Sono intervenuti: Bruno Ruggiero.
Tra gli argomenti discussi: Giustizia.
La registrazione audio ha una durata di 16 minuti.
Rubrica
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Radio radicale oggi lunedì torniamo all'appuntamento con la cronaca giudiziaria quest'oggi con Bruno Ruggiero ci occupiamo di mafia questo secondo blitz della magistratura nei confronti dei gli altri presunti mafiosi gli arresti che vi sono stati un arresto clamoroso nobiluomo siciliano di notevole lignaggio
Questo discorso si questa questo questo avvenimento ci permette forse di sviluppare un discorso discorso degli insospettabili il discorso degli arresti clamorosi discorso delicatissimo che poi le vicende
Di questo tipo vanno sempre prese con grande attenzione l'hanno sempre considerare con grande attenzione vanno fatti vanno fatte sicuramente una serie di considerazioni che
Mantengano i diritti inalienabili di ogni di ogni imputato casi recentissimi che nemmeno nominiamo a questo punto valga per tutti il caso Tortora insomma impongono questo tipo di di attenzione
Ma qui forse un discorso però sismici può sviluppare e vediamo Bruno Ruggiero cosa ci propone
Sì il caso che prendiamo in esame oggi perché lo consideriamo in qualche misura emblematico e quello del principe Vanni Calvello di San Vincenzo
Colpito da mandato di cattura dei giudici dell'ufficio istruzione di Palermo il ventisei ottobre scorso ma sfuggito alla maxi retata appunto di venerdì della scorsa settimana centoventisette i mandati di cattura c'in quanto a sette gli arrestati parecchi dei latitanti sfuggiti alla retata sono gli stessi personaggi sfuggiti alla precedente retata scaturita dalle confessioni di Tommaso Buscetta più sono personaggi ai quali l'ordine di cattura è stato notificato in carcere e anche questi in pratica registrano un bis perché erano già stati indicati da Tommaso Bush tra come appartenenti a tutti gli effetti alla sezione italiana di Cosa Nostra così potremmo definire questa volta l'autore delle Confessioni don Salvatore Contorno un personaggio di estrazione popolare del rione di Brancaccio diventato voi rapidamente un boss di livello nazionale
Arrestato dalla magistratura romana nel corso di un'operazione forse originata da una soffiata non precisamente disinteressata e proveniente dalla Sicilia catturato alle porte di Roma in una lussuosissima residenza che aveva attrezzato praticamente come un bunker con infissi a prova di proiettile a prova di bomba con depositi interrati di droga c'erano centocinquanta chili di droga deve di varia provenienza sudamericane mediorientale appunto nascosto in questa sua resi
Enzo e credo che questo signore aveva in questa villa anche un particolare sistema antifurto sì sì sistemi antifurto molto sofisticati trappole con una fucili collegati con l'apertura delle porte cani lupo eccetera bene Salvatore Contorno
Era stato chiacchierato da parecchio tempo per quanto riguarda la sua disponibilità a parlare con gli inquirenti perché era accomunato a Tommaso Buscetta dalla fatto di aver visto sterminata la sua famiglia e tutti i suoi amici nel corso de la guerra di mafia scoppiata nel mille novecentottantuno a Palermo e diramata sì su tutto il territorio nazionale c'è voluto don Salvatore Contorno e c'è voluta una verbalizzazione nero su bianco per incastrare il principe di San Vincenzo un personaggio da tre illustri al centro dell'attenzione dei magistrati di Palermo degli e Sperti antimafia e degli investigatori migliori di cui Paesi può disporre per quanto riguarda la lotta al crimine organizzato al centro sia lui che la sua famiglia sia lui che suo padre
Ma sistematicamente sfuggito dalle maglie dalla giustizia bisogna risalire infatti al mille novecentosettanta al settembre del mille novecentosettanta alla scomparsa per lupara bianca così almeno sempre sia detto del
Giornalista Mauro De Mauro per rintracciare l'primo segnale di presenza dei principi della casata di San Vincenzo all'interno di inchieste che avevano per oggetto la mafia c'è infatti agli atti del dell'inchiesta De Mauro tuttora
Penco Lante fra l'archiviazione e possibilità di riapertura le ultime possibilità di riapertura derivano da alcune delle cose dette da Tommaso Buscetta
C'è infatti si è aperta la strada a una ricostituzione di parte civile anche se contro ignoti da parte della famiglia della giornalista scomparso bisogna risalire quindi a quel periodo per trovare traccia di un colloquio che m'a uno dei Mauro ebbe con il padre del principe Vanni di San Vincenzo un colloquio che negli ambienti del di certa aristocrazia nera palermitana veniva commentato come un tentativo di ricatto che i il giornalista scomparso avrebbe tentato nei confronti del principe di San Vincenzo e attraverso lui di tutto un certo ambiente nobiliare palermitano che si sapeva essere coinvolto a diverso titolo con attività delinque sia
