28 MAG 2026
intervista

Israele, i fronti di guerra e la campagna elettorale. Intervista a Sharon Nizza

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - RADIO - 13:47 Durata: 19 min 14 sec
A cura di Delfina Steri
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Mentre è in corso un attacco israeliano nel quartiere della Dahiya a Beirut - obiettivo un comandante della divisione Imam Hussein, unità che lega Hezbollah ai Pasdaran - Sharon Nizza, giornalista e scrittrice, in collegamento da Tel Aviv, ricostruisce la complessità dei fronti aperti.

La tregua al confine nord rimane una tregua armata: Israele mantiene la presenza via terra nel sud del Libano, con scontri continui e dodici soldati israeliani caduti.

Il nord del paese vive ancora sotto le sirene, a differenza del resto di Israele.

Domani al Pentagono si terrà il primo incontro tra
delegazioni militari israeliana e libanese nell'ambito dei negoziati diretti, in parallelo al tentativo iraniano di includere il dossier libanese nel cessate il fuoco ancora da firmare con gli Stati Uniti.

Sul piano interno, la legge per la coscrizione degli ultraortodossi - mai completata dopo due anni di trattative - ha fatto saltare il sostegno esterno dei partiti religiosi alla coalizione, aprendo la strada alle elezioni anticipate.

L'iter per lo scioglimento della Knesset è al primo dei quattro passaggi previsti; la data più probabile è la prima o la seconda settimana di settembre, comunque un'anticipazione di circa un mese rispetto alla scadenza naturale del 27 ottobre.

L'opposizione vede l'alleanza Lapid - Bennett testa a testa con il Likud, ma nessuno dei due blocchi sembra in grado di raggiungere i 61 seggi necessari per governare.

Smotrich supera per la prima volta la soglia di sbarramento nei sondaggi - possibile effetto del mandato di cattura della Corte penale internazionale nei suoi confronti.

Sullo sfondo, la trattativa sottobanco su una possibile uscita di Netanyahu dalla vita politica in cambio di una soluzione concordata sui processi.

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