nei giorni scorsi il capo del Cremlino ha detto che Pechino e Mosca hanno raggiunto quello che viene definito un accordo di principio per rafforzare la cooperazione energetica da questa visita di Vladimir.
Putin a Pechino bisognerà vedere anche come Pechino Mosca coordinino sempre di più le loro la loro politica estera in quello che è un comune, una comune sfida all'ordine internazionale e lì liberale, sia per quanto riguarda il dossier ucraino che ovviamente, per quanto riguarda la crisi in Medio Oriente e nel frattempo Sonia prosegue anche la visita del primo ministro indiano in Europa dopo una breve tappa negli Emirati Arabi Uniti Narendra Modi parte superato, ma in Norvegia,
Al vertice tra India e Paesi nordici, questa visita arriva dopo che Narendra Modi aveva chiesto nei giorni scorsi agli indiani di ridurre i consumi di energia proprio nel mezzo della Cit della UE e della crisi in Medio Oriente, e l'obiettivo di questo viaggio sembra sempre di più quello di andare a rafforzare la cooperazione tra India ed Europa per quanto riguarda le infrastrutture verdi, i semiconduttori e la, l'energia e il latte, l'energia e la tecnologia, tutta una serie di settori che sono sempre più centrali per la quinta economia del mondo. Ecco, Sonia, dopo le tappe in Olanda e in Svezia e in Norvegia, domani il primo ministro indiano e arriverà in Italia a Roma Narendra Modi incontrerà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
E la presidente del Consiglio Giorgia Meloni negli ultimi anni, lo sappiamo, teli e Roma hanno rafforzato la cooperazione di tutta una serie di settori, dalla difesa anti sicurezza e alla ricerca scientifica e tecnologica.
Al centro di questa visita del premier indiano in Italia ci sarà però anche il Corridoio economico e commerciale, in che cioè quella serie di infrastrutture che promettono di collegare India, Medio Oriente e Mediterraneo, un'iniziativa lanciata dal più 20 nel 2023 e che molti analisti hanno interpretato come una alternativa Halili alla Delta Road cinese e un modo per collegare il paese che ama definirsi la più grande economia, la più grande democrazia del mondo, e cioè Libia. Con l'Europa ci torneremo per il momento è tutto la linea allo studio. Grazie grazie a Francesco Radicioni, ci colleghiamo subito in diretta con la Camera dei deputati
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