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Buongiorno queste Stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, il suo quotidiani di oggi, domenica 28 giugno 2026 Iran tregua in bilico, vacilla anche Beirut questa è l'apertura della Stampa di Torino che mette insieme i due fronti.
Diciamo i due fronti mediorientali, anche il domani fa una scelta simile, Iran e USA i raid minacciano la pace.
E Hezbollah e Israele, no all'intesa.
Le notizie della del delle ultimissime ore confermano una un'attenzione crescente, così come verrebbe da dire, come di consueto, a patto di non rassegnarsi gli attacchi del gli attacchi nella guerra di aggressione della della Russia all'Ucraina, i bombardamenti notturni sulle città,
Questo per quanto riguarda lo scenario della politica internazionale, al quale ci sono da aggiungere diversi elementi, come le minacce di Trump, sulla questione della della digital tax o delle digital tax.
Nazionali e quindi l'intervento.
Ricattatorio del presidente americano
A protezione del big tech, di dissidi, convalide delle big tech americane e poi ci sono le vicende della politica interna che ruotano attorno alla riforma elettorale e anche alla al ruolo del generale Vannacci che agita il centrodestra e c'è un rapporto tra le 2 questioni, naturalmente poi,
Molte altre molte altre vicende, ma
Possiamo forse iniziare con un tema che è quello della Corte penale internazionale, che
È importante perché, nel momento in cui si cercano accordi e accordi di pace, il tema del diritto internazionale e del della crisi che sta vivendo va tenuto va tenuto.
Molto bene presente e allora Guido Rampoldi sul domani, nel disinteresse generale a luglio si decide la sorte della Corte penale internazionale, antidoto perfetto e ancora rudimentale, le manipolazioni prodotte dalle fabbriche e delle narrazioni furbe, taluni governi tra i partiti, tanti media, i vertici di USA e Israele vorrebbero liquidarla molti europei non si opporrebbero il governo Netanyahu in particolare ha ingaggiato con la corte, con l'Onu, con la giustizia internazionale,
E direbbero alcuni, con la verità, un corpo a corpo sempre più sregolato, l'articolo poi ricorda che tra i primi a finire sotto il tiro fu il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan.
E poi Cara di cemento e minacciosi avvertimenti dall'ex premier britannico, Johnson dai Republican
Dal Republic allenza è Graham, poi fu accusato di aver importunato impiegata della ACC, che però rifiutava di confermare allora il comitato esecutivo dell'International Criminal Court, composto da 21 principali finanziatori, soprattutto europei, incaricò tre supergiudice dell'Onu di verificare la storia e quelli conclusi all'unanimità che non vi erano prove ma a sorpresa il Comitato ha deciso di li di ribaltare il verdetto in luglio proporrà di rimuovere Cannes ai 125 Stati che aderiscono alla Corte penale internazionale. La rimozione al termine di una procedura così anomala Projet pregiudicherebbe la credibilità della Corte
Sbriciolando le il nucleo universale, il suo essere sottratto alla volontà degli Stati degli eserciti del più forte è appunto quel che desiderano i nemici della Corte penale.
Della Corte penale internazionale, secondo il Financial Times nella recente fisica visita a Pechino, Trump ha proposta ci Jinping di sabotare la Corte penale internazionale d'intesa con Putin, Cina, Russia e USA non riconoscono l'IPCC, il presidente USA e Netanyahu potrebbero contare su alcune destre europee disponibili ad assecondarle.
L Italia 28 anni fa, l'Italia diede un contributo notevole alla nascita della Corte, non a caso.
Lo statuto si chiama Statuto di Roma, oggi siamo allo Stato che evitò di consegnare alla Corte penale internazionale un ricercato libico, è nostro consociato Al Masri.
E questo, tra l'altro Rampoldi sul domani, non non è menzionato da Rampoldi, ma c'è una iniziativa, una campagna internazionale, lanciata con l'adesione di cinque premi Nobel per la pace con la perciò.
Preoccupazione di Human e non c'è pace senza giustizia proprio per chiedere alla Commissione europea di attivare la protezione giuridica, lo scudo giuridico contro i giudici sanzionati.
Da Trump e per chiedere il premio Nobel per la Pace proprio alla Corte penale internazionale ci sono queste scadenze di luglio, ricordiamo anche che il 17 luglio è giornata.
Internazionale della giustizia internazionale e si terrà una manifestazione a sostegno della corte per attivare questo questo scudo europeo e, oltre alle alle ostilità alle minacce di degli Stati Uniti di Israele, B annuncia aggiungiamo che aggiungiamo che anche i tribunali russi hanno condannato in contumacia a 15 anni di carcere in particolare il giudice,
Italiano, della corte per Penale Internazionale, Aitala che si è occupato proprio dei crimini russi, ecco, questo tema a mio avviso merita la.
Merita la massima attenzione e va tenuto in mente nel poi leggere le notizie di attualità, perché la il quadro, la solidità di accordi di pace, di accordi internazionali cambia a seconda di quanto riescano ad avere forze e ad agire delle anche delle regole, delle regole,
Sovranazionali, prendiamo,
Per legare insieme il fronte, perché il collegamento è evidente ed esplicito il fronte libanese a quello iraniano, ci serviamo di un'intervista di un'intervista di un accademico israeliano intervistato.
Da Repubblica.
Si tratta di mail Jaden Dan far del Reich man University.
La domanda di Daniele Castellani, peer, Perelli
È Yahweh d'Amfar, l'intesa tra USA e Iran reggerà?
La risposta è questa, l'intesa è fragile, sarà messa alla prova ancora molte volte, gli spari di Teheran contro il mercatino di Singapore Olmütz, che hanno causato la ritorsione americana, sono un segno di rabbia, gli iraniani si aspettano infatti che gli USA fermino gli attacchi israeliani contro Hezbollah,
Si aspettavano che, come da memorandum, la guerra del sud del Libano finisse secondo i termini richiesti da Hezbollah, si illudevano che l'IDF lasciasse il Paese e invece questo non sta succedendo per questo hanno sparato a Hormuz per mettere pressione agli USA che non se la sentono di abbandonare Israele e usano il mancato cessate il fuoco per ottenere il massimo dai colloqui tra Stato ebraico e governo libanese in corso a Washington.
è anche il segno di un regime iraniano diviso,
Una parte insoddisfatta, perché ritiene si sia raggiunta un'intesa con gli USA troppo presto e che si sarebbero potuti ottenere termini migliori continuando a combattere la presenza dell'esercito israeliano nel sud del Libano, è il principale ostacolo alla pace nella regione e domanda.
Castellani, Perelli e l'esperto.
