Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
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8:30 - Parlamento
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8:45 - Parlamento
9:00 - Senato della Repubblica
9:00 - Senato delal Repubblica
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giornalista
Buongiorno, agli ascoltatori di Radio Radicale.
Oggi abbiamo ancora questo botta e risposta tra Vaticano, tra casa Bianca e il Vaticano, e poi abbiamo la pagina sull'Iran, interessanti articoli sulla NATO, il costo eventuale dell'uscita degli Stati Uniti e quanto costerebbe alle europee agli europei il.
Un confronto sulla legge elettorale.
Oggi c'è un vertice a Palazzo Chigi, della Meloni, con i propri vice, poi il, il problema giustizia e e un po'di roba economica, a partire dalla moglie, dalla Montepaschi di Siena e dell'inchiesta e della lettera inviata dalla Procura di Milano, I,
Ah, al Senato e alla Camera.
Però iniziamo subito con Trump e su quello che è successo ieri
E che speriamo finisca presto, insomma.
Trump e Leone, botta, risposta, scrivono, Adriana Logroscino e Viviana Mazza.
È un pericolo, il Papa gli risponde usare la verità.
Allora la replica del Papa scrivono arriva in serata chi mi critica, chi mi critica usi la verità e l'epilogo di una giornata che si era aperta con il nuovo attacco del presidente Donald Trump al pontefice, se dipendesse dal Papa andrebbe bene per lui che l'Iran abbia un'arma nucleare penso stia mettendo a rischio molti cattolici.
La replica della Castel Gandolfo, è stata netta la missione della Chiesa e predicare il Vangelo, predicare la pace, se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo che lo faccia con la verità, la Chiesa da anni ha parlato con tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio e quindi spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio.
È evidente che tutti quanti gli osservatori mettono in relazione a questa uscita di Trump?
Alla vigilia della visita di Marco Rubio in
Di Marco Rubio, in Vaticano e a Rho e al con la Meloni.
Eh eh qui però Mario Platero, storico corrispondente da Stati Uniti prima del Sole 24 ore e ora collaboratore del buio nel Corriere intervista Michael J. Un lagging, direttore della rivista National cattoliche aeroporto.
E dice inimicarsi i cattolici, non è una buona idea Prevost, mi stupisce, vuole essere presente nella politica americana.
In questo nuovo attacco di, Donald Trump scrive Platero a papa Leone colpisce la scelta dei tempi proprio alla vigilia dell'arrivo a Roma del suo ministro degli Esteri, Marco Rubio, che doveva diminuire la tensione e come reagisce il mondo cattolico americano.
Lo si ricorda, Platero la risposta del Papa e questo volevo Holguin dice che sposta perfetta del papà.
Ricorda di essere un leader religioso, mentre Trump lo tratta come un qualunque leader politico, che lo critiche nelle sue scelte va subito all'attacco, ma è recidivo inimicarsi cattolici, non è una buona idea, credo anche io lo faccio perché il papà americano e gode dei sondaggi interni più elevati dei suoi senta il fiato della concorrenza tutto que molto illogico,
Ma questa è la natura di Trump.
Che linea sceglierà Rubio, li chiede, Platero Rubio e leale nei confronti di Trump, cercherà di abbassare la tensione e riconoscendo la differenza di ruoli tra la missione della Chiesa e del suo leader spirituale e quella di un presidente che si deve confrontare con sfide sul piano militare economico, credo che si troveranno bene hanno una cultura latino americana comune ma Massimo Gaggi,
Sempre sul Corriere è stato assistito alla conferenza stampa di Rubio.
Quello di giovedì, domani nota del redattore con il Pontefice, è un incontro messo in calendario da tempo per discutere di molti temi della libertà religiosa in Africa, a Cuba, da quando è stato programmato sono successe molte cose di cui dovremmo discutere papa Leone non è solo un leader religioso, è anche un capo di Stato e qui torniamo sulla
Distonia,
E con il Vaticano noi abbiamo lavorato spesso è normale incontrarsi in una conferenza stampa dell'argomento è dedicata all'operazione project Freedom, per cercare di riaprire lo Stretto di Hormuz bloccato dagli aerei nani.
Ieri sera il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha cercato di togliere dal al suo viaggio a Roma e il senso di una missione mirante a riparare i danni provocati dai ripetuti di Arkan attacchi di Donald Trump al capo della Chiesa cattolica.
A chi gli chiedeva conto della nuova accusa il presidente secondo il quale il Papa prevosto avrebbe sarebbe mettendo in pericolo molti cattolici Rubio addirittura replicato che questa è una caratterizzazione errata delle sue parole e aggiungendo che Trump insiste solo sulla necessità di impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica la differenza lungo la differenza tra lui e i semplici presidenti che l'hanno preceduto e che gli altri hanno solo detto a parole di voler impedire a Teheran di diventare una potenza nucleare mentre Trump sta facendo cose concrete a questo fine?
Tornando al papà prosieguo e Gaggi Rubio ha mandato un messaggio ambivalente a Cuba.
Uno Stato fallito, mal governato da comunisti incompetenti, ricordiamoci che Rubino è di origine cubana.
Non stiamo bloccando i rifornimenti di petrolio e il Venezuela che non glielo dà più gratis, lì le cose dovranno cambiare, ma mai questo è il momento di parlarne, poi però l'affermazione di voler dialogare con il Vaticano, anche nella prospettiva di mandare aiuti umanitari a Cuba lo abbiamo fatto in passato attraverso la Chiesa cattolica.
Vogliamo continuare a farlo.
Eh.
Certo, poi c'è, veniamo qua mentre ne parlano tutti i giornali e vediamo sotto vari aspetti.
E poi qua vediamo.
Come la vive il governo ci pensi Sciarra, poi lo vediamo anche su altre d'estate Meloni, messaggio a Rubio, Italia, alleata dell'America, ma no agli eccessi di Donald.
Le parole al vetriolo del presidente statunitense rimbalzano in un lampo nella sede del governo italiano, dove però l'effetto stupore è passato da un pezzo, siamo alle solite, si taglia corto.
Ma il nuovo affondo del tycoon la dice lunga sul vento di burrasca che continuano a sfilare sulla rotta Roma Washington.
E anzi chiedo con la Whitehouse, certo non arriverà con la visita del capo della democrazia a stelle e strisce quantomeno per il governo italiano, o almeno questa è la convinzione che si respira ai piani alti di Palazzo, Chigi in realtà ai piani nobili di palazzo Chigi perché Presidente risiede al primo piano.
A 48 ore dall'appuntamento su cui Giorgia Meloni oggigiorno siamo noi, vi farà il punto con i suoi Vision, prima di volare a Gemona per i cinquant'anni del terremoto.
E qui appunto affrontano come.
Come si?
Come la Presidente del Consiglio.
Gestisce questo ruolo.
Però, per Repubblica, invece Meloni cerca la sponda di Rubbia, una rete per contenere Donald.
E qui dice Meloni sa che deve in qualche modo schierare il suo governo con il Pontefice.
Marcallo preferisce non farlo personalmente senta comunque Antonio Tajani, con il ministro degli Esteri Lima ogni parola del comunicato con cui l'esecutivo prende le distanze da Trump, ne esce fuori una dichiarazione in cui il tycoon non ha citato, ma evocato.
Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, premette il titolare della Farnesina, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace, ma è quello che viene dopo spiega Tommaso Ciriaco a offrire il senso della scelta di campo, ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di papa Leone le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà e soprattutto una visione che condivide anche il nostro governo, impegnato attraverso la diplomazia Hagen, garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono i conflitti.
E poi chiude anche Matteo una scelta respinge anche Matteo Salvini a esporsi attaccare il Santo Padre, non serve a nulla e non risolve alcun nessun problema.
E si indigna anche l'opposizione, la segretaria del PD Elly Schlein ricorda che quelli di Trump non sono solo falsità, ma rappresentano un attacco mai accaduto nella storia di un capo di Stato al Pontefice è ancora Trump, si comporta come un bullo prepotente che non accetta idee diverse dalle sue.
Va segnalato al riguardo l'understatement dell'Osservatore Romano, che non riporta nemmeno una virgola di quello che è accaduto ieri, anche se formalmente viene chiuso il giorno dopo, mentre l'Avvenire quotidiano della Cei di ispirazione cattolica predica il Vangelo e l'apertura, ma,
C'è un pezzo di Elena Molinari, una New York che dice che gli elettori latino, se si sentono traditi il loro sostegno, cala dal 41 al 18% e.
E e c'è un'intervista.
Sempre di Elena Molinari ha cardinale me McIlroy.
Eh.
Noi, americani e Leone quattordicesimo, un pastore che può unirci le critiche alla guerra non sono interventi contro qualcuno, ma affermazioni di principio sono parole esigenti ma coerenti con il Vangelo preoccupanti e dolorosi gli attacchi di Trump, l'aggressività può rendere difficile il dialogo.
E chiede Elena Molinari.
Che cosa è cambiato a avere un Papa nato a Chicago?
