Puntata di "Speciale Giustizia" di sabato 6 giugno 2026 condotta da Bruno Ruggiero .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.
Rubrica
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Buonasera gli ascoltatori, con lo Speciale giustizia, con la seconda puntata a nostra disposizione per questo fine settimana, torniamo sul processo che abbiamo seguito fin dall'inizio che si svolge davanti alla Corte d'Assise di Roma, si tratta del processo nei confronti di Salvatore Nicitra,
Un pregiudicato siciliano è originario della Sicilia occidentale, ma trapiantato da decenni nella Capitale, con lui altri coimputati e i fatti risalgono a, in alcuni casi, anche a molti anni fa.
Perché l'obiettivo del processo era quello di ricostruire la dinamica della faida ferocissima e sanguinosa che ha opposto nel corso di decenni il club di Salvatore Nicitra a quello della famiglia della malavita romana.
Dei Belardinelli e una faida nel corso della quale anche un socio fondatore della famiglia Belardinelli è caduto sotto i colpi degli avversari e con lui diversi altri suoi sodali, questo è l'obiettivo dell'accertamento dei fatti da parte della Direzione distrettuale antimafia.
Ti Roma e del Lazio, anche sulla scorta di dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
E siamo arrivati alle battute finali, con le in particolare la requisitoria in aula del pubblico ministero Rosalia, Affinito.
E questa requisitoria si è svolta nella giornata del 3 giugno e di questo ci occupiamo della puntata di questa sera. Ricordiamo per inciso che nei confronti dello stesso Licitra si è già concluso un altro dibattimento di primo grado davanti a una sezione del tribunale penale
Per il racket del gioco d'azzardo e reati collegati.
Il processo di primo grado, al termine del quale vi citerà i diversi suoi complici, sono stati contattati, il processo è richiamato per quanto riguarda alcuni atti, in particolare anche all'interno di questo processo parallelo, ma i fatti in questo caso sono molto più gravi, tanto da essere arrivati all'attenzione della Corte d'Assise buon ascolto.
Siamo alla fine di un processo che ha visto e le acquisizioni di moltissimi elementi di prova, sia documentali sia legati all'audizione dei testimoni, occorre oggi e mettere a sistema tutte le prove che voi avete acquisito e avete ascoltato nel corso di questa istruttoria.
E verticale valutarle secondo quelli che sono i dettami del codice, quindi i criteri stabiliti quindi al codice, nella valutazione delle prove, in particolare di quei testimoniali e di quelle rese dai collaboratori, per valutare e verificare se questo.
Compendio probatorio sia sous sostenga quindi una giudizio di condanna per gli imputati, al di là di ogni ragionevole dubbio, come dice quindi il codice.
I la sottoscritta diciamo parte da un punto di vista diverso dalle tutte le altre parti processuali perché, come vedete sono, diciamo arrivata come solo per questa discussione e diciamo questo mi consente di aver potuto leggere tutti gli atti del processo come sostanzialmente fanno i giudici di secondo grado come fanno i giudici di Cassazione quindi senza aver il condizionamento a volte di quello che è l'audizione di alcuni testimoni l'empatia anche naturale che si crea ci sono letteratura intesa sulla psicologia della testimonianza,
E quindi?
Ed è la prima volta che mi capita in un processo capita frequentemente di varie sulla discussione, in cui devo dire che non c'è stato nessun elemento non esplorato, cioè è stato fatto in sé una istruttoria approfondita al massimo sogni, aspetto di questa vicenda.
è una vicenda significativa, molto importante, è comunque una vicenda che si riferisce a quasi 30 anni fa, questo ovviamente adeso 88, quindi siamo 26 anni fa, siamo ha reso l'istruttoria da certi punti di vista più complicata, perché serve Pubblico ministero, corregga 30 38 28 anni fa hai fatto mai qualcosa in 38 anni fa, questo diciamo al riso l'istruttoria da certi punti di vista più gravosa perché occorre, diciamo, di portarci indietro a quegli anni a quindi a quella realtà delinquenziale e
Della Roma di quegli anni.
In primo luogo, voglio fare una premessa su perché si è arrivati a processo soltanto dopo tutti questi anni, quindi perché il procedimento in Procura è iniziato nel 2015, quindi a distanza già di molti anni dai fatti, lo faccio questa premessa perché, sebbene la Corte ha già risolto quindi le questioni giuridiche che le difese hanno prospettato con un'ordinanza in cui del 18 maggio 23, ebbene però,
Ricordare qual è stata la scansione, diciamo anche fattuale e storica che ha portato a questo processo dinanzi alla Procura di Roma, al Tribunale di Roma.
Sono sottoposti al vostro giudizio tre episodi di omicidio.
Uno commesso a d'Aversa, provincia di Caserta, due commessi a Roma, tutte e tre vedono quindi coinvolto il soggetto principale di questo, quindi il provvedimento, che appunto Nicitra, quindi Salvatore.
Nella nota chissà da depositata dal Pubblico Ministero il 23 gennaio 2024, è esplicitata in maniera chiara perché diciamo, si è arrivati soltanto nel 2014 a riaprire quindi questi procedimenti, questi due episodi, in particolare quelli.
E in danno dei fratelli Belardinelli, semplifichiamo così erano stati inizialmente quelli definiti con richiesta di archiviazione, perché le indagini poi lo vedremo nel corso dell'istruttoria non avevano, diciamo, ha portato a nessun concreto, quindi risultato, quindi l'indagine si chiude per ben due volte di aperta a seguito di alcune dichiarazioni nei confronti di una prima volta nei confronti oggetti ignoti una seconda volta nei confronti di soggetti.
Noti.
Nel svolgere attività di indagine nei confronti del Nicita Salvatore per altri fatti, che sono quelli che poi sono state oggetto appunto del separato procedimento quindi, infatti, che riguardavano l'associazione a delinquere, finalizzata al riciclaggio, al gioco clandestino, alle intestazioni fittizie, alle estorsioni, il pubblico ministero si imbatte attraverso quindi le la consultazione della banca dati si della sindaca in questo procedimento molto importante al letto Croce più 77 di cui avete acquisito la sentenza nelle dichiarazioni.
Del teste chimera, che pure avete sentito ispettori che chimera avete sentito in questo dibattimento e nei verbali di Calafato, Giovanni e scopre, ahimè, che Calafato Giovanni aveva reso delle dichiarazioni, auto, indizianti ed eteroindizianti, eteroaccusatorie, autoaccusatorie, hai detto che accusatorie,
Il 18 novembre del 94 e 26 aprile 95 mi fa dinanzi alla Corte, al procuratore del suo produttore dell'epoca Teresi, Vittorio Teresi della DDA di Palermo.
Questi verbali, ahimè, non sono stati mai trasmessi alla Procura di Roma, è chiaro che.
Ciao, importato, narrativo di questi due.
Collaboratori, benvenuto e Calafato per la procura di Palermo è stato portato enorme solo collaboratori che sono hanno consentito di ricostruire delle vicende riguardanti cosa nostra e la Stidda agrigentina
Importantissime addirittura, appunto, l'omicidio del collega Livatino.
Questo, ovviamente è impegnato evidentemente la procura di Palermo su tanti versanti, tanti filoni investigativi che legati a omicidi di grande importanza, e questi verbali non erano stati mai trasmessi alla Procura di Roma, e neppure la verifica che era stata delegata, pur delegata dalla Procura di Palermo al,
Alla pulizia e al servizio centrale operativo della Polizia di Stato, a quel punto faceva riferimento, a cui il teste chimera.
Questo ha portato poi immediatamente il Pubblico mistero di Roma, a di chiede la riapertura delle indagini su questo quid novi, e quindi apertura delle indagini è stata utilizzata al Gip del 4 marzo 2014.
La scansione di questi documenti allegati da questa nota, quindi, ancora una volta si ribadisce gli a e infondatezza di quelle che erano state le eccezioni della difesa, eccezioni che devo dire dai verbali di quella udienza.
Sono state, diciamo no, una volta di improcedibilità dell'azione penale, un'altra volta di inutilizzabilità delle dichiarazioni, diciamo sotto profili processuali diversi, lo dico insomma a beneficio dei dei giudici che non hanno le competenze quindi processuali, però ci sono dei temi processuali quali l'improcedibilità, inutilizzabilità che a volte possono condizionare e quindi è importante chiarire quello che è il portato di una prova,
È chiaro che se in questo processo gli avvocati avessero messo fuori gioco per regole processuali e i due collaboratori e non ci troveremmo qui, ma non è questo il caso, perché quelle eccezioni li avete già respinte e si ribadisce la correttezza di quella ordinanza, anche alla luce di una sentenza,
Che
Diciamo, di una sentenza relativa alla utilizzabilità delle dichiarazioni rese dai collaboratori del 2000 e 24 numero 4 5 4 1, perché in quell'udienza.
E lo dico, diciamo in premessa prima di andare poi all'esame di tutta l'istruttoria dibattimentale.
Il problema che si era posto era, da un lato, dell'improcedibilità legata alla perdita dell'iniziativa processuale, tardività che è stata spiegata e non è dipesa dalla procura di Roma. La procura di Roma non aveva mai aperto un procedimento a carico di Nicitra, non c'è un problema di ne bis in idem e quindi di chiamare in causa il 414. È proprio un fuor d'opera, perché 414 riguarda i casi in cui il pubblico ministero non chiede la riapertura indagini e fa indagini. Non è questo il caso Pubblico ministero correttamente appena acquisisce il call contezza di quello che è l'elemento nuovo di quei fascicoli, nei risiede la riapertura e comincia le indagini
Se poi in quella udienza si è affrontato un altro tema, il tema della utilizzabilità di questi verbali, dei due collaboratori che sono i testi, vincere questo processo Calafato e benvenuto, legato al fatto che non c'era, da un lato un verbale illustrativo della collaborazione e dall'altro il problema riguardava benvenuto il fatto il benvenuto nella sua collaborazione,
è cominciata a inizio anni, 90 non aveva mai fatto riferimento a questi episodi.
Omicidiari, cioè a quello che riguardava, diciamo la sua.
Partecipazione all'ideazione di questi episodi e quindi anche se sostenuto da parte della difesa.
Là in inutilizzabilità di questi verbali che perché per la prima volta viene sentito chiamato in causa da Calafato dinanzi alla Procura di Roma, viene sentito benvenuto su questi specifici atti a, diciamo, riscontro delle dichiarazioni appunto di viola Calafato, anche queste eccezioni sono state rigettate e sono prive di fondamento dal punto di vista.
Diciamo della giurisprudenza consolidata della Cassazione, sono state richiamate diverse sentenze, ma il fatto è stato già più volte quindi affrontato dalle sezioni unite della Cassazione o li chiama questa sentenza da ultimo, perché mi sembra questa tendenza 4 5 4 1 2024 di percorre esattamente il problema che se posto in questo processo di collaboratori che avevano visto dichiarazione ante 2001 e di collaboratori che aveva reso dichiarazioni oltre 180 giorni quindi abbiamo due situazioni differenti.
La prima situazione e quella del Calafato, cioè un soggetto che nel corso della sua collaborazione a Palermo rende quelle dichiarazioni 94 95, ma la Procura nulla fa la TIA giudizi, la l'organo che aveva in mano quelle dichiarazioni.
Noi li trasmette.
E quindi e l'altra situazione, quella di benvenuto,
Chi invece non li hai canadese e le venderà solo successivamente rispetto alla situazione di che l'ha fatto si è detto, ma manca il verbale illustrativo.
Bene è giurisprudenza consolidata.
Che per le collaborazioni antecedenti al 2001 qual è quella che è stata di Calafato non è necessario il verbale quindi illustrativo che inadempimento, che è stato introdotto della dalla prima volta alla legge 45 del 2001
Si è posto più volte questo problema, perché poi è stato invalso l'abitudine delle procure di richiamare con laboratori e farlo questo verbale illustrativo, ma non era un obbligo di legge.
E la Cassazione ha ribadito che.
