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Buongiorno queste stampe regime la rassegna stampa di Radio Radicale e cominciamo col titolo di prima.
Del Sole 24 ore, qualcosa di cui la politica dovrebbe urgentemente discutere. Istruzione, livelli peggio del Gop del pre-Covid a scuola la pandemia non è mai passata, anzi sembra aver peggiorato il gap preesistenti negli apprendimenti, l'impressione che emerge dalle rilevazioni INVALSI dell'anno scorso disaggregati a livello provinciale. Se ci soffermiamo sulle competenze in italiano matematica, i due saperi, considerati essenziali per partecipare alla vita attiva alla fine del primo e del secondo ciclo di istruzione, scopriamo che nel 2024 25 quasi uno studente su due è arrivato alla licenza media o al diploma senza avere raggiunto i livelli minimi attesi con un gap rispetto ai risultati del 2000.
18 2019, che va dai 5 agli 11 punti percentuali. Questo è il calo del livello della istruzione nel nostro Paese
E si potrebbe definire una emergenza, se non fosse che su questi temi le soluzioni
Non possono che guardare al lungo periodo e, giustamente, il Sole 24 ore del Cipa, il titolo di apertura, ma cos'altro troviamo né questi sui quotidiani di oggi e?
I due principali fronti di guerra, almeno quelli dei quali si discute dalle nostre parti, perché poi ce ne sono tanti altri
Meno meno degni di che che vengono ritenute meno degni di attenzione, ma oggi il fronte,
Russo ucraino ha una centralità particolare per la parata, la mesta parata in cui
L'hanno definita a Mosca e di un Putin indebolito che in qualche modo apre alla possibilità di una tregua, manda segnali all'Unione Europea. Vedremo, vedremo su questo. Prendiamo intanto i titoli di apertura di Repubblica Kiev Putin apre all'Unione europea la guerra sta per finire nel giorno della parata a Mosca. Il presidente russo si dice pronto a trattare e chiede che sia Schroeder a negoziare
Prevedere l'ex cancelliere tedesco, trasformatosi in lobbista per Gasprom e non a caso per per Putin, è la persona giusta per negoziare
E prendiamo anche prendiamo anche Giorno Nazione Resto del Carlino, la grigia parata di Putin, ma la guerra può finire e poi
C'è molto su questo e poi l'altro versante. Il versante Iran, Libano e il nuovo attacco di Trump all'Italia non c'è quando serve dall'Iran. Voglio una risposta, la tregua che in qualche modo regge
E da questo tema di politica internazionale, cioè il, il nuovo attacco di Trump al all'Italia c'è il punto chiave del dibattito politico interno oggi, cioè il riposizionamento di Meloni e del Governo Meloni, ha intervistato il ministro degli Esteri italiani sul Corriere.
Rispetto all'AST all'asse con Trump e questo è un tema centrale variamente utilizzato e enfatizzato dalle parti dell'opposizione e in particolare gli intervistati Delrio sulla stampa e Renzi su.
E e Renzi su Repubblica, poi la la giustizia, discutere di giustizia oggi è impossibile senza parlare del caso gare Garlasco, il tema della Biennale che si è aperta a Venezia, il tema del fine vita, dove ci potrebbe essere un passaggio parlamentare, questa settimana andremo a vedere di che si tratta la volontà del Partito Democratico di andare a una conta in Aula sulla calendarizzazione della legge, sul la legge, sul fine vita
Due figure da ricordare negli approfondimenti culturali, Jürgen Habermas e grazia del Delta
E poi, magari torniamo approfondire il tema del calo di istruzione.
Drammatico del livello di qualità dell'istruzione nel nostro Paese, ma iniziamo, iniziamo con Mosca
Parata in tono minore a Mosca per celebrare l'anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale, una cerimonia è durata solo 46 minuti per 8 minuti e 33 secondi il discorso di Putin, il presidente russo minaccia l'Occidente per il conflitto in Ucraina. Siamo in guerra con la NATO, ma poi Aprea, a colloquio con la UE. Crisi in Medio Oriente Teheran prende tempo tra per la tentazione di sfilarsi, questo lo vedremo dopo, eravamo sui sommario di prima del Corriere della Sera
Prendiamo.
Delle analisi partiamo da un'intervista su Repubblica.
Al direttore dell'Istituto di politica di Yepes Ruslan, Brotini, che la domanda è davvero una svolta alle parole di Putin, sono davvero una svolta, l'apertura all'Europa, la dichiarazione che il conflitto che sta finendo, l'auspicio di Schroeder come negoziatore,
La risposta di bot Nick
I titoli sono molto ottimistici, ma la sostanza resta la stessa e il sorprendente, il cessate il fuoco è il risultato della pressione esercitata da Putin su Trump.
E poi l'apertura incontrare Zelensky, ma anche qui nulla di nuovo Putin è pronta a incontrare Zelenskij a Mosca in altri Paesi, ma solo per la firma finale di un accordo aveva già inviato segnali di questo tipo, è fatto dichiarazioni simili, ma Putin dice che la guerra è vicina alla fine è credibile gli domanda Paolo Brera e l'analista ucraino risponde.
È una tattica di manipolazione informativa e politica, perché anche la società russa è esausta e desidera la fine della guerra, cerca di promettere qualcosa che l'opinione pubblica possa accogliere molto bene, ma non significa che sia davvero pronto a rinunciare ai suoi obiettivi, anzi
Ma la proposta di riaprire il dialogo con l'Unione europea. È interessante che sia pronto a parlare con i vecchi amici in Germania come mediatori parlò di Schroeder sembra stia cercando di riavviare il negoziato con l'Europa ha detto che considera un buon esempio il dialogo con Macron e cattivo, quello con Johnson che fu. L'Europa rifiutarlo è un segnale molto chiaro che vuole riavviare il dialogo. Forse significa che esistono già trattative riservate. Esula da questa intervista nessun ottimismo, ma questo segnale all'Europa viene colto come
Significativo e importante. Cerchiamo di prendere un'altra analisi, diciamo così, dall'interno del regime putiniano e qui siamo con Andrej Kolesnikov, giornalista e saggista russo che, in patria, è considerato un agente straniero.
E lui sta cercando Putin di non fermare la guerra messi, di portarla avanti in un contesto di economia in declino ed evidente stanchezza della popolazione, compresi i suoi sostenitori, e quindi, secondo questa analista e le parole di Putin sono lo stretto necessario per andare avanti a condurre la guerra in condizioni di impopolarità e quindi
In qualche modo, prendendo qualche cautela e distanza dalla guerra che lui stesso ha scatenato. Ma Putin se ne rende conto, sembra Shark ascolti solo i servizi segreti è in linea con la sua paranoia, diventa sempre meno un presidente civile, è sempre più un presidente dei servizi. Per lui. La repressione permanente dell'intera società è naturale e d'altronde Putin è nato così come uomo dei servizi le élite sarà capace di opporsi a organizzare un cambio al Cremlino. Le persone di questa élite sembra non dispongono degli strumenti per tenere a freno Putin e i suoi fedelissimi,
In sostanza, lei dice che ormai il potere sempre più del servizio segreto interno sì, e ha convinto Putin una nuova stretta sul web, mostrando ciò che è successo all'ayatollah Khamenei e sembra che i servizi speciali governino la Russia, ora più che in passato è da queste due interviste di quesiti analisti sembra non si possa essere particolarmente.
