Puntata di "Notiziario del mattino" di sabato 16 maggio 2026 , condotta da Sonia Martina .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 43 … minuti.
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13:30 - Camera dei Deputati
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Nove quattro minuti apriamo la prima edizione del notiziario di radio radicale in studio Sonia Martina, Alessandro Teodori, alla regia.
Di che cosa ci occuperemo in questa edizione, innanzitutto in apertura della missione di Trump in Cina, ma anche quelli che sono i nodi rimasti irrisolti, la guerra tra Stati Uniti e Iran, il ruolo della Turchia e dell'Italia, poi torneremo a parlare dello stallo dei lavori della commissione parlando parlamentare di vigilanza Rai e l'iniziativa di Roberto Giachetti.
Poi parleremo della proposta
Delle proposte di riforma della legge elettorale del centrodestra del voto degli italiani all'estero, oggi lo speciale del quotidiano il Foglio per il decennale della scomparsa di Marco Pannella e poi chiuderemo con la rubrica di Gianfranco, Cercone, cinema e cinema. Allora si è conclusa la missione del presidente statunitense Trump in Cina, salutata da Washington e Pechino, come l'avvio di una nuova fase nei rapporti bilaterali. In realtà, dietro le dichiarazioni di facciata ci sono pochi impegni concreti sul tavolo restano diversi nodi irrisolti e potenzialmente esplosivi. Quello più delicato resta Taiwan. Allora ce ne parla Francesco, Radicioni, anche se, per quanto riguarda Taiwan, bisogna dire che
Rispetto a qualche notizia almeno che.
Alla notizia che è uscita su qualche e notiziario.
E, almeno insomma, il Trap dice che non ha fatto nessuna minaccia su Taiwan, ma ce lo racconta meglio il nostro corrispondente Francesco, Radicioni, Francesco, sì, non c'è alcun dubbio Sonia all'indomani della visita di Donald Trump e in Cina diventa, come dicevi sempre più chiaro che l'obiettivo di questo viaggio era,
Più simbolico che sostanziale, più rivolto a gestire i problemi tra le 2 più grandi economie del mondo, chi a provare a risolverle né Donald Trump e Xi Jinping hanno infatti fatto concessioni significative nel corso di questi colloqui, così che i leader di Cina e Stati Uniti possono,
In qualche modo sostengono gli analisti entrambi rivendicare un successo con le rispettive opinioni pubbliche.
Per il leader della Repubblica Popolare questo viaggio è stato una pietra miliare nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, mentre il presidente americano ha descritto questa visita a Pechino come è fantastica non solo ieri il capo della diplomazia cinese, anche confermato che a settembre,
Si Jumping sarà alla casa Bianca
Una nuova occasione di incontro tra si Giunti e Donald Trump, anche se i leader di Cina e Stati Uniti potrebbero avere anche altri incontri Firema della fine dell'anno, a novembre ci sarà infatti il vertice dell'Apec Ashen Jenne e un mese più tardi a dicembre il summit del G 20 a Miami vedremo appunto quanti saranno nel corso del 2026 le occasioni di faccia a faccia tra,
Donald Trump e Xi Jinping ma, come dicevamo senza alcun dubbio si Jumping, può rivendicare di aver convinto da un'altra rampa ad andare a costruire, nel corso di questo viaggio, un nuovo paradigma delle relazioni tra Cina e Stati Uniti un paradigma basato sul principio della cosiddetta stabilità strategica costruttiva, che cosa significa? Gli analisti si stanno molto interrogando in questi giorni sul significato di questo nuovo termine nelle relazioni sino-americane. En anche se, come ha chiarito ieri il capo della diplomazia cinese,
E questo principio dovrebbe significare che Pechino e Washington devono rispettare i reciproci interessi fondamentali, ed è probabile Sonia che
Nella nella pratica questo si tradurrà in una arma retorica per la Repubblica popolare, cioè ogni volta che gli Stati Uniti prenderanno iniziative su Taiwan, ma anche sulle auto elettriche o sui diritti umani, allora la Repubblica popolare.
Potrà rispondere, potrà accusare Washington di aver anzi di aver violato il consenso raggiunto dai due capi di Stato, lo sappiamo, uno degli obiettivi della casa Bianca era invece l'Iran Donald Trump e Xi Jinping ha detto Washington sono d'accordo sul fatto che lo stretto di Hormuz deve rimanere aperto e che Teheran non sviluppi armi nucleari insomma, in qualche modo,
La Repubblica Popolare ha ribadito quella che da tempo e la posizione di Pechino, anche se continua a non esserci alcun impegno concreto da parte da parte della Cina proprio sulla crisi in Medio Oriente.
