Tra gli argomenti discussi: Cattolicesimo, Chiesa, Crisi, Documento, Esteri, Golfo Persico, Guerra, Iran, Leone Xiv, Rassegna Stampa, Trump, Usa.
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale e mercoledì 27 maggio questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta, anche oggi apriremo con la guerra di Donald Trump in Iran Trump rischia un clamoroso fallimento con un accordo improvvisato con la Repubblica islamica questo il titolo di un editoriale del Times di Londra che vi proporremo il presidente americano,
Vuole a tutti i costi un accordo con il regime oppressivo e pirata di Teheran, spera di salvare la faccia spacciandolo per una sorta di vittoria, leggeremo anche un commento abbastanza spietato di Gideon Rachman, uscito ieri sul Financial Times l'Iran sta battendo Trump nell'arte del deal l'arte del deal è quella di cui si vanta Trump al punto,
Di aver pubblicato un di un libro con questo titolo nel 1987 parleremo anche dell'enciclica pubblicata da Leone quattordicesimo tema, che trova spazio su sui commenti di diversi giornali internazionali, venne proporremo in particolare uno.
El País, giornale spagnolo Leone quattordicesimo contro le techno oligarchie, partiamo però dal Times ed all'Iran Trump rischia un clamoroso fallimento con un accordo improvvisato, il titolo dell'editoriale di ieri, pubblicato dopo tutta una serie di indiscrezioni sul memorandum d'intesa che il presidente americano sta cercando di concludere con la Repubblica islamica.
Quando il presidente Trump esita il mondo, trattiene il fiato, scrive il Times secondo alcune fughe di notizie del fine settimana, l'amministrazione americana e il regime iraniano avrebbero raggiunto un'intesa provvisoria per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare un processo attraverso il quale l'Iran dovrebbe cedere il suo stock di uranio altamente arricchito se fosse vero un accordo di questo tipo come sostengono,
I suoi sostenitori, la stabilità potrebbe presto tornare in Medio Oriente, sarebbe anche la fine della crisi energetica globale che sta sconvolgendo la la, la politica e l'economia in tutto il mondo, solo che poi il Presidente degli Stati Uniti ha fatto marcia indietro.
L'accordo non era un accordo, ma solo un memorandum d'intesa è emerso che le forze americane rimarranno nella regione per 60 giorni finché lo Stretto non sarà stato effettivamente riaperto morale è positivo che Trump abbia deciso per una pausa prima di firmare questo accordo perché perché quasi ogni dettaglio dell'intesa quasi ogni dettaglio emerso finora,
Puzza di guai, gli obiettivi degli Stati Uniti con la guerra in Iran erano molto ampi, rovesciare il regime islamico, bloccare i progressi di Teheran verso la bomba nucleare e ridurre la sua capacità di lanciare missili balistici contro i paesi vicini.
Questa missione ricorda il Times è lungi dall'essere completata,
Nella guerra Stati Uniti e Israele contro l'Iran è emerso rapidamente che non c'erano buone opzioni per porre fine al conflitto. Per Trump ci sono stati successi tattici, ma i mullah non si sono arresi e non sono caduti. Al contrario, il corpo dei guardiani della rivoluzione islamica è diventato ancora più radicale e più radicato.
Uno Stato che sembrava in ginocchio, con un'inflazione superiore al 50% e proteste popolari furiose contro il carovita ha reagito ai bombardamenti americani israeliani trincerandosi le aspettative americane che le bombe da sole avrebbero ravvivato la rivolta popolare e rafforzato il dissenso si sono rivelate naïf, gli Stati Uniti forse si aspettavano un bis della caduta del dittatore venezuelano Nicolas Maduro,
Ma l'Iran nel corso degli anni ha integrato all'interno del suo sistema ammortizzatori che gli consentono di resistere agli urti anche quelli più violenti,
Il Times poi, ricorda che raggiungere un accordo con l'Iran è un esercizio complesso, lo è sempre stato.
Il primo problema è la sequenza temporale, l'Iran chiede che vengano sbloccati
Praticamente 20 miliardi di euro di attivi congelati prima di raggiungere un accordo sul suo programma nucleare,
Israele ha avvertito la casa Bianca che quei fondi finirebbero per riarmare Hezbollah in Libano e altri proxy nella regione, in altre parole, il presunto accordo di Trump sta già assumendo la forma di una sconfitta per Israele,
Se i proxy dell'Iran ne usciranno più ricchi, se il regime tergiversa era sulla consegna del suo uranio arricchito, se la leadership iraniana uscirà con un'influenza più forte sullo stretto di Hormuz.
Beh, allora Israele sarà il grande perdente e Benjamin Netanyahu quasi certamente perderà le prossime elezioni,
C'è chi spiega poi il Times, c'è chi, all'interno dell'Amministrazione americana.