Della Reichsbahn University. Gli ammendanti far risponde nel memorandum c'è scritto che il Libano non si deve più combattere e non che l'IDF dovrebbe ritirarsi, e questo produce la crisi attuale, perché gli iraniani vogliono che se ne vadano per poter vantare una vittoria strategica e sul tema premono gli americani, ci sono tensioni anche nel campo guidato dagli USA. L'accordo non sta bene né a Israele né ai paesi del Golfo, perché, a differenza degli Stati Uniti, sono tutti alla portata dei missili di Teheran. Ritengono che i termini del memorandum abbiano rafforzato il regime, che si troverà in una condizione migliore per continuare le sue provocazioni e le minacce. Anch'essi, dunque, vorrebbero sabotare l'intesa, proprio come i falchi iraniani, ma il loro problema è Trump. Nessuno in Israele può permettersi di farlo. Arrabbiarmi neanche il premier Netanyahu, qualunque cosa egli dica, non può trattarlo, come faceva con i suoi predecessori Obama e Biden. Chi può riuscire a sabotare l'accordo nei prossimi mesi. I falchi iraniani con provocazione Hormuz come quelle viste due giorni fa, perché le mani di Israele sono invece abbastanza legate dagli USA? Cosa pensa dell'intesa raggiunta a Washington tra i governi di Israele, Libano, penso sia buona
Risponde dalla lista della università israeliana, ma Hezbollah non cederà le armi, a loro non interessa niente del popolo libanese, che invece vuole la fine della guerra. Si può dire che sono più una milizia iraniana che fa gli interessi di Teheran, dunque continueranno a spararsi contro gli israeliani. Gli USA sostengono il governo di Beirut e l'intesa che è stata raggiunta tra i due governi a Washington e Days bolla, che non ha fatto parte delle trattative, cercherà di sabotarla. A che punto saremo? Tra due mesi seguiteremo a vedere trattative e combattimenti insieme, negoziati poco cessate il fuoco e poi di nuovo daccapo. Se arriverà una vera pace
Difficile dirlo dipenderà anche da cosa succederà negli Stati Uniti, ora a guidare i negoziati c'è il Vicepresidente, già i device, che dovrà contrastare l'impressione del Segretario di Stato Marco Rubio, che l'Iran abbia ottenuto troppo le provocazioni dei falchi iraniani possono indebolire Baines e spingere gli USA su posizioni più dure.
E naturalmente è un punto di vista.
Soggettivo utile per.
È tenere insieme i diversi fronti, diversi aspetti, c'è un un quadro magari più descrittivo, didascalico, punto per punto che è quello delineato.
Da Francesco Battistini sul Corriere della Sera, relativamente agli accordi, al lento ritorno della sovranità libanese, le.
Ecu, e quindi vediamo di questi 10 punti, forse quelli più quelli più critici, quando il via al ritiro, il ritiro del dell'esercito israeliano dal Libano, sarà un processo graduale.
Prima servirà un disarmo verificato, questa è l'espressione del memorandum.
Degli Hezbollah, poi l'esercito libanese, dovrà riprendere l'effettiva autorità sovrana su tutto il territorio, quindi gli israeliani si ritireranno progressivamente dal territorio libanese, i dettagli non vengono definiti.
Chi disarma Hezbollah?
Il Movimento non è mai citato perché è il nodo da sciogliere, l'accordo prevede il disarmo verificato dei gruppi armati non statali, così da consentire all'IDF di ritirarsi progressivamente, le fasi saranno però spiegate in un allegato l'esercito libanese al momento non ha le forze in grado di disagio.
Mare, Hezbollah e Rim
Piazzare gli israeliani sarà addestrato dai militari USA e forse?
Europei, altro punto.
Critico.
I raid di Israele, Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano.
E sull'Iran, il Libano respinge le pretese di qualsiasi attore statale o non statale di ricorrere alla forza a suo nome senza la sua esplicita autorizzazione.
Eh.
Nulla impedisce di esercitare il diritto all'autodifesa riconosciuto dall'Onu questo vale naturalmente anche e soprattutto per Israele, in caso di violazione di un diritto che nessun terzo può esercitare per conto dei due Paesi, né come avvenne nei decenni scorsi coi siriani, né come fu negli anni 80 coi corpi paramilitari israeliani.
E quindi non è stata definita ancora una data per l'entrata in vigore della pace e la gradualità del processo, più volte ribadita, nasconde molte insidie.
è un'analisi con molti punti di convergenza, con quella della intervista che abbiamo.
Che abbiamo appena letto su Repubblica.
Andiamo a all'altro fronte.
Uno degli altri fronti di guerra, naturalmente, ma parliamo dei dei fronti che sono maggiormente all'attenzione della comunità internazionale, perché questo ci avvicina alla politica italiana e al ruolo del Governo e di Meloni e Paolo Mieli sul Corriere della Sera ripercorre la vicenda della.
Guerra di aggressione della Russia e l'Ucraina
E partendo da però quanto accaduto una settimana fa, quando Vladimir Putin ha improvvisamente accusato i leader europei di prepararsi alla guerra, è la prova consisterebbe nel fatto che i Paesi della UE aumentano i budget militari e provano a costruire un sistema comune di difesa.
E sappiamo bene che cosa significhi quando la Russia accusa qualcun altro di prepararsi alla guerra subito dopo, Sergei Lavrov ha lamentato il tradimento dello spirito di ancoraggio, cioè di quel che avevano concordato Trump e Putin meno di un anno fa, nell'incontro in Alaska.
Soldati americani furono costretti in quell'occasione, a inginocchiarsi per stendere tappeti rossi all'autocrate di del Cremlino e.
Miele ripercorre tutta tutta la vicenda.
Del di di di come Trump.
Avesse inizialmente, evidentemente.
E sostenuto gli interessi putiniani, la resistenza ucraina.
L'Ucraina è stata poi all'altezza di restituire in terra russa parte del trattamento ricevuto dagli invasori negli ultimi quattro anni e mezzo e, per quel che riguarda gli Stati Uniti, nel frattempo le cose si sono complicate con la catastrofica guerra all'Iran la Russia cerca di approfittare di questa situazione proponendo uno scambio tra un ammorbidimento dell'Iran su alleato e un ritorno americano allo spirito di ancoraggi che suona come un'esortazione a Trump affinché riprenda con lena i lavora ai fianchi dell'Europa.
E Trump, qualcosa ha fatto perché ha anche informalmente ha annunciato il ritiro dall'Europa di un terzo dei jet da combattimento, insomma, il disimpegno.
Militare dal vecchio.
Continente
E che conclusioni trae Paolo Mieli per la politica italiana?