Donald Trump aveva inoltre rivendicato, ha rivendicato nel corso di questo viaggio di aver raggiunto degli accordi fantastici, tuttavia pare di capire che sia proprio sui dossier economico commerciali chi rimane la distanza più grande tra Pechino e Washington, almeno sui risultati proprio di questa visita del presidente americano.
E in Cina ieri l'amministrazione americana, diversi esponenti dell'amministrazione americana hanno parlato di enormi acquisti di prodotti agricoli e Donald Trump ha anche aggiunto che saranno venduti alla Cina 150 200 aerei della Boeing.
E tuttavia, su questo la Repubblica popolare ha usato una formula piuttosto laconica, non confermando queste queste cifre, il capo della diplomazia cinese, Wang, ha, si è limitato a dire sono in corso consultazioni per è dettagli specifici tra.
I due team
Negoziali lo sapevamo però fin dalla vigilia, questo viaggio di Donald Trump in Cina sarebbe stato osservato con grande grandissima attenzione e per ogni parola dell'inquilino della casa Bianca, in modo particolare su un dossier specifico, e cioè quello che ricordavi tu Sonia in apertura Taiwan,
Anche se si Jumping, appunto ribadito nel corso dei colloqui con Donald Trump, che Taiwan e il futuro dell'Isola, e la più rossa delle linee rosse per la Repubblica popolare e l'inquilino della casa Bianca, non ha però mai parlato pubblicamente di Taiwan durante questa visita a Pechino invece poi a bordo dell'Air Force One,
Donald Trump ha confidato ai giornalisti che con si Jinping si è parlato nel dettaglio della vendita di armi a Taiwan, una mossa, questa, che sembra in qualche modo rompere le garanzie fornite a Taipei fin dal 1900.
82, per cui Washington non debba proprio consultarsi con Pechino per quanto riguarda le esportazioni, che vanno a difesa dell'isola, non solo l'inquilino della casa Bianca ha anche detto di non aver ancora preso una decisione se approvare un nuovo pacchetto dal valore di 14 miliardi di dollari di armi per la difesa di Taiwan, anche se poi Sonia Donald Trump ha aggiunto che ne parlerò con chi guida Taiwan,
E si tratta chiaramente di una gaffe, visto che una telefonata tra Donald Trump e il presidente di Taiwan, Laiching letteralmente non avrebbe precedenti mai c'è stata dal 1979 in poi una telefonata tra un presidente americano in carica di un presidente.
Di Taiwan e immaginiamo che tipo di reazione tira provocherebbe, provocherebbe da parte di di Pechino, Donald Trump ha ribadito che la posizione di Pechino chiedo scusa alla posizione degli Stati Uniti su Taiwan non è cambiata.
E anche se l'inquilino della casa Bianca par nel corso di un'intervista con la Fox, ha detto che l'isola non dovrebbe dichiarare l'indipendenza.
Parole scelte in un modo che si non ha alterarli, quella che è la, diciamo così, la l'opposizione a chiedo scusa, io non sopporto all'indipendenza di Taiwan che la posizione ufficiale degli Stati Uniti, ma per come ha ammesso queste le sue dichiarazioni e sembra in qualche modo abbracciare la narrazione di Pechino secondo cui il rischio maggiore per la pace nello nello stretto di Formosa,
Sarebbero le cosiddette forze indipendentiste alla guida, alla guida dell'isola, lo sappiamo, l'abbiamo provato a raccontare tante volte da questi microfoni sogna di come il l'equilibrio tra Pechino e Washington su Taiwan, un equilibrio.
Che ha garantito più di cinquant'anni di pace nello nello stretto di Formosa e, più in generale, in Asia orientale, e si basa su un complicatissimo.
E equilibrismo semantico e ogni discostamento da questo da queste parole può provocare appunto una una crisi nello stretto e quindi deve essere maneggiato assolutamente assolutamente su cura.
