Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale , sezioni A e B
2) Collocamento fuori ruolo
3) Incarichi extragiudiziari
4) Richiamo in ruolo e assegnazione di sede
5) Ricorso al TAR
6) Richiamo in ruolo
7) Conferimento ufficio direttivo superiore
8) Convegno di studi sulla pena e sulla Magistratura di sorveglianza
9) Iniziative di carattere internazionale
10) Richiesta di inserimento all'ordine del giorno: problemi applicativi della Legge n.
44/02 di riforma della Costituzione del CSM 11) Sistema centralizzato di videosorveglianza 12) Graduatorie del personale … CSM 13) Copertura posti 14) Trasferimento a Roma 15) Ricorsi al TAR Lazio 16) Ricorso al Presidente della Repubblica 17) Riesame della revoca dell'applicazione extradistrettuale: retrodatazione 18) Formazione delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Nocera 19) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Lagonegro 20) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Terni 21) Applicazioni extradistrettuali 22) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Milano 23) Integrazione alla formazione delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Cosenza 24) Nota del Presidente del Tribunale di Trani 25) Richiesta chiarimenti sulla cessazione dall'attuale lavoro 26) Un quesito sul part time 27) Incompatibilità tra giudice onorario e collaborazione con un notaio 28) Assenza dal lavoro per motivi di salute oltre i sei mesi 29) Nota su un procedimento disciplinare 30) Disponibilità ad assumere il possesso dell'ufficio 31) Attribuzione delle funzioni di coordinatore dell'ufficio 32) Rinuncia alle funzioni di coordinatore 33) Decadenza per mancata presa di possesso 34) Rinuncia all'incarico 35) Nomina 36) Concorsi: informative assunte sulle pendenze penali 37) Incontri di studio Il CSM nelle agenzie di stampa OLAF: CSM; COMMISSIONE, SOLLEVARE CONFLITTO ATTRIBUZIONIMINISTRO CASTELLI HA MENOMATO POTERI CSM (ANSA) - ROMA, 15 MAG - La Terza Commissione del Csm , a maggioranza, ha chiesto al plenum di sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale contro il ministro della Giustizia per la vicenda dei magistrati italiani destinati all'Olaf, l'organismo europeo antifrode.
Si tratta di una nuova puntata dello scontro che oppone da tempo il Csm a Castelli; uno scontro cominciato l'anno scorso quando il Guardasigilli, facendo marcia indietro rispetto a una sua precedente richiesta e del suo predecessore Fassino , aveva invitato Palazzo dei marescialli a revocare il collocamento fuori ruolo dei tre magistrati italiani, vincitori del concorso europeo per accedere all'Olaf:Alberto Perduca, Mario Vaudano, e Nicola Piacente (che intanto ha rinunciato).
Una richiesta motivata da Castelli con la convinzione che si tratti di incarichi piu' adatti a funzionari di polizia che a magistrati e che e' stata rinnovata quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha negato ai tre magistrati l'autorizzazione a svolgere lavoro all'estero.
Non dando seguito con il suo necessario decreto al collocamento fuori ruolo dei magistrati deliberato dal Csm, Castelli sta menomando le competenze di Palazzo dei marescialli fissate dalla Costituzione, sostiene la maggioranza della Commissione, che fa presente come non spetti al ministro ma solo al Csm valutare se un incarico sia adatto o no a un magistrato.
E la mancata autorizzazione del presidente del Consiglio non e' rilevante perche' la norma che la prevede non si applica ai magistrati.
Diversamente il governo finirebbe con l'invadere anche competenze comunitarie.
La decisione della Commissione e' passata a maggioranza con tre voti a favore su sei: il si' e' stato espresso da Armando Spataro (Movimento per la giustizia), Gianfranco Gilardi Magistratura democratica) e dal laico del Prc Sergio Pastore Alinante.
Contrari al conflitto i togati di Unicost Vito Caferra e Giovanni D'Angelo che hanno presentato una loro relazione che chiede al Csm di rispondere con un ''non luogo a provvedere'' alla richiesta del ministro.