Sta cercando di convincere Trump a usare un espediente, trasformare un mediocre cessate il fuoco con l'Iran in un grande accordo diplomatico capace di ridisegnare il Medio Oriente, i sostenitori di questa tesi dicono che è firmando gli Accordi di Abramo, la normalizzazione dei rapporti con Israele con Arabia Saudita, Qatar e Pakistan che hanno partecipato al processo di mediazione con l'Iran, beh, l'accordo potrebbe essere presentato come una grande vittoria. Si tratta di un allineamento informale di Paesi prevalentemente arabi disposti a costruì, una relazione diplomatica con Gerusalemme.
Ma ci sono molti interrogativi l'Arabia Saudita, per esempio, sarà disposta a farlo solo se Israele modificherà in modo significativo le sue politiche sullo Stato palestinese, cosa che sembra improbabile, e allora qual è un esito più probabile, secondo il Times?
È che il Medio Oriente, e in particolare gli alleati dell'America ricchi di petrolio e gas nel Golfo, diventino sempre più diffidenti di fronte all'alleanza tra Stati Uniti e Israele.
Tutti questi Paesi dovevano costituire un asse militare di alto livello contro l'espansionismo iraniano,
E invece gli Stati Uniti sembrano troppo ansiosi di concludere un accordo improvvisato con Teheran e andarsene dalla Regione per rassicurare gli alleati arabi del Golfo,
Di agli atti di Washington, anche in Europa farebbero bene a convincere Trump a mantenere la rotta, intensificare le sanzioni contro la Repubblica islamica in tutte le sue forme ed evitare di firmare un accordo improvvisato.
Meglio così.
Che permettere a Trump di precipitare nella trappola che il gruppo al potere a Teheran gli ha teso, così, tra l'altro il Times sul Financial Times di ieri
C'era un commento abbastanza micidiale di Gideon Rachman, l'Iran sta battendo Trump nell'arte del deal, che comincia con una citazione, la cosa peggiore che puoi fare in una trattativa e apparire disperato in quel caso l'altro fiuta il sangue e allora sei spacciato la cosa migliore in una trattativa è trattare da una posizione di forza e la leva è tutta la forza che puoi avere. Questo era il principio che Donald Trump, il suo ghostwriter,
Esponeva nel libro l'arte del deal pubblicato nel 1987. Forse Trump avrebbe dovuto rileggersi il suo libro prima di pubblicare il 5 aprile questo messaggio sui social aprite quel Katz distretto bastardi Ipazio, finirete all'inferno,
A un occhio non esperto quella minaccia di Trump suona un po'disperata, soprattutto perché Trump non ha mai mantenuto la parola di scatenare la violenza infernale contro l'Iran, la realtà è amara in questi negoziati e Teheran ad avere le leve, la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran ha messo sotto enorme pressione l'economia globale.
Man mano che i prezzi della benzina salgono in America i sondaggi di Trump crollano risultato. Al momento gli Stati Uniti sembrano sul punto di accettare un accordo che, nel lungo termine, rischia di lasciare l'Iran più forte di prima che la guerra iniziasse e senza di questo accordo l'Iran riapre lo stretto. Senza in teoria, imporre pedaggi in cambio ottiene un alleviamento graduale delle sanzioni, compreso lo sblocco di miliardi di dollari di asset congelati. L'Iran promette di limitare il programma nucleare, ma i dettagli saranno oggetto di futuri negoziati, quindi, in pratica, la questione rimane irrisolta. Trump ha detto di non avere fretta di non voler accettare un accordo sbagliato, ma la reazione dei falchi repubblicani
è rivelatrice, il senatore Ted Cruz ha suggerito che questo accordo potrebbe essere un errore disastroso perché lascerebbe l'Iran in grado di arricchire uranio e sviluppare armi nucleari con in più un controllo efficace sullo stretto di Hormuz.
Un altro senatore repubblicano, Roger Wicker, ha detto non varrebbe la carta su cui è scritto,
C'è poi il governo israeliano, che sta cercando di dissuadere Trump dopo averlo convinto ad entrare in guerra e li Groener, ex direttore generale dell'ufficio di Netanyahu, sostiene che il fatto che l'Iran ora possa chiudere lo stretto di Hormuz in qualsiasi momento è una vittoria molto più profonda e strategica di qualsiasi successo militare puntuale. In una parola la la, la sintesi di Eli Groener,
Disastro
Come ha osservato Then She Firo, ex ambasciatore americano in Israele, l'Iran ha guadagnato una leva significativa per il futuro, dimostrando di poter controllare lo stretto di Hormuz, attaccare i vicini e le basi americane nella regione e resistere al meglio che Stati Uniti e Israele possono scagliare contro di lui.