Giorgia Meloni dovrebbe considerare il ceffone ricevuto da Trump come un'occasione d'oro e, pur mantenendo lo stretto rapporto con gli Stati Uniti che seppe costruire già ai tempi di Biden, dovrebbe prendere post stabilmente in Europa, senza dare più l'impressione, di voler tenere il piede in due staffe approfitti poi della circostanza che nessun membro dell'opposizione eccezion fatta per Carlo Calenda,
Ha mai ritenuto di mettere piede a Kiev, dove presumibilmente non faranno visita né Vannacci, né Alemanno e torni quanto prima in quella città, che è ormai la capitale morale d'Europa, possibilmente in compagnia dei leader dell'Unione europea, ancora sensibili alla causa della resistenza ucraina questi consigli di Mieli per Meloni e sono forse dall'inizio?
Del del?
Nella presidenza Meloni della Presidenza del Consiglio Meloni che
Analisti editorialisti politici, in qualche modo la invitano a scegliere da che parte stare e qualcosa di simile troviamo anche, anche se non è sotto forma di.
E di invito, ma di descrizione di come dire, di un problema.
Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore, che parte proprio dallo scontro tra Trump e Meloni e lo inserisce nella logica nazionalista, il nazionalismo è intrinsecamente conflittuale, mai cooperativo se ognuno assolutizza il proprio interesse nazionale, che spesso coincide con l'interesse del governo in carica, l'esito è uno scontro tra gli interessi nazionali con l'interesse nazionale del Paese grande che si impone su quello piccolo Trump è l'epitome di questa logica.
Il nazionalismo conduce a un vicolo cieco, come sta succedendo a Meloni che, non potendo più usare il nazionalismo tra un piano per indebolire l'Unione europea, si trova oggi a rincorrere un posto in qualche formato di quest'ultima come le 5, con l'esito di trovarsi in un limbo non più di là ma non ancora di qua, ecco Fabbrini non non fa un invito a scegliere, ma descrive le conclusioni di trovarsi nel mezzo che ovviamente diventano
Meno sostenibili nel momento in cui il rapporto privilegiato con il presidente americano salta e c'è da dire che però Meloni incassa.
Un attestato.
Di di di di apprezzamento da parte del Wall Street Journal, in particolare sotto l'aspetto la luce della stabilità.
E il
Il tema è apprezzato in particolare dal giornale andiamo a prendere.
L'elogio del Wall Street Journal che incorona Meloni grazie a lei, l'Italia è diventata stabile, eccezione rispetto al resto d'Europa, questo è il tema.
E invece che il rapporto nazionalismo Europa?
E l'aspetto che approfondisce Ezio Mauro su Repubblica è quello del.
Diciamo de de dei rapporti a destra.
Fascismi post fascismi andiamo a prendere questo editoriali di Mauro su Repubblica, che ci introduce anche al tema Vannacci, poi nella politica israeliana le interviste di riferimento oggi, che andremo a citare sono quelle a Pier Ferdinando Casini ha.
Del governatore della del Veneto Stefani.
Ah, Bonelli e lupi.
E poi c'è una analisi, una stroncatura sui risultati del PNRR da parte di Cottarelli sulla stampa, ma ci arriviamo intanto prendiamo Ezio Mauro come chiamarlo nella nostra società tra l'indifferenza generale sta circolando un richiamo continuo al fascismo, una citazione quotidiana con una quantità di riferimenti al ventennio che non ha precedenti in questi ottant'anni ma ha trovato il suo spazio, lo occupa e anzi lo espande insediandosi stabilmente nel discorso pubblico. Non c'è un progetto fascista esplicito, un programma politico basato su quell'esperienza e ci mancherebbe altro ma Vannacci che sale nei sondaggi, mentre celebra la decima Mas, il presidente del Senato, che cita modello Almirante, l'invito alle istituzioni a evolvere. Adeguarsi oltre la Costituzione
La folla radunata davanti a Rebibbia, per festeggiare Alemanno, che esce dal carcere e reinsediare immediatamente in politica, sono gli ultimi esempi di un fenomeno che soltanto pochi anni fa sarebbe stato impensabile e che chiude un'epoca con l'antifascismo come impegno civile condiviso alla base della Repubblica e ne apre un'altra in cui non c'è un pericolo politico per il sistema democratico ma sicuramente c'è una confusione culturale che rovescia la storia ribaltandolo per lasciare il Paese senza radici dunque,
Esposto a qualsiasi vento, sembra che la destra estrema di governo si sia trasformata in una camera dell'eco rispetto al fascismo, non progetta riedizioni che sarebbero ridicole anche per la sproporzione dei personaggi, ma propone rivisitazioni, recuperi, allusioni, richiami ormai espliciti e sempre meno.
Ambigui.
Lo chiama fascismo mimetico.
Ezio Mauro.
E qui?
I un altro bivio è veramente una?
Verrebbe da dire un un un tema ricorrente, è quello di cercare di porre Meloni davanti a bivi che Meloni però riesce, almeno finora a evitare.
Raggiunto il potere con la vittoria elettorale, la Premier aveva un bivio davanti al suo governo, integrarsi nel sistema con il rischio di omologarsi, perdendo la sua carica di underdog, ma traghettando definitivamente la destra nella cultura costituzionale, per saldare i conti con il suo peccato originale oppure oppure istituzione realizzarsi necessariamente ma mantenendo intatta l'anomalia originaria del mondo da cui proviene.
Estraneo alla fondazione democratica dello Stato, ecco qui la differenza è che Mauro.
Dice Meloni ha scelto in realtà e ha scelto questa seconda strada, cioè mantenere intatta l'anomalia del mondo da cui
Proviene e l'asse è la scelta, praticando i riti e rispettando le forme repubblicana è previste dalla Carta come se intanto incrociasse le dita con la riserva accesa di quella fiamma che non vuole spegnersi nell'ossessione di costruire un'identità salvandola dalla storia, la in realtà imprigionata impedendogli di liberarsi sfociando infine in una scelta di libertà per tutti e di chiarezza a destra.
E così?
Ci stiamo mitridatiche dando osserva Mauro, perché abituiamo l'organismo politico e sociale ad assumere piccole ma continue dosi di veleno ideologico, nell'illusione che non lo indeboliscono quando qualcuno ormai raramente parla di questa tentazione antistorica che persiste, viene accusato di guardare al passato, mentre è evidente che è la destra a essere prigioniera dei suoi miti dell'epoca e li ripropone devitalizzati come fossero innocui proprio perché non è riuscita a liberarsene emancipandosi oggi che la democrazia non è più un universale ma si spezza in versioni diverse interpretazioni controverse un giudizio compiuto e definitivo sulla dittatura dei vent'anni cambierebbe.
Chiarirebbe per il futuro la concezione della democrazia nella destra di governo e segnerebbe l'unica vera distinzione da Vannacci, lasciandolo solo con i suoi demoni.
Che intanto si sono spostati a destra, quindi la decisione che qui Melloni può ancora compiere compiere non è quella, anzi certamente anche quella, diciamo, europea, di una di una svolta europea, ma non è quello di cui scrive oggi Ezio Mauro sulla sulla Repubblica,
è quella di una di un giudizio compiuto e definitivo sulla dittatura fascista.