Rispondere con il ''non luogo a provvedere'' e' anche la proposta del laico del centro-sinsitra Giuseppe Riccio, secondo cui la mancata autorizzazione del presidente del Consiglio costituisce un problema politico, che non puo' interessare il Csm.
CORDOVA: A CSM AUMENTANO FAVOREVOLI TRASFERIMENTO (AGI) - Roma, 15 Mag.
- A Palazzo dei Marescialli, sede del CSM, va rafforzandosi il fronte di coloro che propendono per l'apertura, nei confronti del Procuratore della Repubblica di Napoli Agostino Cordova, della procedura di trasferimento d'ufficio ex articolo 2 della legge sulle guarentigie della magistratura.
Significa condurre una indagine volta ad accertare se Cordova ha perduto di credibilita' nell'attuale sede di lavoro, e se quindi occorre trasferirlo per sopraggiunta incompatibilita' ambientale e/o funzionale.
Sino a lunedi' scorso al Consiglio - sia in prima commissione, dinanzi alla quale pende la pratica, sia all'esterno della commissione, erano piu' o meno in parita' i fautori dell'archiviazione e quelli della procedura di trasferimento.
Ma gli ultimi sviluppi della polemica in corso negli uffici giudiziari napoletani - con la sfiducia del procuratore venuta da 120 tra giudici, pm e gip - stanno convicendo i consiglieri incerti e quelli sostenitori di Cordova a propendere per l'opportunita' che venga avviata la procedura prevista dalla legge sulle guarentigie.
"Ci sono fatti nuovi, le dichiarazioni all'Antimafia e l'assemblea napoletana - e' stato spiegato al CSM - che rendono opportuna una verifica perche' potrebbero avere un peso".
"L'apertura della procedura di trasferimento - hanno fatto osservare consiglieri ad essa favorevoli - consentira' all'interessato di essere riascoltato (lo fu gia' tempo fa, ma nell'ambito di accertamenti preliminari, quando ancora non c'era una pratica a suo nome) con tutte le garanzie: le quali prevedono anche l'assistenza di un difensore.
Inoltre potranno essere sentiti i sostituti che lo contestano: dei 64 firmatari del documento critico di alcuni mesi fa sulla gestione Cordova, ne abbiamo ascoltati solo tre".
Se sara' aperta, la procedura ex art.
2 partira' con la contestazione dei capi di incolpazione che la commissione avra' deliberato.
Nella proposta attualmente pendente tra l'altro si parla dei contrasti con la Procura Generale e con il Consiglio giudiziario, delle lamentele dei pm sull'organizzazione dell'ufficio, delle polemiche scaturite dall'inchiesta che porto' all'arresto di due prefetti, del protrarsi dei difficili rapporti tra procuratore e sostituti.
Ma la commissione potra' condurre accertamenti anche sugli ultimissimi sviluppi della polemica.
Domani sera la prima commissione referente - composta dai laici Ronco (Polo), che la presiede, Di Cagno (Ds), e dai togati Viazzi (MD), estensore della relazione proponente l'apertura della procedura di trasferimento d'ufficio, Natoli (Movimento), Visconti (MI), Smirne (Unicost), estensore della proposta di archiviazione deliberata dalla commissione parallelamente all'altra - tornera' a riunirsi per decidere definitivamente cosa fare.
Se, come pare, non rimarra' una parita' tra sostenitori dell'archiviazione e sostenitori della procedura ex art.
2 (la permamenza di un tre a tre comporterebbe il ricorso all'Assemblea plenaria del Consiglio per dirimere la questione), ma prevarra' la linea della procedura di trasferimento, la commissione proseguira' il suo lavoro.
Va ricordato che, tecnicamente parlando, il procedimento potra' concludersi o con una indicazione al plenum di trasferire a Cordova in un'altra sede di lavoro, o con una proposta di archiviazione essendo stata accertata l'inesistenza dei presupposti per il trasferimento d'autorita'.
C'e' comunque da osservare che sull'evolversi della pratica potra' incidere anche una richiesta spontanea di Cordova di lasciare l'ufficio per una poltrona di vertice in un'altra sede.
