Tra gli argomenti discussi: Africa, Arabi, Diritti Umani, Esteri, Gheddafi, Iran, Libia, Medio Oriente, Obama, Onu, Politica, Rassegna Stampa, Unione Europea, Usa, Violenza.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 18 minuti.
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Un giovane ascoltatori di Radio Radicale venerdì venticinque febbraio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta
Oggi ci occuperemo di Libia e in particolare delle
Esitazioni degli occidentali di fronte ai massacri che vengono compiuti in questi giorni dal regime di Muammar di dati
Esitazioni innanzitutto degli Stati Uniti è vero che ieri la Casa Bianca in una escluso alcuna opzione nemmeno quella
Militare per la situazione in Libia ma in Bosch intorno posti in un editoriale sottolinea che Barack Obama è stato l'ultimo leader occidentale ha parlare sulla Libia
Anche gli europei sono stati lenti nel reagire sottolinea in un commento la Süddeutsche Zeitung che leggeremo e poi vi proporremo editoriale del Fraktion Times ieri il primo
Secondo il quale l'Unione europea è un mostro a troppe teste in politica estera con un'azione debole
Assente anche il Consiglio di sicurezza dell'ONU a causa dei veti sulla situazione libica di Russia e Cina leggeremo un commento di divelte poi approfondiremo le conseguenze
Diplomatiche più ampie della
Situazione in Medioriente lo faremo con le realtà alibi o un tardivamente la Francia cerca di riconquistare l'influenza perduta nel mondo arabo e con il New York Times su un'analisi
Dal titolo con le scosse nel mondo arabo cresce l'influenza dell'Iran in chiusura vi proporremo anche un commento di Farid Zaccaria
Dal Washington post Zaccaria parla di svolta sismica e invita l'Amministrazione americana studiare adottare una nuova strategia
Per il medio oriente cominciamo però dalle esitazioni dell'amministrazione Obama ultimo sulla Libia il titolo di un editoriale di ieri del Washington post
Che si chiede nel sommario perché Obama è stato l'ultimo a parlare sulla Libia scrive questo giornale ancora una volta
Un dittatore arabo sta usando la violenza criminale nel tentativo disperato di restare al potere e ancora una volta
L'Amministrazione Obama è lenta a reagire questa volta il tiranno e uno degli uomini del male in Medioriente Muhammar Gheddafi cui regime oltre brutalizzare il suo popolo ha condotto attentati terroristici spettacolari contro gli americani
Avendo perso il controllo di gran parte del suo Paese Gheddafi ha scatenato un'orgia sanguinaria nella capitale Tripoli usando mercenari stranieri
Ieri per attaccare la sua gente come Saddam Hussein e si è trincerato in un bunker e ha promesso che combatterà fino all'ultima goccia di sangue
I Governi intorno al mondo hanno condannato questa terribile carneficina l'Unione europea ha dato il suo accordo di principio per imporre sanzioni la lega araba ha detto che la Libia sarà esclusa
Dai suoi incontri il premier britannico David Cameron la cancella tedesca Angela Merkel perfino al Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi hanno condannato la violenza del regime
Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto la repressione brutale sanguinaria contro la popolazione libica e rivoltante la comunità internazionale non può rimanere spettatrice di queste violazioni massicce dei diritti umani
Ricorda il Washington imposte citando SAR così anche se poi vedremo
Che in Europa i leader sono particolarmente criticati per le loro incertezze ad ogni modo scrive il post fino a mercoledì sera solo un leader occidentale non aveva parlato sulla Libia e cioè Barack Obama
Prima il solo commento del presidente durante i cinque giorni di atrocità
Era stata una dichiarazione del suo portavoce venerdì sera in cui
Si deplora ma la violenza di quel giorno in tre Paesi Yemen Libia e Bahrain nei successivi quattro giorni la risposta dall'amministrazione al bagno di sangue libico
Sono state dichiarazioni misurate relativamente morbide da parte del Segretario di Stato Hillary Clinton funzionari dell'amministrazione hanno spiegato
La debolezza della posizione dicendo di essere preoccupati per i cittadini americani presenti in Libia si temeva che il disperato Gheddafi potesse attaccare
Che i cittadini americani o prenderli in ostaggio ma la presenza di migliaia di euro per i non ha impedito ai leader