Equilibrismo che, appunto, in queste dichiarazioni di ieri di Donald Trump nella sua a bordo dell'Air Force One pare di capire che l'inquilino della casa Bianca maneggia ancora con una certa, con una certa difficoltà interessanti, in conclusione, Sonia che a bordo dell'Air Force One c'è anche stata una proprio mentre tornava a Washington. C'è anche stata una telefonata tra Donald Trump e la premier del Giappone, Sanaa Itaca, ICI saletta Kaycee, che tra l'altro ha ormai da mesi, lo sappiamo, un durissimo scontro diplomatico tra Tokyo e Pechino proprio sulla questione proprio sulla questione di Taiwan, oltre a essere appunto il più importante alleato dell'America e in Asia orientale. Interessante anche che pochissimi istanti fa lassù qua l'agenzia ufficiale di Pechino ha confermato per la prossima settimana il viaggio di Vladimir Putin. È
In in Cina, in qualche modo, appunto, all'indomani di questa visita sia a Pechino che Washington, comunque, tornano a parlare con quelli che sono i propri alleati diplomatici più stretti.
Grazie grazie a Francesco Radicioni e allora chi ha vinto tra Donald Trump e Xi Jinping e la Franco Palazzolo, il nostro corrispondente parlamentare, l'ho chiesto ad Arnaldo Lomuti, deputato del Movimento 5 Stelle, segretario della Commissione difesa della Camera di Nash, sicuramente vittorioso sono entrambi, ma credo che la Cina di Xi Jinping sia sul primo podio,
Questo lo dico perché l'incontro parte fra superpotenze, ma c'è stato un particolare che viene spiegato poco e che all'interno della Air Force One, soprattutto il Ceo americano, con la presenza di per stringere accordi commerciali su terre rare, su intelligenza artificiale, su chip,
E quindi assolutamente l'incontro, c'è una priorità mondiale in termini di importanza.
Detto ciò, Trump ha chiesto un aiuto alla Cina per raggiungere la pace
E credo che si sia parlato non soltanto di Hormuz, ma anche di Ucraina, quindi Trump,
Uscirà sicuramente vincitore.
Se si riuscirà a raggiungere la pace in Iran, in Ucraina, ma cittadino, è una cosa che, se ci riesce,
Lo fa grazie alla Cina e quindi, se dobbiamo dire le cose come stanno da questo incontro.
Di che ivi chi è il vero vincitore, è proprio la Cina, perché Trump e l'America ne esce come superpotenza mondiale militare ed economica, ma dopo la C, dopo Xi Jinping.
Detto ciò, resta una grande amarezza perché viene riconfermata l'assenza di peso politico, geopolitico dell'Europa.
C'è tanto rammarico per tenutaria con il governo Conte, questa è sempre una storia che va ricordata.
È stato il primo Paese europeo ad aprire alla Cina, con la sua gente, la sedia con la famosa Via della Seta.
Sicuramente in una fase primordiale genetica con problemi, ma tutti i problemi irrisolvibili che andavano facilmente risolti.
E invece con il Governo Meloni.
È stato deciso di cestinare la.
Per quale motivo, per il solito motivo di un servilismo ingiustificabile, ormai ormai palese, tanto palese quanto ingiustificabile nei confronti non di Biden di tra materiale al solito dell'Amministrazione americana di turno?
Alle 9:20 passiamo adesso alla guerra tra Stati Uniti e Iran, il ruolo e le iniziative dell'Italia per favorire la cessazione delle ostilità e la riapertura dello stretto di Hormuz hanno trovato ampio spazio sui media turchi che hanno pubblicato un articolo in cui il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea la necessità di riportare stabilità in Medio Oriente la grande attenzione della stampa turca.
è legata anche al ruolo che Ankara che ha sottolineato lo stesso Tajani, sta svolgendo a sostegno dei negoziati tra Stati Uniti e della recente iniziativa promossa dall'Italia per la sicurezza alimentare e l'accesso ai fertilizzanti, ma ce ne parla il nostro Mariano Giustino che avevano in collegamento lo sapete dalla Turchia,
Marianna, buongiorno, il ministro degli Esteri Tajani sui media turchi definisce il blocco di Hormuz. Uno shock globale sottolinea la necessità di riportare stabilità in Medio Oriente. Il ruolo e le iniziative dell'Italia per favorire la cessazione delle ostilità e riapertura dello stretto di Hormuz trovano ampio spazio sui media turchi che ieri hanno pubblicato un articolo di Antonio Tajani, dove il ministro degli Esteri sottolinea la necessità di riportare la stabilità in Medio Oriente. Il blocco di Hormuz non rappresenta una semplice crisi regionale, sottolinea il ministro Tajani, ma uno shock globale destinato a incidere sulla sicurezza energetica, sulla competitività industriale e sugli equilibri economici internazionali. Si legge nell'articolo del ministro italiano
