Nella dichiarazione finale, sottoscritta da oltre 190 Paesi, non si fa menzione dell'impegno alla riduzione dell'uso dei combustibili fossili.
È il risultato dell'azione di pressione fortissima esercitata dai grandi produttori di energia da fonte fossile come Arabia Saudita e Russia.
E tuttavia non si può considerare questa Cop30 un fallimento, se si tiene presente il contesto geopolitico in cui si è svolta e l'assenza degli Stati Uniti, che hanno deciso il ritiro dagli Accordi di Parigi.
Il vertice ha dimostrato che il multilateralismo è salvo.
Un … importante risultato è stato raggiunto con l'impegno alla creazione di un gruppo di cooperazione con i Paesi meno sviluppati per l'implementazione dei loro piani climatici attraverso un supporto tecnico-politico.
Altro risultato degno di attenzione è la decisione di triplicare i fondi ai Paesi in via di sviluppo entro il 2035 per sostenere le politiche di adattamento climatico.
L'Unione europea ha avuto un ruolo di primo piano alla Cop30, poiché si è battuta perché si arrivasse ad una dichiarazione che fosse sottoscritta dai Paesi partecipanti.
Ed ha difeso la tassa europea sul carbonio, la CBAM, che colpisce chi produce all'estero senza rispettare i limiti alle emissioni.
Sulla posizione dell'Ue hanno pesato le divisioni, effetto delle pressioni esercitate dalle forze politiche di destra ed estrema destra contrarie alla transizione ecologica e al Green Deal.
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