Più volte sentenza 32 3 6 6 del 2003 che i soggetti che abbiano concretamente ed effettivamente dato avvio alla collaborazione con la giustizia sotto il vigore della normativa previgente, alla legge 45 del 2001, non sono tenuti alla redazione del verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione, atteso che la utilizzabilità delle loro dichiarazioni al pari della concedibilità delle attenuanti conseguenti alla collaborazione come pure dell'eventuale proroga delle misure tutoriali assistenziali sono segnala Gmac tipicamente legate alla già prestata collaborazione quindi,
Eccezioni completamente infondate sul piano proprio giuridico alla luce dei dettati della Cassazione.
Del pari.
Con riferimento invece alla posizione di Benvenuto, cioè colui che ha reso queste dichiarazioni a distanza di molto tempo, anche su questo la Cassazione è intervenuta più volte a partire dalla sentenza Dasgupta del 2013, laddove ha ribadito che le disposizioni introdotte dalla legge 45 del 2001 sono finalizzate idem,
Primariamente alla appunto, regolazione del trattamento premiale e riutilizzabilità in fase diversa il dibattimento, ma quindi d'epoca lei con la dichiarazione dei dei, se in epoca significativamente successiva rispetto alla sì, all'avvio della collaborazione è la sequenza degli interrogatori, non determina un'invalidità genetica della fonte dichiarativa ma impone soltanto una più rigorosa e verifica di attendibilità alla luce dei criteri di di scontro esterno di coerenza complessiva del narrato.
Questo per sgombrare subito il campo da eventuali questioni ed eccezioni legati processuali alla utilizzabilità di queste dichiarazioni.
Occorre ora affrontare quello che è stato lo sviluppo dibattimentale, faccio un rapido elenco di tutte quella che è la documentazione che è stata quindi acquisita e delle prove assunte, anche perché le richiamerò nel corso della mia illustrazione.
L'istruttoria quindi ha previsto innanzitutto sono stati acquisiti i fascicoli concernenti i rilievi tecnici eseguiti il 24 novembre 88 e il 12 novembre 88 sui luoghi dei due agguati.
Il verbale di tecnici e poi sono serviti successivamente anche per fare la consulenza e il ai sensi del 507 e la consulenza di parte sono stati poi acquisiti i decreti di perquisizione e sequestro eseguiti nell'immediatezza dell'agguato del 12 novembre 88 ai danni di Belardinelli Roberto, Angelo Paoloni Martinelli quindi fanno le persone appunto che son state a tinte né in occasione di questo agguato.
È stato poi acquisito i le reazioni, il medico legali delle mo della morte di sulle cause della morte di Valentino Belardinelli Roberto Belardinelli Angelo Paoloni, avete sentito a dibattimento la dottoressa Gianni Letta, che ha fatto una consulenza autoptica su incarico della Procura di Roma nel 2015 per escludere in alcun modo che la morte di Roberto Belardinelli potesse essere dipesa anche da, diciamo, non corrette adeguate cure da parte dei sanitari, mentre la dottoressa, la lettera, che avete appunto ascoltato, ha messo in collegamento sicuro. Certo, quindi c'è un nesso di causalità, certo, tra quello che l'agguato e la morte è avvenuta a distanza
Di oltre un mese presso l'ospedale Gemelli di Roberto, quindi Belardinelli, poi sono stati acquisiti i verbali perché irripetibili, ovviamente, dei soggetti alla data attuale, i morti, quindi lo beh Belardinelli Valentino ha sentito nell'immediatezza dell'agguato al fratello, i tre verbali di Belardinelli Roberto,
E i verbali di angeli Antonio Fabbri Antonio, che erano soggetti Hangin, Tonio e il fratello della vittima, Fabio Antonio era il soggetto che al bar aveva appena servito un caffè alle vittime e poi sono stati serviti sentiti acquisiti i verbali dei barellieri, cioè di coloro che hanno prestato i primi soccorsi d'Ottavio Claudio Cordone, Giuseppe Cutini e
Poi è stato acquisito elemento molto importante, l'identikit, elaborato sulla base delle relazioni di servizio dei carabinieri di Campobasso Vito forte di Vito Gagliardi, pesco e Pasquale, in servizio presso la stazione dei carabinieri Monte Spaccato relativo al soggetto che avevano notato in via Bernardo Bibbiena poco distanti quindi è una strada.
Parallela vicina a quella in cui poi è avvenuto l'agguato a Valentino Belardinelli come soggetto di cui parleremo dopo, è stata acquisita l'informativa di reato, il 27 novembre 88 del reparto operativo quindi dei carabinieri, sono stati poi acquisite le documentazioni quindi fotografica allegata alla nota del 10 giugno 25, a riscontro ulteriore di quelle che erano le dichiarazioni rese da Calafato e da Benvenuto innanzitutto il complesso immobiliare, le foto in cui abitava.
Scusate.
Il complesso immobiliare dove abitava la madre di Robecco Belardinelli, l'immobile, in cui era ubicato il negozio di filati e l'amante degli Bruno Angelucci Marini Liana sempre agli scontri, dichiarazioni di Calafato e le abitazioni di Salvatore Nicitra in via Vittorio Ascoli, con la veranda cui fanno riferimento a entrambi collaboratori l'immobile della villa in costruzione e questi riferisco ai fotogrammi dell'11 luglio 95 attribuita quindi hanno ucciso, a cui fa riferimento a un benvenuto la villa in via di Boccea venduta.
E anni ci tra Francesco detto, Mimmo fratello di Salvatore e dalla moglie di Basaglia negò, e quindi i documenti che attestano questa trasferimento di proprietà, l'elenco dei veicoli in uso ai soggetti citati a collaboratori vicino a Nicitra, la posizione giuridica dei fratelli Bernardinello nell'88 e so importante la sottoposizione di Roberto Belardinelli agli hobby e libertà vigilata, compreso l'obbligo di firma presso il commissariato Aurelio, il periodo di codetenzione di Calafato e San Vito San Vito Vincenzo, presso il carcere di Agrigento, la sentenza della Corte d'Assise ha letto 77, dove sono stati appunto di acquisite le dichiarazioni fondamentali. Benvenuto e Calafato. La sentenza della Corte di Assise di Roma è passata in giudicato che si sofferma sulla posizione di Nicitra come soggetto legato a Renato De Pedis
E che si conclude in primo grado, con una in primo grado, con un'associazione per appartenenza all'associazione quindi criminale, ma poi su facessimo mente con una condanna soltanto per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, in sede di appello molto importante il provvedimento di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Nicitra, Salvatore e degli altri soggetti ai più vicini, i verbali di prova del procedimento collegato 91 77 2020, ivi compresi trascrizione di alcune delle telefonate che son state versate quindi in atti e le consulenze tecniche dell'accusa rivolta dai Ris di Roma e della difesa l'ingegner Lima relativa alla costruzione del web di l'omicidio di evidenti o Belardinelli, e poi abbiamo tutti i verbali dei testimoni
Ho fatto questo elenco perché bisogna avere innanzitutto chiaro qual è il materiale probatorio a disposizione e perché c'è molto materiale probatorio.
Perché è importante l'acquisizione delle sentenze del al letto 77, così come quella relativa alla Corte di Assise di Roma, relativa alla famosa sentenza, quindi Colosseo, che riguardava la la banda della Magliana, come con i provvedimenti di applicazione di misura Prevent di prevenzione perché qui parliamo di un soggetto, Salvatore quindi Nicitra che è importante andare ad collocare in quello che è l'attività criminale del che si svolgeva a Roma nei quartieri e in particolare di Roma Nord, quindi Roma, a Montemario e,
Dove operava quindi Nicitra anche per capirne appunto la caratura, quindi criminale?
Anche perché qui abbiamo appunto a confronto le dichiarazioni di un soggetto che si accusa di un omicidio che dice che l'ha fatto per i, su richiesta di di Nicitra e insieme ad un altro soggetto che Farruggio egli i due coimputati che invece in negano questa circostanza quindi è importante andare a delineare anche la personalità a del Nicitra e dell'istruttoria dibattimentale, in particolare della documentazione da testimonianza del luogotenente Michele di Laroni emessa la caratura criminale di Nicitra che va calata però non al momento attuale ma al momento in cui sono avvenuti i fatti, quindi 83
Cosa ci dice di Laroni, ma questo è emerso in modo piano, diciamo, sono circostanze assolutamente non in contestazione.
Sabato in uscita originale di Palma di Montechiaro, figlio di Francesca Inguanta, imparentata con la famiglia dei divisi, guardate che questo processo, i cui rapporti con i familiari sono molto importanti, imparentato perché le sorelle e della madre di deciderà di Francesca Inguanta e avevano sposato due fratelli di BBC rimasta vedova e le e si trasferiva a Roma il 61 coi due fratelli coi due figli salumi noi, Salvatore Francesco ed era dipendente del Comune di Roma è risultato dipendente del Comune di Roma svolgeva attività di bidella questo l'ha confermato anche l'incidenza dell'interrogatorio ce l'ha detto però,
Innanzitutto Calafato fin da giovane, in questo lo vedete anche dai certificato del casellario giudiziario, Salvatore Nicitra accumulava una serie di condanne e fin dal mio minorenne per fatti gravi.
Tentati omicidi, detenzione di armi da aprile ma per lungo tempo ha beneficiato della assoluta quasi impunità per questo.
Vizio totale di mente che gli ha portato di su, trascorre solo pochi anni nel manicomio giudiziario di Aversa.
Nel 1990 arriva, però, diciamo la prima provvedimento nei confronti di uscita, perché i carabinieri del reparto operativo, avendo quindi accertata una consistenza, un patrimonio immobiliare assolutamente sproporzionata rispetto a quelle che erano le attività lecite di Nicitra, lo proponevano e con l'applicazione di una misura Previn personale e patrimoniale ed è molto importante in questo provvedimento a chi è unito, diciamo riuscita perché questo provvedimento riguarda non solo ogni cifra ma riguarda anche i parenti cugini di Nicitra i guanti a Francesco Lo Savio Zarbo,
Basaglia Nevio Serafini Eugenio Farruggio, Calogero che un cugino acquisito, il Tribunale di Roma, si ferma sul contesto criminale.
Nel quale è riuscito a operava, accoglie la proposta e gli applica sorveglianza speciale per 5 anni confiscando numero sebbene i detenuti acquisti acquisti con proventi delittuosi.
Nel frattempo viene coinvolto nelle indagini, appunto quindi Colosseo, quello sulla banda della mediana, perché ritenuto quindi vicino appunto, ad e dico quindi De Pedis altro dato che emerge inconfutabile e che però diciamo dimostra anche la diciamo la pericolosità, lo spessore criminale e questo evento gravissimo che è successo per cui nel 1.000 e il giugno del 1993 scompaiono nel nulla il figlio di 10 anni di Nicitra e il fratello,
Di Nishida, Francesco detto, quindi Mimmo.
Quindi.
Grazie alle.
Ricostruzioni fatte in quel procedimento ripeto.
E le Nicitra viene però poi condannato una sentenza della Corte d'assise d'appello e troverete infatti anche il casellario, il riferimento A per un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Ora.
Un elemento fondamentale di questo processo è capire il movente dell'azione perché, diciamo, ogni cita voleva la morte di questi due fratelli.
Ovviamente sono omicidi, quindi i volontari e quindi quali qual è il movente, il movente è uscito in maniera chiara dal processo, da una sede di plurime fonte d'informazione ci sono le dichiarazioni di Calafato benvenuto e coloro avevano appunto Nicitra nella gestione del gioco d'azzardo, le bische clandestine, del toto nero, dell'usura nelle operazioni di riciclaggio dei libri, cent di proventi quindi illeciti e ma le stesse dichiarazioni provengono da altri due collaboratori. Giuseppe Marchese, Sebastiano Cassia, che avete sentito qui a dibattimento. Il primo, con riferimento a Nicitra, lo ha ricordato come ritenuto appartenente alla batteria di rapinatori attiva su Roma, in pur essendo originario di Palma di Montechiaro e dice il avendo quindi poi trascorso un periodo nella l'ospedale di Aversa racconta questo episodio
è significativo perché è importante che, anche per come veniva percepito, Salvatore Nicitra nell'ambiente siciliano da cui proveniva, e cioè che lui aveva fatto sapere a Salvatore Riina il fatto che Nicitra, circostanza che ha negato in sede di interrogatorio omicidio aveva un forte risentimento per l'uccisione del padre ora questo particolare.