E che compare oggi su diversi siti e oltre che nell'edizione cartacea di più, i giornali turchi, tra cui quello di Orietta Juliet Daily News, la grande attenzione della stampa turca è legata anche al ruolo che Ankara, come sottolinea lo stesso Tajani nel suo editoriale, sta svolgendo nell'ambito del Quartetto, insieme ad Arabia Saudita, Egitto e Pakistan, a sostegno dei negoziati di Islamabad tra Iran e Stati Uniti, oltre alla partecipazione della Turchia alla recente iniziativa promossa dall'Italia con una trentina di paesi del Mediterraneo Medio Oriente, Balcani, alla Fao per una coalizione per la sicurezza alimentare, l'accesso ai fertilizzanti, altrettanto rilevante è particolarmente sentito in Turchia e l'impatto economico che, come sottolineato da lì dall'articolo, l'articolo di Tajani colpisce tutti i paesi della regione, ma anche un Paese esportatore come l'Italia, il cui export vale circa il 40% del
Il Pil a preoccupare scrive il ministro degli Esteri italiano non è soltanto l'impatto dell'industria nazionale, ma sono anche le conseguenze di sui Paesi più fragili dell'Africa e del Mediterraneo allargato. Intanto la Turchia si sta preparando a presentare un disegno di legge al Parlamento per affermare la giurisdizione marittima nelle aree contese del Mar Egeo e del mar Mediterraneo. Fattore questo, che preoccupa molto Bruxelles. E una risposta altamente prevedibile da parte della Turchia all'Alleanza di difesa appena annunciata tra Grecia, Cipro e Israele. La legge di Newton e d'altra parte dice che una ogni forza incontra una forza di reazione uguale e opposta. Intanto sembra che stia ufficialmente sorgendo. Nasce una triade mediterranea della NATO, la Spagna, aiuti alla Turchia, costruire una portaerei, la Turchia, la riempie con droni di produzione nazionale, l'Italia collabora con la Turchia nell'aerospazio e acquista droni per la propria portaerei. La portaerei Cavour
Hanno Italia e Turchia, come sappiamo, hanno stretto una Leanza strategica e industriale nel settore dei sistemi aerei senza pilota, tramite un John ben sciur paritetica tra il colosso italiano Leonardo e l'azienda turca, By Car, L Italia è diventata coproduttrice dei droni avanzati, destinati sia alle forze armate nazionali sia alle esportazioni europee. L'accordo industriale prevede lo sviluppo congiunto delle piattaforme turche con l'integrazione di sensori elettronica e intelligenza artificiale a firma Leonardo, la produzione distribuita in diversi poli nazionali, tra cui quello di Ronchi dei Legionari nel Friuli Venezia Giulia, un polo di assemblaggio finale dei Tibi, tre idro uniti B tra i turchi, a Villanova, d'Albenga, in Liguria, all'ex stabilimento, Piaggio dell'aereo, Space convertito in hub di produzione per i modelli Tibi due, eh eh caching, i droni Tour turchi senza
Vai, le kamikaze diciamo Grottaglie in Puglia e Torino e Roma, centri nevralgici per la sensoristica e lo sviluppo, soffre della Turchia, ha fatto del suo meglio, ricordiamo per rimanere fuori dalla guerra con l'Iran, mantenendo scrupolosamente la propria neutralità in questo può richiamarsi ai precedenti della propria storia generazioni di politici turchi citano il delicato equilibrio che Ankara, mantenne durante la seconda guerra mondiale come uno dei capitoli d'ori d'oro della diplomazia.
Turca Ankara non ha appoggiato la campagna israelo americana, come hanno fatto alcuni Stati arabi del Golfo, e non ha permesso agli Stati Uniti o Israele di utilizzare il suo spazio aereo per attacchi contro l'Iran, questo perché la Turchia ha una relazione complessa ma stabile con l'Iran che dura da secoli di cui spesso vi abbiamo.
Documentato la Turchia a lungo preferito gestire le tensioni con l'Iran assertivo piuttosto che confrontarsi con il suo vicino, il rapporto tra i due Paesi non è né di amicizia né di aperta inimicizia, ma di una sorta di coesistenza competitiva, questa dinamica precede la Fondazione delle Repubbliche moderne, la guerra in Iran ha messo anche in luce la fragilità del processo di pace di Ankara con il Partito dei lavoratori del Kurdistan.