Dell'Europa di parlare con forza e di dare il loro accordo di principio a sanzioni contro Gheddafi
Finalmente mercoledì sera Obama è comparso sul podio della Casa Bianca per dire condanniamo in modo fermo l'uso della violenza in Libia
Salvo però non menzionare Gheddafi né chiedere la sua rimozione il Presidente scrive Washington post ha detto che l'Amministrazione sta preparando una serie di opzioni ma non ha detto cosa
Non ha menzionato la no fly zone che la delegazione libica all'ONU ha chiesto e a sottolineato che gli Stati Uniti lavoreranno attraverso il Forum
Internazionali dicendo che Clinton andrà a Ginevra per un incontro del consiglio dei diritti umani che conta tre sui membri proprio la Libia e che si è dimostrato del tutto inefficace inutile Obama
Secondo il Washington post ha dato l'impressione di non voler assumere la leadership nell'opposizione ai crimini di Gheddafi è imperativo che i Paesi popoli del mondo parlino con una voce sola ha detto questa sarà la nostra priorità
Per il Washington post invece la priorità di un Presidente americano dovrebbe essere di opporsi alle alla depravazione di un tiranno come Gheddafi apparentemente questo Presidente non la pensa così
C'è poi l'Unione europea che
In alcuni casi stata complice di Gheddafi le armi belli che questo è stato quasi trovato sono state usate contro l'opposizione probabilmente altre armi europee
Insomma i leader europei sono stati quanto meno altrettante sì tanti di Obama nel
Agire di fronte alla repressione in Libia lo sotto una lo sottolineava ieri la Süddeutsche Zeitung quotidiano tedesco scrivendo
Il tempo dell'indecisione deve finire in Libia Gheddafi sta conducendo una guerra contro suo popolo all'inizio della settimana l'Unione europea ha chiesto il colonnello di evitare la violenza e di avviare un dialogo pacifico collo polizza con l'opposizione
Alla luce della battaglia in corso nelle città libiche e delle folle Paroli di Gheddafi è tempo che l'Europa smetta di giocare il ruolo di ammonitore Gentile
Non può più aspettare sì le dimissioni del colonnello ora che Gheddafi ha promesso di morire come un martire trascinando con sé tutto il suo Paese
Perfino le sanzioni finora immaginate come un divieto di ingresso sul territorio europeo un congelamento degli assetti finanziari non bastano
L'Europa secondo la Süddeutsche Zeitung deve fare due cose
Primo deve dire chiaramente di essere contro Gheddafi e contro il dispotismo anche se di poco aiuto le sanzioni mandano un forte segnale devono essere però dotati immediatamente
Secondo l'Europa deve per formulare una minaccia credibile la cosa migliore sarebbe una coalizione con la lega Araba d'Egitto l'Unione africana una coalizione che con un mandato dell'ONU potrebbe ristabilire la pace in Libia
Anche la preparazione di una missione internazionale di questo tipo potrebbe bastare per renderla superflua
Ma c'è una cosa che l'Europa deve evitare ad ogni costo ed è aspettare una Libia che implode con una guerra civile potrebbe destabilizzare l'intera regione dalla guerra nei Balcani il valore degli interventi preventivi è chiaro all'Europa
Nei Balcani in Europa perse la sua opportunità quell'errore non deve essere ripetuto in Nordafrica così
La Sueddeutsche cioè Zeitung per una valutazione più generale dalla politica europea in Medioriente vale la pena recuperare l'editoriale di ieri del Financial Times dimensione mostruosa azione debole il titolo i tumulti arabi
Espongono l'inettitudine della politica estera dell'Unione europea scrive il quotidiano della City
La cosa è stata appena notata nel mondo ma il colonnello Gheddafi che ora è tornato a essere un'irrimediabile dittatore sanguinario lo scorso novembre aveva ospitato Tripoli un summit dei leader dell'Unione europea e dell'Africa
Il loro comunicato molto lungimirante soci si chiudeva così esprimiamo la nostra gratitudine all'iter della rivoluzione e al popolo della grande già Maya per le attenzioni e l'ospitalità concessa ai partecipanti di questo summit
Penso
La deferire deferenza abietta di alcuni leader europei verso Gheddafi secondo Fraktion Times è solo uno dei tanti errori di politica estera sull'Nordafrica sul Medioriente commessi dall'Europa
Da quando in dicembre è esplosa la rivolta araba a favore di la libertà
Abbiamo visto un Ministro degli esteri francese offrire aiuto all'autocrati tunisino Ben Ali per reprimere il movimento democrazia che un mese dopo