Aden non è di poco momento, perché vi dà l'importanza di diciamo, di Salvatore Nicitra, se un soggetto come Giuseppe Marchese senta il bisogno di far sapere all'esterno e negli ambiti siciliani che cioè a Roma, un personaggio che, se pur allontanatosi da tantissimo tempo della Sicilia però nei continua a conservare i legami e ad avere queste risentimento,
Quindi su plurimi diciamo fonti diverse, ma lo stesso Salvatore Nicitra, poi ammesso che in quegli anni, ma emerge anche dalle intercettazioni che son state quindi depositate e vuol svolgere queste attività illecita del toto nero, del picchetto, della gestione di bische clandestine e anche dell'usura.
Questo è, diciamo, il personaggio Nicitra.
Andiamo adesso in concreto a verificare la ricostruzione dei due.
Del tre omicidi.
Partiamo da quello del 12 novembre 88, dove un gruppo armato a bordo di una moto e di un'auto.
Alle ore 17:20 esplodevano più colpi di arma da fuoco in piazza Clemente secondo, che cagionava appunto l'immediata a morte di Angelini, Paolino, il ferimento di Martinelli, Franco e di Belardinelli, Roberto, che morirà a 35 giorni dopo presso il gemello.
La dinamica dell'aggressione fu ricostruita nell'immediatezza dei fatti da lì, dalle dichiarazioni di disse lo stesso Belardinelli Roberto in ospedale avete acquisito tre verbali 16 novembre 88 25 novembre 88 2 dicembre 88 dalle dichiarazioni dei soggetti.
Che hanno pensato immediati soccorsi, si tratta però di circostanze che non sono utili alla individuazione, né lo fu all'epoca, ma tuttora non hanno portato un'élite elementi nuovi, aggiuntivi di quello che è l'indie il necessario per arrivare alla individuazione dei mandanti e degli esecutori.
Quello che però il dato che emerge, che è significativo ed è importante è il fatto che l'azione viene posta in essere da un, tutti i testimoni riferiscono di cui avete esclusi i verbali Kiev è avvenuto a bordo di una moto di grossa cilindrata da parte di due soggetti che si trovavano a bordo appunto di questa moto.
Sono stati sentiti i familiari, anche USA, feriti, Martinelli, Franco Marotta, Angelo Martinelli, Marina Martinelli, quindi Claudio e sono rispettivamente il genero, il figlio e la figlia anche qui testimonianze che però hanno un Cate indiretto e forse sono rilevanti al solo scopo di dimostrare come a distanza di ancora, a trent'anni si è ancora reticenti su alcuni punti i figli di Martinelli, quindi Franco, Martelli, Madina e Martelli, Claudio, hanno riferito di non aver mai parlato col padre dei motivi dell'aggressione, di chi potevano essere quindi i mandanti e addirittura non sapevano saputo dai neanche una spiegazione, perché in sede di perquisizione a casa del padre fosse stato rinvenuto una pistola con
E perché c'erano le schede le schedine del toto nero?
Anche presso l'abitazione di Belardinelli Roberto, fu eseguita quindi una perquisizione e anche lì avete i verbali fu trovata una cospicua somma di denaro per l'epoca di assegni agendine.
E agendine?
Rispetto a questo episodio è stato poi sentito il luogotenente Margotti che è colui che ha fatto delle attività tecniche di sopralluogo repertazione in Hopkins, in occasione dell'omicidio di Belardinelli avete acquisito il verbale ritengo che la sua di che,
Nelle sue dichiarazioni non abbiano apportato un contributo diverso, ulteriore rispetto a quello che già sato, quindi acquisito, anche perché su questo poi ci sono le ampie relazioni dei consulenti della difesa.
Dell'accusa 12 giorni dopo presso l'abitazione di addotti Loredana.
Viene poi ammazzato Belardi, Bilan Belardinelli Valentino e sebbene emergesse in modo chiaro il collegamento dei due fatti criminosi e il contesto Crimea, in cui erano maturati Deng, le indagini non portarono ad alcuna in direzione dei colpevoli, avete sentito Campobasso, Vito il 14 all'udienza, il 20. Il 14 settembre 24 chi è Campobasso evitò il Sud e i carabinieri che, insieme agli altri due che erano in pattuglia colui Gagliardi Pasquale avevano sostanzialmente,
Erano intervenuti nell'immediatezza del fatto e poi arrivano redatto un identikit di un soggetto che gli aveva destato quindi sospetto, infatti, ah, i carabinieri ha dichiarato che, mentre era in pattuglia alle ore 19:30 nella via Bernardo da Bibbiena, che vicino al luogo dove poi è avvenuta l'aggressione via Bonelli 20,
E avevano notato un soggetto sconosciuto, perché conoscevano i soggetti di zona sconosciuto e atteggiamento di attesa, questo gli aveva insospettiti.
E quindi abbiamo immediatamente fornito la descrizione di questo giovane di circa 2025 anni, alto, un metro e 75 corporatura snella e sulla base di tali indicazioni fu elaborato un identikit.
E avete sentito anche il test, il luogotenente Buttarelli, l'etichetta di interesse Buttarelli Mauro che ha redatto questo identikit, sulla base di queste dichiarazioni è stato quindi all'udienza del otto io 24 acquisito identikit tra della foto comparata cha la foto di Calafato quindi Giovanni, potete quindi apprezzare anche visivamente come quell'identikit corrisponda molte parti a quella che è la più la fisionomia di Calafato, quindi Giovanni, ma all'epoca in realtà questa,
Questo viso, l'identikit che fu redatto, il fu associato ad un altro, quindi soggetto è un soggetto che si chiama Angelo Cassiani, detto il ci letto, questo perché?
Angelo quindi nell'immediatezza dei fatti, la le indagini svolte dal reparto quindi operativo dei carabinieri furono indirizzate.
Verso un altro contesto, sebbene fu individuato, diciamo le ragioni dell'aggressione, perché le indagini si diressero verso gli esponenti della banda della Magliana, sempre legati a soggetti questioni di traffico e di toto clandestino di bische e quant'altro, tuttavia, avete quindi sentito,
Il teste Giovanni Carlo meglio all'epoca che comandava seconda sezione del reparto operativo di Roma che ha, diciamo il volto quindi le indagini sentito più volte, quindi Valenti Roberto Belardinelli e che indirizzò le indagini su un componente della banda della mediana inizialmente dicendo di aver riconosciuto come uno di i soggetti a bordo di una moto la statura di questo Angelo Cassani detto quindi il ci letto così come aveva
Roberto Belardinelli condotto questo grave episodio di aggressione ad un litigio, addirittura risalente nel 74 con esponenti della banda della mediana, è collocato tra i presenti a questo litigio con Pernasetti Raffele, questo Cassani, ma queste dichiarazioni sono state gli lesi da Belardinelli completamente info, ritenute poi non riscontrate infondate perché Cassani era detenuto.
All'epoca dell'aggressione ai fratelli Belardinelli quindi non poteva essere il soggetto dell'identikit e non poteva essere il soggetto che aveva partecipato all'aggressione.
Peraltro il bel il Cassani nel 74 era un un bimbetto, era piccolo e lui stesso poi, quando i carabinieri dopo la morte, il fratello torna in ospedale, gli fanno notare che queste indicazioni non poteva essere corretta. Lui stesso quindi ammette che effettivamente si è sbagliato, perché non poteva essere che a quella discussione, e comunque stiamo parlando di un fatto che era accaduto oltre 10 anni prima. Quindi quello che è rilevante e che, nell'immediatezza dei fatti, l'attività investigativa aveva già accolto quale poteva essere il movente dell'azione e quindi sempre legato a ragioni di gioco d'azzardo e quant'altro. L'identificazione però non fu resa, non è non fu possibile ed è stata acquisita la nota informativa del reparto operativo dei carabinieri, appunto che del 27 novembre dell'88
È importante delineare anche la personalità dei fratelli Belardinelli, proprio per capirne i motivi, anche del contrasto con gli sci tra e su questo, appunto, solfati.
Acquisite le dichiarazioni dei testi di PG.
Che descrivono appunto, ma gli stessi poi collaboratori ci danno oggi dicono Roberto Belardinelli era detto Bebo, è.
Avevamo intrapreso fin da giovani un percorso criminale legato quartiere, Primavalle e Monte, Mario in particolari Roberto Belardinelli aveva, è stato in carcere per molto tempo, era appunto Pes anche presso l'Opg di Aversa avete acquisito i periodi di detenzione e insieme lo stesso periodo in cui si trovava Nicitra ed è,
In la scarcerazione è avvenuta nel novembre di 86,
All'uscita dal carcere insieme al fratello quindi Valentino aveva provato ad di prendersi, diciamo, la sua zona e quindi di influenza, che però è la zona d'influenza di altri soggetti, ivi compreso quindi Nicitra questo, Roberto Belardinelli ci dicono poi collaboratori dava un po'fastidio perché era un soggetto molto violento che quindi dava fastidio per chi commetteva.
Poi, rapine, estorsioni in danno di quelle bische, di quei soggetti che frequentavano le bische clandestine, gestite dal Nicitra e dagli altri suoi sodali.
È stato sentito da gennaio del 2026 il prefetto, quindi Napoli, perché agli atti del fascicolo è stata quindi trovata una nota che, nell'immediatezza dell'episodio del ferimento di Roberto Belardinelli lo aveva messo in collegamento con una sparatoria che era avvenuta, cioè con una degli spalti erano stati diretti in una delle bische gestite dal Nicitra.
Ora questo dato, come ci ha detto il a distanza di 40 anni, il prefetto di Napoli che all'epoca dirigeva la sezione omicidi della squadra mobile, era, diciamo, fondato solo su quelle che ipotesi quindi investigative, cioè da accertamenti, diciamo, di controlli del territorio da quelli che erano stati poi,
Diciamo acquisizioni, quelli che Kia si chiamano info Invest in investigative, dati info, quindi investigativi.
Sta di fatto che diciamo il contesto in cui sono maturati questi due quindi omicidi è emerge in maniera quindi chiara, ma si arriva alla contestazione nei confronti di Nicitra a seguito.
E di Falluja, a seguito, appunto, delle acquisizione delle dichiarazioni di Calafato e poi di quella di benvenuto.
Prima di diciamo a esaminare queste dichiarazioni nel dettaglio, perché sono, diciamo, l'aspetto fondamentale e più delicato, diciamo, di questo processo, occorre brevemente che voi sappiate.
Mi rivolgo ovviamente ai giudici.
E non togati e per perché sono, diciamo, questioni processuali molto delicate, sicuramente i giudici che vi togati e queste cose le sanno molto già bene perché le hanno affrontate sono cose che diciamo nelle aule di giustizia si affrontano da anni, ma ebbene, un po'chiarire anche per il pubblico ministero quello che è il percorso che bisogna fare.
Negli US nell'esame delle analisi delle dichiarazioni dei collaboratori, perché i collaboratori che si accusano di fatti di reato auto accusano o accusano altri, difatti deviato, non soldi dei testimoni qualsiasi, sono soggetti che a loro volta sono imputati come in questo caso che l'ha fatto nello stesso processo oppure sono i soggetti che sono imputati in altri processi, quindi che possono essere anche investigativamente collegati, come nel caso appunto di benvenuto e che quindi assumono, diciamo una veste particolare, tant'è vero che voi li avete sentiti con l'assistenza del difensore proprio perché non hanno, diciamo no, il codice. Il sistema non riconosce a questi soggetti una attendibilità, diciamo di prima
I pm in prima battuta, ma vi siede dei controlli e degli accertamenti ulteriori, l'articolo 192, il comma 3, infatti, prevede che le dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato, in questo caso, appunto, Calafato e l'imputato in procedimento connesso devono essere valutate unitamente ad altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilità
Il portato della norma è molto sintetico, su questo si sono scritte fior di sentenze, occorre quindi ben capire e comprendere cosa significa altri elementi di prova, cioè cosa ci deve essere per nel processo, cosa il pubblico ministero vi deve aver trovato per dire che Calafato dice la verità.