Per Kakà, un gruppo militante che ha combattuto per decenni un'insurrezione contro lo Stato turco e tale processo, che ha ricevuto un impulso nel 2025, dopo che il leader curdo Abdullah Ochalan ha chiesto un cessate il fuoco, dovrebbe portare allo scioglimento finale del poeta Ka, ma non è affatto scontato, dato che Ankara sta procedendo a rilento con le necessarie riforme legislative e la Regione che, in piena turbolenza e la guerra appunto con l'Iran non aiuta. Infine, i negoziati tra Teheran e Washington sono rimasti praticamente inconcludenti. Al momento, gli Stati Uniti e Israele stanno avviando ampi preparativi per una possibile ripresa della guerra contro l'Iran. Quello che stiamo vedendo svolgersi in nella Repubblica islamica è una militarizzazione senza precedenti dei centri urbani e sta portando avanti la Repubblica islamica, una politica di sostituzione demografica. Non c'è solo un, non c'è un solo iraniano nativo, presenti ai raduni pro regimi a cui assistiamo in questi giorni a Teheran, questo regime sta seguendo in massa esecuzioni di nativi e sostituendole con musulmani sciiti stranieri impiccato ieri mattina, un prigioniero nel carcere di Karachi è in GAL arance, ente di 30 anni, impiccato anche resa Soleimani nel carcere centrale di Cuma. Questi si aggiungono decine di impiccagioni di giovani manifestanti. Intanto stiamo ora assistendo ad alcune delle devastanti conseguenze ecologiche dello sversamento deliberato di petrolio da parte della Repubblica islamica. Nel Golfo Persico. Animali marini possono essere visti morti, sono segnalati morti dopo l'esposizione alla massiccia contaminazione da petrolio, disastro ambientale in corso lungo la costa del Golfo Persico dell'Iran che, dopo che circa 80.000 barili di petrolio sono fuoriusciti in mare, vicino all'isola di targa, in questi giorni la tv di Stato della Repubblica Islamica sta apertamente mostrando ai civili come utilizzare gli AK 47 attraverso programmi legati al corpo paramilitare dei basiji di giorno e di notte in ogni angolo. Delle città. Si registrano inquietante ascolto di voci in arabo delle decine di migliaia di milizie sciite irachene, Kataib Hezbollah, fatte affluire dalle forze Cocuz per rinforzare i ranghi dei basiji. Gli altoparlanti diffondono musica lamentosa fino a oltre mezzanotte, sono continuano le processioni di milizie irachene e afgane
Che hanno sconvolto la vita quotidiana delle persone seminando il terrore anche di notte, le periodiche sfilate dei Cor di corte armati, compresi quelli di Hezbollah, libanesi, delle Forze di mobilitazione popolare, le Brigate fatemi Juno afgane, le milizie sciite turchi pachistani yemenite instillano in queste ore in nelle città iraniane, un'atmosfera di terrore che non trasmette altro messaggio se non quella di una vera e propria preoccupazione militare degli spazi urbani ad opera di decine di migliaia di brigate sciite fatte affluire in Iran da ogni angolo del Medio Oriente, insomma, l'Iran si sta preparando alle a neutralizzare le possibili nuove rivolte popolari, che sicuramente ci saranno
E soprattutto dopo la fine della guerra, si tratta della militarizzazione e radicalizzazione della società da parte di un regime che sa che la stragrande maggioranza degli iraniani rifiuta il loro governo, noi parleremo di tutto questo anche nella rassegna stampa turca di radio radicale delle ore 11, appuntamento a tra poco.
Andiamo avanti con il notiziario di radio radicale. Roberto Giachetti di Italia Viva ha sospeso lo sciopero della fame intrapreso per porre fine al grave stallo provocato dalla maggioranza di centrodestra che da 20 mesi blocca i lavori della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, impedendone la nomina del presidente e la ripresa del dibattito sulla riforma della governance del servizio pubblico radiotelevisivo. Dopo 12 giorni di sciopero della fame, ieri, Roberto Giachetti ha annunciato il passaggio allo sciopero della sete e se quindi incatenato all'interno dell'Aula di Montecitorio nel pomeriggio, dopo un colloquio con il presidente della Camera dei deputati. Lorenzo Fontana. Una telefonata col presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il comunicato con cui la maggioranza ha annunciato l'intenzione di superare lo stallo dei lavori della commissione Giachetti è uscito dall'aula della Camera, ha annunciato la sospensione dell'iniziativa non violenta. Sentiamo le sue dichiarazioni ai giornalisti raccolte per noi da Lanfranco, Palazzolo