Prima delle elezioni dei nonni quattordicesimo, il papà era per molti americani una figura lontana, rispettata, ma remota, ora è qualcuno che conosce il baseball che è cresciuto nel Midwest, che parla con l'accento e le cadenze di casa, gli americani lo sentono vicino in modo viscerale lo vedono come uno di loro e questo ha aperto porte che erano chiuse da tempo le conversioni sono in aumento, le chiese stanno registrando nuovi fedeli giovani che non si erano mai avvicinati alla fede.
Nella mia Arcidiocesi di Washington stiamo vivendo un momento straordinario in questo senso.
E chiude l'intervista quali segnali vede per il futuro di questo pontificia pontificato e nel modo in cui Leone quattordicesimo parla agli americani?
Il segnale più importante è che il Papa riesce a parlare a persone molto diverse tra loro e che lo fa toccando questioni fondamentali dignità, giustizia, pace, comunità.
In un Paese come gli Stati Uniti, dove la polarizzazione è molto forte e questo è essenziale.
Leone propone orientamento e morali e lo fa con un linguaggio che gli americani riconoscono come autentico, perché nasce dalla loro stessa esperienza credo che questa sia la sua forza in un tempo di tensioni e un contributo che può avere effetti profondi, anche se non immediatamente visibili.
E poi c'è Paola Müller, che fa tutta un'analisi i passi di Prevost e la traccia di Agostino.
Un momento molto più.
Tecnico diciamo così.
E sulla stampa.
Giacomo Galeazzi, che il vaticanista del della stampa tycoon sfasato la strategia incuria Rubio, deve tentare di contenerlo.
E scrive Galeazzi dalla Città del Vaticano in un'altra fase, spiegano incuria l'udienza in Vaticano a Marco Rubio sarebbe stata cancellata averla confermata, è il segno che il Papa guarda oltre Trump ed è un passaggio fondamentale nel sistema di contenimento in via di costruzione per arginare il tycoon con la cooperazione dell'episcopato statunitense e dei Congress venne evocati dal Pontefice mai così in sintonia con Roma, lavorio sottotraccia,
L'input papale è tenere sempre aperto il dialogo con 50 milioni di cattolici americani, prescindendo dalla pericolante sorte del movimento del momentaneo inquilino della casa Bianca, paragonato nei Sacri Palazzi al suo superbo rei di Israele Saul rovinosamente sconfitto dai filistei dopo la rottura con il mite e saggio profeta Samuele.
Attaccare, nuovamente Leone quattordicesimo a poche ore dalla missione di ricucitura di Marco Robbio è inquietante e denotano una condizione di sfasamento e imprevedibilità che richiede un supplemento di sollecitudine dice alla stampa il cardinale Marcello Semeraro, non si tratta neppure di una strategia diplomatica per dare opportunisticamente un colpo al cerchio e uno alla botte per contenere questa derivino deriva interloquire con un politico accorto ed esperto come Rubio è oggi una strada da percorrere.
La nuova offensiva di Trump contro l'Unione quattordicesimo non pare una scelta che nasce da una riflessione, ma uno scatto di cieca arroganza nella fallace.
Coscienza della propria superiorità allerta massima.
E poi chiude l'esperto vaticanista con un ricordo.
Galeazzi già nel 1937, Don Luigi Sturzo chiariva quale sia la responsabilità dei cristiani, affrontando il tema della guerra civile spagnola e del conflitto in Abissinia.
Una scomunica di chi cercava di giustificare l'uso della violenza bellica attraverso la dottrina della guerra giusta.
Chiosa l'arcivescovo, il cristianesimo, a differenza di altre tradizioni religiose o ideologiche, non prevede la spada come strumento di diffusione della fede o di risoluzione dei conflitti, va sconfessato chi pretende alleanze trovano altare per mascherare personali disastri, vale onnipotenza e però abbiamo visto che nella conferenza stampa,
Rubio dice che il Papa è anche il capo dello Stato.
Sempre Galeazzi, intervista, James Martin, gesuita.
E dice che lo sta anche Trump, sta spingendo verso una guerra santa, ma anche Carlomagno fa lì.
Le ore quattordicesimo e Trump potrebbero ricucire lo strappo, il Papa è sempre aperto al dialogo con gli Stati Uniti.
La sua personalità e senza e senza pregiudizi e amichevole, non chiude porta.
Perciò non escludo che un giorno possa anche incontrare Trump.
Ovviamente trattare del Vicario di Cristo con tale tanto disprezzo resta allarmante.
E vedere il presidente degli Stati Uniti usare un linguaggio così offensivo è davvero imbarazzante.
Non conosco un cattolico negli Stati Uniti che non sia sconvolto, ora non so bene dove potrebbe ritrovarsi, dove potrebbero trovarsi dei punti in comune, ma occorre ricordare che, prima di parlare di guerra giusta, dobbiamo tenere presente che la presunzione dovrebbe essere sempre quella della pace.
Come disse San Giovanni Paolo secondo, la guerra è sempre una sconfitta per l'umanità.
E qui abbiamo.
Abbiamo anche Maurizio Lupi, intervistato sempre dalla stampa, Alessandro Di Matteo.
Mai trascinare il Papa nello scontro è pericoloso, sentirsi onnipotenti da Trump per l'onore stonate cala nei sondaggi e cerca nemici esterni.
E dice?
E ora l'Europa Talking protagonista, gli Stati Uniti sono alleato, sbaglia, è giusto dirgli che in errore
Anche la stampa con l'aereo lombardo sottolinea come.
Le istruzioni della Meloni e l'ordine a Fratelli d'Italia, Noi alleate della stili uniti e non di Donald.
E qui appunto?
Appunto, spiega come.
Come un articolo molto lungo conto dove e come avverrà, questa è la strategia.
Tratteggiata.
Dal Presidente del Consiglio che abbiamo già visto, ha preferito a mandare avanti Tajani e non uscire nuovamente, perché, come ricorda Ciriaco sulla stampa.
Un pezzo un po'scritto scrive i contenuti, li abbiamo già visti, questa è una cosa in più che volevo sottolineare attraversando la viuzza che costruzione a piazza di pietra Alfredo Mantovano già immagina la domanda in arrivo Trump di nuovo contro Papa sottosegretario che cosa ne pensa una cosa, devo dire il Governo è stato già chiarissimo su Trump si riferisce alle parole di Giorgia Meloni che qualche giorno fa quelle con cui hanno sancito la spaccatura con una ragazza bianca
Ma ogni giorno arrivano l'attacco contro il Pontefice, gli si fa notare appunto noi siamo stati inequivocabili e qui poi prosegue col discorso del comunicato di Tajani, Ministro nel dettaglio, messo a punto.
Con le virgole anche del presidente del Consiglio.
Ma tutto quanto nasce per lo stretto di Hormuz e quindi le navi USA, scrive Paolo Mastrolilli e sono pronte a colpire se Teheran non tratta, ma nella notte.
Nella notte.
Michele, Farina sul Corriere, scrive Trump, l'accordo definitivo è vicino.
E nella notte sospende il project fido.
Sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani.
Così, nella notte ha scritto su Truth, Donald Trump, che ha anche annunciato di aver sospeso, dopo un solo giorno e soppressione del Pakistan, il project Freedom in programma americano di scorta militare nell'area attraverso lo Stretto di Hormuz, proprio per verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto.
Del resto ore prima il Segretario alla Guerra, Pete ex AN aveva detto il cessate il fuoco non è finito, mi aveva risposto pure la domanda sui delfini kamikaze.
Loro non ce li hanno, noi, non ve lo dico.
Insomma, quindi, praticamente.
Però poi c'è prende Greta Privitera, che invece sottolinea come è saltato il il in un negoziato, gli emiliani impulsivi, gli iraniani, i vigili esecutori dagli ordini Moc Taba, e così è fallito il negoziato, in realtà negoziando sarebbe andato in porto, ho visto la reazione di Trump comunque,
Gabriella Colarusso ci dice su Repubblica.
Come sta cambiando la strategia dei Paesi produttori nel consegna del petrolio?
Voglio adotti i treni e canali le nuove rotte del Golfo per bypassare Olmütz.
Gli emiratini muovono i camion per esportare i fertilizzanti, il sogno, ogni canale nel Mare di Oman Arabia Saudita, rispolvera il vecchio oleodotto costruito ai tempi della guerra della neonata Repubblica islamica e l'Iraq di Saddam Hussein, per far arrivare il petrolio nei porti del Mar Rosso, ne accelera sulla ferrovia, Riad e Gedda,
Il quark.
Che non ha venduto nemmeno un barile di greggio dall'inizio della guerra, aspetta ancora la ferroviere dei sei, gli oltre 2000 chilometri di strada ferrata che dovrebbero riunire tutti i paesi dell'intero Consiglio di cooperazione del Golfo, la guerra in Iran ha stravolto la logistica su cui si fondavano le economie del Golfo e le capitali provano ad aggirare il blocco dello stretto di Hormuz rispolverando vecchi progetti per oleodotti e gasdotti terrestri e affannandosi elaborare idee per i nuovi corridoi. Ma i costi finanziari e politici non consentono molte scorciatoie.