E ottimisti sul significato,
Delle parole di Putin, vediamo anche gli editorialisti italiani in particolare
Mieli Mauro, Malaguti e poi
Prendiamo anche.
L'altro tema è la lettura sulla politica italiana furono assai diversi da quelli di ieri, le condizioni in cui si svolse la parata militare russa del 2022 osserva Paolo Mieli sul Corriere, nei giorni che la precedettero circolano notizie ufficiose secondo le quali nell'occasione Putin avrebbe annunciato la vittoria definitiva sull'Ucraina le cose sono,
Evidentemente
Andate.
Diversamente e la guerra è stata ed è ancora.
Atroce e osserva
Osserva Paolo Mieli sul Corriere può sembrare paradossale, ma l'avvento di Trump, che era parso in principio quasi una condanna a morte per Kiev, ha fatto in un certo senso la fortuna di Zelensky, perché ha reso evidente la resistenza che la resistenza ucraina era solo in parte debitrice delle armi statunitensi.
E Trump ha anche costretto l'Europa allargata a Canada e Gran Bretagna, ritrovare parte di quello spirito mostrato 6 e anni fa all'inizio della stagione del Covid. L'Europa del Sud può reggere ai continui terremoti elettorali che si producono e continuano prodursi in ogni singolo Paese, senza venir meno agli impegni presi nei confronti di Kiev, restando poi alle Return, resistendo poi alle distorsioni tra un piano e putiniana. E questa è un'osservazione importante di miele che teniamo mentì quando andremo a leggere Travaglio sul Fatto quotidiano perché
Il ciclone che si è abbattuto elettoralmente contro Starmer in Gran Bretagna potrebbe, diciamo così, suggerire un cambio di linea da questo punto di vista, ed è la speranza, l'auspicio.
Di
E Travaglio sul Fatto Quotidiano, ma l'osservazione di piedi ha un fondamento. L'Europa può reggere ai continui terremoti elettorali in ogni singolo Paese senza venir meno agli impegni presi nei confronti di Kiev. Vediamo se sarà effettivamente così, ma proseguiamo l'editoriale. Molte cose sono cambiate in questi quattro anni l'Ucraina ha dovuto affrontare vere e proprie crisi politiche e militari. È sufficiente guardare il nostro Paese per accorgersi di quanto sia venuta meno la sensibilità nei confronti della dura lotta di resistenza di quello che Bergoglio definiva il martoriato Paese. Nel discorso pubblico italiano non passa giorno senza che qualcuno si trattenga da di individuare un buon motivo per spalancare le porte a Putin. Nonostante ciò, appare sempre meno probabile che l'uomo del Cremlino, pur con la complicità di Trump
Di politici intellettuali ormai esplicitamente sensibili alle sue ragioni, riesca a schiacciare quel popolo di resistenti resistenti destinati ad entrare nei libri di storia, costringendo a qualche pentimento coloro che, nelle manifestazioni, hanno stracciato le loro bandiere o, più probabilmente a negare in un'atmosfera di complicità collettiva ad averlo mai fatto qui in Italia. Non sarebbe una novità
E insomma, queste sono le lezioni dall'Ucraina che resiste, secondo Mieli Mauro, su Repubblica si occupa
Di Putin in uno scenario imperiale, anche se a scartamento ridotto per il peso dei quattro anni di guerra in Ucraina, Putin ha riconfermato che la forza del comando è il nucleo vitale della Russia, ma per la prima volta ha aperto alla possibilità di negoziare una soluzione al conflitto coinvolgendo direttamente l'Europa al tavolo delle trattative, riconoscendo così che l'Unione europea è oggi il vero soggetto di sostegno a Kiev e deve avere un ruolo nel processo negoziale che non le è mai stato riconosciuto. E questo, in effetti forse è l'elemento di vera novità. Dopo mesi nei quali,
Sembrava che per la pace e la trattativa non potesse che essere direttamente Putin Trump.
Diciamo così tutti
Trump Zelenskij Mark con un Trump di fatto più dalla parte di Putin che di Zelenskij e
E tutto tutto questo le parole di Putin sono avvenute nella cornice eroica del 9 maggio, una data fondativa per il potere del Cremlino che è anche data la giornata del dell'Europa, e poi vedremo qualcosa anche su questo.
In realtà, i conti russi con la storia sono molto più complicate perché, nel celebrare il giorno della vittoria, Putin dimentica il giorno della sconfitta e cioè cancello è un fatto storico, la Russia ha perso la guerra fredda, ovviamente la sconfitta non comporta una celebrazione, ma richiede una riflessione.
C'è invece un salto storico che riscrive direttamente il passato, ignorando la caduta del muro, il dissolvimento dell'Urss, che aggiungo io per Putin è stata una.
Una una tragedia e la più grande tragedia geopolitica del secolo, come ricorda anche Mauro, ma comunque la Russia ha.
Ha perso la guerra fredda ignorando la caduta del muro, il dissolvimento dell'Urss, quella stessa bandiera rossa, con la falce e il martello che scende dalla cupola più alta del Cremlino, la vera ragione della scelta di Putin di uscire dal concerto dei leader mondiali per attaccare la democrazia liberale.
Sta esattamente in questo rifiuto di misurarsi con l'eredità della Guerra Fredda e trarne le conseguenze politiche, la storia dice che alla fine di quel conflitto le democrazie hanno prevalso sulle dittature, dando una forma alla libertà, nel segno del diritto e dei diritti, ma il vero capolavoro di Putin è quello di non aver consentito all'Occidente di capitalizzare quella vittoria di farle entrare nel senso comune accettando lo schema di gioco Putignano che ignora la lezione della guerra fredda e la soffoca nel mito patriottico intatto e perennemente rinnovato.
Questo, tra l'altro Mauro su Repubblica, prendiamo anche un passaggio.
D del direttore della Stampa Andrea.
Malaguti e, tra l'altro.
Scrive?
Così li mentre a Mosca impaurito Vladimir Putin, divorato dai suoi fantasmi e ossessionato dai complotti, disorientato dall'incapacità di sottomettere chi è fin tre giorni di avere scatenato un conflitto più lungo della sede di Pietroburgo, durato 872 giorni, celebra la più mesta vuota e stupida delle parate del 9 maggio è difficile non tornare con la memoria alle parole di Anna Politkovskaja una donna che al giornalismo,
Leu Doc, sia aveva incardinato il senso, disse la verità non è neutrale, è sempre dalla parte delle vittime.