Dopo 12 giorni di sciopero della fame. Oggi mi sono incatenato in aula perché, non avendo avuto risposte, chiedevo e ho chiesto esplicitamente e la maggioranza acconsentisse che vi fosse il numero legale in commissione parlamentare di vigilanza, cosa che viene fatta mancare da 20 mesi, qualunque fosse l'oggetto in discussione in commissione parlamentare vigilanza, il comunicato che ho visto della maggioranza risponde perfettamente a questa iniziativa commesso in piedi oggi in Aula. Vorrei ringraziare innanzitutto il Presidente della Camera, che non solo è stato, come dire, paziente tollerante rispetto a un'iniziativa che ha creato un po'di problemi a tutto l'ambiente, ma che è venuto a trovarmi. Ringrazio tutte le forze politiche dell'opposizione e tutti coloro che mi hanno chiamato e ringrazio ovviamente Matteo Renzi, che è sempre stato contrario all'uso della non violenza. È molto preoccupato per la mia salute, che mi è stato accanto in tutto questo periodo, e però devo dirvi che ringrazio anche la Presidente del Consiglio, che oggi mi ha chiamato alla quale ho spiegato le mie ragioni che credo
E abbia compreso e che abbia in qualche modo facilitato una presa di posizione della maggioranza che vorremmo essere molto chiaro risponde a quello che io oggi volevo che si interrompesse la paralisi della vigilanza con la maggioranza che desse garantisse che avrebbe dato il numero legale la mia originaria iniziativa non violenta prevedeva, come sapete, tre punti che erano questo lo sbocco della vigilanza, la nomina del presidente della Rai e la ripresa del dibattito in Commissione, ottava al Senato sulla governance della Rai. Su questo credo che è stato fatto un altro passo avanti, perché ho visto che il MEF scusatemi che era quello che
E avrebbe dovuto dare il parere affinché potesse riprendere il dibattito in Commissione. Ottava, ha dichiarato di essere disponibile, tant'è che credo che Giorgetti nelle prossime, ma non sarà ascoltato, quindi, in ragione di tutto quello che è accaduto, siccome di fare iniziative non violente e deve avere anche l'intelligenza di comprendere ciò che di positivo si realizza, io sospendere in questo momento le mie iniziative non violente Rachele esaurisco, rimango a guardare quello che accade, ma un grande risultato oggi lo abbiamo avuto questo. Ringrazio ovviamente anche la maggioranza perché la presa di posizione con la garanzia che alla prossima riunione ci sarà il numero legale e per me è un fatto di una straordinaria importanza. Dopo 20 mesi
In cui anche le parole del presidente Repubblica, purtroppo,
Così Roberto Giachetti parliamo ora della proposta di riforma della legge elettorale sostenuta dal centrodestra, attualmente all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera, la proposta reintroduce il sistema proporzionale sia alla Camera che al Senato e fissa una soglia di sbarramento al 3% per ogni lista a livello nazionale.
La proposta prevede inoltre l'assegnazione di un premio di maggioranza per il partito o la coalizione che ottiene almeno il 40% dei voti. Se nessuna lista o coalizione raggiunge la proposta, prevede la possibilità di un ballottaggio tra le 2 liste o coalizioni più votate sulla proposta del centrodestra di riforma della legge elettorale. Sentiamo, Alessandro Zan, deputato di Fratelli d'Italia, componente della commissione Affari costituzionali al microfono, sempre di Lanfranco, Palazzolo, noi pensiamo che le leggi si devono fare per l'interesse del Paese. Qual è l'interesse del Paese, che ci sia una stabilità dei Governi e delle maggioranze, più gas, stabilità delle maggioranze e dei governi, produce l'autorevolezza del nostro Paese all'interno e sulla scena internazionale. L'autorevolezza un porta a maggiori investimenti stabilità significa
Quindi benessere per i cittadini e noi ne abbiamo questo obiettivo indicato, certo, uno, il governo Meloni, dobbiamo ammetterlo, siamo riusciti a garantire la stabilità anche senza una legge che lo permettesse, è stato una coincidenza positiva che ovviamente va segnalata, ma se aggiungiamo a questo virtuoso dato anche la possibilità di prevedere un sistema elettorale che garantisca una maggioranza certa nel momento in cui gli elettori vanno al voto sanno cose vince la propria parte, ebbene, quella parte Bra la stabilità per potere governare con un
In un periodo sufficiente, quello della legislatura, per poter realizzare i propri programmi questo è l'interesse del Paese, noi lavoriamo su questo obiettivo fin dal primo momento, abbiamo detto però che la proposta che abbiamo presentato, una proposta sulla quale si può e si deve discutere, tanto è vero non avremmo fatto quasi 80 forse qualcosa di più di audizioni fra tecnici, i costituzionalisti esperti di
Voto fuori sede proprio per approfondire ogni aspetto e per avere un'apertura di credito anche a coloro che in maniera critica si approcciano con questa legge, spesso alle opposizioni che infatti hanno posto personalità che sono stati che hanno proprio così sollevato.