Cosa vi dobbiamo, diciamo segnalare e fare, emerge per dire che Benvenuto è attendibile, questo ce lo dice la Cassazione, ci dice che la chiamata si chiama chiamata in correità quando io accuso qualcun altro di un reato che ha commesso con me chiamata in correità,
Per avere un valore probatorio, perché voi possiate dire quel test è attendibile, bisogna che decorrono tre condizioni, la credibilità soggettiva.
Del dichiarante.
L'attendibilità intrinseca della narrazione valutata alla luce della sua spontaneità, coerenza, precisione e costanza, assenza di contraddizioni significative, la presenza di riscontri esterni anche di natura logica, purché cerchi e idonee a confermare, in termini individualizzanti il nucleo essenziale dell'accusa,
Queste non sono formule vuote, queste sono formule che vanno riempiti di contenuto e che quindi occorre illustrare esattamente nel percorso argomentativo che adesso proverò a fare, perché noi dobbiamo ritenere i due collaboratori credibili soggettivamente, perché la loro narrazione è intrinsecamente attendibile, quali sono gli scontri esterni che sono stati delegati ed effettuati sulle loro portato dichiarativo.
Quello che però occorre aver presente che esista una libertà dei riscontri, cioè il codice, non dice esattamente cosa è un riscontro.
Qualsiasi elemento può essere quindi un riscontro e il il su questo, le Sezioni Unite hanno infatti ribadito che deve ritenersi che la genericità dell'espressione altri elementi di prova utilizzato l'articolo 192, comma 3, legittimi di interpretazione, secondo cui in questa materia vige il principio della libertà dei riscontri nel senso che questi, non essendo predeterminati né nella specie ne nella qualità, possono essere di qualsiasi tipo e natura così da potesse costituiti non soltanto da prove storiche dirette ma ad ogni elemento probatorio, anche indiretto che legittimi che sia stato acquisito al processo e idoneo anche sul piano della mera consequenzialità logica a collaborare una valutazione probatoria unitaria. Il mezzo di prova viene quindi ritenuto legittime, ex lege bisognoso di conferma. Il riscontro non deve essere una prova in sé.
Se ci fosse l'elemento, perderebbe la funzione di scontri, diventerebbe quindi prova l'unico dato certo evincibile dall'articolo 192, comma 3, è costituito dall'esigenza che gli scontri Domestic caratterizzati da necessaria estraneità, cioè devono essere esterni alla dichiarazione stessa e di sconto estrinseco alla chiamata in correità o in età può essere offerto anche dalle dichiarazioni di analoga natura divise da uno o più altri soggetti indicati dalla norma come in questo caso un riscontro al portato deviazioni che l'ha fatto può venire dalle dichiarazioni di benvenuto.
In tale prospettiva, i riscontri qualsivoglia chiamata, sia essa in diretta o indiretta, può essere sì di costituire una seconda chiamata, anche se gliele lato ciò in quanto alla norma processuale prevede no tali limitazioni, il principio del libero convincimento del giudice, nessuna norma prevede una tale limitazione qualora però l'elemento di scontro sia costituito da un'altra chiamata.
Il giudice, al fine di evitare quella che si dice la mutua, quello bresciano, cioè che siano state concordate delle falsità tra i collaboratori finalizzati a incolpare una persona estranea, è tenuto a procedere a una verifica rigorosa, attendi dell'attendibilità di ogni singola dichiarazione.
E quindi l'attitudine dual più e si è funge da rispondo estrinseco dall'altra, quindi, quando una chiamata
Quando un chiamante in correità viene riscontrato da un'altra chiamata in correità, occorre che il giudice provvede, proceda a verificare la convergenza dei chiamate in uno del fatto materiale oggetto della narrazione, l'indipendenza da suggestioni o condizionamenti inquinanti, la specificità, la cosiddetta convergenza del molteplice,
Allora cerchiamo di semplificare tutte queste belle parole, convergenza del molteplice, cosa significa più elementi che vengono da più fonti indipendenti tra di loro, che però convergono rispetto a un dato oggettivo e dimostrano l'esistenza
Prima di andiamo allora ad esaminare innanzitutto le dichiarazioni di Calafato e tutti, quindi la coerenza interna del racconto, questo è il motivo per cui il pubblico ministero che ha prodotto i verbali di prova anche dell'altro procedimento per dimostrare questo racconto com'è stato e i verbali di prova dinanzi al pubblico ministero di Palermo per dimostrare la coerenza del racconto per dimostrare che c'è linearità nel racconto quindi credibilità intrinseca del racconto.
Personalità dei collaboratori, giustizia, anche se la diciamo.
Sotto il profilo soggettivo la Kia, il proprio di giustizia, quindi le dichiarazioni di chi l'ha fatto il benvenuto sono state ritenute attendibili dalla Tribunale della Corte di Assise di Agrigento.
Proprio perché è fondamentale per ricostruire gli assetti, le alleanze di quel contesto, quindi criminale e quindi sono sempre state dichiarati attendibili, questo non esime, non ci esime, non vi esime da farne quindi una comunque un particolare vaglio anche in questo, quindi il procedimento,
Le dichiarazioni che sono state acquisite e sono appunto il più fondamentali di per questo processo di Calafato sono quelle rese alla procura di Palermo il 26 aprile del 95 e poi il verbale reso alla procura di Roma il.
L'8 ottobre del 2014,
Posso chiedere se si accende un attimo la grazie tempo?
Andiamo ad esaminare le dichiarazioni di Calafato e la personalità di chi aveva fatto Calafato.
Ah, diciamo, dopo un lungo percorso di lingua inziali, deciso di collaborare con la giustizia alla fine del 94 nelle sue dichiarazioni e molti ci dichiarazioni aveva riferito in modo sintetico di unicità del contesto, quindi criminale, ma quelle che vengono in rilievo appunto sono quelli del 26 aprile del 95 e in questa sede che oltre a descrive gli interessi di Micic tra nel settore del gioco e delle scommesse Calafato chiamava in correità se stesso e gli altri soggetti in ordine agli omicidi dei fratelli Belardinelli.
Cosa ci dice che l'ha fatto?
Conosco Salvatore Nicitra originali di Palma di Montechiaro, da svariati anni residenti a Roma, il Nicitra 7 Nicita si è trasferito in Kiabi, nella capitale da giovanissima, perché la madre rimasta vedova, dopo l'omicidio del marito, fu assunta come bidella primo riscontro che vi dicevo effettuato, è vero perché ce l'hanno detto quindi i carabinieri che hanno fatto questi riscontri ma allo stesso,
Dato acquisito che Nicitra aveva una madre che era stata svolgeva la bidella.
Con il passare degli anni, riscontro esterno.
Con il passare degli anni in paese ho preso tramite il cugino Rosario Zarbo, che li citerà ed etico a Roma le attività illecite.
Vero, Rosario Zarbo e il cugino di Nicitra, questo è provato da tutti in relazioni, quindi i familiari.
Zarbo ASP, Giovanni ha sposato.
E padre di Zarbo, Rosario, ha sposato Inguanta Calogero che la madre di Nicitra.
Eh eh.
Vero che era dedito all'attività di toto nero, bische clandestine.
Anzi, all'inizio le sue attività e capeggiava una banda di rapinatori che agiva anche in città, diverse quindi da Roma, troverete quindi nel casellario giudiziario le condanne di ricicla per questi fatti.
Nel 1988
Tenete presente che lui esce dal carcere e questo è un dato documentato a luglio dell'88 mi sono recato a Roma ed ho preso contatto con Nicitra perché dovevo aiutarlo ad individuare due persone, i fratelli Bernardino Belardinelli, uno dei quali abitava alle case popolari di Primavalle documentazione fotografica che vi è stata depositata e allegata alla nota del 2015 e tutto il complesso delle case di Primavalle dove abitava Roberto Belardinelli e i fratelli di Roberto quindi Belardinelli riscontro esterno,
Per l'incarico è stato conferito al Palma di Montechiaro da Lillo Calogero, Farruggio che era molto amico di Nicitra successivamente Farrugia sposato una sorella di salsa, Savio Zarbo, qui c'è un errore che fece una sorella di unisciti, a precisamente la storia di Sauro Zarbo e in realtà è la sorella di Salazar ma dibattimento lui lo dice bene, Giuseppa Zarbo, che è la sorella di Saro Zarbo e quindi sposa quindi una cugina di Nicitra.
Preciso che sono andato per la prima volta a Roma tannicità insieme a Lillo, Farruggio e Franco, quindi Inguanta.
Perché dobbiamo eseguire un attentato, quindi con l'esplosivo dichiara anche di aver portato quindi l'esclusivo l'esplosivo.
In parte procurato Farruggio e in parte da lui attraverso Giuseppe montanti ed Antonio Gallea.
Ci dice ancora.
Che
Non era stato possibile effettuare questo.
Attentato quindi con l'esplosivo, perché i due soggetti?
In particolare, lui non chiarisce in questo primo verbale a chi fa riferimento se a Roberto o a Valentino, ma questo dipende anche dalle modalità, ma poi è stato quindi chiarito nel corso dell'istruttoria anche dibattimentale.
Il detto esplosivo si presentava confezionato in candelotti e non fu possibile perché l'autovettura della vittima adoperava non non è stato possibile individuare con certezza si trattava di un soggetto, quindi guardingo che cambiava abitudine abitazione che usava quindi truccarsi, si era fatto costruire addirittura stanza blindata.
In questa prima occasione, perché parla appunto diversi incontri a Roma per circa un mese e tutto questo tempo ho cercato di studiare la vittima per portare a termine quindi l'omicidio.
E queste sono le sue prime, quindi dichiarazioni, dichiarazioni che poi ampliato dinanzi quindi alla Tribunale e alla Procura, quindi di Roma e poi anche a dibattimento.
Rispetto a questi suoi primi, diciamo le sue venute a Roma prima di commettere quindi l'omicidio, perché c'è una distinzione, lui fa riferimento sia a ve quando è venuto per commettere l'omicidio, sia a i primi mesi dell'89 successivi quando,
Ha continuato a passare per Roma, come lui diceva, e a frequentare comunque Nicitra, e i soggetti vicini, quindi a Nicitra, quindi ha dato delle indicazioni molto precise anche su quelli che erano i soggetti collaboratori di Nicitra e che avevano quindi interessi quindi convergenti criminali convergenti quindi con lui ha dato delle indicazioni molto precise in relazione ai luoghi ai soggetti coinvolti perché dopo questo interrogatorio la
Il procuratore di Palermo aveva delegato degli accertamenti appunto al teste, quindi Chimera, che è stato sentito anche qui a dibattimento.
Ora in.
Diciamo prima, in maniera sintetica e poi per poi passare quindi ad illustrare quali sono quindi i riscontri alle dichiarazioni di Calafato, la prima fondamenti dagli sconto che lui il punto fa riferimento a Francesco Nicita ha detto però che lui conosce col nome di Mimmo perché lui perché ho Mini Cooper che così appunto come veniva chiamato,
E a Salvatore Nicitra, appunto.
E al fatto di aver poi saputo, ma questo lo lo sa poi in carcere lo dice che se il fratello e il figlio erano scomparsi fa poi riferimento a Bruno Angelucci, cosiddetto Bruno quindi il nasone, che era stato coinvolto insieme a Rosario Zarbo, in una vicenda giudiziaria in sequestro di persona.
Che negò bus Basaglia, che la Effe nominato soprannomina che lui chiama o Luongo perché effettivamente alto un metro e 95 preferì presentava una una cicatrice alla gola per una figlia d'arma da fuoco, anche questo quindi riscontrato.
Altro riscontro di aver fatto un incontro presso una villa venduta da Basaglia, in aereo a Francesco Nicitra in via Boccea 102 anche questo riscontrato perché i carabinieri effettivamente hanno acquisito, abbiamo depositato le gliela vendita, il verbale la l'atto di vendita con Francesco Nicitra e poi ven,
Immobile, che è stato poi rivenduto a Egitto e gli Basaglia Nevio.
In prima battuta, venduto dalla moglie di Basaglia anelito a Franceschini, uscire successivamente invece di venduto ai genitori di Basaglia.