Riad, e forse la capitale che ha assorbito meglio lo shock del petrolio, dirottando una cospicua quantità di greggio sulla sua costa orientale da dà la sua costa orientale.
A quella occidentale, verso il porto di Yanbu, da al-Jubayr, che è uno dei principali terminal produttivi nel Golfo Persico, che erano il vero obiettivo di Saddam Hussein, quando, il 2 agosto del 90 invase il Kuwait.
Con l'obiettivo è sempre lo stesso bypassare Olmütz, perché Teheran e Baghdad col più 1 i mercantili del Golfo da quello sparo Scala o le esportazioni sono quadruplicate da febbraio fino a 29 milioni di barili a settimana, secondo i dati della società d'analisi che Blair,
Gli ho detto Est Ovest, ha parato il colpo, ma anche a Riad mancano le infrastrutture per potenziare la sua costa occidentale, la ferroviari and getta, un progetto da 27 miliardi di dollari dovrebbe essere terminato nel 2034.
Ora la monarchia di Bin Salman punta a rafforzare il porto di neon, sempre sul Mar Rosso, avendo dovuto in parte ad abbandonare il progetto della mega città iper tecnologica nel deserto.
Gli Emirati Arabi Uniti, più colpiti dagli attacchi iraniani, stanno cercando di aggirare Hormuz con l'oleodotto hub Jean Fujiwara, che arriva fino al mar doman, anche se pure il terminale che fungerà Ice preso di mira dai droni di Teheran queste vie alternative sono vulnerabili perché restano elogia il raggio d'azione dei missili iraniani.
Sebbene in si trovino al di fuori dello stretto spiega Friedrich Schneider.
Analista del Middle East counselor Global Orfeo
Esperto di economia e mercati energetici del Golfo
E poi invece spiega che appunto gli Emirati Rafferty Globe ha cominciato a usare i camion per esportare, evitando il collo di bottiglia scrive il Financial Times.
E, insomma, praticamente tutte queste questa crisi sta rimettendo in ordine.
In ordine.
Il mercato, oltre che la politica dell'area, ma proprio per la politica dell'area una persona arriviamo in Europa sempre.
Parla Trump, non meglio Trump.
Come si può risolvere quello che dice Trump?
E lo fa Giuseppe Sarcina sulla NATO.
Subito 1.000 miliardi di dollari, così la NATO stima costi e scenari di una difesa senza le forze americane.
L'analisi di Giuseppe Sarcina, gli europei possono fare a meno della Difesa americana, in teoria, sì, a condizione che i 31 paesi della NATO, tutti tranne gli Stati Uniti, siano pronti a spendere altri 1.000 miliardi di dollari, oltre ai 750 promessi lo scorso anno nel vertice dell'Aja in Olanda.
Allora i soci dell'alleanza si impegnarono ad aumentare la spesa per la Difesa fino al 3,5% del Pil entro il 2035.
Gestiranno un altro 1,5% investimenti collaterali.
Non so collaterali su per la sicurezza, comunque in assoluto anche il dual use, quelle cifre che pure hanno già suscitato aspre polemiche nei vari Paesi non basterebbero a colmare il vuoto lasciato dalla Trump exit.
Nell'ultimo anno, analisi e previsioni sono fiorite a decine.
Una delle più citate ancora quella presentata lo scorso anno dall'Isis.
International, Istituto della strozzati, Citadis, centro studi specializzato nella sicurezza internazionale con sede a Londra il rapporto si intitola difendere l'Europa senza Stati Uniti costi è conseguenza del lavoro, immagino lo scenario più estremo. Il ritiro completo delle forze armate americane di stanza in Europa e la disattivazione dei sistemi di sorveglianza e di intelligence fino allo smantellamento dello scudo nucleare, una specie di anno zero, insomma, che in realtà oggi viene preso in considerazione come un modello teorico per comprendere che cosa servirebbe invece per fronteggiare le ipotesi più probabili. Un ridimensionamento americano, in ogni caso, è quella di più significativi che in questi giorni rimbalzano nel dibattito tra i governi
Per rimpiazzare le forze americane di terra dai carri armati e l'artiglieria servono 51 miliardi di dollari per quelli navale, 86 miliardi per quelle aeree dai caccia e i droni, 88 miliardi totale, 225 miliardi che possono arrivare fino a 344 alla lista vanno poi aggiunti gli stanziamenti per mettere in campo una forza di 128.000,
In tra soldati e personale di supporto, il minimo per costituire una deterrenza credibile nei confronti della minaccia russa.
Si arriva a 1.000 miliardi, calcolando gli investimenti necessari nei settori in cui la distanza fra i capacità Proud americane e quelle europee più vistosa.
Sorveglianza del territorio, intelligence, infrastrutture spaziali.
E, da ultimo, l'Unione europea ha mostrato segnali di risveglio bussa, per esempio sta finanziando il sistema di comunicazione orbitale Iris, l'obiettivo è affrancarsi progressivamente da Elon Musk e della sua rete Starlink.
Ma al di là dei costi.
C'è un'analisi molto interessante Giuseppe Vegas sul Messaggero, le 2 facce della guerra.
E Park e diciamo in occasione della celebrazione del centosessantacinquesimo anniversario della costituzione dell'esercito, il presidente Mattarella, ce lo ha ricordato ancora una volta che disporre di un apparato di difesa moderno ed efficiente costituisce la migliore garanzia nei confronti.
Di possibile aggressione dall'esterno.
Può sembrare non nuova, è inutile ripetizione di un concetto che dovrebbe costituire la base di qualsiasi società e dell'esistenza degli Stati che sono nati proprio con questa funzione, ma non lo è.
Per il semplice fatto che non ci rendiamo più conto, che è proprio una difesa efficace lo strumento per scongiurare la nascita di un conflitto, dato che nella marmellata ideologica in cui vegliavano non esiste più la distinzione tra difesa e guerra.
Esso conquistò pagina 25.
Ecco allora che l'opinione pubblica approccio al tema, solo o prevalentemente sotto il punto di vista secondo cui la difesa equivale alla guerra.
In questo modo sarebbe dunque poi, per scongiurare una simile eventualità, potrebbe essere ragionevole spostare verso l'alto il livello di responsabilità passare dallo stato dell'Europa questo approccio non è davvero nuovo Luigi in auto, il primo presidente della Repubblica già alla fine.
Seconda guerra mondiale auspicava la creazione di un esercito europeo, strumento indispensabile per dotare l'Europa di una difesa efficace e contemporaneamente dare una coscienza comune ai popoli che ne fanno parte, superando una volta per tutte le irregolarità e gli odi che li avevano divisi nei secoli la difesa europea dunque, in questo modo sarebbe possibile dotarsi di uno strumento militare di dimensioni e tecnologie adeguate, che potrebbe veramente rappresentare una forza di deterrenza credibile e svolgere anche quelli indispensabile funzione di cuscinetto per ammortizzare molte possibili frizioni tra contrapposte aree geopolitiche.
Funzione che peraltro oggi sembra venir meno. Quella distopica applicazione ottocentesca della dottrina Monroe da parte degli Stati Uniti
Così dobbiamo rivalutare la necessità di disporre di una difesa efficiente, scrive Vegas, proprio per scongiurare l'evenienza di una futura guerra.
E poi va avanti, la guerra, si spersonalizza e perde quell'aspetto drammatico ed epico che l'ha sempre contraddistinta rendendo di fatto moralmente irrilevanti, non valutabili le conseguenze dell'azione umana, il danno inflitto al nemico con la perdita della tragicità si è dato origine a un sistema nel quale la sofferenza inflitta all'avversario può diventare superiore anche di molto a quella che sarebbe stata necessaria per ottenere l'obiettivo strategico che si era un po'che ci si era proposti.
Schiacciare un bottone non pone di fronte a un avversario, ma offre un meccanismo di assoluta dei responsabilizzazione e non consente di dare un senso di realtà a quello che si sta facendo, come succede ai ragazzi, di fronte a un videogame, per questo si continua a schiacciare il bottone anche quando se ne potrebbe fare a meno.
E questo è Giuseppe Vegas.
Ma eccolo qua, lo prendo dal Corriere.
Per restare in argomento, poi.
Arriviamo anche sul fronte nazionale.
Tra Russia e Ucraina, nuovi lampi di guerra prima dello stop per il Cremlino trema.
Fermo il fronte rombano in cieli, scrive Marta Serafini e dice di questo missile, da questo attacco su un palazzo a Mosca, in questa ottica il balletto di RAI due, l'ucraino che nella notte tra domenica e lunedì ha colpito a Mosca un grattacielo di lusso residenziale, sulla Mosfil'm mo Scaglia Street vicino al crimine,
Anche se il valore strategico di limitato Kiev dimostra che la capitale russa e vulnerabile?