Citazione di Anna Politkovskaja, forse è da qui che dovrebbe ripartire il club della buona reputazione europea da qui e dalle riflessioni consegnate dal Nobel Philippe Aghion al nostro Marco Brisolin, non possiamo più stare sotto l'ombrello americano, bisogna passare da un'Europa poliziotto che ci dice che cosa fare ad un'Europa facilitatrice, gli Stati devono avere più serietà, ma in cambio l'Europa dovrebbe avere una capacità di indebitamento comune per investire sull'innovazione. Il tema
Del dell'Europa
Prendiamo però anche l'altro, diciamo così l'altro fronte, la, il produttore, il principale.
D.
Politica internazionale e allora?
Intanto, le notizie in sommario del Sole 24 ore, il fragile cessate il fuoco tra USA e Iran sembra reggere, mentre proseguono i tentativi diplomatici con Teheran, che sta esaminando l'ultima proposta americana di accordo, gli USA intanto continuano a criticare l'Italia per il mancato sostegno nelle operazioni militari nel Golfo e hanno sanzionato società cinesi accusate di fornire all'Iran immagini satellitari di USA nella regione sul fronte libanese, nuovi raid israeliani hanno causato decine di morti e feriti, tra cui tre bambini Sole ventiquattr'ore in
In prima pagina.
Trump attacca ancora a Roma, non ci ha aiutati ritiro delle truppe, vediamo
Il.
Tycoon rivendica anche la scelta di postare una vecchia intervista a Salvini che lo sosteneva, l'ho fatto perché lo ritenevo appropriato e naturalmente, una spiegazione.
Che si auto spiega qui siamo su Repubblica a pagina 6 e dall'altra parte, Lorenzo De Cicco, i dubbi della Premier sulla missione a guida USA.
Non siamo in guerra con Washington, serve una coalizione larga, dice Crosetto l'appello in Parlamento per un voto bipartisan, questo è l'aspetto più di politica interna, poi vedremo anche dall'altra parte.
Schlein, che vede Obama e carne sì.
Discusso due a Toronto e di un nuovo ordine mondiale, ma restiamo sul.
Restiamo sul fronte, diciamo così, iraniano e libanese, Ugo Tramballi, sul Sole 24 ore fa, notare le contraddizioni di una situazione dove i due big belligeranti continuano di fatto a dichiarare vittoria l'anomalia di un conflitto in cui sia Washington che Teheran ritengono di uscire.
Vittoriosi e un contesto dove le tecnologie a basso costo annullano le differenze di potenza militare, come già avvenuto in Ucraina.
In questo contesto.
Ah Hormuz, la tregua.
Tiene
Abbiamo visto e
E abbiamo visto anche le notizie sul fronte libanese, allora a questo punto prendiamo intervista.
La consueta intervista domenicale.
Quasi immancabile al,
Al segretario di Forza Italia, al vicepremier ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Paola Di Caro propone Trump, li tiene appesi ad un vedremo su le presenza di militari in Italia, continua ad attaccare l'Italia, che non li avrebbe aiutati sull'Iran, non concedendo le basi quando loro dice Trump hanno fatto tutto per noi e Tajani rispondere, voglio essere molto chiaro, non è vero che l'Italia non ha fatto nulla. L'Italia è il Paese che dà il maggiore contributo alle operazioni di pace internazionali, sia con l'Onu che con la NATO, e cito in particolare il Libano, dove non solo siamo impegnati nella missione Unifil, ma siamo pronti a fare anche di più,
Offrendo formazione militare al governo per limitare Hezbollah, anche mettendo a disposizione la nostra Guardia di Finanza per contrastare i flussi illeciti che vanno ad alimentare il narcotraffico, traffico di armi e finanziamenti ai terroristi in quell'area cruciale, non ci siamo mai tirati indietro dall'Iraq all'Afghanistan sono morti nostri militari per difendere pace e libertà non può essere sostenuto da nessuno che l'Italia fa poco lo ha detto a Rubio.
Domanda Paola Di Caro ne abbiamo parlato a lungo.
Siamo alleati, lo resteremo, ma non possiamo essere d'accordo su tutto, ci teniamo all'alleanza, ma anche esattamente come gli USA, ai nostri interessi nazionali.
E quindi allo schema ognuno fa i propri interessi nazionali, ma in realtà le cose sono un po'più complesse perché, se si vuole pensare di mettere sul tavolo anche il tema del diritto internazionale, non basta dire va be'gli americani, fanno i loro interessi, noi facciamo i nostri quinta clausola magica del nazionalismo e,
Le cose sono più complicate, ma comunque.
Il Libano è uno di questi.
Interessi nazionali, Roma appoggia con forza il negoziato che gli Stati Uniti hanno avviato direttamente tra Israele e Libano la tregua è cruciale e decisiva, ma dobbiamo arrivare a un vero processo di pace che garantisca l'effettività, la effettiva sovranità del governo libanese e la sicurezza di Israele dagli attacchi di Hezbollah contro la popolazione civile il tema per le istituzioni libanesi al disarmo di Hezbollah e noi ci saremo.
E invece, suor Buzz, gli USA hanno chiesto di più noi quanto siamo disposti a concedere in termini di impegno militare, i dragamine italiani potrebbero essere inviate Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento delle navi di tutto il mondo.
è necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali, non vogliamo certo entrare in guerra, ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari ne va anche della nostra sicurezza nazionale e del benessere dei cittadini e imprese italiane. Ma gli USA lo hanno capito, penso proprio di sì, i rapporti sono continui e noi abbiamo bisogno di loro come loro hanno bisogno di noi sull'Iran non siamo stati coinvolti nemmeno avvertiti. Anche noi condividiamo l'obiettivo di pacificare la regione, auspichiamo un dialogo che porti alla pace. Non è in contraddizione. Sono tra l'altro
Le parole di Antonio Tajani, intervistato da Paolo Di Caro a pagina 9 del
Corriere.
Della sera.
Quindi prendiamo anche.
Su Repubblica, a pagina 4, c'è un'intervista, a mia detta fa esperto militare, analista, politico e degli Emirati Arabi Uniti e.
Il Pakistan non è imparziale, noi, nei del Golfo, divisi sulle richieste, gli Emirati hanno tra i Paesi del Golfo una linea, diciamo così più.
Più vicina al.
A Stati Uniti e Israele, relativamente naturalmente rispetto agli altri, e qui c'è un punto, allora Teheran non può avere il controllo dello stretto, quello che stanno facendo una violazione delle leggi e poi.
Abbiamo trovato, ecco l'unica rievocazione che abbiamo trovato de del del popolo iraniano, perché poi di questo?