Il.
Le sue dichiarazioni che l'ha fatto fare riferimento a d'un soggetto molto importante perché presentato da Nicitra come una persona.
Dimmi, diciamo, di una certa caratura criminale che Maurizio Massaria e lui dice che era un soggetto, era stato arrestato per un sequestro di persona ed è stato per lungo tempo in carcere, di questo pure corrisponde alla verità, perché l'Maurizio masseria era stato arrestato per sequestro di Giovanna Amati figlia di un industriale quindi romano e,
Fa riferimento a d'una villa in costruzione in via Barduzzi, nella quale avrebbe quindi pernottato e poi fa riferimento al fatto che Angelucci Bruno era sottoposto all'obbligo di firma nell'88 e anche questo è stato riscontrato.
Riguardo agli investimenti di Nicita nel verbale di dichiarazioni rese alla Procura di Roma, fa riferimento agli investimenti attivati pescheria.
Pescheria che lui avrebbe acquistato perché vittima persona offesa dell'usura, non è in grado di pagare il pezzo usurario e quindi era subentrato in questa attività e nel decreto della misura di prevenzione che voi vi troverete, sottoposte quindi a confisca queste società sudditi che bolli pesca altro riscontro ha riferito di Calafato di essersi allontanato dall'Italia per andare a lavorare in un ristorante nuovi Italia esistente a Monaco in Germania anche questo è stato riscontrato. Che esiste questo ristorante,
A Monaco che Belardinelli l'Orbetto era sottoposto alla misura dell'obbligo di presentazione di polizia giudiziaria nel più di interesse, effettivamente questo anche è stato quindi riscontrato, ha dichiarato e ha confessato una rapina che qui, di cui Seat ha accusato il 95 commesse ai danni della Cassa rurale e artigiana anche questo riscontrato ha fatto riferimento a Farruggio come un soggetto che si è trasferito a Roma alla fine degli anni 80. Anche questo è stato oggetto di scontro, perché Falluja dal 29 luglio dell'89 è risultato residente quindi a Valmontone.
Il teste chimera ha riferito di aver proprio fatto dei sopralluoghi insieme al collaboratore, per individuare i luoghi dell'attentato egli le abitazioni degli Nicitra.
E rispetto al, diciamo ai due episodi e rispetto anche la figura di di Calogero, Farruggio, Calafato, appunto, ha attribuito un ruolo centrale e a farlo giocare oggi ho detto Lillo proprio perché fungeva da raccordo tra.
Alchimie, tappa al mese e
Il gruppo facente capo a Nicitra ci sono anche un po'dei, diciamo dei riferimenti.
Possiamo di dirgli peculiari nelle sue dichiarazioni di fallimento a questi Pal, a questo parrocchie, questo Barracco, diciamo che sono cose un po'sconosciuti a Roma, ma molto importanti punti in Sicilia, cioè questi gruppi di giovani che un insieme alle attività ludiche univano appunto gli atti a criminali, rapine, estorsioni, omicidi, ecco quindi fa riferimento a questi parlarci per dire che,
Lo stesso Farruggio Calogero faceva riferimento che poi hanno, diciamo, il polacco è diventato la Stidda, ma diciamo questo sono fatti che riguardano altre autorità giudiziaria.
E dischi, appunto, Farruggio come un soggetto comunque a lui vicino e nello stesso tempo, come legato a Nicitra proprio per questi suoi rapporti di amicizia e poi di parentela con Rosario Zarbo di cui sposa appunto la sorella.
Veniamo al, diciamo, nel dettaglio, a quello che l'affidamento dell'incarico omicidiario mi descrive l'affidamento dell'incarico caos, Calafato riferisce di essere stato inviato a Roma nell'88 per individuare i fratelli Belardinelli.
L'incarico gli era stato conferito a Palma di Montechiaro da Calogero Falluja ora, su questo a dibattimento c'è stata la contestazione dell'avvocato di Farruggio, che ha appunto contestato al Belardinelli fa una certa discordanza perché non aveva appunto detto di aver ricevuto il mandato, quindi omicidiario da Calogero Farruggio lo ha detto quindi successivamente ma sta di fatto che questo elemento,
Stiamo parlando di dichiarazioni che sono state rese nel 2015 più nel dettaglio perché le prime dichiarazioni di del collaboratore, e in particolare quelli del 95, diciamo hanno un po'l'ambito la questione in uscita proprio perché nella attività di indagine, quindi palermitana questa era una vicenda che sostanzialmente è rimasta un po'ai margini di tutta quella che era la vicenda molto più importante e significativa della lotta tra cosa nostra e la Stidda quindi,
Le precisazioni vengono fatte nel verbale delle dichiarazioni ed è ben possibile che a distanza di 30 anni, quindi un soggetto possa su questo specifico quindi dettaglio non essere quindi gli lineari, quindi lui di ci dice in queste dichiarazioni davanti ai pm di Roma che l'incarico gli è stato conferito da Calogero Farruggio strettamente legato a Nicitra e in quella prima fase che l'ha fatto giungeva a Roma insieme a Falluja Francesco i guai i guanti, anche lui cugino di Nicitra,
Diciamo descritto con precisione la provenienza, quindi del materiale, il fatto che glielo aveva appunto.
Procurato montante Gallea che effettivamente, anche montanti e Gallea voi trovate come apicali della stidda di Canicattini nella sentenza ha letto 77, quindi lui fa riferimento a due soggetti che effettivamente erano inseriti nel contesto quindi criminale, a cui lui stesso quindi partecipava.
Questo però, diciamo, questo tipo di attentato non andò a buon fine.
Ha poi riferito di aver compiuto ulteriori vantaggi, non è stato particolarmente dettagliato su questi viaggi, quanti ne ha fatti, ma come si può pretendere da un soggetto che viene sentito voi 30 anni, che che, tra l'altro, faceva una vita di un soggetto che,
Commetteva reati omicidi che andava quindi all'estero per sottrarsi a eventuali, quindi, indagine che possa essere poi dettagliatissimo e precisi sul numero di viaggi fatti a Roma.
Ci dice appunto che aveva quindi contest.
Ed era stato per più di anche prolungati a Roma prima di commettere quindi l'omicidio proprio per studiarne quindi le le abitudini, come dicevo in precedenza, ha descritto bene anche i nomi con cui erano conosciuti i soggetti vicini a Nicitra, appunto questo blu ha detto Nasone Bruno Angelucci avete acquisito le,
Le fotografie effettivamente potete vedere come.
Nomen omen, cioè ha effettivamente un naso pronunciato e poi ha descritto la macchina di Mancini Ruggero come altro soggetto che affiancava quindi Nicitra e un'auto Autobianchi Y 10. Avete acquisito tutta la documentazione che riguardava le auto in uso a questi soggetti, vi è la,
Y 10.
Fa poi riferimento ad altri soggetti.
Appunto, Mancini, Stefano Eugenio Mancini, Stefano Pirani e altri soggetti vicini, appunto, omicida, che tra l'altro tornano nella di chi nel decreto della misura di prevenzione.
Allora?
La cosa importante è che l'ha fatto ci dice che dopo aver, diciamo cercato.
Per molto tempo il Belardinelli non riescono a trovarlo e quindi fanno questa, e ci dice anche ci riferisce anche dei del fatto che Nicitra gli aveva raccontato, ma questo lo dice anche l'altro collaboratore e che aveva sostanzialmente subito una anche lui ha tentato perché avevano sparato nella veranda di quelle abitazioni di via Ascoli 28 dove conviveva con la moglie croci Andreina effettivamente nel sopralluogo e nelle foto che voi trovate a agli atti questa abitazione a una veranda.
Racconta anche, ma questo glielo ha, diciamo la fonte Nicitra, perché glielo dice, quindi, Nicitra della tentativo compiuto di ammazzare, Roberto Belardinelli, già quando era presso quindi l'Opg qui le?
Ah, appunto, avevano fatto saltare secondo quello che riferisce, quindi Nicitra Calafato, questa stanza, questo la stanza dove si trovava Belardinelli, ma lui si trovava lontano in quel momento e quindi muore il Caddeo che occupava la stanza, quindi confinante su questo avete quindi come gli scontri, i periodi di detenzione presso l'Opg di Aversa in di Belardinelli insieme quindi anni uscita poi ci torniamo, andiamo all'episodio del 12 novembre dell'88,
Ci dice appunto che l'ha fatto di questo incontro presso questa villa di Francesco Nicitra, acquistata da Basaglia, debba dai genitori di Basaglia, dove concordano praticamente di formare dei due gruppi che lo dice nelle dichiarazioni rese alla Procura di Palermo, lo dice anche al a Roma, a dibattimento quindi e un primo gruppo,
In che era formato perché c'era un interesse quindi convergente anche dei soggetti romani citati, del Mancini nel blu, nella sua ne ha ad ammazzare quindi fratelli, quindi Bernardinello.
In questa riunione appunto, decisero 19 presso la villa di Mimmo Nicitra che si S.Domenico decisa, che si trovava in località fuori Roma del quartiere Montemario che, appunto, individuato alla riunione, erano presenti i fratelli Nicitra, Bruno, il nasone, Ruggero Mancini e due suoi amici Peppe capoccione, Saro Zarbo e Nevio,
A questa riunione lui non fa riferimento del verbale a Farruggio ah, in sede di audizione, poi qui invece, fa riferimento anche a farvi un gioco in quel soggetto che partecipa a questa riunione, alle contestazioni del difensore del perché non aveva detto che c'era anche Farruggio ha dato una spiegazione, appare professor lineare, cioè dice io avevo detto che ero salito con Farruggio a Roma che con Farruggio avevo ricevuto saputo eravamo questo mandato omicidiario che insieme avremmo dovuto commettere un omicidio. Sostanzialmente è chiaro che davo implicitamente alla riunione partecipa anche, quindi Farruggio
Nel corso della stessa analizziamo le modalità di individuare e uccide i fratelli Bernardinello e proposi di fare acquistare due persone presso una strada di loro abituali percorrenza con una motocicletta, portando una borsa con le armi, ma nessuno si rese disponibile perché erano soggetti conosciuti, attenzione però l'omicidio poi di l'attentato di piazza Clemente undicesimo avviene proprio con queste modalità.
Cioè avviene con due soggetti a bordo di una moto, quelle modalità che non state quindi prospettate nel corso di questa riunione, a cui fa riferimento, quindi Calafato.
Poi ci dice che.
C'era stato questo, diciamo gli chiese, il disponibilità a pagare una somma di denaro che però ogni cifra.
Né le.
Rispetto agli altri, quindi Ruman giovani, dico sotto le offerte, dicendo che si trattava di una questione che trattava, che riguardava quindi lui sostanzialmente che intestava soltanto quindi lui.
Fa riferimento, ma questo anche Calafato ad un altro particolare importante in questo verbale ha ribadito, anche a dibattimento, al fatto che questa abitazione di Montemario, che poi è stata individuata, è stata vicino alla pasticceria dolce Cassia e effettivamente i carabinieri hanno verificato che rispetto all'abitazione di Montemario occupata da Nicitra dove è avvenuto quindi la il sarebbe avvenuto questo attentato si trova quindi un'attività quindi commerciale che non si chiamava più al momento dei SUV, sopralluogo dei carabinieri quindi dolce Cassia, ma era appunto un ristorante
Andiamo nel dettaglio alla, diciamo l'omicidio di cui si è accusato quindi cala l'episodio è quello del 24 novembre dell'88 e l'omicidio di Bernardo Valentino, posto che il l'omicidio del fratello dell'altro fratello gode infatti del 12 novembre, l'88 sarebbero opera secondo quello che dice che le foto dell'altro gruppo,
Che siano appunto divisi in due gruppi, per cercare entrambi, quindi i fratelli.
Questo è, diciamo, il fatti che lui ha commesso, e quindi il rispetto ai quali la narrazione, particolarmente dettagliata e coerente, dice di aver svolto insieme a Calogero che Farruggio ripetuti appostamenti nei pressi dell'abitazione della compagna della vittima, Loredana, Labruzzi, sita in via Michele Bonelli 20,
De la compagna della vittima era incinta ed effettivamente questo è un dato, quindi che è emerso in maniera chiara al dibattimento Labruzzi Loredana era incinta e poco dopo i mesi è stata sentita dal Loredana Labruzzi, ah, ah, aveva appunto poi,
Partorito quindi, Valentina Belardinelli.