Pur partendo da una netta inferiorità aerea, Kiev mostra ampliato progressivamente il proprio raggio d'azione alla propria approfondita di fuoco.
Combinando droni a lungo raggio missili più avanzati e migliore capacità di intelligence.
Il cui appunto parla di questo drammatico contabilità dei morti.
Prodotti dagli attacchi russi.
Ma mercoledì Imarisio fa un ritratto del di Shoigu voce dubbie sul golpe di Shoigu, l'uomo di Putin, che resta nell'ombra allunga popolare ministro della Difesa, è ancora nella cerchia dello zar.
Certo, i nomi sono come gli amori, che fanno giri immensi e poi ritornano nelle sempre Sciuto Venditti, ha Imarisio, Sergei Shoigu, ad esempio, non se ne parlava da un paio d'anni da quando, con una manovra discreta, era stato destituito dal ministro della Difesa e quindi dalla guerra dalla guida della guerra in Ucraina.
A sostegno della tesi che fosse una remunerazione salvifica, per non finire nel gorgo dello scandalo.
Per le tangenti alle forniture militari c'era un Corrado, un corredo di foto che non lasciava dubbi sull'amicizia con Vladimir Putin insieme a petto nudo nell'estate del 2017, durante una battuta di pesca, è a caccia ad alta gradazione alcolica e poi lo stesso presidente che fa da testimone al matrimonio nella sua prima geni da Xenia tutti indizi che portavano gli esperti è considerato uno dei pochi membri del clan al potere non proveniente da San Pietroburgo.
A 71 anni è il più longevo membro del governo russo, è nato nella regione autonoma di Tuva Siberia, esterno estrema, anche se è passato pensando infanzia e l'adolescenza in Ucraina, patria della madre secondo la figlia.
Sigle che segue la lezione paterna dello sciamanesimo, tipica di chi lo vuole di remoti in tempo di nazionalismo spinto questo gli ha creato più di qualche problema.
Al punto che nel 2023, mentre Yevgeny Pizzol Kean
Lui minacciava ogni giorno lui si dovette sottoporre a un nuovo battesimo ortodosso per fugare ogni dubbio
È un.
Sì, dei casi guadagna l'affetto dei russi legandosi sempre di persone nei luoghi dei grandi disastri naturali e degli attentati, anche per questo il presidente lo mette a capo della difesa, dove sostituisce notori Serdyukov, anche lui saltato per scandali di corruzione e dice che poi lo mette a capo della segretario Consiglio della Sicurezza uno degli organi più importanti dell'argomento natura russa.
Punti ha affidato alla figlia ha una sua figlia Xenia, la gestione del fondo da otto miliardi di euro per l'estrazione dei dei arredare, a lui rimangono anche le chiavi della Società Geografica russa, considerato un salvadanaio del presidente, scelgono un civile e quasi mai si è visto un colpo di stato eseguito dai militari per conto di un estraneo.
Inoltre, le purghe seguite dallo scandalo tangenti hanno completamente distrutto la sua cerchia tutto è possibile.
Nella Russia di oggi, dove il malcontento della classe dirigente per una guerra che si trascina pot creano instabilità, ma è difficile che lo Shoigu depotenziato di oggi abbia l'autorità, per convincere i massimi domande a seguirlo su una strada pericolosa, perché la fine che ha fatto il ribelle Pizzol King misteriosamente il perito in un incidente aereo con i suoi fedelissimi nell'agosto del 2023 ancora se la ricordano tutti.
Abbiamo affrontato dagli amici argomento terre rare, perché vari giornali, ma per semplicità lo prendiamo qua da.
Dal Corriere.
Depredate e rare e climate change, gli Stati Uniti si comprano la Groenlandia a Wall Street.
Gli Stati Uniti mettono le mani sulla Groenlandia via Wall Street attraverso una serie di operazioni finanziarie e la compagnia di acritica Mythos con sede a New York è quotata al NASDAQ americano.
Assunto il controllo totale del giacimento di Tabriz nel sud dell'isola artica, considerato il più importante depositi di terre rare pesanti non sfruttate al di fuori della Cina.
Che attualmente vanta il quasi totale monopolio sulla loro produzione e lavorazione.
E poi dice ricorda appunto le parole di Trump ai monti ius force per prendere la Groenlandia e aveva reclamato negoziati immediati, tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono un luogo chiamato Groenlandia.
E qui la osserva Sara Gandolfi la finanza potrà forse più delle armi, in questo caso vedere la riposanti terbio disprosio ittrio sarà molto più difficile da estrarre rispetto a quelle leggere e sono molto richieste perché è necessaria per la produzione di armi e componenti elettroniche.
Critical Metals, nata da uno spin-off con una società mineraria australiana, la European Lithium, nel giugno del 2024, ha acquistato prodotti e 200 milioni di dollari, il 92,5% dei diritti sul giacimento di Tabriz, che già possedeva una licenza di sfruttamento e un anno fa ha stretto una partnership con Green mette una società privata diretta diretta dall'ex consigliere di Trump, Giulio Horn,
Per lo sviluppo congiunto del progetto minerario, il 17 aprile scorso la transazione è stata finalmente approvata dalle autorità groenlandesi in 10 giorni dopo, l'azienda americana ha annunciato l'acquisizione della società Mario.
European Lithium, che deteneva una quota residua di Tabriz, ora tutto americano.
E
E qui c'è una strano.
In coincidenza chiodi che Medals a gennaio, anche firmato un accordo di fornitura decennale con l'impianto di lavorazione di Ugone Yuko in Louisiana, lo stato americano governato a Jeff Londra, nominato da Trump, l'inviato speciale americano in Groenlandia.
Non è qua, non è un caso, quindi se Londra parteciperà a fine maggio, una conferenza d'affari annuo.
Nonostante non sia stato formalmente invitato.
Al centro dell'evento ci sarà il tema dell'esplorazione mineraria, il riscaldamento climatico aiuterai Tree i drive in latori, lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia rivela una ricerca pubblicata su Nature Communications dal 1990. Oggi ha aumentato di sei volte ben oltre quanto prevedevano i modelli scientifici.
Eh eh adesso.
Torniamo in Italia.
Con?
La legge elettorale.
Eccolo qua.
Scrivono su Repubblica Tommaso Ciriaco e Lorenzo De Cicco.
Nuova legge elettorale, il premier adesso accelera Tajani, riunisce Forza, Italia, calma.
Non è il pranzo a preoccupare a Palazzo Chigi, ma il conto è Giorgia Meloni, che stamattina riceve i suoi due vicepremier premier, senza intenzionata a presentarlo subito, senza caffè, la legge elettorale sul tavolo da prendere, punta scodellare il tema di politica interna che più le preme,
Accelerare, stringere arrivare ad un primo sì della Camera entro l'estate e poi novità.
Mettere la fiducia al Senato subito a settembre, tradotto la riforma del sistema di voto che usciva da Montecitorio, dove le audizioni sono appena iniziate, già sfilano dei costituzionalisti, dovrà essere adottata, così come a Palazzo Madama senza troppe storie blindata, come si dice quando non si vuole discutere ma solo approvare.
Certo, al Chigi stamane si discuterà anche di molto altro delle bizze di Trump della trattativa, inserire con l'Europa sui conti dei soldi che mancano per la benzina di un paio d'Emi forti su cui puntano in questo scampo legislativo un quiz su cui puntano in questo ultimo scampolo di legislatura,
Il lavoro e la casa fa trapelare Arianna, Meloni.
Ma lo scoglio in tutto intorno interno alla destra e alla riforma del voto.
La Presidenza del Consiglio ha fretta anche per mettere a tacere la ridda di voci che descrivono Forza Italia tentata di sganciarsi dalla destra dalla prossima legislatura in direzione centro.
Per Meloni, il punto è questo.
La sua Antonio Tajani, il quale, a dire il vero, appare meno sereno di quanto stenti su di lui preme alla famiglia Berlusconi, che invita alla cautela cioè rallentare non a caso in questi giorni si è mosso con la consueta discrezione Gianni Letta, che, quando parla di solito che quando parla piano di solito è per farsi ascoltare meglio.
Riunioni, risultato di riunioni convocato ieri pomeriggio, il leader azzurro, alla vigilia del summit a Palazzo Chigi con i Capigruppo Agosta e alzato il vicesegretario Stefano Benigni.
Davanti ai suoi italiani ha già chiarito la linea che porterà oggi a Palazzo Chigi sia la legge, ma senza forzature la riforma per come è stata architettata va bene, bisogna evitare lo stallo, ma senza dialogo e il succo regaliamo alla sinistra sei mesi di grida al golpe in effetti Elly Schlein ha già bollato la proposta irricevibile senza bisogno di ulteriori aggettivi.
Eh.
Però su questa versione della famiglia Berlusconi, che preme su Tajani.
È un po'un altro angolo, divisone sul foglio.
Dove?
Caruso, scrive le lodi di Marina, elogia, Meloni su deficit e politica estera, rifiuta il pareggio stoccate ai professionisti della discordia.