Ipotesi di miglioramento del testo della norma non ci spaventa, abbiamo detto che dobbiamo però entrare nel merito delle questioni per affrontare un singolo punto e dare risposte al al al agli interrogativi e dubbi che pure legittimamente sono stati posti, ma non perdendo di vista l'obiettivo è quello di dare all'Italia,
Una legge elettorale che garantisca la stabilità, l'alternativa sarebbe pareggi che poi producono fortissima instabilità, governi, talvolta l'abbiamo visto tecnici, quindi i cittadini non hanno scelto coloro che odiano governati e non è questo nell'interesse degli italiani.
Andiamo avanti con il nostro notiziario, restiamo però sempre sulla legge elettorale, il Movimento associativo degli italiani all'estero ha presentato un disegno di legge per razionalizzare la partecipazione dei cittadini residenti all'estero sui contenuti di questo disegno di legge, sentiamo Riccardo Merlo, fondatore e segretario del Maie, già senatore e sottosegretario agli Esteri del governo Conte sempre con Lanfranco Palazzolo,
Noi, la la, la prima cosa che che che crediamo che dobbiamo fare è evitare che si vota il 30% dell'elettorato, cioè su 7000000 di italiani, all'estero vota a 1 milione 500.000. Non inviare 7000000 di lettere e quelle lettere prima di tutto costano e tanto a al ai contribuenti italiani abbiamo noi, abbiamo presentato una proposta di legge legge con l'inversione dell'opzione, cioè è un sistema misto. Chi vuole votare si scrive per votare anche i consolati, ogni volta che ognuno va a fare una pratica al consolato, a rinnovare il passaporto, eccetera, eccetera, e li puoi domandare se vuole partecipare al voto allora e si invia la lettera solo a chi esprime
Il desiderio di votare, perché altrimenti
E si mandano 7000000 di lettere e poi voto 1 milione e mezzo di persone e 5 milioni e mezzo di lettere stanno girando, tornano in consolato, pena una spesa enorme che noi vogliamo far risparmiare, ah, ah ah, il contribuente italiano e poi l'altra cosa è un sistema che proprie pro proponiamo noi un sistema misto perché gli ultimi 10 giorni Kim Kim ha cambiato idea vuole votare o non si è riuscito a scrivere,
Potrebbe andare a votare in consolato in un seggio o dei seggi che si mettano nei consolati il personale diplomatico come la pensa su questo, io penso che sono dal corpo con noi, perché il fatto di di amministrare 7000000 di lettere è una cosa molto complicata e poi pericolosa dal punto di vista della sicurezza cioè l'obiettivo della nostra della nostra proposta di legge e trasparenza assoluta e poi e abbiamo chiesto che questo credo che si farà comunque di mettere un codice di Var sul plico elettorale che sia controllato nel consolato bisogna comprare le le cose per farlo.
Però con quello se tu controlli e non c'è il codice, il codice di guerra che non passa.
Quindi noi siamo più preoccupati per la trasparenza che per altre cose,
E oggi il Foglio pubblica uno speciale dedicato a Marco Pannella in occasione del decennale della sua scomparsa, che ricorre il prossimo 19 maggio, Antonello del fortuna, ne ha parlato con il direttore, Claudio Cerasa.
Temo non soltanto una pagina, dedicheremo uno speciale all'interno praticamente un altro giornale completamente dedicato a Pannella, o queste pagine da da collezionare con i discorsi e gli interventi per noi più suggestivi e quelli più importanti, che hanno segnato non soltanto una storia del della persona ma anche la storia politica a livello di contenuti di idee, battaglie di provocazioni dedicata anche a chi poteva avere e continua ad avere idee diverse da Pannella ma ha il suo pensiero, penso che sia utile per avere una un'idea critica sul presente e sul futuro attraverso le battaglie del passato si può capire meglio quelle che sono le sfide del presente, quali sono gli argomenti che ha scelto, come diciamo così focus
Ma gli argomenti riguardano la politica estera, riguardano l'Europa, riguardano battaglia sul pacifismo, è quello il pacifismo farlocco, come li chiamava in qualche modo Pannella, riguardano le battaglie per avere, perché per capire cosa rappresenta Israele per per la democrazia e per le società aperte riguardano anche la sua storia personale eccetera la storia mitica intervista a Playboy e l'idea di spiegare quali devono essere, a prescindere dalla fase storica i confini della società aperta. Anche mi sembra che sia la lezione forse universale che Pannella ci ha consegnato e che continua a essere più attuale che mai.