Se cosi' accadesse, se fossero individuate la sede e le funzioni gradite dall'interessato, e se la domanda di trasferimento fosse dal plenum accolta, la commissione dovrebbe prendere atto della cosa e sospendere (come sempre accade in questi casi) la procedura.
44/02 di riforma della Costituzione del CSM 11) Sistema centralizzato di videosorveglianza 12) Graduatorie del personale … CSM 13) Copertura posti 14) Trasferimento a Roma 15) Ricorsi al TAR Lazio 16) Ricorso al Presidente della Repubblica 17) Riesame della revoca dell'applicazione extradistrettuale: retrodatazione 18) Formazione delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Nocera 19) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Lagonegro 20) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Terni 21) Applicazioni extradistrettuali 22) Modifica delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Milano 23) Integrazione alla formazione delle tabelle di composizione, per il biennio 2000/2001, del Tribunale di Cosenza 24) Nota del Presidente del Tribunale di Trani 25) Richiesta chiarimenti sulla cessazione dall'attuale lavoro 26) Un quesito sul part time 27) Incompatibilità tra giudice onorario e collaborazione con un notaio 28) Assenza dal lavoro per motivi di salute oltre i sei mesi 29) Nota su un procedimento disciplinare 30) Disponibilità ad assumere il possesso dell'ufficio 31) Attribuzione delle funzioni di coordinatore dell'ufficio 32) Rinuncia alle funzioni di coordinatore 33) Decadenza per mancata presa di possesso 34) Rinuncia all'incarico 35) Nomina 36) Concorsi: informative assunte sulle pendenze penali 37) Incontri di studio Il CSM nelle agenzie di stampa OLAF: CSM; COMMISSIONE, SOLLEVARE CONFLITTO ATTRIBUZIONIMINISTRO CASTELLI HA MENOMATO POTERI CSM (ANSA) - ROMA, 15 MAG - La Terza Commissione del Csm , a maggioranza, ha chiesto al plenum di sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale contro il ministro della Giustizia per la vicenda dei magistrati italiani destinati all'Olaf, l'organismo europeo antifrode.
Si tratta di una nuova puntata dello scontro che oppone da tempo il Csm a Castelli; uno scontro cominciato l'anno scorso quando il Guardasigilli, facendo marcia indietro rispetto a una sua precedente richiesta e del suo predecessore Fassino , aveva invitato Palazzo dei marescialli a revocare il collocamento fuori ruolo dei tre magistrati italiani, vincitori del concorso europeo per accedere all'Olaf:Alberto Perduca, Mario Vaudano, e Nicola Piacente (che intanto ha rinunciato).
Una richiesta motivata da Castelli con la convinzione che si tratti di incarichi piu' adatti a funzionari di polizia che a magistrati e che e' stata rinnovata quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha negato ai tre magistrati l'autorizzazione a svolgere lavoro all'estero.
Non dando seguito con il suo necessario decreto al collocamento fuori ruolo dei magistrati deliberato dal Csm, Castelli sta menomando le competenze di Palazzo dei marescialli fissate dalla Costituzione, sostiene la maggioranza della Commissione, che fa presente come non spetti al ministro ma solo al Csm valutare se un incarico sia adatto o no a un magistrato.
E la mancata autorizzazione del presidente del Consiglio non e' rilevante perche' la norma che la prevede non si applica ai magistrati.
Diversamente il governo finirebbe con l'invadere anche competenze comunitarie.
La decisione della Commissione e' passata a maggioranza con tre voti a favore su sei: il si' e' stato espresso da Armando Spataro (Movimento per la giustizia), Gianfranco Gilardi Magistratura democratica) e dal laico del Prc Sergio Pastore Alinante.
Contrari al conflitto i togati di Unicost Vito Caferra e Giovanni D'Angelo che hanno presentato una loro relazione che chiede al Csm di rispondere con un ''non luogo a provvedere'' alla richiesta del ministro.
Rispondere con il ''non luogo a provvedere'' e' anche la proposta del laico del centro-sinsitra Giuseppe Riccio, secondo cui la mancata autorizzazione del presidente del Consiglio costituisce un problema politico, che non puo' interessare il Csm.