Si è smesso di parlare, non vogliamo più un regime in grado di minacciarci e allora la?
Il giornalista di Repubblica Francesca caffè gli chiede, ma sta chiedendo un cambio di regime in Iran, no, sto chiedendo che la prossima volta che la gente dell'Iran scenderà in piazza per chiedere diritti, rispetto e ascolto.
La comunità internazionale non resti a guardare davanti al massacro di migliaia di civili iraniani, il regime change lo farà la gente, non noi, e viene di nuovo rievocato, anche se.
Diciamo.
Nulla si sa, o quasi nulla della società iraniana in questa fase.
Ma da diciamo la, l'analisi più diffusa è la chiave di lettura più diffusa, è quella, semmai, di un rafforzamento del regime nella repressione della popolazione.
Su Hezbollah, su cosa significa Hezbollah per il Libano?
L'intervista di Francesca Mannocchi a Monica Borgman, che è la la vedova di Lokman Slim, ucciso nel 2021 perché denunciava lo strapotere delle milizie Hezbollah, era un dissidente, una voce autonoma, chi chiedeva un governo capace di garantire giustizia.
Hezbollah è uno Stato nello Stato.
Osserva la vedova di Lokman Slim è l'ora che gli sciiti libanesi scelgano democrazia e libertà.
Dall'altra parte Assaf Gavron.
Descrive un Netanyahu per il quale l'incantesimo si è spezzato a sei mesi dalle elezioni, Israele non crede più nell'invincibilità del primo ministro, ha perso la sua scommessa sulla sicurezza e ora potrebbe fare la fine.
Di Orbán.
Prendiamo perché.
Ci introduce a questo punto al tema della politica italiana.
Relativamente al problema, a fare i conti con l'America di Donald Trump Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore, che descrive due posizioni estreme emerse nel dibattito, la prima sostiene che occorre attendere la fine della presidenza Trump per ritornare alla precedente collaborazione transatlantica, e la seconda argomenta che quest'ultima è finita per sempre perché l'America non sarà più quella di prima adattamento o a un antagonismo e,
Fabbrini
Diciamo, cerca una terza posizione o in lui come indispensabile. Una terza linea rispetto a queste due estreme l'America non è più l'alleata che abbiamo avuto nel secondo dopoguerra, perché il suo nazionalismo interno le impedisce di ritornare all'atlantismo del passato. Anche un presidente democratico sarebbe prigioniero di tale divisione. In questo contesto, l'Europa deve né adattarsi né antagonizzare. Simba definire ciò che è possibile fare con l'America, senza l'America e contro l'America, e l'Europa dovrà collaborare con l'America nella sicurezza. Per ancora un po'di tempo dovrà agire senza l'America. Nella sua politica di accordi B plurilaterali dovrà contrapporsi all'America nella promozione di un nuovo sistema internazionale contrario all'uso della forza. L'Europa dovrà differenziare le sue relazioni con l'America. È interessante questo
Così questa proposta Post un po'schematica, che viene citata da uno studio del rapporto del German Institute for International and Security Affairs, quindi con l'America per la sicurezza senza l'America accordi B plurilaterali plurilaterali contro l'America, nel difendere e promuovere.
Un nuovo sistema internazionale e da questo punto di vista.
Mi ha colpito la.
La su sempre supplemento, la Lettura del Corriere della Sera.
Abbastanza fuori
Lo dico fuori contesto, ma nell'ambito di una.
Di una lunga intervista al premio Nobel Lazlo Krasna, orca e ungherese, atteso al Salone del Libro.
Che sottolinea il valore della Liberazione, diciamo così, elettorale, dal regime di Orbàn.
Il ruolo dei dei giovani,
è nell'ambito di questa.
Intervista.
Il premio Nobel dice l'Unione europea dovrebbe avere una politica estera comune e c'è una bella grande foto della Mobile della manifestazione.
Del movimento paneuropeo you, un Mansa davanti alla Commissione europea a Bruxelles organizzata per chiedere a Ursula von der Leyen di contrastare le sanzioni di Donald Trump contro la Corte Penale Internazionale, ecco e questo rientra perfettamente iniziativa di Human in questo schema di Fabbrini.
Perché il contro gli Stati Uniti d'America viene individuato proprio sul tema della promozione del diritto internazionale?
Ecco, teniamo a mente questi aspetti.
Andando a prendere,
Diciamo così, le difficoltà del riposizionamento di Meloni, perché forse l'errore più.
Più grave, insomma, un errore che si potrebbe commettere è di pensare che il problema del definire il tipo di relazione con Trump e con gli Stati Uniti d'America.
Ce l'abbia o ce l'avrà solo Meloni d'ora in poi, certo per Meloni la questione si pone in modo più chiaro e anche
Con delle criticità maggiori, visto che ha impostato in questi anni di Presidenza del Consiglio dall'elezione di Trump, ma anche prima con Ponte asse privilegiato con Trump, quindi Meloni ha evidentemente un problema politico, ma.
È trovare un modo, una strategia di dalla parte di relazione con gli Stati Uniti d'America, ma anche rispetto alle riforme di rilancio dell'Unione europea, è una questione che tutta la politica italiana ha, prendiamo.
Partiamo però da Meloni il.
Siamo a pagina 10 della stampa, c'era una volta l'America, la sua America, quella della relazione speciale predicata e di un Trump Pismo praticato come racconto vedi il tema della sicurezza, è stata la storia di questi anni di parole e atti che quel racconto l'hanno fissato nell'immaginario popolare.
I ponti, gli incontri, le figure simbolo da Elon Musk Hagee diverse.
El e lo hanno fissato con l'intensità emotiva non solo di un'opportunità, ma di una rivoluzione che si misura con la storia virgolettato, basterebbe andare a leggere, va be'insomma e questo è l'incipit del dell'analisi di Alessandro De Angelis sulla stampa e ora dentro la franchezza del dialogo con Marco Rubio c'è un nuovo posizionamento di Giorgia Meloni come conseguenza di un nuovo contesto sia pur subito e non agito, e tuttavia nel nuovo posizionamento ci sono tre messaggi nient'affatto, banali agli Stati Uniti, la premere italiana sta dicendo che l'Italia resta alleata di Washington, ma non intende farsi assorbire automaticamente
Dentro tutte le scelte strategiche americane all'Europa sta dicendo Meloni che Roma non intende essere la mera piattaforma Mediterranea del trust, del Trump, Pismo e all'interno Meloni, sta cercando di trasmettere il messaggio che l'Italia è un alleato leale, ma non subordinato consapevole di quanto tra dazi e pompe di pences benzina quel legame abbia rappresentato un costo in termini di consenso Giorgia Meloni si conferma così una leader abile come capacità reattiva.
E non da oggi.