Per trovare appunto una prima traccia in atti giudiziari di questa famiglia quella segnalazione non ebbe alcun seguito dal punto di vista penale e se questo da un certo punto di vista può essere comprensibile perché non è tutta l'inchiesta De Mauro si è mossa su un terreno paludoso si è mossa in mezzo ai grandi enormi difficoltà per quanto riguarda anche la DIGOS io ne di episodi circoscritti da cui poter partire con maggiore credibilità rispetto ad altri su una certa pista dall'altro lato siccome il
Soltanto il primo esempio di una lunga catena di fatti che
Non sono bastati per incastrare questa famiglia aristocratica ecco che acquista alla luce delle confessioni di Salvatore Contorno di oggi un'altra luce do diamo arrivare poi al mille novecentottanta dieci anni dopo senza che le chiacchiere e le voci e le indiscrezioni ci fossero visitate per ritrovare nuovamente il principe questa volta Vanni Vanni Calvello
Se al centro di un'altra inchiesta ci fu a quell'epoca un formale interrogatorio di Vanni Calvello in qualità di testimone da parte del giudice istruttore di Palermo Giovanni Falcone uno dei protagonisti del blitz dei blitz se recentissimi e a proposito dell'affitto che Vanni Calvello aveva concesso al boss Di Carlo un boss arrestato insieme con il fratello per ordine del giudice istruttore Giovanni Falcone l'affitto di un grosso locale ricavato all'interno del Castello di San Nicola la all'Arena di proprietà storicamente della famiglia dei principi di di San Vincenzo un locale nel cui alle i fratelli Di Carlo avevano impiantato una hit che oltre a essere luogo di incontro per trattative riservate e al riparo da sguardi indiscreti era anche questo di questo i magistrati avevano prove schiaccianti un luogo di deposito della eroina che veniva sbarcata
In Sicilia che veniva raffinata in Sicilia
Neanche questo episodio valse a mettere con le spalle al muro penalmente il principe di San Vincenzo comunque sicuramente il suo nome venne sottolineando a vennero ossa dal giudice istruttore Giovanni Falcone sul suo taccuino a maggior ragione perché soltanto un anno dopo nel mille novecentottantuno a partire da un'inchiesta tutta romana ma che aveva come logico quando si parla di mafia diramazioni che arrivavano fino in Sicilia i magistrati tornarono a interessarsi del principe e qui le cose si fanno un po'meno chiare meno trasparenti di quanto lo possono essere state gli episodi di cui abbiamo parlato finora un'inchiesta tutta romana
Scaturita dalle confessioni anzi dalla collaborazione sarebbe meglio dire di un infiltrato dei servizi antidroga nordamericani nelle file di di Cosa Nostra un'inchiesta che
Accerta le responsabilità di una gang di malavitosi romani già specializzati in sequestri di persona nello spaccio della cocaina Berco conto della nell'importazione lo spaccio della cocaina per conto de la mafia siciliana risalendo da una intercettazione telefonica o da contratti di proprietà di una ditta che risultava essere una struttura di copertura a Palermo del traffico in grande stile della droga pesante si arriva in qualche modo al nome nuovamente al nome del principe questa volta nonostante questi indizi di partenza sono i magistrati romani a decidere di non andare oltre molto probabili mente e qui si apre un discorso su cui in diverse circostanze abbiamo cercato di ritornare nel corso delle nostre trasmissioni alcune scelte dettate da opportunità che i magistrati
Che si trovano a combattere in prima linea contro il crimine organizzato soprattutto questo era un fenomeno molto diffuso negli anni scorsi prima che si
Rompe se lo evidentemente certi equilibri storicamente consolidati come forse è invece il caso di questi tempi a noi molto più vicini
Scelte di opportunità che i magistrati un po'in tutta Italia facevano di non alzare eccessivamente il tiro quando si rischiava di compromettere un risultato conseguito sul campo con l'arresto in base a prove schiaccianti di determinati personaggi rivive lo intermedio non alzare il tiro su personaggi di grosso calibro che magari non avrebbero collezionato più di una comunicazione giudiziaria rischiando magari di vedersi sottrarre per competenza l'inchiesta o di vedere allungare i tempi