Ha rovesciato quell'autocratica abbiamo visto un esitante risposta alla rivolta che ha rimosso Hosni Mubarak dal potere in Egitto
Abbiamo visto Silvio Berlusconi evitare almeno l'inizio di criticare il regime fuorilegge del colonnello Gheddafi
Ma forse scrive con ironia Fraktion tax Berlusconi era distratto da altre questioni nordafricani in particolare il processo
Per l'accusa di aver pagato però in cambio di sesso una ballerina minorenne nata in Marocco durante questi eventi non abbiamo invece visto nulla dell'Unione per il Mediterraneo l'organizzazione lanciate in pompa magna nel due mila otto dall'ora irrilevante
Un impegno continuo e sostenuto con il mondo arabo dovrebbe essere una priorità ma da troppi anni questa Regione è stata l'esempio supremo di come l'Unione Europea conduca una finzione di politica I suoi confini
I nuovi meccanismi di politica estera istituiti dal Trattato di Lisbona dovevano dare un dinamismo all'Unione europea sulla scena mondiale ma nel due mila e nove è stata scelta la baronessa Caterina Citton
Ex capo di un'agenzia per l'ambiente
Nel Regno Unito come capo della politica estera europea Ashton certo non deve diventare l'alibi per la debolezza dell'Europa ma l'Unione europea sta pagando a caro prezzo la determinazione di Germania Francia e Regno Unito di scegliere un Novellino
Novellino che non minaccia la politica estera dei grandi Paesi
Per recuperare il ter del il terreno perduto scrive il Financial Times l'Unione europea deve trovare un piano per aiutare gli Stati del mondo arabo a costruire istituzioni politiche libere
Un sistema giudiziario indipendente una vera società civile deve allentare il protezionismo che tiene fuori i prodotti arabi deve congelare gli asset di tutti gli autocrati
Caduti soprattutto conclude quotidiano della City
L'Unione europea delle cominciare ad agire come una forza responsabile negli affari mondiali e non come un mostro a molte teste
Così fasce al Times
E poi c'è l'ONU
Il Consiglio di sicurezza ha condannato la violenza nulla più perché lo spiega divelte in un commento sempre
Di ieri scrive questo giornale tedesco le Nazioni Unite finora si sono limitati a fare appelli anziché approvare uno mandato
Sarebbe stato del resto difficile trovare la maggioranza del Consiglio di sicurezza per un mandato di intervenire in Libia quelli che dicono no sono ben conosciuti Russia e Cina ma che dire degli Stati Uniti
La potenza globale sembra avere problemi più gravi su altri fronti e l'Europa
Manca una capacità di gestire le crisi manca l'hardware militare quanto meno lo ignoro per trovato il coraggio per fermare le consegne di armi alla Libia che Rossi credo meno la stessa Europa continuato fornire fino a questa settimana
Ma dove sono le sanzioni e le operazioni militari
Il pericolo secondo divelte ritardare non si deve per forza pensare immediatamente la guerra contro la Serbia lira con l'Afghanistan ma data la situazione in Libia le esitazioni potrebbero contribuire a piombare il Paese in una guerra civile
Nulla ancora è stato deciso ma ciò che sta accadendo sull'altra sponda del Mediterraneo e l'opportunità del secolo dopo Tunisia ed Egitto anche la Libia sta decidendo il futuro del mondo arabo ed è decisiva per il futuro del mondo arabo
Gli europei sanno di cosa si tratta e ciò che hanno vissuto
Di prima mano vent'anni fa ma sembrano averlo dimenticato così
Tra l'altro di Vella ter sulle conseguenze
Più generali di questa crisi non solo libica avanti in generale in Medioriente di queste rivolte le altri bisogni ripubblica con anzi abbastanza divertente sulla Francia che tardivamente cerca di riconquistare l'influenza perduta nel mondo arabo
Dopo settimane di situazioni diplomatiche di fronte i tumulti nel mondo arabo il Presidente Nicolas Sarkozy ha cercato di segnalare
Al mondo che la Francia di nuovo presente difendendo valori umani fondamentali che intende agire con mano sicura nel Nuovo Medio Oriente questa settimana Sarkozy ha inviato una delegazione guidata dal suo Ministro delle Finanze Christine Lagarde in Tunisia
Perché il Ministro delle Finanze perché il Ministro degli esteri miscela gli umani
è stata criticata per aver offerto l'esperienza know how per la Polizia francese ha ben alinea Pino andrà rivolte e quindi è stata inviata in Brasile