Loredana da blocchi, peraltro
Era anche titolare di un esercizio quindi commerciale, che fu dato al alle fiamme incendiato pochi giorni, in poco tempo dopo la morte del compagno, secondo il collaboratore, i due si nascondevano in prossimità dell'androne, mentre Bruno gli Angelucci, nasone, li attendeva a distanza con un'autovettura pulita perché loro si sono recati sul posto con una,
Autovettura, quindi, che era stata quindi rubata al momento del rientro di Valentino di Valentino.
Belardinelli Valentino Farruggio si avvicina e lo colpisce per primo con una pistola calibro 7 65.
Dice attingendo probabilmente solo di striscio alla testa mentre Calafato lui dice lo raggiunge, sia le vede che il soggetto si muove e lo raggiunge subito dopo avvicinatosi alla vittima che era a terra, esplodeva ulteriori cali colpi con una pistola, un revolver calibro 38, questa sequenza quindi trova difatti trova gli elegantissimi quindi di scontri.
Gli scontri sia legati ai rilievi fatti dalla squadra mobile sul momento della polizia scientifica, sul momento sia.
A quello che sono le consulenze, poi del Ris, che sono state quindi fatte ad riscontro e prova contraria delle della consulenza del.
Della difesa.
Vi devo chiedere gentilmente, se Nicitra vuole parlare col difensore, può anche mettersi vicino all'avvocato perché si sente un brusio, io sto cercando di seguire il pm, penso che forse è più o meno anche più fastidio spoke sedermi vicino a lei, avvocato, se ha bisogno di di parlare con lei perché magari davanti e dietro uno è costretto a parlare a voce più alta.
Prego.
Allora occorre, diciamo, soffermarci attentamente su quello che è proprio la dinamica, così come è stata ricostruita l'uso delle armi e del come.
E di ferite, e quindi dalla dal collaboratore, perché questa dinamica è stata messa quindi in discussione dal consulente, quindi la difesa.
Proprio per, diciamo a dimostrare la sostanziale inattendibilità del Calafato e di quindi è importante quindi soffermarci attentamente su tutti i passaggi.
Allora?
Calafato dice nelle sue quindi dichiarazioni.
Chi di essere andato insieme, quindi a Farruggio?
E nelle dichiarazioni rese a dibattimento dice in auto e alla contestazione però del pubblico ministero che gli fa notare che nel verbale reso davanti alla Procura della Repubblica di Roma aveva detto che stiamo appostati dietro un muro che l'ha fatto quindi corregge queste in dichiarazione dice sì, eravamo dietro cui eravamo arrivati con una macchina rubata un'Alfa ma poi ci siamo messi dietro un muro ad aspettarlo.
E questo, diciamo, è il primo punto della consulenza della difesa che va analiticamente analizzato, perché il consulente si limita soltanto a di PAS, riprende nella sua relazione sulla prima parte del portato dichiarativo di che l'ha, fatto solo quando dice sono siamo arrivati in macchina e poi dedurre quindi come conseguenza il fatto che,
In macchina nel parcheggio della dell'immobile, dove si trovava la dove è avvenuto quindi il fatto non era possibile avere una visione completa dell'arrivo della vittima.
Ma questo dato, ripeto, è smentito sia dalle correzione che lo stesso Calafato fa subito dopo sia anche della ricostruzione e poi fatta dal Ris, perché aveva fatto dice eravamo appostati dietro a un muro e il liutista accetta, attraverso quindi sopralluoghi, vengono fatti che effettivamente, mettendosi quindi sul corridoio antistante la,
L'ingresso, dove è avvenuta l'aggressione, sedeva una piena visibilità della dell'ingresso del potevano avere una piena visibilità dell'ingresso da parte del della.
Vittima
Altro punto fondamentale è.
Per cui la consulenza della difesa parte da presupposti che sono per il publico ministero Fallaci e chi dà per scontato il fatto che be, diciamo, due opzioni, che Belardinelli fosse arrivato con la macchina è posizionato nel posto che è assegnato dopo 30 anni alla compagna, ma questo lo di cavallo, dice dibattimento, da un diciamo indicazione di un che era presente all'interno, quindi il condominio, ma questo è un dato, diciamo non oggettivo né attendibile. Si tratta di una indicazione, quella del posto auto della compagna, che è stata richiamata trent'anni dopo. Non possiamo sapere all'epoca dei fatti qual era la distribuzione dei posti. Non possiamo sapere all'epoca dei fatti quale fosse il l'illuminazione. Sono tutti i dati che incerti, sui quali non è possibile fondare una consulenza di P. Di tipo scientifico. Fa anche un'altra ipotesi, ma questa la conseguenza della difesa. Questo è ancora più inverosimile, e cioè che, poiché non c'erano sulla personali di Belardinelli le ha le chiavi dell'auto,
E siccome non c'era ed aveva invece in tasca un foglio il diciamo, il verbale del foglio rosa poteva essere arrivato con la un motociclo, con una Vespa di quelle parcheggiate.
Poteva essere una di quelle parcheggiate all'interno dell'androne antistante, quindi il vano quindi ascensori l'ingresso dell'ascensore, ma questa diventa veramente, è verosimile, nella misura in cui un soggetto che diano ammazzate gli hanno aggredito il fratello quasi ammazzati fratello 10 giorni prima che sa di essere quindi esposto se ne fa in giro con una vespa comunque non trova alcun tipo di riscontro.
Ma i due punti sui quali la consulenza della difesa è a Pepe volessero davvero.
Diciamo deficitaria, è stata sostanzialmente demolita, smentita dalla ricostruzione del Ris, è dato proprio dalla dinamica e delle.
Diciamo dalla della posizione, dalla dei sparatori e dal problema, quindi delle armi, quindi diciamo che.
È?
Le consulenze sono molto elaborate, pieni di dati adattati tecnici, ma gli aspetti più interessanti rispetto a quello che ha raccontato Calafato sono due, il tipo di arma utilizzata uno a due anni e che tipo di arma e e poi riguarda proprio la traiettoria.
Degli spari e quindi la posizione di quegli spalti lui dice no, passati, Farruggio, lo vede, arriva gli spara, ma lo colpisce quindi di striscio, quindi lui si accascia, avevo io e gli sparò altri corpi, questa dinamica è fondamentalmente quindi,
Confermata dalla in tutto dall'esame quindi autoptico, perché l'esame quindi autoptico, fatto quindi all'epoca ed effettivamente quindi di costruisce come è il primo colpo, si tratta quindi sostanzialmente viene quindi.
Attinto da quattro quindi colpì il primo, quindi colpisce quindi il, evidentemente è quello che lo fa a cacciare il Belardinelli e lo colpisce sostanzialmente al alla testa, ma di striscio infatti voi vedrete nella consulenza, ma anche nell'autopsia che vi è questo colpo quindi di striscio sul cranio.
Questa colpo, che a dire del CAL ha fatto strada da carruggio, determina il fatto che il Belardinelli si accascia e questo è confermato dalla traiettoria degli spari, perché anche il con il medico legale e poi la Iris e il tele traiettoria degli spari, quella in particolare che attinge il il Belardinelli dal lato della,
Della, diciamo del qui dell'orecchio destro e poi esce il colpo dal dalla narice sinistra e sulla base di quelle che sono anche lo studio delle macchie di sangue fatte dal Ris e un colpo che viene sparato dall'alto verso il basso, ecco, questo è un accertamento che invece la consulenza della difesa e con completamente non fa cioè lo studio che è fondamentale ormai delle macchie di sangue perché vi costruisce per ricostruire quindi la dinamica.
E qui il fatto che queste macchie di sangue, e che quindi il tipo, anche l'inclinazione dello sparo, danno le le dune, attestano che il soggetto era caduto, costituisce quindi conferma quello che dice che l'ha fatto, il primo colpo che spara, quindi Farruggio non determina l'immediata morte che lui lo vede muoversi, e tant'è vero che dice aveva una, abbiamo pensato che avesse una pistola effettivamente viene trovata una pistola vicino, quindi al cadavere e dallo studio delle macchie di sangue si vede, si vede che aveva approvato addestrare quindi di questa pistola che viene appunto trovata ma con colpi non esplosi vicino quindi alla ri alla vittima.
E quindi è il primo colpo.
Sparato da Farruggio al cranio.
Conferma nella relazione medico legale, poi si parla di altri, quindi tre colpi e lui dice l'ultimo dei quali attinge sull'osso sacrale, il la vittima, anche questo lui dice arrivo è a terra gli sparo, gli spara le più colpi, tre altri tre colpi, uno neanche quello poi alla al cranio e che quello che poi determina quindi la morte in base a quello che ci dice appunto la la consulenza, quindi il medico quindi è legale e il secondo è quella che
E lo attinge.
Al?
All'orecchio qui in corrispondenza, quindi del dell'orecchio.
E poi quello di definitivo.
E poi il quarto colpo, quello che riguarda, quando la vittima ormai quindi a terra e quindi lo.
Attinge quindi all'osso, quindi i sacri.
Questa dinamica, ripeto, di descritta quindi dal Calafato, trova quindi conferma anche dallo studio delle macchie di sangue.
E dagli esiti dell'autopsia.
La posizione degli sparatori si fa no, due, diciamo ipotesi da parte della consulenza della difesa, in una ipotesi in cui uno degli sparatori doveva stare nascosto nelle scale is diciamo che portano dal sottoscala che poi davanti all'ingresso dell'ascensore quindi Belardinelli arriva uno, gli spara, il primo gli spari e l'altro sparatore arriva da sotto ma questa ricostruzione,
Viene criticata dalla ASIS perché determina una traiettoria degli spari che è pericolosa per gli stessi aggressori, perché il rischio del fuoco amico, quindi è una traiettoria che gente esperta, abituata a fare, omicidi quali erano benvenuto, quindi è Calafato, sicuramente non avrebbero utilizzato, oltre al fatto che nascondersi in un sottoscala avrebbe determinato ben poca possibilità di via di fuga.
Se qualcuno avesse scoperto che c'era lì, quindi?
La consulenza di parte redatta dall'ingegner Lima a Powell e pubblico ministero Di Leva plurime e significative criticità e quindi ne inficia complessivamente l'affidabilità sul piano logico e scientifico c'è il tema poi delle ACLI.
Che è stato dibattuto anche a qui, davanti a voi, a dibattimento perché Calafato fa riferimento appunto al fatto di.
Alle armi che aveva lui dice di avere dovuto addirittura l'osso due armi e l'arma che aveva il 9 parabellum che aveva il il complice e poi.
E fa riferimento, ecco qua.
Si fa riferimento a questo punto è importante perché è il.
Colpì cioè è una calibro 38.
Una pistola 7 65 e una calibro 38.
Effettivamente sul posto furono ritrovate e recuperate un pagliette dei fermato sette e 65 e poi un frammento di piombo su cui si è molto discusso sulla compatibilità con un calibro 38 qui davanti a voi tra i due, quindi i consulenti.
Cosa ci dice il consulente della difesa sul punto, il consulente della difesa dice che, poiché non sono stati trovati?
Dei bossoli.
E questo significa che venivano son state utilizzate non pistole semiautomatiche come invece ci dice il Calafato, che parla appunto di una pistola semi automatica, parabellum 7 65, ma delle devolvere che appunto, diciamo, conservano all'interno quindi il.
Non con il bossolo, non consentono quindi l'esplosione, la espulsione e solo successivamente questa poi viene quindi espulsa su questo punto.
Diciamo il capitano Leroy è stato sentito, è stato, diciamo molto preciso, ci ha detto una una frase che forse rimane impressa. L'assenza di una prova non è la prova dell'assenza, cosa significa significa il fatto che non è stato trovato, quindi il bossolo non significa che i boss Riina non ci potessero essere e questo può dipendere da tanti elementi. Uno dei principali, come spesso è accaduto nella sua esperienza professionale dal fatto che questi bossoli non sono stati repertati sul momento per manifestazioni quindi non sufficiente, non idonea. Può darsi che il vostro quindi sia stato anche recuperato.