C'è stato un revisionismo teorico, ma un'astuta doppiezza secondo De Angelis, possiamo anche accettare i vincoli di bilancio lo spread Ursula Kiev, ma in fondo noi siamo sempre noi in quel noi restano fermi, fondamentali, identitari che né Trump Pismo.
Trovano una macro narrazione, la contrapposizione al sistema, lo spirito di tribù, la diversità, la copertura degli spazi a destra sulla sicurezza, ed è qui che si inceppa il meccanismo nel combinato disposto di sconfitta referendaria e scomunica Trump Piana i Crodo Speaks alta la crisi precipita proprio sull'elemento fondamentale di tenuta e legittimazione a monte nel rapporto con Trump e a valle nel rapporto col popolo insomma sull'identità.
E non è un caso che, dopo l'incontro, Corrubbio tutto il suo mondo di Meloni, quasi in un riflesso pavloviano, ha reagito producendo il canone abituale della luce, riflessa noi protagonisti della diplomazia mondiale, proprio nel momento in cui quel canone veniva di quel canto che venivano ha sancito la discontinuità e con essa la ricerca di una nuova strada da,
Percorrere il tema che si pone oggi per Giorgia Meloni è quello di trasformare il nuovo posizionamento in un nuovo racconto, in grado di stabilire una connessione sentimentale col popolo che abbia la forza evocativa del precedente.
è un'operazione politica non comunicativa, che ha a che fare con la ricerca di una identità conservatrice più meditata e commisurata più al progetto che all'ideologia operazione non semplice in un mondo che si sente stretto in una morsa tra perdere consensi se si schiaccia troppo su Trump e perdere consensi che se si schiaccia sull'Europa.
E non semplice, in un quadro peraltro, in cui in Europa la scorsi la sconfitta di Orban non segna la crisi del populismo di estrema destra,
Al neanche di estrema sinistra, per la verità alle amministrative inglesi, il primo partito e Reform UK di Nigel Farage, in Germania, l'Afd vola al ballottaggio per l'Eliseo il prossimo anno potrebbe andare Bardella e in Spagna le Ras ance è sempre il prossimo anno, potrebbe essere archiviata da un governo dei popolari con box, sarebbe un c'era una volta l'Europa in cui financo l'attuale postura di Giorgia Meloni rischia di diventare una colpa vista da destra
E in questa analisi De Angelis ci sono molti degli elementi che poi ritroviamo.
Che poi ritroviamo in altri in altri articoli sul domani.
Sul domani, Marco da Milano
Che
Nel descrivere la Presidente che cambia?
Il titolo la definisce volti da premier da underdog Ammar a Mattarella, Liana e quindi.
Da Milano la la sintetizza così.
È interessante questa sottolineatura dei così del.
Dei populismi di destra che non sono certo stati archiviati.
Dalla sconfitta di Orban, ma appunto anche a sinistra, De Angelis, ne parla di meno da questo punto di vista è interessante andare a leggere Travaglio sul.
Sul Fatto quotidiano che apre con il tema di chi guadagna dalle guerre, chi ride con la guerra a 740 miliardi in tre mesi per banche e petrolieri e fabbricanti di armi e poi.
I principali governi si reggono ormai con lo sputo, mentre le opposizioni più radicali fanno il pieno di voti, una lettura superficiale spiega il travaso di consensi con una voglia di destra estrema populista, sovranista, ovviamente putiniana, ma a una lettura più attenta segnala che l'unica voglia emergente dalle urne è quella di pace, diritto internazionale, più risorse al welfare, alla sanità, alla scuola, al lavoro a tutto fuorché al riarmo e qui Travaglio cita il diritto internazionale ma il diritto internazionale e anche quello che prescrive di non potere massacrare un popolo, per esempio, o che vieta,
E le guerre di aggressione, ma anche le guerre di aggressione della Russia contro l'Ucraina, per esempio.
E veniamo al caso dell'Italia.
Unico Paese fondatore dell'UE è governato dalle destre interessante, perché a pagare il prezzo delle guerre, del riarmo e dall'austerità sono proprio le destre che hanno reciso le proprie radici per imbarcarsi nella Commissione von der Leyen con tutti i vecchi partiti al tramonto popolari, socialisti e LibDem firmando il Patto di stabilità, il ReArm Europe, il 5% del Pil alla NATO, mentre la Spagna di Sanchez non va oltre il 2% e 20 pacchetti di sanzioni a Mosca è zero. Israele, infatti, chi ne soffre a destra si butta su Vannacci. Se il fronte progressista fatica ad approfittarne e cresce meno di quanto dovrebbe, non è perché gli manchi una salì sull'ennesimo partito di centro
Ma per il motivo opposto, perché il Pd primo partito d'opporsi?
Zone. È una zavorra per la coalizione che dovrebbe battere le destre a una segretaria Schlein con una storia pacifista, anti austerità che lo tiene sopra il 20%, ma poi, quando vuote in Italia e in Europa sulle questioni decisive, va sempre nella decisione opposta. La stessa delle destre armi a Kiev, spese militari, Patto di stabilità e, oltre a essere poco appetibile, rende poco credibili anche i potenziali alleati. Infatti, il Movimento 5 Stelle AWS e si sentono ripetere siete radicale al punto giusto, ma quando vi metterete col Pd dovrete annacquarlo e quindi non ci fidiamo. Il referendum mi insegna che per portare alle urne i giovani e un po'gli astenuti servono scelte nette. Gli italiani chiedono dei sì e dei no, senza se e senza ma non Danny ed è, ma anche e i
Questa analisi di travaglio verso sarebbero molte osservazioni da fare, ma in in altri contesti, anche poche settimane fa, quando sembrava che l'offensiva russa stesse per sfondare in?
E in Ucraina.
E Travaglio puntava molto su questo tema, notti su come ci si fosse.
Come l'establishment europeo si fosse sbagliato nel difendere una causa persa oggi che, come scrive.
Mieli esiste l'esempio di Kiev che resiste questo dato di fatto della resistenza ucraina, non viene non viene considerato, c'è soltanto un'Europa bellicista di spese militari a Kiev.
è come se le vuole l'evocazione del diritto internazionale, non non dovesse valere anche rispetto alla difesa dell'Ucraina, e allora forse una.
Indicazione.
Rispetto a ciò che?
Anche anche a sinistra si potrebbe fare la dà il Balduin che biografo di Starmer di fronte alla al tracollo elettorale.
Nelle elezioni amministrative
Del britanniche.
Punto si può.
Individuare come errore errore capitale del premier inglese è quello di.
Del della difesa della difesa dell'Ucraina, e quindi dare l'indicazione, diciamo così, tra virgolette pacifista alla Travaglio, oppure
Indicare un'alternativa, l'alternativa europea a Downing Street c'è più entusiasmo di quanto immaginassi Starmer ha già fatto capire che vuole avere accesso nel mercato unico e dell'unione europea, ci sono discussioni interessanti tra le parti su una membership in Unione europea con meno imposizioni, come per esempio Bruxelles pensa per l'Ucraina.