Sempre molto scritto la verità cavaliera, questa è la verità di Marina Berlusconi, si sente ancora con Meloni, non tifo, per il pareggio, lode ai continuo di né perché il Paese è stato messo in sicurezza, lo spread è rimasto basso, il deficit si è ridotto in maniera dramma drastica, i valori occidentali sono stati difesi, dice quando ha il piacere di conversare di quei suoi interlocutori che la presunta freddezza, la discordia con Meloni è sparsa ad arte anche da innominabili dei Fratelli d'Italia.
È falso che Berlusconi, chissà, Berlusconi, sabotano la legge elettorale, ma è vero che occorre una riflessione per valutare se la legge favorisca più il centrosinistra e il centrodestra Salvini, che venerdì andrà in visita Buttafuoco, la Biennale ha avvisato i suoi deputati, c'è chi vuole il pareggio Mediaset non c'è amica chi sono gli innominabili,
Della discordia, chi pensa Marina?
E chi pensa Marina è sempre un problema, trovarlo sul foglio perché?
Ha una numerazione delle pagine, eccolo qua.
I e niente parla del tutto.
Primavera, Berlusconi, c'è un governo Meloni che va lodato che è riuscito a tenere i conti in ordine, che ha rotto una virtuosa operazione contro i bonus a pioggia, il superbonus.
Raffreddamento personale con Meloni risponde a chi ha la fortuna di rivolgere questa domanda, che non c'è mai stato, che gli scambi di messaggi e telefonate sono regolari.
Oggi sarà il turno dei russi a Venezia e tutti gli occhi saranno sulla Biennale.
Con chi ha provato a sentire che cosa ne pensa alla Cavaliere si è sentito rispondere con un editore è per sua natura contro qualsiasi tipo di censura, quando si entra nel campo dell'arte esiste, secondo la cavaliera, un governo Meloni ha incassato risultati e che ha il dovere di rivendicarli di esibirli.
Sono le figure del pensiero magico, dunque questi professionisti della discordia sono figure del pensiero magico e all'interno dei Fratelli d'Italia e Lentini a breve linea della durezza, figure che girerebbero i complotti, la cavaliera non ama questi Ulema della destra, lealtà di Forza Italia al Governo di Tajani Daniele Mediaset sono entrate nell'ultima riunione di Salvini,
Con i parlamentari.
E poi c'è.
Mediaset lavora contro di noi, avrebbe detto Salvini.
I punti si sono uniti e il corretto, ricordando che la verità di Marina ma c'è anche lo spaesamento di Mediaset col programma di Bianca Berlinguer, che dà forma ai fantasmi di Fratelli d'Italia per preparare la puntati da sempre più carta bianca, quella che dovrebbe essere l'abiura di Berlinguer, di scuse,
La Nucci si è già portato avanti, è stato graziato da Nordio pronta a non procedere con la querela, una rete è stata sequestrata, Berlinguer non vuole abiurare e si è rifiutata di cedere le immagini al TG 5, quelli dello scambio accise fra lei e Nordio.
Stanno chiedendo di intervenire.
E poi poi dice speculare.
And oscurato, segretario, il racconto che Marina i rifiuti delle riforme dei volumi non corrisponde al vero per Forza Italia, la soluzione migliore sarebbe un proporzionale puro senza indicazione del premier sul simbolo,
Ma solo sul programma con vincolo di coalizione, senza preferenze sono ovviamente i modelli che parlamentari illustrano Marina Berlusconi che non si traducono nella legge che pure la cameriera.
Per dare una prova, Meloni d'amore a Meloni, Forza Italia, ha chiesto che le larghe audizioni sulla legge elettorale l'insidia un'altra quanto vale oggi la Forza Italia, lacerata da quando è arrivata dopo il reset dei capigruppo, i sondaggi sono oroscopi, ma forse della sta ascendendo.
Il pubblico della rete 4 e confuso tra Porro che fa una puntata contro le cucire Nuccia Nordio e supera il 7%.
E Berlinguer, che invece ospite Ranucci, sono due linee diverse Porro Giordano Del Debbio rappresenta una linea che era Meloni mentre Berlinguer l'abate sono in presagi lo spostamento a sinistra, solo una domanda resta inevasa, la cameriera riferisce ancora l'antica trattoria Del Debbio col nuovo Berlin Saiu bar l'amaro lo offre Piersilvio.
Nessuna legge.
L'elettorale.
C'è anche il Riformista.
Eccolo qua
Lunghista.
Legge elettorale è il primo che in aula, entro luglio, audizioni al dio appelli per Meloni, Schlein.
La Commissione affari costituzionali scrive Aldo Rosati dovrebbe esaurire l'audizione degli esperti, una sessantina entro maggio.
Per poi passare alla fase emendativa, poi il volo a Palazzo Madama per l'approvazione finale.
Il cantiere ai monaci e Montecitorio, una commissione presieduta dal forzista Nazario Pagano.
E dove ieri sono stati ascoltati, eccetera, eccetera il premio non è né ragionevole né né non proporzionalmente non proporzionato, e non è il 70%, ma molto meno.
E quindi c'è tutto questo lavorio dietro le quinte?
Mentre Ettore Rosato, che fu il padre del Rosatellum nel lontano 2017, abbiamo già una legge elettorale, le energie vanno impiegate meglio, facendo altre cose più utili e urgenti, ma il Riformista.
Va giù pesante.
Con Claudio Velardi, e non solo, ma anche nella.
Su questa l'offensiva politica di Melillo, così il partito delle procure e mette a rischio la democrazia, scrive Aldo Turchiaro.
Dopo il voto scrive Velardi è chiarissima, infatti la progressiva inesorabile escalation per ratificare in via definitiva lo storico spostamento degli equilibri di potere tra legislatore e ordine giudiziario, si procede a passi da gigante verso la trasformazione del nostro Paese in una Repubblica giudiziaria, nel vuoto pneumatico lasciato da chi dovrebbe avrebbe il dovere costituzionale di difendere le prerogative del Parlamento.
L'episodio più clamoroso di questa deriva e la lettera inviata dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ai ministri Nordio e Piantedosi e alla presidente della commissione antimafia, il procuratore, un magistrato di cui nessuno mette in discussione competenze tecniche e dedizione professionali, si è scagliato contro la norma del 2023,
Che vieta di usare le intercettazioni dell'inchiesta, è diversa da quelle originariamente autorizzate, sostenendo che ciò ostacolerebbe la lotta a mafia e terrorismo.
Non ho una mossa politica in piena regola cui il sistema reagiscono Scots accertante, genuflessione.
Da un lato, con le blandizie dei cosiddetti giornaloni, il Corriere della Sera, in prima fila e fare la riverenza cassa di risonanza, l'allarme dall'altro, con il silenzio, i balbettii del Governo e della politica incapace di difendere le proprie riforme e pericolosamente tentati, persino nei vertici dicasteri di assecondare in onda pur di non disturbare,
Il manovratore.
E 15 è l'unico che è intervenuto contro la strada dell'Unione delle Camere penali, l'attuale divieto di pesca a strascico non è astrakan stravaganza recente, ma riaffermazione delle garanzie del codice Vassalli 89 sullo stesso argomento, ma con termini un pochino più forti.
C'è, Piero Sansonetti, d'attacco del sull'unità d'attacco del procuratore Melillo alla Costituzione.
Non so cosa avesse in mente il procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo, quando l'altro giorno ha inviato una lettera al governo per chiedere che sia cancellato o modificato l'articolo 270 del codice di procedura penale e c'è l'articolo che limita l'uso indiscriminato delle intercettazioni e soprattutto vieta le cosiddette intercettazioni a strascico però posso confessare di un sospetto che o Gianni Melillo che uno dei più prestigiosi, i magistrati italiani, si candida alla leadership del partito dei magistrati, uscito rafforzato dal referendum e che non può essere lasciato nelle mani di personaggi un po'folcloristici come Gratteri, o Woodcock o Scarpinato.
Può darsi che mi sbaglio quel che è certo è che con quella lettera al governo, il procuratore Melillo ha lanciato un attacco frontale innanzitutto alla Costituzione e in secondo luogo la Corte dei conti, Cassazione cioè quella che è considerata la massima autorità in campo di giustizia Melillo non aprire una discussione sul diritto fa una cosa molto diversa si rivolge direttamente all'esecutivo forte del potere del quale dispone in quanto capo della procura antimafia.
E forte dell'investitura calma dietro lo ritiene di aver ricevuto il referendum, è detto, nella misura di legge in contrasto aperto con la Costituzione è un'iniziativa singolare che si tiene con che, se si tiene conto del fatto che tutta la linea, la campagna referendaria da parte del no si è fondato sull'idea che la Costituzione rappresenti un valore intoccabile,
Su Melillo, interviene.
Anche.
Il dubbio che parla anche della della legge elettorale.
Il Po né Meloni, l'incubo sorpasso, il campo largo incalza, oggi i vertici del centrodestra, però sul dubbio.