Cioè non ci la circostanza che un boss non è stato trovato, non significa che l'arma non avesse quindi espulso, quindi il rosso.
Ma quello che è importante ed è significativo e sono due cose la prima cosa è che le armi utilizzate sono senz'altro due, questo diciamo, è vero che Calafato, dice io portavo due armi sempre con me perché non mi fidavo ma e quindi mi portavo due però è chiaro che nel momento in cui si fa un attentato omicidiario e sia già pochissimo tempo pur sapendo tra l'altro,
L'altro è armato, ha utilizzato una sola pistola e questo trova di scontro nella ricostruzione fatta dalla polizia scientifica dell'Ebola e poi successivamente anche dai i consulenti e dice sia scientifica nel verbale di dichiarazioni rese da allerta al 1 dicembre 25 davanti a voi dice dice il prete C quello classificato ci nelle foto è un calibro 7 75 Rowing, quindi mi trovo concorde con questa valutazione andando a vedere i dettagli a foto ci che effettivamente ci ci sono le foto che ritraggono il proiettile estratto invece in Regione cocci Gea
E sono meno di dettaglio, meno precise, perché poiché lei si era rovinato è stato più difficile di costruire e che tipo di arma di calibro è e dice per Nefrologia questo proiettili, noi lo riconduciamo alternativamente a due calibri, se volete un secolo del un calibro.
È il 7 65, Parabellum.
è quello conforme a quello poi, tra l'altro, appunto, diceva Calafato e un alto, il 32 Smith e Wesson vi potete chiedere perché dice io non sono certo se un calibro sette 65 Parabellum a cui aveva fatto riferimento Carrabba Calafato hotel tra due Smith e Wesson, la spiegazione dice è a pagina 81 della mia relazione dove metto in comparazione dei due cartucce vi è infatti la foto di queste due cartucce, un calibro, sette 65 parabellum e una calibro 32 Smith e Wesson Long
Ora la cartuccia di destra ed evolvere la cartucce sinistra, una cartuccia semiautomatica su questo si è molto discusso perché?
Che aveva fatto, dice di aver portato.
Pistole e cioè armi semi-automatiche laddove il consulente di parte dice non sono pistole semiautomatiche, ma sono le evolvere, perché il revolver non lasciano quindi possono però potete vedere dice lui che i due Proietti sono estremamente simili nelle dimensioni quali inconfondibili, ragion per cui la semplice visione di una foto scientificamente adesso dell'unica votazione che vi sento fare di condurre questo proiettile a tutti e due i calibri, quindi lui dice che potrei che è ben possibile sia compatibile anche col 7,5 parabellum cui fai riferimento Calafato
Inoltre.
Sul discorso quindi dei frammenti.
Ci dice quindi il capitano, le Artois, che i fermenti sono assolutamente quindi deformati, non consentono di vedere la superficie del proiettile e quindi non si può quindi quel frammento pesa 10 grammi, ma esclude che sia un sette e 65, quindi Brogna può essere Esc riesce soltanto ad escludere,
Il
Non riesce quindi ad dice il frammento, non si riesce quindi a di condurre bene a quale tipo, quindi di arma, quindi fosse quindi l'affermazione fatta dal consulente della difesa, e cioè che le hanno utilizzate fossero necessariamente delle revolver, questo trova non trova conferma in quella che invece l'accertamento del Ris e anche dal fatto che la comparazione di questi, quindi i revolver di questi di questo proiettile che è stato poi trovato nella sede di autopsia e compatibili appunto con 7 65 Parabellum cui fa riferimento quindi il Calafato,
Ci dice il consulente, il capitano detta del Dis e quindi nella relazione che è stata ripresa dagli atti, che la consulenza di parte evidenza irrilevanti, incongruenze della lettura dei antibalistici, gli IMPE impreparazione dei segni d'impatto, Gia Kelley risulta caratterizza da oscillazioni e contraddizioni anche con riferimento alla direzione delle traiettorie le ipotesi avanzate e non tengono conto di elementi negativi emergenti della scena quali all'assenza di ultime tracce coerenti invece con la traiettoria ipotizzata dal Calafato e la presenza di ostacoli fisici,
Altro aspetto importante è, diciamo, la distanza dello sparo, perché un'altra delle critiche alla Prussia, alla plausibilità complessiva dello scenario ricostruttivo, offerto quindi a consulenti a difesa di guarda proprio la sequenza delle condotte dei soggetti agenti, il fatto che si ipotizza una da distanza ravvicinata per il primo sparo eppure questo primo sparo non cagiona la morte del Belardinelli.
E quindi e questo è implausibile rispetto a soggetti di quella caratura, quindi criminale.
Un altro aspetto negativo diciamo di critica alla consulenza che si rivela metodologicamente incompleta perché omette ogni integrazione con gli esiti della medico legali, cioè si limita a fare un sopralluogo, ad analizzare il reperto della polizia scientifica, dell'Ebola dell'epoca a fare quindi delle ipotesi ad ipotizzare che lo stato dei luoghi non sia neanche cambiato perché ci dice che il posto dell'auto è quello che l'illuminazione è la stessa che addirittura la i paletti sono quindi gli stessi e su questo lo ricava da cosa.
Con dando per presupposto per scontata una serie di elementi che non possono essere scientificamente fondanti.
La di costruzione, poi non raccordata con quelli che sono gli esiti della consulenza medico legale, è certamente parziale, perché come si fa a ricostruire la dinamica di questi spari, se tu non guardi con questi questi i colpi come sono hanno attinto il corpo della persona?
Così come il mancato studio delle macchie di sangue, che invece ha consentito di capire.
Che il le i successivi colpi dopo il primo anno attinto il Bernardelli quando era già a terra.
Ci sono due elementi che delle dichiarazioni di?
Il Calafato, che non hanno trovato riscontro rispetto a quello che diciamo il dato della consulenza medico legale, cioè della autopsia, il fatto il dato della giubbetto antiproiettile e il dato dei capelli quindi diciamo colorati, perché lui dice queste due cose in tutte le sue dichiarazioni, cioè che queste gli dice che aveva un'arma queste me e riscontrato che aveva avuto l'impressione che aveva i capelli colorati e che aveva quindi un giubbetto il discorso dei capelli colorati e una valutazione soggettiva che fa quindi il Calafato rispetto alla quale non è da ritenere che si tratti di una smentita il fatto che i capi non fosse colorati, peraltro, se voi vedete le foto foto a colori, effettivamente il colore di questo Belardinelli dà l'impressione di essere un colore non omogeneo
E in ogni caso, il considerando, il contesto e il fatto che il il Calafato ha detto più volte in questi soggetti, per sottrarsi alle ricerca, ero utilizzavano parrucche o capelli, colorati e quindi i capelli, è possibile che il suo impatto visivo fosse, diciamo, suggestionato da queste,
Conoscenze che aveva quindi pregresse e il discorso del giubbetto antiproiettile non c'era un giubbetto antiproiettile, ma questo che l'ha fatto in sede di esame davanti a voi, l'ho anche spiegato, certo non c'era il giubbetto, però, dopo il primo colpo lui si muore e lui si aprì. La vittima si muove e addirittura la forza di tirar fuori la pistola, che viene infatti trovata accanto quindi al cadavere e questo ha dato l'impressione a Calafato tv avesse un giubbetto quindi antiproiettili. Consideriamo che la vicenda si è verifica, si è, diciamo
Hedge ce lo dice e de los lui stesso, cioè adrenalina, sono momenti quindi concitati pochi momenti, sta di fatto che comunque ha trovato riscontro anche il dato della auto che loro hanno utilizzato per allontanarsi e che lui dice io noi abbandoniamo perché perché deve essere data alla,
Dicendo che deve essere quindi incendiata, effettivamente il carabiniere ci hanno riferito che era stato.
Trovata a distanza di qualche giorno dal fatto, sebbene lontano dal luogo dove Calafato indica di aver lasciato l'auto un'auto incendiata e che lui attribuisce appunto questo incendio poi a Nicitra.
C'è il dato ultimo del che è stato contestato e che l'ha fatto del sostiene di essersi liberato del del dell'Arma, smontando la mente, quindi fuggiva.
E questo è un dato che la difesa, quindi contesta e consulente della difesa confessa.
Sconfessa perché dice un ipotizzando che si è tasse di una pistola semiautomatica, ma di una ed evolvere e la diciamo lo smontaggio, addirittura mi hanno prodotto un video YouTube, lo smontaggio di questa pistola non può essere, diciamo fatto agevolmente, ma ha bisogno di.
Diciamo quantomeno di a gli arnesi e poter essere quindi smontati, ma questo, diciamo, presuppone dà per scontato che queste pistole fosse quindi una pistola del tipo di quello ipotizzato dal dal consulente di parte, ma questo non è assolutamente, è stato accertato nel corso del.
Dibattimento.
Le dichiarazioni del Calafato, dunque, sono state quindi oggetto poi di contestazioni da parte della difesa, ma appare il Pubblico Ministero. Queste contestazioni non inficiano attendibilità. Un primo, con una prima contestazione, ha riguardato la genesi della collaborazione di Calafato, cioè gli è stato ricordato che lui ha cominciato quindi a collaborare soltanto dopo che Giuseppe Benedetto Croce, il benvenuto Croce, gli aviva, diciamo l'aveva chiamato in correità per alcuni, quindi omicidi, e poi è stato contestato il fatto che a domanda il Pubblico ministero, rispetto ai suoi trascorsi quindi criminali che l'ha fatto afferma, che il momento in cui decide di collaborare lui aveva a suo carico
Può condanne di poco momento di poco rilievo laddove invece gli viene contestato, che aveva una condanna a 13 anni, ma questa non è una vera e propria contraddizione, discrasia per un soggetto che ha commesso decine di omicidi e che Disca decine di ergastoli, ma cosa faranno mai 13 anni, quindi il fatto che lui abbia detto in prima battuta io avevo condanne di poco momento, diciamo di di poco rilievo a mio carico per rapine, estorsioni e quant'altro e associazione a delinquere non è smentito dal circostanza che gli viene contestata di e che invece era stato condannato al momento della collaborazione con sentenza passata in giudicato a 13 anni.
Un'altra contestazione che gli viene fatta rispetto.
Al?
Gli biglietto e che appunto questa quella Blatt come nasce la collaborazione e gli viene contestato l'elaborazione è stata quindi un percorso spontaneo, come lui aveva accreditato, ma nasce dal fatto che era stato tirato dentro in alcuni omicidi da Giuseppe benvenuto Croce anche su questo che l'ha fatto ha dato una risposta ha detto, guardate che Giuseppe Benedetto Croce non sapeva nulla dell'omicidio Livatino. Sono io che ho contribuito a far individuare chi erano poi gli esecutori del
Del omicidio, quindi Livatino.
Anche su questo ha dato una risposta, quindi coerente alle dichiarazioni del contestazioni del difensore.
Contestazioni fatte dal difensore fesa sulla divergenza, tra dichiarazioni dibattimentali, ven verbali precedenti in ordine ai soggetti saliti, ad una prima di di Calafato che riguardano appunto.
La circostanza che lui ha dichiarato alla Procura di Roma e per il dibattimento di Aves quindi saputo, da cui poi nasce la chiamata anche di benvenuto, di aver saputo in carcere da San Vito San Vito di del fatto che prima di lui, mentre lui era detenuto il Nicitra aveva fatto salire a Roma,
Il Giuseppe benvenuto Croce e il San Vito per conferendogli stesso incarico, quindi omicidiario, anche questo però trova di scontro perché effettivamente il San Vito e il Calafato sono stati detenuti nello stesso carcere di Agrigento, avete acquisito i periodi detezione e le ed è possibile effettivamente qui trova riscontro il fatto che poi lo ha saputo all'interno quindi del carcere.