L'87% degli iscritti al Labor vuole tornare nell'Unione europea se ci fossero le primarie per sostituire Keir Starmer, sono certo che i rivali faranno a gara per dire prima di tutti torniamo in Europa, ma Starmer non è così, fa un passo alla volta, cauto teme di riaprire le ferite della Brexit nel Paese, eppure credo che il governo britannico e debba dirlo chiaro e forte crediamo nell'Europa. Per esempio, dobbiamo dire sì alla mobilità giovanile con l'Unione europea,
Fregarcene di chi agita lo spettro dei migranti, dovremmo dire sì agli europei, a prescindere perché finiscono gli stessi valori, sfide e rischi, è una via di uscita per Starmer dal disastro elettorale, si sarebbe una mossa coraggiosa, utile a livello economico, renderebbe il Regno Unito più sicuro. Questa è la vera chance per chi per lasciare il segno e se certamente è vero che
Le le estreme a destra e a sinistra.
Vanno solitamente a gonfie vele sul piano elettorale, approfittando del contesto internazionale, come sottolinea Travaglio, non è così scontato che la via d'uscita debba essere seguire quelle politiche.
Può essere anche dimostrare di credere e fare qualcosa, perché edere a politiche alternative a una all'Europa come direzione, ovviamente non in termini così semplicemente neutri, ma a un'Europa della democrazia e dello stato di diritto, nulla di tutto questo.
Secondo
Nirenstein sul giornale può emergere dalla festa dell'Europa secondo nire Stan, il connotato dell'Europa è l'antisemitismo.
Oggi, confusa da un'idea dei diritti umani mista a progressismo terzomondista usa un doppio standard evidente condanna Trump ed è gentile con l'Iran si avventa su Israele e dimentica Hamas e Hezbollah, questo mentre pretende di costruire la nuova identità forte e concorrenziale con gli USA ma l'antisemitismo e la debolezza strutturale del suo del pensiero europeo la sua condanna,
Questa l'analisi di.
L'Ires Stein sul.
Il giornale?
Vediamo in termini di.
Politica interna a questa a questa.
Questo riorientamento di strategia a questa nuova strategia nuovo posizionamento meloniano.
Come viene?
Accolto insomma, da una parte in dal, diciamo.
Dalle parti del Partito Democratico.
Prendiamo Graziano Del Rio.
Intervistato sulla stampa a pagina 13, c'è stato finalmente un gesto di realpolitik da parte di Rubio, riconoscendo il Papa come un interlocutore serio, è imprescindibile.
Secondo Delrio, la strada è restare amici degli Stati Uniti, si curano le relazioni diplomatiche, anche se l'attuale amministrazione ha commesso errori, è fatto scelte gravissime.
Crede che anche Giorgia Meloni abbia capito che Trump non ha limiti penso di sì, l'ho toccato con mano ho capito che Trump non vuole alleati ma Vassalli.
Quindi lei vede un ha spero che si sia resa conto che se il parametro la forza economica militare con gli Stati Uniti bisogna rapportarsi come Europa per resistere, e anche qui il tema dell'Europa come via di uscita.
E quindi lei vede un riposizionamento della Premier, mi sembra evidente dettato anche dai sondaggi non le conviene continuare a mostrarsi al fianco di Trump, che in Italia ormai a un tasso di impopolarità del 90%.
E Niccolò Carratelli, domanda a un anno dalle elezioni Meloni potrebbe ricostruirsi un'immagine diversa e recuperare consensi.
Lei sa fiutare l'aria, è bravo ad adattarsi, l'errore peggiore per noi del centrosinistra sarebbe sottovalutarla e pensare che la destra sia al capolinea, la partita è lunga, bisogna giocarla poi, certo, molto dipenderà da quello che Meloni farà, al di là delle parole, a cosa pensa al suo atteggiamento in Europa dove finora è andata a braccetto con i nazionalisti le mando contro una maggiore integrazione europea esattamente quel che vuole Trump.
Per avere di fronte una controparte più debole e vedremo se Meloni d'ora in avanti a Bruxelles avrà una postura diversa.
E l'Italia è volato in Canada per incontrare canne gli Obama, ha fatto benissimo perché è utile stabilire contatti, ampliare alleanze delle forze democratiche a livello internazionale, in questo modo possiamo puntare a una riscossa del fronte progressista, spero che emerga qualcosa di simile a quello che avvenne al tempo di Clinton e Blair per l'apertura di una grande stagione di riformismo che metta fine a questa epoca segnata dai nazionalismi.
Graziano Delrio, senatore del Partito democratico, intervistato sulla stampa, parole più.
Critiche nei confronti di Meloni arrivano.
Da.
Renzi.
Che di fronte alla alla domanda di Gabriella Cerami su come la presidente del Consiglio stia cercando sponde in Europa e lavora sulla linea di Parigi e Londra è un cambio di rotta, forse risponde Renzi, ma non è affidabile. Ha cambiato idea su Putin, sull'euro, sulla NATO, Trump detestava Macron, e adesso i Fratelli d'Italia cantano la Marsigliese. La Premier è costretta a chiedere il sostegno agli odiati cugini ed è per questo che Trump ha più volte attaccato l'Italia e anche l'incontro tra la premier e segretario di Stato Rubio non è servito al disgelo, domanda, Cerami, Meloni non ha abbandonato Trump. È lui che l'ha ripudiata oggi Meloni Mpc, perché deve seguire la linea europea, ma non può abbandonare i Maga
Perché questi tentennamenti c'è una frattura fortissima, destra sulle dinamiche internazionali, il ponte con l'America è diventato il baratro della Premier, 6 mega abbandonano Meloni, appoggiano Vannacci, la destra arriva divisa alle politiche del 27 e chi si divide perde come insegna la batosta della sinistra quattro anni fa,
Risponde Renzi intervistato su Repubblica.
E non si capisce se l'America ha in mano qualcosa o no nella trattativa
Con l'Iran.
Sul centrosinistra ci sono idee diverse, ma sulla politica estera condividiamo la richiesta di un ruolo più forte dell'Europa e della diplomazia.
Tra loro, invece, sono quelli su brani mistiche vogliono uscire dall'euro, siamo più uniti, noi rivendica Renzi il governo il più longevo, ma anche il meno attivo, e qui mi stupisce il silenzio ipocrita di Confindustria sulla pressione fiscale aumentata oltre il 43%. Come possono tacere davanti alla distruzione della produzione industriale? Questo, diciamo così, l'attacco di Renzi a Confindustria sul sulle primarie dipenderà dalla legge elettorale se non ci saranno. Io penso che Elly Schlein che sono contento di vedere con Obama, sia pronta ad assumere il ruolo di leader della coalizione. Se invece ci saranno le primarie, parteciperemo anche noi come casa riformista, perché in che modo vi collocate nel centrosinistra mancano no Margherita, che faccio da quarta gamba, per raccogliere i voti riformisti e dei delusi di Forza Italia, Fratelli d'Italia
E questo è un po'lo schema Renzi, quindi si parte.