CORDOVA: A CSM AUMENTANO FAVOREVOLI TRASFERIMENTO (AGI) - Roma, 15 Mag.
- A Palazzo dei Marescialli, sede del CSM, va rafforzandosi il fronte di coloro che propendono per l'apertura, nei confronti del Procuratore della Repubblica di Napoli Agostino Cordova, della procedura di trasferimento d'ufficio ex articolo 2 della legge sulle guarentigie della magistratura.
Significa condurre una indagine volta ad accertare se Cordova ha perduto di credibilita' nell'attuale sede di lavoro, e se quindi occorre trasferirlo per sopraggiunta incompatibilita' ambientale e/o funzionale.
Sino a lunedi' scorso al Consiglio - sia in prima commissione, dinanzi alla quale pende la pratica, sia all'esterno della commissione, erano piu' o meno in parita' i fautori dell'archiviazione e quelli della procedura di trasferimento.
Ma gli ultimi sviluppi della polemica in corso negli uffici giudiziari napoletani - con la sfiducia del procuratore venuta da 120 tra giudici, pm e gip - stanno convicendo i consiglieri incerti e quelli sostenitori di Cordova a propendere per l'opportunita' che venga avviata la procedura prevista dalla legge sulle guarentigie.
"Ci sono fatti nuovi, le dichiarazioni all'Antimafia e l'assemblea napoletana - e' stato spiegato al CSM - che rendono opportuna una verifica perche' potrebbero avere un peso".
"L'apertura della procedura di trasferimento - hanno fatto osservare consiglieri ad essa favorevoli - consentira' all'interessato di essere riascoltato (lo fu gia' tempo fa, ma nell'ambito di accertamenti preliminari, quando ancora non c'era una pratica a suo nome) con tutte le garanzie: le quali prevedono anche l'assistenza di un difensore.
Inoltre potranno essere sentiti i sostituti che lo contestano: dei 64 firmatari del documento critico di alcuni mesi fa sulla gestione Cordova, ne abbiamo ascoltati solo tre".
Se sara' aperta, la procedura ex art.
2 partira' con la contestazione dei capi di incolpazione che la commissione avra' deliberato.
Nella proposta attualmente pendente tra l'altro si parla dei contrasti con la Procura Generale e con il Consiglio giudiziario, delle lamentele dei pm sull'organizzazione dell'ufficio, delle polemiche scaturite dall'inchiesta che porto' all'arresto di due prefetti, del protrarsi dei difficili rapporti tra procuratore e sostituti.
Ma la commissione potra' condurre accertamenti anche sugli ultimissimi sviluppi della polemica.
Domani sera la prima commissione referente - composta dai laici Ronco (Polo), che la presiede, Di Cagno (Ds), e dai togati Viazzi (MD), estensore della relazione proponente l'apertura della procedura di trasferimento d'ufficio, Natoli (Movimento), Visconti (MI), Smirne (Unicost), estensore della proposta di archiviazione deliberata dalla commissione parallelamente all'altra - tornera' a riunirsi per decidere definitivamente cosa fare.
Se, come pare, non rimarra' una parita' tra sostenitori dell'archiviazione e sostenitori della procedura ex art.
2 (la permamenza di un tre a tre comporterebbe il ricorso all'Assemblea plenaria del Consiglio per dirimere la questione), ma prevarra' la linea della procedura di trasferimento, la commissione proseguira' il suo lavoro.
Va ricordato che, tecnicamente parlando, il procedimento potra' concludersi o con una indicazione al plenum di trasferire a Cordova in un'altra sede di lavoro, o con una proposta di archiviazione essendo stata accertata l'inesistenza dei presupposti per il trasferimento d'autorita'.
C'e' comunque da osservare che sull'evolversi della pratica potra' incidere anche una richiesta spontanea di Cordova di lasciare l'ufficio per una poltrona di vertice in un'altra sede.
Se cosi' accadesse, se fossero individuate la sede e le funzioni gradite dall'interessato, e se la domanda di trasferimento fosse dal plenum accolta, la commissione dovrebbe prendere atto della cosa e sospendere (come sempre accade in questi casi) la procedura.
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