E qui sì, si arriva.
Velocemente ai calcoli elettorali e anche in qualche modo.
In qualche modo alle leggi elettorali, perché?
Flavia Perina, la Stampa di Torino, per esempio Vannacci chi a ventiquattr'ore dall'ultimo sondaggio che piazza al capo di futuro nazionale, al 6%, in crescita di oltre un punto sopra una Lega in caduta libera verso il 5?
Tutti i soggetti della partita preferiscono fingersi disinteressati al dibattito su una possibile alleanza.
Tattica dello struzzo, no comment, no, reazioni pure Vannacci, potendo direbbe Jannacci chi è il primo a sapere che quel 6% è figlio della sua personalissima Marcia su Roma, e cioè della marcia sul palazzo di Giorgia Meloni dell'attacco alla vecchia destra in nome della cosiddetta vera destra ed è ovvio che se vuole avanzare ulteriormente mica lo potrà fare dicendo tutto risolto ci accorderemo, avanzeremo insieme,
E l'ultima sentenza della Premier la politica non è aritmetica, vale anche per lui, per il generale e spiega l'ambiguità di un capopopolo che sembra avere idee precise su tutto tranne che sulla domanda fondamentale di ogni sfida politica.
Con chi stai ed è la domanda appunto alla quale?
Alla quale Vannacci non vuole o non vuole rispondere al generale, conviene la linea barricadera per aumentare il suo peso?
Trincerarsi nel no comment, far finta che il problema non esista aiuta.
La maggioranza a prender tempo, ma non è tattica né strategia, è abbastanza evidente che una decisione andava presa in fretta, perché la posizione dello struzzo avvantaggia solo l'avanzata del generale e delle sue truppe.
Questo Perina sulla sulla stampa, quindi andiamo dal, diciamo così, da Kiev di mieli al a Trump, l'Europa di Fabbrini fino a
Il post fascismo e Vannacci s'per, Mauro e Perina, e come si inserisce tutto ciò nel nella cronaca, nel nel dibattito, nella legge elettorale, anche e su questo.
Possiamo partire da Pier Ferdinando Casini, intervistato su Repubblica.
Io penso che la miopia della classe dirigente di un Paese debba avere un limite pena condurci all'auto dissolvimento e Giovanna Vitale che lo intervista a quel punto.
Chiede, ma cosa intende, presidente, ormai più della metà degli elettori non va a votare, c'è una massiccia diffusione dell'antipolitica e anche una dilatazione dei fenomeni sovranisti, una miscela composita che però ha.
Un comune elemento di fondo, l'impossibilità per i cittadini di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento.
Eh, certo, verrebbe da dire che ci sono anche altri problemi enormi e nati nelle generazioni politiche nelle quali è nato Casini, ma diciamo sicuramente l'impossibilità per i cittadini di scegliersi i propri rappresentanti. È un elemento e allora abitale risp incalza, il melone Bloom rischia di gonfiare l'astensionismo, è l'antipolitica e Casini risponde, non c'è dubbio, le strade per arginarli sono solo due o si fanno dei piccoli collegi uninominali in grado di consentire un un rapporto diretto tra le letto gli elettori ed è questa ipotesi che Casini mette in campo, ma che purtroppo quasi nessuno
Sostiene e non non è, non sembra essere presente nelle proposte che abbiano una qualche possibilità di essere approvato in Parlamento, quindi una strada, i collegi uninominali.
Oppure dice Casini, si introducono le preferenze, così con il Meloncello le si impedisce entrambi prevedendo due liste bloccate, elevando persino quel po'di collegi uninominali che c'erano nell'attuale sistema.
Se passa ai parlamentari, saranno tutti i nominati. Non è una deriva centralista e partitocratica, è l'altra faccia della medaglia della lateralizzazione del Parlamento, che oramai non conta più nulla altra verità, ma con radici antiche di chi è la colpa. In nome della velocizzazione dei processi decisionali, da molti anni le camere sono state messe in una posizione subalterna rispetto all'esecutivo. Le leggi sono quasi tutte di iniziativa governativa e il Parlamento, per andare a trovarsi delle competenze, moltiplica le commissioni di inchiesta che dal lato sono poltronifici e dall'altro diventa uno strumento di vendetta politica della maggioranza. Pro tempore vedi quella sul Covid. Il sistematico ricorso alla fiducia aggrava il quadro che le preferenze potrebbero aiutare a correggere. In che modo gli eletti sarebbero più autonomi e autorevoli e difenderebbero le loro prerogative, invece, quelli scelti dai leader
Obbediscono agli ordini a parole lo vogliono in tanti, ma tutti ritengono che non si faranno, perciò spero che nessuno chieda il voto segreto e ci vorrà e ci si vorrà assumere la responsabilità a viso aperto, negare le preferenze sarà una bomba atomica, la prova ulteriore che i partiti vogliono comprimere la libertà,
Dei loro elettori.
Sui rischi di inquinamento del voto con le preferenze è un'obiezione vecchia come il mondo.
E se c'è chi utilizza in modo sbagliato uno strumento di democrazia, allora che facciamo aboliamo la democrazia,
In realtà, proprio l'abolizione delle preferenze era stato l'avvio.
Attraverso lo strumento referendario per con?
Il referendum all'inizio degli anni 90 per la riforma in senso maggioritario del sistema elettorale, riforma che poi restò incompiuta, compiuta a metà, che a volte è peggio che incompiuta, lì non era il melone illum, ma era il Mattarellum.
E e è andata come come è andata.
Cambiare il Rosatellum serve davvero per la stabilità dei governi, è una tendenza antica.
Scaricare i problemi politici sulle regole e chi lo fa spesso ottiene effetti opposti.
Poi.
Esiste la concreta possibilità che fuori dai poli corrono, forse in grado di mettere in crisi l'intero sistema, Vannacci e Calenda potrebbero far saltare il banco chiede, Giovanna Vitale, è un dato oggettivo, tenendo presente che Vannacci sulla mancanza di preferenza e costruire alla sua campagna elettorale se i partiti di governo sono preoccupati questa legge rischia di dar loro la botta finale, il malumore verso la politica si amplificherà.
Ma non se Vannacci entrerà in coalizione, lo farà secondo lei, se resterà fuori, prenderà più voti e li pescherà anche dal Movimento 5 Stelle, se entra, prenderà meno voti, ma li sottrarrà a Fratelli d'Italia e Lega per cui nel governo si porrà una questione di instabilità e i voti di Fratelli d'Italia potrebbe di Forza Italia potrebbero defluire verso l'attuale opposizione.