Dal cambio di rotta di Meloni si arriva.
Ah, una marching nuova Margherita, che faccia da quarta gamba della coalizione, così propone of Renzi nel nel puzzle del campo largo centrosinistra.
C'è anche il Fratoianni intervistato sul manifesto.
Apriamo parentesi la prima pagina del manifesto.
Su Thiago, Avila e Sayf Abu che Shack torneranno la loro foto grande campeggia sulla prima del Manifesto detenuti senza accuse torturati.
Avila e Abuch Shack saranno espulsi da Israele, che li ha sequestrati 10 giorni fa in acque internazionali a 1.000 chilometri dalle sue coste, erano Bourque bordeaux, di parquet italiane, della flottiglia che nella sua rotta per Gaza e ora in Turchia,
Andiamo.
Ah, Fratoianni, eh eh, intervistato.
A pagina 8 del Manifesto e dice il perimetro della coalizione sono i contenuti patrimoniale e no alla guerra, non pongo veti a forze di centro, ma è importante.
Non sterilizzare il progetto di cambiamento, oggi serve radicalità su temi come il fisco, riarmo pace, altrimenti non è alternativa che è un po'quello che diceva travaglio perché scrive Travaglio nel suo.
Editoriale.
Condivido pienamente l'appello di Urbinati e Montanari a non fare le primarie.
E c'è anche un editoriale di Antonio Floridia, la conta dei voti ai gazebo può fare molto male alla coalizione e misurare il consenso di ogni forza politica senza lasciarlo scegliere agli elettori veri, porta naturalmente ad accentuare in anticipo le ragioni della distinzione e quindi il no alle primarie ha un.
Un sostegno forte nella parte in una parte sinistra della.
Della coalizione della coalizione a sinistra.
Tutto ciò si intreccia con il tema della legge elettorale, però ecco il riposizionamento nei confronti di Trump, non è solo politico a destra e anche editoriale, naturalmente e segnaliamo.
La pagina 5 del giornale perché perché colpisce l'articolo di Augusto Minzolini, cambiano i tempi neppure tanti anni fa l'influenza dei leader e delle medie potenze, quelle che affollano la UE, si misurava sulla vicinanza ai capi delle grandi, in special modo Stati Uniti e Mosca.
E non è più così e la metamorfosi.
Nell'analisi di Minzolini e al centro c'è proprio Trump, Re Mida senza più il tocco magico, anche in Italia il prima era un faro per tutti, non proprio per tutti.
Oggi l'Europa fa a gara per evitarlo.
E poi l'enigma Donald, se per Lucio Martino.
La sua unica legge, l'economia, il disordine globale, la sua forza.
Punto.
Trump, neanche a destra, gode più di buona stampa, il tema.
Della legge elettorale.
Che rimane sempre sottotraccia, ovviamente, come comprensibilmente dice Renzo.
è un tema centrale anche sul discorso primarie e non primarie, a che punto è il percorso della nuova legge elettorale, fortemente voluta da Meloni e sotto sotto anche da Schlein e due buona parte dell'opposizione all'inizio, il test depositato all'inizio e il punto è quello iniziale il testo è depositato alla Camera,
Non sembra esserci grande fretta il centrodestra vuole insomma a verificare se esista davvero la possibilità di un'apertura da parte del centrosinistra osserva Sorgi.
Sulla stampa.
E poi ci sono tutti gli aspetti che devono essere sui nodi da sciogliere.
Alleati ancora divisi, secondo Alessandro Di Matteo.
Meloni eccellere a domani il vertice di maggioranza, ma al dialogo con la minoranza è al palo.
La Russa avverte, si fa solo se c'è la volontà politica di tutti Galeazzo Bignami, leader dei deputati di Fratelli d'Italia.
Dice sulla riforma del voto, non tutti contro a sinistra aspettiamo le loro proposte.
Poi su Trump dice la sua Bignami, bisogna perseguire l'interesse nazionale e poi dire all'alleato quando non sia d'accordo, ma Trump è ancora un alleato affidabile per Fratelli d'Italia, penso che debbano essere gli Stati Uniti e che lo siano da sempre, certo l'affidabilità dipende dal tipo di relazione che si instaura è sì,
D'accordo, ma questo per quel che riguarda gli USA, ma Trump Trump due anni fa non era Presidente USA e tra tre anni non lo sarà più, mentre credo che Giorgia Meloni sarà ancora presidente del Consiglio.
E va be'sembra, abbiate paura che mostrarvi i vicini a Trump, vi faccia perdere voti ora che si avvicinano le elezioni a nessuna paura, ai nostri elettori, hanno ben chiaro come intendiamo, i rapporti internazionali non sono innamoramenti come quello del Pd per Sanchez si personalizza troppo,
Va bene.
E poi e poi.
Sulla legge elettorale, le opposizioni in sostengono che siate fermi al palo e il gioco delle parti danno colpa al Governo di tutto quello che succede nel mondo.
Persino la guerra in Iran.
Il premierato che fine ha fatto il programma e la finestra per approvarlo non è ancora chiusa, risponde Galeazzo Bignami.
Segnaliamo anche l'apertura di prima pagina di Avvenire e anche di sabato si muore di lavoro tra Bach, braccianti stranieri perdono la vita in un furgoncino e un'operaio nei cantieri.
Su
Garlasco ovviamente pagine e pagine su tutti i quotidiani, mentre quello che avrebbe dovuto essere il colpevole, ogni oltre il ragionevole dubbio, oltre ogni ragionevole dubbio, continua.
A essere in carcere, Giandomenico Caiazza, già presidente dell'Unione, camere penali italiane e difensore storico di Enzo Tortora sul tempo di Roma attacca il circo mediatico intorno al caso Stasi Sempio, indagine trasmessa in diretta segreto investigativo, violato giudici esposti a pressioni insostenibili, bisogna fissare regole severe e farle rispettare.
L'intervista a Caiazza sul tempo, sui giornali, oggi troviamo anche il tema dell'Anta virus, che è l'apertura di prima del Corriere della Sera, 4 contatti in Italia erano in aereo con una delle vittime scatta la quarantena fiduciaria, anche se ho senza che, se,
Giuste precauzioni, ma non è il contagio Covid, Perretta e libero, ci fa addirittura il titolo di apertura, in prima riapre il circo del virus anta virus, niente allarmismi, non c'è nessuna emergenza, ma la sinistra se la prende con l'esecutivo.
E riparte alla sfilata la sfilata dei Virology, questo proviamo
Come apertura di di Libero sulla Biennale.
Sulla Biennale c'è.