Interviene anche Marco Perduca che si vive.
Oliver di Juan de Dupuis, è stato un militare non violento, dirigente radicale e leader politico per migliaia di persone che non conoscevano la libertà, la democrazia o come potersi autodeterminare.
Oliver dubbi è morto il 4 maggio 2026 a 68 anni, affermando per l'ultima volta la sua coscienza grazie alle donazioni.
E poi ricorrere ricorda la sua esperienza.
Con?
Marco Pannella.
Tra la fine degli anni 80 e i primi non hanno dubbi.
Fu uno dei pionieri radicali capire un uffici e crearono contatti politici in quella che chiamavano Europa dell'Est, immediatamente dopo si dedicò corpo alla causa tibetana, impegno riconosciuto in punto morti sarà lo stesso dalla Rama.
Gli auguri Falun Gong vietnamiti, Taiwan Nancy lo laotiani, popoli indigeni, kosovari, bosniaci, croati, albanesi, ceceni, nazionalità iraniana, i tunisini siriani vittime della pedofilia belga, costellavano le sue attività parlamentari e le campagne politiche di giugno, i radicali,
Azioni partente ape apparentemente slegate, che però avevano un'ispirazione comune, la vita del diritto.
Per il diritto alla vita e chissà quante vite sono state salvate grazie a quella.
Mobilitazioni
Un ricordo.
Di mutui c'è anche su cioè che sul foglio mi fido.
Vitiello, Guido Vitiello Oliver, di cui sembra disegnato d'erge la prima volta che lo acquistai non so più quale pubblicazione del Partito radicale transnazionale nei primi anni, no Anna indossavano l'uniforme croata delle élite cioè di Osio e che accanto a Marco Pannella, sotto le bombe di Milosevic pensare a lui come un Tintin europee, tentenna europeo e non certo va da sé nel senso che, in cui l'uomo che pretendeva o forse millantava di essere stato il modello storico creature di emerge il collaborazionista Leon Degrelle,
Tutto questo.
Prosegue.
Altri che lo hanno conosciuto meglio di me potranno scrivere senz'altro cose più interessanti e alcuni suoi ex compagni dei radicali o non hanno fatto già.
Io posso, per quel che vale, lanciare un'idea sul filo dello scherzo, se l'Europa nutre ancora qualche residua speranza che le nuove generazioni si innamorino di lei, ebbene che si effettua il predetto cucinare, un fumetto sulla vita avventurosa di dover Dupuis, il Tinti, il tentenna del federalismo,
Questa.
Questa icona su questa questo pezzetto questa parentesi, due dubbi.
Poi torniamo alla politica interna
E vediamo messaggero.
Che succede dalle parti del Pd.
Sláine chiama gli extra del DVD nel degli ex Dc tradizioni culturali con il Pd.
Ma ancora o no sulla legge elettorale scrive Mario Ajello?
È una coincidenza, ma una di quelle coincidenze che fanno capire che cosa è stata l'Italia politica e che cosa ci si fa tesoro della storia può ancora essere.
Ieri i due eventi, entrambe affollatissimi, dedicati a due statistiche, hanno rappresentato almeno le rispettive tradizioni di appartenenza, Aldo Moro e Giorgio Napolitano.
Valga come senso comune sintesi della della presentazione del libro Aldo Moro le idee, il metodo eredità, fautori, Tino Iannuzzi e Alberto Losacco.
Prefazioni di Pier Ferdinando Casini, l'immagine che si è vista quasi per l'intero pomeriggio all'Istituto Sturzo e l'immagine di questa e di immagine è questa la segretaria del Pd non era il simbolo del radicalismo e della sinistra a sinistra, ora aveva detto, ma che è seduto al tavolo dei relatori con la tua destra Casini e la sinistra Franceschini,
Annuisce continuamente a quel che dicono questi ex due giovani democristiani su Moro prende appunti mentre loro parlano e sembra quasi divertito appena prende a sua volta al microfono.
Una di loro, o meglio, una morotea, ascoltare, riconoscere.
Ascoltare e riconoscere che non vale solo la tua verità, ma anche l'avversario alla sua e va considerata e non rifiutata e mediare e fare sintesi questo ci ha insegnato Moro e il suo lascito e prezioso per noi e non dice solo questo. Sláine Casini sottolinea la capacità di Moro di allargare, di fare inclusione. Ci del discorso moroteo del 28 gennaio del 78, in cui è sull'apertura al Pci, cerca di convincere la parte più riottoso della Dc e racconta, come nel 68 da professore universitario sapeva parlare con i ragazzi della protesta studentesca,
E mettere il suo partito in contatto vero con il Paese in trasformazione,
E Sláine coglie la palla al balzo.
Le giovani generazioni sono stati essenziali per la vittoria del referendum sulla giustizia e ci hanno mostrato la loro grande partecipazione, ma non dobbiamo darla per scontata.
E poi?
Prosieguo Aiello
Il fatto è che per vincere le elezioni e la leader Pd sente di aver bisogno di tutti, anche di un centro forte del centrosinistra, quello rappresentato dagli ex Dc nel caso dovesse andare al governo, capisce Benelli che il know how democristiano, il metodo aperturista e non arroccato di cui Moro era nel campionessa campionissimo è uno sguardo non fazioso su tutta la strumentazione più adatta,
Dice che chi in questa sala ci stanno Claudio Mancini, Nico, Stumpo, Giuseppe Provenzano, Beatrice Lorenzin Delrio speranza.
L'ex sottosegretario Giampaolo d'Andrea, che ha fatto un ottimo discorso partendo dal libro, e ci sono persone delle istituzioni come Salvo Nastasi e Vito Cozzoli, c'è Braga, che dice, sorridendo a Renzo Lusetti voi del ministero dei sette video a Terni, ma occhio anche ad alcuni esponenti dell'alta burocrazia italiana che parevano aver trovato una buona forma di convenienza con il melodismo ma dopo la sconfitta della destra al referendum cominciano a mostrare curiosità verso quelli, ma il tutto il presunto che potrebbero vincere o pareggiare.
Nel voto nel 2027.
E poi parla Franceschini, l'inclusione dice Dario, era il metodo di Moro e l'inclusione.
E inclusione noi stiamo facendo con i 5 Stelle, li abbiamo aiutati ad emanciparsi dalle loro origini, se fosse in sala conta, avrebbe annuito, probabilmente hanno unito anche lui, pur senza farsi assimilare dalla cultura di sinistra, si definisce un progressista, ma votava per De Mita,
E l'ammirazione per Moro non unisce i dem.
Assumma diavolo vediamo successivamente, pur essendo un democristiano di sinistra, Sergio Mattarella non era ieri alla giornata di Moro.
Ma sedeva in prima fila al convegno istituzionale sui vent'anni dell'elezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica.
Anche qui, come nella Sturzo, si è celebrata la migliore politica non in chiave amarcord, ma come stimolo per il presente e per il futuro.
Perché la grandezza di Napolitano è la grandezza di un classico e dunque conserva la un'attualità che non è sfuggita agli storici e tantomeno ai relatori del calibro di Casini Fassino Fini Gianni Letta Rutelli, Veltroni.
Casini, racconta, personalmente avrei anche voluto buttare il cuore contro lo Stato da consegnare al centrodestra, fu quella di non votare a favore di Napolitano, però di esprimere tutto l'apprezzamento per la persona e tutta la convinzione che egli sarebbe stato come poi fu,
Garante di tutti gli italiani e profondamente rispettoso verso le opposizioni dell'epoca che eravamo noi.
Rutelli insiste sul doppio patriottismo di Napolitano italiano europeo Fassino, racconta come nella prima opzione su d'Alema si passò al compagno Giorgio per il collo Colle, finì toglie di mezzo le dicerie.
E spazzatura che è napoletano ed io confrontammo contro Berlusconi.
Ed è sprezzatura attribuire un presunto favoritismo a Berlusconi dopo che la destra lasciò la maggioranza e Letta Gianni racconta che il 22 aprile 2006, in una scena con Napolitano allora senatore a vita, gli predisse che dopo pochi giorni sarebbe diventato presidente della Repubblica.
Lui non ci credeva, ma è accaduto e la presidenza napoletana, celebrata in prima fila alla Martorella, l'Enza una lezione di metodo.
Com'è quella che in altri tempi e altri ruoli ha dispensato Moro?
Beh, insomma.
Sul vertice di Cannes atteggiamento di Napolitano qualche cosa si potrebbe anche ricordare, comunque, abbiamo visto il messaggero sul Pd e lo vediamo anche sul Corriere della Sera.
Eccolo qua.
Eccolo qua.
Sláine on the ai metodi dopo Madia il Pd vuole avere posizioni chiare.
Lunedì Elly Schlein aveva preferito non commentare l'addio di Marianna Madia dal Pd, il giorno dopo, però, la segretaria è stata costretta a rompere il silenzio.
Ospiti dei canali, il programma in onda su la 7, la leader dem ha detto.