Su la candidatura a premier a sinistra Conte Schlein scelgano un metodo o si fanno le primarie o si indica il leader del partito maggiore tutto questo chiacchiericcio sul campo largo non credo giovi alla causa, ma c'è un altro elemento del dibattito sulla legge elettorale è andato in scena venerdì che è l'elemento,
Della della raccolta firme con due aspetti, da una parte.
E il, il testo passato in Commissione esenta i partiti riferiti a gruppi parlamentari esistenti dalla raccolta firme non è una novità, ma una porcata, restano applicata anche se, anche se non è una novità qui, il termine entro il quale devono essere costituiti questi gruppi è fatto appositamente per evitare che ne possano ne possa beneficiare Vannacci e dall'altra parte Casellati.
La presidente del Senato si è.
Esibita in una contestazione alla firma digitale per la sottoscrizione delle liste, dichiarandola non sicura. La firma digitale è quella che si usa per qualsiasi altra cosa, ma per presentare delle liste che vengono ampiamente falsificate, le firme per la presentazione delle liste e quelle analogiche, quelle cartacee Casellati, si è inventata la non affidabilità dello strumento addirittura invocando ma nel farlo ha manipolato le sentenze della Corte costituzionale che dicono in realtà il contrario. Ecco questa
Tutto questo in nome della necessità di arginare Vannacci che ovviamente non sarà arginato con trucchetti del genere, l'effetto potrà essere quello, semmai, di colpire partiti minori, c'è stata la vibrante protesta e espulsione dall'aula di Riccardo Magi, di più Europa o i partiti diciamo così nuovi il sistema protegge se stesso e su questo non abbiamo trovato commentatori.
E le analisi, di solito in difesa della della costituzione, della correttezza del gioco, insomma, è un episodio che non ha lasciato praticamente traccia nemmeno nella giornata della domenica, che potrebbe essere quella della della riflessione, oltre che dell'attualità e della cronaca e vediamo,
Le altre voci allora intanto è interessante in casa Lega, perché l'intervista a il governatore?
Del Veneto, il presidente della Regione Veneto Stefani, non ci aggiunge molto sul rapporto con Vannacci, la fronda del Nord, l'ascesa di Vannacci, su cui lei è stato molto duro.
Stanno logorando il segretario federale, cioè Salvini o no domanda?
L'inviato di Repubblica, ma un anno e mezzo fa c'è stato un congresso federale, è l'unico candidato, poi confermato da Salvini in Lega, c'è un livello di democrazia altissimo, si discute e meno male che è così di leadership, si parla ai congressi, non sui giornali di congressi se ne possono fare ma non si può nemmeno stare in un congresso permanente quanto a Vannacci dico,
Pensiamo a noi, la Lega deve pensare alla Lega e con questa risposta tranchant
Comunicativamente, magari anche efficace Stefani evita di affrontare una questione evidentemente politica, che invece approfondisce sulla Stampa di Torino, Sorgi.
Il travaglio politico della Lega secondo Sorgi è notevole, non solo perché i sondaggi la danno sorpassata o vicino a subire il sorpasso di Vannacci, il Master in questi mesi rivela che non sia realizzata alcuna unione tra gli esponenti del Carroccio nazionale e il partito nordista, un amalgama,
Malriuscito direbbe d'Alema inoltre, mentre i governatori del Nord e il loro leader Zaia un progetto politico su cui ripiegare ce l'hanno e magari sullo schema adoperato in Germania, sede Ruzzier su possano tentare di salvare il salvabile, gli esponenti nazionali, il progetto di un partito di destra estrema costruito sul tema dell'immigrazione,
Se lo sono fatto, portare via da Vannacci ed ai transfughi che sono andati con lui, se il generale si offrisse di diventare un socio organico del centrodestra Meloni, pur mettendo a rischio in parte dell'elettorato moderato e di Fratelli d'Italia, con il suo progetto mai decollato dei centri in Albania potrebbe comunque offrirgli un terreno di incontro.
Beh, forse anche il rapporto con Forza Italia diventerebbe un problema, ma insomma, ma i leghisti salviniani del Centro-Sud non avrebbero che da ripetere i suoi slogan rischiando una subalternità appunto, a Vannacci e senza una politica autonoma da portare nel programma del governo e dopo il fallimento della riforma delle Autonomie affossata dalla Corte costituzionale non andrebbero molto lontano. Resta il problema principale, la leadership di Salvini, la sua guida carismatica e assoluta volge al tramonto, non soltanto perché i risultati elettorali l'hanno via via consumata, il fallimento dell'operazione Vannacci, dopo la scissione del generale, la nascita del suo partito competitivo a destra
Dimostra che l'innesto tentato alle elezioni politiche del 2024 e la successiva nomina dello stesso Vannacci alla vicesegreteria sono stati un trapianto non riuscito, le elezioni, le elezioni europee intendeva.
è Sorgi Salvini, continua a difendersi con le norme di uno statuto interno costruito a sua immagine e somiglianza, ma vale anche per la Lega, ciò che più in generale vale per la politica, quando una crisi finisce in mano agli avvocati, ai codicilli vuol dire che c'è qualcuno o qualcosa da cambiare non una norma da applicare.
Marcello Sorgi, sulla Stampa di Torino veniamo al centro perché la chiusura di Marcello Lupi è molto molto netta, così come lo è la difesa
Della legge elettorale.
Legge elettorale non si cambia nulla e si va fino in fondo, la domanda di Paola Di Caro e marce e Maurizio Lupi risponde certamente fino in fondo, perché è una legge equilibrata che potrà farsi assicurare quello che questo governo ha dimostrato di essere un punto di forza per la politica interna ed esterna la stabilità,
Stabilita è stata ottenuta con questa legge elettorale, si potrebbe si potrebbe obiettare, ma.
La Nuova, ancora più stabilità, noi siamo stati coesi fin dal primo giorno ed è un merito, abbiamo avuto addirittura più seggi con il Rosatellum di quanti se ne potrebbero avere con il premio di maggioranza, quindi non ci sono né colpi di mano nel forzatura c'è solo la volontà di far proseguire questa strada a chiunque vinca le elezioni resta aperto il nodo delle preferenze si deciderà in aula,
E loro sono a favore Noi Moderati e a favore e allora, stando ai sondaggi, non è detto che con la nuova legge i vincitori sarete voi, futuro nazionale di Vannacci potrebbe sottrarre voti e favorire il campo largo, non vi preoccupa i sondaggi su sondaggi, il voto è un'altra cosa per quanto ci riguarda.
Tentazioni di alleanza con mandaci assolutamente no Vannacci potrebbe arrivare anche al 90%, ma non si può siglare un'alleanza con forze che non hanno una visione comune, i cittadini premiano proposte coerenti e credibili e comunque.