Shapiro prosieguo Gideon Rachman ritiene che, nonostante tutto Trump sia così in trappola che accettare un accordo sbagliato per riaprire lo Stretto, sarebbe meglio che continuare la guerra, data la crescente minaccia di una crisi energetica globale, di una recessione mondiale.
Questo calcolo è comprensibile, gli Stati Uniti, del resto, hanno memoria recente di guerre dal Vietnam all'Afghanistan, che sono andate avanti troppo a lungo mentre cercavano di ripristinare una posizione di forza quando erano in una posizione perdente
Se quando Trump accetterà un accordo svantaggioso, sarà perché non ha alternative valide,
Le le occasionali minacce di Trump di scatenare l'inferno sul regime iraniano, tuttavia, mancano di credibilità, e questo a causa della sua evidente riluttanza a coinvolgere gli Stati Uniti in una guerra terrestre.
E a causa del rischio di ritorsioni iraniani contro i Paesi del Golfo e le loro infrastrutture energetiche, insomma, come si dice nel gergo degli analisti militari, la vulnerabilità del Golfo adatto all'Iran, la dominanza delle Ska Nation, il dominio dell'escalation,
La conclusione di Ghidorah Racman è ancora più.
È ancora più puntuale, pungente per certi aspetti del dell'attacco del suo commento Trump, che ossessivamente si paragona l'ex presidente Barack Obama,
Ama deridere l'accordo nucleare che l'amministrazione Obama aveva raggiunto con l'Iran nel 2015 Trump lo aveva definito una delle peggiori transazioni
Al mondo che gli Stati Uniti abbiano mai stipulato e aveva detto, non ho mai visto in tutta la mia vita una trattativa così incompetente come l'accordo con l'Iran.
Eppure ora Trump sta negoziando un accordo che per molti aspetti
Sembra perfino peggiore di quello di Obama, almeno perché oggi sappiamo che l'Iran può chiudere lo stretto di Hormuz in qualsiasi momento. Beh, un bel risultato per il maestro dell'arte del deal, così,
Tra l'altro, Gideon Rachman, sul Financial Times di ieri su Libération ieri, c'era un altro commento che avremmo voluto leggervi, ma vi segnaliamo Sergio Julie, ex direttore e fondatore di questo giornale Trump e l'Iran tutto questo per nulla.
Trump gioca alla guerra, come i bambini giocano con i soldatini di piombo, e la cosa non è evidentemente molto rassicurante per chiudere e invece.
Il Papa, l'enciclica, l'intelligenza artificiale è il titolo dell'editoriale molto politico di El Pais, di ieri Leone, quattordicesimo contro le techno oligarchie, la prima, enciclica di Leone quattordicesimo, è una dichiarazione di resistenza di fronte all'avanzata, apparentemente inarrestabile, di una concezione dell'intelligenza artificiale promossa dai cosiddetti techno oligarchi. Questa tecnologia è guidata da magnati che considerano l'essere umano come una specie migliorabile e sostituibile a livello individuale e che sostengono l'integrazione tra uomo e macchina. Il documento di Leone quattordicesimo rivela un profilo politico molto marcato del papà americano, il cui pontificato ha acquisito sempre più rilevanza nel dibattito pubblico, soprattutto dopo lo scontro con il presidente americano, Donald Trump, su temi come l'immigrazione, la guerra contro l'Iran. L'evento è stato senza precedenti, ha partecipato
Anche Christopher ola, che e ateo, nonché co-fondatore di Anthropic, ed è in contrasto con Trump.
Leone quattordicesimo ha presentato un testo di 110 pagine che può essere considerato come un programma di governo per una fase della Chiesa cattolica è destinata a durare a lungo, dato che il Papa solo 70 anni e il documento è ampio non parla solo di intelligenza artificiale ma anche di giustizia sociale pedofilia all'interno della chiesa memoria storica superamento del concetto di guerra giusta fanatismo religioso, debiti esteri, richiesta di perdono per la schiavitù,
Il titolo dell'enciclica magnifica Humanitas riflette la volontà del Papa di agire come la Rerum Novarum, in risposta al cambiamento d'epoca rappresentato dalla rivoluzione industriale, El Pais però conclude con una critica, dato che il Papa prende posizione in modo netto su questioni fondamentali che sono alla base delle tensioni nella politica mondiale avrebbe potuto essere più esplicito nell'indicare i responsabili di queste minacce, in particolare l'estrema destra,
Che attacca alcuni fondamenti contenuti in questa enciclica, nascondendosi dietro la bandiera di presunti valori tradizionali e religiosi così El Pais.
Magari però il papà fa il Papa, non il politico e.
E chi ha una concezione laica è la chiede poi al papà, spesso come fa il Pais potrebbe accontentarsi di un'enciclica di questo tipo, ma ci fermiamo per oggi da David Carretta, una buona giornata con Radio Radicale.
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