Dispiace sempre qualcuno quando qualcuno decide di andarsene, Leslie Sláine ci tiene comunque a precisare che il Pd rimane un partito plurale e che quindi le idee riformiste continueranno ad avere piena cittadinanza, dunque un partito plurale, ma anche rivendicava MES segretario, un partito che vuole avere delle posizioni chiare ed è per questo che mi hanno eletto segretario.
Perciò Sleiman si straccia le vesti per qualche uscita e infatti quando ma viene informata la leader dem non ha fatto niente per trattenerla la neve, la segretaria non arriva a teorizzare come invece fanno Goffredo Bettini e Dario Franceschini chiederà of fughe i dem potrebbero confluire per dare vita a quel centro dell'alleanza di cui a loro avviso c'è un gran bisogno per poter vincere le elezioni ma è convinta che questi addii non si trascina dietro molti consensi.
Eh.
Ovviamente, Maria Teresa Meli, questa era Maria Teresa Meli.
Intervista anche Matteo Renzi, che sotto la sua ala la Madia e rientrare tornata insomma.
Marianna, risorsa preziosa per la futura casa riformista.
Con anelli marciamo, divisi, per colpire uniti, alle urne.
E ne chiede la te la Meli a Renzi, ma questa scelta non pregiudica i rapporti tra lei e Michelin no, e li avrebbe preferito che Marianna arrestasse nel Pd, però abbiamo visto che forse non è proprio così, ma marciamo divisi per colpire uniti, Italia, Viva vuole costruire una casa riformista perché il centrosinistra vinca le elezioni Schlein o ha capito prima di tanti altri del Pd.
E apprezzo molto questa sua lettura.
Poi, chi lascia un partito sa che per andarsene, come strapparsi la pelle Lawson Marianna lo so io lo sa anche Sláine che fece la stessa scelta 10 anni fa, ma chi lo fa per visione politica e non per interesse ratio personale?
Merita rispetto.
Cosa le dà questa sicurezza di vincere le prossime elezioni, le economie che va sempre peggio e gli italiani lo vedono sulla loro pelle, ma anche la matematica?
L'altra volta almeno ne ha preso il 26% ha conquistato Palazzo Chigi solo perché si è di la sinistra, si è divisa in tre, ha vissuto su una scomoda narrazione, non ci sono alternative a mio governo quando e il merito va in primis Slaine la sinistra sia unità superando i veti e mettendo insieme i voti la partita è cambiata segno oggi i sondaggi mostrano che il risultato è aperto e ogni settimana alla maggioranza un problema nuovo. Prima o poi arriverà al pettine il nodo Vannacci e li dovremmo distribuire popcorn Sciò garantito
Lei ritorna spesso sul ruolo di Vannacci ed è stato ospite di difendersi in un confronto con il generale perché questa insistenza perché se Vannacci va avanti sui suoi temi Meloni non o in barca e la destra perde le elezioni.
Dice Renzi se Vannacci torna indietro, Meloni, noi in barca, ma il generale perde la faccia, il quorum è un intreccio diabolico.
Su tasse, immigrazione, sicurezza, Giorgio, ha fallito, Vannacci sa di essere credibili su questi delitti solo se rumbe, se lei invece resta in coda in coalizione, come fa Forza Italia a porsi, come se invece resta in coalizione virgola come fa Forza Italia a porsi come interlocutrice dei moderati.
Eh.
E poi passiamo.
È un argomento che solo apparentemente economico.
Dice il fatto caso Montepaschi, niente più indagini sei un amico in Parlamento.
Eh.
Telefono i blindati, se parli coi politici, lo scudo preventivo della Giunta scrivono Davide Milos e l'aria Proietti inedito per la prima volta i pm chiedono un via libera prima di estrarre dal cellulare alle conversazioni con nove parlamentari l'abbiamo visto ieri.
Che era questo pezzo del Corriere della Sera Ferrarella, oggi tornano un po'.
Anche Repubblica è solo prendiamo, ovvero dalla stampa, però.
Eccolo qua.
Arrivo eh.
Eccolo.
Misiani autorizzate, le chat nel centrodestra resta in silenzio, scrivono Giuliano balestreri e Luca Monticelli i magistrati chiedono di cambiare visione delle conversazioni tra Sala e nove parlamentari, e qui è praticamente loro stanno riprendendo il pezzo di area del Corriere della Sera dove appunto la Procura di Milano ha chiesto in anticipo a Camera e Senato di poter accedere e aprire il telefonino di Marcello Sala, ex direttore generale del movimento del ministero dell'Economia, per quanto riguarda l'inchiesta,
Su.
La cessione di questo 15% notte, tempo delle azioni Montepaschi detenute dal Tesoro e piazzate dalla banca.
Relativamente piccola.
Ma?
Sì, 11 anche.
Un tema che è uscito prepotentemente scrivono un po'tutti.
E lo prendiamo da Repubblica.
Eh.
Ed è la Uno Bianca.
E lo scrivono.
No, dice scusate la Uno bianca, ma affrontiamo dopo adesso prendiamo.
Dalla verità, questi mal di pancia che regolarmente scoppiano.
In un determinato pianeta che, come scrive Marcello Veneziani, che cosa resta delle tre volte, credo destra è stato al governo negli 80 anni di Repubblica e la destra è andata tre volte al governo, anche se nell'immaginario collettivo è sempre è stata quasi sempre un corpo estraneo e una forza di opposizione.
Certo, la prima volta come Ulisse
E i suoi uomini uscivano dalla grotta di Polifemo nascosti sotto il vetro degli armenti democristiani.
C'era un leghista in Italia destrorsa nella pancia della Dc, un'Italia moderata e conservatrice, cattolica e anticomunista, ma era sotto falso nome e conviveva con anima, centrista e democratica e progressista e incline.
Al dialogo con la sinistra.
Pets lungo.
Alla fine della decide sto in permanenza al potere l'opposizione che stanno sempre Italia più traguardo guadagnando Choir alcuni spazi o allargando il governo, la sinistra non comunista, la destra della decide, sono cripto corrente, anche se a volte alzo, la destra come i tempi a maggioranza silenziosa del divorzio di qualche lezione del Quirinale o con le compagne di Indro Montanelli che esortava quelli di destra, turarsi ma esortava tutti, non quelli di destra esortava quelli di destra a turarsi il naso e votare la DC ma
Prosieguo dei pertinenziali sotto l'etichetta di cultura di destra oggi si indica il ruolo che nel passato, del resto, personalità assai diverse, irriducibili a quel comune denominatore individualità, spiccate refrattaria a ogni in truppa mento, i cosiddetti intellettuali di destra.
E ci abbiamo due esempi.
Nel ministro Julie, Pietrangelo Buttafuoco, i cosiddetti intellettuali di destra, hanno sempre avuto rapporti ostili con il potere culturale, e non solo i rapporti conflittuali con le sale, con le forze politiche di destra, a Dio spiacenti agli nemici, agli e Ali, i nemici sui,
Già 30 anni fa lo riassunse in una formula all'intellettuale di destra, le esistono gli impegni, perdona di essere di destra e i governi di destra non gli perdona di essere intellettuale.
Un disagio salomonico, bilaterale, Kinkel, oggi spinge alla solitudine sennò, all'isolamento.
Paradossalmente, una definizione politica di destra è stata usata per decenni con più disinvoltura della dalla sinistra e usare un termine, un significato negativo, accusatorio e denigratorio spesso era considerato il primo step di una progressione inesorabile, destra, estrema destra, fascismo, nazismo, razzismo,
In definitiva, la destra al governo ci è andata tre volte, ma senza mai avviare non dico realizzare una coerente riforma civile e morale prima che politica e culturale la destra alla fine dei conti è rimasta una forma platonica che forse non è mai scesa dai cieli.
E e questo qui?
È?
Sulla verità.
Veneziani poi.
Dopo queste riflessioni.
C'è a Libero.
Che
Apre scandalo foto, cose false così infangano Giorgia.
La denuncia del premier immagini me in sottoveste create con l'intelligenza artificiale per screditarmi.
Questa foto sta un po'su tutti i giornali e appunto si vede.
La Presidente del Consiglio negligenze e sull'argomento.
Prendiamo anche Massimo Gramellini.
Sui social trovi le foto di Giorgia Meloni sul letto in sottoveste e pensi ovviamente che si tratti di un falso neanche Trump si farebbe immortalare così forse invece, sotto la foto leggi, i commenti imbizzarriti dell'indignato collettivo che scarichi dei suoi vergogna a raffica, mentre un certo Roberto arriva a deprecare la caduta di stile della Presidenza del Consiglio,
Indegna del ruolo che ricopre a quel punto ti assale il dubbio che siano false anche le indignazioni, perché persino un analfabeta di ritorno, ma pure di sola andata, si rifiuterebbe di credere che, dopo un'intera giornata trascorsa della sala, ad ascoltare le stravaganze di Julie,
Gli echi di Salvini Meloni possa ancora avere la forza di farsi un selfie in camera da letto e la voglia poi diffonderlo in rete a disposizione dei suoi odiatori. Che cos'è la verità? Chiedeva Pilato a Gesù prima di lavarsene le mani, inaugurando la moda che tuttora, che dura tuttora, la verità è che con l'intelligenza artificiale tutto sta diventando credibile, soprattutto l'incredibile verificare prima di credere e crede nei prima di condividere, dice l'ammirevole a me la Meloni vera in tailleur e ha talmente ragione che i politici per primi farebbero bene a seguire il suggerimento anziché trasformare ogni sussurro di cronaca in armi in polemica
Senonché sottoporre la vita al perenne controllo del Var richiede talmente tanto tempo e fatica che un po'a tutti noi risulta molto più comodo credere solo a ciò che ci fa comodo.