Vincere per vincere non serve a nulla se non riesce a governare su politica estera economica, su inclusione, anche sull'idea dire migrazione Vannacci dice che sa ascoltare la gente, ma forse sente male, perché chi ha bisogno di aiuto per i nostri anziani, chi lavora nell'agricoltura, chi ha aziende ha bisogno enorme di lavoratori stranieri qualificati, tant'è vero che noi abbiamo varato un decreto flussi per mezzo milione di ingressi irregolari è diminuito quelli clandestini e Lupis.
Uno dei pochi a rivendicare a destra.
L'aumento,
Del del decreto flussi del dei flussi irregolari Vannacci dice che lei dovrebbe risparmiare il fiato, ma io sono un maratoneta, il mio scopo è arrivare al traguardo ai 42 chilometri e a noi preoccupa puntare sui nostri temi giovani.
Caregivers e poi la domanda su Milano,
Io spero, sul sulla i pozzi della sua candidatura a sindaco di Milano, io spero solo che si metta un punto a questa storia dopo mesi di Vic, di assurde discussioni su civico politico, la politica deve scegliere chi lo vedremo, ma presto servirà un candidato autorevole e ovviamente non importa se questo favorirà la crescita dei voti di questo o quel partito in porto. A offrire il meglio alla città e farlo subito. Abbiamo ormai tutti gli elementi per decidere le primarie. Servono solo a chi non ha le idee chiare, noi ci conto, le avremmo molto presto questo
Maurizio Lupi intervistato,
Sul Corriere della Sera e poi la Stampa di Torino, intervista.
Bonelli, Angelo Bonelli.
Sulla.
In forma di che sta lavorando a una prece di pregiudiziale di costituzionalità, la legge ha profili di incostituzionalità evidenti e poi nel rispondere in questa intervista sulla stampa.
Bonelli delinea uno scenario in effetti interessante, faremo di tutto per fermarli anche con il ricorso, ma vedo che c'è una determinazione, tale che potrebbe anche portarli a usare la fiducia, e questo si può spiegare in un solo modo la volontà sotterranea ma pronta a emergere e di Giorgia Meloni di andare al voto anticipato, questa è la tesi di Angelo Bonelli. Più ampia è la finestra tra approvazione della legge e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e maggiore è la possibilità che la Corte costituzionale possa intervenire in caso di incostituzionalità. Sarebbe un colpo mortale per Meloni
E quindi immagina che si voti nel 2026, chiede Francesco, Malfitano immagini e ipotizziamo che.
Intendano approvare la legge.
Anche in Senato, entro i primi giorni di agosto, se si dovesse votare ad aprile o addirittura a scadenza naturale, la Corte avrebbe tutto il tempo per intervenire e quindi sì, ne hanno bisogno, perché per il contesto macroeconomico macroeconomico che non gli permetterebbe una legge Finanziaria elettorale ma solo ulteriori tagli ai servizi essenziali per la poca fiducia nella possibilità di uscire dalla procedura d'infrazione già palesata la Giorgetti poi in secondo luogo perché hanno paura della crescita di Vannacci,
E infine, per prendere in contropiede del centrosinistra e quindi anche qui Vannacci, non da solo, ma con altri tre fattori come elemento che porta, Angelo Bonelli, intervistato sulla stampa a prevedere un voto, uno scioglimento anticipato.
Delle Camere.
Diciamo così il più il più immediato possibile, addirittura prima della.
Primavera dell'anno prossimo.
Sulle preferenze.
Abbiamo presentato due emendamenti condivisi, con Pd e Movimento 5 Stelle, sia per introdurre sia le preferenze sia i collegi uninominali proporzionali di partito.
Poi rivendica.
L'utilità della foto con Conte.
E Schlein e Fratoianni
E questo, tra l'altro, insomma quello che troviamo nell'intervista a Angelo Bonelli.
Cos'altro troviamo sulla politica italiana e ieri è stata anche la giornata del Pride a Milano, ed è su questo che sceglie di aprire e Repubblica, con la presenza di Schlein e le sue parole, il rilancio della legge sull'omotransfobia.
L'omotransfobia uccide, serve una legge, così la segretaria del PD Elly Schlein, al Pride di Milano, a pochi giorni dal delitto di Camaiore, purtroppo ha ucciso anche Mirko alla fine l'odio e la discriminazione.
Portano alla violenza e attacca il ddl Valditara per le scuole e c'è il
La replica?
Del ministro.
Qualcuno ancora si chiede dice slang Schlein, che senso abbia fare il Pride e qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l'odio, contro l'omo bi- Lesbo transfobia, c'era, il ddl Zan, ma è stato affossato in Parlamento non è solo questione dal codice penale ma di cultura da cambiare in un'Italia dove l'odio la discriminazione delle persone LGBTQIA+ portano alla violenza.
E poi la stoccata Valditara.
Perché fa il contrario di quello che servirebbe la prevenzione del bullismo in ogni forma, limitando fortemente, addirittura, nei primi anni di scuola, proibendo l'educazione, all'affettività, alle differenze e al rispetto.
Le proposte sono quelle di portare l'Italia più vicino a quei Paesi che hanno già approvato leggi contro l'odio, hanno già al matrimonio egualitario e il riconoscimento dei diritti delle figlie e i figli delle coppie omogenee omogenitoriali e Valditara replica l'onorevole Schlein, come spesso le succede non conosce ciò che critica oppure non dice la verità consapevolmente.
Questi alcuni.
Elementi è anche significativa la scelta di Repubblica che, come titolo di apertura in prima pagina Pride Schlein al corteo, una legge per Mirko.
Collegare nuove leggi a fatti di cronaca ha sempre degli elementi di rischio, ma la scelta opposta la fanno.
Libero e.
E verità in realtà libero
Andando a prendere
Il tema delle bandiere.
Delle bandiere palestinesi, i gay sventolano in piazza le bandiere dei loro boia Pride pro Pal.
Mentre?
Belpietro usa un tema diverso, andiamo a prenderlo sul verità, perché Belpietro usa il tema di dei dati di quanti.
Effettivamente abbiano utilizzato le unioni civili in Italia, altro che Pride le unioni civili, non interessano nemmeno ai gay questo il titolo che campeggia in prima pagina i dati sono quelli di 24.000 unioni civili dal 2016, con una tendenza.
E che va in diminuzione,
E naturalmente poi sia and andrebbero visti i dati dove invece delle unioni civili con diritti limitati, sì e consentono forme di unione matrimonio egualitario, chiamatela come volete che.
Eliminano le discriminazioni.
Toni e concedono l'accesso anche alla genitorialità e.
La situazione all'estero è diversa, quindi si potrebbe rispondere a Belpietro che forse la scarsa efficacia delle unioni civili potrebbe essere una causa
Del del?
Limitato interesse delle persone, ma l'interesse di Belpietro è il bersaglio di Belpietro, poi è più ampio perché si allarga anche al fine vita, è cosa scrive.
Ora, ad esempio, si battono.
E chi è che si batteva, insomma, a sinistra?