L'inchiesta stessa con rischio che magari gli imputati detenuti uscissero per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva è un discorso questo che e nella migliore delle ipotesi a a portato a processi forzatamente incompleti e che hanno avuto per impulso sul banco degli imputati personaggi di basso rango nella peggiore delle ipotesi
è una tecnica che è servita per alchimie concordate con il potere politico che evidentemente aveva molto da perdere nel nell'eventualità che alcuni personaggi venissero tirati in ballo per nome e cognome in determinate inchieste ma questo è un disco
Sono che vedremo di sviluppare più avanti ci sono poi e sono dettagli che citiamo senza assolutamente avere la pretesa di considerarli come prove ma neanche come indizi ma che concorrono a dei finire a colorare il panorama palermitano è squisitamente siciliano in cui certi fatti sono avvenuti cioè molti omicidi eccellenti sono avvenuti in prossimità quasi avesse un significato simbolico in prossimità delle residenze lussuosi si
I medici arti nobili palermitani proprio in prossimità della casa dei principi di San Vincenzo della residenza cittadina palermitana dei principi di San Vincenzo venne abbattuto con grande spiegamento di forze e senza problemi di
Nascondere le tracce del proprio passaggio da un commando di killer mafiosi il l'esponente democristiano della corrente Moro Thea della DC palermitana Michele Reina proprio sul delitto Reina sono stati
Spiccati dodici mandati di cattura nei giorni scorsi dai giudici dell'ufficio istruzione di Palermo che hanno identificato i membri della commissione di Cosa Nostra che decise quello e al i delitti eccellenti altri delitti ai danni di uomini politici arriviamo finalmente ai giorni nostri con la testimonianza circostanziata riservato e contorno che addita il principe Vanni Calvello di San Vincenzo non semplicemente come un'aristocratica o che continuava a coprire quelli che un tempo erano stati i suoi campi ieri e che voi erano diventati dei boss mafiosi che non riusciva cioè a districarsi da una rete di complicità appunto altrettanto consolidata nella storia della Sicilia ma come un esponente a tutti gli effetti di Cosa Nostra ed è interessante a questo proposito vedere che nella motivazione del mandato di cattura non si va parla semplicemente genericamente di associazione per delinquere di stampo mafioso ma si parla di violazione della legge sugli stupefacenti e di violazione delle norme valutarie quindi traffico di droga il riciclaggio del denaro sporco
C'è quindi motivo di ritenere che i giudici abbiano diverse frecce al loro arco questa volta e che il principe anche se è rimasto latitante
Questa volta debba rispondere di addebiti molto circostanziata
Bene mi pare molto interessante una un'ultima considerazione da fare tu hai descritto
Biografia dagli atti giudiziari una biografia che però arriva adesso al
Andrà ad un certo tipo di esito
Quest'poi ai situato bene le le scelte dei magistrati rispetto a queste queste conclusioni distrutto
Volevo chiederti questo questo vuol dire dunque che alcuni equilibri si sono modificati che alcuni tabù si sono infranti
Beh in effetti se cominciamo a mettere sul piatto della bilancia la caduta definitiva in disgrazia di Vito Ciancimino l'eventualità che anche per i cugini Salvo gli ex potentissimi esattori siciliani arrivi una resa dei conti l'incriminazione del principe di San Vincenzo di tutta un'altra serie di personaggi che anche nel recente sa dov'erano stati arrestati ma poi avevano usufruito di libertà provvisoria di arresti domiciliari e che per l'ennesima volta nel giro degli ultimi due anni finiscono in carcere fra questi citiamo l'avvocato Chiara cane di Palermo un personaggio di primissimo piano nel Foro palermitano ecco molto probabilmente senza sciacquarsi la bocca per l'ennesima volta con la presunto fantomatico terzo livello però molto probabilmente siamo in presenza appunto della rottura di certi equilibri peraltro e questo per stare con i piedi per terra bisogna dire che anche in passato in Sicilia si è avuta l'impressione che determinate fasi storiche ti trapasso coincidessero con grandi operazioni di polizia che facevano alle quali voi faceva seguire un periodi di relativa calma puntuali e certi equilibri si sono poi riciclati hanno avuto la vitalità di ricostituirsi staremo a vedere se questa volta si è mirato più al cuore oppure se siamo in presenza semplicemente di manovre di aggiustamento appunto vedremo
Per l'intanto chiudiamo qui e diamo appuntamento a domani
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