Così il direttore del Foglio Claudio Cerasa vi ricordo che oggi pubblica uno speciale dedicato a Marco Pannella in occasione del decennale della sua scomparsa, che ricorre appunto il 19 maggio e ora è il momento della rubrica cinema e cinema a cura di Gianfranco Cercone, che questa settimana ci parla di Nino è un film del 2025 diretto da,
Pauline, lo queste al suo esordio alla regia di un lungometraggio,
Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale, ci sono film che ci sospingono in ambienti e situazioni, o anche gli stati d'animo in cui non vorremmo proprio trovarci agiscono insomma deliberatamente in contraddizione con il nostro principio di piacere. Possono sembrarci per questo perfino crudeli, e possiamo essere tentati di respingerli, ma a volte il confronto con le negatività che propongono può rivelarsi istruttivo e l'angoscia che provocano può trasformarsi in una consapevolezza che almeno un po'rasserena. Mi sembra questo il caso di un bel film francese dal titolo di no, primo lungometraggio della regista Polillo Cass. Lo spunto da cui parte il racconto è quasi traumatico. Un ragazzo che si è recato in ospedale per un esame in seguito a un leggero mal di gola a prende a bruciapelo, di essere affetto da un cancro e che dovrà immediatamente iniziare una chemioterapia
La diagnosi viene comunicata di venerdì e la cura inizierà il lunedì successivo, dovrà trascorrere dunque tutto week-end comando dentro di sé, questa sconvolgente notizia.
Il ragazzo vive da solo, a Parigi si è lasciato con una ragazza e proprio in quei giorni ricorre il suo ventinovesimo compleanno.
La sua solitudine in una Parigi che appare spesso grigia e fredda, alimenta la sua angoscia, ma anche una festa di compleanno che è stata organizzata per lui, non basta ad alleviarla, ci si può abbandonare all'allegria di una festa, quando si è tramortiti da una notizia funesta.
L'obbligo sociale di apparire grati e felici non provoca allora ulteriore tormento.
Piuttosto che le chiacchiere di circostanza di una festa o la vicinanza di sconosciuti, sarebbe forse di sollievo un volto familiare o amico a cui potersi rivolgere in piena confidenza, ma in questo caso è una confidenza, a volte trattenuta, forse dalla timidezza o dallo scrupolo di provocare sofferenza in chi si ama,
Insomma, attraverso la cronaca delle azioni e degli incontri che compie il ragazzo nel corso di questo fatidico weekend, il film ci mette costantemente in contatto con la corrente di emozioni e di pensieri che lo attraversa, nell'alternanza fra momenti rari di autentica empatia umana e rinnovato senso di solitudine di chissà che comunque dovrà affrontare individualmente la malattia.
Parigi, alla lunga, non si dimostrerà in modo univoco, distante, ostile. I servizi sociali sanitari in questo caso appaiono in personali ma efficienti se gli abitanti appaiono a volte bizzarri o chiusi in se stessi. C'è anche poi è capace di vero ascolto e di slancio di solidarietà, ma la vera rivelazione del film riguarda il protagonista stesso fin dall'inizio. La sua sofferenza non lo induce al vittimismo o alla perdita della propria dignità, ma il suo breve percorso lo conduce verso una sua ulteriore maturazione, come una precisazione della sua personalità adulta, per cui alla fine ci appare in grado di affrontare storicamente il dolore. Il personaggio è interpretato con naturalezza e sensibilità da Theodore per il rand, vincitore per questa interpretazione, fra l'altro di un premio César come migliore promessa maschile. Mentre il film ha vinto un altro Cesar per la migliore opera, prima era stato presentato e premiato al Festival di Cannes e alla Festa del Cinema di Roma. Si tratta, a mio parere, di un film da vedere di no di Pauline lo Cass un saluto da Gianfranco Cercone
Sono le 9:47 è minuti, termina qui la prima edizione del notiziario di radio radicale, adesso noi vi lasciamo alla replica di stampa e regime in attesa che inizino i lavori all'Auditorium Antonianum di Roma, costruire comunità pratiche territoriali, visione condivisa per il futuro della democrazia, un incontro organizzato,
Da Basilicata, casa Comune, Comunità democratica, Demos.
E le persone della comunità, questo convegno dove è prevista intanto anche la partecipazione di Romano Prodi e di Graziano Del Rio, allora intanto però andiamo ad ascoltare Marco Taradash.
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