Sarà così anche ha consentito una richiesta all'Egitto di congelare i beni della famiglia Mubarak nonostante il premier francese François fino avesse passato le sue vacanze di Natale ospite del Governo Mubarak infine
Io di Sarkozy ha usato un tono particolarmente determinato quando ho chiesto all'Europa di sospendere tutte le relazioni economiche con la Libia
In risposta la violenta repressione del colonnello Gheddafi
Lo sto sto Gheddafi ricorda il Tribune che aveva piantato la sua tenda beduina in centro a Parigi durante una visita di Stato di cinque giorni nel due mila e sette così il Tribune va detto che
C'è una polemica in Francia perché un gruppo di diplomatici anche se hanno minimamente ha denunciato il dilettantismo della politica estera
Dell'Eliseo sotto SAR così oggi nel mondo dedica il suo editoriale proprio questo per cercare di capire se la Francia può riconquistare sia una politica estera
Credibile invece sulla sull'Iran New York Times ieri pubblicava un'analisi con le scosse nel mondo arabo cresce l'influenza dell'Iran
Secondo analisti ed esperti le rivolte popolari che stanno scuotendo il mondo arabo scuotono anche l'equilibrio di potere nella regione
Rafforzando la posizione dell'Iran indebolendo quella del suo principale rivale la rabbia saudita
Anche se è troppo presto per scrivere il capitolo finale dell'impatto delle rivolte l'Iran già beneficia
Della cacciata ho delle difficoltà di leader arabi avversari e ha iniziato proiettare la suo crescente influenza questa settimana terranno inviato due navi da guerra nel Canale di Suez per la prima volta dalla rivoluzione del mille novecentosettantanove
E i leader i nuovi leader egiziani hanno autorizzato il passaggio delle navi da guerra così il New York Times che poi evidentemente
Prosegue
Di sisma parla anche Farid Zaccaria columnist Washington post in un commento in cui ha una visione un po'più ottimista del futuro
Nel mondo arabo cioè non nelle mani dell'Iran nelle proteste mediorientali una svolta sismica scrive Zaccaria siamo nel mezzo di una rivoluzione in Medioriente una rivoluzione
Innescata da forze a lungo soppresse che continuerà
Ah ma oppresse che continueranno questa rivoluzione mandare onde d'urto in un arco che va dal Marocco all'Iran
Stiamo guardando ciascuna crisi in modo individuale nel momento in cui scoppia ma se facciamo un passo indietro vediamo che questa è davvero una svolta sismica che si riverbera su tutta la Regione per la prima volta in un millenni cittadini arabi stanno assumendosi la responsabilità di loro stessi stanno prendendo il loro destino in mano
Dall'undicesimo secolo le terre arabe sono state controllate in un modo o nell'altro da potenze straniere e fa Rizza carica ricorda i mongoli Persiani turchi l'Impero ottomano
L'espansione europea Regno Unito e Francia che hanno creato con da con loro colori in Sezioni più moderni Stati del Medioriente e poi dopo la Seconda guerra mondiale
Il meglio di niente era diventato una Regione di rivalità tra superpotenze finito l'impero sovietico gli Stati Uniti sono diventati l'unica potenza l'Iran ha cercato di affermarsi come alternativa all'egemonia americana ma avuto successi limitati al di fuori del Libano
Insomma gli arabi questo millennio hanno avuto governanti locali ma erano sceicchi re generali nominati e sostenuti da potenze imperiali estere
Che hanno governato non con il negoziato con il popolo ma con la forza della corruzione negli ultimi anni però due svolte americani maggiori hanno aperto il Medioriente la prima è stato il riconoscimento di Washington
Che il sostegno e dittatori la Regione
Era controproducente ha rafforzato l'opposizione islamista violente anti americana la seconda svolto è stata al declino della potenza americana signor Giorgio da più Bush sia Obama hanno qualche merito per quanto accaduto
Bus perché mise il problema della politica del Medioriente al centro dalla politica estreme Ricanatti con l'affidamento agenda Obama avuto un approccio più cauto ma ha permesso agli arabi di fare
Da soli c'è un problema finora l'Amministrazione Obama gestito ciascuna crisi
Nel momento in cui scoppiava bilanciando interessi e opportunità è comprensibile ma un certo punto dovrà intervenire per
Sarà una nuova strategia americana per il Medioriente che sia adatta a questo storico cambiamento così Farid Zaccaria sul Washington post non ci fermiamo
Buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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