E magari verrebbe da dire magari si batte, ma comunque sì, ma si battono per introdurre il suicidio assistito, ovvero il diritto alla morte somministrata dallo Stato, quanti sono in Italia i casi di persone che chiedono di porre fine alla propria vita in un ospedale con l'aiuto di un metodo, ecco il medico, poche decine, ma in Parlamento sembra che l'Italia sia colpita da un'epidemia di richieste per ottenere la dolce morte e dunque nei Consigli regionali nelle Commissioni di Camera e Senato non si parla d'altro,
Ignorando il mondo reale che, invece di parlare di come ottenere il fine vita, preferisce discutere di come arrivare a fine mese, ecco un altro bel gioco, giochino di parole, magari anche efficace anche qui forse andrebbero guardati da Belpietro i dati.
Dei paesi dove?
L'eutanasia è legale e non c'è un percorso a ostacoli, come esiste oggi in Italia, sull'aiuto medico alla morte volontaria che, comunque, che comunque vede crescite vede richieste e anche attuazione di quell'aiuto in crescita non in diminuzione, vedremo vedremo come andrà questa vicenda se si tratta in realtà di una realtà politica in crescita perché la realtà sociale che è in crescita nel frattempo,
Belpietro, lamenta che i Consigli regionali se ne occupano e c'è un consiglio non regionale, ma provinciale, ma di una provincia autonoma.
Che sembrava avesse deciso di occuparsene, invece, ha fatto marcia indietro, stiamo parlando della Provincia autonoma di Bolzano, dove il presidente Meisner aveva di propria iniziativa.
Presentato il testo di legge, mutuato da quello liberi subito dell'Associazione Luca Coscioni sul Corriere del Trentino, troviamo la notizia che Messner, evidentemente spaventato dalle reazioni di Fratelli d'Italia.
Avrebbe fatto, ha fatto marcia indietro.
La la ex volpe ci ripensa, troviamo sul Corriere del Trentino e ha intervistato anche Fabio Valcanover, che.
Del comitato Liberi, subito, che ha raccolto le firme per l'Associazione Luca Coscioni. Nell'altra provincia, quella autonoma di Trento dove, essendo un'iniziativa popolare, ecco non può essere così ritirata a piacimento e quindi anche questo è il valore aggiunto delle iniziative popolari, mentre è sempre sulle pagine locali il Gazzettino dà conto alle attività sempre della delle attività, sempre dell'associazione. Luca Coscioni, sulla informazione sulle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento e il testamento biologico. C'è un'iniziativa di disobbedienza civile che trova spazio su alcuni quotidiani
A livello nazionale, però, solo.
Sulla verità.
E
Solo sulla verità e andiamo a prenderla.
I radicali si trovano per farsi le canne, in centro a Bologna, titolo né particolarmente apprezzati, Ivo a Bologna, radicali italiani, fumano, cannabis in piazza Verdi e con tanto di interventi della polizia, e la Lega va all'attacco, è surreale che un partito politico faccia propaganda al consumo di sostanze stupefacenti.
Va beh, si potrebbe pensare a Salvini al Vinitaly, non solo lui e da tantissimi ministri ogni anno, mentre Bologna è alle prese con una vera emergenza legata alle tossicodipendenze, afferma il consigliere comunale Matteo Di Benedetto, forse non ha veduto sul fatto che la cannabis non genera dipendenze la notizia la troviamo,
In qualche breve, a livello.
Locale, Corriere della Sera, Repubblica, ecco qualche informazione in più, ce la dà.
Resto del Carlino, come annunciato venerdì, un drappello dei Radicali italiani ha fumato cannabis in piazza verde come Verdi, come gesto di disobbedienza civile, i cinque sono stati fermati con annessa contestazione dell'articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti, lo racconta.
Filippo Blengino
E c'erano anche Matteo alle 6 Arcangelo, Macedonio bianca, Peace colla e Dario Riccomini.
Mentre?
Su altre notizie, il governo decide di opporsi alla richiesta di archiviazione sulla strage di Ustica nel giorno in cui anche Mattarella.
Chiede che in qualche modo stessi gli si cerchi la verità, anche se, naturalmente, la sollecitazione del Presidente della Repubblica non è, non può essere una sollecitazione diretta relativamente alla all'iter giudiziario, e invece questo.
è quello che troviamo nella.
Nella iniziativa del del governo c'è anche.
La notizia del marito di Eugenia Roccella, disperso nel lago di Vico.
E questa sera si era tuffato dalla barca, probabilmente un malore, insomma.
E questo è.
La giornata di ieri si era conclusa senza una un'ulteriore notizia da questo punto di vista, e quindi è enorme apprensione per questa vicenda, che è naturalmente riportata da tutti i quotidiani, non andiamo a approfondire il tema del terremoto in Venezuela, ci sono moltissime notizie reportage naturalmente con un bilancio dei dispersi che ormai supera le 55.000 persone quello dei morti accertati non ancora nel 2000 ma è evidente che il rischio è che le 2 cifre col passare delle ore si vadano.
Ad avvicinare sempre di più, cioè la cifra.
Dei morti a quella dei dispersi, vogliamo però,
Chiudere con tre aspetti uno che riguarda il PNRR, l'altro, quello dei dazi di Trump e l'altro il rischio di della separazione tra Chiesa e Stato negli Stati Uniti, iniziamo.
Da Cottarelli.
Che che scrive sulla che intervistato sulla stampa.
Secondo Cottarelli, il PNRR ha mancato la svolta, l'Italia cresce poco e continua a indebitarsi. L'impatto sul Pil non è semplice da misurare nel breve periodo. La spesa del PNRR ha sicuramente sostenuto la domanda e quindi il PIL. Il punto però è un altro. Che cosa è successo alla crescita potenziale una volta esaurita la spinta della domanda molto forte che veniva dai soldi delle rate UE più che dai progetti del PNRR, l'Italia è tornata a crescere poco su ritmi intorno allo 0 virgola. Questo significa che il PNRR non ha inciso abbastanza sulla capacità di crescita strutturale del Paese. Non siamo tornati a un sentiero di crescita più elevato rispetto al periodo pre-pandemia e quindi i grandi effetti del PNRR non ci sono stati
E questo è un elemento del quale tenere.
Tenere conto perché abbiamo dice Cottarelli, abbiamo abbellito le nostre città con parchi e piazze nuove e questo ha incrementato il PIL nell'immediato, ma non c'è stato un aumento della capacità produttiva e sulle riforme alcuni progressi ci sono stati, per esempio, l'accorciamento dei tempi della giustizia civile che però è un percorso avviato già prima del PNRR sulla pubblica amministrazione invece,
I risultati sono stati più limitati, non c'è stato quel salto di qualità che avrebbe reso molto più semplice il rapporto tra cittadini e Stato e anche sulla concorrenza si è fatto poco in questo.