E questo è.
Poi.
Sulla stampa.
Sulla stampa.
Eccolo qua c'è Marco Varvello, che intervista.
Alastair Campbell
Che è stato lo spin doctor di Tony Blair per tanti anni siamo nel pieno dell'era dell'antipolitica non data populista, travolgerà Starman.
Trump alimenta l'instabilità anche in Europa, Meloni ha fatto bene a prenderne le distanze, scrive Marco Varvello da Londra, le amministrative di domani vedranno una sconfitta per An pesante per i laburisti, addirittura storica se il Labor perderà davvero il Galles un freddo difeso fin dagli anni 20. Eppure non stupisce.
Questa è la sorte che stanno subendo i partiti di governo in tutta Europa, il problema, insomma, non sono starmene dei suoi ministri, ma la protesta che premia i partiti populisti e qui, appunto, sono dice che le elezioni in Galles sono un referendum per governo,
E poi chiude.
Chiude.
Eppure, da Trump stanno prendendo tutte le distanze in Europa, compresa la presidente del Consiglio Meloni, gli osserva.
Varvello ha fatto bene commentare dal Camber, credo poi che sotto sotto sia anche contenta della sconfitta di Orban è stato rimosso l'ultimo dei pasdaran di Trump nell'Unione europea.
La vostra che premier gode un buon credito nel mondo politico britannico, prima era conosciuto solo come esponente dell'estrema destra europea come Marine Le Pen.
La sua svolta pragmatica la rende ora molto più interessante, anche per il governo britannico si arrivasse a una trattativa vera per il rientro del Regno Unito.
Il governo italiano dovrebbe appoggiarci, sarebbe interesse comune bilanciare l'equilibrio interno dell'Unione rispetto all'asse franco-tedesco.
E poi, prima di salutare Campbell's ricordo del suo podcast, a proposito da tempo vorrei avere un neo Meloni ospite per caso è il suo cellulare.
E non so se Corbello abbia il cellulare della Meloni.
Però rimango qui sulla stampa.
Perché c'è una notizie che altri giornali in un anno e scrive Fabrizio, teoria tassi il piano BCE, la Banca centrale europea e pronte a intervenire due rialzi dei tassi di interesse in estate per arginare gli effetti della crisi energetica derivante dalla crisi in Medio Oriente.
Sono le 6 settimane più lunghe per la BCE, è quella in cui capiremo almeno l'impatto della guerra del Golfo si sussurra negli ultimi piani della BCE prima della decisione della scorsa settimana.
Tracciano un confine chiaro, inequivocabile, il tempo dell'attesa si sta esaurendo, il dello scenario di base si sta già passando verso quello più severo, sotto la pressione di un barile di greggio ancorato sopra quota, 100 dollari e di un oggi sia normale, strozzate dalla crisi Olmütz, Francoforte, prepari di mercato una svolga svolta restrittiva amara.
Primo, si spiega perché l'Eurozona si ritrova vittima di uno shock esogeno su cui non possiede alcun controllo, secondo, perché i 20 né gli eventi negativi minacciano di deragliare la stabilità dei prezzi e soffocare la già debole crescita è così insegna, alza i tassi.
Dal colpo di grazia e da Bruxelles invece, Marco Bresolin scrive 450 euro che, in caso di conflitto prolungato, possono arrivare a quota 2.270 e il costo legato alla crisi energetica che ogni famiglia italiana in media dovrà pagare quest'anno, una stangata che vede il nostro Paese ben al di sopra della media UE 375 euro a famiglia che possono salire fino a 1.007 e 50 in caso di crisi più seria.
Ai primi posti in classifica sono gli slovacchi, gli irlandesi belgi pagheranno di più.
E questo qui è perché c'è il?
E la dipende dalla nostra dipendenza dalla dalle importazioni, dall'andamento del prezzo, ma il Messaggero ci informa.
Al riguardo.
Lo trovo.
Piano italiano per le forniture, più gas e petrolio della Libia, domani primo ministro dei beni da Meloni, l'ipotesi di rafforzare, raddoppiare i flussi di Green streaming per tamponare la crisi.
E poi c'è il caso dei calciatori trafficanti, la.
Espatria ad est instradare.
La Libia sta al nostro scrivo Francesco Bechis, la Libia sta al nostro Paese come ora il Venezuela installa, America di Trump, spiega chi lavora al dossier per conto della Premier gas e petrolio sono libico, ora più che mai, far gola al governo italiano che con animo vanta una posizione in pole position le forniture energetiche al paese africano dirimpettaio del Mediterraneo.
Tuttavia, si può fare di più, molto di più e a chiederlo in queste settimane è stato proprio il governo di Tivoli unico riconosciuto dalle Nazioni Unite.
E qui dice.
I libici vogliono vendere gas e petrolio Italia interessata, comprando il più 2 i flussi attenzionati, dall'altro il Greenstream, 500 chilometri sotto il Mediterraneo, che collegano Mellitah nell'età a ovest di Tripoli, a Gela, in Sicilia, trasportando gas naturale.
E qui vogliono raddoppiare i flussi.
Poi ci sono.
Apprendo da Repubblica che quello un po'più.
Eccolo qua.
I fatti di cronaca.
E c'è.
Questa storiaccia
Il.
Nella prima fase della cronaca del Corriere.
E poi passò anche Lipu di legno.
Furono i servizi a dirci di uccidere, Savi, parla in tv, insorgono i familiari.
Il capo della Uno Bianca belve, noi aiutati, i parenti delle vittime, lo dica ai pm,
A guidarli, a dire loro di chi uccidere, ci sarebbero stati i servizi segreti, scrive Federica Nannetti sul Corriere anche nel caso dell'armeria di via Volturno a Bologna, dove il 2 maggio 1991 vennero uccisi la titolare Lucia, Ansaloni ai carabinieri in pensione Pietro Capolongo non lo dice a parole ma lo dice con una sospensione annuisce lui è Roberto Savi, ex poliziotto a capo della banda della Uno bianca con i fratelli Fabio Alberto nonché gli Prodi anch'egli poliziotto.
Criminali che, in sette anni e mezzo dal 1987 del 94, fecero 23 morti e oltre 100 feriti tra Bologna e la Romagna, assaltando caselli autostradali, supermercati, banche e uffici postali.
Tra le vittime, anche membri, di alcune forze dell'ordine, come i tre carabinieri trucidati il 4 gennaio 91 al Pilastro ieri sera, intervistato da Francesca Fagnani a belve Crime, su RAI due, ha dato una versione diversa, quella armeria non sarebbe stata una rapina, sarebbero stati i servizi segreti a commissionare l'esecuzione di Capolungo,
Ne sarebbero stati sempre gli stessi servizi a proteggere almeno iniziativa.
Inizialmente, ma va là la rapina, chi va a rapinare pistole, dice davanti alle telecamere.
E del resto le armi in Salvini, che avevano in quantità, vi avevano chiesto di eliminarlo, chiede, Fagnani e qui Safi fa cenno di sì, qual era il motivo?
Lui era un ex dei servizi particolari dei carabinieri, volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera.
Su Repubblica.
Ricostruisce, Gianluca De Feo, tutti i casi e spiega e ricorda appunto di questo coinvolgimento dei servizi.
Più illuminante la testimonianza in aula da Roberto Maroni, il primo ministro dell'Interno leghista, certamente del SISDE, e poi del Dipartimento di pubblica sicurezza c'era una situazione che aveva creato sul territorio rapporti consolidati che non garantivano più l'efficienza massima dell'apparato, non sono mai arrivato a pensare che conseguiti consentissero illegalità ma decisi di cambiare aria.
Questo ruppe gli equilibri creò una reazione a catena non so se per cui se è un caso, ma il poco, ma in poco vennero arrestato i sali ma non è citato un'intervista di Gianni De Gennaro, insediata da lui alla guida della Criminalpol diceva che occorreva intervenire solo una bianco ed era ora di chiudere forse il cambiamento ai vertici ha contribuito alla svolta.
Poi segnalo che c'è ancora va avanti questa.
Storia di Garlasco via internet, datate né derogate, le 2, le cugine gemelle esempio, il nuovo indagato non risponderà davanti ai pm e con questa segnalazione chiudono la rassegna stampa di oggi, grazie per l'attenzione e ci sentiamo domani.
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