Diversi quotidiani danno conto anche della manifestazione ieri, di più Europa contro il padiglione.
Organizzato.
Dalla Russia è ammesso.
Alla Biennale e qui c'è l'accusa di Fazzolari, quindi anche.
È un tema di scontro interno al centrodestra si è data visibilità gratuita a Putin e poi, e i radicali di più Europa, l'associazione Europa Now, hanno manifestato dentro e fuori i giardini, in occasione della Festa dell'Europa, contro l'arte e finanziata dalla guerra.
E poi ci sono.
Le dichiarazioni di immagini, il futuro di pace e democrazia passa dal sostegno alla resistenza ucraina, abbiamo fatto ascoltare ai visitatori il suono che ogni giorno gli ucraini sentono quello degli allarmi, bomba per riportarci alla realtà che non è quella raccontata da Salvini e nemmeno quella di un presunto dialogo cui fa riferimento Buttafuoco nel padiglione c'è arte di regime perché la delibera viene perseguita in Russia.
Ebbene, perseguita in Russia.
La stampa la mette così a pagina.
Ben più 6 e 27, la Biennale, aperta a tutti il primo giorno con il pubblico, presenze in crescita e poca voglia di polemica, Rada e confusa la mobilitazione pro ucraina, quasi assente, quella pro.
Gaza sul tema del fine vita c'è una articolo.
Su Repubblica, a pagina 20, che dà conto della volontà del partito democratico di chiedere una votazione martedì prossimo alla riunione dei capigruppo al Senato, il Pd chiederà di portare subito in aula il disegno di legge sul fine vita, perché accada, servono i voti del centrodestra o almeno di una parte. Per questo il presidente dei gruppi deb di Camera e Senato, braghe Boccia, fanno appello alla maggioranza, non è più tempo di rinvii, il Parlamento si assuma le sue responsabilità e del resto da settimane di fine vita si parla con insistenza, anche dentro Forza Italia, per effetto delle sollecitazioni dall'alto
Di Marina Berlusconi votare sì alla calendarizzazione per gli azzurri sarebbe il primo vero banco di prova per dimostrare se fanno sul serio osserva Serena riformato se davvero i forzisti fossero intenzionati a passare dalle parole ai fatti, avremmo risolto tutti i problemi, è il momento della verità.
Dice Braga, capogruppo alla Camera, qui però il problema è che il il dibattito su quale testo perché, essendo il testo?
In discussione.
Ampiamente peggiorativo della situazione attuale.
Il gioco del Adolf del del chiedere il momento della verità da parte del Pd contiene qualche elemento di rischio, perché un conto se fosse discusso un testo di legge che recepisce e consolida le norme esistenti stabiliti dalla Corte costituzionale e un altro conto è se, nello stanare la maggioranza sul tema o parte della maggioranza sul tema si ritenga poi che vadano in discussione norme,
Peggiorative, è questo
E questa è una preoccupazione che andrebbe considerata il capogruppo al Senato Boccia sottolinea che a chiedere un intervento è anche una parte del mondo cattolico che capisce, a differenza della destra, l'urgenza di riconoscere dignità a chi fa una scelta così dolorosa e sì,
Per of c'è forse anche una parte del mondo cattolico che vede come nella situazione attuale, grazie alle iniziative, la disobbedienze civili e all'azione giudiziaria dell'Associazione Luca Coscioni e sono in realtà 15 le persone che hanno ottenuto questo diritto e che si è passaggio alla le la legge se passasse la legge bloccata questo diritto non avrebbero mai ottenuto?
E quindi il tema è.
è complesso ed è ad alto rischio anche questa,
Questo voto di martedì nel frattempo c'è la mobilitazione dell'Associazione Coscioni con le leggi di iniziativa popolare in.
Piemonte, Lombardia, Lazio e presto anche in Calabria e sulle cronache milanesi del Corriere della Sera, troviamo il consigliere regionale di Forza Italia, Gallera, che ha organizzato che organizza banchetti di raccolta firme, ecco forse sostenere sul piano nazionale anche da
Da sinistra, e non solo, questa campagna avrebbe
Un valore politico, ecco, per evitare che il punto sia soltanto si discutiamo di una legge e discutiamo di regole, ma di quali regole per aprire o per chiudere non è un elemento minimamente neutro su le i riposizionamenti di Forza Italia?
Ecco, sottopressione di Marina Berlusconi, il Corriere della Sera costruisce un articolo di Marco Cremonesi su un incontro che c'è stato tra Marina Berlusconi e Luca Zaia in casa di in casa della presidente di Fininvest in corso, Venezia, il 22 aprile.
Le liberalismo al fine vita, diritti civili, il dialogo tra Zaia e Marina Berlusconi.
Vedremo, vedremo che cosa porta intanto sul.
Sul tema della gravidanza per altri.
Tutti ricordiamo come la parola d'ordine è in Italia, ma perché non adottano adottate ci sono le adozioni, allora il adozioni internazionali in calo in Italia, per tutti i meccanismi e le difficoltà, ne parla il Sole 24 ore, a pagina 16, direi che il tema,
Interessante illuminante su come il benaltrismo poi non si traduca in.
Progetti di riforme, allora sul Sole 24 ore abbiamo già detto del istruzione, del calo drammatico, della qualità, della preparazione dell'istruzione.
Nel nostro Paese
Andiamo ora prendere due, le 2 ultime citazioni, Jürgen Habermas e.
Grazia Deledda sugli Jürgen Habermas c'è la pubblicazione di un volume per un mondo migliore, colloqui con Stefano Miller e Roman Yours
Recensiti da Sebastiano Maffettone, sul domenicale del Sole 24 ore, la democrazia per Habermas presuppone una comunicazione non distorta, esiste un potere liberatorio della parola, che si rivela nella comunicazione, nella sfera pubblica e così una.
Connessione ideale, una consonanza che possiamo.
Che possiamo sottolineare qui con l'ossessione pannelliana del diritto alla conoscenza.
La democrazia per Habermas presuppone una comunicazione non distorta e poi, per finire,
Grazia Deledda, a un secolo dal Nobel a novant'anni dalla morte, un film e un evento a Torino esaltano un'attrice ancora sottovalutata.
Contemporanea ed erotica non ce la meritiamo per le per l Italia resta straniera l'articolo di Jesse Cachìa eh.
Nei suoi scritti ci sono anche elementi di sovversione politica in modo dadaista si fece candidare con il partito radicale italiano al Parlamento nel 1909 ottenne 34 voti quando le donne non erano candidabili e con questa.
Notazione.
Non non non sapevo di questo di questo elemento, ovviamente la figura.
Complessa e e ricchissima di spunti, attraverso le quali andare a leggerla e riscoprirla, c'è ora anche questo questo film, insomma, può Grazia Deledda, chiudiamo così la puntata di oggi di stampa e regime.
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