Cottarelli sul PNRR, sul l'atteggiamento di.
Trump.
Federico Fubini sul Corriere della Sera.
Giovedì l'Unione europea ha ratificato un accordo commerciale del tutto a favore degli Stati Uniti.
Così si sarebbe dovuta formalizzare una tregua, e invece la casa Bianca spettava solo la mossa di Bruxelles per aprire una nuova guerra commerciale.
Con minacce ancora più aggressivo, il presidente annuncia dazi al 100% contro i paesi europei Italia, Francia, Spagna, Austria e Ungheria che applicano la cosiddetta digital service tax, prelievo del 3% sul fatturato di grandi imprese tecnologiche che realizzano vendite nei Paesi interessati ma eludono le imposte domiciliano le transazioni in giurisdizioni estere capaci di operare come paradisi fiscali, così l'Amministrazione Trump ha ingannato i leader europei e vedremo come va a finire questa storia perché,
è?
È centrale sulla volontà o anche la capacità di autonomia?
Dell'Unione Europea e dell'Italia rispetto agli Stati Uniti, quando si tratta evidentemente qui di un tentativo di di prova di forza contro la sovranità europea, chi non pare accorgersi di tutto ciò o a una lettura, evidentemente?
Molto diversa è il ministro, Urso intervistato.
Intervistato da dalla verità, perché il Mesures non tratta nemmeno il tema della verità e nemmeno glielo chiedono.
L'intervistatore.
Ma riesce comunque a prendersela con l'Unione europea, mentre in questo contesto, alla domanda su Trump che Giugliano Zilin almeno fa notare che ci ha insultato perché non gli diamo una mano.
Urso su quanto incidono le sue uscite sui rapporti commerciali USA Italia, ma lo scorso anno, malgrado i dazi americani, il nostro export verso gli Stati Uniti è aumentato del 7 2%, la migliore performance tra tutti i Paesi europei, insomma, benissimo, anzi quasi quasi ci fanno bene tutti questi.
In tutta questa aggressività Trump piana, lei andrà alle celebrazioni del 4 luglio, sì, come sempre.
è stato anche invitato a Villa Taverna, per rappresentazione di un grande investimento sul quantum, che una delle principali aziende americane del settore intende realizzare proprio a Roma per sviluppare la sua piattaforma europea.
Insomma, non menziona nemmeno per problemi di alcun tipo, anzi, è stato addirittura invitato a Villa Taverna, quindi.
Benissimo.
E poi
E poi?
E poi invece a parole molto dure nei confronti della Unione europea.
Il grande freno è frapposto dalla burocrazia di Bruxelles, ancora impregnata di un'ideologia superata dalla storia, vivono ancora nel paese dei balocchi quando la realtà incombe nella sua drammaticità e insomma
Trump, addirittura le esportazioni aumentano quindi benissimo, poi è stato invitato a Villa Taverna, mentre.
Mentre l'Europa è l'Europa
è affetta da problemi ideologici che evidentemente, fortunatamente, si ritiene.
È che Trump sia esente, e allora concludiamo un qualche con qualche esempio ideologico, anzi, ah, ah, ci eravamo persi per strada l'intervista al ministro degli Interni Piantedosi su Avvenire, quindi la possiamo la possiamo citare perché tra l'altro si collega a la questione Vannacci in vista dell'imminente visita di papa Leone quattordicesimo a Lampedusa.
Piantedosi ragiona con avvenire della sicurezza del Paese, partendo dalla questione migratoria, ai richiami del Pontefice, al rispetto della dignità umana dei migranti, rappresentano un richiamo fondamentale a coniugare accoglienza e legalità, mentre come definisce gli affondi di Vannacci sul re migrazione, solo chiacchiere.
E quindi questa sarà.
Evidentemente la linea come il ministro dell'Interno api, con le regole esistenti non alimento dibattiti sulle definizioni, nemmeno e faccio condizionare il governo ha una linea chiara, contrastare l'immigrazione irregolare, aumentare i rimpatri di chi non ha titolo a rimanere favorire canali legali di ingresso per rispondere alle esigenze del nostro sistema produttivo la stiamo perseguendo con risultati concreti, non chiacchiere, comprendo che il confronto appartenga alla dialettica democratica, ma non mi pare che l'onorevole Vannacci abbia aggiunto qualcosa di concreto.
Questo.
Questo Piantedosi, e a proposito dell'ideologia.
Europea denunciata da Urso o non a proposito di quello, ma di rischi.
Di altro tipo chiudiamo la rassegna stampa con Viviana Mazza sulla.
Corriere della Sera.
Che scrive un rapporto di 224 pagine della Commissione per la libertà religiosa.
Dell'amministrazione Trump, composta da cristiani conservatori e da un ebreo ortodosso, suggerisce di sostituire l'idea della separazione tra Stato e Chiesa con quella di costruire ponti tra le 2 istituzioni. E che buona idea il rapporto sminuisce la separazione tra Stato e Chiesa, ma non arriva a definirla una bugia, come fece il presidente della commissione vice governatore texano Dan Patek ad aprile. Ad essere chiari, questo non riguarda né richiede il sostegno per una teocrazia, ah meno male, e nemmeno per la eliminazione totale di ogni separazione tra Stato e Chiesa. Si legge nel rapporto che chiede invece di rendere onore alla tensione tra le clausole rilevanti del Primo Emendamento, che garantisce la libertà religiosa, ma vieta al governo di istituire una religione di Stato e sembrano sembrerebbero complementare che si rafforzino a vicenda libertà di espressione da una parte e divieto di istituire la religione di Stato, invece, secondo questo è un presidente della Commissione sulla libertà religiosa. C'è una tensione
Tra le tra i due emendamenti Pathé che ha detto che la frase separazione Sas tra Stato e Chiesa è stata usata per colpire le persone di fede per decenni e che gli americani non potranno più essere attaccati con quella frase il rapporto è una bozza aperta ai commenti bis, raccomanda che il Dipartimento di Giustizia emani linee guida e promuova una comprensione origina, lista di come la Costituzione vede la religione, la relazione tra religione e governo, ma in che contesto succede tutto questo? Beh, insomma, diversi Stati hanno ordinato che i 10 comandamenti vengano affissi nelle scuole pubbliche
Il Consiglio d'istruzione del Texas ha approvato una lista di Librio obbligatori per oltre 5 milioni di studenti che in cui passaggi della Bibbia e poi il rapporto raccomanda inoltre di eliminare l'emendamento Johnson che vieta l'attività politica a organizzazioni religiose che godono di esenzioni fiscali e ci ricorda qualcosa della situazione italiana con queste notizie sulla separazione in discussione tra Stato e Chiesa negli Stati Uniti e chiudiamo qui la puntata di oggi di stampa e regime.
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