Contestazione sulla presenza di Farruggio, Calogero l'ho già accennato alla riunione presso la villa di mi Mimmo Nicitra laddove si evidenzia che l'ha fatto il dibattimento colloca Farruggio tra i partecipanti all'incontro, mentre preparatorio, mentre nel verbale dell'aprile ben 95 il suo nome non compare, che l'ha fatto spiega di non averlo detto perché io dava per scontato essendo lui è arrivato a Roma con Farruggio e dice esattamente questo vuole dire che penso, mi sembra,
Vado a memoria che non mi hanno fatto questa domanda, mi hanno fatto la domanda a chi c'era come Gente di Roma, questo dipende dal fatto che i verbali dice lui sono fatti in modo abbreviato, dipende ovviamente dai Normande che vengono poste al collaboratori.
Così come gli vengono fatte contestazioni guarda al trasporto dell'esplosivo.
Volto a evidenziare che, il che l'ha fatto non ha dato indicazioni precise del tempo ne sa indicare quando è venuta trasferta, ma stiamo parlando di dichiarazioni che lui non aveva neanche non ha dettagliato,
E coi faceva quindi a dettagliare a distanza di tanto tempo, le dichiarazioni di un testimone come di un collaboratore, dipendono anche dalle domande che vengono fatte, se nessuno gli ha chiesto in queste prime dichiarazioni rese nel 95 alla Procura di Palermo di dettagliare i viaggi, come si può pretende che possa avere una,
Vivida ricordo di queste di tutti questi viaggi, fatti quindi a Roma
Applicando dunque i parametri di cui all'articolo 192 di cui abbiamo parlato, quindi in premessa, ritiene il Pubblico Ministero che ricorrono tutti i tre requisiti?
Per valutare il Calafato eccezioni, come attendibile ha reso dichiarazioni, si dal 94 95 ha ribadito nel tempo il medesimo Nicu nucleo narrativo senza contraddizioni sostanziali, ha offerto un racconto dettagliato dell'episodio l'omicidio che lo ha riguardato si è autoaccusato della partecipazione all'azione così esponendosi a responsabilità penali ovviamente è a distanza appunto di tanto tempo lui è qui imputato,
Rispetto, diciamo al capo 5, cioè quello che riguarda l'attentato al al piazza Clemente log, le indicazioni di chi l'ha fatto ovviamente, non possono essere così precisi e dettagliati come quelle dell'omicidio che lui ha commesso sta di fatto, però, che sono dichiarazioni che lui può rendere perché ha partecipato all'incontro, quindi organizzativo, e perché dice che si trovava in compagnia di Nicita quando viene avvisato che Bebo Belardinelli era stato ammazzato, addirittura dice che avevano pensato di andare in ospedale ad ammazzarlo, ma questo non era possibile perché Bebo bar Belardinelli era piantonato,
Anche su questo, quindi, le dichiarazioni sono attendibile.
Tra l'altro queste dichiarazioni, gli Calafato, appunto, sono poi riscontrate dalle dell'altro collaboratore benvenuto Giuseppe Croce è il secondo collaboratore di giustizia che ha fornito un contributo importante nella ricostruzione di queste vicende, anche lui, come Calafato, proveniva dal contesto criminale di Palma di Montechiaro dopo una lunga militanza delinquenziale.
E le faceva parte della Stidda, intraprende questo percorso di collaborazione, benvenuto Giuseppe, è stato tirato dentro in questa storia quando era poco più che un ragazzino, poco più di 18 19 anni ha addirittura dichiarato di aver cominciato a detenere armi per conto di questi mafiosi all'età già di 10 anni quindi era completamente compenetrato in quella che era la realtà quindi criminale.
Di quegli anni.
Nel corso dei suoi pregresse collaborazioni, aveva fatto riferimento a Nicita solo per guai, soggetto che aveva quindi interessi nel settore del gioco e delle scommesse, in questo procedimento viene chiamato a rendere dichiarazioni il 28 ottobre 2015 dalla procura di Roma e poi l'avete sentito appunto a qui a dibattimento proprio perché chiamato in causa dal Calafato che dice che ha saputo da San Vito che prima di lui, quando lui era detenuto avevano chiamato questi due ragazzi, di cui il San Vito è addirittura minorenne per compiere questo incarico quindi omicidiario.
Benvenuto dichiari, conosce quindi Nicitra per i legami di parentela, dice Biesse, appunto i chili erano parenti, questo però non è stato quindi accertato che c'era effettivamente non una parentela, ma quello che è importante anche lui e colloca la conoscenza diretta Next nel contesto dei rapporti intrattenuti con di con Farruggio e con i conti con i con i quanta e con Zarbo anche lui sa diverso ed in uscita il trasferimento quindi a Roma,
E quindi sono dettagli pienamente collimanti con quelle di Calafato, ma che hanno trovato appunto riscontri esterni, come abbiamo precedentemente dentro nel descrivere il primo proprio viaggio a Roma, benvenuto di Felice iniziato lo chiama dagli sciiti all'inizio dell'87.
Ed è se il periodo di sei stato prelevato dall'aeroporto e portato dall'abitazione nella zona di casse a Montemario anche via Ascoli, corrispondente all'immobile di via Cassoli 28 e che appunto anche lui da riferimento di questa pasticceria che esisteva all'angolo della strada mi ci ride racconta chi è proprietario il grave problema rappresentato dai fratelli Belardinelli che erano tornati in libertà e che vogliono riprendersi con forza il territorio,
Riferisce che diceva appunto in quella fase, l'incarico di contribuire all'eliminazione di due fratelli.
Incarico che lo colloca appunto in un contesto di riunioni operative con altri sodali di proprietà, di progressiva organizzazione delle possibili modalità esecutive.
La ricostruzione trova di sconto, soprattutto nei luoghi che lui indica, perché lui dice tante cose, ma che non è stato possibile riscontrare, come per esempio, che era stato organizzato un incontro presso un bar per simulando l'acquisto di droga per fa, per consentire a lui e a San Vito di individuare chi fosse questo, Roberto Belardinelli visto che lui non lo conosceva e racconta appunto che in questo bar,
Era pronto ad ammazzare Belardinelli anche perché era appena 18enne, quindi era pronto a dimostrare il coraggio di ammazzare questo soggetto, ma.
Gli fanno segno di non farlo, perché la persona che aveva poi provocato quest'incontro sarebbe stata altrimenti accusata, appunto, a sua volta di essere complice, questi eventi ovvie non sono stati riscontrati perché non c'è la possibilità di riscontrabili, ma quello che è stato riscontrato e le indicazioni dei luoghi che lui fa.
è il fatto che poi trova conferma successiva chi non era riuscito, nonostante è rimasto per molto tempo a Roma e andava in giro a cercare di questi fratelli, non era uscito quindi a individuare perché avevano spessi cambiavano abitudine, avevano quindi cambiavano orali.
E fino a quando poi decide di tornare in Sicilia, per chi viene proposto di fare una rapina torna in Sicilia, effettivamente, il 16 gennaio a 88 viene arrestato questo ce lo dice il teste di Laroni, quindi questo dato per cui lui vi viene a Roma nella primavera dell'88 poi di sale ma il 16 gennaio torna agli inizi gennaio 88 torna in Sicilia per commettere rapine e poi arrestato, questo trova quindi riscontro,
Anche Benvenuto, quindi di conduce il movente, quindi del manda, il movente della dell'azione criminosa agli stesse dinamiche criminali che ci hanno le difese, che ci ha riferito quindi il Calafato, teniamo presente appunto che benvenuto viene chiamato a riferire dopo che lo stesso quindi Calafato si era aveva iniziato quindi la collaborazione,
Un altro elemento di scontro di chiazze benvenuto è dato proprio dalle indicazioni che lui da sul patrimonio immobiliare di Nicitra, perché dice di aver frequentato la villa della Giustiniana effettivamente via Giussani, che è stata poi anche segue confiscata e che poi la villa di San Felice Circeo effettivamente è stato riscontrato che la moglie di Nicitra aveva un appartamento a San Felice Circeo, cioè questo soggetto come false e si inventava tutte questi dettagli che riguardavano le padri, il patrimonio immobiliare di Nicitra deve conoscerlo. C'è stato perché ha frequentato questi soggetti, dice di essere stato appunto alla villa del Circeo
Insieme quindi al fratello, quindi di Nicitra, e anche che i Nicitra era in quel periodo agli arresti domiciliari in realtà e ha sottoposto appunto alla alla sorveglianza.
Altro elemento importante sono gli esiti dell'individuazione fotografica, che riguardano perché benvenuto che nel verbale che è stato quindi ha acquisito è riconosciuto, ma a un certo grado di precisione, nonostante il tempo trascorso, numerosi soggetti che lui aveva incontrato se sono in giro a Salvatore Rosario Zarbo, Francesco agguanta Calogero Farruggio Basaglia Nevio Bruna Angelucci, Andreina, Croci e persino di tannicità dice la figlia dice un particolare importante, era una bambina, aveva l'apparecchio ai denti, ma nonostante la foto sia quella più adulta, lui la riconosce.
Quindi è un soggetto che conosceva perfettamente tutti quelli che gravitavano intorno alla sfera personale di Nicitra.
Le principali contestazioni mosse dai difensori. Le dichiarazioni di Benvenuto riguarda il fatto che, nel corso del della sua precedente percorso, lui non aveva mai fatto riferimento a Nicitra e questi, agli azioni di questi quindi omicidi, e lo fa soltanto dopo che viene chiamato in causa da Calafato, eh non è né al pm, quindi di Roma. Questa circostanza è stata spiegata quindi da Benvenuto e, se posso, tutto il problema, anche di come sentire quindi benvenuto se come 197 bis, quindi 110, perché aveva sostanzialmente quindi confessato di essere stato assoldato per commettere quindi un omicidio che poi non ha commesso. Ma qua stiamo parlando
Come giustamente poi è stato.
Risolto l'ordinanza della Corte di un progetto che poi non è stato quindi concretamente quindi attuato e quindi siamo anche in una fase antecedente a quegli atti idonei e diretti ma non univoco di cui parla il tentativo.
Altro elemento.
E diciamo che è stato contestato al Benvenuto e che nel verbale del 2005 di 15 dinanzi alla Curia di Roma e di Chianti esclude di aver appreso in Sicilia della finalità della convalida, della convocazione, mi hai soltanto da Falluja, invitato a Roma, perché il Nicita deve parlargli e di aver scoperto solo dopo l'arrivo a Roma di questo incarico nelle dichiarazioni che renderà invece qui davanti a voi il 2023 dice di aver saputo del mandato omicidiario da Farruggio fin da quando si trova quindi in Sicilia,
Ma questi sono dettagli che non possono inficiare la dichiarazione del collaboratore perché sono di dettagli che vengono quindi chiesi a distanza di trent'anni dai fatti, quasi trent'anni dai fatti.
È chiaro che nelle dichiarazioni del 2023 dei se davanti alla Corte d'Assise ha più difficoltà mnemoniche e lui stesso che più volte dice, sono passati tanti anni e fa riferimento alle dichiarazioni che aveva reso nel 2015, quindi queste divergenze piccole sono anzi assolutamente fisiologica e sì,
In dimostrano ancora di più la attendibilità.
Il confronto infatti, tra i verbali quello reso alla in dibattimento fa emerge come la, il nucleo essenziale della storia, è rimasto quindi immutato, quindi linearità e logicità I nelle dichiarazioni.
Gli chiede quindi il pubblico ministero che, anche rispetto a benvenuto, le dichiarazioni possono essere ritenute pienamente attendibili alla luce dei riscontri esterni ef rispetto alle.
Sia ai luoghi che ai soggetti che sono stati quindi frequentati. Si conclude qui la puntata di questa sera dello Speciale giustizia era dedicata all'udienza del 3 giugno scorso, davanti alla Corte d'Assise di Roma, che si occupa del processo nei confronti del pregiudicato siciliano. Salvatore Licitra. Trapiantato nella Capitale, tra docenti e per la ricostruzione della sanguinosa faida che nel corso degli anni, anche di molti anni, ha opposto il club dello stesso riuscita a quello della famiglia malavitosa, romana di Belardinelli, faida sanguinosa quindi scaturita da numerosi omicidi nell'udienza del 3 giugno, ha preso la parola per la requisitoria finale. Il pubblico ministero Rosalia, Affinito
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